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martedì 30 maggio 2017

Giochi, manifestazione di protesta il 31 maggio a Roma

Giochi, manifestazione di protesta dei gestori il 31 maggio a Roma



ROMA - “Il 31 maggio dalle ore 14.00 in poi manifesteremo a Roma e subito dopo, dal 1 giugno, ci asterremo dalla raccolta per cinque giorni come primo segnale concreto da inviare all’indirizzo del governo e del Parlamento”.

Questo è il manifesto programmatico annunciato dall’Agcai (Associazione Gestori e Costruttori Apparecchi da Intrattenimento), presieduta da Benedetto Palese (nella foto).

“I gestori dovranno organizzarsi ‘senza se e senza ma’, tutti uniti, per rispondere compatti alle indicazioni che emergono dal tavolo comune delle associazioni Sapar, Agge, Assogioco-Confesercenti e Agcai.

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Non saranno accettate scuse da nessuno e se qualcuno non è d’accordo lo faccia per solidarietà associativa. Non sarebbe giusto - afferma Palese - rompere l’unità del settore in questo momento strategico. L’obiettivo della protesta è inviare un preciso messaggio al governo: i preventivati 394 milioni di euro richiesti per l’Europa al settore AWP non arriveranno perché le imprese con questo ulteriore aumento del Preu non riescono più ad ammortizzare i costi mensili di gestione. Oltre ai cinque giorni di mancata raccolta (che potrebbero aumentare) si farà ricorso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti provi di lavoro.

In realtà - aggiunge il numero uno dell’Agcai - protesteremo contro un governo che ormai è da definirsi, senza ombra di essere smentiti, al servizio delle multinazionali a discapito della salute pubblica e delle imprese italiane”.

“E’ inaccettabile che anche dopo l’audizione in Commissione Bilancio ottenuta dopo la precedente manifestazione, il governo non abbia recepito i suggerimenti espressi a seguito della presentazione di emendamenti dagli stessi componenti della Commissione. Tutto ciò vuol dire - evidenzia Benedetto Palese - che gli interessi dell’esecutivo nazionale sono talmente forti e consistenti da rovinare i giocatori ‘rinchiudendoli’ tutti nei mini-casino, spingendo verso la chiusura oltre 5.000 aziende con più di 200.000 lavoratori”.

“Noi non ci arrenderemo mai! Manifesteremo chiedendo l’attenzione di tutti i media e dei politici che hanno letto con attenzione le nostre richieste ed hanno recepito il nostro allarme: siamo imprese e lavoratori al servizio dello Stato e come tali, dobbiamo essere tutelati”.

“Se il prodotto che distribuiamo per conto dello Stato è diventato pericoloso conclude il leader dell’Agcai -, lo Stato ha l’obbligo di cambiarlo. Non può pretendere di variare le imprese che lo distribuiscono, aziende autorizzate dallo Stato a cui adesso si vuole dare il ben servito. Questo non è accettabile”.

SEMPLICE ED EFFICACE Vai in vacanza? Il trucco che ti cambia la vita: ecco cosa devi lasciare (sempre) nel frigorifero

Il trucco della monetina nel freezer: come sapere se è saltata l'elettricità...



Un trucco semplice, ma tremendamente efficace. Si avvicinano le vacanze e con loro anche una piccola-grande preoccupazione che condividono tutti quanti: e se salta la luce mentre sono via? Come posso accorgermene? Ed è importante accorgersene perché gli alimenti in frigo e nel freezer potrebbero essere compromessi. Per avere una risposta che non lascia margini d'errore basta lasciare una monetina su un bicchiere d'acqua ghiacciata: se al rientro la troverete al suo posto, dove l'avevate lasciata, sopra al ghiaccio, significa che durante la vostra assenza non è mai mancata la corrente, o quantomeno non è mancata per il tempo necessario a sciogliere il ghiaccio e dunque a compromettere la qualità degli alimenti. Al contrario, se troverete la monetina sotto al ghiaccio significa che il blocco si è sciolto durante la vostra assenza a causa di un'interruzione di corrente. Ovviamente, se non ritroverete la monetina laddove la avevate lasciata, meglio svuotare il frigo di tutti gli alimenti che contiene.

