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venerdì 24 ottobre 2014

Il carattere? Dipende anche dalle stagioni

Il carattere? Dipende anche dalle stagioni





Secondo una ricerca ungherese, le stagioni in cui nasciamo influenzano l'attività di neurotrasmettitori quali dopamina e serotonina. La conseguenza? Chi nasce in estate tende agli sbalzi d'umore, chi nasce in inverno a esser meno irascibile. 

Esiste una branca della psicologia, definita come «caratterologia», deputata a studiare il carattere delle persone, definito secondo le parole di Fabio Metelli come «un complesso unitario e organizzato di forme di vita psichica, che dà un'impronta particolare al comportamento dell'individuo: come tale il carattere è una struttura risultante da una costante interazione tra individuo e ambiente». Secondo gli astrologi, al contrario, l'indole di una persona risulta enormemente influenzata dalla data di nascita: in particolare dalla posizione dei pianeti nel giorno e nell'ora del parto, dati importanti per stabilire segno zodiacale, ascendente ed effemeridi.

Sono tante le persone che dichiarano di non credere all'oroscopo, sebbene in effetti siano in pochi che non dedicano una sbirciatina al proprio segno. Ciò nonostante, anche i ricercatori ungheresi della Semmelweis University di Budapest hanno scoperto, grazie ad uno studio condotto su 400 volontari, una correlazione tra temperamento di un individuo e la stagione in cui è nato. I risultati di questa sperimentazione, presentati a Berlino durante il Congresso dello European College of Neuropsychopharmacology CNP, hanno evidenziato in particolare un legame tra la fase dell'anno in cui nasce una persona, e il rischio di sviluppare determinati disturbi dell'umore.

Le stagioni avrebbero ripercussioni sul temperamento di un individuo influenzandone alcuni neurotrasmettitori, tra cui dopamina e serotonina: la prima agisce su movimento, memoria, attenzione, sonno, apprendimento e ricompensa piacevole; mentre la seconda, conosciuta anche come ormone del buonumore, aiuta a regolare i ritmi circadiani, la sessualità, la pressione sanguigna, oltre ad essere deputata al controllo di appetito e sazietà, a stimolare l'aggregazione piastrinica. Vedendo tutti i campi in cui sono coinvolti tali neurotrasmettitori, non è difficile comprendere come piccole variazioni della loro quantità ed efficacia possano ripercuotersi in maniera evidente sull'umore e il comportamento di una persona.

Non si conosce ancora il modo in cui le stagioni modificano l'attività dei neurotrasmettitori, ma andando ad analizzare nello specifico il temperamento, si può notare secondo i ricercatori ungheresi come il comportamento ciclotimico, caratterizzato da oscillazioni frequenti d'umore, è tipico della nascita nel periodo estivo, mentre quello ipertimico, ovvero la tendenza ad essere eccessivamente positivi, nel periodo tra la tarda primavera e l'inizio dell'estate; i nati in inverno, infine, sarebbero meno inclini alla suscettibilità e alla rabbia ma maggiormente orientati alla depressione rispetto a quelli nati d'autunno.

Ovviamente i ricercatori ungheresi ci hanno tenuto a precisare che si tratta di tendenze, non di regole: dunque i risultati sono più che altro orientativi, e naturalmente esistono eccezioni, come naturalmente esistono diversi altri fattori, genetici ed ambientali, che influiscono sul comportamento. Tuttavia l'aspetto interessante di questo studio è che la comunità scientifica riconosceva già l'impatto delle stagioni sul nostro umore: ma l'impatto delle stagioni alla nascita sul nostro umore rappresenta un aspetto che viene indagato per la prima volta e che, c'è da scommetterci, darà luogo ad ulteriori sperimentazioni volte ad esplorare in maniera più approfondita questo intrigante ritrovamento.   

"La carcerazione preventiva come pena illecita occulta"

Il Papa: "La carcerazione preventiva può essere una pena illecita occulta"


di Franco Grilli 


Dal Pontefice parole forti anche contro la pena di morte e l'ergastolo, che considera una "pena capitale nascosta". E alla giustizia: non cedere a pulsioni di vendetta. Parlando all'Associazione internazionale di diritto penale, in udienza in Vaticano, papa Francesco ha detto la sua sulla giustizia e le pene detentive, criticando fortemente la pena di morte, ma riservando parole molto critiche all'ergastolo.

