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domenica 28 maggio 2017

RIPRODUZIONE ASSISTITA E. Greco: “per otto donne su dieci fondamentale diventare mamma”

E. Greco: “per otto donne su dieci fondamentale diventare mamma”


di Martina Bossi


Prof. Ermanno Greco
Direttore Scientifico Centro di Medicina e Biologia della Riproduzione Roma

Otto donne su dieci considerano ‘estremamente importante’ essere genitori e in particolare avere 2 figli (65 per cento), uno (20 per cento), tre (13 per cento) e addirittura 5 (due su cento). Inoltre l’età desiderata per diventare mamma è in oltre un caso su due tra i 35 e i 40 anni, nel 30 per cento dei casi tra i 30 e i 35 anni, ma anche nel 10 per cento quando si è over 40 e però solo il 5 per cento under 30. Sono alcune delle risposte dell’indagine effettuata lo scorso 8 marzo all’European Hospital di Roma in occasione di una giornata di visite gratuite, promosse dalla struttura sotto il coordinamento del professor Ermanno Greco, direttore scientifico del Centro di medicina e biologia della riproduzione. Il ‘Questionario sugli atteggiamenti nei confronti della genitorialità, le intenzioni nell’avere un figlio e sulla conoscenza dei problemi di infertilità’, a cui hanno risposto 136 donne italiane (tranne una proveniente dal Perù e dalla Grecia) con età media di 36 anni, si basa su modelli già validati in passato nel Nord Europa, Nord America ed Est Europa. Comprende sette categorie di domande: 1) caratteristiche socio-demografiche e storia riproduttiva; 2) le future intenzioni ad avere un figlio; 3) l’importanza ad avere un figlio; 4) presunti comportamenti in caso di infertilità; 5) circostanze importanti per decidere ad avere un figlio; 6) cambiamenti di vita, percepiti come positivi o negativi, relativi alla genitorialità; 7) le conoscenze riguardo i problemi alla fertilità.

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«Il desiderio di avere un figlio è davvero preminente nella quasi totalità delle donne - sottolinea il professor Ermanno Greco - e ritenuto di altissima importanza. Il 55 per cento delle donne lo vorrebbe tra i 35 e i 40 anni, segno di percorso di maturità anche lavorativa che però va in conflitto con l’età migliore per diventar mamma ovvero sotto i 30 anni». Infatti per quanto riguarda i cambiamenti di vita legati alla genitorialità, percepiti come positivi o negativi, la maggioranza delle donne (l’80 per cento) ritiene che avere un figlio porta a svilupparsi come persona, a dare e ricevere più amore, può rafforzare il rapporto con il proprio partner, che può cambiare la visione su ciò che è importante nella vita, che si fa qualcosa che è il senso della vita, che ci saranno nuovi interessi ma che comunque c’è meno tempo da dedicare al lavoro e alla carriera, un’economia più povera e più difficoltà nel mercato del lavoro. «Riguardo le conoscenze sull’infertilità - prosegue Greco - il 90 per cento delle intervistate ritiene che l’età più fertile è tra i 20 ed i 35 anni, con circa il 2 per cento che risponde di non saperlo. La maggioranza sostiene che vi è una leggera diminuzione dell’infertilità tra i 35 ed i 40 anni (l’80 per cento) e una marcata riduzione dopo i 40 anni, alcuni sostengono dopo i 45-50 anni. Infine la maggior parte non è a conoscenza (l’80 per cento) di quante coppie sono infertili e di quante probabilità di successo, in media, ci sono per avere un bambino sia naturalmente che con la FIV. Inoltre questa voglia di diventare madre è talmente grande che la maggior parte delle donna accetta il trattamento di fecondazione artificiale per risolvere il loro problema».

MEDICINA NARRATIVA 'Cecità clandestina' libro che narra la convivenza con il blefarospasmo

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di Matilde Scuderi



"Non è facile spiegare quello che è successo. Alcuni sapranno cosa ho passato davvero solo quando il problema è ormai superato, altri resteranno convinti che abbia avuto un’allergia o una brutta congiuntivite. D’altra parte, cosa avrei potuto dire? Sono quasi cieca ma domani vado al cinema? A fare la spesa? Mi metto al computer per scrivere un articolo? Come convincere chi ha continuato a ricevere da me mail o sms che scrivere - e ancora di più rileggere - in questo momento è una vera impresa?"

