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giovedì 12 marzo 2015

L'ora della parità tra l'euro e il dollaro I calcoli: ecco chi ci guadagna e chi ci perde

Parità euro-dollaro: chi ci guadagna e chi ci perde





manca pochissimo ormai. Quisquiglie. Ma nella sostanza il pareggio tra euro e dollaro è ormai realtà: la moneta unica europea, che appena un paio d'anni fa era arrivata a quota 1,5 per biglietto verde, oggi ha chiuso a 1,058. Una parità che, se immediatamente penalizza chi si debba recare in viaggio negli Stati Uniti (ma attira sicuramente visitatori da oltre Atlantico), è generalmente giudicata positiva per l'economia del vecchio continente e in particolare per l'export e per gli investimenti esteri. Ecco, settore per settore secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa, chi guadagna e chi perde da una situazione del tutto inedita da quando è stato introdotto l'euro nel 2002.

Le imprese - Il super-dollaro darà un vantaggio competitivo alle oltre 22mila aziende italiane della manifattura. Secondo lo studio di Confindustria e Prometeia riportato da La Stampa, il calo del 10% dell'euro sul dollaro che si è verificato in questi ultimi mesi porterà a un aumento del Pil dell'1% nei prossimi due anni. le esportazioni cresceranno tra il 4,8% e il 5,2% nel 2016. Il mini-euro renderà pure più attrattivo il nostro Paese, con una capacità di attrarre investimenti esteri che crescerà del 3,5% nei prossimi anni a questi livelli di cambio con il biglietto verde.

Il turismo - Molti viaggiatori rivedranno le loro mete estive in base all'andamento del mercato monetario: secondo l'Ad di Alpitour Gabriele Burgio, "ci sarà una crecita degli arrivi da oltreoceano verso i Paesi del Mediterraneo. Ma anche da Gran Bretagna, Giappone e Svizzzera, che hanno cambi molto favorevoli. Allo stesso tempo sarà molto costoso, per noi, recarci negli usa e nei paesi con moneta forte sull'euro. E questo dovrebbe portare a un aumento dell'atrattiva dell'Italia, della Spagna, della Grecia, del Portogallo".

Lusso e Gioielli - Grazie all'epprezzamento del dollaro e del franco, la manifattura italiana diventerà più competitiva grazie a un calo del costo del lavoro. I benefici saranno importanti perchè non si lavora in dollari solo nel continente americano, ma anche nel Far East. Le materie prime e i semilavorati, però, subiranno un aumento di costi.

Elettronica - Per anni le grandi catene di elettronica hanno visto scendere i prezzi, ma nel 2015 si assisterà a una inversione di tendenza. La maggior parte delle ziende, oggi, ha sede in Nord Amrica (Silicon Vallei) e in Estremo Oriente. Come riporta La Stampa, i primi effetti del super-dollaro si vedranno già sul prezzo del nuovo MacBook, che sarà in vendita negli Stati Uniti a 1.299 dollari e in Europa a 1.499 euro.

Petrolio - L'euro che si deprezza sul dollaro non fa bene alle tasche degli automobilisti perchè il petrolio si paga in dollari. Dall'inizio dell'anno l'effetto cambio ha inciso sul prezzo dei carburanti per circa 8 centesimi al litro.

Prima violenta il figlio di 11 anni, poi lo vende sul web: horror a Napoli

Napoli, padre violenta il figlio e poi vende le immagine sul web





Una storia agghiacciante quella che è stata scoperta dalla Polizia municipale di Napoli: un uomo di 44 anni ha abusato del figlio 11enne per oltre un anno, ma non solo. Ha pensato che quel piccino poteva diventare una fonte di reddito e ha così deciso di metterlo in vendita sul web, diffondendo le immagini dei rapporti sessuali, e quindi sottoponendo al bambino ad eventuali pedofili. Tramite profili falsi gli uomini del nucleo Tutelaminori hanno contattato l'uomo fingendo essere interessati a un incontro con il ragazzo. Una volta incastrato, l'uomo ha subito confessato. Il piccolo, invece, nel tentativo di proteggere il papà, non voleva raccontare nulla. S'è convinto solo dopo alcune ore a parlare della sua sofferenza e delle cose strane che gli faceva fare il papà. L’uomo è stato arrestato e condotto nel carcere di Poggioreale

