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lunedì 17 aprile 2017

Igor Vaclavic e il sesso La scoperta clamorosa: cosa è spuntato su internet

Igor, il killer di Budrio è diventato un sex-symbol online. Ma è soltanto una bestia


di Melania Rizzoli



«Però, figo questo Igor, il fuggitivo. Avete visto la sua foto segnaletica? Sapete che a Valencia, durante il suo soggiorno spagnolo, per mantenersi faceva il gigolò?». Ieri, durante un pranzo in riva al mare, mentre con un gruppo di amici commentavamo le notizie del giorno, una nostra amica scema ha pronunciato questa frase, e in quell’istante ho avuto la conferma di quello che pensavo da giorni, cioè che la comunicazione della strategia adottata per catturare l’assassino più ricercato in Italia, il serbo dagli occhi di ghiaccio Igor Vaclavic, fosse fallimentare, se la sua immagine ha iniziato ad essere mitizzata e paragonata a quella di un eroe alla Harrison Ford ne “Il fuggitivo”, con la differenza che quello era un film, ed il protagonista era innocente.

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Ma la nostra commensale scema ha anche aggiunto: «Vi rendete conto? Ottocento uomini tra carabinieri, polizia e unità speciali, tutti impegnati da una settimana per stanarlo, e lui si nasconde nelle radure come un lupo, si immerge sott’acqua come un caimano respirando attraverso una canna, si mimetizza nella boscaglia come un animale selvatico senza sentire la fame, si cura le ferite e si sutura i punti da solo, allenato al dolore come i Khmer Rossi cambogiani, e poi parla cinque lingue, ruba le zattere, naviga a torso nudo nei canali, e come il mitico Rambo riesce a rendersi invisibile!».

VITA ROMANZATA
Quando si crea un’aspettativa di soluzione immediata e di giustizia esemplare su orribili fatti di cronaca, e poi queste non si realizzano in tempi brevi, la delusione brucia, l’attenzione delle persone resta alta in attesa della fine della storia, si sviluppa in loro uno stato ansioso finalizzato a conoscere i particolari, soprattutto se si viene informati di continuo sulle dinamiche adottate, con la descrizione dei dettagli e delle strategie messe in atto con l’imponente schieramento di uomini coinvolti nella cattura di un solo uomo in fuga, il feroce assassino che ha freddato in una settimana un tabaccaio a Budrio, una guardia ecologica e ferito gravemente un agente di polizia, ai quali ha successivamente rubato pure le armi.

Abbiamo letto di tutto su di lui, su quell’Igor Vaclavic conosciuto anche come Norbert Faher, un 41enne serbo e violento, fuggito dai servizi segreti russi, riuscendo, con una lama sottile come un bisturi, a tagliarsi dal vivo il tatuaggio distintivo tipico che viene impresso sulla caviglia di tutti i militari russi. Abbiamo ascoltato dai telegiornali che il ricercato è latitante nel suo Paese per rapine e per aver stuprato una minorenne a Belgrado, che è stato in carcere in Italia dove si allenava quotidianamente per non perdere il suo addestramento paramilitare, arrivando a praticare 6mila addominali al giorno, e dove si faceva chiamare Ezechiele, non come il personaggio biblico, ma come il famoso lupo famelico. Abbiamo letto interviste ai suoi compagni di cella, che lo descrivono come un duro che non si piega e non si spezza, e che non si farà mai catturare vivo; al sacerdote del penitenziario, che lo seguiva durante la detenzione e che gli ha lanciato inutilmente un appello per costituirsi; ai procuratori di Bologna e di Ferrara che coordinano le ricerche e che hanno mostrato le cartine del vasto territorio di Marmorta, dove sono state trovate dalle unità cinofile le tracce del fuggitivo e che viene battuta e scandagliata palmo a palmo, giorno e notte. Ed abbiamo ascoltato anche il capo della Polizia Gabrielli che ha sottolineato la pericolosità estrema del soggetto armato, allertando la popolazione, e la voce autorevole del ministro dell’Interno Minniti che ha dichiarato sicuro: «Lo prenderemo».

