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domenica 26 febbraio 2017

La Juve non sbaglia: 2-0 all'Empoli  Napoli fuori dalla corsa scudetto

La Juventus non sbaglia: 2-0 all'Empoli, Napoli fuori dalla corsa scudetto




La Juventus non si ferma, batte 2-0 l'Empoli nell'anticipo del 26° turno di A e approfitta dello scivolone del Napoli in casa con l'Atalanta per far fuori un'altra (potenziale) concorrente allo scudetto. A Torino dopo un primo tempo di dominio e sprechi (Higuain e Mandzukic falliscono il vantaggio) il risultato si sblocca nella ripresa: prima un'autorete sfortunata del portiere dei toscani Skorupski al 7' (testa di Mandzukic, traversa e carambola), quindi un sinistro di Alex Sandro al 20'. In classifica, bianconeri primi a quota 66 punti, +10 sulla Roma (impegnata domenica sera in casa dell'Inter in uno spareggio Champions) e +12 sul Napoli.

sabato 25 febbraio 2017

Napoli, Loreto Mare, Ermanno Russo ai nostri microfoni: "Contro i furbetti del cartellino applicare le leggi"

Loreto Mare, Ermanno Russo: "Contro i furbetti del cartellino applicare le leggi"



di Gaetano Daniele


On. Ermanno Russo
Vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania 

"Ciò che è accaduto al Loreto Mare è una vicenda di una gravità estrema, lo dico da medico prima ancora che da amministratore e da cittadino. Colleghi che sono in trincea ogni giorno per fornire cure appropriate pur se in condizioni estreme a causa degli organici sottodimensionati non possono subire anche la beffa di doversi caricare sulle spalle il lavoro di furbetti che danneggiano la sanità e, indirettamente - se non direttamente in qualche caso-, i cittadini". E' il commento di Ermanno Russo, vicepresidente del Consiglio regionale e componente della Commissione Sanità della Campania, al nostro blog d'informazione, il Notiziario sul web, al fenomeno, non solo campano, dei cosiddetti furbetti del cartellino, che questa volta ha riguardato uno degli ospedali più grandi di Napoli.

"Il fenomeno riscontrato dall'autorità giudiziaria al Loreto Mare di Napoli si replica con frequenza disarmante, anche se magari con numeri decisamente più bassi, pure in altri posti d'Italia ma qui è ancora più grave di quello che sembra perché fa il paio con una carenza cronica e strutturale di personale negli ospedali campani e dell'area metropolitana di Napoli, finendo inevitabilmente per intaccare un diritto fondamentale di chi vive in questa regione, quello alla salute"

"Resta la presunzione di innocenza per coloro che sono al centro dell'inchiesta ma dal punto di vista etico e dell'assistenza sanitaria non si può non condannare questo tipo di comportamento, che va a discapito dei medici, del personale parasanitario e amministrativo che invece ogni giorno lavora per associare qualità e quantità nelle prestazioni erogate in Campania. Un fenomeno increscioso che crea disagi enormi ai cittadini nei servizi", aggiunge Russo. 

"Sono d'accordo con il presidente De Luca, le leggi ci sono e bisogna applicarle in maniera intransigente ed inflessibile", conclude il vicepresidente del Consiglio regionale, Ermanno Russo.

Diocesi di Aversa News 3 La Rassegna a cura di don Francesco Riccio /Video

don Francesco Riccio presenta la Rassegna Stampa del 24 Febbraio 2014



a cura di Gaetano Daniele


Mons. Angelo Spinillo

Dopo l'enorme successo ottenuto da don Francesco Riccio, per la Rassegna Stampa diocesana, continuano imperterriti gli incontri sociali e culturali della Diocesi. Infatti, il prossimo appuntamento è previsto per lunedì 27 febbraio. Appuntamento importante contro le mafie. Confermata la presenza dell'On. Rosy Bindi, presidente della commissione antimafia, e di Monsignor Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa. 

Il dato che cancella l'Europa Chi la ucciderà (c'è pure la data)

Le Pen prima nei sondaggi, "l'Europa è finita"



Nonostante il salto in avanti di Emmanuel Macron nei sondaggi sulle presidenziali francesi dopo l'alleanza con il centrista François Bayrou, che l'ha spinto al 23,5% nelle intenzioni di voto, la leader del Front National Marine Le Pen resta prima in classifica con il 26% (in calo di mezzo punto percentuale).

