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lunedì 23 maggio 2016

Rivelazione bomba sui sondaggi: la frase che cambia tutti i risultati

L’esperto Pd rivela: i sondaggi di Roma costano poco, sono falsi


di Franco Bechis



Dopo avere letto l’ultima rilevazione sul comune di Roma che attribuiva più o meno ad alcuni candidati a poche ore da alcune loro affermazioni pubbliche, il deputato Pd Giacomo Portas (fondatore del movimento dei Moderati) nel cortile di Montecitorio è esploso: “Balle. Tutte balle”. E davanti a colleghi di partito si è lanciato un una lezione sui sondaggi. Lui è un tecnico, che prima di gettarsi in politica faceva proprio quel mestiere.

Utile starlo a sentire: “E’ impossibile fare sondaggi attendibili a poche ore da un fatto o da una dichiarazione. E poi da quel che mi risulta ormai si spendono spiccioli per ottenere quelle rilevazioni, che quindi sono fatte generalmente alla viva il parroco”. Secondo Portas per avere un sondaggio attendibile bisogna invece spendere molti soldi: “il costo minimo è almeno 40 mila euro a rilevazione. Per avere risposte attendibili bisogna fare una domanda e almeno altre sei o sette di verifica sulla veridicità della risposta. In quel modo la maggioranza di quelle ottenute si deve buttare via”.

“Faccio un esempio”, continua Portas, “tizio mi dice chi vota al comune di Roma. Gli chiedo chi aveva votato nel 2008, e lui mi risponde di avere votato 5 stelle, che non si erano presentati. La sua risposta è inattendibile, e va buttata via. Caio invece mi risponde che voterà Pd. Gli chiedo chi è il segretario del Pd, e non lo sa. Quindi mi ha detto una bugia prima. Via anche questa. Bisogna scremare molto, perché al telefono gli italiani sono bugiardi patentati. Ma scremare costa, e nessuno spende più. Risultato: non credete ai sondaggi, perché dicono balle”. Le diranno pure, ma il rischio è che quei risultati per quanto falsi diventino dopo un po’ più veri, perché orientano l’elettorato.

domenica 22 maggio 2016

SEMPRE E SOLO JUVE Il Milan è quasi perfetto, Morata lo manda all'inferno

Coppa Italia, la Juve vince ai supplementari: Morata frega un Milan quasi perfetto


di Claudio Brigliadori
@Piadinamilanese



La Juventus vince la Coppa Italia, al Milan non bastano 120' di orgoglio e cuore: finisce 1-0 ai supplementari, mister Allegri deve ringraziare il probabile partente Morata mentre Brocchi si congeda quasi nel migliore dei modi, perché le imprese stile Leicester accadono raramente, mai due volte in un mese. La Signora centra la vittoria numero 11, sofferta e forse ancora più gustosa a coronare l'ennesima doppietta. Per il Diavolo letteralmente rigenerato è invece difficile capire se si tratti di un punto di partenza, di arrivo o di semplice episodio. Alla fine il verdetto è impietoso: terzo anno di fila fuori dalle coppe europee, in Europa League ci va il Sassuolo.

Milan senza paura - Brocchi sceglie il 4-3-3 che nei fatti è un 4-5-1, con i terzini Calabria e De Sciglio in frequenti incursioni offensive, Montolivo e Kucka solido duo davanti alla difesa e Poli il più portato agli inserimenti centrali. Davanti Bonaventura a sinistra e Honda a destra cuciono le manovre ma Bacca, unica punta, riceve comunque pochi palloni. La Juve con l'ormai classico 3-5-2 ha un centrocampo quasi inedito, con Lemina e Hernanes al posto degli indisponibili Khedira e Marchisio. Sono proprio loro a soffrire di più, con Pogba ingabbiato e le due punte Dybala e Mandzukic troppo isolate. Il Milan fa il massimo, forse la miglior partita della stagione per corsa, determinazione e attenzione. La qualità non è eccelsa, ma basta per creare una manciata di occasioni buone (con Bonaventura e Poli, soprattutto) es sprecarle. Allegri nel secondo tempo non cambia la squadra, ma la mentalità dei campioni d'Italia è diversa: più aggressività, baricentro più alto anche perché il Milan con il passare dei minuti comincia ad avere il fiato corto. Il coraggio però c'è: niente barricate, Donnarumma è bravo in due occasioni ma i rossoneri non perdono mai la calma. A 5' dalla fine Brocchi mette Niang al posto di Poli, cambio non banale anche se di fatto il francese (assente da quasi 2 mesi per l'incidente d'auto) va spesso a fare legna a centrocampo sulla sinistra, permettendo a Bonaventura di accentrarsi di più. 

