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sabato 31 maggio 2014

Procura di Milano, ecco come finirà la guerra delle toghe

Procura di Milano, ecco come finirà la guerra delle toghe


di Filippo Facci 



Ma quale democrazia renziana: dovete leggere l’incredibile intervista al vicepresidente del Csm Michele Vietti (La Stampa di ieri) se volete comprendere che cos’è l’opacità, l’arte di non rispondere, l’indecisionismo, il pilatismo irresponsabile, il corporativismo, la facoltà di vedere grigio quando la realtà è bianca o nera. Peraltro non si capisce neanche perché abbia concesso l’intervista (pure lunga) a meno che l’intento fosse semplicemente dire: il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati verrà prosciolto e le accuse del suo aggiunto Alfredo Robledo finiranno in niente, arrivederci. Che poi è quello che tutti - proprio tutti - si attendono da quel grappolo di verbosi mandarini che siede al Csm, organo che è comprensivo coi magistrati più di quanto i padri lo siano coi loro figli.

Il collega Guido Ruotolo della Stampa ha provato addirittura a fargli qualche domanda, a Vietti: poi è crollato estenuato. Le risposte sono tutta un’escrescenza di «la materia richiede cautela», «mi limito a fare una notazione», «mi limito a una considerazione», «non posso anticipare le conclusioni dei colleghi», il solito amido formalese: poi però va anche peggio, perché qualche risposta arriva. C’è da capire se alla Procura di Milano abbiano fatto assegnazioni anomale o sospette, se certe cose si possano fare oppure no, se Bruti Liberati abbia torto o ragione, se il suo accusatore abbia torto o ragione, o, ancora, se le sue accuse siano false: ma su tutto questo vince il fatto che «la vicenda nuoce all’immagine dell’intera magistratura» - dice Vietti - come a dire che il vero problema di questa faccenda è stato raccontarla, già, perché a Milano i panni sporchi li avevano sempre lavati in casa. 

La sostanza della chilometrica intervista (sostanza si fa per dire) alla fine è tutta qui: «La riforma dell’ordinamento giudiziario ha concentrato nella sola figura del procuratore capo la titolarità dell’azione penale», «il procuratore capo mantiene la competenza a intervenire nelle determinazioni sull’esercizio dell’azione penale», insomma, il capo era Bruti Liberati, quindi ha ragione lui.

E già lo sapevamo, ma il diavolo è nei dettagli. Significa - domanda - che Bruti Liberati può fare le cose che ha fatto? Oppure significa che non le ha fatte, dunque che le accuse sono false e che l’accusatore verrà punito? Meglio: un tizio, nel registro degli indagati, può essere iscritto o non iscritto secondo discrezione? Si può farlo, non farlo, farlo sei mesi dopo? Farlo col suo nome o con uno di fantasia? Si può dimenticarsi di un fascicolo per un mese o addirittura per sei mesi, e lasciarlo chiuso in cassaforte? Si può mandare un fascicolo a un dipartimento oppure a un altro, farlo rimpallare in eterno, rubricarlo a modello 45 o 44 o su altri binari morti? Si può regolarsi diversamente a seconda che ci siano delle elezioni politiche o delle trattative d’affari? Si può chiedere che un tizio non finisca in carcere e tutti gli altri sì? Si può riesumare un fascicolo dormiente solo perché è uscito un articolo di giornale? Oppure: tutte queste domande sono malposte, non hanno fondamento? E chi le ha messe nero su bianco davanti al Csm, dunque, verrà sanzionato? I testimoni che le hanno suffragate - altri magistrati - verranno sanzionati a loro volta? Ci sono in ballo anche delle querele tra magistrati: faranno il loro corso? Verranno ritirate? Ecco, sono queste alcune delle domande che attendono una risposta, dopodiché, dottor Vietti, importa assai relativamente se «la vicenda nuoce all’immagine dell’intera magistratura».

È un problema della magistratura. Lei provi a immaginare, a fronte di certi scandali, che i politici avessero risposto che «la vicenda nuoce all’immagine dell’intera politica»: sarebbero volate le pietre. Dice Lei, Vietti, nell’intervista: «Aver accreditato che a Milano si violino le regole ne pregiudica l’affidamento». Bene, ma il problema è averlo accreditato o che le regole le hanno violate? Dice Vietti nell’intervista: «Aver fatto passare l’idea che a Milano si facessero pastette e i processi venissero assegnati senza regole ha un effetto negativo sull’affidamento che l’opinione pubblica ripone nell’intera magistratura». Sì, ma le pastette si facevano o no? I processi venivano assegnati senza regole oppure no? Il problema, cioè, è che l’aggiunto Robledo ha raccontato il falso o che ha raccontato il vero? Dice Vietti nell’intervista: «Leggere per mesi di beghe che ricordano le liti condominiali rischia di destabilizzare anche l’ufficio più solido».

D’accordo, ma il problema è che c’erano le beghe o che i giornali ne hanno scritto? Domande capziose, forse: perché Vietti, poi, passa a dire che tanto il Csm conta niente. E certo: il Csm può solo promuovere il trasferimento d’ufficio per incompatibilità (o non promuoverlo) e infatti è come tutti scommettono che finirà: Bruti Liberati a Milano sino alla pensione, Robledo trasferito in qualche altra procura. Promoveatur ut amoveatur. E la sacrale immagine della Magistratura ancora una volta salvaguardata.



Caivano (Na): Non c'è due senza tre, il Sindaco Falco si dimette per la terza volta sotto gli occhi increduli dei cittadini

Caivano (Na): Non c'è due senza tre, il Sindaco Falco si dimette per la terza volta sotto gli occhi increduli dei cittadini 


Antonio Falco
Ex Sindaco di Caivano 

Un altro tsunami travolge la politica caivanese, difatti, il Sindaco Tonino Falco, rassegna per la terza volta le sue dimissioni nelle mani del segretario generale. Non c'è due senza tre e il Sindaco Falco è di parola. La politica diventata come direbbe un noto comico: "A pazziell re creatur". 

Passo decisivo - Al termine del Consiglio comunale il Nuovo Psi di Ciccarelli, Alibrico e Libertini aveva già chiesto al sindaco di fare un passo indietro. Falco ha lasciato anche perché nella riunione interpartitica del giorno prima tutto sembrava a posto, ma ieri sera a far venire meno il numero legale sono state le assenze dei consiglieri Fabio Mariniello (gruppo Misto) e Carlo Lanna (Popolari); il secondo aveva già annunciato da tempo che non sarebbe stato presente. Inoltre, radiocastello afferma che i consiglieri di maggioranza Mario Della Rossa (decisiva la sua assenza negli ultimi due consigli comunali) e Gaetano Ponticelli (autosospesosi dall’Udc venerdì 23 Maggio con una lettera al vetriolo contro il sindaco) erano in aula solo perché “recuperati” in extremis… 

Questa volta il sindaco Falco non ritirerà le dimissioni - Tempo massimo per ritirare le dimissioni (20 giorni), secondo il nostro punto di vista, l'ex Sindaco Falco, a questo punto, non ha nessuna intenzione di ritirare le dimissioni. Non gli conviene. Non gli conviene soprattutto per gettare su queste ultime dimissioni una campagna elettorale ormai dietro l'angolo, in stile democratico, insomma alla Casini, del tipo: "Mi sono dimesso perchè a Caivano alcuni politici facevano politica per soli scopi personali". In poche parole, da primo responsabile del disastro politico locale a vittima, un ruolo che riesce molto bene al Sindaco Falco e al suo entourage, l'Udc. 

