Visualizzazioni totali

martedì 18 ottobre 2016

PRIMA DELL'ADDIO L'ultima mossa del ministro Ecco chi molla Renzi

Pier Carlo Padoan, dopo la manovra l'addio al governo Renzi?


di Marco Gorra



La seggiola più alta di Palazzo Chigi, qualora al referendum vincesse il no e si rendesse necessaria l'installazione del famoso governo di scopo per fare la legge elettorale (sicuramente) e un'altra manovra (quasi sicuramente); il posto di segretario generale dell' Ocse, il cui attuale occupante (il messicano Angel Gurria) va a scadenza tra qualche mese e di cui è già stato numero due per sette anni; una poltronissima europea o para-europea (difficile solo la pista che porta direttamente alla Commissione, con la quota italiana bloccata da Federica Mogherini alla Pesc, ma per il resto le vie di Bruxelles sono infinite). Ormai, raccontano, è solo questione di scegliere l'obiettivo e concentrarsi su come raggiungerlo. Per il resto, Pier Carlo Padoan la decisione l' ha presa: è ora di spiccare il volo oltre gli angusti confini del renzismo.

Il che aiuta a capire come mai il clima tra ministro dell'Economia e presidente del Consiglio - già non esattamente mite in partenza - sia andato vistosamente peggiorando nell'ultimo periodo, arrivando in questi giorni vicinissimo allo zero (secondo alcuni, da qualche tempo i due avrebbero persino smesso di rivolgersi la parola). A far precipitare definitivamente le cose sono state le ultime settimane di stretta finale sulla manovra: qui sono emerse tutte le divergenze - politiche e non solo - tra i due.

Inizio difficile - Due che, si diceva, avevano iniziato a prendersi poco fin dall'inizio. E non avrebbe potuto essere altrimenti. Febbraio 2014, in corso le trattative per l'organigramma del governo che prenderà il posto di quello guidato dall'appena defenestrato Enrico Letta. A condurre le trattative sono il quasi premier Matteo Renzi e l'ancora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Se le altre caselle vanno a posto con relativa facilità, è sul ministero dell' Economia che si va al braccio di ferro. Da una parte Renzi che non molla sul rinnovamento (ma soprattutto che vuole scongiurare il rischio della diarchia) e spinge per il fedelissimo Graziano Delrio; dall'altra Napolitano, che di quel governo è pur sempre il garante agli occhi del mondo e che si trova nella necessità almeno di dotarsi di un ministro dell' Economia che non risulti, al pari dei colleghi, sconosciuto alle famose cancellerie internazionali. A spuntarla sarà il capo dello Stato, che dopo non essere riuscito a piazzare Padoan a Bersani prima e a Letta poi, vincerà finalmente le non poche resistenze di Renzi ed imporrà per via XX settembre il nome del suo pupillo.

Per capire il perché delle riserve del giovane segretario del Pd, è sufficiente scorrere il curriculum del ministro designato. E prendere atto che no, non esiste in esso una singola voce che non paia messa lì apposta per incarnare un qualche fantasma agli occhi di Renzi. Tanto per cominciare, è dalemiano: consulente economico ai tempi di Palazzo Chigi, in seguito era andato a dirigere il pensatoio dell' ex premier Italianieuropei. Biglietto da visita non ottimale se c' è da andare d' accordo con uno che ha costruito la propria carriera sull' idea stessa di rimozione di D' Alema.

Ma ben più dell' ascendente coi baffi, a turbare i sonni del premier è il resto del curriculum di Padoan: Banca Mondiale, Commissione europea, Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale, la citata Ocse, l'Istat di cui è presidente al momento della nomina. Una specie di hit parade dell'altissima burocrazia che rende il neoministro l' incarnazione di quel tecno-apparato la cui rottamazione è al primo punto dell' agenda del premier fiorentino. Si aggiunga una certa idiosincrasia caratteriale di fondo e la frittata è fatta: altro che diarchia, qui c'è la guerra fredda prima ancora di cominciare.

