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giovedì 15 dicembre 2016

Regione Campania, Voto di scambio, De Luca è indagato

Vincenzo De Luca indagato: "Istigazione al voto di scambio" al referendum



Indagato per una frittura di pesce: anche questa è la giustizia italiana. Arriva a una svolta la vicenda che ha visto coinvolto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca durante la campagna elettorale per il referendum sulla riforma costituzionale. La Procura di Napoli, che già aveva aperto un fascicolo senza ipotesi di reato sull'incontro tra De Luca e circa 300 tra sindaci e amministratori del Partito democratico in Campania, ipotizza ora l’istigazione al voto di scambio.

L’introduzione dell’ipotesi di reato permetterà ai magistrati napoletani accertamenti più approfonditi. Già ieri, riportano organi di stampa, è stato ascoltato il portavoce del governatore campano, il giornalista Paolo Russo, presente alla riunione di De Luca con gli amministratori Pd campani all’Hotel Ramada lo scorso 15 novembre. Nel corso del suo monologo di circa 25 minuti, pubblicato integralmente pochi giorni dopo sul sito de Il Fatto quotidiano, De Luca invitava gli amministratori Pd a impegnarsi per la vittoria del sì al referendum, anche al costo di "offrire una frittura di pesce", appunto.

A fare scalpore è stato in particolare il passaggio in cui De Luca mostra come esempio di "clientela fatta come Cristo comanda" il sindaco di Agropoli (Salerno), Franco Alfieri, invitandolo a a offrire la pluricitata "frittura" o a portare "sugli yacht" gli elettori in cambio del loro voto. Una "battuta goliardica", l’ha definita ieri De Luca in Consiglio regionale della Campania, dove si è discussa una mozione di sfiducia presentata dall'opposizione di centrodestra, poi respinta dall'aula.

mercoledì 14 dicembre 2016

Napoli, alla mostra d’oltremare ecco “IMMENSIVE”: applicazioni in realtà virtuale immersiva e realtà aumentata

Presentazione allo Smau di Napoli, 15-16 dicembre 2016




NAPOLI - Giovedì 15 e Venerdì 16 Dicembre sarà presentato allo Smau il pacchetto servizi ideato per semplificare i processi produttivi di aziende e studi di progettazione contribuendo all’avanzamento tecnologico degli stessi alla Mostra D’Oltremare a Napoli, Padiglione 6 stand XX, in occasione dell’evento di riferimento nei settori dell’Innovazione Digitale per imprese ed enti locali. “Immensive” offre l’ingresso omaggio allo Smau scaricando l’invito sul sito: www.immensive.it. Dunque a pochi mesi dalla sua costituzione, preceduta da anni di ricerca e aggiornamento tecnico/tecnologico da parte dei soci fondatori, Immensive giunge all’importante tappa di Smau Napoli, essendo stata selezionata tra le Startup attive sul territorio campano. ll pacchetto servizi pensato principalmente per il mondo dei progettisti, del mercato immobiliare e del marketing. La Realtà Virtuale permette di immergersi completamente all’interno di un progetto provando un totale senso di distacco dal mondo reale. Questa tecnologia consente ai progettisti in primis di condurre una progettazione integrata, che tiene conto di una comprensione dello spazio in maniera multisensoriale, dove tutti gli stimoli sono coinvolti. In pratica la ricostruzione perfetta di quello che avviene nel mondo reale. La forza dello strumento di far rivivere emozioni reali in ambienti virtuali infatti è tale da configurarlo oggi come un efficace mezzo di comunicazione e di marketing: trasferire qualcosa di intrasportabile in giro per il mondo, intercettando i clienti nei siti più strategici. Questo concetto è alla base di un nuovo modo di fare marketing. Che sia di un immobile o di un prodotto, la chiave del marketing moderno è quella di fidelizzare un possibile cliente facendogli vivere un’esperienza che possa rimanergli in mente, presentando al contempo il proprio brand e il prodotto da vendere. A tal fine l’esperienza virtuale immersiva oggi si pone come il principale strumento capace di attrarre clienti, combinando un’esperienza emotiva alla comunicazione del prodotto. “Smau è il contesto ideale per promuovere la tecnologia IVR, mostrandone l’efficacia del suo utilizzo anche in settori apparentemente lontani. La molteplicità dei temi di esposizione affrontati durante questo evento si coniuga appieno con la trasversalità dello strumento e la sua capacità di inserirsi in contesti anche molto differenti tra loro, ma in ogni caso ovunque c’è qualcosa da comunicare e da presentare”, spiega Francesco Sorrentino, amministratore di Immensive. Immensive è una Start Up fondata nel 2016 con l’obiettivo di semplificare processi produttivi di aziende e studi di progettazione attraverso lo sviluppo di soluzioni di Realtà Virtuale Immersiva disegnate sulle esigenze e per il business del cliente. Immensive nasce dall’unione tra background tecnico/scientifico e maturate esperienze in campo di rendering e modellazione 3D. Questo connubio è tale da garantire all’interno delle esperienze virtuali costruzioni di stimoli acustico/visivo partendo dalle leggi fisiche che ne sono alla base, dando la possibilità di utilizzare lo strumento non solo come un visualizzatore, ma come un vero e proprio simulatore del progetto o del prodotto  presentato. Attivo il sito web www.immensive.it per ulteriori informazioni

