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giovedì 16 febbraio 2017

Feltri: "Fini indagato? Ve la dico io qual è la vera beffa per Gianfranco"

Vittorio Feltri: "Fini rovinato dalla patata"


di Vittorio Feltri



Complimenti alla magistratura, che per indagare Gianfranco Fini (riciclaggio) ci ha messo sette anni, pochi in confronto all'eternità. Non sappiamo come andrà a finire, però siamo a conoscenza di come tutto cominciò. Era il 2010. Dirigevo il Giornale (sissignori, quello della famiglia Berlusconi) dove scrissi articoli critici sul conto dell' allora presidente della Camera, rimproverandogli di essere troppo duro nei riguardi del centrodestra, con i voti del quale egli era stato eletto ai vertici di Montecitorio, e troppo tenero verso la sinistra, che si esercitava quotidianamente nel tiro al bersaglio, vittima il Cavaliere, allo scopo di far cadere il governo. Fini infatti ogni giorno colpiva il suo socio in affari politici, Silvio, ricevendo gli applausi dei progressisti, ben felici di avere un amico tra i nemici.

I miei pezzi un po' acidi innervosirono parecchio la terza carica dello Stato, al punto che decise di querelarmi per diffamazione. Nel processo di primo grado fui condannato a 1500 euro di multa. In quello d' appello, celebratosi molto più tardi, quando il querelante non era più neanche parlamentare, venni assolto. Segno che non avevo torto. Ma questo è un episodio marginale, non per me bensì per il lettore che se ne fotte della mia trascurabile persona.

Lo stesso anno, il 2010, in estate fui messo al corrente da un grande giornalista, Livio Caputo, che Gianfranco aveva venduto per pochi soldi una casa a Montecarlo ricevuta in eredità da una nobildonna bergamasca. Motivo della donazione: finanziare la buona causa della destra.

Fini invece alienò il quartierino per altri scopi meno chiari. Tant'è vero che l'immobile risultò nella disponibilità di Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta, convivente o moglie del presidente. L'operazione secondo le nostre fonti era avvenuta in modo tale che l'appartamento rimanesse della famiglia e non fosse destinato interamente a foraggiare il partito. Una manovra scorretta, per usare un linguaggio delicato.

Fini negò risolutamente ogni nostra affermazione, respingendola addirittura con indignazione quasi si trattasse di attacco a sfondo politico. Seguirono dibattiti televisivi in cui fui accusato di essere un servo di Berlusconi, colui che gestiva la macchina del fango facendo l'interesse sporco del premier. Daria Bignardi, ora direttrice capace di Rai3, mi invitò al suo programma, Le invasioni barbariche, e mi tese un agguato: tu sei il giornalista che infanga il presidente della Camera. Poiché sul display del mio cellulare avevo la foto di un gatto purtroppo morto da mesi, mi sfotté: come si fa a tenere l'effigie di una carogna anziché quella dei propri figli? Inutile dire che gliene dissi di tutti i colori. La registrazione della trasmissione si trova ancora su internet. Guardare per credere.

La stampa in blocco d'altronde faceva il tifo nella circostanza per Gianfranco e si divertiva a bistrattare il Giornale e il suo vituperato direttore. Giuseppe D'Avanzo, divo di Repubblica, una specie di pm prestato all'editoria, mi strapazzò e coprì di insulti perché a suo giudizio mi inventavo ogni schifezza per sputtanare gli avversari di Berlusconi. Altri commentatori lo emulavano.

Una gara a chi picchiava più forte sul Giornale e su di me. Una manifestazione pubblica e clamorosa di imbecillità degli scribi che, invece di accertare la veridicità della nostre notizie sullo scandalo di Montecarlo, si mobilitavano onde smontarle pur di proteggere Gianfranco, meritevole di appoggio in quanto anti-berlusconiano militante.

Trascorre oltre un lustro da quei tempi bui e la magistratura non solo scopre che avevamo ragione noi negletti, sul famigerato appartamento di Montecarlo, ma apre una inchiesta su altre delicate questioni che ha portato al sequestro di beni per 5 milioni della coppia Fini-Tulliani. La vicenda è collegata ai traffici di Corallo (giochi d' azzardo e similari) ormai noti e sotto la lente degli inquirenti. Ogni commento ulteriore sarebbe superfluo, tranne uno: il problema è sempre la patata più o meno bollente. Anche il povero Giancarlo quanto lo stesso Silvio è cascato sulla gnocca. Come si è invaghito di Elisabetta, tardivamente, si è rovinato e difficilmente riuscirà a salvarsi.

