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venerdì 21 ottobre 2016

Caivano (Na): Video consiglio comunale / Crisi politica sempre più acuta Monopoli sempre più solo

Caivano (Na): Crisi politica sempre più acuta Monopoli sempre più solo La Svolta e Giamante passano all'opposizione



di Gaetano Daniele


Dott. Simone Monopoli


Crisi sempre più tangibile all’interno della maggioranza a Caivano, dove si rincorrono voci di dimissioni di assessori per ora non formalizzate, mentre l’ultimo atto è l’abbandono della Lista Civica La Svolta e del Consigliere socialista, Alibrico Giamante dai banchi della maggioranza. Una sbattuta di porta in faccia che ha lasciato alle spalle l'antipolitica. 

Qualunque cittadino di Caivano può immaginare con quale sentimento di tristezza e con quale senso di incapacità politica, il Sindaco Monopoli e quel che gli rimane di un gruppo di consiglieri comunali, si accingono imperterriti a commentare, volendo a tutti i costi continuare ad urlare senza dire niente o peggio a scaldare le sedie del Civico Consesso, come accaduto ieri nell’ultimo Consiglio Comunale. 

Certamente,  analizzare  in questo contesto quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio Comunale assume, alla luce di questi drammatici eventi, una connotazione dal sapore amaro ma è, comunque, atto doveroso da parte di chi fa informazione, consigliare all'attuale Sindaco di dimettersi per il bene del Paese, anche perchè vedere una mamma che lamenta o elemosina i propri diritti, quando lo stesso Sindaco Monopoli aveva promesso in campagna elettorale il reddito di cittadinanza, è veramente qualcosa di triste per non ripetere frasi forti come citate da qualche consigliere comunale, completamente fuori luogo, considerata la disperazione di un quartiere abbandonato da troppi anni. 

Reddito di Cittadinanza. Controllo del territorio tramite Droni. Mai più spazzatura. Insomma, tutti cavalli di battaglia che il Sindaco Monopoli aveva cavalcato alla Burt Lancaster in "L'ultimo Apache" pur di vincere le elezioni comunali. Invece no. Questa cavalcata è durata pochi mesi, fino a quando lo stesso sindaco Monopoli si è reso conto di aver promesso tanto in contesti politici pietosi, e quindi, meglio correre subito ai ripari e dichiarare dissesto finanziario prima che al cavallo si rompesse una gamba, e perchè no, tanto la colpa è delle passate amministrazioni. Forse, e sottolineamo il forse, è proprio sua, perchè Monopoli è stato assessore di maggioranza nella Giunta Papaccioli, anno 2008/2009. Oppure quando era consigliere provinciale di maggioranza? Senza offesa al suo presidente del consiglio comunale, Raffaele Del Gaudio, visto che come Burt Lancaster di cavalcate in questi ultimi 35 anni se ne è fatte tante (politicamente parlando). 



Vettel: "Il mio contratto? Non è una priorità"

Vettel: "Il mio contratto? Non è una priorità"



Sebastian Vettel è stato uno dei protagonisti della conferenza stampa per la presentazione ufficiale del Gran Premio degli Stati Uniti che si svolgerà questo weekend ad Austin, in Texas. L’obiettivo posto dalla Ferrari è sicuramente fare meglio del Giappone, dove a Suzuka Seb ha concluso con il 4° tempo, forse a causa di una strategia errata: “In Giappone abbiamo compiuto degli evidenti progressi e questo è positivo, però è stato un po’ il riassunto della nostra stagione; la cosa più importante è che abbiamo lottato e dato tutto quello che avevamo, saremmo potuti andare un pochino meglio, ma è andata così, speriamo di farlo in questa gara”, ha dichiarato.

Scontate le domande sul suo futuro visto il contratto in scadenza 2017: "Credo che siamo tutti impegnati a concentrarci sulle 4 gare che ci rimangono e sull'anno prossimo, è su questo che siamo concentrati in particolare. Non è dunque importante pensare a dettagli quali il mio contratto visto che è già tutto a posto per l’anno prossimo“, ha detto Vettel non entrando molto dei dettagli. “Con tutte le cose che stanno succedendo in fabbrica a Maranello, credo e so che tutti sono molto occupati e anche io voglio che rimangano concentrati su questo” ha concluso il ferrarista.

Bomba sotto la poltrona della Appendino: una bruttissima sorpresa firmata Fassino

Bomba sotto la poltrona della Appendino. Una bruttissima sorpresa firmata Fassino


di Elisa Calessi



Un presunto buco nel bilancio 2015 di 5 milioni di euro. Questa è l' ipotesi al centro dell' inchiesta che ha portato, ieri, la Guardia di Finanza negli uffici del comune di Torino. Per ora l' inchiesta, guidata dal gruppo della procura che indaga sui reati economici, è senza indagati. E senza ipotesi di reato. Ma il bersaglio è l' amministrazione comunale allora guidata da Piero Fassino. Si punta a fare luce su una presunta «discrasia» fra i conti dell' amministrazione e quelli di alcune società partecipate, fra cui quella di trasporti Gtt e quella per le infrastrutture legate ai trasporti InfraTo. Tutte partecipate dal Comune al cento per cento.