Ora, se vincesse davvero le elezioni la Le Pen, per l'Europa sarebbe finita. "La candidata propone semplicemente di uccidere l'Europa invece di curarla. Io definisco questo un crimine politico", sbotta il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici: "Il rimedio che propone è peggiore del male: è l'eutanasia dell'Europa".

Dello stesso avviso, Enrico Letta, "Se Marine Le Pen vince, l'Europa è finita". "Oggi il primo problema, il vero crocevia sono le elezioni francesi", spiega il presidente dell'Istituto Jcques Delors, durante un convegno organizzato dal think tank Centre for European Policy Studies (Ceps). A preoccuparlo è anche il "sistema elettorale che hanno (in Francia), sono un po' una roulette russa". I francesi saranno chiamati alle urne a giugno. Il sistema a doppio turno prevede che possano correre al ballottaggio tutti i candidati che in ciascun collegio hanno superato la soglia del 12,5 per cento degli elettori iscritti. Con centinaia di possibili ballottaggi a tre o quattro candidati, nessuno dei principali partiti potrebbe avere la maggioranza all'Assemblea nazionale. 

Mastella alla sbarra, crolla in aula, lacrime calde davanti al giudice: "Mi avete trattato come un..."

Mastella: "Ero diventato una sorta di Provenzano della politica campana"



Clemente Mastella, sindaco di Benevento ed ex deputato, europarlamentare e ministro durante la Prima e Seconda Repubblica, è crollato mercoledì scorso, quando si è presentato nell'aula del tribunale di Napoli per alcune dichiarazioni spontanee.

Dopo sette anni dal rinvio a giudizio, capi di imputazione smontati (concussione, corruzione, l’associazione a delinquere è prescritta, ma pende ancora in Cassazione) e una collezione di assoluzioni, è l’ultimo ostacolo che Mastella deve affrontare: a distanza di nove anni dalle accuse che lo travolsero nel 2008 come leader dell'Udeur e ministro della Giustizia, portando alla caduta del governo Prodi, il 15 marzo i giudici dovranno emettere la sentenza di primo grado. Il pm chiede due anni e otto mesi per induzione indebita ai danni dell’ex governatore della Campania Antonio Bassolino per la nomina all’Asi di Benevento di una persona di fiducia.

Le lacrime solcano il viso di Mastella, che si è emozionato ripensando a ciò che la sua famiglia ha subito, spiega Il Giornale. “Il dolore più grande non è l’inchiesta di per sé, che ho affrontato grazie all’unità della famiglia ”, sottolinea il sindaco di Benevento, “ma gli effetti che ha avuto sui miei cari”. La riabilitazione politica gli è stata concessa grazie all’elezione, a maggioranza schiacciante, da parte della città di Benevento perché “ha capito chi ruba e chi no”, specifica il sindaco. “Ero diventato una sorta di Provenzano della politica campana e se anche dovessero decidere di assolvermi, niente sarà in grado di cancellare lo stato di difficoltà umana e psicologica che è stato creato a me e alla mia famiglia”. Un suo grande dolore è stato vedere sua moglie, Sandra Lonardo Mastella, allora presidente del Consiglio regionale della Campania, venire arrestata, oggi però assolta da tutte le accuse.

Ora si attende la sentenza del 15 marzo. Il legale, Alfonso Furgiuele, auspica un risvolto positivo: “Sono sicuro che i giudici avranno il coraggio di assolvere l’allora ministro Mastella, anche se questo processo ha provocato la fine di un governo”.

Marchionne, colpo di scena patriottico  Ecco la nuova Ferrari: sorpresa / Foto

Formula 1, presentata la nuova Ferrari SF70H




Subito dopo un video nel quale venivano proposti tutti i profili della monoposto che hanno disputato il Mondiale, alle ore 9:45 del 24 febbraio è stata presentata a Fiorano la nuova Ferrari per il Mondiale 2017 di Formula 1. La 63esima monoposto prende il nome di SF70H, in omaggio ai 70 anni che celebra la Scuderia del Cavallino rampante e la lettera H rimarca la motorizzazione ibrida. A presenziare al debutto c'era anche il presidente e amministratore della Ferrari, Sergio Marchionne. La nuova Ferrari debutterà in pista lunedì per i primi test stagionali a Montmelò, ma ad inaugurarla oggi ci hanno pensato i due piloti ufficiali: Kimi Raikkonen seguito da Sebastian Vettel.

