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sabato 22 aprile 2017

"Vogliono mandarlo in galera" Renzi, una bomba in Procura: rischia dieci anni di carcere

La querela di Di Maio sull'acquisto dell'Unità: "Renzi rischia 10 anni di carcere"



Un dossier che potrebbe mandare in galera Matteo Renzi. Ipotesi estrema, ma non campata in aria perché la querela di decine di pagine presentata da Luigi Di Maio alla Procura di Napoli sui presunti appalti facili finiti all'imprenditore Massimo Pessina dopo l'acquisto del quotidiano del Pd L'Unità, sottolineava il Giornale, si basa su accuse pesantissime che chiamano in causa direttamente l'ex premier e segretario democratico.  

Il vicepresidente della Camera nonché candidato premier del Movimento 5 Stelle individua reati come istigazione alla corruzione, corruzione internazionale, induzione indebita, turbativa della libertà degli incanti e traffico di influenze illecite. Il conto se accolte? Una decina di anni di carcere. La "segnalazione" di Di Maio rientra nell'inchiesta napoletana (e romana) sull'imprenditore Alfredo Romeo e Consip (con Tiziano Renzi, padre di Matteo, formalmente indagato insieme all'attuale ministro dello Sport ed ex sottosegretario Luca Lotti), ed è stata girata anche all'Anac del commissario Cantone. 

La "manina" della Boschi, Gentiloni furioso Il premier? Lo vogliono fare fuori così

Caso-Cantone, il premier Gentiloni furioso con la Boschi



Una storia gestita "come peggio non si poteva, non dovevamo uscirne così". Parole del premier Paolo Gentiloni, irritato per il "caso Cantone" che lo ha perseguitato, seppur a distanza, nei tre giorni della trasferta nordamericana. Quello dei "poteri tagliati all'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione guidata appunto da Raffaele Cantone. Poteri poi ripristinati e caso chiuso. Ma non, come scrive il quotidiano La Repubblica, per quanto riguarda i rapporti interni al governo. E in particolare quelli tra lo stesso Gentiloni e la sua sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi.

Perchè è alla Boschi che compete il coordinamento dei testi e la responsabilità sugli uffici legislativi. E lei che ha gestito il pre-Consiglio dei ministri del 13 aprile da cui poi è scaturito il caso-Anac. Quando Gentiloni ha chiesto chiarimenti sulla vicenda, la Boschi, sempre secondo La Repubblica, avrebbe replicato che per stralciare la norma relativa ai poteri dell'Autorità avrebbe fatto leva sul parere del Consiglio di Stato. Ma perchè, avrebbe a quel punto ragionato Gentiloni, non comunicare per tempo la faccenda alla Presidenza, prima che il caso deflagrasse sui giornali? C'è un altro dettaglio inquietante nella vicenda: nella relazione che accompagna il codice sugli appalti, i poteri di Cantone non appaiono ridimensionati. Salvo poi arrivare all'articolo 2 del testo e trovarli sì ridimensionati, come se qualcuno avesse voluto evitare di accendere i riflettori sulla norma abrogata.

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Vittorio Feltri atomico: "Report va chiuso, vi dico  una cosina sulla Gabanelli..." 

Vittorio Feltri: la tv di Report è sempre stata troppo faziosa




di Vittorio Feltri




 La polemica su Report, programma televisivo di Rai 3 ormai storico, reo di aver mandato in onda un servizio sugli effetti dannosi dei vaccini, è stucchevole e pure tardiva. Quando conduceva le inchieste Gabanelli, giornalista spietata e spianata a sinistra, non destava scandalo ma mieteva vittime, per esempio Antonio Di Pietro, che fu polverizzato per questioni immobiliari poco chiare e messo nell'angolo dei reietti immeritatamente. Nessuno rimproverò alla gentile signora di aver realizzato il servizio in modo grossolano. E l' ex magistrato scomparve dalla scena politica.

Madame Gabanelli se la prese in precedenza con Libero e con me, accusati di stampare copie in sovrannumero (per riscuotere le provvidenze statali) e di abbandonarle negli anfratti della metropolitana romana. Una frottola resa credibile dal fatto che le telecamere ripresero il nostro giornale spiegazzato in quei vani oscuri. Chiunque avrebbe potuto acquistare una mazzetta del quotidiano in edicola e sbatterla a terra, sotto la pioggia, per poi produrre un filmato e spacciarlo quale documento.
Il servizio non riguardava soltanto Libero ma anche altri fogli, perfino il Corriere della Sera, sui quali però gli autori e la conduttrice non calcarono la mano. Il mio nome fu citato una ventina di volte, quello di Paolo Mieli tre o quattro e con benevolenza. L'intento era chiaro, sputtanare me, noi e il nostro lavoro di innegabile successo. Querelammo il programma e fummo sbugiardati. Ci fu dato torto benché avessimo ragione. Ovvio. La sinistra allora e forse pure adesso vince, godendo della simpatia e dell' appoggio di chi mena il torrone. Ho ricordato questo episodio per affermare il seguente concetto: Report è fazioso, prova che le proprie tesi sono fondate sul pregiudizio.

