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sabato 27 maggio 2017

Otite curata con l'omeopatia, è morto il bimbo di 7 anni: cosa aveva detto il medico

Ancona, morto il bimbo di 7 anni: otite curata con omeopatia, l'accusa al medico



Tragedia ad Ancona: è clinicamente morto il bambino di 7 anni di Cagli (Pesaro) ricoverato all'ospedale Salesi  per un'otite curata con l'omeopatia e non con gli antibiotici. Il piccolo Francesco era in rianimazione dallo scorso 24 maggio, con le funzioni vitali compromesse: era seguito da 3 anni da un medico omeopata di Pesaro. Scene di tensione all'ospedale, i genitori distrutti hanno allontanato i giornalisti. Un parente ha rivelato come mamma e papà si fossero rivolti al pediatra preoccupati per le condizioni del figlio. Di fronte alla loro richiesta di portare il piccolo in ospedale, il dottore omeopata li avrebbe "terrorizzati".

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"Vittoria!", un giorno storico: Meloni, il colpo mortale agli amici degli immigrati

Giorgia Meloni: da oggi le Ong dovranno rispondere allo Stato sugli immigrati



Giorgia Meloni annuncia la sua vittoria. "In Commissione Bilancio alla Camera è stata approvata", scrive, "con un emendamento alla manovra, la nostra proposta “TAGLIA-BUSINESS” sull'immigrazione. Grazie a Fratelli d'Italia, le cooperative che si occupano dell’accoglienza degli immigrati saranno obbligate, da oggi, a rendicontare come spendono ogni singolo euro che ricevono dallo Stato italiano".

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Il Movimento 5 Stelle e la Lega avevano sollevato per primi la questione, piazzando nel mirino i rapporti tra le Ong e i trafficanti di esseri umani dall'Africa. Per la Meloni questo in Commissione Bilancio rappresenta un "colpo mortale per chi pensava di poter lucrare sulla disperazione. Con la sua piccola pattuglia parlamentare Fratelli d'Italia ha reso un grande servizio all'Italia". 

LA PROFEZIA Il dossier segreto della mega-banca internazionale: hanno già deciso come farci votare (e chi governerà)

Legge elettorale, il rapporto della banca d'affari Citigroup: "L'Italia voterà a ottobre con il proporzionale alla tedesca"



Secondo la banca d'affari americana Citigroup, l'Italia farebbe bene a votare entro la fine di quest'anno, magari usando il sistema elettorale "alla tedesca", cioè a base proporzionale e con lo sbarramento al 5%. E se possibile con una maggioranza fatta di larghe intese.

In uno studio distribuito ai suoi clienti, ripreso dal Giornale, cioè investitori del Nordamerica e legati ai grandi fondi pensione, gli analisti sono fiduciosi sul possibile accordo tra i partiti per la riforma della legge elettorale in salsa "Germanica" così come immaginata negli ultimi giorni sia dal Pd che da Forza Italia: "difficilmente rimuoverà il rischio di un parlamento paralizzato senza vinti né vincitori, vediamo con favore uno scenario di elezioni anticipate".

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Secondo il rapporto di Citigroup, il sistema tedesco ha tre punti di forza: la soglia di sbarramento al 5% che impone ai piccoli partiti di aggregarsi tra loro e con i più grandi: "anche se non verrebbero scongiurati del tutto i pericoli di un'alleanza post elettorale tra i partiti anti-establishment". Secondo gli analisti quindi: "l'arena politica italiana può solo avere benefici da una maggiore concentrazione", magari con un accordo che preveda larghe intese tra centrodestra e centrosinistra.

Anticipare il voto sarebbe poi il modo migliore per limitare i danni della "tempesta perfetta", a cominciare dalla crisi di Alitalia, senza trascurare i salvataggi delle "banche locali", cioè gli istituti veneti ed Mps, oltre che le ultime misure di austerità minacciate da Bruxelles per il rispetto del patto di stabilità. Il rischio secondo gli analisti è che si ripeta l'effetto "negativo sui sentimenti degli italiani verso le istituzioni europee" generato dal governo Monti che favorirebbe per lo più il Movimento Cinque Stelle.

