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mercoledì 20 agosto 2014

Feltri: "Il prossimo direttore del Corriere sarà Mieli o il sughero De Bortoli"/ Video

Feltri: "Il prossimo direttore del Corriere sarà Mieli o il sughero De Bortoli"

di Franco Bechis 


"Il direttore del Corriere della Sera l'hanno già fatto due volte Ferruccio De Bortoli e Paolo Mieli. E secondo me Mieli rischia di farlo una terza volta, cosa di cui sarei contento perchè a me piace Mieli”. Lo sostiene Vittorio Feltri, intervenendo alla trasmissione della web-tv di Libero registrata a Capalbio libri. Però non è esclusa una sorpresa: “siccome”, continua Feltri, “in Italia la condizione più permanente è la precarietà, De Bortoli che è precario da 12 anni rischia di restare al Corriere altri 22-23 anni. Anche perchè De Bortoli non sarà forse un fenomeno come direttore, ma come sughero è campione del mondo: galleggia sempre. E' di una bravura strepitosa. Lo ammiro moltissimo: io come entro in acqua sono un mattone. Lui galleggia in eterno. Bisogna fargli un applauso


Tutte pazze per il primo cittadino. Ecco chi è il sindaco più bello d'Italia

Enrico Ioculano, è lui il sindaco più bello d'Italia




«Ma dai, su. Pensiamo a lavorare». Il nuovo sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano risponde così alla valanga di complimenti che riceve ogni giorno dalle cittadine. E sì, perchè a quanto pare il primo cittadino, classe 1985, eletto a giugno nella lista democratica "Ventimiglia cambia verso" sta facendo strage di cuori. Quando, i primi di agosto, Ioculano ha ricevuto l'investitura popolare con addosso un costume medioevale, racconta il Secolo XIX, ha incantato tutti. «Che magnifico giovane!», si incantava la folla ammirandone i tratti virili, lo sguardo profondo, i modi soavi. «Figo!», semplificavano le ragazze che ogni mattina se lo mangiano con gli occhi al bar Costa Azzurra, sul lungomare. In attesa di scoprire se sa governare, un’intera comunità si è schierata con lui riconoscendosi nel giudizio estetico: Ioculano è bello. E le sedute del Consiglio comunale non sono state mai così affollate di donne. Lui si schermisce: «Ma dai, su. Pensiamo a lavorare».

Il 'condottiero' Conte dà la sua ricetta: "Ecco la Nazionale che ho in mente"

La ricetta del condottiero Conte per l'Italia: "Sarò l'allenatore del popolo italiano"




"Firmiamo subito qui, davanti a tutti". Così ci togliamo da ogni impiccio, questo è il senso. A dirlo è Carlo Tavecchio, raggiante al suo primo acquisto tecnico, Antonio Conte. "Abbiamo fatto il matrimonio" aggiunge, un po' impacciato.

L'accordo - "Già alla seconda telefonata" i due, pare, si accordano, una stretta di mano fra gentiluomini. "Resto dell'avviso che ci voglia un condottiero, un comandante" dice Tavecchio che precisa: "Lo stipendio è in linea con gli stipendi dei migliori tecnici in Europa" Fiducia 100%, chiavi in mano, queste le parole chiave: pare un trionfo il nuovo accordo tra l'ex tecnico della Juventus e il nuovo presidente della federazione. "Con Puma abbiamo un rapporto preferenziale, Antonio Conte è una risorsa per questa Federazione e lo stipendio rientra perfettamente nei parametri" "Per la Figc è un investimento, appoggiato da un pool di sponsor" precisa il neo presidente, alle continue domande sul contratto sostanzioso del Mister.

Uomini, poi giocatori -  "Giuseppe Rossi? E' un patrimonio calcistico, mi auguro che possa riprendersi per il bene del club e nostro" ma non vuole parlare dei singoli Conte, parla di uomini prima che dei giocatori, e aggiunge "è inevitabile che la convocazione bisogna meritarsela, anche e soprattutto fuori dal campo." Antinelli della Rai insiste sul suo trascorso alla Juve, e Conte ammette di aver visto sentito "tante supposizioni, dico solo che dopo 3 anni di percorso vincente eravamo giunti alla naturale conclusione." Il Mourinho italiano, amato dai supporter della Juve e "odiato" dagli altri club, dovrà ora conquistarsi l'agognato titolo di "amato da tutti". Ma un condottiero voleva Tavecchio e un condottiero ha trovato "Lo spirito che voglio portare in Nazionale è lo stesso che ha contraddistinto tutte le mie squadre, dal Siena e l'Arezzo alla Juventus. Quando parlo di mentalità vincente, parlo di questo".