Come nei casi più classici, più ci si detesta privatamente e più in pubblico ci si affanna a dimostrare il contrario. Così, durante le prime settimane di vita del governo, ogni occasione pubblica dove i due compaiono insieme viene invariabilmente salutata dalla scenetta di prammatica, col premier che, mentre il ministro sorride lievemente imbarazzato, solitamente senza proferire parola, sfodera i trentadue denti e proclama che lui e Padoan vanno d' amore e d'accordo a parte quando si parla di pallone perché lui è della Fiorentina e l' altro della Roma. Non bastasse la palese falsità della cosa, a fare giustizia dell' impostura soccorrono poi gli astri, che di lì a poco apparecchiano un incrocio luciferino di sorteggi in forza del quale nel giro di due settimane la Viola fa fuori i giallorossi dall' Europa league e dalla Coppa Italia. Da allora, il simpatico siparietto pallonaro verrà inspiegabilmente mandato in soffitta.

Nel frattempo, però, i nostri hanno trovato da bisticciare per questioni più serie. Meglio, si sono andati delineando i contorni del "Grande Contrasto Permanente": di qua Renzi che ingaggia la titanomachia contro la burocrazia e l' idolatria degli zerovirgola, di là Padoan che se ne erge a paladino. Il punto è che la distanza tra i due è proprio filosofica: la battaglia rodomontesca di Renzi in nome del primato della politica contro la difesa operata da Padoan della prevalenza dei tecnici, (in special modo quelli in servizio al ministero dell' Economia, spesso e volentieri oggetto degli strali del premier e sempre difesi dal ministro); gli assalti del presidente del Consiglio alla dittatura finanziaria europea tutta lacci e vincoli contro l' argine del titolare di via XX settembre in difesa dell' austerità e dell' ortodossia; le suggestioni anti-tasse del capo del governo contro la barriera rigorista del Tesoro. Difficilmente passa una settimana senza che che sui giornali esca un retroscena che ruota intorno alle stesse, immutabili parole di Padoan: «Matteo, questo non si può fare».

Gli equilibrismi - Una cosa che non si può fare dopo l'altra, e passano i mesi. Col tempo, il contrappeso esercitato nei confronti di Renzi cessa di essere puramente tecnico ed inizia a presentare anche coloriture politiche. Che si vedono meglio a Bruxelles - dove il ministro si muove come un pesce nell' acqua e dove nessuno, specie in Commissione, fa mistero di preferire nettamente l' integrato Padoan all' apocalittico Renzi quando c' è da discutere di cose italiane - ma che a sorpresa vengono fuori anche a Roma: quando, nei giorni convulsi del dopo-dimissioni di Napolitano e della relativa corsa al Colle, nel toto-quirinale spunta il nome di Padoan (e nemmeno tanto come boutade: reggerà per giorni), dalle parti di Palazzo Chigi suona il campanello d' allarme.

Il resto è storia recente, che arriva fino all' altro ieri ed alla manovra da ventisei miliardi e mezzo licenziata dopo settimane di equilibrismi da parte di Padoan tra ragion di Stato (e di governo, dato che sulla finanziaria si gioca un bel pezzo della campagna elettorale per il referendum) e rispetto dell' impianto imposto da Bruxelles (che il 5 dicembre dovrà pur sempre dare luce verde). Sintesi trovata nonostante le difficoltà e manovra portata a casa. Manovra che però rischia di essere l' ultima firmata dal tandem Matteo-Piercarlo. Se poi sia destinata ad essere l' ultima su cui Padoan avrà (magari da oltreconfine) voce in capitolo, è tutto un altro discorso.

lunedì 17 ottobre 2016

Ha ucciso lei il figlio Lorys Stangata Veronica Panarello

Omicidio Lorys Stival, Panarello condannata a 30 anni



Veronica Panarello è stata condannata a 30 anni di reclusione per aver ucciso il figlio Lorys, trovato morto a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, il 29 novembre del 2014, all’età di otto anni. La decisione del gup di Ragusa è arrivata dopo che la Procura aveva chiesto 30 anni.  Il giudice ha anche disposto un risarcimento di 250mila euro per il marito Davide e di altre 10 mila per l'altro figlio.

L’avvocato del nonno di Loris Andrea Stival ha spiegato che "è stata disposta la trasmissione degli atti alla Procura per il reato di calunnia nei confronti del mio assistito. Abbiamo messo un punto a questa brutta vicenda". L'uomo è stato chiamato in causa dalla stessa Panarello nel corso degli interrogatori e indicato come l'esecutore materiale della morte del bambino.

"È una tragedia. Nessuno può dire ’abbiamo vinto'. La tesi che abbiamo sposato da subito è stata oggi confermata. Da qui pensare di aver vinto non possiamo dirlo". Così Daniele Scrofani, l’avvocato di Davide Stival, padre del piccolo Loris, dopo la lettura della sentenza di condanna.