Sessismo o non sessismo, vari uomini si buttano via per inseguire gonnelle. La storia della Raggi è diversa. Di solito sono i maschi a mettersi nei guai per proteggere la signorina segretaria. Il caso della sindaca di Roma è singolare e si inquadra nel femminismo: lei è la prima donna che inciampa a causa del suo segretario. È l'evoluzione della specie, bellezza.

mercoledì 15 febbraio 2017

Napoli, sulla questione Eavbus interviene il consigliere regionale De Pascale

Napoli, sulla questione Eavbus interviene il consigliere regionale De Pascale


di Gaetano Daniele


Gen. On. Carmine De Pascale
Consigliere Regionale

NAPOLI. Sulla vicenda legata ai dipendenti  dell’Eavbus interviene il consigliere regionale  Carmine De Pascale, capogruppo della lista De Luca Presidente. « “E’ necessario risolvere in tempi brevi il problema dei dipendenti”. "Il Tfr è stato corrisposto a chi è andato in quiescenza e sarà pagato a chi andrà in pensione quest’anno - sottolinea l’onorevole De Pascale - ma ora è necessario definire i rapporti pendenti tra Eav e fallimento Eavbus. L’Eav  è pronta a chiudere col passato e sta per chiudersi così definitivamente la porta sul suo passato. Tuttavia  - prosegue l’ex generale di Corpo d’Armata - restano ancora spinose questioni legate al fallimento dell’Eavbus, la società in house dell’Ente Autonomo Volturno, dichiarata fallita a fine novembre 2012, ed in particolare la vicenda dei lavoratori ex Eavbus ancora in servizio ed al loro diritto a percepire gli emolumenti relativi al trattamento di fine rapporto. Infatti, la vicenda più delicata riguarda il Tfr maturato fino alla data del fallimento, che non figura sulle buste paga dei dipendenti. Pertanto - assicura De Pascale - sono in prima linea in questa delicata battaglia. Ho sempre sostenuto il risanamento dell’Eav anche attraverso stanziamento di fondi. Per questi motivi porterò la questione all’attenzione del Consiglio Regionale, affinchè siano tutelati e salvaguardati i diritti dei lavoratori”.  

“Chiesa e Lavoro”: Intervista Video a Mons. Angelo Spinillo

“Chiesa e Lavoro”: Intervista a Mons. Angelo Spinillo


intervista di don Francesco Riccio
a cura di Gaetano Daniele



L’8 e 9 febbraio 2017 si è tenuto a Napoli il Convegno “Chiesa e lavoro. Quale futuro per i giovani del Sud”, promosso dalle diocesi del Mezzogiorno. L’appuntamento ha rappresentato una delle tappe nazionali di avvicinamento tappa alla Settimana sociale dei cattolici italiani, che si terrà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre e che avrà come tema “Il lavoro che vogliamo”.

Ad interrogarsi sul futuro del Sud e delle nuove generazioni alla Stazione Marittima di Napoli sono stati il presidente della CEI, card. Angelo Bagnasco, il segretario mons. Nunzio Galantino, i presidenti delle 6 Conferenze episcopali regionali che hanno organizzato l’evento (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia), il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Prof. Claudio De Vincenti ed altre personalità istituzionali e religiose.

“Il dialogo tra Chiesa, istituzioni e mondo sociale sul tema del lavoro è fondamentale e l’incontro di Napoli è avvenuto in un momento storico particolarmente delicato per i giovani”, commenta Mons. Angelo Spinillo, presente anch'egli al convegno. “Il lavoro che vogliamo, come dice Papa Francesco, dev’essere creativo, partecipativo. È emersa forte la necessità di sostenere tutte le iniziative possibili in grado di promuovere la realizzazione dei giovani come persone nel loro rapporto con la società, facendo maturare la loro partecipazione alla natura comunitaria della società alla quale appartengono e al cui progresso essi stessi possono e devono contribuire.”