Bonus Irpef, spunta una nuova tassa: il passaporto raddoppia

Bonus Irpef, spunta una nuova tassa: il passaporto raddoppia



Nei meandri del decreto Irpef spunta il raddoppio della tassa sul passaporto targata Partito Democratico. La proposta del democrat Giorgio Todini è passata in commissione Bilancio e Finanze del Senato durante l'esame del decreto. La tassa annuale di 40,29 euro per i viaggi fuori dall'Unione Europea, scrive ilgiornale.it, passerà a 73,50 euro, da aggiungere al contributo per il rilascio del passaporto, ancora cartaceo, stabilito ogni due anni dal ministero dell'Economia.

Mazzata per gli oriundi - Un "bel gesto di apertura" da parte del senatore Todini arriva anche per tutti quegli italiani per esempio in Argentina o negli Stati Uniti che vogliono vedersi riconosciuta la cittadinanza. Le spese per "i diritti da riscuotere per il trattamento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne" passano ora a 300 euro. Sono proprio i discendenti degli emigrati nelle Americhe nel mirino del senatore Todini: "In America latina - ha detto - in particolare in Argentina ci sono liste d'attesa molto lunghe di persone che hanno chiesto la cittadinanza poiché discendenti di italiani", l'operazione finora era gratis, ma con gli introiti della nuova tassa Todini è sicuro che saranno utilizzate: "parte delle risorse per aumentare il personale a contratto in loco e smaltire le pratiche arretrate".

Claudia Cardinale, schiaffi e insulti alla hostess che le chiede di spegnere la sigaretta

Claudia Cardinale, schiaffi e insulti alla hostess che le chiede di spegnere la sigaretta



Schiaffi e paroloni. A perdere le staffe un'insospettabile: Claudia Cardinale, che si è avventata contro una hostess che le aveva chiesto di spegnere la sigaretta mentre era all'aeroporto Orly di Parigi. Il fatto, secondo la rivista francese Closer, risale allo scorso weekend quando l'attrice 76enne era nella sala Vip in attesa dell'imbarco per le Isole Mauritius. Quando l'assistente di volo dell'Air Mauritius le si è avvicinata facendole notare che non è possibile fumare nei luoghi pubblici, la Cardinale è passata alle vie di fatto e, secondo il settimanale di gossip, avrebbe messo le mani addosso alla ragazza. L'attrice italiana è stata portata al commissariato dell'aeroporto per essere denunciata, ma non è stata fermata.

Magistratura democratica: "Matrimoni gay subito, non possiamo restare indietro"

Magistratura democratica: "Matrimoni gay subito, non possiamo restare indietro"



I magistrati vogliono scrivere l'agenda politica: compatti, quelli di Magistratura Democratica - la corrente di sinistra delle toghe - scendono in campo a favore del matrimonio omosessuale. L'occasione per "suggerire" la via al governo è il convegno che si è tenuto a Roma, dove si sono ritrovati Md, il portale di studi giuridici Articolo29 e l'associazione Avvocatura per i diritti lgbt Retelenford. Un'occasione tutta dedicata ai diritti delle persone gay e lesbiche e delle loro famiglie. La "dritta" arriva da Anna Canepa, il segretario generale di Md: "Credo che questo sia il momento di rilanciare il tema dei diritti - premette -, un tema che si ricollega strettamente all'uguaglianza. La riflessione che abbiamo fatto a così alto livello oggi non è un tentativo di sostituzione della magistratura alla politica, accusa che ci è stata rivolta ancora una volta - prova a difendersi -, ma è invece una sollecitazione alla politica a riprendersi il suo spazio. E' un forte richiamo, un modo per dire: fate le riforme".

Il diktat - E di quali riforma parla la signora Canepa? Semplice: matrimonio omo. Continua nella sua tirata: "Che cosa c'è di più forte della politica dei diritti? I diritti delle famiglie omosessuali non possono restare questione privata, perché si tratta di un problema di dignità e uguaglianza dei cittadini". La segretaria parla poi dei problemi giuridici che hanno incontrato i relatori nelle loro relazioni. La Canepa spiega: "I problemi sono dovuti alla totale assenza di norme da interpretare. C'è un grandissimo sforzo fatto, soprattutto dalle corti di merito, in maniera più timida dalla corte di Cassazione che però ormai è stata travolta dalla giurisprudenza europea. Abbiamo la strada tracciata dall'Europa in un panorama internazionale che sta cambiando molto velocemente". La segretaria di Magistratura Democratica chiude con un diktat: "Non possiamo restare indietro".

venerdì 30 maggio 2014

Casini tentato di tornare da Silvio

Casini tentato di tornare da Silvio



Il voto europeo con il sorprendente risultato di Renzi e l'inaspettata debacle di Grillo, ridisegnerà la mappa geografica del Parlamento. Sono già in corso a meno di una settimana dalle elezioni del 25 maggio,  delle manovre, per ora ancora molto sotterranee, di riavvicinamento o di allontanamento dall'orbita del Pd. E non solo.  In uno scenario del Foglio in edicola oggi, venerdì 30 maggio, viene prospettata la possibilità che Pier Ferdinando Casini (il cui apporto di voto è stato decisivo per permettere al Ncd di Alfano di superare la soglia di sbarramento) possa tornare con Forza Italia. "Dopo aver tentato più volte la strada del centro equidistante sembra si sia convinto che quella prospettiva è illusoria, anche sulla base dell'esperienza dei vicina di casa di Scelta civica, che hanno visto evaporare in uno anno tutto il peculio elettorale, assorbito dall'idrovora del Pd". Alfano, in caso di un passaggio di Casini in Forza Italia, potrebbe trovarsi nella condizione di essere prosciugato a sinistra e scavalcato a destra se Pierferdy dovesse smarcarsi e dare un contributo alla ricostruzione di Forza Italia. Bisogna capire poi come Renzi intende affrontare la prossima legislatura: se preferisce mantenere le attuali alleanze o trovarne di altre più "assimilabilil" come il centrismo di Bruno Tabacci. 

AnnoUno, da Giulia Innocenzi l'ex spacciatore si trasforma in ministro

AnnoUno, da Giulia Innocenzi l'ex spacciatore si trasforma in ministro




AnnoUno, quarta puntata. Si parla di droga, di liberalizzazione di droghe leggere. La santorina Giulia Innocenzi alla vigilia ha promosso la puntata con un appello a Beppe Grillo: "Non prenderti il Maalox, fatti una bella canna". Il giorno successivo, per la puntata "stupefacente", ecco in studio il gran bersaglio, Carlo Giovanardi, l'ex ministro che firmo la legge che equiparava droghe leggere e droghe pesanti (recentemente archiviata). Oltre al consueto capannello di ragazzi, ecco che insieme al rapper Fedez, tra gli "ospiti d'onore" in studio fa capolino tal Armando "Chicoria" Sciotto, mattatore della prima parte del programma. E interlocutore privilegiato poiché ex spacciatore. Ex spacciatore finito in galera, anche se - afferma - "avevo soltanto 1 chilo di varie sostanze". Già, "soltanto un chilo". L'accusa mossa dal signor Chicoria a Giovanardi è quella di averlo costretto - lui come molti altri spacciatori - alla galera: sbagliato, sbagliatissimo (secondo loro) stabilire per legge che tutte le droghe siano uguali. L'ex spacciatore, insomma, sotto lo sguardo attento della Innocenzi assurge a ministro, a prima voce nell'attacco coordinato al "cattivone" Giovanardi. Già, perché guardando la trasmissione, ascoltando e osservando Giulia, la sensazione è proprio quella: il pusher ci viene "spacciato" come vittima, mentre Giovanardi, bacchettone sì ma delinquente mai, viene tratteggiato come l'eroe negativo, come l'imputato, come il "responsabile" delle "sue prigioni", di quelle del signor Chicoria e di chi, come lui, spacciava. Anche se era "solo un chilo di varie sostanze"...

