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venerdì 24 febbraio 2017

Vergogna, spacciano nella villa dell'Inps Boeri, com'è ridotto un capolavoro

Verona, nella villa dell'Inps si spaccia droga


di Alessandro Gonzato




Spaccio e delinquenza nella villa dell' Inps. Non è il titolo di un thriller, ma comunque ciò che accade ogni giorno a villa Pellegrini Marioni Pullè - in provincia di Verona - mette i brividi. La villa, capolavoro neopalladiano del '600, da quasi cinquant' anni (come aveva raccontato Libero lo scorso maggio) è per grandissima parte di proprietà dell'istituto di previdenza che, con magistrale imprevidenza, l'ha lasciata andare in malora. Si trova nel quartiere Chievo, a 7 chilometri dal centro. È ridotta a un ammasso di muri cadenti, finestre rattoppate e cancelli arrugginiti. E il grande parco che la circonda, oltre a fungere da latrina a cielo aperto, è la base operativa degli spacciatori della zona, soprattutto nordafricani.

Qualche giorno dopo la nostra denuncia, ma sarà stata certamente una casualità, il presidente dell'Inps, Tito Boeri, aveva annunciato un protocollo d'intesa col Comune di Verona per la sistemazione dell'immobile, che dovrebbe diventare un hotel di lusso con all' interno un centro benessere. Nel frattempo i locali abbandonati della villa e il giardino, in tutto 150 mila metri quadrati, sono diventati un ricettacolo di sbandati. Polizia e carabinieri ricevono sempre più spesso segnalazioni da parte dei cittadini.

L'ultimo episodio di delinquenza è dell' altro giorno: uno spacciatore tunisino di 32 anni, già noto alle forze dell'ordine per una sfilza di precedenti specifici e non, è stato sorpreso dagli agenti mentre vendeva una dose di eroina a un acquirente. E non la stava vendendo di sera, nascosto nel buio per paura di essere beccato e ammanettato. Macché: stava spacciando tranquillamente all'una di pomeriggio. Evidentemente era consapevole che anche qualora fosse stato beccato sarebbe stato rilasciato subito o quasi, come capita in questi casi.

I poliziotti, per evitare che i due nella fuga creassero il caos in mezzo alle decine di studenti che in quei minuti stavano uscendo da una scuola vicina, hanno temporeggiato. Quindi sono passati all'azione. L'acquirente se l'è cavata con una denuncia. Lo spacciatore è finito in carcere per appena 24 ore e poi è tornato libero. Era irrilevante che il tunisino fosse stato pizzicato altre volte a vendere droga: per uscire di prigione gli è bastato patteggiare la pena. Ormai è la prassi. In galera, per episodi di questo tipo, non ci rimane più nessuno. Il lavoro delle forze dell' ordine è encomiabile ma sempre più spesso, per i casi di microcriminalità, si rivela inutile: per quei pochi che le varcano, le porte della galera sono girevoli.

Ma torniamo allo scempio di villa Pullè. Non è chiaro se verrà restaurata interamente con soldi pubblici o se interverranno anche privati. In ogni caso l'esborso sarà cospicuo perché la villa, che per due volte (nel 1887 e nel 1897) ospitò anche Umberto I di Savoia, oggi è allo sfascio.

Venne costruita nel XVII secolo da Antonio Fattori, un commerciante di seta che vi sistemò tutta la famiglia. Nel corso degli anni passò in mano alle famiglie Pellegrini, Marioni, e Turati. Nel 1873 venne acquistata dal conte veronese Leopoldo Pullè, senatore del Regno, giornalista, critico d'arte e commediografo. Agli inizi del '900 la villa fu trasformata in un tisicomio. Nel 1937 venne convertita in un istituto professionale, che fu inaugurato da Mussolini. L'Inps, a seguito della riforma ospedaliera del '68, ne assunse la proprietà nei primi anni '70. Da allora la villa è stata condannata all' abbandono. In quasi dieci lustri non è stato fatto niente per evitare che cadesse a pezzi.

E dire che nel 2013, quando avevano preso il via alcuni lavori di ristrutturazione, sembrava che in un paio d'anni parte della struttura potesse essere sistemata. Per quell'intervento l'istituto di previdenza aveva stanziato un milione di euro, soldi nostri. Sennonché i soliti intoppi burocratici all' italiana hanno dilatato i tempi. Ma sì, non c'è fretta: ormai a villa Pullè, capolavoro neopalladiano nelle mani dell'Inps, i malviventi si trovano a loro agio.

