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venerdì 12 settembre 2014

RECORD DELLA MOGHERINI Vola solo sugli aerei di Stato Ecco quanto ci costano i suoi viaggi

La Mogherini su un terzo dei voli di Stato dell'era Renzi




Prende un dubbio. O meglio un timore: che ora che è diventata "Lady Pesc", ossia responsabile della politica estera e di sicurezza dell'Unione europea, a Federica Mogherini tocchi comprarle un jet privato. Uno tutto suo. Perchè i suoi viaggi all'estero, se possibile, aumenteranno ulteriormente. E in questi sei mesi a Palazzo Chigi non è che la ministra degli Esteri abbia scherzato, quanto a uso degli aerei di Stato, Rivela lanotiziagiornale.it, ripresa da dagospia.com, che la bionda Federica è stata il passeggero di punta di un terzo di tutti i voli di Stato da fine febbraio a oggi: 18 su 56.

Fin qui potrebbe non esserci nulla di strano: lei è (ancora per poco) il ministro degli esteri e all'estero è normale che vada. Ma il fatto è che i voli di Stato, dopo gli incredibili abusi del passato, oggi sono disciplinati da un paio di provvedimenti: una direttiva firmata il 23 settembre 2011 dall’allora premier, Silvio Berlusconi, e una circolare del 10 maggio 2013 predisposta all’epoca del governo di Enrico Letta. Secondo i quali per i trasferimenti dei ministri bisogna usare i voli di linea, quelli offerti dalle compagnie. Solo se si dimostra, con apposita documentazione, che questa opzione non è possibile, allora si può fare richiesta di un volo di Stato. Il quale, va da sé, costa molto di più.

Invece, molte delle tratte volate dalla Mogherini erano servite da voli commerciali. Il ministro, per esempio, il 23 luglio scorso (un mercoledì) ha preso un volo di Stato Bruxelles-Roma. Tratta comodamente coperta, più volte al giorno, da Alitalia, Vueling e Brussels Airlines. Il 3 giugno (martedì) è stata la volta di un Vienna-Roma. Anche qui tratta servita, il martedì, da Alitalia, Austrian e Air Berlin. Ancora martedì 24 giugno (martedì) la ministra è andata da Roma a Bruxelles.

"Contadino, villano, vergognati". Paola Perego fa infuriare Al Bano e su twitter è rissa: ecco cosa è successo...

Al Bano e la rissa su twitter con Lucio Presta




"Villano, contadino, vergognati". Volano stracci su twitter tra Lucio Presta e Al Bano. Come racconta Giuseppe Candela su Excite, tutto è cominciato al ridosso della prima puntata della nuova Vita in diretta, che ha visto la staffetta virtuale tra Cristina Parodi e Paola Perego. Ospite della Parodi era Al Bano, dopo che i due hanno condiviso la conduzione della prima edizione di Così vicini, così lontani. Il cantante ha dimostrato che, quando c'è la stima reciproca anche se si è "così lontani così diversi", sul lavoro si può creare un'amicizia. Così Al Bano avrebbe detto più volte alla Parodi, in diretta su RaiUno, di essersi "sentito abbandonato". Insomma frecciatine al veleno dirette alla sua nuova compagna di viaggio, ovvero la Perego. Al Bano a quanto pare  non ha gradito il cambio di conduzione. Così su twitter arriva l'attacco di Lucio Presta, agente e compagno di Paola Perego che twitta ad Al Bano: "Ci sono villani contadini che pur avendo successo nella vita, restano villani contadini. I contadini veri non mancano mai di rispetto!". Pronta la risposta su Twitter di Al Bano, che forte del suo consenso nazionalpopolare ha avuto il coraggio di contrastare l'agente: "Com'è possibile che un grande agente faccia lavorare sua moglie, nota professionista, con un contadino villano???".

La confessione del poliziotto: "Così ho preso la Tbc" La denuncia: "Col contatto con gli immigrati si rischia"

Virus, la confessione del poliziotto: "Così mi sono ammalato di tubercolosi"




"Sono stato contagiato dalla Tbc mentre partecipavo all'operazione Mare Nostrum". La confessione choc di un poliziotto arriva a Virus, il talk show su Rai Due condotto da Nicola Porro. "Con i migranti che giungono nel nostro Paese ho un contatto più che ravvicinato, ho un contatto diretto", racconta l'operatore di polizia, "Un giorno è stato accertato un caso di tubercolosi bacillica che è lo stadio nel quale la persona infetta può contagiare le persone vicine. A seguito di questo siamo stati sottoposti, io e alcuni miei colleghi, a un test Mantoux e nel mio caso è stato accertato il contagio". 

