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mercoledì 26 aprile 2017

Allarme 'nomofobia': la dipendenza da smartphone è una vera malattia

Allarme 'nomofobia': la dipendenza  da smartphone è una vera malattia


di Laura Fusillo



Ansiosi per la batteria del cellulare scarica, nervosi per l’esaurimento del credito telefonico o agitati per la mancanza della rete. L’ossessione per lo smartphone, definita dagli esperti ‘nomofobia’, oggi colpisce milioni di persone in tutto il mondo compresi molti italiani, notoriamente sempre attaccati al telefono. Secondo i dati diramati dell’Università di Granada, la fascia di età più colpita sarebbe quella tra i 18 e i 25 anni, giovani adulti con bassa autostima e problemi nelle relazioni sociali, che sentirebbero il bisogno di essere costantemente connessi e in contatto con gli altri attraverso il telefono cellulare. Nonostante i sintomi siano molto simili a quelli dell’ansia, uno studio condotto da ricercatori dell’Università Federale di Rio de Janeiro sembra indicare che la nomofobia sia da considerare una dipendenza patologica piuttosto che un disturbo d’ansia. E nonostante ci siano all’attivo ancora un numero ridotto di ricerche sul tema, già nel 2014 gli italiani Nicola Luigi Bragazzi e Giovanni Del Puente, studiosi dell’Università di Genova, avevano proposto di inserire la nomofobia nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Ma come si cura questa patologia? Secondo gli esperti lo psicodramma è la terapia ideale per guarire da questa sindrome. Un approccio ‘creativo’ che si manifesta con la messa in scena di una situazione attraverso verbalizzazione ed azione. Una terapia di gruppo che, attraverso il Teatro della Spontaneità - lo psicodramma ideato da Moreno - si realizza un lavoro di gruppo che sfrutta la messa in scena del proprio vissuto per una rielaborazione. Libera emozioni che sono legate al vissuto quindi aiuta la presa di coscienza di contenuti latenti. È quanto emerge da uno studio della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm, realizzata in occasione del XVIII Congresso Mondiale di Psichiatria Dinamica, a Firenze dal 19 al 22 aprile scorsi, attraverso il monitoraggio e l’analisi di oltre 100 testate internazionali di settore e su un panel di 150 esperti di psichiatria dinamica.

“L’abuso dei social network può portare all’isolamento come conseguenza della nomofobia - afferma Ezio Benelli, presidente del Congresso Mondiale di Psichiatria Dinamica e dell'International Foundation Erich Fromm - ovvero la paura di perdere il collegamento dalla rete. L’utilizzo smodato e improprio del cellulare come di internet può provocare non solo enormi divari fra le persone, ma anche portarle a chiudersi in se stesse, sviluppare insicurezze relazionali o alimentare paura del rifiuto, a sentirsi inadeguate e bisognose di un supporto anche se esterno e fine a se stesso. Ma lo smartphone, se usato in modo appropriato e intelligente, può assolvere a tre importanti funzioni psicologiche: regola la distanza nella comunicazione e nelle relazioni, gestisce la solitudine e l’isolamento assumendo quasi il ruolo di antidepressivo multimediale e permette di vivere e dominare la realtà, regalando l’idea di poter essere presenti e capaci di fermare lo scorrere del tempo con uno o più scatti”. 

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La nomofobia fa parte di una serie di dipendenze che si riferiscono a una vasta gamma di comportamenti disfunzionali e anomali quali il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza da TV, da internet, lo shopping compulsivo, le dipendenze dalle relazioni affettive, le dipendenze dal lavoro e alcune devianze del comportamento. Per questo si può parlare di nomofobia quando una persona prova una paura sproporzionata di rimanere fuori dal contatto di rete mobile, al punto da sperimentare effetti fisici collaterali simili all’attacco di panico come mancanza di respiro, vertigini, tremori, sudorazione, battito cardiaco accelerato, dolore toracico, nausea. Una problematica analizzata in passato anche dall’ente di ricerca britannico YouGov, dove emerge che più di sei ragazzi su dieci tra i 18 e i 29 anni vanno a letto in compagnia del telefono e oltre la metà degli utenti di telefonia mobile (53 per cento), tendono a manifestare stati d’ansia quando rimangono a corto di batteria, di credito o senza copertura di rete oppure senza il cellulare. La ricerca evidenzia inoltre che gli uomini tendono ad essere più ansiosi e che circa il 58 per cento di loro e il 48 per cento delle donne soffrono di questa nuova sindrome. Andando Oltreoceano, uno studio americano effettuato da Morningside Recovery, centro di riabilitazione mentale di Newport Beach, ha dimostrato che milioni di americani, circa i 2/3 della popolazione, sono affetti da nomofobia e che molti di loro raggiungono stati elevati di agitazione incontrollata se vengono a conoscenza di non possedere il proprio cellulare.