RICERCHE INFRUTTUOSE
Ma al nono giorno di ricerche su tutte le strade, i terreni, i canneti, le boscaglie e gli acquitrini, del violento Igor non c’è traccia, è ancora alla macchia, di lui non si vede nemmeno l’ombra, è un fantasma, un uomo braccato ma introvabile. Per questo è stato fatto intervenire anche un sensitivo, che in passato ha prestato le sue capacità ultra sensoriali alle forze dell’ordine, il quale ha fornito quelle che secondo lui erano le coordinate gps precise del passaggio nelle valli del Vaclavic, diventate il fulcro centrale delle ricerche. Igor in Italia non ha mai avuto documenti ufficiali, per cui non è stato possibile rimpatriarlo, ma aveva un profilo Facebook dove postava i suoi selfie, sorridente davanti a statue e monumenti come un turista qualsiasi. I cani molecolari hanno fiutato il suo passaggio vicino alle paludi, i droni a raggi infrarossi hanno individuato un giaciglio e brandelli della sua maglietta sporca di sangue in zone inaccessibili, gli elicotteri in volo non hanno fotografato movimenti sospetti, i militari hanno trovato l’impronta della sua mano insanguinata su un fiorino rubato, all’interno del quale sono stati rinvenuti farmaci, guanti di lattice, tamponi, cerotti per ferite estese ed anche punti adesivi per tagli profondi, oltre al Lisoform e resti di cibo, inclusi il caffè Vergnano, la Nutella e il liquore Limoncello.

CACCIA AL LADRO
Ecco, il problema è proprio questo. Tutte queste notizie sarebbero dovute rimanere custodite all’interno delle Procure e nei rapporti riservati dei Ris di Parma, anziché finire in pasto sui giornali e nei tg di tutte le reti, così da creare curiosità morbose e fare del personaggio una leggenda, suscitando in molti una inconscia attrazione, oltre a una sotterranea ammirazione, come quella della mia amica scema, per un violento criminale che da giorni, ferito e affamato, beffa da solo a mani nude tutto il massiccio spiegamento di reparti speciali, armati fino ai denti. I quali militari, avendo svilito le nostre aspettative immediate in loro riposte, vengono denigrati, provocando l’effetto rembaund di “esaltazione” del soggetto criminale. E nella spettacolarizzazione mediatica della caccia al ladro, più l’idealizzazione sarà preponderante e illusoria, maggiore sarà la svalutazione della parte offesa. Le vittime annientate ed uccise brutalmentre vengono accantonate nella memoria, la loro tragedia viene depotenziata e sovrastata dalla attrattiva forza animale del carnefice in fuga, comunicata nei particolari, la quale diventa un veicolo inconsapevole di ambigue ideologie,oltre che di una tifosa speranza di vederlo arrivare a farla franca.

Così anche oggi, nel giorno di Pasquetta, mentre le nostre forze dell’ordine continueranno affannosamente a braccare il fuggitivo, con tutte le loro tecnologie e il supporto del sensitivo, ci saranno altre persone, oltre alla nostra famosa amica scema, che guarderanno a Igor il serbo come una volta guardavano al “mitico” Renato Vallanzasca, un rapinatore, sequestratore e assassino, condannato a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione per sette omicidi e vari reati, ma che ancora oggi viene ricordato e citato per il suo aspetto fisico e la sua rocambolesca vita criminale, con la definizione migliorativa, affascinata e indulgente di “il bel René”.

LA ROSSA È TORNATA Capolavoro Ferrari in Bahrain Vettel da godere, che trionfo Hamilton alle corde si "suicida"

Capolavoro ferrari, che trionfo di vettel. Hamilton messo alle corde si "suicida"



Sebastian Vettel firma un altro capolavoro strappando a morsi la vittoria al Gp del Bahrain davanti a Lewis Hamilton, staccato di ben 6.6'', terzo Valtteri Bottas, quarto Kimi Raikkonen. Due vittorie nelle prime tre gare in questa stagione il tedesco non le vedeva dal 2011, quando poi ha vinto il mondiale con 11 successi.

Quinto posto per Daniel Ricciardo su Red Bull, poi Felipe Massa (Williams), Sergio Perez (Force India), Romain Grosejan (Haas), Nico Hulkenberg (Renault) ed Esteban Ocon (Force India). Tra i ritiri, quello della Red Bull di Max Verstappen. vettel, al 44° successo in carriera, torna così da solo in testa alla classifica dei piloti.

