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mercoledì 26 ottobre 2016

"Gay? Si, confesso: sono...". Emanuele Filiberto vuota il sacco, imbarazzo in casa Savoia

Emanuele Filiberto confessa: "Sono filo-gay"



Ora, già l'erede di una casa reale che rilascia una intervista al sito gay.it sarebbe stata cosa impensabile appena trent'anni fa. Ma ormai... Emanuele Filiberto è uno che si è lanciato in reality televisivi e quant'altro. E poi, come si dice, i tempi cambiano. Così, confessandosi al portale omo, l'erede di casa Savoia, attacca: "Se sono stato sedotto da un uomo? Mi capita, ho abbastanza successo con gli uomini! - ha ammesso il principe - Ho un approccio molto più libero, più aperto, ho frequentato molto gli ambienti gay. A Parigi andavo al Boy, era una discoteca favolosa perché c’erano le più belle donne di Parigi, sicure che nessuno le annoiasse. Anch’io trovo gli uomini belli, non ho questa barriera da macho anche se la mia sessualità è portata verso le donne, amo la donna. Sono filogay, anzi Filigay!"

Scandalo Dieselgate, mazzata miliardaria Il disastro tedesco: quanto pagheranno

Scandalo Dieselgate: la mazzata miliardaria. La condanna mostruosa: quanto pagheranno



Il tribunale di San Francisco ha approvato l’accordo per un patteggiamento con i proprietari statunitensi dei veicoli Volkswagen per lo scandalo delle emissioni diesel. L’accordo prevede un risarcimento di 14,7 miliardi di dollari da parte della casa automobilistica. Vw ha concordato una spesa di 10 miliardi di dollari per i riacquisti e le compensazioni e di 4,7 miliardi di dollari per i programmi per limitare le emissioni in eccesso e favorire la produzione di veicoli verdi.

Si tratta di un compromesso "ragionevole", spiega il giudice Breyer nella sentenza, che permetterà di "compensare i danni" causati dalle emissioni truccate. I rimborsi e i riacquisti previsti dal piano di 14,7 miliardi di dollari riguarderà 480 mila propietari di vetture VW diesel da due litri, che, al momento della riconsegna della propria auto, potranno decidere se riacquistare un’altra vettura o farsi riparare la propria, rimettendola in regola secondo gli standard vigenti per le emissioni, a spese del costruttore tedesco. In ogni caso riceveranno un’indennità fino a 10 mila dollari a testa.

VW si è poi impegnata a investire 2,7 miliardi di dollari per "rimediare integralmente" alle conseguenze ambientali delle emissioni truccate e altri 2 miliardi di dollari per creare infrastrutture per i veicoli a zero emissioni e per promuoverli presso l’opinione pubblica. La fattura complessiva è di 14,7 miliardi di dollari, a cui dovrà aggiungere altri 603 milioni di dollari agli stati locali per mettere fine alle loro denunce. Dopo l’accordo odierno che riguarda le vetture diesel due litri, cioè il grosso delle auto VW coinvolte nelle truffa, i guai giudiziari della casa tedesca negli Usa proseguiranno con le denunce delle 80 mila vetture tre litri di cilindrata che non sono coperte dall’accordo odierno.

Europa, ricatto all'Italia: "Avete 2 giorni" La lettera-schiaffo ai nostri terremotati

La lettera-ultimatum all'Italia: "Avete due giorni". Lo schiaffo ai terremotati: cosa scrivono



La lettera tanto attesa dalla Commissione europea sull'ultima manovra finanziaria varata dal governo di Matteo Renzi è finalmente arrivata e non porta nessuna buona notizia per l'esecutivo. I commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici hanno chiesto chiarimenti all'Italia sul mancato rispetto degli impegni di diminuzione del deficit strutturale e sull'entità delle spese sostenute per gli eventi eccezionali, come crisi dei migranti e terremoto, inseriti nel bilancio 2017. La Commissione però pretende una risposta chiara entro e non oltre giovedì 27 ottobre.

La richiesta della Commissione punta a "valutare se l'Italia soddisfa le condizioni per le quali la flessibilità aggiuntiva è stata concessa per il 2016". Tra i chiarimenti richiesti dai commissari, c'è in particolare: "la revisione degli obiettivi e la differenza sostanziale che emerge rispetto agli impegni presi la scorsa primavera. Un esame preliminare del documento programmatico per il bilancio 2017 - scrivono - suggerisce che il cambiamento programmatico del bilancio strutturale per il 2017, ricalcolato secondo la metodologia comunemente accolta, è negativo e molto al di sotto dello 0,6% del Pil o oltre raccomandato dal Consiglio il 12 luglio scorso".