La nuova vettura pesa 728 kg, ha una cilindrata di 1660 cc e presenta diverse novità rispetto a quelle degli ultimi anni, soprattutto grazie alla modifica di alcune norme del regolamento della Formula 1: il gruppo della Gestione Sportiva ha puntato sull'aumento di carico aerodinamico e aderenza meccanica, oltre ad aver rivoluzionato il telaio. Sulla nuova Ferrari hanno montato le nuove gomme Pirelli, più larghe rispetto al passato di 6 cm all'anteriore e di 8 cm al posteriore. La vettura appare ancora più rossa: solo gli alettoni anteriori e la parte alta del retrotreno presentano un po’ di bianco attraversato, sul retro, da un tricolore bianco, rosso e verde.

La sinistra premia banche e ladri:  a chi ha regalato altri sei miliardi

Banche venete, contribuenti: la sinistra protegge ricchi e ladri


di Francesco De Dominicis



Mani al portafoglio: arriva la stangata della Bce di Mario Draghi sulle banche venete. La vigilanza dell' Eurotower deve indicare l'importo dell' aumento di capitale a carico delle promesse spose (assai malandate) Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Sulla cifra non ci sono ormai molti misteri: dagli iniziali 3 miliardi di euro, il conto finale è destinato a raddoppiare a 6 miliardi. E si tratta di un conto che, salvo miracoli, sarà quasi totalmente a carico dei contribuenti italiani. Per una ragione molto semplice: il fondo Atlante, oggi azionista dei due istituti, ha mezzi finanziari scarsissimi e gli 1,7 miliardi in cassa non coprono nemmeno la metà delle richieste di Francoforte. Che pretende certezze sul rafforzamento patrimoniale prima del via libera alla fusione, affidata alla regia di Fabrizio Viola (oggi ad di Vicenza e capo in pectore del nuovo soggetto bancario).

Dunque, non ci sono alternative. L'unico modo per evitare il fallimento dei due istituti del Nord Est è seguire la strada già imboccata dal Monte dei paschi di Siena ovvero quella che porta a via Venti Settembre, a Roma. Il Tesoro attingerà così al fondo da 20 miliardi creato col decreto salva banche di fine dicembre e diventerà azionista di PopVicenza e Veneto Banca. Un passo inevitabile che riporta l'orologio indietro di oltre 25anni. Era il 1990 quando lo Stato cercò goffamente di uscire dal recinto finanziario, con una riforma - quella che spostò il capitale degli istituti nei patrimoni delle fondazioni bancarie - mai completata e, visti i risultati, assai poco efficace. E la vicenda Mps è la rappresentazione plastica del fallimento di quella riforma pasticciata.

Del resto, per tenere in piedi le banche si è fatto ricorso ai quattrini dei cittadini. Con l'Unione europea che ieri ha lanciato l'allarme: la peste bancaria può avere effetti assai negativi sulle finanze pubbliche. A Bruxelles, evidentemente, cominciano a sospettare che quei 20 miliardi stanziati dal governo di Paolo Gentiloni non siano sufficienti ad arginare la crisi finanziaria.

Facciamo un po' di conti: circa 7 miliardi sono già stati messi da parte per la ex banca del Partito democratico (Mps) e altri 6 sono prenotati per il crac Veneto. Nel giro di due mesi, insomma, più di due terzi del cuscinetto finanziario anti crisi sono stati usati, gettando un' ombra su eventuali, nuovi terremoti allo sportello. Senza dimenticare che il ministero dell' Economia non ha ancora chiuso il cerchio per la questione senese visto che il negoziato con la Ue e col vertice dell' istituto non è chiuso: sul tavolo ci sono soprattutto i rimborsi agli obbligazionisti e la pulizia del bilancio, con la cessione di 45 miliardi di sofferenze tutta da definire (l' ad Morelli vorrebbe creare una bad bank aperta a investitori stranieri).

Gli indennizzi tengono banco anche in Veneto. La transazione con i 185mila ex titolari di azioni è in alto mare e la Bce sta facendo una serie di approfondimenti. Sono formalmente azionisti, ma si tratta per lo più di piccoli risparmiatori. Costretti, insieme con i contribuenti, a saldare il gigantesco conto finale del salvataggio di Stato del sistema bancario. E i veri responsabili? Salvati da governo e Parlamento: le due misure chiave, quella sulla lista dei bidonisti (ovvero i grandi debitori delle banche in crisi) e la tagliola sui premi ai manager di istituti falliti, sono morte sul nascere. Con buona pace della trasparenza.