"C'è la data dell'attacco, poi il caos" Usa-Russia, pochi giorni alla guerra

Il generale Jean: "Cyber-attacco degli Usa alla Russia prima dell'8 novembre"



Tensione ai massimi livelli, tra Stati Uniti e Russia, mai così alta dai tempi della guerra fredda. Colpa dei presunti attacchi hacker di Mosca e della clamorosa risposta di Washington, che ha fatto trapelare la possibilità di un cyber-attacco a Vladimir Putin. Sul punto si esprime il generale Carlo Jean, esperto di geopolitica e strategie militari, il quale in un'intervista a Il Giorno spiega: "Il cyber attacco americano alla Russia, se ci sarà, verrà sferrato prima delle elezioni presidenziali dell'8 novembre". Secondo il generale "Washington potrebbe attaccare le centrali elettriche, far saltare la rete dei trasporti o le televisioni. Tutto ciò che è in rete è vulnerabile, persino il sistema pensionistico russo. Dipende solo da quale reazione vogliono far scattare. Gli Usa - sottolinea - hanno la capacità di mettere in ginocchio Mosca con un attacco informatico".

Incalzato sulla possibilità che gli Usa svelino i tesori detenuti all'estero da Putin, Carlo Jean spiega che "di certo l'effetto non sarebbe devastante. Il presidente gode del favore dell'opinione pubblica". Il generale, inoltre, esclude che il Cremlino invada i paesi baltici: "È altamente improbabile, proprio perché scatenerebbe la reazione dell'Occidente. La mossa di inviare 140 soldati italiani in Lettonia ha un significato chiaro: la Nato è compatta e pronta a rispondere. Ci sono piani che prevedono la conquista delle capitali di Estonia, Lettonia e Lituania in 36-60 ore, ma gli uomini verdi di Putin, quelli che hanno invaso la Crimea, sanno che troverebbero militari dell'Alleanza ad aspettarli. Gli Usa non permetteranno mai che un membro dell'Alleanza sia invaso senza reagire".

Germania, doppio attacco chimico? Due esplosioni, il terribile sospetto

Germania, doppia esplosione a impianti chimici: morti e dispersi, un terribile sospetto



Un morto e sei dispersi in Germania: è il bilancio di due esplosioni avvenute in due impianti chimici del gigante tedesco Basf, in due città distanti 30 chilometri, Lampertheim e Ludwigshafen, nell'ovest del Paese. Una circostanza ancora tutta da chiarire che non fa escludere agli inquirenti nemmeno l'ipotesi di un attacco terroristico. Secondo l'azienda, gli incidenti sarebbero da attribuire a dei lavori di manutenzione: la rottura di alcune tubature ha provocato una reazione a catena che ha portato alle esplosioni.

La Basf ha chiesto alla popolazione vicina a Ludwigshafen "di evitare gli spazi aperti e di lasciare chiuse porte e finestre delle abitazioni". Nell'altro incidente invece non ci sarebbero emissioni di agenti chimici pericolosi nell'aria. Nell'impianto di additivi per materie plastiche di Lampertheim, per cause non ancora stabilite, è esploso un filtro, mentre Ludwigshafen l'esplosione è avvenuta nel porto nord, dove l'impianto lavora gas e petrolio. Dopo questa seconda esplosione si è levata una densa nube di fumo e sul posto sono giunte diverse squadre dei vigili del fuoco.

Basf ha ammesso che nel primo incidente quattro suoi dipendenti sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedali, mentre si è limitata a dire che il secondo incidente ha causato "vari" feriti. Tutte le attività nei centri industriali coinvolti sono state sospese.

Napoli: Padre Tommaso Galasso ricorda Santa Brigida di Svezia e San Giovanni Leonardi

Padre Tommaso Galasso ricorda Santa Brigida di Svezia e San Giovanni Leonardi: “due giganti della Chiesa diventati Santi per l’eroicità delle loro imprese”



NAPOLI - “Due Giganti della Chiesa” è il termine con cui Padre Tommaso Galasso, dell’Ordine della Madre di Dio e parroco della Chiesa di Santa Brigida, ricorda San Giovanni Leonardi, protettore dell’Ordine dei Farmacisti e Santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa. 