Morata-gol, decide la panca - Il francese non brilla, ma il Diavolo regge anche ai supplementari. Due palle gol: Montolivo sbaglia l'unica palla della serata, Mandzukic serve Pogba che al limite colpisce di destro, preciso ma non potentissimo, e Donnarumma devia. Dall'altra parte la Juve pasticcia in area e Bacca sfiora il gol dell'anno in rovesciata. Escono Hernanes e Montolivo (sfinito), dentro Morata e Josè Mauri, e anche questo illustra il "miracolo" di Brocchi, che quasi senza alternative fa soffrire una Juve che si permette di tenere in panca lo spagnolo, Cuadrado e Alex Sandro. E alla prima palla è proprio Morata a castigare il Milan, sbilanciato: cross in contropiede di Cuadrado, destro al volo dell'ex Real (e futuro?) e Donnarumma battuto. I rossoneri non ne hanno più, reclamano un rigore su Honda, gli animi si accendono (quasi rissa tra Morata e Mauri), Neto trema solo su un destro dal limite di Mauri. Restano i rimpianti: per questa sera e per quanto buttato via durante tutta questa stagione. 

Bersani spiazza tutti, la frase su Renzi Il Pd è sconvolto, non se l'aspettava

Bersani a sorpresa: Renzi, la riforma. La sua frase terremoto




"Il mio giudizio su questa riforma è che nella somma tra pregi e difetti è comunque un passo avanti, purché ci sia la legge elettorale per i senatori e mettendo a verbale che c'è un problemone che si chiama Italicum". Pierluigi Bersani, in una intervista a La Stampa, non risparmia critiche a Matteo Renzi ma si dice certo di una cosa: "Se Renzi perde il referendum non si deve dimettere. Trovo improprio che ci sia questo legame tra governo e Costituzione. Ma che precedenti stiamo costruendo? Diamo in mano la Costituzione al primo governo che passa? Finché ci siamo noi che siamo bravi e democratici bene, ma attenzione, guardiamo come è messa l'Europa. E chi è democratico tenga conto che ogni cosa che fa può essere un precedente. E ne stiamo accumulando troppi. Diciamolo chiaro ancora una volta: un voto sulla Costituzione non può essere né un referendum sul governo né il laboratorio di un nuovo partito".

Detto questo, continua Bersani, "chiedo a Renzi di rispondere alla seguente domanda: se un insegnante, operaio o costituzionalista, intende votare o lavorare per il no è un gufo, un disfattista, va buttato fuori dal Pd, non può candidarsi nel Pd? Deve rispondere, se no io mi ritengo libero". E ancora: "Invece di discutere di riforma del Senato qui si discute di come dividere l'Italia e far prevalere gli arcangeli sui gufi".

Rc auto, il "trucco" delle compagnie Gli automobilisti tassati e fregati

Rc auto, il "trucchetto" delle compagnie per risparmiare sui risarcimenti: Occhio


di Francesco Borgonovo 



Per avere un' idea di quale sia il peso delle assicurazioni sulla vita del Paese basta guardare ai numeri. In particolare, ai 380 miliardi circa di debito pubblico italiano nelle mani delle grandi compagnie. Da qualche tempo, però, la pressione che esercitano si sta facendo particolarmente soffocante, e a farne le spese sono - al solito - i comuni cittadini. Il primo allarme è arrivato avvolto nelle pieghe felpate del linguaggio giuridico. La forma, tuttavia, non alleggerisce la sostanza, perché la denuncia è precisa: le assicurazioni influenzano troppo l' operato dei medici legali, a danno delle vittime degli incidenti in attesa di risarcimento. 