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Buzz Aldrin, dallo spazio ha visto la terribile verità: "Altro che Luna, cosa dobbiamo fare per salvarci"

La verità dell'astronauta: "Ecco come andare su Marte per non estinguerci"



"Solo così il genere umano sopravviverà all'estinzione". A 87 anni Buzz Aldrin ne ha viste e vissute abbastanza per concedersi il lusso di pensare al futuro che lui non vivrà. Il mitico astronauta americano è stato il secondo uomo a mettere piede sulla Luna. Era il 21 luglio 1969 e pochi secondi prima di lui a entrare nella storia è stato il collega Neil Armstrong: "Era un uomo straordinario - ricorda ora Aldrin al Corriere della Sera -. Sapeva quanto lo stimavo. Ma forse avremmo potuto fare le cose in maniera leggermente diversa. Se fossi stato io il primo a scendere, la mia vita sarebbe stata completamente diversa".

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L'emozione per quel momento resta ("Il momento più emozionante è stato l'allunaggio, avevamo accettato i rischi. Il nostro obiettivo valeva più delle nostre vite") ma Aldrin guarda avanti. "Lavoro per rendere una missione su Marte possibile.

Grazie ai miei studi e alla mia carriera di astronauta penso di essere in grado di potere dare una mano. Spero ci arriveremo prima del 2040". Il piano è già stilato fin quasi nei dettagli: "Marte andrebbe occupato con missioni continue. Dovremmo andare e restare, non solo lasciare impronte e bandiere. L'America deve guidare una coalizione di nazioni. In 8 anni potremmo tornare sulla Luna per assemblare gli habitat e i lander riutilizzabili e da lì andare su Marte". "Servono - prosegue - voli commerciali tra la Terra e la Luna e un propulsore che sia efficiente ed economico, non il nostro vecchio Saturn". L'unico modo possibile è attrarre i capitali privati: "Il governo Usa dovrebbe lasciare che le aziende aerospaziali private competano tra loro e poi scegliere il propulsore migliore. È evidente, non è una cosa facile. Ma o esploriamo o ci estinguiamo".

VERGOGNA TOTALE Pensione ai parlamentari? La dem: "Assegno ai familiari, così non finiranno a fare..."

LEGGE CON TRUCCHETTO Vitalizi ai parlamentari, reversibilità ai familiari senza redditi. La dem Gasparini: "Così non faranno le sguattere"



La legge che taglia i vitalizi dei parlamentari, firmata dal dem Matteo Richetti, mercoledì diventerà legge. In 10 anni si risparmieranno, secondo l'Inps, 760 milioni di euro, grazie all'abolizione dei vitalizi e il passaggio del calcolo delle pensioni degli onorevoli dal retributivo al contributivo. Il diritto alla pensione scatterà dopo almeno 5 anni tra Camera e Senato e compiuti i 65 anni. Inoltre, gli assegni saranno più leggeri. Tutto bene? Forse, ma occhio alla sorpresina targata Pd.

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Come spiega Il Giorno, un emendamento all'art. 13 proposto dalla deputata democratica Daniela Gasparini sembra a tutti gli effetti un regalino ai familiari dei parlamentari, a cui è destinato un assegno di reversibilità. "In assenza di altri redditi di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 - si legge nell'emendamento -, per i soli trattamenti in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, la misura della pensione di cui all'articolo 11 è aumentata del 20%". Il familiare o erede senza redditi da lavoro dipendente/autonomo e d'impresa, rendite fondiarie e da capitale, dunque, percepirà il 60% dell'importo della pensione, come gli altri italiani, ma maggiorato di un quinto. Secondo la Gasparini si tratta di una "tutela di casi ben specificati, per evitare che i congiunti di parlamentari senza altro reddito finiscano a fare i giardinieri o le sguattere". Messa così, sembrerebbe quasi la protezione di un privilegio sociale ed economico acquisto dal parlamentare. Richetti prova a correggere il tiro: "La misura vuole offrire sostegno a ipotetiche situazioni particolarmente gravose. Esempio: congiunti (anziani o disabili) di parlamentari con un solo mandato la cui reversibilità precipitasse". 

