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venerdì 13 marzo 2015

Quelle e-mail segrete delle toghe rosse: insulti alla collega che assolse il Cav...

Processo Ruby, pool di Milano: le lettere segrete delle toghe rosse alla giudice che assolse Silvio Berlusconi





Le toghe rosse di Milano si attendevano l'annullamento dell'assoluzione in secondo grado. Volevano Silvio Berlusconi di nuovo alla sbarra nel processo Ruby. Ma così non è andata. Confermata l'assoluzione. E dopo la conferma, oltre al Cav, ci sono state diverse persone che si sono levate dei sassolini dalle scarpe. Una di queste era la giudice Concetta Locurto, toga stimata e progressista, già coordinatrice milanese di Area, il cartello tra le correnti di sinistra di Magistratura Democratica. Una, insomma, che aveva il "pedegree" giusto per condannare Berlusconi in secondo grado. Già, perché la Locurto la scorsa estate era la relatrice della sentenza di assoluzione del Cav nel processo Ruby. L'assoluzione scatenò un vespaio di polemiche in magistratura, culminate con le dimissioni del suo collega e presidente del collegio, Enrico Tranfa, che con il passo indietro volle dissociarsi da un verdetto che non condivideva.

Silenzio e lettere - La Locurto, al tempo, non volle commentare. E non ha voluto commentare neppure dopo la conferma dell'assoluzione che, nei fatti, ha confermato la bontà del suo operato. E il silenzio le deve essere costato, perché come spiega il Corriere della Sera la toga che ha assolto Berlusconi ha vissuto mesi da incubo, tra "attacchi e implicite insinuazioni di cosa di oscuro potesse essere accaduto attorno al processo" per spingere Tranfa alle dimissioni. Ha taciuto, la Tranfa. Almeno in pubblico. Già, perché secondo quanto scrive sempre il Corsera, la toga avrebbe scritto una piccola lettera ai colleghi (agli stessi colleghi che nei mesi precedenti tempestavano la sua email parlando di "torsione del diritto"). Il Corsera ha provato a chiederle del contenuto della lettera, ma la Tranfa, fedele alla sua riservatezza, ha scelto di non parlare. Eppure qualcosa è emerso. Nonostante il rifiuto della giudice, è stato ricostruito quanto abbia detto interpellando i destinatari della missiva.

Se c'è il Cav alla sbarra... - La Tranfa non giudicava la bontà della sentenza, ma metteva in guardia dai rischi di "una malevola dietrologia faziosa", del "pregiudizio", dei "pensieri in libertà da chiacchiera da bar" della quale è stata vittima per mesi per aver fatto il suo lavoro, che nella fattispecie prevedeva di assolvere Berlusconi. La Tranfa avrebbe scritto dei "magistrati che giudicano senza conoscere, finendo - proprio loro - per partecipare al tiro al piccione senza alcun rispetto per l'Istituzione e le persone". E il piccione, in quel momento, era proprio lei. E il "piccione", ora, si toglie le sue soddisfazioni. Nella missiva avrebbe aggiunto l'invito ai colleghi ad "andarsi a rileggere i provvedimenti redatti nel corso dell'intera carriera, piccoli o grandi che fossero, per avere certezza dell'identità di metro di valutazione utilizzato indifferentemente per extracomunitari e potenti". Quel metro di giudizio imparziale che però, i colleghi, le rimproverano: se c'è il Cav alla sbarra deve essere condannato.

Tosi dopo l'addio alla Lega vuota il sacco: "Tutta la verità su Passera e Alfano..."

Flavio Tosi: "Se mi candido in Veneto? Mi prendo due giorni per decidere"





Pronto a candidarsi. O quasi. Lui è Flavio Tosi, che dopo la cacciata dalla Lega Nord e la rottura con Matteo Salvini fa il punto della situazione. E intervistato da Repubblica premette: "Ricordo che alle ultime europee nel Veneto sono stato il candidato più votato". Dunque scende in campo? "Mi prendo ancora un paio di giorni per decidere. Sono troppo scosso per quello che è successo. E' stata una botta tremenda. (...) Dopo 25 anni di militanza nella Lega ti trovi all'improvviso fuori da casa tua. E' come prendere un pugno nello stomaco".

