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sabato 22 aprile 2017

Putin e i Testimoni di Geova, la decisione senza precedenti Ecco come li ha annientati

"Testimoni di Geova gruppo estremista", la Russia li mette al bando



La Corte Suprema Russa ha riconosciuto i Testimoni di Geova come gruppo estremista e dato il via libera al sequestro dei beni del culto religioso cristiano. La sentenza conferma la mozione del ministero della Giustizia per il bando delle attività dei Testimoni di Geova in tutta la Russia.

In gennaio, i Testimoni di Geova erano già stati bollati come gruppo estremista dal tribunale di Mosca, ma erano ricorsi in appello. Secondo il suo sito web, il culto è titolare di 395 entità legali in Russia. Le autorità hanno già chiuso otto loro sedi con l'accusa di estremismo. "Si tratta di decisioni basate su prove false e minate da errori procedurali", si legge sul sito. Secondo Massimo Introvigne, sociologo e direttore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) si tratta di "un gravissimo attentato alla libertà religiosa e pone oggettivamente la Russia, la cui legislazione in materia di religione discrimina in modo pesantissimo le minoranze, al di fuori dell'alveo dei Paesi pienamente democratici". 

"Spende 30mila euro al giorno". Flavio Briatore, cifre mostruose: una lezioncina "umilia-italiani"

Briatore, libro sulla ricchezza : "C'è chi in ferie spende 30mila euro al giorno, ma in Italia mancano hotel di lusso"



Flavio Briatore è l'autore del nuovo libro Sulla ricchezza, edito da Sperling & Kupfer. Il titolo del volume parla chiaro: l'imprenditore rilancia la sua ricetta per il successo, fa una lunga riflessione sulla burocrazia italiana, dando ampio spazio al suo punto di vista di uomo benestante. La sua opinione è che in Italia ci sono troppe tasse, si dovrebbe sfruttare meglio il turismo, favorendo le famiglie che possono permettersi soggiorni e trattamenti di lusso: "Ci sono persone che possono spendere 10, 20 o 30 mila euro al giorno quando sono in vacanza, perché non farglieli spendere da noi?".

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"Nel libro ho voluto spiegare il mio pensiero, ma quando dici la verità la gente si arrabbia", ha raccontato Briatore al Corriere della Sera. Ha spiegato di non voler assolutamente candidarsi e intraprendere una carriera importante come quella del suo amico Donald Trump: "La differenza è che lui, nel suo ruolo di Presidente degli Stati Uniti, decide e incide. In Italia sarebbe impossibile: prima hanno perso un anno con il referendum, ora ne perderanno altri due con le elezioni. La politica, così, è fine a se stessa, non è per lo sviluppo. Io sono per il fare, come ho dimostrato in Sardegna, dove ho aiutato i pastori a creare il marchio Bithi di Barbagia per il loro pecorino, che adesso viene distribuito nei negozi della catena Eataly e nei ristoranti Cipriani del mondo. E vorrei ricordarlo a chi mi critica: non ho mai ricevuto finanziamenti a fondo perduto nell'isola...".

SI MUOVE L'ORDINE Era contro i vaccini Radiato il primo medico Che cosa diceva ai pazienti

Radiato primo medico anti vaccini



Perché le autorità insistono nel voler vaccinare? "Perché la gente ha paura e reagisce d'impulso sulla base dell'emotività. Vien da pensare che sia stata appositamente diffusa una cultura di paura, perché in questo modo è più facile far fare alla gente quello che si desidera orientando quindi le scelte e i bisogni". Parlava così Roberto Gava, il primo medico radiato dall’Ordine per le sue tesi contro i vaccini, in un’intervista di qualche anno fa.

Gava si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Padova, si è specializzato in cardiologia, farmacologia clinica e tossicologia medica per poi perfezionarsi in agopuntura cinese, omeopatia classica, bioetica. Da una ventina di anni studia gli approcci medici non convenzionali. "E' proprio vero che alcune situazioni patologiche sono assurde - diceva - . Perché  rendere obbligatorie un numero sempre maggiore di vaccinazioni a bambini di 2 mesi quando sappiamo che maggiore è il numero dei vaccini e minore è l’età del bambino, maggiore è il rischio di causare danni immunitari e neurologici? 