Brunetta e Verdini allo scontro finale: le loro dichiarazioni (e tutta la verità)

Forza Italia, Renato Brunetta e Denis Verdini allo scontro finale: le dichiarazioni (e la verità)

di Marco Gorra 



Nella maionese impazzita che è diventata Forza Italia, si è arrivati al ribaltamento definitivo. A difendere senza se e senza ma la linea imposta da Silvio Berlusconi risultano infatti essere Raffaele Fitto e i suoi, da mesi impegnati in una lotta all’ultimo sangue contro il quartier generale, mentre a tenere alte le insegne della dissidenza sono un gruppo di parlamentari di area verdiniana i cui nomi si era soliti incasellare alla voce “berlusconiani di ferro”.

Lo slittamento inizia nel pomeriggio di lunedì, quando da Arcore arriva l’indicazione berlusconiana: sulla riforma del Senato si vota no. A quel punto, partono le grandi manovre. Denis Verdini, che del Nazareno fu tessitore e che reputa sbagliatissimo abbandonare Matteo Renzi al proprio destino, riunisce a cena una ventina di fedelissimi per ragionare sul da farsi. A ragionamento in corso, tuttavia, i telefoni dei commensali iniziano a squillare in sequenza. All’altro lato delle cornette ci sono sempre gli stessi interlocutori: Renato Brunetta (capogruppo alla Camera ed alfiere dell’antirenzismo militante) e in alcuni casi Silvio in persona. L’obiettivo è il medesimo: convincere i riottosi a tornare sui propri passi a maggior gloria dell’unità del partito nel momento del bisogno.

Nonostante i toni delle telefonate non siano esattamente concilianti e le argomentazioni controriformiste fatichino a fare breccia, alla fine un qualche risultato il Cavaliere lo porta a casa. Il gruppo dei ribelli vota no (con la sola eccezione dell’ex ministro Gianfranco Rotondi, il cui sì era comunque annunciato) ed evita la catastrofe diplomatica. Lasciare passare la cosa senza conseguenze, però, non si può. I diciotto dissidenti producono pertanto un durissimo documento indirizzato a Berlusconi dove si sostiene che il voto negativo è stato dato «non per disciplina di gruppo, ma per affetto e lealtà nei tuoi confronti» e che, quanto al resto, il gruppo parlamentare evidenzia «un deficit di democrazia, partecipazione ed organizzazione». Seguono diciotto firme pesanti, tra i quali nome del calibro di Santanchè, Ravetto, Parisi e Abrignani. Il segnale è duplice: da una parte si fa capire a Renzi che non tutto è perduto (e che in Senato potrebbero esserci sorprese), e dall’altra si alza il tiro contro il nemico interno, cioè Brunetta, chiedendone la testa.

E Berlusconi? Si vede costretto a fare viso così e così. L’ex premier verga una lettera di apprezzamento per il fatto che «oggi Forza Italia ha ripreso la sua autonomia tornando a fare opposizione a 360 gradi». Il rimbrotto ai reprobi è tutt’uno con la difesa di Brunetta: il no alle riforme è figlio di quanto deciso «durante il dibattito negli organismi di partito e all’interno dei gruppi parlamentari che, all’unanimità, hanno fatto proprie queste scelte». Ne consegue che «chi oggi ha ritenuto di dover esprimere le proprie riflessioni, avrebbe fatto meglio a farlo allora». Gran finale per il capogruppo: «Ringrazio Renato Brunetta», sostiene il Cav, «che si è assunto il non facile compito di argomentare le nostre scelte e del quale ho condiviso l'intervento in Aula». La resa dei conti è solo rinviata.

mercoledì 11 marzo 2015

Milano, Silvio Berlusconi: Finalmente la verità. Oggi è una bella giornata per la politica, per la giustizia, per lo stato di diritto

Milano, Silvio Berlusconi: Finalmente la verità. Oggi è una bella giornata per la politica, per la giustizia, per lo stato di diritto

di Silvio Berlusconi 



Non avendo mai avuto nulla da rimproverarmi, ero certo che le mie ragioni sarebbero state riconosciute. Rimane però il rammarico per una vicenda che ha fatto innumerevoli danni non solo a me, alla mia famiglia e alle altre persone innocenti coinvolte, ma a tutti gli italiani, alla vita pubblica del nostro paese e alla nostra immagine nel mondo.