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Così Paola Emilia Cicerone, cronista del mondo della salute nata a Firenze ma formatasi professionalmente tra Roma e Milano, esprime le difficoltà che incontrano le persone colpite blefarospasmo - un disturbo neurologico che provoca chiusura persistente e involontaria delle palpebre fino a giungere, nei casi più gravi, a provocare una cosiddetta cecità funzionale - nel cercare di far capire a chi sta loro intorno la propria condizione. Giornalista e scrittrice di medicina, psicologia,  alimentazione, medicine complementari e sessualità, l'autrice usa la propria esperienza di scrittura  per superare questa difficoltà e condensa in un racconto-diario dal titolo 'Cecità clandestina' - uscito per i tipi di Maria Margherita Bulgarini edizioni, un progetto editoriale per la divulgazione scientifica, la medicina narrativa e la letteratura per ragazzi - la propria esperienza personale con questa malattia, per molti versi ancora misteriosa e per la quale ad oggi non esistono terapie risolutive.

Nasce così un diario in cui l’incontro con  terapie diverse - dall’agopuntura alla meditazione - s’intreccia col racconto dei mesi trascorsi al buio, e delle difficoltà di convivere con un disturbo che si manifesta in modo  bizzarro e imprevedibile, fino a una risoluzione che lascia aperti molti interrogativi. Una testimonianza personale e commovente che Paola Emilia Cicerone ha voluto integrare partendo dalla sua esperienza professionale, per riflettere su quanto possa essere difficile il dialogo tra paziente e curante, particolarmente oggi che la medicina sembra avere perso in umanità quello che ha guadagnato in competenza tecnica. E sulle sfide che si presentano a  chi deve fare i conti con il problema di salute, dalla difficoltà di orientarsi nel mare di  informazioni disponibili in rete, a quella di  capire cosa ci sia di valido nella crescente offerta di terapie alternative. 

ANCORA TROPPO FUMO Tutelare i piccoli dal fumo passivo grazie a 'Ector The Protector Bear'

Progetto ‘Ector The Protector Bear’ tutelare i piccoli dal fumo passivo


di Eugenia Sermonti


Nonostante il successo - per certi versi anche inaspettato - della legge Sirchia sul divieto di fumo nei luoghi pubblici il problema ‘fumo passivo’, soprattutto nei bambini, sembra essere ancora sottovalutato dagli adulti. Tant’è che in Italia il 52 per cento dei bambini nel secondo anno di vita è esposto abitualmente al fumo passivo, inala cioè il fumo di chi si accende una sigaretta accanto a lui oppure le particelle che si sprigionano dai vestiti e dai capelli di chi fuma abitualmente. Il 49 per cento dei neonati e dei bambini fino a 5 anni è figlio di almeno un genitore fumatore e il 12 per cento ha entrambi i genitori fumatori, mentre circa un neonato su 5 ha una madre fumatrice. I dati Istat fotografano una situazione allarmante, di cui spesso gli adulti sono ignari. Per sensibilizzare sul tema e favorire la protezione dei bambini nasce il progetto ‘Ector The Protector Bear’, promosso da Roche con il patrocinio di Women Against Lung Cancer in Europe (Walce) e la collaborazione di Trudi: un orsacchiotto speciale che avrà il compito di proteggere i piccoli ed educare i grandi sui rischi legati al fumo passivo. “Credo sia molto importante che un’azienda come Roche non si limiti solo a mettere a disposizione dei farmaci: ritengo che il ruolo dell’industria farmaceutica sia anche quello di contribuire, sensibilizzare e sostenere la prevenzione con trasparenza, oltre a fare ricerca - commenta Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche Spa - Siamo convinti che l’informazione resti uno strumento essenziale per contrastare le gravi patologie legate al fumo e al fumo passivo come nel caso del tumore al polmone. Bisogna attivarsi per colmare i gap di conoscenza soprattutto nei confronti dei genitori e dei familiari”.