Passera e Ncd - Il sindaco di Verona poi aggiunge che Bossi "cercava sempre di mediare, lo ha fatto anche in questa vicenda, nonostante la forte antipatia che nutre nei miei confronti. Salvini no: non ha voluto la mediazione perché il suo obiettivo era liberarsi di me". Alle voci sul feeling con Corrado Passera ed Angelino Alfano risponde: "Con l'Ncd contatti ufficiali non ne ho avuti. Non pensavo che finisse, così. E quella dell'alleanza con Passera è una grossa bugia messa in giro da qualcuno che sta nella lega". Tosi, dunque, lascia intendere che potrebbe candidarsi da indipendente, con la Lista Tosi: "Vedremo...".

"Piano B" di Berlusconi: ecco dove vuole candidarsi

Berlusconi vuole fare il sindaco di Milano





Appena saputo dell'assoluzione definitiva nel processo Ruby, Silvio Berlusconi ha annunciato il ritorno in politica a tempo pieno. L'obiettivo, magari prima del tanto sbandierato 2018 quando il Cavaliere avrebbe 82 anni, resta la riconquista di palazzo Chigi. La condanna Mediaset prevede la pena accessoria della sospensione dai pubblici uffici per due anni, come confermato dalla Cassazione nel marzo del 2014. Dalla primavera 2016, il Cavaliere potrebbe quindi (in assenza di altre condanne nei processi che ancora lo riguardano) tornare a candidarsi per una carica pubblica, al di là di una eventuale pronuncia della Corte europea dei diritti dell'uomo. e a questo riguardo, il sito di news affaritaliani.it rivela uno scenario che sarebbe quantomeno suggestivo: quello di un Silvio Berlusconi in corsa per diventare sindaco di Milano.

A ipotizzarlo è l'entourage di Gianni Letta, per anni e anni braccio destro e uomo fidatissimo del Cavaliere. Che, secondo quanto riporta Affari, vorrebbe romanticamente mettere il sigillo alla sua carriera politica prendendo in mano le chiavi della città che lo ha visto imporsi prima come imprenditore e poi come uomo di sport alla guida del Milan. Una sorta di piano B, ma neanche tanto, che coi tempi dell'interdizione dai pubblici uffici cadrebbe alla perfezione, visto che le elezioni per il sindaco di Milano si terranno nel maggio 2016. E che, tra l'altro, potrebbe nel caso vedere la sfida stellare tra lo stesso cavaliere e Matteo Salvini, lui pure tentato da un futuro da sindaco nella città che lo ha visto nascere come uomo politico. In quel caso (di una sfida Salvini-Berlusconi), per la sinistra non ci sarebbe davvero trippa per gatti nel capoluogo lombardo.

Cesare Battisti arrestato in Brasile: possibile espulsione entro il 26 marzo

Brasile, arrestato Cesare Battisti: possibile espulsione entro il 26 marzo





Il terrorista rosso Cesare Battisti è stato arrestato dalla Polizia Federale brasiliana a Embu das Artes, nella regione di San Paolo. Battisti è stato arrestato per un ordine di custodia di tipo amministrativo al fine di poterlo espellere. Battisti è detenuto presso la Soprintendenza regionale della Polizia di San Paolo.

Il 3 marzo scorso la Giustizia federale brasiliana aveva deciso di annullare l'atto del Governo federale che consentiva la permanenza nel Paese sudamericano di Battisti. Pertanto l'ex membro dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato all'ergastolo per aver ucciso 4 persone tra il 1978 e ilo 1979, potrebbe ora essere estradato in Francia o in Messico, Paesi nei quali Battisti visse dopo essere fuggito dall'Italia e prima di arrivare in Brasile. Battisti è nel Paese sudamericano dal 2004. Il suo legale aveva preannunciato ricorso avverso quest'ultima decisione della magistratura brasiliana. Secondo il quotidiano brasiliano O tempo, il giudice della Corte Federale di Brasilia, Adverci Tariffe, ha determinato l’espulsione di Battisti entro il 26 marzo. Secondo quanto si è appreso, all'arresto, eseguito ai fini dell'espulsione, ha collaborato attivamente lo Scip della Criminalpol tramite il suo ufficiale di collegamento in Brasile, coordinato da Roma.