Perché cacciarli?

Ad Ancona, il confronto tra eccellenze del manifatturiero marchigiano

Ad Ancona, il confronto tra eccellenze del manifatturiero marchigiano



Il 22 febbraio ad Ancona le eccellenze Made in Italy marchigiane si sono espresse nel corso della tavola rotonda “Le 4 A del Made in Italy nel distretto marchigiano: abbigliamento, arredamento, alimentare e automazione”. Un incontro organizzato da Messe Frankfurt Italia nell’ambito del percorso itinerante che avvicina a SPS IPC Drives Italia, a Parma dal 23 al 25 maggio.

Per la ripresa del manifatturiero è necessario puntare sugli asset strategici che sono nel dna della regione: alimentare, arredamento e abbigliamento. I tre comparti rappresentano un totale di oltre 9.800 imprese nelle Marche (il 29% del totale delle esportazioni), unite ad una indubbia capacità imprenditoriale e ad una profonda conoscenza dell'automazione elettrica che impegna, con riguardo alla produzione di macchinari speciali per impieghi industriali, quasi 300 imprese.

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Nel suo intervento Michele De Vita, Segretario Generale Camera di Commercio Ancona, ha preannunciato l’arrivo di un bando con voucher di 300 mila euro per le startup innovative, sottolineando che l’ente sta proseguendo il cammino di adozione delle procedure informatizzate e telematizzate per rendere più agevole e veloce il rapporto con l’utenza.

Massimiliano Santini, presidente Marchet, Azienda Speciale della camera di commercio di Ancona per l’internazionalizzazione delle PMI, ha dichiarato: "Gli imprenditori locali, vista la grande adesione, sembra abbiano colto l’opportunità come occasione di confronto su come l’automazione e l’industria 4.0 possano sostenere il rilancio del manifatturiero. La declinazione di questo passaggio nella nostra regione può essere applicata ai settori del Made in Italy che ci contraddistinguono.

L’internazionalizzazione è l’altro volano per il rilancio dell’economia. Nonostante il decreto di riforma del sistema delle Camere di Commercio italiane, l’Azienda Speciale continuerà a svolgere con il massimo impegno, l’attività di informazione, formazione, supporto organizzativo e assistenza alle PMI per la preparazione ai mercati internazionali."

Francesca Selva, Vice President Marketing and Events Messe Frankfurt Italia, ha aperto i lavori presentando le novità della prossima edizione di SPS Italia, fiera di riferimento per l’automazione industriale in Italia. “Alla settima edizione la fiera è ancora in crescita. Siamo molto soddisfatti della risposta positiva rispetto all’ampliamento del quartiere: abbiamo nuove aziende e i principali player del digitale. Con i nostri appuntamenti itineranti, come quello di Ancona, volgiamo conoscere e farci conoscere dalle realtà italiane locali”. È salito quindi sul palco Gabriele Caragnano, Partner PwC, che ha presentato l’iniziativa dello sportello per Industria 4.0 che sarà a disposizione dei visitatori in fiera. Qui sarà possibile fare una verifica rapida sulla base di una check list per controllare se il proprio investimento è idoneo ad accedere agli incentivi fiscali previsti. Aperti successivamente gli interventi sulle tecnologie.

AUTOMAZIONE E ALIMENTARE

Andrea Ceccantini, direttore della logistica di Fileni, azienda marchigiana che si occupa di lavorazione delle carni di pollo, ha raccontato come la sua azienda ha affrontato l’impegnativo percorso di automazione della logistica di magazzino sottolineandone i vantaggi: meno costi, più ricavi, più margine e payback veloce.

AUTOMAZIONE E ABBIGLIAMENTO

A seguire Simone Mengarelli, analista tempi e metodi di Lardini. L’azienda, che produce abbigliamento, ha effettuato significativi investimenti per l’ammodernamento dei propri sistemi in tutti i reparti per ridurre frammentazione, i tempi a non valore e gli errori. E‘ stata migliorata l’informatizzazione e l’automazione del magazzino con lo sviluppo dei software esistenti, l’integrazione delle lavorazioni manuali, l’aggiornamento giacenze in tempo reale, l’invio automatico dei dati in tempo reale. Realizzato anche un sistema di carico e scarico automatico dei capi per il passaggio alla macchina a raggi X nell’ispezione dei capi destinati al mercato asiatico e USA.