Se per il Pontefice la detenzione a vita "è una pena di morte nascosta", la pena capitale, "legale o illegale che sia, e in tutte le sue forme" è invece una possibilità che considera da abolire. Una necessità come "migliorare le condizioni carcerarie nel rispetto della dignità umana", perché le carcere di massima sicurezza possono diventare "una forma di tortura".

Il discorso del Papa va però a monte e prende in considerazione anche il sistema giudiziario, criticando l'abitudine della società di "costruire deliberatamente i propri nemici" e invitando "giudici e operatori del sistema penale" a non cedere alle pressioni, di qualsiasi tipo, né alle "pulsioni di vendetta".

Anche la carcerazione preventiva, "quando in forma abusiva procura un anticipo della pena, previa alla condanna, o come misura che si applica di fronte al sospetto più o meno fondato di un delitto", per Francesco è "un'altra forma di pena illecita e occulta, al di là di ogni patina di legalità".

LA RIVOLUZIONE DI BERLUSCONI Nozze gay e porte aperte agli stranieri

Berlusconi, via libera a unioni civili e cittadinanza ai bimbi immigrati: "Forza Italia è al passo con i tempi"




Poco dopo le 14, Silvio Berlusconi è arrivato a Montecitorio per incontrare i deputati di Forza Italia e fare il punto sulle prossime scadenze parlamentari. La riunione era stata organizzata nella Sala Colletti del palazzo dei gruppi e davanti all’ingresso di via Uffici del vicario ci sono molte telecamere e un gruppo di giovani militanti di Azzurra libertà, il movimento dei fratelli Andrea e Luca Zappacosta, i cosiddetti falchetti azzurri: tutti eleganti, rigorosamente in giacca e cravatta con i capelli fonati. Ma c’era anche  uno con una vistosa camicia rossa, poco berlusconiana per la verità (il colore di Fi è da sempre l’azzurro) e molto ’comunista'. Qualcuno dei giovani falchi ha tirato fuori uno striscione pro Cav. Molti sventolavano bandiere del partito al grido ’Silvio, Silvio!’. Ovviamente, appena uscito dall’auto blu, Berlusconi si è fermato per un saluto.

Legge elettorale - Durante la riunione il leader di Forza Italia ha detto di ritenere che "non si andrà a votare prima del 2018 e se Renzi accelera e vuole subito la nuova legge elettorale è perchè intende usarla come arma per tenere a bada i suoi". E ancora: "Forza Italia farà opposizione al governo Renzi sulla politica economica e quella estera, ma sulle riforme siamo aperti al dialogo, perchè abbiamo iniziato un percorso insieme". Davanti ai deputati azzurri Silvio Berlusconi ribadisce che l’asse con i renziani sulle riforme regge, perchè il Patto del Nazareno va rispettato fino in fondo. Il Cav avrebbe rassicurato i presenti che la legge elettorale non sarà modificata unilateralmente, ma si farà insieme, attraverso un confronto approfondito con Renzi.

Unioni civili - Poi Berlusconi ha tenuto una conferenza stampa nella Sala Aldo Moro di Montecitorio durante la quale ha annunciato che Forza Italia è d'accordo su una legge, come quella tedesca, sulle unioni civili, ma presenterà una sua "proposta sottoforma di disegno di legge in Parlamento".  Poi ha lanciato il dipartimento per i diritti civili: "Forza Italia è sempre stata in prima linea sul fronte dei diritti civili e della loro tutela. Noi certo non scopriamo oggi" questa materia. "L’istituzione del dipartimento", ha spiegato il Cav, "rappresenta una naturale continuità di quanto abbiamo fatto finora e si occuperà anche dei diritti delle coppie dello stesso sesso: siamo arrivati alla conclusione che la legge tedesca sulle unioni civili rappresenti un giusto compromesso tra il rispetto profondo dei valori cristiani, a cui teniamo molto, e della famiglia tradizionale ma chi ha responsabilità pubbliche non può non intervenire quando le esigenze della società cambiano. È evidente quindi che per le coppie omosessuali e le coppie di fatto ci vuole un cambio di passo". "La famiglia tradizionale", ha spiegato, "è la ricchezza e il cardine del nostro Paese ma ancor di più lo sono l’amore, il rispetto e la dignità. La persona e la famiglia sono al centro della nostra visione, noi ci battiamo per il sostegno alla famiglia, che è composta da un uomo e una donna, ma ci battiamo anche per il rispetto della persona in tutti i suoi aspetti e allora sui diritti civili e individuali occorre un cambio di passo e occorre fare questo sforzo di adeguamento alla realtà che è cambiata". "Puntare su Mara Carfagna per questo dipartimento", ha aggiunto, "si rivelerà una scelta felice". Berlusconi ha rivendicato poi, con un sorriso sulle labbra, la paternità della misura annunciata da Renzi per le neo mamme nel 2015: "Noi siamo sempre stati in prima linea nella lotta per le libertà e i diritti e noi più di altri abbiamo dato risposte alle esigenze sociali e della famiglia. Siamo stati noi a fare per primi il ’bonus bebè', che vedo ora va di gran moda...".

