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giovedì 12 maggio 2016

Maggio dei Monumenti Il Consiglio dell'Ordine organizza: "Il regno delle due Toghe"

Scuola Forense della Fondazione dell'Avvocatura Napoletana organizza: "Il regno delle due Toghe"

di Mario Setola




In occasione del “maggio dei monumenti”, il Consiglio dell’Ordine, unitamente alla Biblioteca “De Marsico” e la Scuola Forense della Fondazione dell’Avvocatura Napoletana per l’Alta Formazione Forense, hanno organizzato l’evento dal titolo “Il regno delle Due toghe, da Carlo di Borbone ad Enrico De Nicola” in Castel Capuano, dove le Stanze di Temi faranno da cornice a due mostre sulla storia del diritto e sulla storia dell’Avvocatura, esponendo i preziosi testi della Biblioteca e dell’Archivio Storico del Consiglio dell’Ordine.

Il percorso storico, tra le sale dell’antico Maniero ed i testi esposti nelle due mostre, sarà illustrato dagli allievi della Scuola Forense che fungeranno da ambasciatori della nostra tradizione e della nostra cultura.

In un momento di crisi profonda, la storia dell’Avvocatura Napoletana costituisce la più grande risorsa per affrontare, con fiducia, un futuro incerto e nebuloso.

Con questo animo, Ti invito a partecipare e scoprire la vera ricchezza dell’Avvocatura Partenopea.

UN "VIRUS" DA ELIMINARE Porro "cancellato" dalla Rai La durissima accusa a Renzi

Un "virus" da eliminare, Nicola Porro "cancellato": la durissima accusa a Renzi


di Enrico Paoli



Quando si dice l’ironia della sorte. La puntata di stasera di Virus, il programma di Rai Due condotto da Nicola Porro che l’azienda sembra fortemente intenzionata a chiudere tanto da aver sollevato un’ondata d’indignazione generale, s’intitola «Siamo un Paese insicuro». In effetti lo siamo, dato che nessuno ha la sicurezza di poter continuare a fare quel che fa, anche se lo fa bene. Il merito, insomma, non è di questa Italia. Figuriamoci dentro la Rai di Antonio Campo Dall’Orto, dove l’unico disegno seguito è quello di non disturbare il «manovratore», ovvero il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che stasera sarà ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, altro conduttore nel vortice delle polemiche per l’intervista al figlio di Riina, il capo dei capi di Cosa nostra. Ma questa è un’altra storia.

A mettere in piazza la storia di Virus epurato dal palinsesto Rai e di Porro parcheggiato nel limbro dei «vedremo» è il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. «La trasmissione Virus non andrà più in onda», afferma il vice presidente del Senato, «quella di Porro è una presenza che aggiungeva un pizzico di pluralismo in una Rai appiattita sulle posizioni della sinistra e del governo. Né si venga a dire che l’azienda ha fatto proposte alternative a Porro perché si tratta di ipotesi risibili. Si tratta di un’epurazione a tutti gli effetti». E di «epurazione» parla la deputata azzurra Daniela Santanché. «Anche il governo Renzi, come i migliori regimi sovietici, toglie di mezzo l’informazione che ritiene scomoda», afferma l’esponente azzurra, «siamo al redde rationem: stanno venendo al pettine tutti i nodi e le storture delle nuove norme che lasciano troppo potere al governo e al direttore generale della Rai e niente al Consiglio di amministrazione». Preoccupati della scelta indicata da Campo Dall’Orto anche gli esponenti del Nuovo Centrodestra e di Scelta Civica. In ballo c’è il pluralismo dell’informazione. Un tema, quello della pluralità delle voci, che all’amministratore delegato non deve stare particolarmente a cuore, nonostante i richiami che arrivano anche dal Pd.

Nei giorni scorsi Michele Anzaldi, deputato dem e membro della commissione di Vigilanza, aveva sollevato proprio la questione dell’informazione. «Il grande assente del nuovo piano industriale della Rai è l’informazione, che rappresenta il cuore e la vera legittimazione del servizio pubblico», afferma il deputato del Partito democratico, «eppure è proprio l’informazione il campo su cui il servizio pubblico può e deve differenziarsi dalla concorrenza privata». Più chiaro di così. La Rai non deve togliere, semmai aggiungere, essendo Servizio pubblico. Il problema è che la logica dominante, sposata dall’amministratore delegato dell’azienda, è che la Rai deve essere al servizio del governo e non del cittadino. Porro ha saputo reggere il confronto quando doveva confrontarsi con Michele Santoro, in onda su La7, e si è sempre difeso bene nel match televisivo con Corrado Formigli, conduttore di Piazzapulita, altalenante fra la prima serata del lunedì e quella del giovedì. Ma tutto questo in Rai, in questa Rai non conta affatto.