AUTOMAZIONE E ARREDAMENTO

Gian Marco Scavolini della Scavolini ha raccontato come la Casa marchigiana si è sempre mossa in controtendenza effettuando investimenti sia in un sistema informatico integrato per gestire produzione, ordini e magazzini, sia in automazione hardware per la logistica e la produzione.

Infine Alberto Carrotta, Automation manager di Biesse Group, azienda costruttrice di macchine per la lavorazione del legno e altri materiali. La realtà risponde alle esigenze dei clienti proponendo soluzioni avanzate dal 1996. Oggi per le stesse esigenze (miglioramento del servizio e riduzione dei costi) utilizza tecnologie innovative come ad esempio il cloud. Così le informazioni sulle macchine non restano più confinate in locale, ma diventano accessibili semplicemente da remoto.

I key note speech dei rappresentati delle eccellenze del territorio sono stati intervallati da tre Panel moderati da Roberto Maietti, Strategic Advisor SPS IPC Drives Italia, con i protagonisti di alcuni rappresentanti di aziende fornitrici di soluzioni di automazione: ABB, B&R Automazione Industriale, Bosch Rexroth, IFM Electronic e Lenze; Cisco, ESA Automation, Mitsubishi Electric e SAP; FESTO, Rittal, Schunk Intec e Yaskawa Italia.

Vendetta del Papa: usi la sua foto? Occhio, Francesco ti trascina in tribunale

La diffusione dell'immagine del Papa diventa abusiva: monitoraggio a tappeto




La sala stampa della Santa Sede e la Segreteria di Stato vaticana hanno annunciato ieri l'avvio di una campagna di monitoraggio a tappeto, a livello internazionale, per tutelare l'immagine di Papa Francesco. L'utilizzo commerciale (anche online) di oggetti, stemmi, immagini e simboli relativi alla Santa Sede e raffiguranti il Pontefice saranno considerati prodotti abusivi e, da ora in poi, il loro uso sarà illecito. Lo scopo è quello di prevenire sfruttamenti clandestini a fini di lucro e far sì che la persona del Santo Padre non possa più essere strumentalizzata, per nessuna ragione, attraverso dei gadget-icone.

Come era già accaduto nel caso del controllo e della catalogazione dei conti dello Ior, Banca Vaticana, anche adesso l'intervento di protezione richiede l'aiuto di una consulenza esterna specializzata in campo legale, economico e commerciale, ossia una società multinazionale specializzata con il compito di "rendere l'azione di tutela sempre più efficace rispetto agli scopi indicati e interrompere situazioni di illegalità eventualmente riscontrate". 

Stipendi Rai, scatta la ghigliottina I "big"stangati dalla Maggioni / Foto

Rai, da aprile tetto agli stipendi degli artisti a 240mila euro lordi l'anno



Il Consiglio di Amministrazione della Rai, riunitosi ieri sotto la presidenza di Monica Maggioni e alla presenza del Direttore Generale Antonio Campo Dall’Orto, ha in apertura di seduta discusso della questione dell’applicazione del limite di 240mila euro annui introdotto dall’art 9 della legge 198/26 ottobre 2016 anche ai contratti di collaborazione e consulenza di natura artistica. E’ quanto si legge in una nota della Rai.  Dal momento dell’approvazione della legge, l’Azienda ha chiesto a più riprese supporto interpretativo al Mef ma, allo stato, non è ancora pervenuta risposta.

Il tentativo è stato quello di proteggere l’azienda dalle pesanti ricadute che un’applicazione immediata del limite retributivo sulle collaborazioni artistiche avrebbe avuto sull’intero equilibrio aziendale, sulla sua redditività e capacità di operare sul mercato. Date tutte queste premesse, nel protrarsi di una pericolosa indeterminazione nell’interpretazione della legge, il Consiglio ha dato mandato al Direttore Generale di procedere all’applicazione del limite a far data dal mese di aprile se, nel frattempo, non sopravverranno i richiesti elementi interpretativi. Tra i coinvolti dal taglio ci sono Fazio, Insinna, Clerici, Vespa, Giletti, Conti, Piero e Alberto Angela, Amadeus, Annunziata.