Nel report è stata avanzata anche qualche ipotesi sulla data del voto. Per quanto la maggior parte dei quotidiani abbia indicato finora il 24 settembre come giorno possibile, Citigroup sostiene: "che il 22 ottobre o il 12 novembre siano le date più probabili". Il tutto si basa sulle abitudini degli italiani, agli americani sembra improbabile che, con il voto fissato il 24 settembre, cominci la campagna elettorale il 22 agosto, nel pieno delle vacanze.

venerdì 26 maggio 2017

DITINO ALZATO "Boldrini, roba inaccettabile" Migranti e stragi, furia Lega Cosa le è uscito dalla bocca

Boldrini: "Bisogna piangere allo stesso modo i migranti morti e le vittime del..."



"Dovremmo provare per tutti, vittime del terrorismo e migranti morti in mare, lo stesso dolore". Laura Boldrini alza il dito ammonitore e invoca la lacrima bipartisan, bacchettando "chi si commuove in modo selettivo, chi per consenso politico abitua le persone alla disumanità". "Diventate disumani e saremo più felici - ordina la Presidenta della Camera, presenziando alla cerimonia a Montecitorio in occasione del 60esimo anniversario di fondazione dell'Arci -. Delegittimiamo le Ong che salvano, così nessuno ci farà sapere quanti sono i morti perché non ci sarà nessuno a dircelo". Il discorso della Boldrini è tutto politico, perché da un lato bacchetta i partiti più critici sull'operato delle Ong nel Mediterraneo, dalla Lega Nord al Movimento 5 Stelle, e dall'altro esalta la manifestazione di Milano "nella quale decine di migliaia di persone chiedevano sicurezza e proprio perché chiedevano sicurezza hanno detto no ai muri, no ai fili spinati che creano odio. Chiedevano accoglienza e integrazione". Lei, in aggiunto, chiede la legge sullo ius soli e ringrazia le Arci per la "pressione" che esercitano sul tema da sempre.

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"Sono sconvolto dalle parole della presidente Boldrini - è la reazione a caldo di Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega alla Camera -. Paragonare i barconi con clandestini agli attacchi dei terroristi islamici è disumano, strumentale e mostra un livore ideologico inaccettabile". "Affermare che chi vuole vederci chiaro sugli affari delle Ong lo fa in modo strumentale per lasciare morire le persone in mare è ancor più grottesco. Capisco che Boldrini, in vista di imminenti elezioni, debba accattivarsi il consenso dell'estrema sinistra per essere rieletta, ma le ricordo - conclude - che è ancora la presidente delle Camera e certe affermazioni sono ancor di più inaccettabili se pronunciate dalla terza carica dello Stato".

"Diritto alle frontiere chiuse" Trump fa fuori gli euro-fessi G7, il clamoroso documento

LINEA DURA G7 a Taormina, l'intesa: "Diritto a chiudere le frontiere", sugli immigrati vince la linea Trump



Dal G7 di Taormina il verdetto è unanime: Donald Trump detta le regole anche all'Europa. Nella bozza del vertice che ha visto riuniti in Sicilia i leader dei 7 paesi più importanti dell'Occidente spiccano l'accordo di massima su lotta al terrorismo (con solidarietà scontata all'Inghilterra dopo la strage Isis di Manchester), impegno comune (ma non meglio precisato) su Siria, Libia e Corea, tutela di profughi e migranti ma diritto sovrano per ogni Stato di chiudere i confini. E nessuna intesa sul clima, perché gli Usa continuano a dire no. Insomma, quella della Casa Bianca è la linea-guida.