M5s, rivolta contro Maurizio Crozza: pioggia di insulti

M5s, rivolta contro Maurizio Crozza: pioggia di insulti




Dopo la batosta alle europee i grillini dichiarano guerra a tutti. Dopo aver "sparato" su terremotati di Mirandola perché non hanno votato M5s dopo aver ottenuto un assegno dal Movimento per la ricostruzione, ora l'M5s nel mirino ha messo Maurizio Crozza. Il comico, che alle politiche del 2013 aveva fatto un endorsement esplicito per i pentastellati, oggi che è cambiato il vento ha voltato le spalle a Beppe. Dopo aver preso in giro il leader per la disinvoltura e la semplificazione fatta sull'uso delle stampanti 3D ("In America vai al Comune, lì c'è la stampante 3D e ti stampi le cose di cui hai bisogno: dentiere, canoe, case..."), il comico ha ricevuto numerosi attacchi e anche insulti sulla sua pagina Facebook. Per questo ha replicato: "Caro popolo grilino, che vi è preso? Vorrei ricordarvi che io sono un comico completamente "laico", che non appartiene a nessun partito, che non ha amici in nessun ambito di potere. Io appartengo solo a me stesso", scrive il comico. 

Crozza risponde - E poi aggiunge: "Appartenendo solo a me, mi diverto a trovare i lati deboli dei cosiddetti potenti o dei capipopolo che ci vogliono insegnare come vivere a tutti i costi. La mia satira su Grillo era incentrata sulla semplificazione che lui ha fatto da Vespa sulle stampanti in 3D, non sulla tecnologia che si sta sviluppando intorno ad esse. Rilassatevi, è solo satira. E la satira è vitale. Chiedete a Beppe". Un post chiarificatore ma che è servito a poco. "Caro Crozza, sei una testa di c...o, la Rai impone di pagare il canone nonostante i miliardi di euro saccheggiati dalle casse dello stato per disinformare e insultare quelli come te! Se hai un briciolo di dignità chiedi scusa", scrive un utente. Un altro invece lo accusa per la sconfitta elettorale: "La tua falsa informazione ha portato via al movimento migliaia di voti, almeno questo lo capisci, e penso che porterà via a te gran parte del tuo successo". Qualcuno poi sbrocca:"Hai tentato di screditare Grillo e hai fatto solo una miserevole figura di ignorante e ottuso, Quanto ti ha pagato il PD? 80 euro forse, caro leccaculo?".

Gli insulti - E ancora: "Non ci frega niente se sei laico, non ti dà diritto di ridere e ridicolizzare cose vere facendole apparire fantascienza.... Bugiardo!"; "Quante centinaia di ore di Dvd di Grillo ti sei visto per copiarlo così bene? Sarai sempre e solo un surrogato, una bruttissima copia del Grande Beppe Grillo"; "Se al posto di dire ca...te di informeresti ti accorgeresti che le stampanti in 3d esistono eccome... Pagliaccio"; "Ero convinto che tra il comico e il buffone ci fosse differenza". 

Mara Carfagna, Forza Italia: "Si è chiusa una stagione, servono dirigenti credibili"

Mara Carfagna, Forza Italia: "Si è chiusa una stagione, servono dirigenti credibili"


Intervista di Paolo Emilio Russo



«Nel centrodestra ci sono ferite aperte che andranno curate. La consultazione degli elettori potrebbe essere una buona medicina». L’Ufficio di Presidenza di Forza Italia è durato a lungo, a tratti duro. Mara Carfagna, portavoce dei deputati azzurri, già ministro per le Pari Opportunità, non esce però demotivata: «Ripartiamo col piede giusto: torneremo rapidamente a vincere».

Onorevole Carfagna, Forza Italia è andata male. 
«È successa una cosa tutt’altro che irrilevante: si è chiusa una stagione, durata molti anni, caratterizzata dall'incapacità del centrosinistra di vincere le elezioni».

Sta dicendo che finalmente avete un avversario?
«Esattamente. E ciò comporta che anche nel centrodestra e innanzitutto dentro Forza Italia vi debba essere una assunzione generalizzata di responsabilità. Dobbiamo tutti entrare nell'ottica che non è più scontato vincere, che bisogna andare a riprendersi i voti uno ad uno: servono idee, programmi e una classe dirigente credibili e non perdere tempo in cose di piccolo cabotaggio».

Tipo farvi la guerra tra dirigenti del Nord e dirigenti del Sud? 
«È una guerra che mai c’è stata e mai ci sarà».

Ora vi aspetta una nuova «traversata nel deserto»?
«Meno lunga di quanto si pensi: non è andata bene, ma non dappertutto e il centrodestra non è scomparso né è finito cannibalizzato, come spera o sostiene qualcuno. Inutile le che ricordi cosa hanno fatto al leader del centrodestra, che ha condotto una campagna elettorale coraggiosa nostante i Servizi sociali per una condanna ingiusta…».

Ma in un partito dovrebbe esserci anche dell'altro oltre al leader, no?
«È il tema all’ordine del giorno: concordiamo tutti sulla necessità di costruire una nuova classe dirigente all’altezza del suo leader e di valorizzare quella che c’è e funziona».

La soluzione a tutti i problemi sono le primarie?
«Non so come le chiameremo. Ma penso che non si debba avere paura della gente: i nostri militanti vanno resi protagonisti e, attraverso una consultazione costante, lo saranno ancora di più. Abbiamo un leader, Silvio Berlusconi, ma da lui in giù a scegliere ogni singolo ruolo saranno iscritti ed elettori, cui chiederemo di esprimersi».

Invidiate Matteo Renzi al Pd, dica la verità. 
«No. Non abbiamo alcun complesso di inferiorità nei confronti del Pd o del suo leader. Il centrodestra può esprimere personalità dello stesso spessore, se non migliori. A Berlusconi va dato merito di avere costruito una classe dirigente a cui ha affidato responsabilità importanti, che ha maturato esperienza istituzionale e radicamento sul territorio: si tratta di valorizzarla e, allo stesso tempo, aprire le porte a forze nuove, energie fresche».

Renzi ha portato due milioni di voti al Pd: come pensate di batterlo?
«La sfida politica è innanzitutto sulle idee e sui programmi. È vera redistribuzione dare 80 euro presi ad alcuni e messi in busta paga soltanto a lavoratori dipendenti dentro una certa fascia di reddito? Io penso proprio di no. I tagli sono soltanto quelli spot di quattro auto blu vendute sotto costo all’asta? Io penso di no. Il problema drammatico del lavoro lo si risolve multando le aziende che non assumono a tempo intederminato, facendo così aumentare il costo del lavoro e diminuire di conseguenza i posti? Io penso di no. Serve meno Stato, meno tasse, meno burocrazia. Vinciamo con le idee».