Ringrazio gli avvocati che mi hanno assistito, le persone care, i miei amici e collaboratori che mi sono stati vicini e mi hanno sostenuto in questi anni. Ringrazio i leader politici di tutto il mondo, e i milioni di italiani di tutte le fedi politiche, che mi hanno testimoniato stima e rispetto e che non hanno creduto al fango che è stato gettato addosso alla mia persona ma anche alle istituzioni della Repubblica. 

Ringrazio naturalmente i magistrati che hanno fatto il loro dovere senza farsi condizionare dalle pressioni mediatiche e dagli interessi di parte. Quello che in altri paesi sarebbe scontato in Italia è una prova di coraggio e di indipendenza che merita rispetto e ammirazione.

Ora, archiviata anche questa triste pagina, sono di nuovo in campo per costruire, con Forza Italia e con il centrodestra, un’Italia migliore, più giusta e più libera.

EXPO, COMI F.I: Bene Rai, ma servono media esteri

EXPO, COMI F.I: Bene Rai, ma servono media esteri 



di Gaetano Daniele 



Lara Comi
Europarlamentare Forza Italia
Vice-presidente gruppo PPE 

"Da domani la Rai farà scattare il conto alla rovescia che ci condurrà a Expo. Mancano 50 giorni, e la Rai mette a punto documentari e programmi. Osservo però che l'Esposizione Universale è un evento appunto "universale", che deve promuovere Milano, la Lombardia e l'Italia all'estero. Così l'europarlamentare Lara Comi, ai nostri microfoni. E nota: Auspico che dei cospicui investimenti destinati a far conoscere Expo attraverso i media una parte consistente sia riservata anche a testate straniere. 

Budget - A quanto ammonta il budget per i network nazionali (ma è la Rai che farà la parte del leone) e qual'è invece l'investimento per le tv straniere? E' infatti all'estero che dobbiamo pubblicizzare l'evento per averne un ritorno in termini di visitatori e di promozione del made in Italy. Mi sembra opportuno - conclude Comi - ragionare insieme su questo aspetto importante, una volta che Expo avrà fornito il dato di investimento sulla comunicazione sui media esteri".

Le Br, "fai ridere", mafia, film comici: così Franco Coppi ha battuto le toghe

Processo Ruby, gli insulti del pm di Cassazione a Silvio Berlusconi: tra Br, "Promessi sposi" e Mel Brooks





Silvio Berlusconi è innocente: lo conferma la Cassazione. Il processo Ruby non esiste. Il teorema di Ilda Boccassini e compagni è soltanto fuffa. La decisione arriva di notte, al termine di una vulcanica giornata processo, durante la quale si è consumato un aspro duello tra l'accusa e la difesa. Parte il giudice relatore, secondo il quale "la stessa Ruby era dedita alla prostituzione e ha partecipato a serate conviviali a sfondo sessuale per Berlusconi". Poi tocca a Franco Coppi, che spiega: "La sentenza di assoluzione ammette che ad Arcore sono avvenuti fatti di prostituzione compensati, anche per Ruby. Noi non li contestiamo, ma arrivati all'ultimo gradino della scala probatoria, non è dimostrata la consapevolezza di Berlusconi che la ragazza fosse minorenne".

