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mercoledì 17 settembre 2014

Giallo Gruber: "E' al pronto soccorso" Otto e mezzo salta ancora: il retroscena

La7, giallo Lilli Gruber: "è al pronto soccorso, Otto e mezzo salta ancora". Voci su contatti con Raitre




Un'altra serata senza Lilli Gruber. Giallo a La7: Otto e mezzo non è andato in onda nemmeno stasera. Al suo posto la replica della puntata di qualche giorno fa con ospite il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. Secondo il sito TvBlog, Lilli Gruber sarebbe andata in pronto soccorso per accertamenti dopo che già lunedì sera la conduttrice aveva dato forfait all'ultimo minuto a causa di una indisposizione con relativo abbassamento di voce. Dall'ufficio stampa di La7 avevano riferito di un leggero malore, con la speranza di un recupero nel giro di 24 ore. Enrico Mentana, che aveva annunciato il cambio di palinsesto in diretta al suo TgLa7, con tanto di collegamento improvvisato con Corrado Formigli (che ha sostituito la Gruber anticipando di un'ora il debutto di Piazzapulita), aveva parlato di un "problema pensiamo momentaneo, speriamo momentaneo". Un'incertezza che ora risulta piuttosto inquietante, anche considerato i toni misteriosi utilizzati dal direttore del Tg e dallo stesso Formigli. Largo alle dietrologie, dunque: sempre TvBlog rilancia le voci di possibili abboccamenti tra la Gruber e Raitre, già girate ai tempi della sostituzione di Giovanni Floris a Ballarò. Strane coincidenze: Floris, passato proprio a La7, sarebbe dovuto essere ospite di Lilli nella puntata di Otto e mezzo poi saltata. Nonostante le smentite di Urbano Cairo a luglio, la Gruber non avrebbe ancora rinnovato il contratto con La7 e c'è che insinua che questo calo di voce improvviso sia un messaggio silente al patron. Messaggio peraltro arrivato già forte e chiaro qualche giorno prima della nuova stagione del talk post-tg.

IL "VAFFA" DEI GRILLINI A BEPPE La clamorosa svolta del Movimento Alleanza al voto con il Pd: ecco dove...

M5S, Federico Pizzarotti: "Grillo, liberati dai cattivi consiglieri. Dobbiamo cambiare opposizione"




"Serve un'opposizione diversa. Grillo, liberati dai cattivi consiglieri". Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, lo storico primo amministratore di una grande città targato Movimento 5 Stelle, sceglie il quotidiano del Pd Europa per lanciare un messaggio forte e chiaro al leader del M5S Beppe Grillo e al guru Gianroberto Casaleggio: "Io con loro non ho mai avuto problemi - spiega -, semmai sono loro che ne hanno avuti con me. Ora, dopo le Europee, spero che abbiano capito e che la smettano di dare retta ai tanti cattivi consiglieri di cui si circondano". Cattivi consiglieri, falchi pentastellati, che siedono anche in Parlamento: "Sono dappertutto", ammette Pizzarotti. L'opposizione dei 5 stelle a Roma, sguaiata e ringhiosa, gli ricorda un po' quella del Pd in consiglio comunale a Parma, "strumentale": "Essere diversi vuol dire fare un'opposizione diversa - sottolinea il moderato Pizzarotti -. Non possiamo continuare a fare le stesse cose che facevano gli altri, ad adottare le stesse tattiche che ha sempre utilizzato la politica che siamo nati per criticare. Lo ripeto: adesso dobbiamo fare un'opposizione diversa".

Il flop alle elezioni - Le Europee sono andate male anche per colpa di questo perenne "muro contro muro": "Bisognava cambiare chiave. Da una critica verso quello che non fanno gli altri bisognava passare alla proposta, al dire quello che intendiamo fare noi. Questo tra l'altro è un difetto tutto italiano di puntare il dito contro chi fa peggio di me invece di proporre un'alternativa credibile. Ma a balle sono tutti forti". L'occasione per ricucire con il vertice del Movimento potrebbe offrirla la grande festa a Roma, al Circo Massimo. Ma Capitan Pizza frena e mette una condizione: "Se parteciperà anch'io? Vedremo. Se ci sarà il nostro stand dei meet up di Parma, allora ci sarò anch'io".