Forza Italia sembra voler riallacciare i rapporti con la Lega: quando verrà il tempo di Ncd e Fdi? 
«I moderati divisi perdono e non se lo meritano. Ci sono ferite aperte, frutto anche di attacchi personali ingiustificati e di irriconoscenza, ferite che andranno curate: servirà tempo, ma se non vogliamo consegnare il Paese al Pd dovremo guardarci in faccia».

Il Cavaliere vuole primarie di coalizione: si immagina un solo candidato Fi? 
«Uno o più d’uno poco importa. Spero ce ne saranno tanti e...che vinca il migliore».




giovedì 29 maggio 2014

Primato per il Notiziario sul web e google+, posizionato tra i primi 10 blog nazionali con più di un milione di visualizzazioni

L'Amministratore, Gaetano Daniele: "Grazie per i 480 mila click e le 660 mila visualizzazioni. I vostri click sono la forza che alimenta le mie idee, il successo de il Notiziario sul web e google+ è dovuto a voi lettori, grazie di cuore"

di Massimo Veronesi


Gaetano Daniele
Amministratore de il Notiziario sul web
Un grande successo. Un trionfo. il Notiziario sul web di "blogger" raggiunge i 480 mila click e le 660 mila visualizzazioni con google+ in meno di 6 mesi di attività. Un grandissimo successo targato Gaetano Daniele. Questo il commento a freddo dell'Amministratore del blog, Gaetano Daniele, già direttore editoriale de Il Fatto e il Notiziario: "Un grazie di cuore a tutti i lettori de il Notiziario sul web e Google+, grazie ancora per i 480 mila click e le 660 mila visualizzazioni su google+ in meno di 6 mesi di attività. I vostri click - continua Gaetano Daniele - sono la forza che alimenta le mie idee, l'enorme successo de il Notiziario sul web e Google+ è dovuto soprattutto ai lettori che, giorno dopo giorno si affidano al Notiziario sul web per informarsi di fatti che vanno dalla politica allo sport, dalla cronaca al gossip. Un sentito ringraziamento va principalmente ai tantissimi collaboratori de il Notiziario che con la loro passione contribuiscono ad arricchire con notizie il blog". 

Rissa Pentastellati. M5s, Grillo: "Mi attaccano i miracolati della politica"

Rissa Pentastellati. M5s, Grillo: "Mi attaccano i miracolati della politica"



La sconfitta brucia ancora. Ma Beppe Grillo ora esce allo scoperto e fa marcia indietro dopo il Maalox e nega sul suo blog la sconfitta. "Il M5S è qui per restare. Il MoVimento 5 Stelle si conferma l’unica seria alternativa alla politica dei vecchi partiti. Continuerà ad assicurare il proprio impegno per il cambiamento del Paese e la costruzione di un futuro migliore per le nuove generazioni". 

"Non ho perso" - "La nostra affermazione, anche se non possiamo nascondere che volevamo arrivare prima del Pd, è stata trasformata in una sconfitta storica, una Caporetto, una Waterloo. Ma quanto vino (scadente) bevono prima di scrivere? Il M5s è qui per restare e per contare in Europa". Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo in un post dal titolo 'Non vi resta che piangere'. Poi rivendica il risultato alle urne: "Siamo la prima forza di opposizione in Italia (l'unica in realtà dopo decenni) - aggiunge Grillo - in attesa di diventare forza di governo. La maggioranza relativa degli italiani che hanno tra 18 e 29 anni vota M5s. È solo una questione di tempo. Poi tutto cambierà e ai partiti e ai loro media asserviti non resterà che piangere". 

Regolamento di conti - Poi Beppe comincia a regolare i conti con la froda interna (sempre più numerosa) che vuole la sua testa. Il capofila è il deputato Tommaso Currò che ha affermato: "La sua linea di sfascio e insulti è stata sconfitta nelle urne. Di fronte alle proposte di riforma avanzate da Renzi in vari settori, il nostro atteggiamento di chiusura totale e di insulto è stato percepito come poco utile al cambiamento del Paese". E poi attacca: "Alcuni di noi nei mesi scorsi hanno provato a dire queste cose, ma sono stati silenziati, isolati, offesi, derisi, espulsi. C'è stata una cerchia ristretta di fedelissimi, un clan, che dava sempre ragione al Capo a prescindere, forse anche per tornaconti personali. Solo un Dio non sbaglia mai, e Grillo non lo è. Ma lui non ha mai voluto ascoltare le voci di chi chiedeva più pacatezza. Ora Casaleggio dice che bisogna sorridere di più e abbassare i toni. Ma non scherziamo. È arrivato il momento che anche lui si assuma le sue responsabilità. Se è coerente si deve dimettere, non si può usare l'arma della coerenza solo quando si deve espellere qualcuno". Al vetriolo la risposta di Grillo, che alza ancora i toni, parlando di dimissioni chieste "senza specificare peraltro da quale carica da miracolati della politica usciti allo scoperto". 

Riforma del catasto, stangata in arrivo

Riforma del catasto, stangata in arrivo

di Francesco De Dominicis 




Circa 62 milioni di immobili che oggi, per lo Stato, valgono 36 miliardi di euro. Stiamo parlando delle case degli italiani (imprese e famiglie) che a stretto giro saranno passate ai raggi X dal fisco per una delle operazioni più attese e complesse della storia italiana. E quella cifra potrebbe crescere sensibilmente, con tutto quello che ne consegue sul versante delle tasse (in più) da pagare. Entra infatti nel vivo a giorni la «riforma del catasto» che sulla carta è a «costo zero», nel senso che non aumenterà il gettito complessivo, ma nel cambio degli equilibri (prelievo maggiore per alcuni immobili, in calo per altri) qualcuno potrebbe essere vittima di fregature.

Fatto sta che manca davvero poco. Il velo sta per essere alzato. L’agenzia delle Entrate e il governo metteranno nero su bianco il provvedimento (un decreto attuativo della legge delega approvata dal Parlamento) col quale saranno formalmente create le commissioni censuarie incaricate di elaborare l'algoritmo necessario, appunto, alla revisione delle rendite catastali. Nel dare l’annuncio, il numero uno del Catasto italiano, Gabriella Alemanno, ieri ha spiegato che l’operazione potrebbe durare fino a 5 anni: vanno censiti, come accennato, milioni di immobili, 1,8 milioni dei quali definiti «speciali» (uffici pubblici, capannoni industriali, conventi) e per questi non si ricorrerà all’algoritmo, ma saranno necessarie stime dirette. Dei 36 miliardi complessivi, 24 miliardi riguardano il patrimonio immobiliare ordinario mentre 12 miliardi si riferiscono quello speciale.

L’obiettivo è stoppare i furbetti del mattone, a esempio i proprietari di case popolari nei centri storici delle grandi città. Tutto questo con un meccanismo che porterà alla determinazione della rendita grazia a una formula matematica che metterà in relazione tutte le caratteristiche dell’immobile, dal valore di mercato alla posizione. Le manovre saranno coordinate dall’amministrazione finanziaria, ma nelle commissioni entreranno le associazioni dei consumatori e, soprattutto, Confedilizia (associazione che tutela i proprietari di casa) che avrà il compito, tra altro, di vigilare sulla definizione degli algoritmi e, laddove ci saranno squilibri, potrà «impugnare valori patrimoniali e rendite». Il rischio per famiglie e imprese è una colossale stangata. E gli ingredienti sono pronti: tra tasi, imu e nuovo catasto il mix fiscale può diventare esplosivo.