Aversa, presentato il “FUGA”

Una vera oasi di sapori, relax e benessere
L’evento moderato dal giornalista de “Il Mattino” Franco Buononato




di Alessandro Buononato




AVERSA -  Fari puntati sulla “nascita” del “Fuga”. Una location che sposa l’arte, la cultura e il cibo, primario elemento di identità sociale.  Questa in sintesi la filosofia della nuova oasi di sapori, relax e benessere che aprirà nei prossimi gioorni, in viale Kennedy 151: “Fuga”.  Un progetto ambizioso, che vuole, secondo l'ideatore Marcello Gervasio, conquistare la leadership in territorio dove il mercato non offre alternative per un particolare target. La ricetta è semplice, ma con ingredienti di grande qualità: l’estro di un autorevole architetto, la fantasia di un coraggioso imprenditore dell'entertainment e il knowhow di un rinomato operatore di pasticceria. Insomma davvero un mixage di esperienza e passione che verrà messa a disposizione dell’intero territorio. Il tempio dei sapori e della cultura si è fatto conoscere lunedì 12 dicembre, con un cerimoniale di presentazione presso l’Hotel Max, al quale hanno partecipato, oltre a giornalisti ed inviati di quotidiani e riviste, vari rappresentanti delle istituzioni e del mondo professionale dell’Agro Aversano e la presidente provinciale di Caserta dell’Unicef, Emilia Narciso. A fare gli onori di casa, alla presenza del sindaco Enrico De Cristoforo e altre personalità della politica, della cultura e dell'arte del territorio, il poker che ha scommesso sul progetto: l’architetto Mario Sorrentino, l’imprenditore Marcello Gervasio, il costruttore Tommaso Frascogna e il pasticciere Massimiliano Ciccarelli. Durante la serata, moderata dal giornalista e capo dei servizi de Il Mattino Franco Buononato, è stato lanciato l’importante ed interessante progetto, che decollerà con l’apertura dei locali durante il periodo natalizio (prevista per il giorno 23 dicembre).  Il percorso che ha portato all’ideazione del “Fuga” è  stato sintetizzato dai protagonisti.  Un’esperienza aziendale di oltre mezzo secolo nel settore dolciario e la riconosciuta vocazione alle pubbliche relazioni  rispettivamente riconosciute ai due principali protagonisti sono le fondamenta per il nuovo locale, ma sono in serbo sorprese, con un occhio di riguardo alla clientela giovanile. Dalla colazione al pranzo all’apericena. “Ambiente disegnato e progettato per offrire il massimo relax e confort al cliente, diversificando il momento della colazione, del pranzo e della cena” dice l’architetto Sorrentino. Una coraggiosa scommessa per la compagine del Fuga: realizzare un rifugio dalla vita quotidiana, per fare incontri piacevoli, un posto che sia lontano dall'inutile e dannoso caos, un luogo  in cui regna il relax, il buon gusto e la buona cucina. Chi intende scappare dalla routine quotidiana può rifugiarsi in quest'oasi con un gustoso aperitivo, piacevoli amicizie e, nelle risate con un amico. Lo stress è ben lontano da qui, dove regnano sapori, relax e benessere. Dunque non resta che “provare per credere”.  