“Questo fenomeno è in forte crescita - afferma Giuseppe Rombolà Corsini, psicologo e psicoterapeuta e vice direttore della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm - Questo tipo di tecnologie come lo smartphone sono psico-affettive: alterano l’umore e scatenano sensazioni. Il fatto di poter ricevere un messaggio o una mail piacevole, ma non sapere quando la riceveremo, ci spinge a tenere in mano il cellulare continuamente. Quindi c’è un discorso di attesa, stimolo e gratificazione. Il cellulare non ha solo un utilità pratica, ma anche delle valenze affettive. Il problema è che queste persone non si rendono conto che il cellulare può essere uno strumento consolatorio e illusorio. Infatti ci allontana dall’impatto diretto con le emozioni. Un intervento utile per le persone che soffrono di questa sindrome può essere proprio la psicoterapia. Del resto, attraverso una tecnica specifica come lo psicodramma, terapia di gruppo che spinge il soggetto a compiere un’azione che in qualche modo possa richiamare la sua storia personale, si può portare alla luce il proprio inconscio. È un lavoro emozionale, un teatro della spontaneità attraverso cui i partecipanti possono interagire tra loro, scambiarsi sguardi e parlarsi. Una condivisione di emozioni con cui riprendere contatto con il presente e prendere coscienza di quanto è stato rimosso. Come ci dice Moreno, con il teatro dell’improvvisazione si favorisce il recupero critico. Quindi lo psicodramma è un lavoro di gruppo dove il vissuto è agito, non solo parlato. Ed è quindi una prassi trasformativa dal momento che non c’è solo il racconto, ma anche la messa in scena, attraverso cui condividere emozioni e far emergere vissuti inconsci che determinano i sintomi patologici.

Anche in India è stata condotta una ricerca su questo tema da parte del Dipartimento di Medicina di Comunità, dove è stata riscontrata questa nuova forma di sindrome, ma con incidenza minore, circa nel 18 per cento. Ma quali sono i campanelli d’allarme per capire che si sta cadendo in questa sindrome? Usare regolarmente il telefono cellulare, trascorrere molto tempo su di esso, avere uno o più dispositivi, portare sempre un carica-batterie con sé per evitare che il cellulare si scarichi, sentirsi nervosi al pensiero di perdere il proprio portatile, guardare lo schermo del telefono per vedere se sono stati ricevuti messaggi o chiamate. In quest’ultimo caso si parla di un particolare disturbo che definito ‘ringxiety’,  mettendo insieme le parole inglesi squillo e ansia. 

La mossa definitiva di Trump: tutto pronto per la guerra Cos'ha messo in Corea / Foto

Corea del Sud, iniziata l'installazione del sistema anti-missile Thaad



Gli Stati Uniti hanno cominciato le operazioni per installare in Corea del Sud lo scudo anti-missile Thaad: lo ha riferito l’agenzia di stampa sud-coreana Yonhap. Questo sistema è concepito per intercettare e distruggere missili balistici a corto e medio-raggio nella fase finale del volo. L'accordo per l'installazione era stato raggiunto lo scorso anno tra Corea del Sud e Stati Uniti con il solo scopo di combattere la minaccia missilistica nord-coreana. Il Ministero Nazionale della Difesa di Seul ha confermato che è iniziato il "dislocamento completo" e che il Thaad entrerà totalmente in funzione entro la fine del 2017.

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Ci sono state diverse proteste da parte dei residenti di Seongju, il luogo dove verrà installato il Terminal High-Altitude Area Defense system (Thaad), che durante le manifestazioni notturne hanno scandito "No Thadd, no war". Alla decisione di installare questo tipo di difesa, si erano opposti la Russia e soprattutto la Cina, che ha infatti espresso una forte preoccupazione e ha chiesto agli Stati Uniti e alla Corea del Sud il ritiro del sistema anti-missile. Il timore della Cina è che il super radar possa compromettere i sistemi di sicurezza di Pechino, ma Washington e Seul hanno assicurato che servirà solo per rispondere a possibili attacchi nordcoreani.