C’è un altro aspetto su cui si interrogano gli addetti ai lavori. La riforma si sovrappone alla rivalutazione catastale che in alcune grandi città è già partita. A Roma, in particolare, in quartieri prestigiosi come Parioli, Trastevere, Appia Antica, fino a poco tempo fa era ancora possibile trovare case dai valori di mercato alti, ma accatastate come ultra popolari: sono stati allineati al mercato, ma si è trattato di soli 175mila immobili. Una fetta piccolissima nel gigantesco patrimonio immobiliare italiano. Ora nel mirino del fisco.

Forza Italia, l'indiscrezione: Guido Maria Brera l'uomo nuovo di Silvio Berlusconi?

Forza Italia, l'indiscrezione: Guido Maria Brera l'uomo nuovo di Silvio Berlusconi?


Nella foto Guido Maria Brera con Caterina Balivo 

Ha chiuso le porte ai figli in campo ("Loro lasciateli stare") e ha riconfermato la sua leadership. Ma Silvio Berlusconi, al comitato di presidenza di Forza Italia che ha seguito le elezioni Europee, ha anche aperto alle primarie: "Di coalizione, non di partito". Insomma, qualcosa si muove. Qualcosa, dopo il tonfo alla tornata elettorale, si deve muovere. Il partito si deve rinnovare. Filippo Facci su Libero sostiene che Forza Italia debba trovare un nuovo leader e che il Cav si debba fare da parte. E di nuovi leader, negli ultimi mesi, se ne è parlato moltissimo, da Giampiero Samorì, passando per Guido Martinetti di Grom e fino ad arrivare a Giovanni Toti (questi solo per citarne tre).

L'uomo nuovo - E se "Marina non c'è", chi può essere l'uomo nuovo del Cavaliere? Un'idea ce l'ha Dagospia, che in un articolo di Alberto Dandolo rilancia una indiscrezione: e se "il Renzi" di Berlusconi fosse Guido Maria Brera? Secondo Dago, infatti, gira voce che l'ex premier sia rimasto davvero impressionato dall'intervista del compagno di Caterina Balivo alle Invasioni Barbariche di Daria Bignardi. Brera è un manager, è giovane, è un bell'uomo e buca lo schermo: un identikit perfetto. Stando alcuni rumors, secondo Berlusconi l'imprenditore sarebbe perfetto per contrastare lo strapotere mediatico del premier. Guido Maria Brera è un banker rampante. 44 anni, ha fatto presto moltissimi soldi, e oggi è uno dei finanzieri più importanti d'Italia, a capo della Kairos, società di gestione patrimoniale che ha co-fondato e che oggi conta 150 dipendenti. Sull'alta finanza ha anche scritto un libro, I Diavoli, in cui cerca di "raccontare la finanza dalla sua scatola nera".

Lupi molla Renzi per ridimensionare Alfano

Lupi molla Renzi per ridimensionare Alfano



Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi starebbe seriamente valutando di lasciare il suo dicastero e volare a Strasburgo con l'obiettivo di far crescere il suo partito, l'Ncd, che alle elezioni non è riuscito a prendere più di un risicato 4,3%. Ma, secondo il retroscena di Amedeo La Mattina raccontato su La Stampa, ci sarebbero un po' di problemi. Il primo, il più evidente, è su chi lo sostituirebbe al ministero: si aprirebbe la sarabanda nel partito e soprattutto si lascerebbe una posto nel governo con il rischio di perderlo definitivamente. Poi c'è il problema della leadership del Nuovo centrodestra: ci sono già Quagliariello e Schifani a guidare la baracca. E infine con Lupi di fatto segretario, Angelino Alfano verrebbe oscurato. 

I più diplomatici del Ncd sostengono che la scelta di Lupi di lasciare il governo Renzi per dedicarsi al partito e al parlamento europee, secondo il retroscena di La Mattina, è fatta di comune accordo. Ma ci sono anche voci che questa mossa sia una bocciatura di Alfano che non è riuscito a far decollare la sua creatura. Da parte sua Alfano per fare il leader di Ncd dovrebbe dimettersi da ministro dell'Interno: cosa che però non sembra assolutamente intenzionato a fare. E' convinto che tutti, Lupi compreso, dovrebbero rimanere al loro posto e far lavorare tranquillamente Quagliariello e Schifani. Chi ha incarichi di governo, ragiona Alfano, deve continuare a garantire la governabilità facendo valere con forze le proprie idee e proposte a cominciare dal fisco. Una presenza, insomma, che smentisca il monocolore renziano. 

E dopo? All'interno di Ncd c'è un dibattito molto acceso: da una parte c'è chi come Schifani vuole un partito di centrodestra alternativo al Pd anche se da soli sembra quasi impossibile visto che l'alleanza con Berlusconi, Salvini o Meloni è sempre più lontanta. Dall'altra c'è chi vede la possibilità di allearsi con Renzi e far diventare, sottolinea La Mattina, Ncd quello che erano i liberali e i repubblicani per la Dc. Un satellite.

Terremoto in Parlamento. Ecco chi vuole andare col PD e rischia la poltrona

Terremoto in Parlamento. Ecco chi vuole andare col PD e rischia la poltrona



Dopo le europee e il risultato uscito dalle urne cominciano le grandi manovre per salire sul carro di Renzi. La maggioranza attuale con cui il Pd governa si basa saldamente su un'alleanza con Ncd di Angelino Alfano. Ma dalle parti di Montecitorio e a palazzo Madama cominciano a circolare strane voci che parlano di nuovi ingressi nella maggioranza. I primi a bussare alla porta di Renzi sono i vendoliani di Sel. A chiedere un'alleanza con il premier e con il Pd è stato Gennaro Migliore che parla di una prospettiva di un “soggetto unitario di sinistra”, formato da Pd e Sel, e anche della possibilità di un “governo politico da discutere con gli alleati naturali: chi sta a sinistra”. 

Nuove alleanze - Se l'operazione reunion dei compagni dovesse convincere Renzi, il primo a farne le spese potrebbe essere proprio Angelino Alfano e il suo Ncd. Nonostante il premier non parli di maggioranze "alternative" a quella attuale, nel Pd qualcuno lavora per cambiare lo scenario in Parlamento. Il senatore dem Andrea Marcucci si dice molto fiducioso sulla possibilità che a Palazzo Madama alcuni M5s vadano a ingrossare le fila del nascituro gruppo parlamentare formato dai dissidenti pentastellati. Il Colle però frena e avvisa Renzi. Il messaggio è chiaro:nel caso cambiasse la maggioranza di governo per la eventuale e futuribile sostituzione delle truppe di Alfano con nuovi apporti grillini e/o da Sel, la gestione del tutto passerebbe attraverso una crisi formale di governo. Renzi lo sa bene e così per il momento va avanti a fari spenti. 