"Contagio evitabile" - Poi arriva l'amara verità: "Era evitabile adottando dei sistemi di collocazione idonei, ma soprattutto qualora la persona ahimé malata, contagiosa non fosse giunta sul mio posto di lavoro a quasi mille chilometri di distanza", aggiunge l'agente. "La sua sorte non la conosco. Non possiamo impedire che un ammalato arrivi nel nostro Paese o che sbarchi sulle nostre coste, ma nel momento in cui è sulle nostre coste abbiamo il dovere di impedire che l'ammalato possa contagiare altre persone e il dovere di curarlo". Infine il poliziotto parla della cura: "La profilassi che sto facendo ha un periodo minimo di sei mesi. Terminata la chemioprofilassi, l'infezione tubercolare (nell'auspicata ipotesi che sia rimasta nella sua fase latente) è un'infezione permanente. Ovvero il batterio stanzierà nell'organismo per tutta la vita. Quindi io per tutta la vita posso ammalarmi di tubercolosi". 

giovedì 11 settembre 2014

Matteo Salvini: "Renzi è un bluff sui pm"

Salvini smaschera lo "show" di Renzi: "Vi dico io che combina con le toghe..."

a cura di Gaetano Daniele  





di Franco Bechis

Da quando al governo (prima di Enrico Letta, poi di Matteo Renzi) è venuta in mente l'idea di tagliare il budget Inps per pagare le visite mediche fiscali ai dipendenti pubblici e privati in malattia, è tornato a mettere le ali il fenomeno Matteo Salvini, il segretario casual della Lega Nord, convinto che il braccio di ferro fra Matteo Renzi e i magistrati sulle loro lunghe ferie faccia solo parte di uno show, e quindi sia un bluff orchestrato. In ogni caso dice a Spalle al Muro, la trasmissione della web tv di Libero, che hanno torto tutti e due. Renzi che fa lo sbruffone e i pm che davanti a una giustizia che non funziona non si prendono responsabilità. Per Salvini c'è una cartina al tornasole che dimostra come il premier non sia in buona fede. Perchè una soluzione equa sui pm ci sarebbe... ma Renzi fa orecchie da mercante "disegna slide e mangia gelati..."



Meglio non provocare Mike Tyson: il conduttore fa la domanda sbagliata. E in diretta tv finisce malissimo...

Mike Tyson, raffica d'insulti al conduttore in diretta tv




Meglio non provocarlo, Mike Tyson. Ne sa qualcosa Nathan Downer, conduttore della televisione candaese CP24. L'ex asso del pugilato era in visita a Toronto per appoggiare la campagna elettorale del sindaco Rob Ford, del quale si è a lungo parlato in passato anche perché ammise di aver fatto uso di crack, e si è recato negli studi televisvi. Downer, dopo qualche minuto di colloquio, chiede a Tyson se la sua condanna per stupro potesse incidere negativamente sulla competizione elettorale. Mike perde letteralmente le staffe e si scatena in una spaventosa raffica d'insulti nei confronti del conduttore, il tutto in diretta tv.

I ministri contro la spending review di Renzi. Fassina: "Impossibile tagliare 20 miliardi"

I ministri contro la spending review di Renzi. Fassina: "Impossibile tagliare 20 miliardi"




Ventimiliardi sono troppi. I ministri di Renzi non sanno come fare per soddisfare le richieste del premier. "Un ulteriore intervento metterebbe in crisi il sistema universalistico", tuona Beatrice Lorenzini titolare del dicastero della Sanità. Le fa eco Dario Franceschini: "Le risorse per la cultura non si toccano". Renzi da parte sua tira dritto: "Chiederò ai ministri la lista dei tagli", ha detto ieri a Porta Porta. Di certo c'è, scrive Repubblica, che la torta da aggredire non è di 735 miliardi di euro, ma - visto che non Renzi dice di non voler toccare pensioni, sanità e stipendi - di 200 miliardi e allora il 3% dei tagli imposti a ogni dicastero non fa 20 miliardi, ma 6.