Ma vediamo di spiegare. Da poco l' editore Giuffrè, marchio storico del settore, ha pubblicato le nuove "Linee guida per la valutazione medico legale del danno alla persona in ambito civilistico". Nell' introduzione, il presidente emerito della Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni, il professor Luigi Palmieri, scrive: «Purtroppo negli ultimi anni il comparto della Rc Auto ha denotato preoccupanti segnali di scollamento dal generale contesto dei presupposti concettuali e della metodologia operativa ormai consolidatisi in ambito medico legale». Che cosa significa? Per capirci qualcosa abbiamo chiesto una mano a Giovanni Polato, presidente dell' Aneis, l' Associazione nazionale degli esperti di infortunistica stradale.

La risposta è chiara: «Quello del professor Palmieri è un vero e proprio grido di dolore per la situazione creatasi negli ultimi anni, che ha visto la dottrina e la pratica medico-legale troppo spesso piegata ad assecondare interessi particolari». E quali sono questi interessi? Quelli delle compagnie assicurative. In pratica, le assicurazioni «cercano di influenzare a loro vantaggio l' attività medico-legale, per dare meno risarcimenti. Come fanno? Ad esempio, pretendono che un medico legale lavori solo per loro, anche se per ragioni deontologiche non potrebbe farlo. Poi c' è un altro aspetto. Oggi i medici legali non redigono più perizie, ma utilizzano dei format precompilati attraverso piattaforme online gestite dalle assicurazioni. Una volta inseriti i dati, questi format non prevedono nemmeno la firma digitale, e quindi possono pure venire modificati». Spiega ancora Polato che alle compagnie di assicurazioni «una perizia del medico legale costa tra i 50 e i 70 euro. A un privato tra i 250 e i 350 euro. Ma le compagnie permettono ai medici di lavorare molto di più».

In che modo le compagnie di assicurazione fanno sentire il proprio fiato sul collo ai medici legali? Inviando lettere che contengono precise indicazioni. Massimo Quezel, imprenditore padovano, ha spiegato come funziona questa pratica in un libro intitolato "Assicurazione a delinquere" (Chiarelettere). Per Quezel c' è un problema a monte, ovvero la legge 27 del 2012, approvata in piena "Era dei Tecnici". Questa legge riguarda il risarcimento per le "lesioni di lieve entità", ad esempio il classico "colpo di frusta". All' articolo 3 la norma è ambigua se non contradditoria quando impone l'«accertamento clinico strumentale obiettivo». Spiega Quezel: «Le compagnie assicurative danno una lettura restrittiva di queste legge al fine di risparmiare sui risarcimenti (il danneggiato non produce un accertamento strumentale come una tac, una risonanza magnetica eccetera, ma solo l' esito della visita specialistica? Allora niente risarcimento).

Mentre i giudici preferiscono osservare una maggiore attenzione per la parte più debole ammettendo anche il solo accertamento medico clinico per accertare l' esistenza della menomazione fisica a seguito del danno subìto». Ed ecco il problema: «All' indomani dell' approvazione della legge, le compagnie si sono affrettate ad inviare delle "note di indirizzo" ai propri fiduciari medici legali, con le quali obbligavano (pena l' accantonamento del professionista) ad applicare la nuova normativa nell' esercizio delle proprie attività peritali negando loro, di fatto, di applicare la stessa scienza medica». E dunque, grazie alla legge 27 del 2012, le assicurazioni sono riuscite a risparmiare circa un miliardo di euro ogni anno. «Giocano sui grandi numeri» dice Quezel. «Solo un 20% dei danneggiati fa ricorso al giudice. Normalmente non se la sente di affrontare un tortuoso iter giudiziale per ottenere un risarcimento, specie se si tratta di danni lievi. Il più delle volte lascia perdere. Anche quando il danno esiste e andrebbe risarcito». Ufficialmente, lo scopo della legge del 2012 era di combattere le truffe assicurative, ma secondo Quezel si tratta di un paravento. «Secondo gli ultimi dati disponibili, i sinistri denunciati nel 2014 ammonta a poco più di 2 milioni e 500 mila. Di questi, circa 4600 sono stati oggetto di denuncia o querela per sospetta truffa, lo 0,2% del totale». Ora, con il nuovo ddl concorrenza in discussione al Senato, la situazione rischia di peggiorare. «Già la legge 57 del 2001 ha rivisto al ribasso i parametri delle invalidità più leggere.