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"L'atmosfera molto diretta e sincera" che si registra tra i leader al G7 "si traduce nei punti di convergenza sulle maggiori questioni di oggi: la crisi in Siria, Libia e Corea", ha spiegato il premier italiano Paolo Gentiloni al termine della sessione di lavoro. "Innanzitutto un messaggio politico. Solidarietà ed unità dei maggiori paesi del mondo libero contro il terrorismo in risposta all'attacco ignobile che a Manchester è stato sferrato contro innocenti". "Diversi punti di questa dichiarazione di Taormina" sul terrorismo "si riferiscono al rafforzamento della cooperazione delle sette grandi economie del mondo occidentale, dalla collaborazione informativa all'impegno chiesto ai grandi internet service provider su quello che circola nella rete, e che spesso anticipa o amplifica atti di terrorismo". "C'è una questione che resta in sospeso - ha poi ammesso Gentiloni -, gli accordi di Parigi sul clima. È in corso una riflessione interna agli Stati Uniti sull'accordo di Parigi, di cui gli altri Paesi prendono atto".

Uno dei temi chiave del vertice era quello dell'emergenza immigrazione. "Nel rispetto dei diritti umani di tutti i migranti e profughi - si legge nella bozza - riaffermiamo il diritto dovranno degli Stati di controllare le proprie frontiere e fissare chiari limiti ai livelli di immigrazione, come elementi chiave per la sicurezza nazionale e il benessere economico". Un linguaggio che sembra riflettere le posizioni più dure sui migranti portare avanti da Trump, che ha avviato la costruzione di una barriera con il Messico, e dalla premier britannica Theresa May. Nel testo i Sette sottolineano "la necessità di aiutare i profughi il più vicino possibile ai loro Paesi, in modo da consentirgli di tornare" in patria, e di "avviare partnership con i Paesi per creare le condizioni all'interno dei loro confini per risolvere le cause delle migrazioni". I Sette affermano che i Paesi dovrebbero garantire "migrazioni sicure, ordinate e legali"; proteggere "i migranti e i profughi più vulnerabili come le donne a rischio, gli adolescenti, i bambini e i minori non accompagnati", applicando al tempo stesso i controlli alle frontiere e gli schemi per i rimpatri. Si tratta, viene osservato, di "strumenti essenziali per ridurre le migrazioni irregolari, combattere i traffici, i lavori forzati, le moderne schiavitù, il crimine organizzato, il terrorismo e i commerci illeciti". In questo modo, viene sottolineato, "Riusciremo a salvaguardare gli aspetti positivi delle migrazioni riconoscendo al tempo stesso il diritto dei Paesi ospitanti di stabilire politiche nel proprio interesse nazionale".

La bozza è stata immediatamente denunciata come un passo indietro dalle Ong. "Se questo testo miope e regressivo sarà confermato", ha avvertito Friederike Roder di One, "il G7 potrebbe perdere credibilità come leader globale. La mancanza di visione di un leader non deve ridurre la capacità degli altri di affrontare le proprie responsabilità verso il mondo".

Orta di Atella, al via il forum sulla “Dermatologia nella popolazione multietnica"

Orta di Atella, al via il forum sulla “Dermatologia nella popolazione multietnica"  


di Antonio Parrella



ORTA DI ATELLA - Fari puntati sulla dermatologia nella popolazione multietnica. E così sabato 27 maggio (inizio ore 9), presso la suggestiva location del Castello di Casapozzano, in via Bugnano, si svolgerà un importante happening sanitario sul tema “La Pelle di Napoli”. Responsabile scientifico dell’evento sarà Riccardo Acri, specialista in dermatologia. Ma lo splendido maniero atellano ospiterà anche altri esperti del settore con l’obiettivo di sensibilizzare la pubblica opinione sulle varie problematiche dermatologiche legate alla nuova società interrazziale. “La nostra società sta cambiando continuamente - spiega il dottor Acri - ed i nuovi, ed a volte quotidiani, flussi migratori pongono il medico di fronte a malattie epidermiche certamente nuove e di diverse nature. Dunque la presenza di vari milioni di cittadini extracomunitari sul territorio nazionale, con una significativa percentuale anche di minori di provenienza eterogenea,  rende necessaria la valutazione di diagnosi dermatologiche anche in base al diverso colore della pelle, approfondendo naturalmente le relative tematiche sull’epidermide delle varie etnie”. Durante l’arco dell’intera giornata, oltre alla relazione sull’argomento dello stesso Acri, Saranno affrontate da altri specialisti le seguenti tematiche: “Problematiche emergenti nelle donne immigrate” (Gabriella Fabbrocini), “Melasma: cosa c’è di nuovo” (Patrizia Forgione)), “Aspetti dell’eczema atopico nella popolazione multietnica (Nunzia Maiello)), “I racconti della sifilide (Cataldo Patruno), “Dermatologia multietnica: bianco, nero e a colori” (Maurizio Lo Presti e Angela Patrì), “La dermatoscopia nelle cute multietnica” (Giuseppe Argenziano), “La prevenzione dei tumori cutanei nell’area a nord di Napoli” (Bianca Castelli). Nel corso della manifestazione sarà presentato anche il libro “La pelle di Napoli” del giornalista Pietro Treccagnoli.