Sarà pure un caso ma un altro conduttore poco allineato, tanto per usare un simpatico eufemismo, è destinato a ritrovarsi senza un programma da condurre nella prossima stagione. Certo, c’entra anche il fatto che la concorrenza lo ha definitivamente superato, martedì sera c’è stata un’altra netta vittoria per Giovanni Floris con il suo DiMartedì in onda su La7 che ha battuto Ballarò sia in share che in ascolto medio, ma non è la sola ragione per la quale Ballarò, il programma di punta di Rai Tre, nella prossima stagione non sarà condotto da Massimo Giannini. L’ex vice direttore di Repubblica, parlando a Dogliani ha detto che «questa non è la Rai, questa è l’Eiar (l’ente monopolista delle radiodiffusioni durante il periodo fascista, ndr)», dice il giornalista, «è un’altra cosa. Lo dico con assoluta trasparenza e serenità, non c'è un discorso ideologico in quello che sto dicendo, né un atteggiamento contro il governo o Renzi». No, non è solo una questione di share.

Il punto, ora, è che l’amministratore delegato della Rai, ad un anno dal suo insediamento, dovrà pur iniziare a spiegare cosa deve essere realmente la tv pubblica e se al posto dei talk show devono esserci solo spazi in cui il premier si auto intervista. Perché questa sembra essere la deriva.

IL PD CADE A PEZZI Schiaffo a Boschi e Renzi La big che se ne va / Foto

Unioni civili, la Marzano lascia il Pd



Come annunciato, Michela Marzano ha scritto al capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, per comunicare le proprie dimissioni dal gruppo. Una scelta, spiega la docente universitaria e filosofa nei passi della lettera riportata da Repubblica e postati dalla stessa Marzano su Facebook dettata dal voto sulle unioni civili. "Sui temi dei diritti e dell'etica ho sempre detto e difeso gli stessi valori e gli stessi principi. E non me la sento, oggi, di non essere coerente con me stessa e con le mie battaglie per opportunità politica".

Sulle unioni civili, continua la Marzono, "non si poteva forse fare diversamente e considero che sia importante per l'Italia avere finalmente una norma che garantisca e protegga le persone omosessuali. Aver però eliminato ogni riferimento a famiglia e familiare, parlando delle unioni civili come una semplice specifica formazione sociale, e aver stralciato la stepchild adoption rappresentano un vulnus per me difficile non solo da accettare, ma anche da giustificare pubblicamente".

Caivano (Na): Comunicato PD Giunta Monopoli Commissariata "Ulteriori spese per i cittadini"

Caivano (Na): Comunicato PD Giunta Monopoli Commissariata "Ulteriori spese per i cittadini"


Che Satira tira...

La nuova giunta Monopoli non riesce ad approvare il Bilancio Preventivo. Per la prima volta dal 1994, anno del nuovo sistema elettorale, il Presidente del Consiglio Comunale Del Gaudio è costretto a nominare un Commissario ad Acta, per redigere il Bilancio Comunale. Il paradosso è che una Giunta Tecnica di "Alto Profilo" nominata per garantire un "Valore Aggiunto " ai dirigenti comunali, mostra grande inefficienza e porta un altro onere al comune di Caivano, quello che si deve pagare al Commissario ad Acta nominato. Altro che "Valore Aggiunto " qua parliamo di altre "Spese Aggiunte" per i cittadini Caivanesi, dovute alla incompetenza e alla irresponsabilità della Giunta e del Sindaco Monopoli.

Caivano (Na): "Mi dai la fiducia? Mezza adesso il resto alla consegna"

Caivano (Na): "Mi dai la fiducia? Mezza adesso il resto alla consegna" 

di Biagio Guerra



Il Comune di Caivano dà il benservito alla legalità. Il primo cittadino Simone Monopoli chiede aiuto alle istituzioni nazionali e invece abbandona alla luce delle allargate competenze conferite dalla riforma della Magistratura onoraria, l'ultimo presidio di legalità sul territorio. Avvocati, Magistrati e operatori di giustizia sul piede di guerra nonostante in consiglio comunale siedono il più alto numero di avvocati nella storia del civico consesso. 

A cosa serve una amministrazione? A scrivere lettere? A nominare commissari per fare cose a cui sarebbe chiamata in prima persona? Come ad esempio nel caso del Bilancio. Ma ora che c'è il commissario al bilancio il dirigente al bilancio almeno viene cacciato? 

Per non parlare della situazione dei rifiuti oramai incancrenita che ancora non vede uno sbocco. Intanto si continuano a danneggiare i cittadini e l'erario, i primi che pagano troppo per un servizio che non esiste quello della NU, e il danno all'erario è palese o per dolo conveniente o per omissione dei normali obblighi di atto d'ufficio.. Ah ...saperlo a chi conviene?