Prima, per ogni punto di invalidità venivano attribuiti due milioni e mezzo di lire, a crescere a seconda della gravità del danno. Ora la cifra è scesa a 750 euro a punto», spiega ancora Polato dell' Aneis.  E fa capire che i parametri saranno rivisti al ribasso anche per le invalidità gravi. Il quadro è complicato, ma la direzione è chiara: grazie a una serie di norme approvate da governi diversi, le assicurazioni risparmiano, e le vittime di incidenti ne fanno le spese.  Legale sì, giusto un po' meno.

Le lettere della signora del Fisco: mazzata, 220mila avvisi agli italiani

Le lettere della signora del Fisco: 220mila avvisi agli italiani



Sono in arrivo 220mila lettere  del Fisco. L'Agenzia delle Entrate ha controllato tutte le dichiarazioni presentate dalle persone fisiche nel 2015 e, come scrive il Sole 24 Ore, gli effetti si vedranno tra poco nelle cassette della posta dei contribuenti. Dalla seconda metà di giugno, inizieranno ad arrivare gli esiti di controlli che hanno rilevato l' esistenza di anomalie nelle dichiarazioni dei redditi, a seguito di attività di riscontro tra i dati in possesso dell' agenzia delle Entrate e quelli indicati dal contribuente. Si tratta di segnalazioni che mirano a ottenere un adempimento spontaneo degli obblighi e non si tratta di avvisi di accertamento.

Regolarizzazione -  Le anomali riguardano redditi da fabbricati.  redditi di lavoro dipendente e assimilati (tra cui gli assegni periodici corrisposti dal coniuge o ex coniuge); redditi di capitale da partecipazione qualificata in società di capitali; redditi di partecipazione in società di persone (comprese imprese familiari) o Srl in "trasparenza". Con le lettere il Fisco mira a ottenere informazioni supplementari. Il contribuente, informa  il quotidiano di Confindustria, può  tramite il canale telematico Civis, trasmettere elementi informativi o i documenti validi per chiarire la sua posizione. Se, invece, il contribuente riconosce gli errori o le omissioni indicate dall' Agenzia, ha la possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso con la presentazione una dichiarazione integrativa e versando maggiori imposte, interessi e sanzioni in misura ridotta con F24.

Dall'Austria un'altra provocazione: ecco cos'è successo sul Brennero

Schiaffo dell'Austria all'Italia: altri 80 poliziotti sul Brennero



Ottanta poliziotti per rafforzare la frontiera con l’Italia. L’Austria corre ai ripari dopo che il flusso di migranti attraverso la frontiera del Brennero è aumentato nei giorni scorsi. Solo pochi giorni fa Angelino Alfano era riuscito a raggiungere un’intesa per sospendere la costruzione della barriera sul passo del Brennero, promettendo maggiori controlli da parte dell’Italia. Ma il boom di ingressi illegali ha fatto precipitare la situazione e spinto il ministro degli Interni austriaco, Wolfgang Sobotka, ad assicurare al governatore del Tirolo, Guenther Platter, il pugno duro per fermare l'ondata di clandestini in arrivo dal Belpaese. A partire da martedì gli ottanta poliziotti schierati al confine italo-austriaco svolgeranno i controlli che attualmente sono ammessi nei limiti degli accordi di Schengen.

In questo momento la tensione in Austria è altissima anche per via del ballottaggio di domani. I cittadini sono chiamati alle urne per scegliere il prossimo presidente della Repubblica tra Norbert Hofer, leader del partito populista, xenofobo e antieuropeista di estrema destra dell’Fpoe, e Alexander van der Bellen, ex capo dei verdi. Se vincesse l’estrema destra, come già è successo in altri Paesi dell’Europa centrale, la parentesi austriaca, da Paese simbolo dell’accoglienza e della libertà di movimento a Paese in preda all’ansia e a drastiche misure di chiusura, sarebbe completa.

