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giovedì 20 agosto 2015

Ferrara, "quarta guerra mondiale" Cacciari: "Ecco perché scoppierà"

Mattarella: "Dal terrorismo terza guerra mondiale". Le opinioni di Giuliano Ferrara e Massimo Cacciari




La Terza Guerra Mondiale? La combattono Ferrara e Cacciari su Repubblica. Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, inviate al Meeting di Cl di Rimini, hanno fatto rumore: il terrorismo islamico, ha spiegato il Capo dello Stato, "sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla". E via alle danze, perché il mondo (specialmente quello intellettuale e politico italiano), si divide tra chi abbraccia con fatalismo l'idea e chi la respinge con forza. Giuliano Ferrara e Massimo Cacciari, però, intervistati da Repubblica mostrano perlomeno un punto di contatto: l'inquietudine. 

Ferrara e la "quarta guerra mondiale" - "Terza guerra mondiale? Per me è una cosa ovvia dall'11 settembre 2001", attacca Ferrara, secondo cui il problema dell'Occidente è che "non risponde, lascia mani libere allo Stato islamico di sequestrare la città di Palmira". È proprio l'Isis al centro dell'analisi di Mattarella ma Ferrara non ci sta: "Ma quale terrorismo... Parlarne è ridicolo. È la terza guerra mondiale, se non addirittura la quarta se consideriamo la Guerra Fredda. Bisogna spazzarli via, esercitando contro di loro una violenza superiore rispetto a quella che esercitano nei nostri confronti. Abbiamo i mezzi, ma ci manca un Churchill". L'unica soluzione, dunque, è "esportare la democrazia con le armi", anche in Libia. Il guaio è che viviamo nell'epoca di Obama, "l'era delle chiacchiere", conclude amaro l'ex direttore del Foglio.

Cacciari: "Dipende tutto da Israele" - Per Cacciari, invece, parlare di terza guerra mondiale innescata dal terrorismo "è ridicolo". "Mattarella? Condivido che stiamo vivendo su un vulcano, ma sono le grandi potenze, dagli Usa alla Cina alla Russia, che possono scatenare conflitti di interessi". Il terrorismo islamico, secondo il filosofo, "è il 10% del problema". Ma l'Isis, sottolinea, non è terrorismo: "Si tratta di uno Stato che conduce una guerra anche con armi terroristiche". Cacciari invita a distinguere dunque tra terrorismo e stati terroristici, così come tra terrorismo e immigrazione: "Un problema epocale, va affrontato con politiche di integrazione e accoglienza". C'è un movimento amplissimo, conclude, "di rivendicazione di maggiore autonomia, forza e potenza da parte della totalità del mondo musulmano" che non si traduce solo nell'Isis o nel terrorismo. "Il mondo musulmano sta cercando di recuperare la colossale catastrofe subita tra Ottocento e Novecento", di cui chiede il "risarcimento" all'Occidente. E se questi movimenti (dai Fratelli musulmani al regime iraniano) attaccassero Israele, l'eterno nemico, allora "non è impossibile che si scateni un conflitto di proporzioni mondiali".

mercoledì 19 agosto 2015

Assegni mensili fino a 780 euro Ecco a chi vuole darli il governo

Sussidio di povertà, governo e Inps pensano ad assegni fino a 780 euro al mese: come funzioneranno




Il governo ha in serbo un "piano disagiati", ossia un sussidio per i 5 milioni di italiani al di sotto della soglia di povertà. Secondo quanto riferisce il Messaggero, il Tesoro avrebbe già individuato una copertura da 2,4 miliardi, per consentire assegni massimi fino a 780 euro al mese, vincolati all'obbligo di partecipare a programmi di reinserimento sociale. Il reddito minimo, a partire dal 2016, prevederebbe anche un sussidio per gli 1,3 milioni di over 55 rimasti senza lavoro, come auspicato dal presidente Inps Tito Boeri. 

Come funziona il sussidio di povertà - Per individuare i beneficiari verrebbero utilizzati criteri come dichiarazione dei redditi e parametri Isee. In collaborazione con l'Inps, inoltre il governo istituirà della commissioni territoriali per "attenzionare" le famiglie a cui andrebbe il sussidio di povertà, per verificare che i soldi dell'assegno vengano utilizzati effettivamente per bisogni primari. Questo sussidio andrebbe ad aggiungersi a quello, limitato, già presente da un paio d'anni: è il "Sia" (Sostegno per l'inclusione attiva), concesso a circa 10mila famiglie residenti in città con più di 250mila abitanti, con importo medio di 360 euro.