Cittadinanza ai bimbi immigrati - Poi il Cav si è detto favorevole alla cittadinanza ai figli di immigrati che vivono in Itala. "La cittadinanza", ha detto Berlusconi, "è doverosa tanto più dopo un ciclo scolastico che gli consente di parlare la nostra lingua e conoscere la nostra storia e i punti cardine della nostra civiltà". Del resto, ha puntualizzato il leader azzurro, lo ius soli "era una nostra proposta. Avevamo anche scritto un intervento". Durante la conferenza stampa non sono mancate altre stilettate a Matteo Renzi e al Nuovo Centrodestra: "Siamo governati dal terzo governo non eletto dai cittadini, tenuto in piedi con una maggioranza venuta fuori con uno 0,25%", una maggioranza, ribadisce, "tenuta in piedi da 144 deputati che la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionali e grazie a 32 senatori, eletti dai nostri elettori con un mandato di opporsi alla sinistra di cui sono diventati parte integrante, essendo diventati lo sgabello che tiene in piedi questo governo". E ancora: "Il centrodestra si è visto privare del proprio leader attraverso un uso politico della giustizia", è una "situazione verso la quale non dovremmo stare tranquilli, ma verso la quale i cittadini liberi che vogliono affermare i diritti dovrebbero insorgere e protestare».

Le balle di Burlando sull'alluvione:

Alluvione a Genova, le balle di Burlando: ecco i documenti e le interviste che lo sbugiardano

di Antonio Amorosi 


A Genova, mentre la città scende in strada per chiedere le dimissioni del presidente Pd della Regione Claudio Burlando - accusato per la gestione del torrente Fereggiano - spuntano due video inediti che gettano nuova luce sull’alluvione ligure. ll Fereggiano, che provocò il disastro del 2011 e quello di pochi giorni fa, è stato anche al centro del durissimo scontro tra Marco Travaglio e Claudio Burlando nell’ultima puntata di Servizio Pubblico, quella con l’uscita anzitempo dallo studio del condirettore del Fatto dopo un botta e risposta con Michele Santoro.

In settimana il presidente dell’associazione ligure Casa della legalità di Genova, Christian Abbondanza, scova nei documenti d’archivio della Procura della Repubblica del capoluogo che Burlando ha ricevuto nel 2007 - come Commissario delegato dal Governo e dalla Protezione civile - ben 9 milioni 763 mila euro per mettere in sicurezza il torrente. Ma gli interventi realizzati, poco prima dell’alluvione, si sono limitati a nuovi tombini, all’allargamento di una strada e nella realizzazione di parcheggi. 

È tutto nero su bianco. La proposta di tombinare era arrivata sul tavolo della Regione nel 2005, dal vicepresidente della Provincia di Genova - l’esponente del Pd Paolo Tizzoni - indagato poi per altre alluvioni del 2010. Ma l’idea era stata sonoramente bocciata dal settore ambiente regionale. Il suo massimo dirigente, Gabriella Minervini, con una serie di rilievi tecnici, anche questi acquisiti dalla Procura, si era opposta nel febbraio 2006 sostenendo che un intervento di tombinatura avrebbe aggravato la situazione mettendo in pericolo il territorio.

