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giovedì 2 marzo 2017

Furto ai disabili, soldi anche ai morti: l'ultimo scandalo della Regione siciliana

Sicilia, aiuti ai disabili: anche i morti godono di assistenza



In Sicilia i morti possono godere di assistenza 24 ore su 24. È quanto emerge da un rapporto dell'Asp, l'azienda sanitaria di Palermo. Il governatore Rosario Crocetta aveva chiesto la verifica dei dati dei tabulati sul numero dei disabili gravissimi, dati in possesso dell'assessorato alla Famiglia. Le liste sono state compilate dalle informazioni fornite dai 55 distretti socio-sanitari dei Comuni.

E così si scopre, per esempio, che nel distretto di Misilmei ci sono più disabili che in tutto il Piemonte. Ma di questi 110, soltanto 47 sono disabili gravissimi e 15 invece sono deceduti. L'Asp, in buona sostanza, conferma i sospetti su anomalie e numeri gonfiati.

Dunque Partinico, dove i disabili gravissimi reali sono 56 e non 151. L'Asp fa sapere che valuterà i casi degli esclusi - entro 15 giorni nel distretto di Misilmeri ed entro 21 giorni in quello di Partinico - "al fine di non incorrere in errori di valutazione dovuti sia alla vetustà della documentazione presentata sia alla eventuale comparsa di un aggravamento della disabilità che nell'ultimo anno potrebbe aver fatto assumere lo status di disabilità gravissima".

Crolla tutto, voce (pazzesca) sulla Rai Dago: "Chi sta per dimettersi" / Guarda

Dagospia, Rai: Antonio Campo Dall'Orto pensa alle dimissioni




Tempesta perfetta sulla Rai. Ancora. In primis la lettera di Monica Maggioni, che ha tacciato di "populismo" chi si scaglia contro gli stipendi dei vertici di Viale Mazzini (e dunque contro il suo, di stipendio, lei che è la direttrice della Rai). Dunque, sul Corriere della Sera, le bordate del sottosegretario Antonello Giacomelli, che picchia duro proprio contro i vertici: dito puntato proprio contro i ritardi sul tetto agli stipendi, sulle troppe assunzioni esterne e sul piano di informazione, che non è mai arrivato. E in questo contesto è Dagospia a sganciare la bomba. Lo fa in nel titolo dell'articolo in cui dà conto di tutto ciò che avete appena letto: "Poltrone roventi a Viale Mazzini. Camposanto Dall'Orto pensa alle dimissioni". Il direttore generale voluto da Matteo Renzi, Antonio Campo Dall'Orto, travolto dalle polemiche starebbe insomma pensando di mollare il vertice di Viale Mazzini.

Il "trucco" per far saltare la Brexit:  il siluro dei Lord contro Theresa May

La camera dei Lord contro il governo May: "Garantire i diritti dei cittadini Ue"



Come previsto la House of Lord ha sfidato il premier conservatore Theresa May sulla Brexit approvando un emendamento che prevede garanzie per i cittadini Ue che vivono già nel Regno Unito. Una mossa che avrà il solo obiettivo di ritardare l’avvio della procedura prevista dall’articolo 50 del trattato di Lisbona per l’uscita di Londra dall'Unione europea. Il testo dovrà tornare ora ai Comuni che avranno comunque l’ultima parola anche se dovesse continuare il disaccordo con i Lord in quanto tra le due assemblee prevale quella elettiva.

La House of Lord, la più pletorica assemblea parlamentare del mondo con 805 componenti (la quasi totalità finanziatori e benemeriti dei partiti, alcuni britannici illustri, 26 vescovi della Chiesa d’Inghilterra e solo 92 di antico sangue blu), ha votato con 358 voti a favore e 256 contrari a favore dell’emendamento che richiede al governo di proteggere i diritti degli oltre 3 milioni di cittadini europei dopo che la Gran Bretagna avrà lasciato l'Unione europea.


Lo stipendio (mostruoso) di Marchionne Quanto incassa nel 2016: cifra da record

Fca, Sergio Marchionne incassa 10,6 milioni nel 2016




La bellezza di chiamarsi Sergio Marchionne. Nel 2016 l'ad di Fiat Chrysler ha guadagnato 10,6 milioni di euro, mentre il presidente del gruppo, John Elkann, ha ricevuto una "paghetta" paria a 2,4 milioni. È ciò che emerge dal report annuale depositato da Fca presso la Sec statunitense, report ripreso dal Fatto Quotidiano. Marchionne ha incassato un salario di 3,6 milioni di euro e un incentivo annuale di 6,1 milioni, oltre ad altri 917mila euro di compensi.

"Chi è la Madonna di Medjugorje": bomba del vescovo, fedeli nel caos

Medjugorje, il vescovo Peric: "Quella che appare non è la Madonna"



Una nuova, e veemente, polemica sulla veridicità delle apparizioni della Madonna a Medjugorje. Ad innescarla è monsignor Ratco Peric, il vescovo di Mostar, il Paese bosniaco a pochi chilometri dalla meta di pellegrinaggio, il quale ha affermato con parole durissime che a Medjugorje non è mai apparsa la Madonna. Parole tostissime, dall'impatto devastante per le migliaia di fedeli che ogni anno raggiungono la Bosnia Herzegovina per il pellegrinaggio.