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“Il fumo indiretto, infatti, è nocivo quanto quello diretto: è anch’esso strettamente correlato allo sviluppo di tumori, malattie del sistema cardiocircolatorio e respiratorio. Negli adulti e tanto più nei bambini – spiega Giulia Pasello, dirigente medico, UOC di Oncologia 2, Istituto Oncologico Veneto di Padova – In più, ogni anno in Italia ci sono circa 150-300 mila bronchiti e polmoniti sotto i 18 mesi, patologie che si possono ricondurre anche all'esposizione cronica al fumo e causano circa 15 mila ospedalizzazioni nei reparti pediatrici”. Il fumo provoca nel mondo circa 600 mila morti premature ogni anno e la perdita di 10,9 milioni di anni di vita in buona salute. I dati epidemiologici legati al tumore al polmone, che nell'80 per cento dei casi è legato al fumo, sono altrettanto allarmanti. Fra tutte, infatti, è la neoplasia che ha il tasso di mortalità più alto: 280 mila decessi all'anno nell’Unione Europea, di cui 19 mila per effetto dell’esposizione al fumo passivo. Inoltre, vivere con un fumatore aumenta del 20 per cento la probabilità di sviluppare tumore al polmone. “Ci sono pareri contrastanti in rete sul fumo: il sentimento positivo è legato alla gratificazione (31.8 per cento), alla funzione anti-stress (22.2 per cento), oppure alla socialità della sigaretta (10.5 per cento) – spiega Andrea Ceron, co-fondatore Voices from the Blogs, start up dell'Università di Milano che ha analizzato oltre 700 mila post, articoli, news sul tema del fumo per capire quale sia il sentimento della rete – Chi esprime sentimenti negativo è consapevole dei danni provocati alla salute di chi fuma, ma presta molto meno attenzione ai danni relativi al fumo passivo. Addirittura, si parla più di insalubrità dell’ambiente (quasi il 79 per cento) che dei rischi per la salute dei bambini (10.1 per cento)”.

Mancano campagne di prevenzione primaria e di sensibilizzazione su un tema che non può e non deve coinvolgere solo le donne o limitarsi al momento della gravidanza. “La prevenzione nei confronti dei danni del fumo, tumore al polmone in primis, deve essere diffusa in tutte le fasce di popolazione, a partire dalle scuole - spiega Stefania Vallone, segretario di Walce e Presidente di Lung Cancer Europe (LuCE) - Solo così potremo combattere agli esordi una malattia che rimane ancora difficile da trattare anche se le nuove terapie offrono oggi possibilità insperate fino a qualche anno fa”. A fianco dei bambini arriva, quindi, Ector The Protector Bear, l'orsacchiotto protagonista del progetto di sensibilizzazione contro il fumo passivo: un peluche speciale perché, grazie a un sensore posto al suo interno sviluppato da The FabLab, tossisce ogni volta che qualcuno fuma vicino a lui. Così facendo scoraggia i fumatori, avverte i genitori ed educa i bambini a tenersi lontani dalle minacce del fumo.

Ector The Protector Bear, prodotto da Trudi, è un orsetto che presta il suo nome a una campagna di informazione che verrà veicolata attraverso un video informativo e un sito (www.ectortheprotector.com), per essere sempre informati sul progetto e ricevere tutti gli aggiornamenti. “Quando, in azienda, abbiamo iniziato a parlare di come sviluppare una campagna d’informazione contro il fumo passivo, siamo venuti a conoscenza del prototipo di Ector e lo abbiamo subito ‘adottato’ con grande entusiasmo - continua de Cicco - Da subito, ci siamo convinti che era il sistema più efficace e assolutamente innovativo per poter sensibilizzare le famiglie, attraverso i bambini, che troppo spesso si ritrovano indifesi rispetto al fumo passivo”. E proprio per ampliare l’azione di sensibilizzazione verso l’importanza della prevenzione “porteremo Ector The Protector Bear nei corsi pre-parto di alcune città italiane a partire da questo autunno - puntualizza Vallone - perchè la vera prevenzione precoce inizia dentro le mura di casa, e i genitori non devono incarnare un modello negativo per i propri figli”.

Il progetto parte con una campagna di informazione che verrà veicolata attraverso un sito e un video. Su www.ectortheprotector.com è possibile trovare materiale sul rischio associato al fumo e sul tema della prevenzione: il video, che verrà diffuso anche attraverso i canali social, associato all'EctorTheProtector, mostra quali sono questi rischi e chiama gli utenti ad agire, a proteggere chi sta loro vicino. Inoltre, sul sito è possibile iniziare a conoscere da vicino Ector: dai disegni dell’idea creativa alle diverse fasi di realizzazione, fino alle foto dei primi prototipi, seguire da vicino il progetto e avere la possibilità di accogliere Ector a casa propria. La seconda fase partirà in autunno e prevede, in occasione del mese mondiale di sensibilizzazione del tumore al polmone, la distribuzione di Ector nell'ambito di incontri organizzati da WALCE all'interno di corsi pre-parto in alcune città italiane.

"Ditelo che è un evasore...": Insinna attacca Ezio Greggio, lui lo gela con un messaggino

Insinna accusa Greggio, ecco la risposta del presentatore di Striscia



Lo scontro tra Striscia la notizia e Flavio Insinna ha aperto un nuovo fronte con il conduttore storico del Tg satirico, Ezio Greggio. Insinna lo aveva tirato in ballo alla consegna del Tapiro d'oro e nel video pubblicato sulla sua pagina Facebook, ricordando il contenzioso tra il Fisco italiano e Greggio. Proprio lui ha voluto rispondere con una secca smentita: "Ascoltate e lette le diffamatorie dichiarazioni del sig. Flavio Insinna, precisiamo che il sig. Ezio Greggio non solo non ha mai evaso le imposte, sempre pagate in Italia fino all'ultimo centesimo, ma, chiariti i passati equivoci, intrattiene un rapporto corretto e trasparente con le istituzioni fiscali". E la vicenda ora non è escluso che possa finire in un'aula di tribunale. 