“Ottobre - afferma Padre Tommaso - è un mese particolarmente importante per la nostra comunità parrocchiale in quanto ricorre la canonizzazione di due Santi che hanno conquistato la propria santità grazie all’eroicità delle loro imprese, oltre che attraverso il riconoscimento teologico dei miracoli”. 

Padre Tommaso inizia con la figura di San Giovanni Leonardi: “prima speziale (oggi corrispondente alla professione di farmacista, ndr), poi teologo, fu nominato nel 1596 da Papa Clement VIII visitatore apostolico commissario con l’incarico di riformare, secondo i canoni del Concilio di Trento, le congregazioni benedettine di Montevergine, Vallombrosa e Monte Senario; da ricordare le sue grandi battaglie per riaccendere lo spirito missionario della Chiesa, in particolare nel Sud America. La sua beatificazione coincide con l’Unità d’Italia nel 1861 ad opera di papa Pio IX, mentre nel 1938 la canonizzazione è ad opera di Papa Pio XI”. 

Poi prosegue con il ricordo della fondatrice dell’Ordine Briggidino, Santa Brigida di Svezia: “moglie e madre di otto figli, dotata di pregevoli qualità pedagogiche, fu canonizzata da Papa Bonifacio IX nel lontano 1391 e oggi la sua tenace opera di cristianizzazione attraverso impegnativi pellegrinaggi e spesso sfidando i potenti di corte, rappresenta un modello importante per le nuove generazioni sempre più attratte dalla cultura dell’edonismo”. 

Non poteva certo mancare alla celebrazione eucaristica e al ricordo della propria fondatrice, la delegazione campana dell’Ordine Militare del Santissimo Salvatore e di Santa Brigida di Svezia (nella foto), che per l’occasione ha formulato i migliori auguri di buon lavoro al neo insediato Padre Generale dell’Ordine della Madre di Dio, Padre Vincenzo Molinaro, che subentra a Padre Francesco Petrillo, trasferito a Lucca. “I Cavalieri dell’Ordine di Santa Brigida - ha affermato il Gran Maestro, Principe Federico Abbate de Castello Orleans – “sono ben lieti di proseguire il cammino spirituale e benefico intrapreso da anni  accanto ai Padri Leonardini, in quanto crediamo nel raggiungimento di obiettivi comuni: aiutare i bisognosi, gli infermi, le ragazze madri, gli orfani, e ovviamente propagandare la fede cristiana, seguendo gli insegnamenti di Santa Brigida”.

Ecco come il Fisco ti dissanguerà: cosa cambia con l'addio a Equitalia

Addio Equitalia, come si pagheranno le cartelle esattoriali



Con l'ultima legge di Stabilità, il governo ha ufficializzato la chiusura di Equitalia, ma non la contestuale cancellazione delle cartelle esattoriali. I debiti con lo Stato non svaniscono per chi è capitato tra le fauci dell'agenzia di riscossione, in diversi casi però potrebbero ridursi. Secondo l'anticipazione del Corriere della Sera, il governo ha intenzione di rottamare circa 100 miliardi di euro, vale a dire tutte le cartelle di Equitalia già in corso di riscossione, anche quelle che gli italiani stanno pagando a rate, oltre che quelle ancora da emettere.

Salvo modifiche all'ultimo momento del testo approvato dal governo, l'operazione di dimagrimento delle cartelle esattoriali riguarderà tutte quelle emesse entro il 31 dicembre 2016, che riguardino debiti con il fisco o verso enti pubblici come Inps o Comuni. Nell'operazione dovrebbero rientrare anche i casi di ruoli emessi per il mancato pagamento dell'Iva.

Una volta che la legge entrerà in vigore, la somma da pagare allo Stato dovrà essere quella della multa ricevuta o della tassa non pagata, oltre che gli interessi maturati con la scadenza della multa. A sparire dovranno essere gli interessi di mora che finora partivano da quando la cartella veniva notificata. A calare sarà anche l'aggio, il costo di onere di riscossione di cui ha goduto Equitalia e ogni altra agenzia di riscossione come corrispettivo del servizio svolto. Questo non dovrà essere superiore al 3% se la cartella viene pagata entro i primi due mesi, 6% se si sfora il bimestre.