Le classifiche
Piloti: 1. Sebastian vettel (Ger) Ferrari 68 punti, 2. Lewis Hamilton (Gbr) Mercedes 61, 3. Valtteri Bottas (Fin) Mercedes 38, 4. Kimi Raikkonen (Fin) Ferrari 34, 5. Max Verstappen (Ola) Red Bull 25, 6. Daniel Ricciardo (Aus) Red Bull 22, 7. Felipe Massa (Bra) Williams 16, 8. Sergio Perez (Mex) Force India 14, 9. Carlos Sainz Jr (Spa) Toro Rosso 10, 10. Romain Grosjean (Fra) Haas 4, 11. Kevin Magnussen (Dan) Haas 4, 12. Esteban Ocon (Fra) Force India 3, 13. Nico Huelkenberg (Ger) Renault 2, 14. Daniil Kvyat (Rus) Toro Rosso 2. Costruttori: 1. Ferrari 102, 2. Mercedes 99, 3. Red Bull 47, 4. Force India 17, 5, Williams 16, 6. Toro Rosso 12, 7. Haas 8, 8. Renault 2.

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domenica 16 aprile 2017

Il valore della Resurrezione per la salute umana La parola al dott. Francesco Pellegrino

"Il valore della Resurrezione per la salute umana"


di Francesco Pellegrino



Dott. Francesco Pellegrino

In questi giorni di celebrazione di una ricorrenza di immenso valore della fede cristiana spesso ci sfugge l’opportunità di cogliere il cambiamento prospettatoci da una storia millenaria.

Infatti la Resurrezione, il sacrificio, la partecipazione alla sofferenza, il giudizio di una società che teme il cambiamento radicale finalizzato al benessere comune, l’unità del gruppo comunitario cui si partecipa e tante altre riflessioni che ci giungono dalle Sacre Scritture sono un viatico di suggerimento alla vita con la ricerca di un momento in cui dare conclusione a qualcosa perchè ne resusciti qualcosa di più vigoroso e vitale.

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Le leggi della biologia ci insegnano che sacrifici quali le potature di un individuo vegetale vivente spesso sono ragione di una vigoria innovativa di ciò che si è sacrificato. Ordunque potremmo dire che la legge di conservazione della massa di Antoine-Laurent de Lavoisier espressa nel Traité Élémentaire de Chimie sia stata largamente anticipata seppure espressa in formula di fede avversa la formula scientifica poichè ciò che ci anima in questi giorni è un possibilità di resuscitare da se stessi per migliorarsi.

L’atmosfera della Pasqua ci permette di respirare, complice la rinascita stagionale della primavera, associato al ciclo giorno notte favorevole, uno spirito sfidante del vedere una possibilità di innovazione, una progettualità che ci proietta nei tempi prossimi che siano le vacanze, le sfide sociali o meglio ancora l’opportunità di dedicarsi a se stessi in termini di salute.

Già il periodo della Quaresima ci insegnava l’importanza delle dieta, del privarsi volontariamente di beni voluttuari per stimolare l’organismo a vivere una scossa che preluda il Resuscitare un individuo od una Comunità che modulerà la propria biochimica al fine di restituire una entità nuova che trattiene la memoria del proprio essere passato.

Infatti le privazioni di nutrimento determinano nell'individuo umano una variazione degli ormoni leptina e grelina che ci permettono l’espressione dello stimolo della sazietà il primo e dell’appetito il secondo.

Dominare le proprie abitudini per un periodo programmato, soprattutto se errate, ci permette di prospettare un nuovo noi finalizzato alla migliore espressione di salute e piacere.

Questa è l’opportunità della Pasqua. Un periodo di controllo volontario di noi stessi in attesa di un appagamento con il resuscitare una nuova versione di noi stessi, in cui consapevolmente ci esercitiamo a conoscerci nel profondo di noi stessi e nelle nostre capacità di esercizio spirituale per comprenderci.

Questo esercizio vitale e vigoroso all’unisono non deve necessariamente essere un esercizio del singolo quanto può e deve essere un esercizio di Comunità per cogliere il migliorare l’esercizio comunitario stesso.