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TOGHE ALL'ASSALTO Fini, ora si mette malissimo "A dir poco...": frase-condanna Soldi, casa e Tulliani, è finita?

Casa Montecarlo, i magistrati: "Gianfranco Fini sapeva tutto"



I giudici del Riesame di Roma che hanno confermato i sequestri nei confronti di Sergio, Giancarlo ed Elisabetta Tulliani, accusati di riciclaggio in concorso con l' imprenditore Francesco Corallo, non hanno dubbi: Gianfranco Fini sapeva della casa di Montecarlo. E più di lui - scrive La Repubblica - sapeva sua moglie, Elisabetta Tulliani. Nessun dubbio. Anche l' ex leader di An è indagato in questo fascicolo e la via verso la fine della sua carriera politica sembra sempre più breve. E reale.

A febbraio la Finanza aveva messo i sigilli ai loro beni per un valore di 5 milioni di euro. Secondo i magistrati inquirenti, "la tesi difensiva secondo cui Elisabetta non sapesse chi fosse il reale proprietario dell' immobile è a dir poco inverosimile". Secondo i pm la Tulliani, "al pari del marito, presidente del partito che vendeva l'immobile alla società del cognato, era ben a conoscenza degli esatti termini dell' affare".

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Crisi di governo, è ufficiale: occhio all'"incidente" in aula, il Pd ha pugnalato Gentiloni

Crisi di governo, Gentiloni a casa: lui in Sicilia, il Pd lo fa fuori



Legge elettorale entro fine giugno, scioglimento delle Camere entro luglio, voto a settembre. Matteo Renzi ha già tutto chiaro e in parte lo ha pure confermato. La verità brutale è che il governo di Paolo Gentiloni è giunto al capolinea, e con la delicatezza che contraddistingue i renziani il primo colpo è arrivato mentre il premier era a Taormina per il G7.

Sui voucher sempre Renzi scarica la responsabilità del pasticcio tutta sull'esecutivo: "Loro ordinano e noi votiamo", è stata più o meno la sintetica risposta a chi lo accusava di aver organizzato il trappolone sul lavoro. La situazione è caldissima: il reinserimento dei voucher ha provocato l'uscita dalla maggioranza di Mdp e le critiche fortissime di quel che resta della sinistra Pd. Risultato: in Commissione la misura è passata con i voti decisivi di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia. Tragedia a sinistra? Farsa? Semplice pretesto e gioco delle parti? Di sicuro, come suggerisce il capogruppo azzurro alla Camera Renato Brunetta, "si sente l'odore della crisi di governo, una cosa pazzesca". Ora basterà un piccolo "incidente" in aula, su una delle prossime fiducie. Ah, a proposito. Maurizio Lupo di Alternativa popolare ha già annunciato che gli alfaniani non le voteranno più se verrà confermato lo sbarramento al 5% nella nuova legge elettorale alla tedesca. Dopo Trump, per Gentiloni è arrivato il momento della tranvata. 

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GP MONTECARLO Ferrari, un trionfo che vale il Mondiale Pazzesco a Monaco, Vettel stravince Secondo Raikkonen, terzo Ricciardo

Formula 1, trionfo Ferrari al Gp di Montecarlo: Vettel primo, Raikkonen secondo


di Gaetano Daniele



Sebastian Vettel su Ferrari ha vinto il Gran Premio di Montecarlo di Formula 1. Il pilota tedesco ha preceduto il compagno di squadra, il finlandese Kimi Raikkonen. Terzo l'australiano Daniel Ricciardo su Red Bull.

Fuori dal podio le Mercedes, con Valtteri Bottas quarto davanti all'altra Red Bull di Max Verstappen. Sesto Carlos Sainz Jr su Toro Rosso, soltanto settimo Lewis Hamilton su Mercedes. Chiudono la top ten Romain Grosjean su Haas, Felipe Massa su Williams e Kevin Magnussen su Haas. Con questa vittoria Vettel consolida il primato nella classifica mondiale, con 25 punti di vantaggio su Hamilton. Prossimo appuntamento con il Mondiale di Formula 1, l'11 giugno con il Gran Premio del Canada.

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