giovedì 12 marzo 2015

In Europa League ride solo il Napoli Il derby Fiorentina-Roma finisce 1-1

Europa League, Higuain trascina il Napoli: 3-1 alla Dinamo Mosca. Il derby Fiorentina-Roma finisce 1-1





Il Napoli più vicino ai quarti di Europa League, nel derby tra Fiorentina e Roma tutto rinviato alla sfida di ritorno all'Olimpico, con i giallorossi leggermente favoriti. In un giovedì negativo per i nostri colori (il Torino sconfitto 2-0 dallo Zenit a San Pietroburgo, Inter ko 3-1 a Wolfsburg dopo una gara a due facce), sono gli azzurri di Benitez gli unici a sorridere, ma che fatica. Al San Paolo i russi della Dinamo Mosca vengono sconfitti 3-1: ospiti in vantaggio in avvio al 2' con il tedesco brasiliano Kuranyi, poi si scatena il solito, strepitoso Higuain con una tripletta al 25', al 31' (su rigore) e al 55'. Emozioni anche a Firenze, i viola in vantaggio con Ilicic al 17' (bel destro all'incrocio su iniziativa del sempre incontenibile Salah), rigore sbagliato da Ljajc al 60' (gran parata di Neto, eroe come contro il Tottenham) e pari al 77' di Keita, ancora decisivo dopo la zuccata in campionato contro la Juventus.

Caivano (Na): Intervista al candidato Sindaco del centro sinistra, dott. Luigi Sirico

Caivano (Na): Intervista al candidato Sindaco del centro sinistra, dott. Luigi Sirico 



di Gaetano Daniele 




Nella foto a Sinistra il candidato Sindaco
del centro sinistra dott. Luigi Sirico 

Dott. Sirico, benvenuto nel nostro blog, il Notiziario. Vengo subito alla prima domanda: cosa ha fatto il suo partito, il Pd, sulla questione rifiuti, visto che negli ultimi due anni, avete voluto fortemente entrare in maggioranza appoggiando l'amministrazione Falco e quindi l'Udc. 

Guardi io sono un tecnico. Cerco di rispondere con i fatti, citando documenti ufficiali (si veda in particolare la relazione territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Campania della Commissione Parlamentare d'inchiesta approvata il 5 febbraio 2013 e la relazione della Civil Engagement with ecological - european Commission FP7). Mi dispiace che non tutti abbiano lo stesso scrupolo. Lo so che studiare è faticoso ma a volte è doveroso. Veniamo alla questione dei rifiuti. Io credo che a Caivano continuiamo a fare come i famosi capponi di Manzoni: ci becchiamo a vicenda mentre andiamo tutti al macello. La questione dei rifiuti ha origini lontane e complesse e spesso dipende da decisioni che passano sulla testa dei cittadini e degli amministratori locali. La vicenda inizia nel 1989, quando si scopre che l'allora assessore all'ambiente Raffaele Perrone Capano, del partito liberale (presidente della giunta regionale era Ferdinando Clemente di San Luca), autorizza compagnie di trasporto legate alla criminalità organizzata a scaricare i rifiuti delle industrie del nord in Campania. Il primo stato di emergenza è del 1994, per il quale viene nominato commissario il Prefetto Improta. Dopo il decreto Ronchi del 1997, nel 1998 viene affidato all'allora presidente della giunta regionale, Antonio Rastrelli di Alleanza Nazionale il compito di indire il bando di gara decennale per lo smaltimento dei rifiuti. Con il decreto n.16 del 22 aprile del 1999 la FIBE si aggiudica l'appalto: dovrà costruire 7 impianti di compostaggio per il CDR e due Termovalorizzatori. Quello di Caivano viene inaugurato nei primi mesi del 2001 nel periodo in cui era amministrato da un commissario prefettizio, la dott.ssa Basilone (dal 21.07.2000 al 28.05.2001). Dal 2001 al 2011 abbiamo avuto in Campania diverse emergenze per un motivo banale: il ciclo dei rifiuti non poteva essere completo senza la realizzazione dei termovalorizzatori. L'ultima emergenza è proprio nel 2011. In quella occasione l'allora presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro del Pdl, nella cui maggioranza credo sedesse anche qualche caivanese, con una sua ordinanza del 18.06.2011 n.411, autorizza lo smaltimento dei rifiuti all'interno della sede dell'Igi.ca di Caivano, a cui il Tar diede torto. Luigi Cesaro con grande soddisfazione disse: "Questa sentenza mi conforta perchè chiarisce definitivamente le competenze in materia (n. Agenzia 169/2011 dell'8 luglio 2011). Infatti le competenze in materia erano e sono della Provincia di Napoli. Detto questo e premesso che credo sia stato un errore entrare in maggioranza con l'Udc di Tonino Falco, cosa avrebbe dovuto fare il comune, visto che le competenze erano e sono della Provincia?. Ma messe da parte tutte le chiacchiere, possiamo fare uno sforzo per fare qualche proposta per il futuro? credo di sì. Togliere le eco balle non sarà facile. Lo avrà capito pure qualche ex sindaco che nonostante l'annuncio alla cittadinanza non ci riuscì (non era un sindaco di centro sinistra). Forse potremmo utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal decreto sblocca Italia. E in seguito produrre meno rifiuti. E possiamo riuscirci se facciamo nostri i dieci punti della Carta di Napoli del 2007, i cui principi sono il fulcro del nostro programma amministrativo dei prossimi 5 anni. 