L'alleanza - Intanto sempre da Parma arriva un sonoro schiaffo in faccia Grillo. Nonostante l'espresso divieto di Beppe Grillo, il M5S di Parma ha raggiunto un accordo con Pd e centrodestra per eleggere un esponente Pd (o il sindaco di Fidenza o quello di Salsomaggiore) alla presidenza della Provincia di Parma. Federico Pizzarotti sarà candidato come consigliere provinciale nella lista unitaria.

Confessione di Loredana Bertè: "Sono stata a cena alla Casa Bianca, c'era Bin Laden... Vi dico cosa è successo"

Loredana Bertè: "Quella cena alla Casa Bianca con Bin Laden, i Bush e Borg.."




"Ho conosciuto Bin Laden e suo figlio in una cena alla Casa Bianca. E c'erano anche Bush Senior e Bush Jr". La rivelazione sul retroscena dell'11 settembre, è della cantante Loredana Berté che, intervenendo al programma di Rai Radio2 Un Giorno da Pecora, ha spiegato di aver cenato, una sera, con l'ex numero uno di Al Qaeda.

La cena - "Io ero a quella cena con Borg - ha detto - e Bin Laden era ad un tavolo vicino a me, quando parlava io volevo ascoltare, perché come tutti sanno lui fu un eroe indiscusso della Cia". "E dove era seduto Bin Laden?", le hanno chiesto i conduttori. "In mezzo ai Bush", ha risposto la cantante. Cosa si ricorda del terrorista? "Mi ricordo che Bush mi ha raccontato che serviva alla Cia"

L'intervista - Già alcuni mesi fa aveva raccontato la storia al Fatto Quotidiano: Lei è stata sempre di sinistra. "Ho anche fatto acquistare 5mila azioni del Manifesto a Fidel Castro, ma credo di essere l'unica italiana ad aver cenato con Bin Laden alla Casa Bianca all'epoca di Bush padre. Chiesi a George Sr. a cosa servisse la Cia." E il Presidente? "'Non serve a niente. È l'unica organizzazione del mondo che non deve rendere conto a nessuno'. Se guardi all'11 settembre capisci anche il perché." Il Papa le piace? "Un po' troppo buonista. Wojityla è stato un grande capo politico ma quello che mi piaceva era il suo predecessore, papa Luciani. Un giorno a Firenze, nei camerini di Patti Smith vidi una sua foto sulla custodia del violino. Patti fu diretta: 'È il Papa che hanno ammazzato'".

martedì 16 settembre 2014

POVERA VERONICA I giudici danno una mano a Berlusconi: tagliato l'assegno alla Lario divorziata

Veronica Lario avrà 36 milioni in meno da Silvio Berlusconi




Silvio Berlusconi questa volta l'ha spuntata. Il Cav ha ottenuto la riduzione in appello di un terzo dell'assegno all'ex moglie Veronica Lario. L'ex lady Berlusconi dovrà rinunciare ai 36 dei 108 milioni ottenuti finora.  La Corte d'appello ha deciso infatti  che i tre milioni al mese che le aveva assegnato il Tribunale erano troppi e così ne avrà solo due. L'assegno ha lo scopo di permettere al coniuge più "debole" di mantenere lo stesso livello di vita goduto durante il matrimonio. Nonostante Miriam Bartolini abbia un cospicuo patrimonio personale cospicuo Veronica Lario è molto meno ricca di Berlusconi. La notizia è riportata dal Corriere della Sera che ricorda come la causa di separazione davanti ai giudici della nona sezione del Tribunale civile di Milano sia stata avviata dalla stessa Lario e i giudici della nona sezione del Tribunale civile di Milano le assegnarono un appannaggio mensile di 3 milioni di euro, 36 milioni annui, pari a 100mila euro al giorno a decorrere dall'inizio della rottura dell'unione allora individuata al maggio del 2010.

L'appello - Contro questa sentenza Berlusconi fece appello e ora durante l'estate - come scrive il Corriere - è arrivata la sentenza di secondo grado che ha ridotto di un terzo l'importo stabilito da quella del Tribunale. Per loro i tre milioni al mese sono troppi, non solo i giudici hanno spostato da maggio a settembre la decorrenza dell'assegno mensile relativo ai tre anni di separazione.  Quasi un anno fa era arrivato a maturazione anche il primo provvedimento della causa di divorzio: nell'ottobre del 2013 il presidente del Tribunale di Monza aveva deciso che fosse equo riconoscere all'ex moglie di Berlusconi "solo 1,4 milioni al mese".  I legali del Cav stanno anche pensando a un'unica somma che Berlusconi verserebbe in un'unica soluzione invece di pagare un assegno a vita: somma sul cui ammontare influiscono molti fattori, dall'entità dell'assegno di divorzio all'aspettativa di vita del coniuge obbligato al pagamento. Veronica Lario può tuttavia ricorrere in Cassazione. 

