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sabato 17 dicembre 2016

Le Poste Italiane regalano momenti di grande gioia ai bambini dell’istituto comprensivo Cilea-Mameli di Caivano

Le Poste Italiane regalano momenti di grande gioia ai bambini dell’istituto comprensivo Cilea-Mameli di Caivano


di Antonio Parrella



De Marco, direttore della filiale di Napoli Ovest, arrivato a scuola in un’atmosfera natalizia, “scortato” dai motociclisti della onlus “Friends and Bikers” e dell’international motor bikers club Napoli” vestiti da Babbo Natale.

E domenica 16 dicembre sarà allestito uno stand natalizio anche a Napoli, in piazza Della Vittoria

Bellissima ed importante iniziativa delle Poste Italiane rivolta ai piccoli studenti dell’istituto comprensivo Cilea-Mameli: scrivere una lettera con carta e penna per sviluppare e migliorare la capacità di esprimere idee ed emozioni, scegliendo con cura le parole più adatte. Una risorsa utile e preziosa, che rappresenta un contributo al loro percorso formativo. E così i bambini, coordinati dalle insegnanti Patrizia Setola, Florinda Iannone e Laura Ciarfa, hanno scritto le letterine di Natale sul tema dell’inclusione.“Caro Babbo Natale, vorrei che i bambini di colore venissero trattati  con più rispetto, non emarginati, nella nostra classe c’è n'e' uno, si chiama Mohamed, noi lo facciamo sentire a proprio agio” e “Caro Babbo Natale aiuta tutti i bambini poveri del mondo, questa classe è molto affettuosa con me”, replica il piccolo Mohamed: sono queste due delle letterine, consegnate ai postini di Babbo Natale, arrivati con rombanti motociclette ed accolti festosamente anche dalla preside Rosaria Peluso, dalla vicaria Rosa Frezza e dal presidente del consiglio di istituto, Gaetano Ponticelli. “I portalettere di Poste Italiane - spiega  Francesco De Marco, direttore della filiale di Napoli Ovest, arrivato a scuola “scortato” dai motociclisti della onlus “Friends and Bikers” e dell’international motor bikers club Napoli”, guidati dall’ingegnere Francesco Maglione di Poste Italiane - sono già al lavoro, come ogni anno, per raccogliere i messaggi inviati ai più svariati  indirizzi di fantasia ed assicurarsi che vengano ricevuti dal caro vecchietto con la barba bianca. Tutti i bambini che scriveranno a Santa Claus riceveranno da Poste Italiane una risposta personalizzata, un gadget e le istruzioni per scaricare sul proprio smartphone, o sul tablet, la App per giocare la magia del Natale”. E domenica 18 dicembre, a Napoli, in piazza Della Vittoria (dalle ore 14 alle ore 20), per far scoprire ai bambini il piacere della scrittura, rinnovando la tradizione delle letterine a Babbo Natale, sarà allestito lo stand “La Posta di Babbo Natale”, dove i bambini, aiutati da elfi e renne, potranno scrivere e spedire le loro letterine al “generoso vecchio dalla barba bianca” e lasciargli un saluto speciale scritto a mano su una parete. Inoltre, i bambini potranno farsi scattare un’istantanea con le renne e gli elfi. Partner dell’iniziativa di Poste Italiane è Telefono Azzurro, l’associazione che dal 1987 si dedica all’ascolto di bambini e adolescenti che hanno bisogno di aiuto. Infatti in un’apposita teca sarà possibile effettuare una donazione a sostegno alla linea d’ascolto 19696 e dare così un aiuto concreto ai minori vittime di abusi.