Il vescovo ha usato parole dure e inaspettate: "La Madonna non è apparsa a Medjugorje, non si tratta di vere apparizioni. Quella figura femminile ride in maniera strana e permette ad alcuni di toccare il suo corpo". Monsignor Peric ha spiegato che quella apparsa è in realtà una 'figura ambigua': "La figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla vera Madonna: ride in maniera strana; a certe domande scompare e poi di nuovo ritorna, 'obbedisce' ai veggenti e al parroco che la fanno scendere dal colle in chiesa sebbene controvoglia. Permette ad alcuni presenti di calpestare il suo velo steso per terra, di toccare la sua veste e il suo corpo. Questa non è la Madonna evangelica".

Gli Indispensabili Mutti.


Scopri tutte le differenze. 
Alle parole del vescovo ha replicato Paolo Brosio, che a Medjugorje ebbe un'illuminazione (di cui ha recentemente dato conto anche in un'intervista a Libero). Il giornalista non ha nascosto la sua contrarietà alle parole di Ratco Peric: "È chiaramente l'inizio di una guerra. È un attacco a orologeria per colpire l'arrivo dell'inviato del Papa (monsignor Henryk Hoser, recentemente mandato dal Pontefice in Bosnia per fare chiarezza sulle apparizioni, ndr); qui a Medjugorje sono tutti sgomenti, dai frati ai veggenti, che purtroppo sono ormai abituati da anni agli sputi del vescovo di Mostar". 

mercoledì 1 marzo 2017

"Cosa c'è nella testa dei preti pedofili e perché non possono mai guarire"

Preti pedofili, la parola all'esperto: "Vi dico perché non possono guarire"




"I preti pedofili vanno curati, nel caso rimossi o comunque allontanati dai bambini, mai parcheggiati". A parlare al Giorno è il dottor Cosimo Schinaia, autore del libro Pedofilia Pedofilie. La psicoanalisi e il mondo del pedofilo diventato un cult nel mondo e tra i massimi esperti di patologie sessuali. Nella sua carriera trentennale ha avuto spesso a che fare con preti e frati pedofili, ma "che non hanno messo in pratica le loro fantasie. Queste persone avevano un livello di sofferenza talmente elevato da permettere loro di rivolgersi autonomamente a me per approfondire e superare quest'attrazione nei confronti dei bambini". Erano tormentati da una angoscia "che si accompagnava al terrore non tanto di essere scoperti quanto piuttosto di far del male ai piccoli che desideravano sessualmente".

Nel pedofilo, spiega il dottor Schinaia, "il bambino è un soggetto gaudente che non desidera altro se non di essere soddisfatto dall'adulto a livello sessuale". Negli uomini religiosi c'è questa visione distorta, cui si aggiunge un altro elemento disturbante: "Colpisce in queste persone una certa discrepanza fra l'origine socio-culturale spesso modesta e il ruolo, non certo umile, che sono chiamate a ricoprire avviandosi al sacerdozio. Ciò può generare l'assunzione di un'identità posticcia che maschera un senso d'inadeguatezza e altre fragilità". Spesso la formazione sacerdotale ricevuta in seminario non aiuta: "Porta a un'immagine idealizzata del proprio ruolo paterno tale da forgiare soggetti al di sopra della figura del padre reale dei ragazzi da formare".

Che fine fanno i preti che hanno avuto fantasie sessuali su bambini? "Nei casi di pedofilia non uso mai il termine guarigione... Diciamo che si è arrivati, attraverso anche un lavoro centrato sulla loro storia e sui rapporti con le famiglie d'origine, a un'elaborazione sufficientemente buona delle ragioni che li spingevano a essere attratti dai bimbi". Chi ha tenuto le sue pulsioni al livello di fantasie può tornare al suo ruolo, magari non a contatto con dei minori. "Chi ha perpetrato atti di pedofilia, invece, andrà curato - conclude il professore -, dovrà rispondere penalmente dei suoi comportamenti. La malattia non inficia di per sé la capacità d'intendere e volere. Qualsiasi prete pedofilo va curato e non parcheggiato". Il riferimento è alle strutture religiose in cui "si rischia un eccesso di identificazione che snaturerebbe gli intenti terapeutici".

BOCCHINO NEI GUAI I carabinieri a casa sua: l'inchiesta sul big di Fini

Consip, dopo Romeo coinvolto anche Italo Bocchino: perquisita la sua casa




Carabinieri e Guardia di Finanza stanno perquisendo l'abitazione romana di Italo Bocchino, ex parlamentare di Alleanza Nazionale e Futuro e Libertà coinvolto nell'inchiesta che ha portato mercoledì mattina all'arresto dell'imprenditore Alfredo Romeo per corruzione. Perquisita anche la casa di un imprenditore toscano. A Romeo sarebbero stati sequestrati anche 100mila euro frutto della corruzione a un dirigente della Consip. Bocchino è stato descritto dagli inquirenti come "collaboratore" di Romeo.