L'attacco dem - «Forse hanno trovato la formula per la moltiplicazione dei pani e dei pesci a Palazzo Chigi e quindi nella legge di stabilità avremo grandi sorprese», ha puntualizzato Stefano Fassina, deputato Pd, intervenendo ad Agorà Estate, su Rai3, in merito agli interventi del governo in materia di risparmi, che dovrebbero portare nelle casse dello stato 20 miliardi di euro. «Ritengo - ha continuato - che sia impossibile sul piano politico tagliare 15 o 20 miliardi di spesa. Se si cercasse di farlo, si aggraverebbe la condizione economica del Paese, oltre a intervenire in modo molto negativo su Welfare, spesa sociale, spesa per la sanità e per la scuola». «Dovremo andare a una manovra espansiva che per un periodo limitato dia ossigeno all’economia - ha continuato Fassina -, anche estendendo il bonus Irpef degli 80 euro alle partite Iva che sono rimaste fuori e ai pensionati. Sarebbe utile allentare il Patto di stabilità interno per i comuni per far ripartire i piccoli cantieri in un settore come quello dell’edilizia, che è in una situazione drammatica». «Se invece - ha aggiunto Fassina - si va nella direzione dei 20 miliardi di tagli alle spese, e poi si fa la cancellazione dell’articolo 18 come il presidente Renzi ha annunciato a Il Sole 24 Ore, torniamo all’agenda Monti. Il punto - ha continuato - è che in questi anni abbiamo cambiato quattro governi in quattro anni e abbiamo tenuto sostanzialmente la stessa agenda. Se non la cambiamo, tra qualche mese ci troveremo in una situazione molto complicata». Tuttavia Fassina si dice «convinto che l’Italia ce la possa fare», ma ovviamente «vanno date le risposte giuste». Inoltre ha poi aggiunto che «se le risposte rimangono di continuità con l’agenda della troika e con le posizioni di Berlino» non si riuscirà «a rianimare l’economia, l’occupazione, le imprese e anche il debito pubblico».

Sondaggio che smaschera le single: ecco cosa cercano per farsi rimorchiare






Sondaggio: rimorchi solo se hai i soldi



Usciresti con qualcuno solo per i suoi soldi? Anche se il 97% degli uomini e il 94% delle donne hanno risposto di no, le single italiane sembrano avere un parere controverso rispetto alla situazione economica del partner. Infatti il 43% di loro ha risposto al sondaggio di eDarling (indagine condotta su un campione di 233 utenti single) di ritenere lo stipendio del partner “particolarmente importante”, in confronto ad appena il 16% degli uomini. Le donne inoltre sembrano non essere intenzionate a voler sposare un uomo che guadagna meno di loro: solo il 41% ha detto 'sì' senza riserve, mentre il 14% accetterebbe solo se lui avesse delle proprietà e il 45% ha risposto nettamente di ‘no’.

Agli uomini interessa altro - Per gli uomini invece lo stipendio della compagna è irrilevante poiché solo il 6% di loro mette gli occhi sul borsellino della futura consorte. Anche nel prestare denaro al proprio compagno le donne si riscoprono piuttosto diffidenti, infatti solo il 34% di loro lo farebbe incondizionatamente, rispetto all'81% degli uomini.

Il parere della psicologa - Perché uomini e donne hanno una visione così diversa del denaro all'interno della coppia? Secondo la Dott.ssa Wiebke Neberich, psicologa e ricercatrice di eDarling, "I risultati della ricerca mostrano il conflitto tra il carattere evolutivo delle donne e il loro desiderio di indipendenza. Le donne hanno lottato a lungo per l'indipendenza sociale ed economica e giustamente ci tengono a fare tesoro di questi risultati. Per questo motivo il desiderio femminile di avere un partner che garantisca loro una sicurezza economica può sembrare una contraddizione. La spiegazione si ritrova nel fatto che le donne si riscoprono economicamente dipendenti dal partner nel momento in cui decidono di formare una famiglia. Considerato da un punto di vista evolutivo, ha senso affermare che le donne siano più propense a cercare un partner benestante".