Oramai è venuta meno la iniziale fiducia dei caivanesi, Monopoli commissariato da Del Gaudio?

"Sono i genitori più anziani del mondo" Un record da horror: ecco la loro età

A 72 anni è la neomamma più anziana del mondo: come ha fatto


72 anni lei, 79 lui. Sono i due nuovi neo-genitori più anziani del mondo. I coniugi indiani Mohinder Singh Gill e Daljinder Kaur, hanno appena dato alla luce con parto cesareo un bambino di nome Arman, il loro primogenito, che attualmente è in perfetta salute. La coppia, Sikh del Punjab, sono sposati da 46 anni ma non sono mai riusciti a concepire. Solo da ultrasettantenni, e grazie all'inseminazione di ovuli in vitro e un trattamento di fertilità, la coppia ha potuto realizzare il desiderio più grande: avere un figlio. In India i trattamenti per la fertilità non sono regolati dalla legge e sono molto più economici che in Occidente (poco più di mille euro).

“Tutti mi dicevano di adottare un bambino, ma non ho mai voluto. Ora ho un figlio tutto mio - ha detto la donna al Telegraph - Lo cresceremo e gli daremo un'educazione adeguata. Ho avuto fede che Dio mi avrebbe fatto il dono di un figlio mio, e Waheguru (il nome che i Sikh usano per chiamare Dio ndr.) ha risposto alle mie preghiere".

I due coniugi si sono sempre sentiti profondamente a disagio per il loro lungo matrimonio senza figli perché in una società come quella indiana, l'infertilità è una sorta di maledizione e non avere figli è una possibile causa di esclusione sociale. Daljinder con i suoi 72 anni avrebbe battuto il record della più anziana neomamma del mondo, battendo la 66enne Maria del Carmen Bousada Lara che ha dato alla luce due gemelli nel 2006 a Barcellona. Tuttavia, la neomamma indiana non ha un certificato di nascita, anche se lei sostiene di avere sette anni in meno del marito, che ne ha 79 (regolarmente certificati).

Truffa milionaria sugli affari online Ecco i 49 siti-trappola: tutti i rischi

Truffa milionaria on line: sgominata banda di romeni



2962 transazioni illecite, 49 siti truccati, 351 vittime gabbate e 1 milione di euro raccolto. Questi i numeri della truffa messa in atto da una organizzazione di romeni ben strutturata fra Italia e Romania. Una gang con capi riconosciuti che impartivano gli ordini e due coppie di luogotenenti dislocate tra Lombardia e Veneto per mettere in atto la mega truffa. E, fra gli altri, persino un ragazzo di 23 anni genio del pc, che la polizia di Bucarest ha fermato all’università, proprio mentre stava sostenendo un esame di informatica. L’indagine che ha fatto arrestare cinque persone (più due già in carcere tra Monza e Vercelli) è partita dalla denuncia presentata da una delle vittime per il mancato recapito di un iPad acquistato sul sito techmaniashop.it.  

Il metodo - Per raggirare gli utenti dei siti di acquisto on line, la banda aggiungeva parole come «store» o «elettronica» agli Url originali dei rivenditori on line di prodotti di alta tecnologia (2.962 le transazioni illecite accertate) e beneficiare delle recensioni positive che tanto contano tra gli internauti incalliti. Proprio quegli indirizzi, modificati, facevano cadere in errore l’utente di turno, che, convinto di finalizzare l’acquisto, inviava il denaro alle carte prepagate tipo Postepay dei malviventi (che di «bottiglie», così erano definite in gergo al telefono, se n’erano procurate in quantità creando documenti d’identità fasulli e codici fiscali richiesti all’Agenzia delle Entrate); ancor più sfortunati invece, coloro che finivano nella rete del phishing, visto che digitavano i loro dati sensibili su format facsimile di quelli degli istituti di credito per vedersi svuotare il conto corrente (senza possibilità di essere risarciti dalla banca).

Il ricilcaggio - E il passaggio dal denaro virtuale a quello sonante? Il gruppo criminale aveva pensato pure a questo, spiega la dirigente della Postale Lisa Di Berardino: partite a poker on line pilotate dove il vincitore era già designato e, aiutato dai complici, spostavano i soldi in un’unica direzione. Un ingegnoso sistema che poi si concludeva col prelievo dei contanti in quel di Ramnicu Valcea, alias la Hackerville d’Europa per via dell’abnorme numero di truffe on line consumate da quelle parti. In totale, i truffatori erano riusciti a impossessarsi illecitamente di un milione di euro, il valore dei beni oggetto di sequestro preventivo disposto dal giudice. La Di Berardino ha poi aggiunto, non senza una frecciata al primo denunciante che aveva accusato di lentezza le forze dell’ordine: “I tempi della giustizia sono quelli che sono, ma pian piano ci arriviamo sempre”.