Alitalia sarà fatta a pezzi Rotte, aerei e dipendenti Con chi e come voleremo

Alitalia, Lufthansa e le low cost pronte a prendersi aerei e dipendenti in saldo



Sei mesi di tempo. E poi sarà vendita, liquidazione o spezzatino. L'Alitalia di oggi non è un boccone appetibile. Ma potrebbe diventarlo dopo la cura del commissario che sarà nominato a giorni. Un'Alitalia dimagrita, con 5mila dipendenti in meno e una flotta più snella ma più "efficiente" potrebbe fare gola a Lufthansa, che già in Europa ha fatto shopping alla grande, prendendosi negli anni la totale proprietà di Swiss, Austrian e Brussels Airlines. I tedeschi stanno studiando il dossier e a questo punto potrebbero prendersi la compagnia italiana a prezzo di saldo, anche perchè è possibile che Etihad sia disposta a questo punto a liberarsene.

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Ma alla finestra ci sono anche le low cost Ryanair e Easyjet, già padrone di gran parte dei cieli italiani. Se la nuova Alitalia dovesse ridurre i voli nazionali e quelli internazionali a breve raggio, loro potrebbero subentrare rapidamente con le loro flotte agili, magari affittando in "wet lease", ovvero con una contratto che preveda il noleggio di aerei già completi di equipaggi, una parte degli aerei in surplus della dimagrita Alitalia. Un'operazione simile la sta facendo, proprio in questi giorni, Air Berlin (guarda caso un'altra compagnia del gruppo Etihad), che per l'estate ha affittato una ventina di aerei e relativi equipaggi al gruppo Lufthansa, con una parte degli aeromobili che sono andati a Austrian Airlines e una parte a Eurowings.

Salvini, doppia lezione al Papa Gaffe clamorosa sui migranti: come lo smaschera il leghista

Salvini: "Due in ognuno degli 8mila comuni? Ma ce ne sono 180mila"



Non doveva essere la matematica la materia preferita dal giovane Mario Bergoglio ai tempi delle scuole. Secondo Papa Francesco in Italia siamo destinati al suicidio sociale se continuiamo ad avere le culle vuote e a non ospitare gli immigrati. La soluzione del Pontefice quindi sarebbe quella di farne ospitare due per ogni comune. I conti però non tornano, come ha dovuto far notare il segretario della Lega nord, Matteo Salvini, ai microfoni della Zanzara su Radio24: "Ha fatto male i conti, matematicamente è sbaglia, perché essendo 8mila comuni italiani, il totale fa 16mila. Ne abbiamo 180mila negli alberghi e nelle case. È un errore".


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Sulle culle vuote, l'analisi del Papa non torna granché secondo il leghista: "Ma che ragionamento è? LE culle sono vuote perché gli italiani hanno problemi di lavoro. E più immigrati sbarcano, più problemi averanno gli italiani col lavoro". Il sogno provocatorio di Salvini sarebbe quello di applicare anche in Italia le leggi severissime sull'immigrazione adottate in Vaticano: "Ci metterei la firma domani mattina. Anche il trattamento fiscale lo estenderei a tutti gli imprenditori italiani domani mattina".

SI SPOSERÀ A NAPOLI Questa coppia fa la storia: è il primo matrimonio trans Italia, cambia tutto / Guarda

Alessia e Michele, primo matrimonio trans: svolta in Italia, così cambia tutto


Alessia Cinquegrana sarà la prima trans a unirsi in matrimonio in Italia. Il suo "genere" è scritto nero su bianco sulla carta d'identità e la novità sta proprio nel fatto che non è stata costretta a subire l'intervento chirurgico per cambiare sesso. Insomma, si tratta di una svolta clamoroso nel riconoscimento dei diritti civili e un precedente per tutte quelle persone che si trovano nella sua stessa situazione. "Il giorno 27 aprile alle ore 12 - comunica una nota l'Associazione trans Napoli - presso il municipio del Comune di Aversa, si unirà in matrimonio civile, con una cerimonia officiata dal sindaco, la nostra associata Alessia Cinquegrana".