Subito il M5S, che ora con Chiara Appendino governa la città, ha cavalcato la vicenda. «Mancano 5 milioni di euro al bilancio 2015 firmato Fassino. Il mito della buona amministrazione della sinistra di Torino», scrive su Twitter Beppe Grillo. E sul blog ha dedicato un intero post alla faccenda: «Mentre la città si riempiva di poveri, milioni di euro sparivano dal bilancio comunale. Eppure quella di Fassino veniva descritta come l' amministrazione perfetta e tutti i giornalisti si sorprendevano della vittoria del Movimento 5 Stelle, solo i torinesi avevano capito tutto e ci hanno dato fiducia. Chiara Appendino e la sua giunta con i cittadini al loro fianco rimetteranno in piedi la città».

Dal punto di vista politico, il tentativo del M5S è di usare l' inchiesta per attaccare il Pd anche a livello nazionale e recuperare rispetto alle difficoltà incontrate da Virginia Raggi a Roma: «Se Torino sta così», continua Grillo nel post, «figuratevi Roma, la città del Pd e di Mafia Capitale, stiamo riparando i danni che hanno creato in decenni di malgoverno e illegalità diffusa. Oggi nessuno del Pd parla. Neppure fiatano. Bene. Continuate così. State zitti e lasciateci lavorare».

L' ex sindaco Fassino, in una nota, difende il suo operato: «Le politiche di bilancio», scrive, «sono sempre state gestite con rigore e trasparenza, nel rispetto delle leggi e dei principi contabili, sottoposto periodicamente agli organismi di verifica contabile, conseguendo sempre gli equilibri di bilancio e realizzando in cinque anni una consistente riduzione dell' indebitamento della città di oltre 500 milioni». E facendo riferimento all' indagine sui bilanci 2015 del Comune e di alcune partecipate: «In ogni caso un' inchiesta non può essere commentata prima di conoscerne i rilievi precisi che valuteremo quando saranno noti».

A sollevare il caso, provocando l' iinizativa della procura e della Corte dei Conti, erano stati dei consiglieri di opposizione di centrodestra, tra cui Alberto Morano, ex candidato sindaco indipendente di Lega Nord e Fratelli d' Italia. Si si trovassero riscontri, l' ipotesi è che si proceda per falso in atto pubblico. La storia era emersa a settembre su alcuni giornali. In pratica nel rendiconto del Comune di Torino, riferito al 2015, non c' erano crediti e debiti con due partecipate, Gtt e InfraTo. Non solo: nella relazione allegata al bilancio compariva la situazione debiti-crediti di tutte le società partecipate, tranne quelle due. Secondo il quotidiano La Stampa, che si è occupato della vicenda, i funzionari del Comune, rispondendo al consigliere di opposizione Morano che chiedeva spiegazioni, ammisero che «quei dati non sono stati mai forniti».

Ma le stranezze non finivano lì. Nel bilancio 2015 di una delle due partecipate, la Gtt, compare un credito di 40 milioni verso il comune di Torino che manca, invece, nel bilancio comunale. Chiara Appendino, appena insediata, si era accorta di queste anomalie e aveva incaricato una società di consulenza di fare una revisione sui conti. Ora, la cosa è nelle mani dei magistrati.

Colpo di mano di Renzi nella notte: ecco come Putin ha piegato l'Europa

Il colpo di mano di Renzi: così Putin ha piegato l'Europa



La sterzata nel cuore della notte. E  Matteo Renzi fa diventare l'Europa filo-Putin. Secondo un retroscena del Financial Times sarebbe stato proprio il premier italiano il più irremovibile nella linea del "no sanzioni " alla Russia per quanto sta succedendo in Siria e ad Aleppo. E così dal testo delle conclusioni del Consiglio europeo è sparita propriola parola "sanzioni" che appariva nell'ultima bozza elaborata giovedì mattina, senza specifici riferimenti se i destinatari dovessero essere esponenti siriani o russi. 

I leader hanno avuto questa notte una lunga discussione sull'argomento, e hanno concordato un testo in cui si legge che "l'Unione europea sta considerando tutte le opzioni disponibili se le atrocità continueranno. Tutto deve essere fatto per estendere il cessate il fuoco, portare aiuto umanitario alla popolazione civile e creare le condizioni per aprire i negoziati su una transizione politica in Siria". 