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Napoli: Le Associazioni Civiche scendono in campo contro i continui tagli del Comune ai bambini disabili

Le Associazioni Civiche scendono in campo contro i "Tagli"



Le associazioni Napoli in Sinergia, Unione ciechi e ipovedenti Napoli, l’associazione nazionale aperta/MENTE e il sindacato Ugl Scuola hanno organizzato per domani 26 maggio dalle ore 15 alle ore 17 una protesta all’esterno di palazzo San Giacomo. Scopo delle associazioni, che allestiranno un gazebo e distribuiranno volantini ai cittadini, sensibilizzare l’opinione pubblica sui recenti tagli apportati al settore del Welfare e all’assistenza scolastica dei bambini affetti da disabilità. Ad oggi, fanno sapere le sigle che scenderanno in piazza, sono almeno 1200 i ragazzi disabili che non usufruiscono di alcun tipo di servizio di accompagnamento a scuola. Di questi almeno 400 sono i ragazzi che sono del tutto privi di assistenza materiale nelle aule scolastiche. Una grave situazione che si riverbera sulle famiglie napoletane che devono sopperire, spesso con enormi sacrifici economici, alle numerose carenze nel settore dell’assistenza pubblica.

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«Si pregiudicano i diritti degli alunni disabili e delle loro famiglie - afferma Eliana Troise, segretario provinciale di Ugl Scuola - senza le risorse necessarie il settore della scuola è letteralmente messo in ginocchio. Oltre al dramma dei bambini disabili che hanno visto passare questo anno scolastico senza che nessuno abbia mantenuto la promessa di destinare ulteriori risorse all’assistenza - prosegue - c’è la tragedia degli oltre 300 operatori sociali, di cui 108 nell’assistenza scolastica delle scuole materne e superiori, che rischiano il posto di lavoro. Il personale ATA - continua ancora la sindacalista - non ha le competenze e non ha le autorizzazioni necessarie per l’assistenza ai bambini disabili. Non è nelle loro mansioni, non sono qualificati per farlo e non gli può essere imposto. Scendiamo in piazza auspicando che per il prossimo anno scolastico il Comune di Napoli si decida a inviare più operatori specializzati e che, a palazzo San Giacomo, ricordino che l’assistenza materiale è un diritto, non una beneficenza».

Dura la presa di posizione dell’associazione Napoli in Sinergia:

«Il Comune di Napoli riesce, con acrobazie degne dei migliori circhi, a trovare fondi per organizzare feste e festini nelle occasioni più disparate - tuona il presidente Armando Coppola - tutto con lo scopo di ottenere una visibilità di facciata che non serve a niente se non a giovare alla campagna elettorale continua del sindaco de Magistris. E’ indegno - afferma Coppola - che il sindaco non si chieda come possano vivere la loro quotidianità i ragazzi disabili delle scuole napoletane. Siamo stanchi di assistere a voli pindarici e a promesse mai mantenute. E’ il momento che il Comune di Napoli ricordi di essere un ente pubblico al servizio dei cittadini».

Alla manifestazione prenderanno parte i lavoratori di Napoli Sociale, rappresentati da Ugl Ambiente e i lavoratori dell’Istituto per ciechi e ipovedenti Domenico Martuscelli che testimonieranno le loro quotidiane difficoltà e le preoccupazioni per un futuro che i lavoratori vedono sempre più nero.