Renzi: "L'80 per cento dei deputati Pd..." La frase rubata svela l'orrore sul voto

Renzi : l'80 per cento dei deputati Pd... La frase rubata svela l'orrore sul voto



Matteo Renzi da Pontassieve si è fatto raccontare al telefono la giornata di fiducia al governo Gentiloni. Riporta Repubblica in un retroscena che l'ex premier ha sentito un paio di deputati amici ed è stato ragguagliato sui commenti critici riguardo la conferma di Maria Elena Boschi, Luca Lotti e Angelino Alfano. "Ma il problema non sono loro", spiega Renzi, "la Boschi ora sparisce: niente interviste, niente televisione. Il problema è la durata del governo. O si vota a giugno o si vota a febbraio del 2018. Io non spingo per una soluzione preordinata".

Ma andare al voto a febbraio 2018 è molto rischioso per chi punta alla rivincita e soprattutto per chi teme la marea cinque stelle. "Se non votiamo a giugno, avremo due rogne grandi così", ragiona Renzi. Una appunto sarebbe la campagna furibonda sui parlamentari attaccati alla poltrona per prendere il vitalizio che scatta a settembre, l'altra è lo svolgimento del referendum sul Jobs act. Ma dalla Camera fanno sapere che le ultime percentuali di dem favorevoli ad arrivare alla fine della legislatura sono altissime: l'80 per cento... 

Per la Raggi è finita, Grillo la ribalta Quando e in che modo se ne libera

Per Raggi è finita, Grillo pronto a ribaltarla: come e quando se ne libera


di Brunella Bolloli



Dimissioni a notte fonda, tra le lacrime, per l'assessore all'Ambiente del Comune di Roma Paola Muraro, indagata per reati ambientali: è stata la donna più attaccata della giunta, il bersaglio preferito delle opposizioni, anche se Virginia Raggi la considerava intoccabile. Fino a ieri quando, fiutata la tempesta mediatica che si sarebbe abbattuta sul Campidoglio e l'ira funesta del leader M5S Beppe Grillo (che oggi piomba a Roma per serrare i ranghi), la sindaca ha accettato le dimissioni della sua tecnica dei rifiuti e si è assunta le deleghe. Non ha revocato l'incarico, sia chiaro.

E il Pd è insorto. Sarà un interim breve, tuttavia, perché il Comune non può permettersi altri passi falsi e perché l'ambiente è sempre stato uno dei cavalli di battaglia dei Cinquestelle. Raggi, inoltre, ha già perso abbastanza pezzi da quando si è insediata sette mesi fa. Ora è in bilico pure il Dg di Ama, Stefano Bina, e metà Movimento ce l'ha con lei: «Ora sono cavoli suoi», dicono a microfoni spenti.

Nessuno, a parte Virginia, chiederà alla Muraro di ripensarci. In fin dei conti è stata la fine di un'agonia. Da quando è diventata assessore, più che affrontare il tema della pulizia di Roma è stato un fiorire di polemiche, compreso il frigogate e cioè il pasticcio dei rifiuti ingombranti, per non parlare del milione di euro incassato per le sue consulenze in Ama, che secondo i pm erano veri incarichi dirigenziali. Sotto accusa anche le telefonate con Salvatore Buzzi.