Restano i dubbi su come si svolgerà questa operazione. Il meccanismo potrebbe non essere automatico, richiedendo così una esplicita richiesta da parte del contribuente per usufruire della nuova cartella più economica. Ma fino a quando il testo non vedrà la luce in Gazzetta ufficiale, non servirà a molto prendere tempo rinviando i pagamenti in corso. 

L'Avvocato Risponde: "La separazione di fatto dei coniugi"

L'Avvocato Risponde: "La separazione di fatto dei coniugi" 


Esclusiva il Notiziario sul web



Avv. Mario Setola

Egregio Avvocato ci chiamiamo Nicoletta ed Alessandro e siamo sposati da quattordici anni. Seguiamo tutte le settimane la vostra Rubrica sul blog il Notiziario sul web. Io e mia moglie avremmo bisogno di una consulenza: vogliamo separarci ma non legalmente per il momento. Non abbiamo figli e ci separiamo amichevolmente. Nonostante ciò vogliamo chiederle un parere. Siamo sposati in comune dal 1996 in regime di comunione dei beni, lavoriamo entrambi, io con un tempo pieno, lei con un contratto tempo part - time.  Un mese prima del matrimonio mia moglie ha ricevuto in donazione dal padre, l´appartamento in cui viviamo pagando nove milioni delle vecchie lire al notaio, e per sistemarlo tra lavori e arredamento circa cinquanta milioni sempre delle vecchie lire. Il quesito e´ questo: premettendo che se anche ne ho il diritto sull’appartamento io non voglio e pretendo niente visto che è stato regalato a mia moglie da mio suocero. Ma delle spese sostenute ho diritto a qualche indennizzo da parte di mia moglie? Poi, come possiamo tutelarci entrambi se nel periodo in cui siamo separati diciamo “abusivamente” uno dei due dovesse morire? E´ legale e valido fare uno scritto privato in cui dichiariamo i beneficiari degli averi? 

Gentili Nicoletta ed Alessandro, la separazione di fatto dei coniugi è una situazione non contemplata dalla legge e quindi, giuridicamente irrilevante. In considerazione di quanto premesso, rispondo alle vostre domande:in primo luogo è bene precisare che ai sensi dell'articolo 179 del codice civile, sono esclusi dalla comunione i seguenti beni: i beni di cui il coniuge era titolare prima del matrimonio; i beni acquistati da un coniuge per successione o donazione (salvo non sia espressamente dichiarato che sono attribuiti alla comunione); i beni di uso strettamente personale; i beni che servono all'esercizio della professione; i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni; i pensione per la perdita totale o parziale della capacità lavorativa; i beni acquistati con il prezzo del trasferimento di altri beni personali o con il loro scambio, purché espressamente dichiarato. Detto questo, andando ad analizzare il caso di specie, ti posso dire che l’appartamento donato a tua moglie (e mi rivolgo ad Alessandro) quindi, è di sua esclusiva proprietà e pertanto, in ogni caso, non potrai avanzare diritti su di esso. Relativamente ai cinquanta milioni di vecchie lire, investiti per la ristrutturazione dell'immobile, avrai diritto ad un rimborso spese, soltanto se riuscirai a dimostrare, nel corso di un processo, di avere sopportato personalmente tali costi (ad esempio, con una dichiarazione scritta di tua moglie ovvero con una copia degli assegni utilizzati per il pagamento). In mancanza di prove, non sorgerà nessun diritto al rimborso. In secondo luogo, ti ricordo che il coniuge ha diritto alla quota di legittima e pertanto, è qualificato dalla legge come soggetto legittimario. In mancanza di separazione e di divorzio, dovrete redigere un testamento olografo, al fine di disporre delle vostre sostanze, a favore degli eredi designati. Se nel testamento non sarà prevista la quota di legittima a favore del coniuge, il documento olografo sarà impugnabile, dinanzi all'autorità giudiziaria, dal coniuge pretermesso e dai suoi eredi. Le norme sul diritto alla quota di legittima sono inderogabili; in caso di mancata impugnazione del testamento olografo, da parte del coniuge pretermesso ovvero dei suoi eredi, i suoi effetti non saranno rimossi e continueranno ad essere in vigore. In caso di divorzio, l'ex coniuge non avrà più diritto alla quota di legittima.

Cordiali saluti. 
Avv. Mario Setola – Civilista-  Esperto in Diritto di Famiglia 
Studio: Cardito (Na) Corso Cesare Battisti n. 145
Cell. 3382011387 Email: avvocato.mariosetola@libero