Probabilmente la dieta sociale intesa come privazione di cattive abitudini consolidate quali attualmente attanagliano le funzionalità ordinarie di servizi pubblici quali la Salute pubblica necessitano di diete drastiche e programmate nel tempo per il rilancio di una vitalità di esercizio, una vigoria di slancio funzionale, una gioia partecipativa, una capacità.di comprensione.

"Non avessi visto la luce, sopporterei l’ombra". 

Dott. Francesco Pellegrino
Via G.A. Acquaviva, 39, 81100 Caserta.
E_mail: frankpiglrim@gmail.com
Cell: 348.8910362

Sì al cioccolato, no al 'junk food': le regole per una Pasqua in salute

Sì al cioccolato, no al junk food le regole per una pasqua in salute


di Matilde Scuderi



Pasqua è alle porte e con lei anche quegli strappi alla regola che mettono a dura prova la nostra linea e la nostra salute. Cerchiamo di capire come minimizzare i danni senza sacrificarci troppo con Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, e il provider Ecm 2506 sanità in-formazione, che ci danno una serie di consigli e non rinunciare al grande protagonista di questa festa: l'uovo di cioccolato. Il cioccolato infatti non è necessariamente nemico della linea né tantomeno un pericolo per la salute. Scegliendo il tipo giusto, da consumare in determinate fasce orarie e in giuste quantità, può avere importanti effetti benefici e aiutare persino il dimagrimento. Ecco alcune regole per mangiarlo senza rimorsi:

1) Sì al cioccolato ma bisogna saperlo scegliere:

Le varietà fondenti dal 70 per cento in poi, con poco zucchero aggiunto, aromatizzate all’arancia, al peperoncino, alla cannella, alla vaniglia, con la granella di cacao, sono l’ideale per concedersi un peccato di gola.

2) Buonumore e non solo: tutti i benefici del cioccolato:

La Pasqua coincide spesso con l'arrivo della primavera, che porta con sé cambiamenti umorali, squilibri della serotonina e tanta voglia di dolci, che è compensatoria. Approfittando delle uova pasquali, possiamo trarne il massimo beneficio senza troppe ripercussioni sulla linea: il cioccolato fondente è un’ottima fonte di serotonina, nota come 'ormone del buonumore', e svolge un’importante azione antiossidante.

3) Il cioccolato fa dimagrire, ma all'ora giusta:

Il momento migliore per consumare il cioccolato va dalla mattina al pomeriggio, per avere una sferzata di energia costante, un umore allegro, un boost al metabolismo che può aiutare il dimagrimento.

4) Via libera al cioccolato, con un occhio alla quantità e ai cibi associati:

La quantità ideale deve essere compresa fra i 30 e i 70 grammi, a seconda del proprio metabolismo, del biotipo morfologico e dell’attività fisica svolta. Ricordiamoci anche di non associare cibi troppo ricchi di grassi alla cioccolata perché questa ne contiene a sufficienza, quindi nei giorni delle uova pasquali sarebbe opportuno ridurre l’introito di creme, formaggi, burro, fritti e intingoli, per evitare di assumere nutrienti non utilizzabili che si depositeranno sotto forma di adipe nei punti critici.

5) I rimedi post-abbuffata di cioccolata:

Se si è esagerato durante le feste Pasquali, la scelta meno stressante è ridurre progressivamente il consumo giornaliero di cioccolata. Bisogna conoscere la quantità approssimativa che si sta consumando (alcune persone arrivano a 500-800 grammi senza accorgersene), e diminuire l’assunzione di circa 10-20 grammi ogni giorno, sino ad arrivare a un consumo adeguato. Il tutto aumentando parallelamente l’attività fisica, anche di soli 5-7 minuti al giorno. In questo modo si ridurrà l’introito di nutrienti non necessario, si aumenterà il metabolismo e si potrà beneficiare dell’effetto salutare del cioccolato.

E per quanto riguarda il cestino pasquale per i più piccoli? Anche in questo caso bisogna usare qualche accortezza, ad esempio niente junk food pieno di grassi e zuccheri. Meglio piuttosto un cestino goloso sì, ma anche sano. Anche in questo caso Missori ci dà alcune semplici regole da seguite:

1) Scegliete tanti piccoli ovetti di cioccolata fondente: tanti è meglio di uno e la cioccolata fondente ha meno zucchero ed aiuta a sentirsi meglio ed in forma.