"Io credo che non avesse senso inserire anche qui un riferimento alle sanzioni", ha spiegato Renzi. "Bisogna fare tutte le pressioni possibili perché si faccia un accordo in Siria, ma è difficile che questo abbia a che vedere con ulteriori sanzioni alla Russia". L'Italia è sempre stato fra i paesi che non condividevano l'ipotesi di nuove sanzioni contro Mosca per la Siria; lunedì scorso, i ministri degli Esteri avevano ipotizzato di inasprire quelle già in corso contro esponenti del regime siriano.

GLI USA SOTTO ATTACCO Agguato cinese in mare: hanno colpito la portaerei

Cina, attacco hacker alla portaerei americana Ronald Reagan



Hacker cinesi hanno attaccato la portaerei americana Ronald Reagan, per ottenere informazioni e dati sulle manovre militari degli Stati Uniti. Lo ha riferito il Financial Times, citando l'azienda di cyber sicurezza FireEye, secondo cui l'attacco sarebbe avvenuto lo scorso 11 luglio, il giorno prima che il tribunale dell'Aia si esprimesse contro le rivendicazioni di Pechino sul Mar cinese meridionale. Proprio in quel periodo la portaerei stava pattugliando l'area.

Gli hacker avrebbero inviato una serie di mail infette dal malware Enfal a personale di governi stranieri in visita sulla Ronald Reagan. Il sistema, scrive il Financial Times, può essere utilizzato per copiare informazioni da un computer infetto o scaricare altri virus.

Secondo FireEye, gli autori degli attacchi potrebbero essere gli stessi che hanno condotto azioni in passato per compromettere le reti di difesa di Usa e Vietnam. Non ci sono per ora prove che leghino l'attacco al governo di Pechino, né indicazioni che l'operazione sia andata a buon fine.

Giallo di Brescia, svolta clamorosa: l'operaio morto e il tesoretto segreto

Giallo di Brescia, la svolta clamorosa. Adesso spunta un tesoretto segreto



Siamo a una svolta nell'omicidio di Mario Bozzoli, l'imprenditore di Marcheno (Brescia), scomparso nella sua azienda di famiglia e con ogni probabilità finito nel forno di fusione dei lingotti. Una morte intrecciata con quella del suo operaio Beppe Ghirardini, trovato avvelenato accanto a un ruscello a Case di Viso, nella zona di Ponte di Legno.

Riporta Repubblica che un nuovo scenario si è aperto dopo la scoperta di una mazzetta di denaro inspiegabile e una serie di telefonate altrettanto inspiegabile. Ma facciamo un salto indietro. Quella sera Bozzoli chiama la moglie, le dice che la raggiunge per cena ma alle 23 Irene Zerbini, non vedendolo arrivare, corre nella fabbrica. Le aprono alcuni operai, tra cui Beppe Ghirardini. Scopre che dal forno di fusione dei materiali ferrosi si è levata una fumata anomala e che l'impianto, bloccato dall'alert, è stato riavviato dallo stesso Ghirardini. Il quale sparisce proprio nel giorno dell'interrogatorio già programmato con i carabinieri del colonnello Spina. Viene trovato qualche giorno dopo, morto. Davanti ha dei fazzolettini e una capsula di cianuro. Si è ucciso con un boccone avvelenato che usavano i cacciatori (non è più in commercio da tempo) per i cinghiali.

Bozzoli e Ghilardini si conoscevano fin da bambini ma non si sentivano spesso. Eppure è stato registrato un flusso di telefonate nei giorni precedenti. Era Bozzoli a chiamare Ghirardini, che era assente e sarebbe tornato proprio l'8 ottobre: che cosa voleva? Una risposta potrebbe nascondersi in alcune migliaia di euro trovate a casa Ghirardini che aveva il conto in banca sempre in rosso. Soldi che non sono giustificati da prestiti o donazioni. Insomma, per gli inquirenti, lo scenario potrebbe essere questo: Bozzoli chiede spiegazioni a Ghirardini sul denaro sparito dalla ditta e l'operaio si sente braccato. La sua reputazione è rovinata e capisce che nemmeno questa volta avrà i soldi per fare il padre con l'adorato figlio che vive in Brasile. A quel punto ha perso la testa. Ma per scrivere l'ultimo capitolo di questo giallo c'è un ultimo indizio che può arrivare oggi da un setaccio.