SCHIAFFO ALLA POVERTÀ Gli italiani servi degli immigrati L'ultima vergogna: ecco che cosa gli paghiamo

Ai profughi barbiere gratis e vestiti puliti e stirati


di Claudia Osmetti



Trucco e parrucco. I profughi ospitati in Italia non si fanno mancare niente, nemmeno il barbiere. Che deve essere gratis. Pochi giorni fa la Prefettura di Como (in Lombardia) ha pubblicato il bando europeo dell'accoglienza per il 2017 e tra i servizi di assistenza generica alla persona ha specificato che, chi vincerà la gara, dovrà occuparsi pure «dell' igiene di capelli e barba» dei richiedenti asilo. Sissignori, avete letto bene: basette, frangia e pizzetto degli extra-comunitari presenti a ridosso delle Alpi rientrano nel piano di aiuti ai richiedenti asilo. E verranno pagati con soldi pubblici. Tanti saluti e grazie.

Certo, gli addetti ai lavori specificano che non si tratta di vezzi o narcisismi, quanto piuttosto di «cure in modo da assicurare condizioni di igiene». La polemica, però, è scoppiata alla sola idea della prima sforbiciata in un qualsiasi salone di bellezza. «Non avrei mai pensato che si potesse arrivare a tanta indecenza», tuona infatti il vicepresidente dei deputati della Lega Nord, Nicola Molteni, «siamo all'assurdo». E a ben guardare c' è di più.

Il bando in questione parla anche di un servizio di lavanderia. O, meglio, per citare direttamente il documento targato Prefettura, di «lavaggio, asciugatura e piegatura del vestiario consegnato in dotazione agli stranieri, con frequenza periodica e almeno settimanale, nonché la raccolta e la riconsegna dei panni puliti». Come a dire: meglio non lesinare sul sapone. «Siamo di fronte a un bando da 59 milioni per i prossimi due anni e destinato all'accoglienza di oltre 2mila richiedenti asilo», attacca ancora Molteni, «questo è un mondo che sta andando al contrario, con i comaschi che fanno i camerieri e le colf ai presunti migranti. Ci sono cittadini che versano in uno stato di grave deprivazione materiale, che non possono permettersi una casa o di acquistare una lavatrice, ma ai potenziali clandestini vengono garantiti servizi che tanti lombardi non si possono permettere».

Pazienza, anche l'occhio vuole la sua parte. Pulizia e cura del corpo non vanno sottovalutate. «È scandaloso che in un momento come quello attuale», conclude l'esponente del Carroccio, «con 4,5 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, pensionati che sopravvivono con meno di 500 euro al mese, disabili a cui sono stati tagliati servizi di trasporto e di assistenza, il governo e le prefetture decidano di coccolare migliaia di profughi garantendo gratuitamente servizi come il taglio della barba, la cura dei capelli e la stiratura dei vestiti. Di fronte a una simile vergogna si sta scatenando una guerra tra poveri».

Ma attenzione, che tra l'esercito dei disperati che sbarca sulle nostre coste ci sia anche chi non riesce a resistere al fascino di fard e rossetto non è una novità. A Milano, infatti, la fondazione "Albero della Vita" che accoglie un centinaio di donne per lo più nigeriane ha organizzato corsi di make-up. Perché l'ombretto, si sa, nella pochette di una signora non deve mancare. E infatti lo hanno chiesto proprio loro. Quando i volontari del centro hanno sondato i desideri più reconditi delle ospiti si sono accorti che il cuore batteva per l'astuccio dei trucchi. Detto, fatto.

Intendiamoci, l'operazione (in questo caso) è a costo zero. Anzi, spesso si tratta di lezioni "autogestite", con le più smaliziate che danno consigli alle compagne su come incipriarsi il naso o allungare le ciglia. Di make-up artist, come dicono gli esperti, non ce n' è l'ombra. Trousse, rimmel e fondotinta fanno parte del loro personale bagaglio oppure li hanno ricevuti in gentile omaggio. «È anche una cosa utile», racconta a Repubblica Luciana Balzano, referente dell' area immigrazione dell' associazione, «così facendo si ricostruiscono un' identità, è un progetto per il futuro». Tutto sommato vale sempre la vecchia regola: lo smalto rosso non passa mai di moda.

venerdì 21 aprile 2017

Spostare la Capitale a Milano Roma, un suicidio a 5 Stelle: l'incredibile siluro sulla Raggi

"Roma è morta, spostiamo la Capitale a Milano": la proposta choc



Una provocazione, una proposta, un'idea suggestiva. E se la Capitale non fosse più Roma, ma Milano?

La sparata parte da Acer, l'associazione dei costruttori romani che ha dedicato un intero numero della sua rivista interna a capire cosa è successo a Roma negli ultimi anni. Come riporta Il Tempo, si parla di una città addormentata, quasi morta, incapace di reagire agli eventi e, soprattutto, in capace di immaginare il suo futuro.

