Pier Carlo Padoan, ipotesi dimissioni dopo le frizioni tra Renzi e la Ue
Tutto ha un limite, anche la proverbiale pazienza di cui dicono sia dotato il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan. Mille giorni in compagnia di Matteo Renzi non devono essere semplici da digerire, soprattutto se sono stati mille giorni passati a interpretare sempre il ruolo di chi deve mettere una pezza su tutto.
Padoan non ha ancora parlato a nessuno di dimettersi, ma come riporta il Giornale, il suo umore in questi giorni parla da solo. A mettere in crisi più di prima il rapporto tra il professore e il presidente del Consiglio è stata l'ultima sessione di bilancio, quando i ruoli sarebbero saltati del tutto. Ai proclami roboanti del premier seguivano sempre le parole concilianti del ministro che trovava un compromesso, soprattutto con Bruxelles.
L'ultimo decreto fiscale ha rotto l'equilibrio tra il ministero dell'Economia e Palazzo Chigi. Le coperture previste per la legge di Bilancio non convincono proprio nessuno e Padoan temerebbe un lungo e sanguinoso periodo di battaglie con la Commissione europea, stavolta difficilissime da vincere senza perdite importanti. Renzi però ha necessità elettorali che non possono essere ignorate. Oggi il referendum, domani le amministrative e poi le Politiche: se il vento dell'antieuropeismo soffia forte, il segretario del Pd ha tutte le intenzioni di intercettarlo, anche con un altro ministro dell'economia.

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