Il nodo Lupi - A sbloccare la situazione potrebbe essere il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. I più dicono che se Lupi optasse per Strasburgo non sarebbe scontato che il suo dicastero resti al Ncd. L’offerta di Migliore non è passata affatto inosservata in maggioranza. Da un lato, ha allarmato gli alfaniani. Dall’altro ha incoraggiato i renziani che da tempo dialogano con Sel. In sostanza, il capogruppo di Sinistra e libertà a Montecitorio fa questo ragionamento: “Con il crollo di Sc e il ridimensionamento di Ncd, è possibile passare dalle formule delle piccole intese a un governo che sia davvero politico, da discutere con gli alleati naturali: chi sta a sinistra”. Non è un caso che gli stessi pensieri attraversino la mente dei renziani più vicini al premier. Insomma il terremoto in Parlamento potrebbe essere alle porte e qualcuno di certo rimarrà sotto le macerie...

mercoledì 28 maggio 2014

Le prime parole di Iovine pentito: «Soldi per corrompere tutti, anche i sindaci»

Le prime parole di Iovine pentito: «Soldi per corrompere tutti, anche i sindaci»


di C.D.M




Le dichiarazioni di 'O ninno, ex capoclan dei Casalesi: «Esiste una mentalità camorrista inculcata fin da giovani»


NAPOLI - «So benissimo dei delitti di cui mi sono macchiato. Ma la camorra non è l'unica responsabile». Sono queste le prime parole del neo-collaboratore di giustizia Antonio Iovine, detto 'o Ninno, uno dei vertici del clan dei Casalesi. Che ha aggiunto: «C'erano soldi per tutti in un sistema che era completamente corrotto», soldi anche per sindaci. Non aveva alcuna differenza il colore politico del sindaco perché il sistema era ed è operante allo stesso modo». Le dichiarazioni sono contenute nel verbale depositato per il processo dell'ex consigliere Pd Fabozzi.

«POLITICI CONNIVENTI» - «In questo ambito naturalmente - ha proseguito Iovine - si deve considerare anche la parte politica ed i sindaci dei Comuni i quali avevano l'interesse a favorire essi stessi e alcuni imprenditori in rapporto con il clan per avere dei vantaggi durante le campagne elettorali in termini di voti e finanziamenti». «Generalmente - continua 'o Ninno - io ero del tutto indifferente rispetto a chi si candidava a sindaco nel senso che chiunque avesse vinto automaticamente sarebbe entrato a far parte di questo sistema da noi gestito. Devo però anche dire che altre persone del clan potevano avere passione per la politica e comunque un interesse per un candidato piuttosto che per un altro».

INTERROGATORIO 7 GIUGNO - Il pm Antonello Ardituro ha anche chiesto che il pentito venga interrogato per riferire sui suoi rapporti con alcuni imprenditori imputati nel processo. Il collegio ha fissato l'interrogatorio per il prossimo 7 giugno. L'udienza in programma oggi non si è svolta a causa dell'astensione degli avvocati.

«MENTALITA' CAMORRISTA» - Esiste una «mentalità casalese inculcata fin da giovani», spiega ancora l'ex capoclan al magistrato. Si potrebbe definire «la regola del 5 per cento, della raccomandazione, dei favoritismi, la cultura delle mazzette e delle bustarelle che, prima ancora che i camorristi, ha diffuso nel nostro territorio proprio lo Stato che invece è stato proprio assente nell'offrire delle possibilità alternative e legali alla propria popolazione».

ATTACCO A LORENZO DIANA, SIMBOLO ANTIMAFIA - Prosegue: «Anche la parte politica che dovrebbe rappresentare la parte buona dello Stato è stata quantomeno connivente con questo sistema se non complice. Sicuramente era del tutto consapevole di come andavano le cose». Iovine ha citato l'esempio degli appalti per la refezione scolastica in numerosi comuni dell'agro aversano aggiudicati a un'impresa a lui legata. «Era noto a tutti - ha detto Iovine al pm - che quella era un'impresa di Antonio Iovine eppure nessuno si è mai opposto a questo sistema. Per esempio, a San Cipriano una personalità come Lorenzo Diana che pure ha svolto un'azione politica dura di contrasto alla criminalità organizzata facendo parte anche della commissione antimafia, ha permesso che noi continuassimo ad avere questi appalti anche quando erano sindaci Lorenzo Cristiano e Angelo Reccia della sua stessa parte politica. Il sistema - ha concluso - è andato avanti fino al 2008 e allo stesso modo nulla ha avuto da ridire il sindaco Enrico Martinelli che era invece del centrodestra».

Forza Italia, Toti: "Giusto firmare i referendum della Lega"

Forza Italia, Toti: "Giusto firmare i referendum della Lega"



Un nuovo asse dopo il calo alle europee. Forza Italia si rimette in discussione e prova a cercare nuove strade e nuove alleanze per rilanciare il centrodestra. L'assist ideale per riaprire il dialogo con il carroccio sono i referendum promossi dal partito di Salvini (abrogazione legge Merlin, abrogazione legge Fornero, abrogazione legge Mancino sui reati di opinione, abolizione delle prefetture, esclusione degli extracomunitari dai concorsi pubblici), referendum che l'ex Cav firmerà. Ad annunciarlo il suo consigliere politico Giovanni Toti: "Credo - dice - che andremo già questa settimana a firmare insieme al presidente Berlusconi". Un modo dunque per provare a rinsaldare l'asse con l'unico partito del centrodestra che ha sbancato alle europee crescendo a suon di consensi dopo il calo delle politiche 2013. Merito di una campagna molto identitaria guidata in prima persona da Matteo Salvini, capolista in tutte le circoscrizioni. 

Il patto Silvio-Salvini - Ed è da un patto con Matteo Salvini che Silvio Berlusconi prova a ripartire. Salvini si candida non solo a portare la Lega verso altri traguardi ma anche come leader di un nuovo centrodestra: "Gli altri sono andati indietro, noi no. Il centrodestra, quello che abbiamo conosciuto, in Italia non esiste più. Bisogna adeguarlo al vento nuovo che soffia in Europa". L'alleanza con gli ex Pdl il Lombardia e Veneto "non è in discussione, però avverto la necessità di mettere in campo qualcosa di nuovo, di dare risposte vere ai problemi veri della gente", spiega Salvini, secondo cui "la lezione di queste europee è che se il centrodestra fa il centrodestra, com'è successo in Europa, vince; se fa la stampella della sinistra, perde. E perde anche se non ha il coraggio di avviare un ricambio interno".

Sallusti: "Ho delle carte che scottano su Scalfari"

Sallusti: "Ho delle carte che scottano su Scalfari"



"Ho delle carte scomode che prima o poi mostrerò a tutti senza sconto alcuno". Alessandro Sallusti in un'intervista a Panorama punta il dito contro Eugenio Scalfari e il gruppo L'Espresso. Tra Sallusti e Scalfari le scintille non mancano mai. Così adesso il direttore de Il Giornale rilancia e accusa a viso aperto il fondatore di Repubblica: "Se oggi può fare finta di additare i cattivi evasori fiscali lo deve solo al buonsenso e alla riservatezza di chi ha potuto leggere certe carte che lo riguardano. Sono carte che riguardano il travagliato passaggio del gruppo Espresso. Dentro ci sono verità delle quali il fondatore di "Repubblica" dovrebbe davvero vergognarsi". E ancora: "Mi chiedo con quale coraggio si indigna per coloro che per peccati minori, peraltro presunti, vengono condannati ai servizi sociali".