QUALE MAGGIORANZA? Il sondaggione di Mentana, gode "turbo-Salvini" Le cifre e lo scenario: come si alleano i partiti

QUALE MAGGIORANZA? Sondaggio Emg Acqua per Enrico Mentana: M5s primo partito. Ecco tutte le possibili alleanze alla Camera



L'ultimo sondaggio Emg Acqua per il TgLa7 di Enrico Mentana segnala piccole, ma significative, variazioni. Il primo partito resta il M5s, al 29,9% e in calo dello 0,1% rispetto alla precedente rilevazione. Dunque il Pd, al 27,5% in calo dello 0,2%, poi Forza Italia al 13% e in calo dello 0,3 per cento. Chi cresce, al contrario, è la Lega Nord di Matteo Salvini, in ascesa dello 0,2% e francobollata al partito azzurro con il 12,9 per cento. Bene anche FdI-An, al 4,6% e in crescita dello 0,1 per cento. Cresce anche Mdp, la "cosina rossa", data al 3,2% e in salita di 0,2 punti percentuali. Dunque Alternativa popolare al 2,7% e Sinistra italiana al 2,2 per cento. Il dato generale, dunque, indica una complessiva, seppur lieve, crescita del centrodestra.

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Il sondaggio di Mentana, però, dà conto di altre interessanti simulazioni, basate sull'ipotesi - sempre più concreta - di un sistema elettorale "tedesco", ossia con soglia di sbarramento al 5 per cento. Se si votasse con questa legge, al M5s verrebbero assegnati 219 seggi alla Camera, 208 al Pd, 96 a Forza Italia, 94 alla Lega Nord, 1 a Sinistra Italiana e 12 ad altri partiti. Numeri che, dimostra sempre la rilevazione, non consentirebbero alcun tipo di maggioranza a Montecitorio. Il Pd, le sinistre e l'autonomie avrebbero 215 seggi, così come l'ipotetica intesa Pd-sinistre-autonomie-Ap. Non ce la farebbe neppure una riedizione del Patto del Nazareno con Pd, Forza Italia, Ap e autonomie, fermo a 310 seggi. Lega, Forza Italia ed Fdi ne raggranellerebbero soltanto 190. Lo schieramento più vicino ai 316 seggi necessari per la maggioranza, dunque, sarebbe quello composto da Lega, Fdi e M5s, a 313 seggi.

lunedì 29 maggio 2017

Terrorismo, filtra il documento dei servizi segreti "Ecco i nomi delle spiagge dove ci ammazzeranno"

LA MINACCIA Terrorismo islamico, la lista delle spiagge spagnole a rischio



Dopo l'attentato a Manchester, nel mirino del terrorismo islamico ci sarebbero alcune spiagge della Spagna. E a dimostrarlo c'è il fatto che diversi ex agenti delle truppe d'élite addestrati dalle Sas, le forze speciali della British Army, secondo quanto riporta Il Messaggero sarebbero stati schierati - con la massima discrezione - nelle principali località turistiche della penisola iberica più frequentate dai cittadini britannici. Nel dettaglio, si tratta della Costa del Sol e di Benidorm, sul versante mediterraneo, dunque nell'arcipelago delle Canarie e in quello delle Baleari. Ma la massima allerta sarebbe quella relativa a Magaluf, sull'isola di Palma di Maiorca, frequentatissima da giovani turisti, soprattutto inglesi.

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Sarebbero un centinaio gli ex membri dei reparti scelti arruolati dagli stessi tour operator per controllare le spiagge in borghese, mescolandosi tra i bagnanti, per pervenire possibili attacchi terroristici: lo ha rivelato il Daily Mail, che cita fonti di sicurezza protette dall'anonimato. Nel caso, non si tratterebbe di una novità: già in passato la polizia britannica ha collaborato con la Guardia Civil di Maiorca per gestire situazioni emergenziali, nel dettaglio due anni fa, quando però l'obiettivo era contenere la movida sfrenata e gli atti vandalici. Questa volta, dunque, la minaccia è ben più concreta e pericolosa.

La Spagna, da tempo, è un obiettivo dell'Isis, che rivendica in alcuni video gli antichi territori dell'Al Andalus. Inoltre, secondo fonti di intelligence, la penisola iberica "è più esposta ad un attacco ora che c'è stata una stretta sulla sicurezza nel Regno Unito". Infine, proprio in questi giorni la Spagna è piena di turisti britannici a causa del lungo ponte festivo di bank holiday.

La condivisione quale valore fondamentale del benessere (di Francesco Pellegrino)

La condivisione quale valore fondamentale del benessere


di Francesco Pellegrino


Dott. Francesco Pellegrino

Il G7 di Taormina appena conclusosi rappresenta con i suoi risultati e con le proposizioni di quelli che da alcuni vengono definiti gli uomini più potenti della Terra, una fotografia ideale del mondo attuale essendo rappresentato oltre il 60% della ricchezza netta mondiale detenuta.