Al funerale di Pannella volano stracci Quella tremenda accusa alla Bonino

Funerale laico per Marco Pannella: la veglia, la camera ardente e il ricordo di chi gli era vicino



Funerale laico e musica jazz per Marco Pannella in Piazza Navona, proprio dove si tennero le grandi manifestazioni delle lotte dei radicali. Ci sono gli amici di una vita e i militanti di lungo corso: Emma Bonino, Sergio D'Elia, Rita Bernardini e la compagna Mirella Parachini. Il Requiem di Mozart ha segnato l'inizio del funerale laico. La piazza è gremita di persone e bandiere: quella del Radical Party, del Tibet, dei Radicali Italiani e di Israele. Sul palco per alcuni minuti è salita anche una delegazione dei detenuti di Rebibbia, che ha esposto uno striscione di ringraziamento a Marco Pannella.

La polemica - Quando prende la parola Emma Bonino non si trattiene e le sue parole feriscono come lame: “Pannella nel corso della sua vita è stato soprattutto irriso e deriso, quando non vilipeso, e penso che alcuni omaggi postumi puzzano di ipocrisia lontano un miglio". Parole accolte dal lungo applauso delle centinaia di persone in piazza. Eppure l’ex ministro degli Esteri non aveva più visto ne parlato con il leader dei Radicali dopo un brutto litigio. “Non è mai andata a trovarlo, negli ultimi tre mesi. Ma non si sentivano da molto. Nemmeno una telefonata. Ogni tanto glielo chiedevo: “Emma ha telefonato?”. Lui scuoteva la testa. Un giorno gli ho chiesto: “Ma tu vuoi bene a Emma?”. Lui ha risposto: “Certo, che domanda stupida” – ha raccontato Rita Bernardini, l’ex segretaria dei Radicali Italiani, in un’intervista al Corriere della Sera - È un peccato, soprattutto per lei: penso che ci starà molto male, proverà rimorso”.

La veglia - Il feretro di Pannella è arrivato in via Torre Argentina accolto da un lungo applauso. E lì è rimasto fino alle 13 di oggi, nella sala grande della sede dei Radicali, coperto da una bandiera del Tibet e diverse rose. Un flusso continuo di persone è andato a porgere l’ultimo commosso saluto: gente comune e vecchi militanti e amici. "Ho parlato con Marco un mese e mezzo fa e mi diceva che, per mantenere il partito ha venduto tutti gli immobili della famiglia – si è sfogato Luigi, uno dei tantissimi cittadini in attesa del proprio turno per salire alla sede dei Radicali - Non ha mai preso lira da nessuno e manco senatore a vita lo hanno fatto".

Camera ardente - La camera ardente allestita nella sala Aldo Moro a Montecitorio per Marco Pannella è stata visitata da migliaia di persone, politici, militanti radicali, ex esponenti del partito. Ad accogliere gli ospiti, accanto alla bara, c'è un'Emma Bonino silente che, a chi l'abbraccia, accenna un educato sorriso. Anche Rita Bernardini, Sergio D'Elia, il segretario dei Radicali italiani Riccardo Magi e Francesco Rutelli sono nella sala Aldo Moro sin dall'apertura della camera ardente e accanto alla salma di Pannella c'è una Laura Harth che non riesce a trattenere le lacrime per la morte del leader che ha assistito fino agli ultimi istanti della sua vita.

Chi c'era - Nella sala, tra i tanti arrivati, anche Achille Occhetto e diversi ex militanti radicali come Elio Vito e Daniele Capezzone. "Marco era un istrione, un immortale e certamente i nostri politici avrebbero potuto fare qualcosa di più per lui. Noi due siamo stati dei trasgressivi – è il commento di Cicciolina, l’ex pornostar arrivata in Parlamento proprio con i Radicali - Secondo me ora ci sta guardando divertito e sta dicendo 'vedi che vi ho fregato'". Nella camera ardente sono arrivati anche due monaci tibetani che si sono avvicinati alla salma del leader radicale ponendogli sopra delle pashmine bianche tradizionali della cultura tibetana, poi uno dei due monaci ha intonato una preghiera inducendo tutti gli altri presenti ad alzarsi.