"Traghetti gratis per gli immigrati" Ecco chi lo ha chiesto all'Unione Europea

Immigrazione, la proposta dei medici cattolici all'Unione europea: "Traghetti gratuiti dai porti di partenza"




Organizzare i flussi di immigrati dai porti di partenza, con traghetti gratuiti. È la proposta dei medici cattolici che chiedono all'Unione europea di "strutturare un servizio marittimo gratuito o semi-gratuito per i migranti la cui identificazione dovrebbe avvenire all'imbarco e non all'approdo, con notevole risparmio di uomini, mezzi e risorse", dice Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell'Associazione medici cattolici italiani. "La non conoscenza certa dei singoli porti di imbarco sembra essere la beffa più grande per la comunità internazionale che di fatto agevola imprenditori impietosi e opportunisti e scafisti violenti come gli unici a porre in atto una professione atroce in risposta a un bisogno reale, dolente e urgente di fuggire dalle guerre", aggiunge Boscia. 

"Medici cattolici in prima fila" - "Un simile piano, finanziato dall'Ue nell'ambito di progetti ad hoc, non è difficile da organizzare e gestire - dice ancora Boscia - se si tende a un uso credibile delle risorse. L'Amci garantirebbe controlli clinici e tutela della salute dei migranti a titolo esclusivamente solidale e gratuito e in modo coordinato con tutte le associazioni che già operano lodevolmente da tempo su questo fronte. Cosa ostacola il provare a conoscere alla partenza il Paese preferito dal migrante e cercare di organizzarne ordinariamente il trasferimento e la sua ricollocazione? È una utopia questa proposta? Non è meglio del silenzio?", si chiede ancora Boscia. "I medici cattolici - conclude - sono in prima fila per abbattere questo muro di omertà e intendono ringraziare sin da ora i vescovi italiani attraverso il cardinal Angelo Bagnasco per la quotidiana sollecitudine con cui affrontano le delicate questioni anche dell'immigrazione e condividono in pieno la proposta che siano le istituzioni sovranazionali ad affrontare in modo deciso il dramma che si consuma ogni giorno nel Mediterraneo".

In auto o scooter col telefonino? Ecco come vi incastrano i vigili

Vigili urbani in borghese pedinano e multano che guida in auto o scooter con il telefonino




Vigili in borghese che pedinano autisti e motociclisti per pizzicarli con il cellulare alla guida. È l'ultima frontiera anti-furbetti della strada, una strategia d'attacco che, come sottolinea il Giornale, da Firenze si sta diffondendo a macchia d'olio da Nord a Sud: da Padova (con 73 multe solo nella scorsa settimana, 161 euro di sanzione e -5 punti dalla patente) a Gallarate fino a Lecce. In pratica gli agenti, non riconoscibili, si mettono alle calcagna dei guidatori sospetti e, appena possibile, li colgono in flagrante.

Repressione e sicurezza - "Questo servizio - aveva spiegato l'assessore alla Mobilità di Gallarate, Luca Pasqualini - è mirato a migliorare la sicurezza stradale. Le statistiche parlano chiaro: la maggior parte degli incidenti, specialmente nei centri urbani, avviene per distrazione di chi è alla guida e il cellulare è il primo motivo". Una ricerca belga conferma questa tesi: l'utilizzo in modalità voce mentre si è al volante aumenta del 4% il rischio incidenti, se invece il telefonino lo si prende in mano il rischio sale al 23 per cento.  Chissà che il nuovo codice della strada, che permette di andare in scooter in due a partire dai 16 anni, non riesca a diminuire almeno su due ruote i comportamenti rischiosi. In fondo, ci si può sempre spartire i compiti: uno guida, l'altro chatta.

martedì 18 agosto 2015

Nuove regole per i motorini cambia il codice stradale multe e divieti: cosa cambia

Codice della strada, le nuove regole




In due sul motorino a 16 anni, una patente speciale per disabilità e niente più richiamo alla residenza per rilasciare la licenza di guida. Sono queste le novità più rilevanti che entreranno in vigore dal, 18 agosto, nel codice della Strada attraverso le nuove norme inserite nella legge 115 del 29 luglio scorso e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 3 agosto.

Se il motorino è omologato per il trasporto di due persone, il conducente potrà portare con sé un passeggero già a 16 anni, contro i 18 previsti dalla legge fino a oggi. Per quanto riguarda le persone disabili e il trasporto di rimorchi, diventa senza limiti il peso trasportabile se si sarà in possesso della nuova patente speciale. Fino a oggi il limite era fissato a 750 chilogrammi. Tra le novità introdotte, viene inoltre eliminato il richiamo alla residenza per rilasciare la patente di guida. Cambia anche la legge sugli esami per la ’B’, quella più diffusa tra le licenze: l’esaminatore dovrà essere in possesso di una patente analoga da almeno tre anni. Per le altre, l’esaminatore dovrà prima prendere parte a un percorso formativo. Infine, i gradi del campo visivo verso l’alto necessari per conseguire la patente passano da 25 a 30.