Ora Gabanelli non dirige più la baracca, tuttavia lo spirito del programma è immutato. Non sorprende che alcuni giorni fa abbia puntato sulla presunta (e falsa) nocività del vaccino, che invece è in grado di contrastare il papilloma virus le cui vittime sono uomini e donne in quantità. I cervelloni che hanno confezionato la polpetta giornalistica avvelenata hanno voluto, riuscendoci, insinuare il dubbio che il vaccino sia rischioso, quando si tratta dell'unico antidoto a un tipo di cancro. Altro che intruglio dannoso alla salute. Perfino un demente sa che qualsiasi farmaco può provocare disturbi collaterali. Quindi anche il vaccino in discussione non fa eccezione. Resta il fatto che statisticamente - e sui grandi numeri la demoscopia è infallibile - l'anti-tumore è una benedizione e non una iattura.

Allorché si mise a punto l' antipolio, qualcuno avanzò il dubbio che generasse problemi anziché risolverli. Tutte le novità intimoriscono o suscitano apprensione. È naturale. L'uomo ha paura di ciò che non conosce appieno. Però dopo pochi anni si comprese che nessuno più si ammalava di poliomielite. Pertanto il vaccino fu valutato per ciò che era ed è: una sostanza miracolosa capace di salvare migliaia di bambini. Lo stesso discorso si adatta ad ogni vaccino, e quando un ignorante si alza e dice che è meglio la malattia del farmaco si rivela un perfetto cretino.

Vero che la scienza non è parola di Dio. È altrettanto vero che i profani sparano proiettili che farebbero meglio a conficcare nella propria lingua o almeno nei piedi. Se Report fosse un club di zitelle rimbambite avrebbe diritto di diffondere le cazzate che gli garbano, ma trattandosi (la Rai) di servizio pubblico finanziato dal canone obbligatorio, è pregato di tacere. Con i nostri soldi conviene non propalare notizie idiote. Chiudete il programma e lasciate lavorare sui vaccini chi di vaccini si intende, silenziando i dilettanti che la domenica si improvvisano tecnici (del tubo).

Kabobo? Forse è il tuo vicino: "Delinquenti e malati di mente liberi in strada", ecco perché

Italia, gli assolti per infermità mentale se ne vanno in giro liberamente. La causa?




In Italia, sempre più persone che vengono assolte per infermità mentale, hanno la possibilità di vagare liberamente. È una decisione obbligata perché le Rems, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza create al fine di sostituire gli Ospedali psichiatrici giudiziari, sono stracolme. Il monitoraggio di questa situazione è affidato al Consiglio superiore della magistratura, che ha verificato come la carenza di posti in tali strutture è un fenomeno diffuso. In alcune città però, come riporta Il Giorno, si è trasformato in una vera e propria emergenza. L’unica Rems di Catania la si trova a Caltagirone con un totale di 20 posti letto a disposizione, che sono occupati da diverso tempo. La Puglia dispone di sole due Rems con appena 38 posti. Le stesse situazioni critiche si verificano a Roma, Napoli e Firenze. Sono le condizioni causate dalla chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, che risale al primo aprile 2015: in quel momento, le sei strutture che si trovavano in cinque differenti regioni dell’Italia (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania e Sicilia) avevano 700 ospiti e solo alcuni di loro potevano essere dimessi, mentre tutti gli altri sono finiti alle nuove Rems.

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Riporta ilGiornale.it che la studentessa ha vissito un vero e proprio incubo: ""Ero uscita con il mio cane - racconta - a un certo punto si è liberato e mi sono chinata per rimettere il guinzaglio quando da dietro mi si è avvicinato un peruviano dicendomi: Ehi bella, che bel c.... Io mi sono alzata di scatto, lui ha continuato a fare apprezzamenti, mi sono girata per scappare e ho visto altri cinque peruviani". E' domenica sera, i sei immigrati la accerchiano e con gesti espliciti le dicono: "Che bel c... che hai". E ancora: "Come sei bella, che fai tutta sola"...

"Erano completamente ubriachi mi hanno circondata, mi guardavano e ridevano", "se fossi stata sola? Se il mio vicino non fosse arrivato? Possibile che io non sono padrona di uscire sotto casa con il mio cane?".