TASI, CAOS E FREGATURE Quasi tutti i Comuni alzeranno le aliquote Ecco dove stangano chi è in affitto

Tasi, la fregatura delle aliquote al massimo. Detrazioni, è caos




Una giungla con fregatura annessa. E' la Tasi, la "nuova" tassa su illuminazione, pulizia delle strade e servizi indivisibili talmente "generica" e indecifrabile nella sua applicazione da rendere liberi i Comuni di determinare aliquote, scadenze e detrazioni a loro piacimento. Una giungla, perché ogni Municipio decide secondo propri criteri a chi concedere sconti e quando far pagare la tassa. E una fregatura, perché il confronto con l'Ici e con l'Imu è impietoso: come spiega al Corriere della Sera Giorgio Spaziani Testa, segretario generale di Confedilizia, i contribuenti sborseranno nel 2014 24,8 miliardi, 15,6 in più rispetto al gettito Ici del 2011 (9,2 miliardi). E il sospetto più che fondato è che alzando le aliquote al massimo e riducendo le detrazioni, a differenza di quanto accadeva con l'Imu, i Comuni incasseranno qualcosa in più anche rispetto alla tanto odiata vecchia tassa sulla prima casa.

Scadenze e aliquote - Ancora non è facile comprendere come si muoveranno i singoli Enti locali, perché le scadenze sono differenti: 2.178 Comuni hanno fatto versare la prima rata entro il 16 giugno scorso, poco più di 5.000 entro il prossimo 16 ottobre e appena 800 hanno stabilito il pagamento in un'unica rata al 16 dicembre. In questo caso, l'aliquota non può salire oltre quella base dell'1 per mille. Diversamente, come detto, i sindaci possono invece alzare il tetto fino al 3,3 per mille, a patto che lo 0.8 per mille sia destinato alle detrazioni per le categorie meno abbienti. In attesa che il governo imponga per i prossimi anni un limite chiaro, come annunciato dal premier Matteo Renzi la scorsa settimana in tv da Bruno Vespa, per ora i Municipi tendono tutti all'aliquota dello 0,25-0,26%, praticamente il massimo.

Proprietari e affittuari - C'è poi la questione della ripartizione della tassa tra proprietari e inquilini e la serie di detrazioni "variabili" di Comune in Comune. La tendenza è quella di far pagare la Tasi per il 90% al proprietario dell'immobile, ma qualche sindaco spreme un po' di più gli affittuari. Ad Aosta, Avellino, Belluno, Biella, Caltanisetta, Campobasso, Catania, Iglesias, Imperia, L'Aquila, Lanusei, Matera, Napoli, Oristano, Pesaro, Pisa, Sanluri, Sassari, Tempio Pausania, Teramo, Tortolì, Udine, Varese, Verbania, Verona e Villacidro, per esempio, il rapporto dice 70% a carico del proprietario e 30% a carico dell'inquilino, che scende al 20% a Brescia, Cosenza, Isernia, Lecco, Mantova, Messina, Perugia, Rimini, Roma, Taranto, Terni. 

La giungla delle detrazioni - Certo, ci sono poi le detrazioni, che però complicano i calcoli. Dimenticatevi la franchigia di 200 euro prevista dall'Imu. Qui il "salvagente" si gonfia e si sgonfia e si sgonfia a seconda della latitudine. Come ricorda il Corriere, c'è chi stabilisce fasce di detrazione a seconda della rendita catastale, della categoria catastale, dell'Isee, dei "figli a carico", di un non ben precisato "in uso a familiari".