Rivoluzione Facebook Primo Stop alle notizie "bufala"

Rivoluzione Facebook Primo Stop alle notizie "bufala"



di Gaetano Daniele



L'annuncio di Facebook: "Presto nuovi strumenti per la verifica delle notizie. Se dubbie verranno segnalate". Ma non è prevista la cancellazione e si potranno comunque condividere. Coinvolte per il controllo le testate giornalistiche Abc News e Associated Press

Facebook sta per rilasciare nuovi strumenti per cercare di limitare la diffusione di notizie false sul suo social network. Agli utenti già registrati e quelli nuovi, darà la possibilità di segnalare in una apposita casella, gli articoli "bufala". Soprattutto collaborerà con siti come Snopes, Abc News, Associated Press, FactCheck.org, Politifact per verificare l'autenticità delle notizie e, qualora vi fossero incongruenze o falsità nelle stesse, eliminarle. L'annuncio lo ha dato Adam Mosseri, vice presidente di Facebook a capo della divisione News Feed, che nota: "Dare voce alle persone è una cosa in cui crediamo e non possiamo diventare arbitri della verità", scrive sul suo profilo blog. "Per questo stiamo affrontando il problema con grande cautela".

On. Giorgia Meloni
Fratelli d'Italia
Ma pronta la risposta su Facebook della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che posta: "Prove generali di regime anche sui social network. Facebook ha annunciato che combatterà le "notizie bufala" pubblicate dai suoi utenti, avvalendosi dell'aiuto di una serie di agenzie di stampa "serie". In questo modo la stampa che da anni manipola l'informazione, ora controllerà anche quello che viene diffuso su Facebook". E ancora: "Se una notizia sarà sgradita, come ad esempio la notizia verissima che Hillary Clinton è stata finanziata dall'Arabia Saudita e dal Qatar, sarà bollata come "bufala" e sarà così limitata la sua diffusione". Pensate cosa riusciranno a fare i grandi burattinai, i tecnocrati, i banchieri, i governi asserviti ai poteri forti con questo nuovo strumento che "combatte le bufale". Stanno tentando in tutti i modi - conclude Meloni - di imbavagliare il popolo e togliergli la libertà di parola. Diffondiamo il nostro sdegno per questa "geniale" trovata di Facebook, finché avremo la possibilità di farlo. 

Milano. Master internazionale in ‘Pharmaceutical Medicine’

Milano. Master internazionale in ‘pharmaceutical medicine’


di Laura Fusillo



Un progetto di ricerca clinica richiede la collaborazione di più figure professionali. Per questo, è fondamentale una formazione multidisciplinare che offra la possibilità di valutare tutti gli aspetti di un programma di ricerca e sviluppo di un nuovo farmaco, in grado di sviluppare le competenze necessarie ad affrontare con efficacia le sfide scientifiche e professionali della farmacologia più avanzata. Grazie alla collaborazione tra Novartis e Università degli Studi di Milano nasce il Master internazionale in Pharmaceutical Medicine, che propone una formazione avanzata, basata sul dialogo tra accademia, ricerca di base e industria farmaceutica, nella consapevolezza comune che la collaborazione è vitale per tutti gli attori e che, come le migliori esperienze internazionali dimostrano, contribuisce a rendere il sistema più dinamico e competitivo.

Gli studenti, selezionati in questi giorni da un bando internazionale, saranno calati da subito direttamente nella realtà della ricerca. Le lezioni teoriche si terranno, infatti, presso il Centro Daccò dell’Istituto Mario Negri, che rappresenta un esempio unico di struttura in grado di accogliere e sviluppare tutte le fasi di un progetto di ricerca clinica e dove professionalità diverse (medici, infermieri, biologi, farmacologi, bioingegneri, tecnici di laboratorio, esperti di statistica, informatici) lavorano in stretta collaborazione per valutare lo stato di salute del paziente, raccogliere i dati degli studi e rielaborarli al fine di determinare l'efficacia di nuove strategie terapeutiche. Fase fondamentale della caratterizzazione del nuovo Master è il tirocinio, che sarà svolto presso la sede di Novartis, struttura d’eccellenza della ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, che conferma con il sostegno a questa iniziativa il proprio impegno a valorizzare i giovani talenti delle bioscienze e a promuovere nuovi modelli imprenditoriali grazie alla sinergia tra accademia, industria, non profit, istituzioni e investitori.