Dott. Sirico, le preciso anche se non è un dibattito che, alcune sue allusioni sono errate, ma non voglio entrare nel merito, se vorrà, lo potrà fare qualche politico di competenza. Lei dice: se la responsabilità era della provincia il comune cosa poteva fare? ad esempio, il suo partito, il Pd, uscito sconfitto dalle ultime elezioni, poteva mantenere fede al mandato elettorale, quindi restare all'opposizione e non entrare in maggioranza e fiancheggiare quelle coalizioni. Ma andiamo avanti. Ad oggi l'Igi.ca ha debiti? 

Non le so rispondere con precisione e dunque mi astengo. So che è fallita e mi dispiace. A risponderne, anche eventualmente ai magistrati credo dovranno essere gli amministratori della società.

Dott. Sirico si vocifera che lei sia la continuità dell'ex Sindaco dott. Semplice, cosa risponde a queste affermazioni, al momento da marciapiede? 

Sarebbe difficile essere in continuità con una persona che ha fatto il sindaco dal 2001 al 2006 . Dopo si sono susseguiti 3 sindaci e 3 commissari e sono passati 10 anni. Vogliamo continuare a fare chiacchiere. Credo sia giunto il tempo di parlare del presente. Ma mi chiedo anche dal 2006 ad oggi gli altri cosa hanno fatto?

Dott. Sirico, credo niente. Comunque a titolo informativo, negli ultimi due anni siete stati voi del Partito Democratico al timone. Intanto, qual'è il suo programma? 

La invito ad essere presente il 21 marzo a Caivano Arte. In quella occasione scriveremo il programma elettorale. Abbiamo istituito 5 tavoli tematici coordinato ciascuno da esperti e docenti universitari che ci aiuteranno nell'impresa. Ci sarà poi un focus sui fondi europei 2015/2020, perchè senza, i Comuni, a cui sono stati tagliati i trasferimenti in modo brutale, non potranno fare nulla. Ma la cosa a cui tengo di più è la stanza dei bambini, chiederemo a loro di immaginare la Caivano del futuro attraverso i loro disegni che entreranno a far parte del nostro programma. Prima di accettare la candidatura ho scritto le mie linee programmatiche che sono state già sottoscritte dalla coalizione che mi sostiene. Il cuore di quel documento è la partecipazione dei cittadini alla vita della città: referendum propositivi, bilancio partecipato sono gli strumenti per ricostruire una comunità, senza la quale non ci sarà speranza. Per il resto la invito con affetto a dare da caivanese un contributo ai nostri tavoli e se vuole nel frattempo le invio la bozza di programma. 