Secca la risposta di Renzi: "Da Bruxelles possono scrivere tutto quello che vogliono - ha detto - ma Amatrice, Accumoli e Arquata le rimettiamo su come si comanda. E le scuole le mettiamo in sicurezza perché per me i nostri figli sono dieci volte più importanti di Bruxelles".

LA VIGNETTA-SFREGIO Così Vauro insulta gli italiani La frase vergognosa / Guarda

La vignetta-sfregio contro un intero paese: l'insulto agli italiani



Sulla piccola comunità di Gorino, frazione di Goro in provincia di Ferrara, si è scatenato il dibattito dell'intero arco costituzionale italiano. Da sinistra, oltre che dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, sono partiti gli attacchi più forti contro quei residenti che hanno respinto con blocchi stradali e barricate il pullman con venti profughi diretto a un ostello del posto. Si è però guadagnato la medaglia di attacco più di cattivo gusto quello del vignettista Vauro Senesi, che sulla vicenda ha disegnato il suo solito personaggio che si tappa il naso e, sotto la scritta "Migranti, Gorino chiusa", gli fa dire: "Chiudetela meglio che arriva ancora puzza di merda".

SONDAGGIO TOMBALE Renzi, i numeri da incubo Distanza enorme: è finita

Renzi, i numeri neri che lo condannano. La distanza incolmabile: tempo scaduto



La salita che si pone davanti a Matteo Renzi e ai sostenitori del Sì al referendum del 4 dicembre è ripida quanto una parete a strapiombo. Il distacco tra favorevoli e contrari alla riforma costituzionale è arrivato a 9 punti, secondo quanto certificato dall'Istituto Eumetra Monterosa di Renato Mannheimer, commissionato dal comitato Lavoratori per il No.

Secondo il sondaggio, presentato lo scorso 19 ottobre alla Camera dal gruppo di Forza Italia, gli elettori per il Sì non superano il 45,5%, mentre quelli per il No toccano il 54,5%, con un picco al Sud che vanta il 57% dei contrari. Stando alla rilevazione, svolta su 800 casi con un margine di errore del 3,5%, il 62% degli intervistati si è dimostrato informato sui contenuti della riforma. A dimostrarsi più favorevoli, con l'81%, sono stati quelli nella fascia d'età tra i 35 e i 44 anni. Bocciano invece la riforma Boschi per il 77% i giovani nella fascia tra i 18 e i 24. Tra gli elettori del Pd, solo il 15% si è detto contrario alla riforma, meno che in Forza Italia, dove per il Sì voterebbe il 20% degli elettori.

martedì 25 ottobre 2016

Caivano (Na): Specialista in Urologia ed Andrologia

Caivano (Na): Specialista in Urologia ed Andrologia 


Dott. Michele Lanna
Specialista in Urologia ed Andrologia

Il dott. Michele Lanna, Medico Chirurgo, Specialista in Urologia ed Andrologia, effettua Ecografie in Sede. Lo Studio del dott. Michele Lanna, riceve per appuntamento il Lunedì e il Giovedì, a Caivano, in Via Roma, 88, e a Frattamaggiore, il Martedì, Mercoledì e Venerdì, presso "Centro Igea", sito in Via Virgilio, 16. Per prenotare la tua visita Specialistica chiama il: 347.5456543 

Il Pd salva gli stipendi alla Casta Di Battista: "Ma le porcate di Renzi..."

Stipendi parlamentari, la legge del M5s sul taglio rinviata in Commissione: protesta dei grillini



La legge taglia-stipendi del M5s torna in Commissione alla Camera. Nulla di fatto. Accade tra le proteste dei deputati grillini e di Beppe Grillo in persona, presente a Montecitorio. Il leader dalla tribuna ha ironizzato: "Sono elevato... Voi con questi problemi terreni". Il rinvio è stato richiesto da Lorenzo Dellai di Democrazia solidale. Contro il rinvio hanno votato M5s, Forza Italia, Fdi e Sel. Il Pd, dunque, difende la Casta e le paghe onorevolissime.

Inevitabili le polemiche pentastellate. "Qualunque porcata renziana viene approvata", ha tuonato in piazza Montecitorio Alessandro Di Battista, "La nostra proposta é stata rinviata con un escamotage tipico della partitocrazia". "Quella di Renzi è stata una proposta da salotto tv", ha aggiunto Roberta Lombardi. E ancora: "Non c'era alcuna intenzione di prendere in considerazione la nostra proposta di taglio degli stipendi: a ieri non è arrivato nessun emendamento dal Pd. La proposta del Pd sul taglio dei costi della politica esiste solo nel favoloso mondo di Renzi".