Il Napoli si sveglia tardi, con il Bilbao è solo 1-1: azzurri salvati da Higuain

Champions, Napoli-Athletic Bilbao 1-1




Il Napoli raccoglie solo un pareggio nel preliminare di andata di Champions League con l'Athletic Bilbao. Al San Paolo finisce 1-1, ma i partenopei nel finale hanno sciupato diverse occasioni per portare a casa la vittoria. Il primo tempo è tutto del Bilbao. Il Napoli timido subisce l'iniziativa degli iberici e così poco prima della fine del primo tempo al 41' il Bilbao passa in vantaggio: accelerazione di De Marcos sul settore di centrodestra, scarico verso i tredici metri dove Muniain si fa trovare smarcato e ha tutto il tempo per mirare e battere Rafael. Nel secondo tempo esce tra i fischi Insigne e al suo posto entra Mertens. Al 23° del secondo tempo il Napoli pareggia: Hamsik serve Higuain al limite, l'argentino difende il pallone dall'attacco di Balenziaga, si decentra verso destra fin quando non trova il varco giusto per far partire il tiro in diagonale che Iraizoz non può prendere. A questo punto il San Paolo diventa una bolgia e il Napoli spinge. Al 25° della ripresa ripartenza azzurra, Higuain serve Calletì che, liberissimo, mette a sedere Iraizoz ma spedisce clamorosamente sull'esterno della rete. Poi sul finale cross basso di Britos, Balenziaga respinge corto servendo di fatto Michu che, da ottima posizione, non se la sente e scarica per Callejon, che vede rimpallata la sua conclusione. Si spengono qui le speranze di vittoria del Napoli. Ora dovrà fare i conti con l'Athletic al ritorno tra otto giorni a Bilbao. 

SCHIAFFO DALL'EUROPA ALL'ITALIA "Emergenza sbarchi? Sono affari vostri" Bruxelles adesso se ne la va le mani...

Emergenza migranti, l'Ue all'Italia su Frontex: "Non ha i mezzi per subentrare a Mare nostrum"




Dovete arrangiarvi. L'Europa ci abbandona e sull'emergenza sbarchi il governo italiano dovrà fare da solo. Respinte dunque per il momento le richieste del ministro degli Interni, Angelino Alfano che a Ferragosto aveva detto chiaramente: "L'operazione Mare nostrum finirà a ottobre e subentrerà la Ue con Frontex". Sulle certezze del ministro dell'Interno e del governo italiano, però, è arrivata oggi una doccia gelata direttamente da Bruxelles. Frontex, ha detto un portavoce della Commissione, "è una piccola agenzia" senza mezzi e dunque tocca a tutti i paesi Ue "fare di più" sull'emergenza sbarchi e la corsa verso l'Europa di decine di migliaia profughi di guerre e carestie dalle zone più calde dell'Africa e del Medio Oriente.

"Non abbiamo mezzi" - "Siamo in contatto con l'Italia - ha aggiunto il portavoce di Bruxelles - e non possiamo che essere d'accordo sul fatto che l'Ue nel suo complesso debba fare di più, abbiamo ripetuto continuamente che gli stati membri devono fare di più contribuendo con mezzi e finanziamenti". Noi, ha detto ancora il portavoce Ue, "stiamo facendo tutto quel che possiamo per l'Italia con i mezzi che abbiamo a nostra disposizione", mentre Bruxelles "riconosce pienamente il magnifico lavoro che sta svolgendo l'Italia" e sta "cercando di vedere insieme" cosa l'Ue possa fare in più.

La risposta - Il portavoce della Commissione, pii, ha ricordato che "l'Italia ha avuto aiuti senza precedenti": "L'Italia ha beneficiato di circa 500 milioni di euro di aiuti nel periodo 2007-2013 e sarà il più grande beneficiario nel periodo 2014-2020 con 315 milioni di euro, cifra inferiore dovuta al generale taglio del bilancio Ue chiesto dagli stati membri". Poi la dichiarazione finale: "Frontex da sola, così come è oggi, con un piccolo bilancio e senza guardie di frontiera, né navi né aerei", non può intervenire da sola ed è per questo che "per un'operazione di lungo periodo devono essere coinvolti e contribuire tutti gli stati membri".