DISASTRO BANCHE Occhio ai vostri conti correnti Perchè e cosa vogliono farvi

Banche, Padoan sbaglia tutto e ora arriva la stangata sui conti correnti


di Giuliano Zulin



La Commissione Ue ieri è stata pesante con l'Italia, bocciata su tutta la linea: 1) il debito è al livello più alto di sempre rispetto al Pil e non si scorgono misure per poterlo ridurre 2) «gli sviluppi interni», cioè le beghe nel Pd con riflessi sul governo, hanno rallentato l'adozione di nuove riforme in Italia 3) C'è un rischio per le finanze pubbliche legato ai possibili costi sostenuti dal governo per la ricapitalizzazione delle banche italiane, vedi decreto salva-banche.

Venti miliardi della collettività per tenere in vita Mps, Popolare Vicenza, Veneto Banca e gli altri 4 piccoli istituti massacrati dal decreto Renzi-Padoan di novembre 2015. Alla luce di questa pagella non lusinghiera, Bruxelles vuole a tutti i costi che l'esecutivo trovi 3,2 miliardi, attraverso una manovrina o la vendita di un altro pezzo di Poste, altrimenti si vedrà costretta a darci una multa.

Chiaro che il conto ricadrà sulle nostre teste, già oberate da una pressione fiscale e contributiva da record. Tutto per colpa di una malagestione di alcune banche, che metteranno una pietra sopra le speranze di ridurre il debito. E dire che noi contribuenti non abbiamo avuto nemmeno il piacere di conoscere i nomi di chi ha preso i soldi dagli istituti senza prendersi la briga di restituirli: la lista dei bidonisti la sa solo Padoan, che sostiene di essere in grado di rispettare gli impegni Ue, quando in realtà scopre dalla Bce che i suoi conti per il salvataggio sono sbagliati. Era convinto che 20 miliardi fossero più che sufficienti. In realtà Mario Draghi dà altri numeri: 8,8 per Mps e probabilmente 6 per le due popolari venete. Siamo già a 15 circa. Se aggiungiamo - come ha riferito ieri Alessandro Profumo - i 7 miliardi bruciati da Etruria, BancaMarche, Carife e CariChieti, il tetto dei 20 è abbondantemente sforato.

Si dirà: ma quelli per le 4 banchette fallite sono in gran parte soldi privati. Peggio ci sentiamo. Gli istituti sani hanno iniettato quattrini freschi - miliardi - nella speranza che il pozzo dei crediti marci si potesse chiudere. Purtroppo era senza fine. Tappato un buco se nè aperto un altro. In Veneto. Il governo, dopo gli errori madornali su Etruria & C, ha richiamato le banche sane per dar vita al fondo Atlante. Sbandierato come la soluzione di tutti i mali. Atlante ha raccolto parecchi miliardi, ne ha spesi 2,5 tra Vicenza e Veneto Banca.

Inutilmente. Intorno a Natale ha dovuto tirar fuori un altro miliardo per tamponare le perdite. Invano. Adesso entrerà lo Stato. Come su Mps. E per entrare Atlante dovrà diluirsi fortemente nel capitale. Di fatto il fondo nato per mettere in sicurezza il mondo del credito è agli sgoccioli. E tutti quei miliardi che ha raccolto rischiano di azzerarsi.

Un buco per le banche sane, un salasso per i clienti. Già per intervenire su Etruria parecchi istituti si sono vendicati sui correntisti, aumentando tutte le spese possibili per la gestione del conto. Figuriamoci nei prossimi mesi cosa accadrà.

Risultato finale: italiani beffati due volte. Come contribuenti, perchè il debito pubblico che crescerà per salvare gli istituti spingerà il governo ad aumentare le accise o a tagliare gli sgravi fiscali. Come clienti di banca perchè le spese di gestione conto saliranno ulteriormente. Per Padoan però la manovra è «nell' interesse nazionale». Se lo dice lui... Da un anno e mezzo l'esecutivo non ne azzecca una sulle banche.

Scelte che hanno generato sfiducia, proprio a danno degli istituti che si è tentato di salvare. Da Mps alle venete sono spariti 30 miliardi dai conti correnti. Va a finire che pagheremo dei funerali, più che dei salvataggi. Ma l'importante è tenere segreti i nomi di chi ha fregato tutti: i bidonisti. Grazie sinistra.