Br e Manzoni - Da par suo, il pm non aveva dubbi. Parlando dell'ipotetica concussione a Piero Ostuni, capo di gabinetto della procura di Milano, spiega: "Fu un atto di costrizione implicita che congelò, paralizzò la volontà del funzionario, il quale all'improvviso non ragiona più con la sua testa, in 20 minuti fa 14 telefonate per assicurare la liberazione della minorenne". Dunque il pm Eduardo Scardaccione tira in ballo addirittura le Brigate Rosse, usando una definizione coniata per l'agguato brigatista ad Aldo Moro: "Una geometrica potenza ghiacciò il cuore e la mente di Ostuni al fine di ottenere un risultato indebito e illecito". E dopo le Br i Promessi Sposi: Ostuni viene paragonato al Nibbio, il capo dei "bravi", e viene definito "il rapace a tutela del potere dell'Innominato", che sarebbe il Cav, ovvio.

Cinema e risate - Da par suo Coppi ribatte colpo su colpo e cita i processi di Cosa Nostra: "Qui si pretende di condannare un potente non perché ha abusato dei propri poteri ma solo perché è un potente, così come si puniscono i mafiosi non per quello che hanno fatto ma solo perché appartengono alla mafia". La palla torna al pm Scardaccione, che pesca nel cinema, e spiega di voler sorvolare sulla "vicenda della nipote di Mubarak degna di un film di Mel Brooks, il mondo intero ci ha riso dietro". Coppi ribatte, spiega che non c'è nulla da ridere: "Fu la ragazzina a dire a Berlusconi di essere imparentata con Mubarak, e Berlusconi scopr che non era vero, e che Ruby era minorenne, solo la sera in cui lei venne fermata". Il duello termina. Cala il sipario. Si riunisce una camera di consiglio fiume. E tesissima. E alla fine trionfa Berlusconi: innocente, su tutta la linea, con buona pace delle Br, dei bravi, di Manzoni e pure di Mel Brooks.

Caivano (Na): Intervista al dott. Giuseppe PAPACCIOLI

Caivano (Na): L'ex Sindaco dott. Papaccioli, interviene sul nostro blog 



dott. Giuseppe Papaccioli
già Sindaco di Caivano 

dott. Papaccioli, bentornato nel nostro blog. Secondo lei, dopo quanto accaduto a Caivano (ultimi 4 anni "amministrazione Falco"), di cosa ha bisogno la Politica. 

La Città e la politica ha bisogno di classe dirigente di qualità non di quattro ripetitivi e ridondanti personaggi in cerca di autore!. La platea dell'offerta politica va allargata, non si possono sostituire i faccendieri intercettati malamente con gli improvvisati familisti, camaleonti culturati o sedicenti guru politici che da sempre sono le quarte file del sistema politico clientelare di Caivano. 

Cosa si sente di dire ai cittadini di Caivano.

Ai cittadini va offerta una gamma di proposte tra cui scegliere e non un pacchetto autoreferenziale già preconfezionato, il dibattito va allargato e deve essere pubblico non nel chiuso di qualche stanza. Si proponga un dibattito pubblico tra le varie forze politiche. Organizzi un confronto pubblico insieme agli altri operatori della carta stampata. 

Accettiamo con piacere la proposta del dott. Papaccioli, di organizzare un confronto pubblico con le varie forze politiche locali. Intanto, può iniziare a spiegare a chi ci segue sul web, quali sono le sue proposte? 

Le nostre proposte sono: utilizzo dei gettoni di presenza per borse di studio per studenti meritevoli; collegamento della formazione al mercato del lavoro; aumento dell'offerta formativa ai giovani; attivazione della scuola dei mestieri; arruolamento degli anziani per la bottega dei racconti; riqualificazione della produzione agricola; consapevolezza e messa in rete delle informazioni sullo stato di salute del territorio; tutela della sicurezza dei cittadini; riqualificazione dei servizi comunali; verifica dello stato di avanzamento delle pratiche sospese presso gli uffici tecnici; snellimento delle procedure autorizzative e slancio del commercio; riduzione delle gabelle per la spazzatura; introdurre delle premialità per i cittadini virtuosi. Di tutto ciò questi non ne sanno nulla sono degli improvvisati e non aspettano altro che sostituire il malaffare con il loro malaffare.