2) Fate le uova marmorizzate: fai bollire le uova in acqua e succo di barbabietola per 5-7 minuti, quando verranno sgusciate saranno marmorizzate e bellissime.

3) Preparate in casa cioccolatini a forma di coniglietti, cuoricini o di qualsiasi forma desideri: basta fondere a bagnomaria le tavolette di cioccolata, aromatizzare a piacere con cocco, scorza d’arancio, cannella e poi versare il cioccolato negli stampi. Far freddare in frigorifero e poi impacchettare.

4) Fate sacchettini con la frutta secca, i semi oleosi, superfoods: semi di girasole, semi di zucca, semi di lino, mandorle, noci, anacardi, bacche di goji renderanno allegro e sano il cestino.

5) Riempite i cestini con regalini utili ma divertenti scelti in base all’età del ricevente: pacchetti di semi e attrezzi da giardinaggio a misura di bambino per iniziare a coltivare e sviluppare un rapporto con la natura, semi da far germogliare, colori per disegnare, album da disegno, calzini anti-scivolo (ai bambini piace e fa bene camminare scalzi, ma anche agli adulti), biglietti per il cinema, cosmetici monouso, libri, un cappello, fermagli per i capelli e tutto ciò che ti viene in mente.

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Quella volta che Renzi al mare... "Io so chi è la tua amante". La minaccia: c'entrano i servizi

Servizi segreti, la storia di Renzi al mare e dello 007 alla porta del cronista



Si è parlato molto del possibile ruolo dei servizi segreti nell'inchiesta Consip, dopo la scoperta che un ufficiale del Noe, Giampaolo Scafarto aveva dichiarato il falso a proposito di una intercettazione che riguarda il padre dell'ex premier Matteo Renzi, Tiziano.

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E di servizi segreti ha scritto ieri il direttore del Quotidiano Nazionale Andrea Cangini. Racconta, agganciandosi poi alla vicenda Consip, di un episodio avvenuto durante la prima estate di Renzi presidente del Consiglio. L'allora premier - scrive Cangini- "aveva preso una camera in un bell'albergo sul mare per trascorrere qualche giorno di vacanza con la famiglia. Cercava riposo e riservatezza, ma un cronista prese camera vicino a lui per scrivere qualche articolo di colore sulla first family in vacanza. Il giorno dopo l'uscita del primo articolo alla porta del cronista bussò un uomo che, qualificandosi come agente dei servizi segreti, con tono convincente inanellò tre affermazioni in un'unica breve frase: "So chi sei, so chi è tua moglie, so chi è la tua amante". Il giornalista capì l'antifona e fece la valigia.

Torna a casa da scuola, 15 enne aggredita da due nigeriani Il padre: "Se solo fossi stato lì io.."

Ragazzina torna a casa da scuola: aggredita da due profughi nigeriani



Una ragazzina di 15 anni di Rottanova di Cavarzere, Venezia, ha raccontato di aver subito un'aggressione da parte di due giovani di colore, probabilmente nigeriani, mentre tornava a casa da scuola. Come riportano i quotidiani locali, la giovane si trovava in bicicletta in una zona poco abitata, lungo l'argine dell'Adige, quando si è vista avvicinare dai ragazzi, che le hanno rivolto alcune parole incomprensibili in inglese, per poi strattonarla brutalmente, facendole perdere l'equilibrio e facendola perciò cadere a terra. Nessun tentativo di borseggio o di violenza sessuale, ma la quindicenne è tornata a casa in lacrime, con il giubbotto lacerato e la voce mozzata dallo spavento: "Mi hanno aggredita, sono scappata".

Il padre ha cercato subito il sindaco per raccontargli la vicenda e ha sporto denuncia ai carabinieri. Vuole adesso far chiarezza sull'accaduto e arrivare all'identità degli aggressori, forse profughi provenienti da una delle due basi vicine, Conetta e Bagnoli. Queste le parole dell'uomo: "Se fossi riuscito a raggiungerli ora non sarei qui. Non so cosa avrei fatto ma queste persone evidentemente non sanno cosa vuol dire per un genitore vedere la propria figlia in lacrime".