Casa pulita e vitamina D contro le allergie invernali

Casa pulita e vitamina D contro le allergie invernali 




Intensificare le pulizie in casa e godersi al sole gli ultimi week end di bel tempo. Sono i due semplici accorgimenti per prevenire le allergie in inverno, soprattutto contro gli acari della polvere. «Presto verranno accesi i riscaldamenti e i moti convettivi di aria che ne conseguiranno aumenteranno la concentrazione degli allergeni degli acari della polvere nelle stanze - spiega G. Walter Canonica, Direttore della Clinica delle Malattie dell’apparato respiratorio e Allergologia dell’Università di Genova – Per difendersi è consigliabile prepararsi alla stagione fredda con un’accurata pulizia di ogni ambiente chiuso». Ma l’inverno porta con sé anche un altro sgradevole regalo: la tendenza a uscire meno all’aria aperta e il conseguente minore irraggiamento della pelle, determina una diminuzione di vitamina D, potenziale difesa fisiologica contro le allergie respiratorie. Se ne parlerà al XV Congresso nazionale SIMER- FIP (Società italiana di medicina respiratoria a Genova, 1-3 ottobre 2014), dove verrà presentato uno studio italiano che mette in correlazione allergie respiratorie, comprese rinite ed asma, e diminuzione di livelli di vitamina D nel sangue. «E’ noto un rapporto tra luce e allergie – prosegue il professor Carlo Mereu, Presidente SIMER e del Congresso di Genova - In Paesi che non hanno una forte esposizione al sole, la popolazione è maggiormente soggetta alle patologie autoimmuni rispetto a chi vive in località più soleggiate».

Lo studio scientifico. Nello studio si è osservato che la vitamina D ha anche un’azione ormonale e in particolare interviene nella modulazione della risposta immunitaria innata ed adattativa, incluse la sensibilizzazione allergica e lo sviluppo di patologie come le malattie autoimmuni. La ricerca è stata condotta in 18 centri nazionali su 309 pazienti (43% maschi; età: 16-86 anni) con allergia respiratoria (con o senza manifestazioni cutanee). «È stata evidenziata una relazione significativa tra bassi livelli di vitamina D, sensibilizzazione ad allergeni perenni e insorgenza di alterazioni del sistema immunitario che possono portare a dermatite atopica - illustra Carlo Lombardi, responsabile dell’Unità Dipartimentale di Allergologia, Immunologia Clinica e Malattie dell’Apparato Respiratorio della Fondazione Poliambulanza di Brescia – proprio la dermatite atopica in genere precede lo sviluppo di altre malattie allergiche e respiratorie come rinite, asma e allergie alimentari, fenomeno detto di ‘marcia allergica’». Non sono stati invece trovati collegamenti tra bassi livelli di Vitamina D e allergeni stagionali, come per esempio i pollini. Questo pone problemi interpretativi. «È probabile - conclude Lombardi - che avere allergie da allergeni perenni provochi una stimolazione cronica del sistema immunitario che, se è accompagnata da bassi livelli di vitamina D, può portare allo sviluppo di allergie respiratorie persistenti. Invece le forme stagionali determinano una stimolazione discontinua del sistema immune che non viene influenzata dai livelli di vitamina D e quindi non sempre si collega con lo sviluppo di allergopatie significativamente e clinicamente rilevanti”.

Le società scientifiche. Il ruolo propositivo delle società scientifiche nello sviluppo e nella progettualità presente e futura della pneumologia in Italia e in Europa sarà il filo conduttore di tutto il Congresso Simer-FIP di Genova, che culminerà con una tavola rotonda, nel corso della quale si parlerà anche dei giovani specialisti. «Vogliamo dare particolare visibilità alla pneumologia del domani – illustra Mereu - invitando i giovani ricercatori a presentare i risultati dei loro lavori anche con la selezione della migliore comunicazione orale. Nella tre giorni di lavoro a Genova affronteremo, con diversi specialisti internazionali, anche le novità sulla gestione di Asma e BPCO, le nuove terapie, le interazioni cuore-polmone e con le malattie reumatiche, grazie alla collaborazione con la Società italiana di reumatologia (SIR), l’impatto dell’inquinamento sulle malattie respiratorie e la qualità di vita, e poi le scoperte sulla tubercolosi, le polmoniti, il fumo di sigaretta e tantissimi altri argomenti. Mi preme infine ringraziare la Presidenza della Repubblica per il patrocinio al nostro Congresso Simer-Fip».