Il master inizierà il 31 marzo 2017 e avrà una durata di 12 mesi, corrispondente a 1500 ore, e si articolerà tra lezioni frontali, attività di gruppo e tirocinio. Per gli studenti più meritevoli saranno rese disponibili 3 borse di studio, a totale copertura dei costi. Attraverso questa iniziativa i giovani laureati hanno l’opportunità di comprendere e sperimentare concretamente come le competenze scientifiche si possono tradurre in soluzioni di elevato valore economico e sociale, coniugando le esigenze della pratica clinica alle finalità industriali. Nell’ambito del Master, grande rilevanza viene data anche alla preparazione sulle procedure e le dinamiche dell’interazione tra accademia, industria e autorità regolatorie durante le diverse fasi di sviluppo del farmaco. Commenta Gianluca Vago, rettore dell’Università Statale di Milano: “E’ significativo che questo Master nasca a Milano e in Lombardia, realtà che si è affermata come hub farmaceutico europeo e che si sta sempre più caratterizzando a livello internazionale come punto di riferimento per le nuove terapie mediche avanzate. Questa iniziativa rafforza il profilo fortemente orientato all’innovazione del nostro territorio e conferma l’impegno della Statale a creare sinergie in grado di sostenere con progetti come questo l’offerta di un approccio diagnostico e terapeutico all’avanguardia, che trasformi il meglio della ricerca scientifica in aiuto di cura per chi è malato”.

“Oggi le frontiere della medicina delineano nuove straordinarie sfide, alle quali il mondo della ricerca e sviluppo farmacologico è chiamato a dare risposta - sottolinea Guido Guidi, Head of Pharma Region Europe, Novartis - Ci troviamo di fronte a un cambio epocale di paradigma, nel quale novità come la medicina di precisione e le Advanced Medical Therapies impongono una riformulazione di tutto il percorso della terapia: dalla ricerca di base allo sviluppo in tutte le sue fasi, fino all’utilizzo nelle cure. E, di conseguenza, anche i criteri relativi ad accesso, regolamentazione e pricing & reimbursement devono essere radicalmente rivisti. Per dare risposta a queste richieste, Novartis crede fermamente nella necessità di creare anche nuovi percorsi rivolti ai giovani laureati, per metterli in condizione di acquisire le competenze necessarie per ridisegnare la medicina del futuro”. 

“Il Master integra in un unico curriculum tutti gli aspetti e le competenze coinvolti nel processo di ricerca e sviluppo di un nuovo farmaco, abbattendo le barriere tra ricerca di base, applicata e quella industriale - aggiunge Giuseppe Remuzzi, ordinario di Nefrologia alla Statale, coordinatore delle Ricerche all’Istituto Mario Negri di Bergamo e coordinatore del Master - Diamo ai nostri studenti la possibilità di un percorso formativo basato sull’acquisizione di un forte background scientifico, un approccio alla ricerca rigoroso e critico, l’esperienza pratica e la conoscenza della realtà dell’industria, tutti passaggi essenziali per il successo dello sviluppo di nuove terapie”.