L'appoggio della Lega Nord alla famiglia si è fatto sentire, in seguito alla rapida diffusione della notizia, e l'intenzione del partito sarebbe quella di indire una manifestazione di protesta nei prossimi giorni.

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QUELLO CHE ANCORA NON SAPEVAMO "Grazie Silvio, ma ora tutti devono sapere che..." La bomba di Moggi sul Cav: cosa rivela, dopo anni

Moggi a Berlusconi: "Grazie di tutto, anche se tu potevi salvarmi da Calciopoli"


di Luciano Moggi



Trentun’anni fa un giovane imprenditore prendeva in mano il Milan. Quel giovane si chiamava Silvio Berlusconi, rivelatosi poi testa pensante di eccezionale levatura: sicuramente milanista, aveva però intravisto nella squadra il mezzo per una scalata politica, se solo fosse riuscito a rimettere in corsa il claudicante Diavolo preso da Farina. È riuscito in tutto e per tanto tempo è stato il number one nel calcio e nella politica. Fatto risorgere il Milan dalle macerie, l’ha rilanciato nell’immagine fino a diventare uno dei club più apprezzati al mondo. Ha vinto campionati e Champions, arrivava in ritiro con l’elicottero, per comodità ma soprattutto perché i media scrivessero di lui e della sua squadra. Parlava forse troppo con gli allenatori, esprimendo spesso concetti non condivisi, li criticava anche pubblicamente: era però una tattica, la sanno usare solo le persone carismatiche per spronare i dipendenti a far bene.

Chi vi scrive l’ha conosciuto come rivale ma anche come possibile proprietario: mi aveva infatti offerto la possibilità di dirigere il Milan. Ricordo il tempo trascorso a Palazzo Grazioli nel giorno in cui bisticciava politicamente con Follini, i suoi modi garbati e accattivanti per convincermi a cambiare casacca. Mi svelò che la Figc possedeva alcune mie intercettazioni prive però di qualsiasi valenza penale, di cui erano a conoscenza anche Galliani (allora vicepresidente del Milan e presidente della Lega Calcio), Carraro (allora presidente Figc), il generale Pappa, capo Ufficio inchieste della Figc. Furono proprio quelle intercettazioni a esplodere sui media qualche giorno dopo la mia chiacchierata di Palazzo Grazioli, magari per mano di qualche non meglio identificato tifoso (?) milanista meno forte in quel momento.

Nell’occasione mi fece dono di un libro sulla sua vita, «Berlusconi ti odio», scritto da chi ha sempre cercato notorietà sparlando di chi invece l’ha raggiunta facendosi da solo e dal niente. L’ho ringraziato e lo ringrazio per la stima nei miei confronti, magari gli riservo una critica per quello che non ha fatto all’esplosione di Calciopoli: sapeva che sarebbero stati penalizzati degli innocenti, evidentemente anche per lui era prioritaro abbattere il dominio juventino. Oggi è il giorno del suo commiato e dell’ingresso della nuova dirigenza. È cinese la proprietà, quel Li Yonghong rappresentante di un popolo che si è catapultato nel mondo calciofilo per il desiderio del Governo di Pechino di far decollare questo sport in Cina: vedi Suning all’Inter. Peccato che il primo derby cinese della storia metta di fronte Inter e Milan sì per la supremazia cittadina, ma forse solo per un posto in Europa League.

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La Juve, dopo aver demolito il Barça, farà visità al Pescara ultimo. Superfluo indicare il favorito. Roma e Napoli lasciano intravedere i segni di una forma in crescendo per una lotta al 2° posto che si protrarrà sino alla fine: ma occhio che all’Olimpico sbarca l’Atalanta pur senza Gomez, mentre al San Paolo c’è l’Udinese. Sembra intanto riaperta la lotta per non retrocedere. Il Crotone, dopo la vittoria sonante sull’Inter, farà visita al Toro e la carta non gli concede tante speranze, a meno che l’Empoli non decida di “aspettarlo”, visto che sarà impegnato al Franchi contro la Fiorentina. Buona Pasqua a tutti i nostri lettori.