Guarire grazie alla clownterapia l’effetto di ‘risate e buonumore’

Guarire grazie alla clownterapia l’effetto di ‘risate e buonumore’


di Matilde Scuderi



Affrontare le difficoltà della vita con un sorriso sulle labbra è il modo migliore per superarle, anche quando si parla di salute. Per questo motivo in occasione della giornata mondiale del cancro infantile di oggi, mercoledì 15 febbraio, verrà lanciato il corso Formazione a distanza (Fad) dal titolo 'La terapia del sorriso: efficacia ed applicazione nei contesti di cura' realizzato dal provider Educazione continua in medicina (Ecm) 2506 Sanità in-Formazione, in partnership con Consulcesi club per aiutare i medici a conoscere le potenzialità della terapia del sorriso. È ormai assodato che "La salute si basa sulla felicità" e su questo assunto il celeberrimo medico statunitense e padre della clownterapia Patch Adams ha fondato il suo metodo terapeutico, una combinazione di umorismo e divertimento quali ingredienti essenziali per la guarigione fisica e mentale del paziente. Ad oggi è convinzione comune degli esperti che la cosiddetta 'Terapia del sorriso' sia non solo in grado di aiutare i malati a vivere meglio la loro patologia, ma apporti anche notevoli benefici a livello di respirazione, ossigenazione, circolazione, nonché di riduzione dello stress e degli stati ansiogeni.

Abbinato al corso, on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, il film formazione 'Blush', incentrato sulla clownterapia e sul ruolo del volontariato nelle corsie ospedaliere. Il cortometraggio, diretto da Simone Barbetti, ha raccolto il plauso unanime di pubblico e critica, collezionando numerosi riconoscimenti in festival e rassegne cinematografiche, tra cui il premio della giuria alla 5° edizione del Ciak videofestival di Sanremo. È la diretta voce del protagonista dell’emozionante pellicola, l’attore Walter Cordopatri, a guidare i camici bianchi all’interno del corso, che fornisce un’analisi della terapia del sorriso partendo dai contributi offerti dalla psicologia, dalla fisiologia e dalla sociologia e dalle numerose ricerche ed evidenze scientifiche che hanno permesso di superare il dualismo mente-corpo a favore di un approccio olistico al paziente.

Lo studio dell’importanza dell’umorismo e della risata sulla salute ha origini lontane, infatti già Ippocrate sosteneva: "Il buonumore equivale a un elisir di lunga vita", concetto ripreso più recentemente dal giornalista scientifico Norman Cousin, cui si attribuisce la paternità della terapia del sorriso, il quale sperimentò su di sé gli effetti terapeutici della risata e il loro potenziale nel favorire il decorso della malattia. Questo approccio riunisce tecniche e metodologie diverse: dalla più famosa clownterapia, passando per lo yoga della risata, la visione di filmati e spettacoli fino alla partecipazione attiva alla comicità. La terapia del sorriso trova il suo luogo naturale nei reparti pediatrici ma non è destinata solo ai bambini: gli stessi clown-dottori sono frequenti anche in oncologia e geriatria nonché nelle scuole, nelle missioni umanitarie e nelle carceri. Il corso 'La terapia del sorriso: efficacia ed applicazione nei contesti di cura' è articolato in 3 video-lezioni che spaziano dagli aspetti psicologici, fisiologici e sociali del sorriso fino ai suoi possibili contesti terapeutici. Responsabile scientifico è il dottor Stefano Lagona, psicoterapeuta e psicologo; il corso prevede inoltre un questionario finale che accerta la comprensione dei contenuti e assegna 3 crediti formativi Ecm. 'Blush' si aggiunge all’ampio catalogo di film formazione offerti dal provider Ecm 2506 Sanità in-Formazione: una lista di produzioni che hanno già riscosso enorme successo tra i camici bianchi grazie a film selezionati in prestigiosi festival cinematografici.