Le carte - A questo punto Sallusti spiega come è entrato in possesso di queste carte così scottanti: "Il gruppo Espresso è passato di mano più volte in poco tempo. Le varie proprietà hanno avuto accesso alle carte. E non è stato un bel vedere". Poi precisa: "Chiariamoci, ormai non costituiscono più materia penale. Però sono agghiaccianti dal punto di vista etico di chi pontifica sugli altri e poi appartiene alla schiera dei "così fan tutti". Infine arriva la minaccia: "Attendo la prossima lezione moralista del papa laico. Alla sua prima dimostrazione di incoerenza tra il detto e il fatto mostro tutto a tutti, senza sconto alcuno". 

Fininvest, Marina Berlusconi: "Io in politica? Inutile discutere, non ci sono le condizioni"

Fininvest, Marina Berlusconi: "Io in politica? Inutile discutere, non ci sono le condizioni"




"Basta parlare di me come leader del centrodestra. E' una ipotesi non attuale". Marina Berlusconi, ufficialmente, di politica non vuole parlare, soprattutto visto il momentaccio post-elettorale di Forza Italia. Ma coi suoi più stretti collaboratori, secondo un'indiscrezione dell'agenzia Ansa, la figlia del Cavaliere nonché presidente di Fininvest ribadisce il suo no alla discesa in campo. La primogenita di Silvio starebbe resistendo al pressing telefonico sempre più insistente dai vertici di Forza Italia, che dopo le europee starebbero sondando quotidianamente le intenzioni di Marina. La Cavaliera avrebbe anche auspicato che la questione venga lasciata cadere: "Continuare a discutere su una candidatura che non c'è, avrebbe spiegato, non contribuisce al positivo sviluppo di quel dibattito interno al partito che il risultato elettorale ha avviato". 

L'intervista al Corriere - Dal giorno di una sua chiacchieratissima intervista al Corriere della Sera in cui, in un breve passaggio, non escludeva l'eventualità di un suo impegno politico, le attese intorno alla Berlusconi sono naturalmente salite alle stelle. Politici e collaboratori si sono sentiti dire più volte che quella della "successione dinastica" è una suggestione che può in qualche modo ostacolare l'individuazione di "strade nuove", di "volti nuovi", di risorse interne ed esterne utili a rendere "sempre più incisiva" l'opera di rinnovamento voluta e guidata da Berlusconi padre.

"Non è il momento" - Ai suoi interlocutori Marina ha ripetuto che "la leadership non si trasmette per via ereditaria, che va costruita un passo dopo l'altro, nel pieno rispetto degli elettori e delle regole di democrazia interna". L'ipotesi di un suo impegno politico, anche in seguito a eventuali primarie di coalizione e investiture popolari, è "indissolubilmente legata a determinati tempi, modi e contesti". Condizioni che, avrebbe ribadito, attualmente "non ci sono".

martedì 27 maggio 2014

Europee, ecco tutti gli eletti

Europee, ecco tutti gli eletti

di Gaetano Daniele


Il sito del Ministero dell'Interno pubblica la lista ufficiale degli eletti. 31 eurodeputati al Pd, 17 a M5S, 13 a Forza Italia



Questa la lista ufficiale degli eletti all'Europarlamento secondo quanto riporta il sito del Viminale

NORD OVEST  

Pd 9 (Mosca, Cofferati, Bresso, Toia, Panzeri, Briano, Morgano, Benifei, Viotti) 

M5S 4 (Beghin, Valli, Evi, Zanni) 

FI 3 (Toti, Comi, Cirio) 

Lega Nord 2 (Salvini, Buonanno) 

Ncd 1 (Lupi) 

Tsipras 1 (Ovadia) 

NORD EST  

Pd 6 (Moretti, Zanonato, Kyenge, De Castro, De Monte, Schlein)  

M5S 3 (Borrelli, Affronti, Gibertoni) 

FI 2 (Gardini, Sernagiotto ) 

Lega Nord 2 (Salvini, Tosi) 

Sudtiroler Volkspartei 1 (Dorfmann) 

CENTRO  

Pd 7 (Bonafé, Sassoli, Gasbarra, Bettini, Danti, Costa, Gualtieri) 

M5S 3 (Agea, Castaldo, Gamburrano)  

FI 2 (Tajani, Mussolini) 

Tsipras 1 (Spinelli) 

Lega Nord 1 (Borghezio)

SUD  

Pd 6 (Pittella, Picierno, Gentile, Paolucci, Cozzolino, Caputo) 

M5S 5 (Adinolfi, Ferrara, D’Amato, Aiuto, Pedicini) 

FI 4 (Fitto, Patriciello, Martusciello, Matera) 

Ncd 1 (Cesa) 

Tsipras 1 (Spinelli) 

ISOLE  

Pd 3 (Soru, Chinnici, Giuffrida) 

M5S 2 (Corrao, Moi) 

FI 2 (Pogliese, Cicu)

Ncd 1 (La Via)

L'On. Lara Comi (F.I), ringrazia il suo elettorato per l'eccellente risultato

L'On. Lara Comi (F.I), ringrazia il suo elettorato per l'eccellente risultato 

a cura di Gaetano Daniele 



“Desidero ringraziare tutti quelli che mi hanno votato, il mio partito Forza Italia e il presidente Silvio Berlusconi, per il sostegno e la fiducia che mi hanno concesso. Sono onorata per l’affetto trasmesso dagli elettori, che mi hanno riconfermato la loro fiducia, dandomi la possibilità di tornare al Parlamento Europeo. 

Il risultato raggiunto è frutto del buon lavoro svolto in questi anni, dell’ascolto e della vicinanza al territorio. Ma soprattutto è un punto di partenza e un ottimo stimolo per continuare a vincere le sfide ancora aperte a livello locale ed europeo. E la madre di tutte le battaglie in sede europea è quella a difesa del “made in”, su cui il Parlamento si è già espresso positivamente e che dobbiamo difendere contro la volontà della Germania di mantenere lo status quo. Il risultato, indubbiamente insoddisfacente di Forza Italia, ci spinge a rimboccarci le maniche e a ripartire dalla base, dal territorio, perchè quella è sempre la ricetta migliore". 

Così l’Onorevole Lara Comi, a commento del risultato delle Europee 2014, in cui ha ottenuto 83.856 preferenze, seconda in Italia dopo il capolista Giovanni Toti. Nella scorsa legislatura erano state 63.222. A Saronno, sua città di origine, Lara Comi è stata la più votata con 1.073 preferenze; nella provincia di Varese ha raccolto il maggior numero di voti in Forza Italia, con 9.669 preferenze.

Forza Italia, la verità

Forza Italia, la verità


di Alessandro Sallusti



Berlusconi ha deciso che fare, Alfano ancora bara. Renzi (furbo) fa il finto modesto, Grillo (furente) la butta sullo scherzo


Matteo Renzi (complimenti al vincitore) è il più furbo di tutti e getta acqua sul fuoco minimizzando un trionfo. Angelino Alfano, che furbo non è, si esalta invece per una sconfitta spacciata per un successo. Fa il duro, Alfano, con Forza Italia («quando sono pronti mi telefonino»), fa l'arrogante con Renzi («siamo un pilastro, il suo non è un governo monocolore»). Urge che qualcuno alzi sì la cornetta, ma per spiegargli che, al netto del decisivo contributo di Casini (almeno l'uno per cento), il Nuovo Centrodestra si è fermato sotto il tre. Un risultato inferiore a quello degli eroici Fratelli d'Italia, dei comunisti salottieri di Tsipras, meno della metà dei voti della Lega di un ottimo Salvini. In una seconda telefonata lo si potrebbe mettere davanti a un'altra amara realtà. Il governo, in effetti, non è monocolore puro: sul rosso sgargiante del Pd al 40 per cento c'è una macchiolina neppure visibile ad occhio nudo, quella appunto dell'Ndc.