L'intervista - Dalla contrattura all’infiammazione “Impegno per la salute del muscolo”

Dalla contrattura all’infiammazione “La salute del muscolo”


di Andrea Sermonti


Eugenio Aringhieri AD del Gruppo Dompè

Sono moltissimi coloro che fanno attività sportiva, addirittura l’86% degli italiani 18-54enni secondo quanto emerso da un’indagine condotta da Doxa Marketing Advice per conto di Dompé per far luce sulle attitudini e i comportamenti nella pratica sportiva. Perché tanti (forse troppi!!) tra quelli che dichiarano di fare regolarmente attività sportiva nel corso dell’anno non si prendono sufficiente cura dei propri muscoli, incorrendo in spiacevoli infortuni. E questo tema della contrattura e dell’infiammazione è molto importante – sottolinea Eugenio Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé – in un mondo come quello dello sport dove la voglia di salute rappresenta un obiettivo ormai di tutti, aggiungere vita agli anni e non anni alla vita. La salute del muscolo rappresenta un elemento importante”.

Noi, ovviamente, come azienda ci occupiamo di trovare ‘rimedi’ terapeutici. Il nostro mestiere è questo e lo facciamo in diversi settori: dalle malattie rare al primary care sono settori in cui da tempo lavoriamo. Ecco, la terapia è un elemento importante ma per averne una appropriata è fondamentale seguire un percorso diagnostico appropriato. La sfida sta proprio nella diagnosi più che nella terapia: se la diagnosi è giusta la terapia è più facile che sia appropriata. Ma siccome proprio sul tema della contrattura e dell’infiammazione vi è un’area ‘grigia’ - spesso si confonde la contrattura con l’infiammazione - e oggi abbiamo capito dagli esperti che sono due fenomeni distinti e hanno anche frequenze diverse. Non tutti hanno presente che spesso la contrattura non curata o non riconosciuta produce infiammazione, e questo crea indubbiamente un danno diverso.

Perché questo incontro a Milano, quindi?

L’obiettivo del nostro incontro era proprio questo, favorire il dialogo tra i diversi attori: medici dello sport ma anche persone che hanno vissuto in prima linea il problema, con il contributo diretto dei fisioterapisti, che hanno a che fare con atleti professionisti. Tutti hanno detto la loro ma quello che effettivamente è emerso è proprio che c’è un’area grigia che bisogna illuminare. La diagnosi della contrattura è una diagnosi che va saputa fare e che va fatta, e occorre aver ben chiaro questo perché solo in questo modo è possibile evitare danni più importanti.

E’ per questo che avete avviato quest’iniziativa social?

Vero, è la prova che l’obiettivo lo abbiamo raggiunto: il lancio di questo sito www.stopcontratture.it ha un po' questo obiettivo, ovvero quello di creare una piattaforma per dialogare con gli esperti.

Dietro tutto questo c’è un investimento e un lavoro non da poco, che se avete deciso di affrontare significa che avete delle aspettative, dei ritorni concreti da questo hub

Il mestiere che facciamo ha un presupposto granitico: quello di appoggiarsi sulla conoscenza. Il ritorno vero ritorno è quello. Non ho fatto sicuramente un conto economico ma ho ritenuto necessario investire sulla conoscenza perché avere il polso del fenomeno, come dicevo, in primis sicuramente migliora le diagnosi e quindi, a cascata, permette terapie più mirate. Da questo punto di vista noi siamo veramente convinti di possedere i rimedi ‘giusti’: nei prossimi mesi verranno pubblicati su riviste scientifiche internazionali lavori che dimostrano come il miorilassante raggiunge l’obiettivo di migliorare le condizioni muscolari. Ci tengo però a sottolineare come l’obiettivo di questo portale sia quello di creare le condizioni ideali per discutere in modo appropriato del percorso diagnostico, cosa che permette di differenziare la contrattura dall’infiammazione. Se riusciremo a fare questo avrà vinto il paziente, avrà vinto l’operatore e avrà vinto anche – ovviamente – chi come noi produce i farmaci.

E’ questo un settore strategico e in crescita per Dompé?

E’ un settore in crescita non solo per noi ma, direi, in tutto il mondo: come la stessa indagine Doxa a confermato è uno dei temi più dibattuti in assoluto. Ci sono oggigiorno 17 milioni di italiani che fanno sport, a conferma del fatto che il desiderio di salute, di sentirsi bene e in forma, rappresenta un obiettivo importante e noi come azienda dobbiamo ‘accompagnare’ questo trend. La giornata che abbiamo organizzato ne è la dimostrazione.

Dalle malattie rare allo sport…

Ceto, ci occupiamo di malattie rare e di aree dove il bisogno di salute è molto alto; ma indubbiamente siamo ‘osservatori’ anche di fenomeni in crescita, ai quali siamo interessati, come quello del wellness.

Qual è il prossimo ‘step’ in questo ambito specifico della salute sportiva?

Per il momento continueremo ad investire in questo settore, proprio perché è un’area dove ovviamente abbiamo un expertise consolidato. Certo sarà molto importante capire nei prossimi 6-8 mesi se la risposta del mercato e dell’opinione pubblica sarà di conferma del trend attuale.