RENZI IL PENSIONANTE D'ORO Fa le ferie nell'hotel extra lusso Guarda il Video

Renzi il pensionante fa ferie da nababbo

di Franco Bechis 


Matteo Renzi sta lavorando al taglio delle pensioni d'oro (secondo lui quelle sopra 2.500-3.000 euro netti al mese) durante la breve vacanza a Forte dei Marmi. E lo fa da pensionante d'oro, perchè ha scelto come buen retiro a fianco di vip come Daniela Santanchè, Flavio Briatore e calciatori famosi un hotel boutique. E' quattro stelle superior, il Villa Roma imperiale, con prezzi da capogiro. Ospitare un week end una famiglia come quella di Renzi costa un mese di pensione d'oro. E una settimana ha prezzi da capogiro. Ma ne vale la pena, perchè lì si vive come un pascià...


TRAVAGLIO ALLA GOGNA Pugnalato dai grillini: ecco come...

I grillini mettono alla gogna perfino il "loro" Travaglio

di Marco Gorra


Dura la vita del beniamino del Movimento cinque stelle. Un momento sei in cima al mondo, adorato ed onorato come un oracolo ed il momento dopo finisci nella polvere, tra gli insulti e le contumelie di chi aveva appena finito di batterti le mani. Ora, finché ti tocca un trattamento del genere e ti chiami Stefano Rodotà o Milena Gabanelli, ancora ci sta: del grillismo eri e resti corpo estraneo, e non puoi pretendere che certe infatuazioni in gente tanto volubile abbiano effetti duraturi. Se però ti chiami Marco Travaglio e del citato grillismo vieni - a torto o a ragione - considerato il principe degli aedi, allora c’è un problema.

I fatti. Ieri si sono chiuse le votazioni del mega-sondaggio grillesco per eleggere il “giornalista dell’anno”: in lizza una quarantina di nomi più o meno noti del panorama giornalistico italiano rei di avere scritto male dei Cinque stelle in una o più occasioni ed un pratico form per decretare chi tra essi sia il più esecrabile. In fondo alla lista, una casella aggiuntiva “altri”liberamente compilabile dall’utente qualora ravvisasse lacune nel pure corposo bouquet di candidati offerto dalla casa.

A vincere (e a mani basse) è Giuliano Ferrara: il direttore del Foglio incassa la bellezza di 3.828 preferenze e porta a casa la medaglia d’oro («Me ne frego», commenterà con profilo encomiabilmente basso su Twitter poco dopo). Dietro, completano il medagliere il vicedirettore del Corriere della sera Pierluigi Battista (1.986 voti) e l’editorialista di Repubblica Corrado Augias (fermo a 1.429).

La vera sorpresa, però, arriva andando a vedere nel dettaglio la composizione della voce “altri”. Al di là dell’ottimo risultato di lista (2.197 voti e secondo posto virtuale), sorprende il disaggregato. Dove a fare la parte del leone sono in due: la firma di Repubblica Vittorio Zucconi (che tra i Cinque stelle gode di discredito talmente ampio da essere stato invano escluso dalla competizione da Grillo stesso, che lo aveva insignito del premio fuori categoria di “sciacallo dell’anno”) ed il citato vicedirettore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio. Quest’ultimo totalizza un lusinghiero score di 618 voti, che lo issano fino alla settima piazza della classifica (meglio di lui, oltre ai tre sul podio, fanno solo il direttore del Giornale Alessandro Sallusti con 1.137, l’altro ex idolo Michele Santoro con 725 e Gad Lerner che si impone sul filo di lana a quota 674).

Tanta l’enormità della cosa che nei commenti qualcuno ci resta anche male: «Travaglio merita rispetto anche quando dice cose che non ci piacciono», prova a buttare lì uno. Parole al vento: Travaglio nei mesi scorsi ha osato criticare i Cinque stelle (i casi più clamorosi su reato di clandestinità ed euro-intruppamento dei deputati del Movimento con i nazionalisti inglesi dell’Ukip), e pertanto va punito. Che la mentalità grillina maltolleri l’idea stessa della deviazione dalla Linea è d’altronde noto, così come lo è che da quelle parti si coltivi un certo riflesso pavloviano in forza del quale non esistono critiche ma solo biechi attacchi dettati da oscure e inconfessabili motivazioni. 

E allora non ci sono curriculum e benemerenze che tengano. Ferrara e Travaglio più o meno pari diventano e finiscono insieme nel calderone dei pennivendoli nemici del cambiamento. E fa niente se fino a ieri Travaglio era l’oracolo. La gloria del mondo, ai tempi delle gogne via Internet, passa ancora più in fretta.