Capiamo l'imbarazzo. Ci saremmo aspettati non dico un mea culpa, ma almeno una autocritica per aver inutilmente mutilato Forza Italia. Riflessioni serie sul passato e, ancora di più, sul futuro. Per esempio, in una terza telefonata, affrontare il tema che il centrodestra non può che ripartire dal 17 per cento di Forza Italia e da Silvio Berlusconi. Il quale non ha alcuna intenzione di disarmare («ripartirò anche questa volta») o di dare il via libera a Renzi su riforme non condivise. Il trionfo di Renzi resta infatti fuori dal Parlamento italiano, dove le riforme o le fanno Pd e Forza Italia, o non vedranno la luce.

Errori e orrori, nel centrodestra, in questi anni non sono mancati, questo è vero. Ma lo zoccolo duro resiste e il calo di voti complessivo più che a esodi verso lidi ostili e innaturali è dovuto a chi si è ritirato nell'astensionismo. Si pagano gli inciuci (prima Monti, poi Letta, ora Renzi a corrente alterna). Per questi elettori non c'è Renzi o Grillo che tenga. Sono liberali, aspettano chiarezza su programmi e obiettivi. Pretendono che torni l'unità dentro rapporti di forza ed equilibri non decisi a tavolino ma dagli elettori. Se è il caso, passando anche attraverso primarie per la leadership dall'esito peraltro scontato se vi parteciperà Berlusconi (Dio ci scampi da una nuova guerra sotterranea e logorante tra i due candidati più votati, Fitto al Sud e Toti al Nord). Forza Italia è il perno, ma da sola non può farcela (non ce l'avrebbe fatta neppure ai tempi d'oro). Fratelli d'Italia e Ncd da soli sono inutili sia come alternativa sia come stampelle alla sinistra. Più che una telefonata, urge una teleconferenza.

lunedì 26 maggio 2014

Risultati Elezioni Europee 2014

Risultati Elezioni Europee 2014

a cura di Gaetano Daniele



Guarda i dati di ogni circoscrizione 

Partito Democratico: 42,95%

Movimento 5 Stelle: 20.9%

Forza Italia: 15,6%

Lega Nord-die freiheitlchen-basta Euro: 5.77%

L'altra Europa con Tsipras: 4.33%

Nuovo Centro Destra-Udc: 4.11%

Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: 3.49%

Verdi Europei-graeen italia: 0.87%

Scelta Europea: 0.65%

Svp: 0.63%

Italia dei Valori: 0.54%

Io cambio - maie: 0.15%

I: Italia Nord-Occidentale

partito democratico: Voti: 1142324  Percentuale: 42.16%

movimento 5 stelle beppegrillo.it:  Voti: 495631  Percentuale: 18.29%

forza italia: Voti: 425772  Percentuale: 15.71%

lega nord-die freiheitlichen-basta €uro: Voti: 278034  Percentuale: 10.26%

l'altra europa con tsipras:  Voti: 120026  Percentuale: 4.42%

nuovo centro destra - udc:  Voti: 99076  Percentuale: 3.65%

fratelli d'italia - alleanza nazionale:  Voti: 82784  Percentuale: 3.05%

verdi europei-green italia:  Voti: 26972  Percentuale: 0.99%

scelta europea:  Voti: 19249  Percentuale: 0.71%

italia dei valori:  Voti: 15469  Percentuale: 0.57%

io cambio - maie:  Voti: 4109 Percentuale: 0.15%

II: Italia Nord-Orientale

partito democratico:  Voti: 1131701  Percentuale: 43.23%

movimento 5 stelle beppegrillo.it:  Voti: 493848  Percentuale: 18.86%

forza italia:  Voti: 345335  Percentuale: 13.19%

lega nord-die freiheitlichen-basta €uro:  Voti: 257967  Percentuale: 9.85%

l'altra europa con tsipras:  Voti: 95776  Percentuale: 3.65%

nuovo centro destra - udc:  Voti: 83829  Percentuale: 3.2%

fratelli d'italia - alleanza nazionale:  Voti: 80662  Percentuale: 3.08%

svp:  Voti: 67434  Percentuale: 2.57%

verdi europei-green italia:  Voti: 28875  Percentuale: 1.1%

scelta europea: Voti: 17101  Percentuale: 0.65%

italia dei valori: : Voti: 10766  Percentuale: 0.41%

io cambio - maie:  Voti: 4551 Percentuale: 0.17%


III: Italia Centrale 

partito democratico:  Voti: 1472660   Percentuale: 47.81%

movimento 5 stelle beppegrillo.it:  Voti: 669507  Percentuale: 21.74%

forza italia:  Voti: 423390  Percentuale: 13.74%

l'altra europa con tsipras:  Voti: 155788  Percentuale: 5.05%

fratelli d'italia - alleanza nazionale:  Voti: 133812  Percentuale: 4.34%

nuovo centro destra - udc:  Voti: 101665  Percentuale: 3.3%

lega nord-die freiheitlichen-basta €uro:  Voti: 64084  Percentuale: 2.08%

verdi europei-green italia:  Voti: 24476  Percentuale: 0.79%

scelta europea:  Voti: 15354  Percentuale: 0.49%

italia dei valori:  Voti: 14572  Percentuale: 0.47%

io cambio - maie:  Voti: 4287  Percentuale: 0.13%

IV: Italia Meridionale 

partito democratico:  Voti: 539237  Percentuale: 37%

movimento 5 stelle beppegrillo.it:  Voti: 350892  Percentuale: 24.08%

forza italia:  Voti: 316575  Percentuale: 21.72%

nuovo centro destra - udc:  Voti: 93127  Percentuale: 6.39%

l'altra europa con tsipras: Voti: 63413  Percentuale: 4.35%

fratelli d'italia - alleanza nazionale:  Voti: 48980  Percentuale: 3.36%

scelta europea: Voti: 12233  Percentuale: 0.83%

italia dei valori:  Voti: 11216  Percentuale: 0.76%

verdi europei-green italia:  Voti: 9490  Percentuale: 0.65%

lega nord-die freiheitlichen-basta €uro:  Voti: 9465  Percentuale: 0.64%

io cambio - maie:  Voti: 2543  Percentuale: 0.17%

V: Italia Insulare

partito democratico: Voti: 304663  Percentuale: 37.05%

movimento 5 stelle beppegrillo.it:  Voti: 224018  Percentuale: 27.24%

forza italia:  Voti: 151289  Percentuale: 18.39%

nuovo centro destra - udc:  Voti: 62315  Percentuale: 7.57%

l'altra europa con tsipras: Voti: 27787  Percentuale: 3.37%

fratelli d'italia - alleanza nazionale:  Voti: 27437  Percentuale: 3.33%

lega nord-die freiheitlichen-basta €uro:  Voti: 7925  Percentuale: 0.96%

scelta europea: Voti: 6162  Percentuale: 0.74%

italia dei valori:  Voti: 5862  Percentuale: 0.71%

verdi europei-green italia: Voti: 3575   Percentuale: 0.43%

io cambio - maie:  Voti: 1254  Percentuale: 0.15%