L'amministratore ringrazia il dott. Luigi Sirico per il tempo concesso. 

Sequestrati i beni tedeschi in Grecia "Sono il risarcimento dei crimini nazisti"

Grecia, la Corte Suprema sequestra i beni tedeschi come risarcimento dei crimini nazisti





Il ministro della Giustizia greco si è detto pronto a firmare una sentenza della Corte Suprema che consentirà al governo di sequestrare beni tedeschi come parziale risarcimento per i crimini commessi nel paese dai nazisti. Riferendosi ad una decisione pronunciata nel 2000 dalla massima istanza giuridica del paese, Nikos Paraskevopoulos ha ricordato che il provvedimento sosteneva il diritto dei sopravvissuti della città di Distomo - dove nel 1944 le forze naziste uccisero oltre 218 persone - a chiedere un risarcimento. "La legge", ha ricordato il responsabile della Giustizia, "stabilisce che per attuare il provvedimento è necessario un ordine del ministro. Ritengo che tale permesso debba essere dato e sono pronto a farlo", ha aggiunto nel corso di un’intervista all’emittente Ant1. Ieri il parlamento ellenico aveva deciso di creare una commissione incaricata di chiedere il pagamento dei danni di guerra alla Germania.

Il no tedesco - Da parte sua i tedeschi fanno orecchie da mercante. La Germania "non terrà un negoziato con la Grecia sulle riparazioni di guerra, perchè non c'è ragione di farlo", ha fatto sapere il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Martin Jaeger, secondo il quale "si tratta di una questione che è stata risolta". "Le richieste del governo greco", ha aggiunto Jaeger, "costituiscono una distrazione rispetto ai seri problemi a cui deve far fronte la Grecia".

Tsipras insiste - Ma il premier greco Alexis Tsipras non ha nessuna intenzione di mollare e rilancia l'accusa alla Germania di usare trucchi legali per evitare di pagare le riparazioni di guerra. Tzipras ha fatto anche sapere che porterà la questione in Parlamento per studiare il da farsi. "Dopo la riunificazione tedesca del 1990", ha detto in Aula, "si erano create le condizioni legali e politiche per risolvere la questione. Ma da allora i governanti tedeschi hanno scelto la linea del silenzio, trucchi legali e rinvii". "Mi domando", ha aggiunto il premier, "poichè in questi giorni c’è un gran parlare a livello europeo di questioni morali: questa posizione è morale?".

Le stime - Il governo greco non ha mai ufficialmente quantificato i danni di guerra da chiedere alla Germania, mentre Berlino sostiene di aver onorato i suoi obblighi dopo il pagamento di 115 milioni di vecchi marchi del 1960, pari a 59 milioni di euro. Secondo Tsipras il pagamento del 1960 copre solo i rimborsi alle vittime dell’occupazione nazista e non le distruzioni subite dalla Grecia durante l’occupazione tedesca. Il precedente governo di Antonis Samaras aveva stimato intorno ai 162 miliardi di euro l’ammontare delle riparazioni che Berlino avrebbe dovuto pagare ad Atene. Secondo Tsipras la richiesta di Atene è un "obbligo storico", mentre la Germania si considera esentata dal pagamento dei danni di guerra.

Il patto di Londra - Il nodo da sciogliere è il patto di Londra del 1953 nel quale Berlino e altri 21 paesi siglarono un’intesa sui debiti contratti dalla Germania durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. La prima decisione riguardò i debiti contratti fino al 1933, pari a 32 miliardi, la metà dei quali venne cancellata e l’altra metà pagata a condizioni molto favorevoli. Per i debiti legati ai danni della Seconda mondiale si decise invece di rimandare la faccenda a dopo la riunificazione tedesca. Nel 1990 però il cancelliere Helmut Kohl si oppose al pagamento delle riparazioni, spiegando che si trattava di richieste insostenibili, che avrebbero portato la Germania alla bancarotta. Gli Stati Uniti appoggiarono questa posizione. A partire dagli anni Sessanta Berlino ha stabilito degli accordi di compensazione volontari con alcuni paesi per i danni causati dal nazismo e nell’ottobre 2001 Berlino ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato di Londra del 1953.