Per informazioni e per candidarsi, entro il 1 febbraio 2017

è possibile collegarsi al sito: www.masterinpharmamed.eu

17 milioni di italiani ipertesi canrenone per l’ipertensione

17 milioni di italiani ipertesi canrenone per l’ipertensione


di Martina Bossi


Un momento della conferenza Stampa del SIC 2016

Sono 17 milioni gli italiani colpiti da ipertensione arteriosa (il 33% degli uomini, il 31% delle donne), causa scatenante di un numero rilevante di complicanze cardiovascolari tra le quali ictus, infarto del miocardio e insufficienza renale cronica. L’ipertensione è responsabile, ogni anno, della morte di 7.5 milioni di persone nel mondo. Tuttavia circa 2/3 dei pazienti, nonostante siano già in trattamento con i farmaci di prima linea, quali Ace-Inibitori o Sartani, non raggiungono il corretto livello di pressione arteriosa. Ma da oggi un nuovo approccio terapeutico consente di ridurre ulteriormente e in modo significativo sia la pressione sistolica che la pressione diastolica esercitando in contemporanea un’azione di protezione per salvaguardare gli organi bersaglio del ‘killer silenzioso’ - cuore, vasi e reni. E’ questa la premessa dello studio Escape (acronimo di Efficacy and Safety of Canrenone as Add-on in Patients With Essential Hypertension) sull'utilizzo e l’efficacia del canrenone, in aggiunta agli Ace-Inibitori o Sartani più diuretico, nel trattamento dell'ipertensione arteriosa presentato oggi al 77° Congresso della Società Italiana di Cardiologia (SIC).

Lo studio, condotto interamente nel nostro Paese da ricercatori italiani col supporto della società farmaceutica belga Therabel e pubblicato sulla rivista ‘Cardiovascular Therapeutics’, ha arruolato 175 pazienti ipertesi (età media 57 anni) divisi in due gruppi: uno trattato con canrenone 50 mg e l’altro con canrenone 100 mg. In entrambi i casi la posologia era di una volta al giorno, per tre mesi. All’inizio e dopo tre mesi di trattamento sono stati valutati, tra gli altri: i valori di: pressione arteriosa (sistolica e diastolica), la frequenza cardiaca, il profilo glicemico il profilo lipidico e l’aldosterone (che è il principale responsabile della genesi e dell’ingravescenza dell’ipertensione). In entrambi i due gruppi, i dosaggi di canrenone - è quanto emerge dalla ricerca - hanno ridotto in modo significativo la pressione sistolica e la pressione diastolica ed esercitato un’azione di protezione dai danni che l’aldosterone può generare: aumento dei valori pressori, irrigidimento dei vasi, ispessimento del cuore e problemi a livello renale.

“Siamo più che soddisfatti - spiega Giovanni Vincenzo Gaudio, coordinatore nazionale dello studio Escape - Abbiamo confrontato i risultati del canrenone a 50 mg e a 100 mg e verificato anche la sicurezza dal punto di vista metabolico. Non solo è bene tollerabile, ma rispetto ad altre terapie, con l’uso del canrerone si contrasta la possibilità di una ‘fuga’ dell’aldosterone, bloccando a valle il sistema renina-angiotensina-aldosterone (ras)”. Il blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone determina, inizialmente, una riduzione dei livelli di aldosterone che, dopo alcuni mesi di terapia, tendono, però, a risalire nuovamente fino a superare in molti casi i valori pre-trattamento. Questo fa sì, che dopo un iniziale controllo dei valori pressori da parte di questi farmaci, si assista ad un nuovo aumento dei valori pressori. Questo fenomeno è dovuto al fatto che l’organismo attiva meccanismi alternativi che inducono, comunque, alla produzione dell’ormone. In questi pazienti l’uso di un antagonista recettoriale dell’aldosterone potrebbe aiutare ad ovviare a questo problema.

Controllare i valori pressori, infine, vuol dire evitare danni a diversi distretti del corpo umano. “In particolare, l'aumento della pressione arteriosa produce danni a livello delle arterie dei vari organi (cuore, cervello, rene, retina) a causa del sommarsi di ripetuti microtraumi alla parete vascolare protratti per mesi o anni - aggiunge Giuseppe Derosa, responsabile del Dipartimento Diabete e Malattie Metaboliche Policlinico San Matteo - Università di Pavia. Anche il cuore viene danneggiato da elevati valori pressori: il cuore è un muscolo e, come tutti i muscoli, quando viene sottoposto ad un lavoro maggiore, diventa ipertrofico. A livello renale, l’ipertensione può produrre una progressiva riduzione di volume e della funzionalità renale con perdita di proteine nelle urine per danno al filtro renale fino all’insufficienza renale. A livello oculare l’ipertensione può portare, negli anni, alla cecità”.