Solo nel febbraio 2007 è proprio Burlando, nella veste di Commissario, a nominare un suo dirigente di fiducia - Gian Poggi - per coprire il Fereggiano. Questi incarica la società del Comune di Genova, Aster, che disegna il progetto. E così si tombina il fiume realizzando strade e parcheggi. Abbondanza presenta un esposto in Procura indicando le responsabilità del presidente. E Il Fatto Quotidiano on line ancora ieri chiede spiegazioni a Burlando che replica: «Escludo di aver pensato con quegli interventi di mettere in sicurezza il Fereggiano». E continua: «Io non ho mai avuto una struttura commissariale... Né ho deciso le opere di copertura, che erano di competenza della Provincia».

Ma oltre alle carte scoviamo un video del 2010 in cui lo stesso Burlando afferma perfettamente l’opposto, contraddicendo le sue stesse parole. «E questo è il lavoro di messa in sicurezza e di copertura parziale del Fereggiano, uno dei torrenti più problematici ma anche con una viabilità più complicata» dice Burlando il 29 novembre 2010 mentre si aggira per il cantiere, immortalato da un video pubblicato sul sito della Regione Liguria e ancora oggi visibile. Burlando spiega anche che «qui abbiamo avuto decine di milioni di euro dalla Protezione Civile... e oggi praticamente si finisce il lavoro almeno di questo lotto con la posa delle travi e poi comincia la sistemazione superficiale. Alla fine avremo oltre la messa in sicurezza del torrente, le fognature rifatte, due corsie per ogni senso di marcia, di dimensioni giuste, due marciapiedi e circa 100, 120 parcheggi in più che da queste parti sono veramente un bene molto prezioso». Il 9 marzo 2011 c’è la conclusione lavori, il sopralluogo di Burlando come Commissario e un comunicato stampa della Regione che si attribuisce il merito dell’intervento. Poi la realizzazione del secondo lotto con le medesime modalità. 

Spunta anche un secondo video, sul canale YouTube dello stesso Claudio Burlando, girato 13 giorni prima della sua rielezione a presidente della Liguria nel 2010. Il presidente visita l’opera che fra l’altro è nello stesso quartiere dove è nato e cresciuto. «Bravo, bravo... che ha aggiustato un po’ via Pinetti, che c’era un casino con quelle macchine...» gli dice una signora. Burlando reagisce subito con un suo compagno di partito: «Le cose che contano sono queste qui che la gente vede». Strada e parcheggi, beni preziosi. Il Pd ha un forte consenso nella zona e nell’ansa dove scorre il Fereggiano, proprio in via Pinetti, vi è una storica Casa del popolo con circolo Arci e sezione Pd, cara ai militanti e a Burlando stesso. Ma nel novembre 2011 c’è il primo clamoroso disastro del torrente con 6 morti e oggi il nuovo.

I 9 milioni 763 mila euro erano destinati alla messa in sicurezza del torrente, non a parcheggi e cemento. In più per l’approvazione finale dell’opera risulta che il settore ambiente della Regione, che aveva inquadrato come pericoloso l’intervento, non sia stato neanche invitato alla Conferenza dei servizi che è l’organismo di verifica, tanto da viziarne alla radice la legittimità. Eppure l’opera è stata realizzata e il torrente ha esondato per l’ennesima volta con il disastro. «Se non sono prove queste non so che dire» commenta Abbondanza. Nel frattempo Burlando ha dichiarato ai giornali locali che «si può morire anche se ti investe un camion, non solo per l’alluvione».

Scoppia la coppia Giletti-Moretti? Ecco con chi è stato beccato Massimo...

Novella 2000, Massimo Giletti ha un flirt con una sua collega



Alla Moretti piace essere imboccata

Una nuova fiamma per Massimo Giletti? A quanto pare secondo quanto racconta Novella 2000 il conduttore de L'Arena avrebbe un'amicizia un pò troppo "intima" con una sua collaboratrice. Paparazzato in compagnia della collega, Giletti è apparso molto imbarazzato e negli scatti guarda in giro e muove le mani in modo nervoso. Lei invece si copre il volto coi capelli lunghi. Cosa dirà l'europarlamentare del Pd, Alessandra Moretti che da qualche mese è la compagna di Giletti? La coppia infatti è uscita allo scoperto ad agosto scorso. E' già tempo di crisi?