CASA, COME CAMBIANO LE TASSE C'è la Local Tax: chi paga e chi no

Tasse, arriva la Local Tax: cosa succede con l'abolizione della tassa sulla prima casa




Nel 2016 il Governo introdurrà la Local Tax che accorperà Imu, Tasi e tutti gli altri tributi comunali in un'unica imposta. Una data attesa con favore da chi invoca da sempre più semplicità e trasparenza fiscale, ma che rischia di trasformarsi in una nuova mannaia soprattutto per i contribuenti. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva annunciato durante la Direzione del Pd a Expo l'abolizione della tassa sulla prima casa, con il messaggio che sarebbe dovuto passare di alleggerimento della pressione fiscale, senza considerare però che se da un lato si elimina un'entrata certa per le casse pubbliche, da qualche altra parte bisognerà pur compensare.

La trasformazione - La Local Tax, scrive il Corriere della sera, non sarà un tributo "unico", ma sarà affiancato da un'altra tassa, sempre riscossa dai comuni, nella quale saranno accorpati Cosap, Tosap, Cimp e altre imposte minori che riguardano le attività commerciali. E poi resisterà la Tari, visto che è una tariffa sulla gestione della raccolta dei rifiuti e poco ha a che fare con il resto delle imposte.

Dove trovare i fondi - Il principio alla base del nuovo sistema fiscale è che lo Stato mantenga le imposte sui redditi, mentre ai Comuni rimangano quelle sul patrimonio. Questo prima che Renzi annunciasse l'eliminazione della Tasi che per i sindaci vale 3,2 miliardi di euro. A compensare ci dovrebbe pensare lo Stato, o frenando i tagli ai trasferimenti ormai costanti negli ultimi anni o - ipotesi più probabile - costringendo i comuni a rovistare nelle tasche dei contribuenti con nuove forme di tassazione o con l'aumento delle imposte esistenti.

Ritardi - L'introduzione della Local Tax è stata in qualche modo frenata dall'attuale Governo, temendo che la nuova tassa fosse percepita come un aumento della pressione fiscale, timore più che fondato. A quella doveva seguire la riforma del Catasto, che avrà bisogno di qualche anno per entrare a regime, e che potrebbe rappresentare una beffa, seppur temporanea, per i proprietari di casa senza un chiarimento rapido su chi deve pagare e cosa.

I risparmi - Stando alle proiezioni del Corsera, l'abolizione della Tasi potrebbe portare immediati vantaggi sui conti correnti dei proprietari di casa a cominciare da quelli di Torino, che avendo un'alta tassazione sulla prima casa, andrebbero a risparmiare in media all'anno 403 euro. Seguono i cittadini di Roma con 391 euro, Siena con 356, Firenze con 346, Genova con 345, Bari con 338, Bologna 331, Foggia 326, Como 321 e Ancona con 318.

lunedì 17 agosto 2015

I TRE GIORNI DI SALVINI "Ecco come bloccheremo l'Italia e manderemo a casa Renzi"

Matteo Salvini promette battaglia: "Ecco come saranno i tre giorni di sciopero anti-Renzi"




Bloccare l'Italia per tre giorni: è l'idea di Matteo Salvini per fare cadere il governo di Matteo Renzi. Lo sciopero è fissato a novembre, Salvini lo ha deciso perché "me lo chiedono sempre più persone che non ce la fanno ad arrivare a metà mese, altro che ultima settimana", dice il leader della Lega a Il Giorno, "la cosa che mi ha colpito è che non sono più solo il pensionato al minimo, il disoccupato, che ci chiedono di fare qualcosa di forte, ma a questi si uniscono avvocati, medici, commercianti e il popolo della partite Iva". Salvini dice che ora servono le maniere forti. "Immagino tre giorni di manifestazioni civiche. Per questo c' è bisogno di una lunga preparazione, per permettere che ciascuno, per quello che potrà fare, possa dire: io ci sono. Le giornate avranno un' etica: consumare, ad esempio, solo prodotti italiani. Andremo anche nel concreto delle proposte: ci saranno iniziative per l'agenzia delle entrate, per le prefetture, per le banche. Immaginate un'Italia che si ferma, che non dà quattrini a questo governo, per poi ripartire".

Salvini auspica che non solo la Lega si faccia promotrice di questo mega sciopero contro Renzi, ma anche Forza Italia, Fratelli d'Italia, ma nono solo il centrodestra. "Vorrei anche i grillini". Salvini anticipa che la protesta terminerà con una grande manifestazione. Visto che Grillo e soci "a parole sono anti-Renzi, organizziamo qualcosa insieme. Poi andiamo a votare e che vinca il migliore". Sul Pil che cresce dello 0,2%, Salvini commenta che "a furia di zero virgola tra dieci anni saremo ancora al punto di partenza. La nostra manifestazione è per abbattere lacci, lacciuoli che questo governo lascia intatti. Se non invertiamo completamente la rotta è la fine. Meglio alzare la testa allora. Tre giorni di blocco totale valgono altro che la pena, di più".