Omicidio Yara, c'è un nuovo testimone Cosa ha visto la notte della scomparsa

Yara Gambirasio, spunta nuovo testimone "Ho visto Yara quella sera"



Sul caso Yara Gambirasio spunta una nuova testimonianza: la guardia giurata Mario Torraco ha svelato a Oggi che la sera della scomparsa della ragazza, vicino alla casa della tredicenne, aveva visto un uomo sollevare una ragazza che gridava. Un urlo di aiuto, zittito subito da un'imperante "stai zitta", ora il supertestimone ha la coscienza divorata dai sensi di colpa: "È passato tanto tempo, ma quando ripenso a quella sera mi viene ancora la pelle d’oca. E il dubbio mi divora. Sarà un rimorso che mi tormenterà per il resto della mia vita. Quell'uomo, alto e atletico, che ho visto sollevare, stringendola a sé, una ragazza vestita con un giubbetto scuro, poteva essere l’aggressore di Yara".

La guardia giurata aveva pensato ad un banale litigio tra fidanzati, poi quando aveva sentito della scomparsa e del successivo ritrovamento del corpo di Yara si era insospettito. Aveva raccontato subito quanto aveva visto quella tragica notte agli inquirenti, ma non era stato ritenuto attendibile, sospettando che il suo ricordo in realtà si riferisse ad un'altra sera. Un altro tassello torna al suo posto: chissà se la testimonianza cambierà le sorti di Massimo Bossetti che sta scontando la pena del suo omicidio, nonostante si continui a professare innocente.

"Bisogna fare posto ai migranti" Italiani cacciati dai letti dell'ospedale

"Bisogna fare posto ai migranti". Italiani cacciati dai letti dell'ospedale


di Tiziana Lapelosa



Malati sardi, restatevene a casa. E pure voi, che siete ricoverati, prendete le vostre cose e tornatevene nei vostri, di letti. Arrivano i migranti. Negli ospedali bisogna fare spazio, bisogna lasciare i posti liberi. Per essere pronti all'emergenza. Questo il senso della circolare che lo scorso 13 dicembre è stata inviata ai direttori del San Giovanni di Dio e del Policlinico «Casula» di Monserrato dal direttore medico dei presidi ospedalieri di Cagliari, Giuseppe Ortu. Oggetto: "Bloccare ricoveri programmati e dismissione pazienti dismissibili". Testo: «In previsione dello sbarco dei migranti previsto per la giornata di oggi si invitano le SS.LL. a voler provvedere a bloccare i ricoveri programmati e a dimettere i pazienti dimissibili, al fine di poter affrontare l'eventuale emergenza».

Lo sbarco di riferimento è quello dello scorso 13 dicembre. A bordo della nave "Diciotti" sono arrivati 858 migranti, per la stragrande maggioranza uomini a fronte di 40 persone tra donne e minori, oltre a sei cadaveri di donne. I clandestini erano sui gommoni al largo delle coste della Libia e sono stati messi in salvo grazie a diverse operazioni. Presi e portati in Sardegna, Italia. Dove i medici sono stati invitati a "sfrattare" i malati sardi in attesa di ricoverare, al bisogno, quelli africani. Mors tua vita mea. I pazienti di serie b, magari da mesi in attesa di un esame diagnostico o di visite specialistiche per le quali oramai si è abituati ad attendere dei mesi, devono farsi da parte in nome dell'accoglienza.