CELLULARI E SMARTPHONE SOTTO ATTACCO Così ci svuotano il conto corrente / I modelli a rischio

Attacco hacker agli smartphone: a rischio le app bancarie




Il conto in banca a rischio grazie al cellulare. Si moltiplicano senza sosta gli attacchi hacker agli smartphone. L'obiettivo degli hacker sono soprattutto le applicazioni bancarie.  Quelle che custodiscono i nostri soldi e con cui spesso operiamo sui nostri conti. Secondo uno studio della società di sicurezza Kaspersky Labs (in collaborazione con l'Interpol), come racconta affaritaliani, gli assalti dei pirati informatici ai sistemi del banking online tramite smartphone con sistema Android sono stati 588 mila, sei volte più rispetto a un anno fa. Dunque i dispositivi con sistema Android sarebbero quelli più esposti al rischio di attacco hacker.

Modelli a rischio - Tra agosto 2013 e luglio 2014, il 60% degli attacchi su Android sono stati progettati per carpire dati bancari o addirittura rubare denaro. Lo studio si è concentrato sul robottino verde perché è il sistema operativo installato sull'85% della telefonia mobile. La maggior parte degli utenti attaccati sono russi. Ma lo 0,34% riguarda quelli italiani. Si tratta pur sempre di 2 mila attacchi all'anno che si manifestano con l'arrivo di un semplice sms. Come difendersi? Innanzitutto proteggere i dispositivi Android con password sicure. In seguito tra le impostazioni dello smartphone non sbloccate l'opzione che consente di installare app da altre fonti che non siano riconosciute. Infine è fondamentale fornirsi di software antivirus e aggiornarli frequentemente.

LA CONFESSIONE DI SANTORO "Amico con Travaglio grazie al Cav..."

Servizio Pubblico, Michele Santoro: "Ho conosciuto Travaglio grazie a Moggi e Berlusconi"




"Caro amico ti scrivo così mi distraggo un pò". Comincia così l'ultima puntata di Servizio Pubblico. Le note di Lucio Dalla accompagnano il monolo iniziale di Michele Santoro che arriva sette giorni dopo l alite in diretta con marco Travaglio. Il teletribuno parla dell'amico Marco e afferma: "L'ho conosciuto tanti anni fa quando, da juventino, faceva un'inchiesta su Luciano Moggi prima che scoppiasse la bufera calciopoli. Mi ricordo che era una giornalista di razza e gli offrii una collaborazione che lui rifiutò per un contratto a Repubblica". A questo punto Santoro, sempre sulle note di Lucio Dalla rispolvera i vecchi temi anti-Cav per elogiare Travaglio: "Con Marco ci siamo rincontrati qualche anno dopo che lui aveva presentato l'Odore dei soldi, un libro-inchiesta contro Berlusconi. Ci siamo riavvicinati dopo l'editto bulgaro che fece fuori dalla Rai me, Luttazzi ed Enzo Biagi. Gli chiesi subito di collaborare con me". 

Il ritorno dell'anima anti-Cav - E qui arriva l'affondo contro il Cav: "Con la collaborazione con Travaglio ho cercato di porre fine, facendo di Marco al mia bandiere, al più spudorato dei conflitto d'interessi, quello di Berlusconi. Travaglio è per me qualcuno che rappresenta la libertà di pensiero e con lui ho seguito sempre una regola, 'non c'è nulla di cui non si può parlare nelle mie trasmissioni'. E nonostante quello che sia successo, credo che 20 anni fa non ho fatto un errore nel credere in Marco". Insomma a quanto pare tra i due la pace è fatta, almeno per ora. Da novembre infatti il programma dovrebbe passare nelle mani di Giulia Innocenzi e dovrebbero uscire di scena sia Santoro e Travaglio. Intanto Michele per tendere una mano al suo "caro amico" torna a parlare di conflitto d'interessi e di editti bulgari. Ma dopo il monologo di Santoro c'era attesa per il ritorno di Marco Travaglio. Il giornalista del Fatto ha fatto anche lui il suo sermone parlando di immigrazione dopo aver stretto la mano al teletribuno. Nessuna parola sulla lite con Santoro, ma solo un elenco di tuute le leggi sull'immigrazione varate in Italia negli ultimi anni. Insomma Travaglio è tornato al suo posto senza fiatare. Ma di certo il rapporto con Santoro pare ormai incrinato.