La rivista mette a confronto i pareri di imprenditori, architetti, esperti di urbanistica. Cosa rende oggi le due città così distanti tra loro?, ci si domanda. La bellezza di Roma, la sua storia, la cultura non si mettono in discussione, questo è ovvio. Ma una città è molto più dei suoi monumenti. E' vita, fermento, servizi, efficienza. 

Edoardo Bianchi, presidente dell' Acer, lo dice chiaro: "Noi abbiamo un sogno. Quello di una città che esca dal suo stato catatonico, si doti di una sua vision del futuro e su questa lavori e si impegni concretamente".

Soprattutto dopo Expo, il divario delle due appare incolmabile. E' vero, Milano è più piccola di Roma, più governabile, ma questo basta a giustificare l' incapacità di rendersi attrattiva anche per qualsiasi forma di investimento privato?

Secondo i costruttori, Milano da circa 20 anni è al centro di un processo di trasformazione urbana molto importante che riguarda soprattutto le aree ex industriali e fieristiche, ma anche le reti infrastrutturali. E Roma? Bloccata in decine di opere ferme. Da qui si capisce lo sconforto di chi pensa, progetta e costruisce. 

Le Pen, mossa vinci-elezioni Terrorismo, Islam e moschee, frase brutale: "Dobbiamo..."

Attentato a Parigi, la lezione di Marine Le Pen: "Chiudere la frontiere di Schengen, niente soldi pubblici alle moschee"



La Francia è in guerra con l'Isis e l'Islam radicale. Parla chiaro, Marine Le Pen. E la ricetta della candidata del Front National alle elezioni presidenziali di domenica è brutale, come richiedono questi tempi drammatici. "Quando andrò all'Eliseo - è l'annuncio all'indomani dell'attentato di Parigi in cui è morto un poliziotto - la prima cosa che farò sarà reintrodurre le frontiere nello spazio Schengen", con tanti saluti all'Unione europea. "Questa guerra ci viene fatta senza pietà" e "la Francia è presa di mira non per ciò che fa ma per ciò che è", ha detto Le Pen in un discorso dal suo quartier generale. 

"La risposta deve essere globale, totale, quella dell'intero Paese", ha affermato la candidata, chiedendo al governo di "ordinare la restaurazione immediata delle nostre frontiere nazionali" e l'espulsione di "tutti gli schedati S" (i sospettati di radicalizzazione, ndr). La Francia e l'Europa, ha sottolineato la Le Pen, devono rinunciare "all'ingenuità, all'innocenza, al lassismo". Anche per questo, ha concluso, "il finanziamento delle moschee non potrà essere in alcun caso pubblico o di provenienza straniera".

Corea del Nord e Russia, è l'asse del terrore: Putin dice sì a Kim, occhio a questo "dettaglio"

Corea del Nord e Russia, l'asse del terrore: la mossa di Kim, Putin dice sì



L'asse del terrore tra Corea del Nord e Russia? Sempre più forte, anche se "a pagamento". Bastava sfogliare qualche giorno fa il prestigioso e storico quotidiano Pravda di Mosca, sottolinea ItaliaOggi, per imbattersi in una clamorosa paginata celebrativa di Kim Il-sung, il nonno dell'attuale dittatore di Pyongyang Kim Jong-un. Scomparso nel 1994, è ritratto in una foto con il figlio Kim Jong-il, il caro leader papà di tiranno cicciottello. Leggendo l'articolo, ci si imbatte in frasi tra l'agiografia, il delirio e lo sberleffo puro: "Kim Il-sung. Il grande uomo del secolo", recita il titolo del pezzo pubblicato dal fu quotidiano del Partito comunista giovanile sovietico. Poi prosegue: "L'amore bruciante di Kim Il-sung per l'umanità e la sua sconfinata grazia non si rivolse solo ai coreani, ma a tutti i popoli del mondo, indipendentemente dalla nazionalità, dalla religione e dalle convinzioni politiche". Gran finale: "Il presidente Kim Il-sung è sempre vivo nel cuore degli uomini". Di sicuro in quello di Kim Jong-un, che in nome della dinastia famigliare e del socialismo reale vorrebbe radere al suolo gli Stati Uniti di Trump, con Vladimir Putin che al momento si limita ad assistere ai proclami di Apocalisse nucleare del vicino di casa e alle manovre di guerra di Washington. Il direttore della Pravda Vladimir Sungorkin, spiega ItaliaOggi, ha rivelato all'agenzia Rbc che si tratta di un articolo pubblicitario commissionato da una organizzazione della Corea del Nord non meglio specificata, il cui obiettivo è "illustrare e far meglio comprendere la struttura della società di Pyongyang e il ruolo della Corea del Nord nel mondo".