La nuova avveneristica cura anti-obesità: i batteri "mangiano" il grasso (da dentro)

Batteri trapiantati nello stomaco per combattere l'obesità




Dal diabete all’obesità, dalla sclerosi multipla all’autismo: sono solo alcune delle malattie la cui soluzione potrebbe trovarsi in una nuova metodica, il trapianto di flora batterica intestinale (microbiota), applicazione che oggi in Italia viene eseguita solo al Policlinico universitario Gemelli di  Roma dove già di routine viene usata contro infezioni intestinali potenzialmente letali. L’ateneo romano ha anche avviato sperimentazioni cliniche su alcuni pazienti con diabete insulino-resistente in fase precoce e con colite ulcerosa. E presto potrebbe partire un trial clinico sulla sclerosi multipla.

Il trapianto di microbiota è anche al centro del corso ’Postgraduate Course Gut Microbiome, Nutrition and Health’ organizzato dall’Associazione europea di gatroenterologia, endoscopia e nutrizione-Eagen che si apre oggi pomeriggio insieme al workshop congiunto XXVII International Workshop on Helicobacter and Microbiota in Inflammation and Cancer, dedicato a Helicobacter pylori e al suo ruolo nell’infiammazione gastrointestinale e nel cancro, a cura del Gruppo di studio europeo su Helicobacter-Ehsg (11-13 settembre). Il trapianto di microbiota fecale è uno dei più innovativi nuovi trattamenti del XXI secolo, sottolineano dal Gemelli. Gli esperti ritengono che questa procedura, che trapianta i microbi da un intestino umano a un altro attraverso la materia fecale, potrebbe offrire la cura a una vasta gamma di malattie e gettare nuova luce sul ruolo del microbioma in malattie gastrointestinali e non solo. Eseguire il trapianto di per sé è una procedura non complicata. Bisogna isolare la flora batterica di un donatore sano attraverso sofisticate procedure microbiologiche di purificazione, e questo liquido viene poi somministrato al ricevente per bocca o per via rettale.

Mentre il microbiota fecale si dimostrato essere sicuro ed efficace per i pazienti con infezioni ricorrenti da Clostridium difficile, la sua efficacia nel trattamento di altre malattie è ancora da dimostrare. Ma vi sono dati internazionali che dimostrano che il microbiota fecale è un trattamento efficace per una serie di altri disturbi gastrointestinali. Uno studio presentato lo scorso agosto alla conferenza dell’American Gastroenterological Association tenutasi a Chicago riporta che il 70% delle persone che ha ricevuto microbiota fecale per la sindrome dell’intestino irritabile refrattaria aveva una risoluzione e/o un miglioramento dei sintomi. La qualità della vita è stata anche migliorata nel 46% dei pazienti. I dati confermano inoltre il potenziale del trapianto nel trattamento della malattia infiammatoria intestinale, colite ulcerosa e morbo di Crohn. «La flora batterica interagisce con le cellule immunitarie che popolano il nostro intestino - spiega Antonio Gasbarrini, direttore dell’Unità operativa complessa di medicina interna e gastroenterologia del Gemelli e presidente del congresso Eagen - modulando l’attività di geni chiave per il corretto funzionamento del sistema immunitario».

Non si esclude dunque che con il trapianto di microbiota si possa porre rimedio anche a malattie gravi e complesse come la sclerosi multipla, misteriose come l’autismo che non a caso risulta spessissimo associato a numerosi problemi gastrointestinali. Al Policlinico Gemelli si è recentemente concluso un trial che ha confrontato l’efficacia del trapianto di microbiota intestinale rispetto alla terapia antibiotica standard con vancomicina nei pazienti affetti da colite da Clostridium difficile recidivante. Il trial, coordinato da Giovanni Cammarota, ha dato ottimi risultati: dei pazienti sottoposti a trapianto di microbiota, l’89% ha eradicato la malattia, contro il 23,6% dei pazienti trattati con vancomicina. Alcuni dei sottoposti a trapianto (19) hanno necessitato di procedure multiple, per un totale di circa 30 procedure. In seguito ai risultati dello studio, attualmente al Policlinico il trapianto si esegue di routine per trattare i casi di infezione da Clostridium difficile resistenti alla terapia antibiotica, che hanno altrimenti una potenza letale.

Un ulteriore trial, già approvato dal Comitato etico dell’università Cattolica e in procinto di partire, ha l’obiettivo di studiare l’efficacia del trapianto nella sclerosi multipla, malattia autoimmune per la quale c’è sempre maggiore evidenza di un coinvolgimento della flora intestinale. I primi risultati di queste sperimentazioni cliniche potranno essere ottenuti già all’inizio del 2015.