L'iniziativa ha mandato su tutte le furie Mauro Pili (Unidos), oggi deputato del Gruppo Misto, in passato esponente del Pdl ed ex presidente della Regione Sardegna. Lui proprio non ci sta. Si tratta di una decisione «imposta dall'assessorato regionale tra la follia e la totale spregiudicatezza di una Regione allo sbando che arriva a pianificare lo sfollamento degli ospedali», ha fatto sapere dopo aver pubblicato la circolare sui social con la premessa «quello che non si deve sapere». E sbotta: se uno è ricoverato lo è per un motivo, altrimenti non lo sarebbe.

Mica in ospedale ci si sta per perdere tempo... Quindi? «Non ci sono commenti - dice, - e nemmeno troppe interpretazioni. È una gestione scandalosa, un atto che rasenta la follia». In una regione al collasso dal punto di vista dell'accoglienza, al punto che centinaia i profughi vengono regolarmente spediti sul "continente", quel che ferisce è dunque il pressapochismo. «Come si fa - insiste Pili - a far arrivare tanti migranti senza aver verificato le più elementari esigenze dell' accoglienza, a partire da quella sanitaria?».

Ovvero: perché non verificare già a bordo della nave, mentre i profughi vengono salvati e portati nel luogo di accoglienza, chi ha o meno bisogno di cure, senza dunque svuotare gli ospedali dai pazienti italiani? Pronta, dunque, una interrogazione urgente al ministro della Salute. Giusto per capire come stanno davvero le cose. Chiamato in causa, l'assessore regionale alla Sanità minimizza. Il contenuto della circolare? «È una regola generale che, quando avvengono fatti eccezionali, si attivi un piano che prevede che siano prontamente dismessi i pazienti per i quali il medico che li ha in cura ha già stabilito la dismissibilità». Ma Pili insiste: «O si afferma che i pazienti vengono trattenuti indebitamente oppure che vengono dimessi prematuramente». Il documento scovato da Pili ha fatto rapidamente il giro del web, fino ad arrivare al leader leghista Matteo Salvini. Che su Fb ha scritto: «I "migranti" prendono il posto dei pazienti... Follia!».

PREVISIONE DA BRIVIDI Il big renziano: è solo l'inizio "Inciuci, arresti, occhio..."

La profezia del big renziano: "Inciuci, inchieste, arresti...". È solo l'inizio



In un solo giorno, la politica italiana si è ritrovata a subire due siluri dalla magistratura che hanno lasciato macerie fumanti ancora a 24 ore di distanza. Due botte clamorose dal sapore antico, anzi da fine regime, come è stato il 1992, come è stata la stagione di Tangentopoli e la fine della Prima repubblica. "È il tramonto di un regimetto" ha scherzato il senatore Pd Massimo Mucchetti, riportato dal Fatto quotidiano: in teoria a finire sarebbe il "regimetto" renziano, ma a tremare in realtà sembra tutto un sistema politico.

A Milano è il renziano Beppe Sala a finire nel mirino dei Pm per un appalto Expo, a Roma il braccio destro di Virginia Raggi viene accompagnato direttamente in cella per corruzione. E potrebbe essere solo l'inizio come sospetta, e un po' teme, il fedelissimo dell'ex premier, Andrea Marcucci, che su Facebook ha scritto: "Sono passati 12 giorni dal referendum, l'Italia ha già fatto un balzo indietro di 20 anni. Inchieste, inciuci, paludi e scalate, saranno il nostro futuro? Mi auguro - ha aggiunto il parlamentare - che domenica all'assemblea nazionale del Pd a Roma, Matteo Renzi rilanci la sfida per governare il Paese".

Alla smisurata fiducia nel leader Pd, fa da contraltrare la dura realtà sulla quale deve scontrarsi il battaglione renziano. Il capo ha ferma intenzione di andare al voto il prima possibile, troppo lungo il percorso per un nuovo congresso, ben più breve trovare un accordo con Forza Italia, magari su un sistema misto maggioritario e proporzionale, come fossero gli anni Novanta.