L'avviso di garanzia, spiegano i legali, è stato notificato all'assessora il 7 dicembre, il 21 sarà interrogata. Ci sono cinque capi d'imputazione nell'atto firmato dai pm Michele Prestipino, Paolo Ielo e Alberto Galanti e fanno tutti riferimento al periodo in cui Muraro era consulente. S'ipotizza una violazione dell'articolo 256 comma 4 della legge 2006 sui reati ambientali in concorso con altri quattro responsabili di singoli apparati degli impianti Tmb di Rocca Cencia e di via Salaria. La «Muraro ha operato una gestione dei rifiuti in violazione delle prescrizioni delle autorizzazioni riguardanti la gestione degli impianti stessi per quanto riguarda le percentuali di trasformazione in Cdr, fos e scarti di lavorazione».

I dati, per l'accusa, rivelano troppe discrasie. Non solo. All'ex assessora viene contestata una «gestione non autorizzata di rifiuti speciali» e operazioni di smaltimento, recupero e termovalorizzazione non autorizzati. E se per l'accusa di abuso d'ufficio si va verso l'archiviazione, con le altre violazioni la sua posizione si è aggravata. «Sono estranea ai fatti», si difende lei. Ma il vertice M5S l'ha già scaricata.

Clamoroso retroscena su Mattarella Ecco perché ha voluto Alfano agli Esteri

Clamoroso retroscena su Mattarella: ecco perché ha voluto Alfano agli Esteri



Perché Angelino Alfano è passato dal Viminale alla Farnesina è una domanda che molti si fanno. Ironie a parte sul suo inglese maccheronico il leader del Nuovo centrodestra, riporta il Giornale in un retroscena, è diventato ministro degli Esteri non per la conoscenza delle lingue, appunto, non per volere di Matteo Renzi o Paolo Gentiloni ma grazie al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Facciamo un passo indietro. Alfano ha detto sulla durata della legislatura che "ci affidiamo alla saggezza di Mattarella", ergo si andrà al voto quando deciderà il Quirinale. Queste buone intenzioni sono state apprezzate dal presidente della Repubblica che lo ha quindi accontentato. Del resto da un po' di tempo aveva voglia di cambiare ministero, per varie ragioni: innanzitutto gli Esteri sono un dicastero prestigioso, in secondo luogo il Viminale tiene in mano la patata bollente del problema immigrazione e della sicurezza.  

FINI: "SONO STATO UN COGLIONE" Da godere: ammette le sue colpe

Casa Montecarlo, Gianfranco Fini: "Sono stato un coglione"



La casa di Montecarlo, una storia che pare infinita. E ora l'ultima chicca, rivelata dal Fatto Quotidiano: il famoso immobile che ha trascinato agli inferi Gianfranco Fini, secondo la magistratura era addirittura della moglie del sub di Giannutri, di Elisabetta Tulliani. E lo stesso Fatto coglie l'occasione per intervistare lo stesso Fini. Quando gli chiedono se ha sentito che la casa secondo i giudici sarebbe di sua moglie, risponde: "Lei dice? Addirittura è di mia moglie, nemmeno del fratello Giancarlo, è sicuro?". Dunque gli spiegano cosa sostengono in procura, e lui risponde: "Che devo dire (ride nervosamente, ndr), sono notizie delle quali non ero minimamente a conoscenza. Sono davanti a un bivio: o sono stato talmente fesso oppure ho mentito volutamente. In cuor mio so qual è la verità e non pretendo di essere creduto ma per me questo è un dramma famigliare".

Dunque Fini afferma di non averne parlato con la moglie. E ancora, l'intervistatore gli espone i dettagli della vicenda e poi chiede se davvero credeva ai Tulliani: "Giancarlo Tulliani - riprende Fini - mi disse che l'appartamento non era di proprietà e io dissi che se fosse stata di sua proprietà mi sarei dimesso. Gli ho creduto sì". E ancora, viene incalzato: da segretario di An ha venduto una casa del partito alla società di sua moglie. Non pensa di dover chiedere scusa? "Se l'avessi saputo - risponde Fini - non l'avrei venduta. Secondo lei è piacevole a 65 ammettere di essere un coglione?". E infine, quando gli chiedono cosa vorrebbe dire ai vecchi militanti del Msi e di An, Fini conclude: "Che sto soffrendo quanto loro e sono stato un coglione, ma non sono mai stato un corrotto".