Epatite C: ora la cura per tutti non è più un obiettivo lontano
di Francesco Pellegrino
Accesso alle terapie per tutti i pazienti e fondo epatite C con lo scopo di eliminare la malattia nei prossimi 5 anni. Per fare il punto su questi temi, a pochi giorni dalle nuove disposizione in sanità inserite nella Legge di bilancio, ACE, Alleanza Contro l’Epatite, nata in accordo tra EpaC Onlus e FIRE Onlus, con il supporto scientifico di AISF (Associazione Italiana Studio del Fegato), ha voluto confrontarsi con tutti gli stakeholders del comparto salute. Queste le parole dell’onorevole Beatrice Lorenzin, ministro della Salute: “La legge di Bilancio crea il supporto economico per realizzare il lavoro programmato in questi anni. Le risorse aggiuntive, insieme alla spending interna già realizzata, garantirà un SSN sempre più a misura di cittadino. L’aumento del fondo sanitario nazionale di 2 miliardi di euro è in parte vincolato: 500milioni per i farmaci oncologici innovativi e 500milioni per l’HCV. Non appena la legge di stabilità sarà definitivamente approvata, mi impegnerò personalmente affinché per i pazienti l’accesso ai nuovi farmaci per l’epatite C sia più rapido”.
"Prendiamo atto dello stanziamento triennale di 1,5 miliardi di euro per il rifinanziamento del fondo innovativi - ha commentato Ivan Gardini, Coordinatore ACE e Presidente dell’Associazione EpaC Onlus - e ringraziamo il Ministro per questo importante passo in avanti finalizzato all’eliminazione dell’epatite C nel nostro Paese, in linea con la strategia contro l’epatite dell’OMS che dispone obiettivi globali che includono una riduzione del 65% della mortalità, il 90% dei casi diagnosticati, il 90% dei pazienti curati entro il 2030. Le linee guida internazionali affermano chiaramente che bisogna curare tutti i pazienti indistintamente, al fine di prevenire complicanze come cirrosi, tumore e trapianto, e questo è scienza, non certo opinioni personali. Stiamo assistendo a guarigioni spettacolari con regressioni della malattia di fegato, ma anche pazienti liberati da un incubo: a tale proposito EpaC onlus presenta in anteprima un nuovo portale dove sono state inserite numerose video/testimonianze di pazienti guariti e medici curanti: basta collegarsi al sito www.sonoguaritodallac.it e chiunque potrà capire cosa significa per un paziente guarire dall’epatite C. Il nostro obiettivo è l’abbattimento delle limitazioni di accesso e lanciamo oggi una proposta: eliminare in via sperimentale per 1 anno le barriere di accesso ai farmaci epatite C e mettere un tetto di 50.000 terapie in modo che non si superi il budget allocato. Dalle nostre indagini risulta che nei primi mesi del 2017 i pazienti gravi da curare presenti in numerosi centri autorizzati saranno quasi esauriti, informazioni perfettamente compatibili con l’attuale e vistosa diminuzione delle prescrizioni settimanali ed è pertanto indispensabile un intervento immediato sulle limitazioni di accesso, gestito con linee guida di prioritizzazione. Con questi presupposti – conclude Gardini –ci auguriamo che il Governo rimanga stabilmente al suo posto per concludere l’iter parlamentare della legge di stabilità senza interferenze”.
“La valutazione clinica che abbiamo fatto sui pazienti, soprattutto cirrotici, che hanno portato a termine il trattamento è risultata impressionante - ha detto Antonio Gasbarrini, coordinatore ACE e professore di Gastroenterologia ‘Università Cattolica Sacro Cuore’ Roma - Ed è un dato di fatto che i pazienti in cui la malattia viene eradicata poi ricorrono molto meno agli ambulatori, con conseguenti immediati risparmi per l’SSN. I risparmi derivanti dalla cura dell’epatite C non si vedranno nel breve ma nel lungo termine”. “Lo sforzo dei clinici e delle istituzioni ha portato a trattare, ad oggi in Italia, più di 60,000 pazienti con infezione cronica da HCV e malattia epatica severa, con tassi di guarigione dall’infezione nella pratica clinica elevatissimi e sovrapponibili a quelli degli studi registrativi dei farmaci antivirali - ha commentato Edoardo G. Giannini, segretario AISF e professore di Gastroenterologia presso il Dipartimento di Medicina Interna, IRCCS-Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino-IST, Genova - Questo ha comportato benefici immediati per i pazienti e determinerà – in un’ottica a medio e lungo termine - rilevanti ricadute di carattere sanitario, sociale ed economico. In questo frangente, le parole e l’impegno del Ministro della Salute sono accolte con estremo favore, in quanto permetteranno il proseguimento delle cure, indicando la possibilità di apertura ai trattamenti a un base più ampia di pazienti”.

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