La necessità di discutere e condividere di orientamenti macroeconomici comuni da parte delle maggiori economie avanzate mondiali ci restituisce nelle volontà espresse dai Padri fondatori del G7 di dover necessariamente confrontarsi e mediare per uno sviluppo economico che possa garantire benessere e sostenibilità.

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Visto che il tema del benessere risulta essere molto in discussione sui reali fruitori dello stesso, la sostenibilità invece ribilancia la contrattuabilità dei vari attori macroeconomici perchè il benessere senza sostenibilità risulterebbe essere solo una chimera teorica.

Perciò il G7 di Taormina ha rappresentato una espressione chiara di posizioni differenti e divergenti tra soggetti che starebbero ricontrattualizzando il proprio ruolo nello scenario mondiale.

Il discutere di migrazioni, economia e clima sarebbe potuto sembrare un assett variegato e scarsamente connesso se non ci fosse un unico elemento culturale di proposizione o deterrenza in base  a punto di osservazione da cui si ecercita l’analisi, ovvero il benessere umano e la spendibilità futura dello stesso.

Le posizioni riconoscono delle contrapposizioni che si stanno consolidando e radicalizzando. Infatti gli Stati Uniti d’America stanno esprimendo una inversione di rotta sugli impegni presi alla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di parigi del 2015 dove gli stessi con la Presidenza Obama avevano deciso di iniziare ad aderire alle indicazioni del trattato di Kyoto del 1997.

Chiaramente va ricordato che l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America lo avesse dichiarato in campagna elettorale presidenziale di non essere in linea con le decisioni di Parigi e che avrebbe agito per il ricusare le stesse, la questione quindi è nel cercare di comprendere perchè ci si aspettasse un comportamento di apertura laddove la politica di rilancio scelta dll’imprenditore americano ricorda molto i principi economici reganiani di grande focalizzazione sul grande business animand al contempo il populismo americano di un benessere oramai scomparso in quella terra.

L’organizzazione di eventi straordinari macroeconomici quale il G7 impone una contrattazione pregressa energica, determinata ed a volte cruenta, quindi un affermare senza una ufficialità, addirittura attraverso un tweet che ci si riserva di rifllerre ancora  per una settimana assume dei connotati non certo concilianti quanto piuttosto di opportunità temporale.

Il clima non appartiene all’uomo. Il clima determina la potenzialità di vita ed il relativo benessere biologico. Sacrificare un bene che viviamo attualmente ancora in modo ideale, con stagionalità piacevoli, con fruibilità del bene  acqua ancora sostenibile e con eventi correlati catastrofici occasionali, dovrebbe farci riflettere sulperchè sacrificare questo clima sull’altare dell’utile personale ed individuale.

Le controparti cono sbilanciate in questo momento. La pressione lobbistica di una imprenditoria globale che per un guadagno esasperato vuole sacrificare un bene comune irrecuperabile e prezioso è folle. Allo stesso tempo la share of voice di una Comunità globale è ben poco rappresentata, non riesce a farsi sentire per la propria necessità di condurre una vita dignitosa e di benessere ordinario.

Ma i correlati di costi indotti da tutte le variazioni climatiche chi li pagherà? Ovviamente le comunità!​ Ebbene non si ascolta  alcuno economista o politico che esprima la necessità di gravare le produzioni in deregulation climatica di tasse ecologiche correlate al fine di far assumere a chi produce fuori da regole minime di tutela del clima, come previsto da Kyoto nel 1997, i costi delle conseguenze.

Alle università allora  il compito  di  calcolare e proporre  quanto costa  all’ambiente globale stare fuori  dai trattati così da evitare che chi propone di costruire mura di protezionismo facendole pagare agli esclusi oggi pensi di far pagare le conseguenze di un clima selvaggio e cruento alle Comunità.

Ha compiuto un gesto saggio il Santo padre nel fare omaggio al Presidente USA di un libro sull’ambiente cosi da usare il sale in zucca.

Cum grano salis

Dott. Francesco Pellegrino
Via G.A. Acquaviva, 39, 81100 Caserta.
E_mail: frankpiglrim@gmail.com
Cell: 348.8910362