Ghedini, Santanchè & Co puniti:  la drastica decisione di Berlusconi

Forza Italia, Berlusconi vuole scegliere i prossimi capilista dalla società civile



Il clima all'interno di Forza Italia potrebbe presto diventare incandescente quanto se non oltre quello che sta lacerando il Partito democratico. La spaccatura sempre più evidente è tra l'asse del Nord che spinge per un'alleanza con la Lega, contro il resto del partito, più orientato per una posizione indipendente o, al massimo, di dialogo con il Partito democratico. I malumori per ora serpeggiano solo tra i corridoi, ma con l'avvicinarsi della data del voto, una volta che verrà stabilita, costringerà Silvio Berlusconi a prendere una decisione chiara.

Di certo non rasserena il clima la strategia scelta dal Cav su legge elettorale e organizzazione interna. La proposta di Forza Italia è di tratteggiare una legge su base proporzionale con premio alla coalizione che supera il 40%. A chi chiede le primarie per legge, non lascia spazi di manovra, non se ne parla nemmeno. La fronda di chi chiede più democrazia interna però cresce, in passato ci aveva provato Raffaele Fitto e si sa dove è andato a finire.


Mazda 2. Stile e tecnologia di livello superiore.



Carrozzeria con acciai ad alta resistenza, fari full LED, tecnologia di sicurezza i-ACTIVSENSE. Scoprila 
Berlusconi, chissà quanto consapevolmente, vuole aggiungere altra benzina sul fuoco. Da Milano ieri ha parlato via Skype con i dirigenti romani che oggi presenteranno la proposta sulla legge elettorale. Il Cav è stato categorico sulle modalità con cui sceglierà i capilista in tutta Italia, che per buona parte vorrà indicarli personalmente, riservando quei posti sicuri a imprenditori ed esponenti della società civile, secondo il Messaggero.

L'umore della truppa potrebbe presto passare così da nervoso a isterico. In questi giorni Berlusconi sta incontrando a Milano rappresentanti degli Ordini professionali, imprenditori e professionisti per uno scambio di vedute generale, oltre che per una sorta di casting sempre aperto alla ricerca di volti nuovi da lanciare in Forza Italia. Uno dei suoi preferiti, incontrato a villa San Martino, sarebbe Francesco Ferri, vicepresidente di Confindustria giovani. Non proprio una buona notizia per deputati e senatori azzurri uscenti, visto che le prospettive di Forza Italia per le prossime Politiche non sono rosee, tutti danno la caccia ai posti più alti nelle liste. Al momento però gli aspiranti sono un po' troppi rispetto agli spazi fatti avanzare dal Cav.

giovedì 23 febbraio 2017

"Una vita più dolce senza diabete" La maratona a favore della ricerca

"Una vita più dolce senza diabete" La maratona a favore della ricerca


di Matilde Scuderi



Per sensibilizzare la popolazione italiana sul diabete mellito di tipo 2 e diffondere informazioni dettagliate su questa patologia la Società italiana di diabetologia (Sid) e la fondazione 'Diabete ricerca' hanno organizzato una mini-maratona non competitiva dal titolo 'Corri, cammina, parla e sostieni la ricerca sul diabete' che si terrà a Riccione il 13 marzo 2017. L'iniziativa - giunta ormai alla sua quinta edizione - servirà non solo a creare un'occasione per conoscere meglio come è possibile sconfiggere questa malattia ma permetterà anche di mettere in pratica alcune delle pratiche di prevenzione correndo e camminando.

Tra le varie forme di diabete il diabete mellito di tipo due - che costituisce circa il 90 per cento dei casi registrati di questa malattia ed è caratterizzato da un incremento dei livelli di glucosio del sangue che si sviluppa principalmente nei soggetti obesi o sovrappeso che superano i 40 anni d'età - è la più comune e conosciuta tanto da essere spesso indicata come 'il diabete' per antonomasia. Paradossalmente è anche il tipo di diabete che si potrebbe evitare con maggiore facilità adottando misure semplici ma efficaci: una quotidiana attività fisica moderata, il monitoraggio della quantità e della qualità del cibo, una certa attenzione al peso, e soprattutto la consapevolezza dell’importanza di preservare il nostro stato di salute. Malgrado il poco impegno che richiederebbe seguire queste indicazioni ad oggi il diabete mellito di tipo 2 affligge quasi 4 milioni di persone solo nel nostro paese.

Nei giorni immediatamente precedenti alla mini-maratona, l'11 e il 12 marzo, verrà istituito un presidio di 'Diabete ricerca' sul Viale Ceccarini, presso il quale sarà possibile iscriversi all'iniziativa dando un piccolo contributo alla ricerca in diabetologia. L'iscrizione è possibile anche online.