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"È la prima donna in Italia che, dopo aver avuto la riattribuzione di sesso senza doversi sottoporre all'intervento demolitivo, può felicemente coronare il suo sogno d’amore e unirsi in matrimonio con Michele Picone, dopo 11 anni di vita insieme - spiega la fondatrice dell'associazione Loredana Rossi al Corriere - Una favola a lieto fine". Ileana Capurro, presidente Atn aggiunge: "Il matrimonio della nostra iscritta rappresenta un momento importante della storia della comunità transessuale e un cambiamento atteso da anni da tutte quelle persone transessuali che, non potendo o volendo sottoporsi alla pratica del bisturi per forza richiesta in passato, venivano private dei loro diritti civili.Una violenza. Oggi, anche grazie agli interventi giurisprudenziali, è stato raggiunto un concreto traguardo di totale equiparazione e finalmente le persone transessuali, da noi sostenute possono liberamente scegliere il percorso più adeguato quindi, anche senza intervento demolitivo ricostruttivo, per ottenere la rettifica del genere ed il cambio del nome all'ufficio di stato civile".

MONTECARLO E GUAI L'avvocato di Fini lo frega in tv "Sì, è vero, lui...", sbugiardato Agguato in diretta, il disastro

Fini, la bomba da Giletti. Il suo avvocato: "Sì, lui ha...". Bugia svelata in diretta tv



Una bugia svelata in diretta tv, e per giunta dal proprio avvocato. Per Gianfranco Fini si mette male: il calvario dell'Arena di Giletti domenica pomeriggio (che ha messo in croce prima la sua compagna Elisabetta Tulliani, poi Giancarlo e infine proprio l'ex leader di An) ha avuto come degna conclusione l'uscita (improvvida?) del suo legale Michele Sarno. Ospite in studio e in evidente difficoltà di fronte al fuoco incrociato, l'avvocato ha ammesso come ha ricordato anche Il Tempo che Fini, allora presidente della Camera, nel luglio 2010 aveva lasciato i suoi incarichi istituzionali per recarsi a Montecarlo insieme alla compagna Elisabetta. Motivo della trasferta? Supervisionare i lavori di ristrutturazione dell'appartamento che il cognato Giancarlo, questa è l'accusa dei pm, aveva acquistato da Alleanza nazionale tramite due società offshore riconducibili ai fratelli Tulliani e grazie ai soldi del re del gioco d'azzardo Francesco Corallo, oggi accusato di associazione a delinquere finalizzata al peculato, al riciclaggio e alla sottrazione fraudolenta delle imposte.

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Fini, fino a oggi, aveva sempre smentito di essersi recato a Montecarlo e interessato alla questione, scaricando di fatto tutto sulle spalle del cognato e della compagna. Eppure contro di lui pesano e molto le parole di un immobiliarista, Luciano Garzelli, incaricato dai Tulliani di seguire la ristrutturazione: "Il signor Tulliani mi chiamò da Roma, era inizio luglio (2010, ndr), mi disse che il presidente Fini con la sua compagna erano stati nell'appartamento il giorno prima e che per una perdita d'acqua il parquet si era sol levato". E una mail di Garzelli al legale di Tulliani, inviata il 19 ottobre 2010 e ritrovata dai finanzieri nell'appartamento romano di via Conforti dove vivono Fini ed Elisabetta, ribadisce: "La prego di informare il suo cliente Giancarlo Tulliani di restare calmo e tranquillo perché, tra le altre cose in mio possesso, c'è anche la registrazione di una sua telefonata di luglio 2010 con la quale si evidenzia che il giorno prima, un noto personaggio, e non cito il nome che il Tulliani mi ha fatto, insieme a sua sorella, non avrebbe potuto DORMIRE nell'appartamento a causa di un problema al parquet". 

"C'è un albero su Marte", la scoperta inquietante Gira questa foto pazzesca della Nasa / Guarda

"C'è un albero su Marte", la scoperta. Gira questa immagine della Nasa 



I cacciatori di Ufo si sono scatenati dopo aver analizzato alcuni filmati realizzati dalla Nasa su Marte in cui si vede chiaramente quello che ha tutta l'aria di essere un albero. Nei video sembra di vedere un tronco tra le rocce e da parte sua la Nasa ha spiegato che l'immagine è stata presa da Mastcam sulla Mars rover Curiosity on Sol 1647 lo scorso marzo.

La scoperta se venisse confermata dimostrerebbe che la vita su Marte c'è stata o è possibile. Del resto, proprio la Nasa ha più volte ipotizzato la presenza di acqua (e quindi di vita) sul pianeta rosso. 


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