Gli anziani? Una grande risorsa ma occorre invecchiare in salute

Gli anziani? Una grande risorsa ma occorre invecchiare in salute


di Matilde Scuderi



Attualmente in Italia più di una persona su cinque ha un’età superiore ai 65 anni. Secondo le previsioni, nel 2040 circa un individuo su tre sarà over 65 e nel 2050 le persone over sessanta arriveranno a superare i nuovi nati. Si tratta di numeri che confermano quello che sembra essere un trend mondiale che porterà tra circa un ventennio alla prevalenza degli anziani sulle altre fasce di popolazione. Un simile invecchiamento globale sembrerebbe portare verso il tetro scenario di una stagnazione economica, se è vero che con l'avanzare dell'età diminuisce la produttività gli individui. Ma è davvero certo che gli anziani non possano contribuire allo sviluppo della società? A questa domanda ha risposto l'incontro 'Invecchiamento in salute e silver economy' organizzato al senato dall'intergruppo parlamentare per l’invecchiamento attivo, smentendo categoricamente che con l'avanzare dell'età diminuisca il contributo da dare al paese. "L'Italia è la nazione più vecchia d'Europa ma potrebbe anche essere la più saggia" secondo il senatore Lucio Romano, coordinatore dell'intergruppo parlamentare, che aggiunge “È quanto mai opportuna una legge quadro, che prenda in considerazione in maniera interdisciplinare una tematica di grandissima attualità e che rappresenta il futuro della nostra società, in parte già il presente. L'invecchiamento non va inteso come minus, da cui la marginalizzazione, ma una ricchezza a livello sociale da tesaurizzare per competenze e partecipazione attiva. Bisogna invertire la cultura imperante che isola quelle realtà sociali che si ritengono improduttive o quelle che, per utilizzare una terminologia attuale, sono definite scarto". "È necessario attivare politiche e programmi che tengano conto della fascia di popolazione più fragile - ha dichiarato Michele Conversano presidente di 'Happyageing Alleanza per l’invecchiamento attivo' - e stimolare l’azione di governo mettendo in campo iniziative pubbliche a favore degli anziani: è questo il primo obiettivo dell’integruppo parlamentare sull’invecchiamento attivo, al quale Happyageing vuole dare un aiuto concreto, come già avvenuto per l’inserimento dei vaccini antipneumoccocici nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)".

Gli over 50 i più ricercati dalle aziende. Ad affrontare il tema della silver economy, è intervenuto l’onorevole Carlo Dell’Aringa,  economista "A differenza di quanto si creda, l’anzianità non diminuisce la produttività. Secondo gli ultimi dati Istat, nell’ultimo anno, si è verificato un aumento molto consistente dell’occupazione proprio nella fascia d’età over cinquanta, con oltre 410 mila nuovi assunti. Dato in controtendenza rispetto a quanto accaduto per la fascia media e per i più giovani, per i quali si registra una diminuzione di 150mila posti di lavoro. Questi dati - ha commentato Dell’Aringa -  dimostrano quanto gli adulti e anziani costituiscano un patrimonio di esperienza, competenza, affidabilità e senso d’identità aziendale, doti necessarie alle aziende e alla produttività.”

Salute nell’anziano - Parola d’ordine: prevenzione. Ovviamente un buono stato di salute complessivo rende più semplice invecchiare mantenendosi attivi. "La vera barriera contro invecchiamento sono la salute e l’attività fisica. - dichiara l’onorevole Vittoria D’Incecco coordinatrice dell’intergruppo e medico di famiglia - Quando l’età cresce, il rischio di malattie aumenta, quindi dobbiamo agire sulla prevenzione.  L’esercizio fisico ricopre un ruolo fondamentale, contribuisce a diminuire l’incidenza di malattie coronariche, diabete, ictus, cancro al seno, a rinforzare le ossa, a prevenire infortuni e a ridurre l’alzheimer. Le cellule staminali, che diminuiscono con l’età, si rigenerano con l’attività fisica. Con una sola ora e mezzo di esercizio aerobico alla settimana, si prevengono circa 40 malattie croniche e il pericolo di ammalarsi di alzeimer diminuisce del 50 per cento e questo vale per tutte le età ma soprattutto nell’anziano.”

Fini indagato, Salvini scatenato. Infierisce anche su Napolitano

Matteo Salvini: "Il traditore Gianfranco Fini indagato? Come mi dispiace..."



Gianfranco Fini è indagato per riciclaggio in una torbida vicenda che riguarda tutta la famiglia Tulliani. E un "pacato" commento sulla vicenda arriva da Matteo Salvini, che su Facebook ci va giù pesantissimo: "Gianfranco Fini, quello che ha tradito, quello che ha tramato con Napolitano, quello che odiava me e la Lega è indagato per riciclaggio. Come mi dispiace...", conclude con tagliente ironia il leader della Lega Nord.

Tiziana Cantone, orrore nel telefono "Sei solo un...", la frase più tremenda

Tiziana Cantone, la frase della vergogna dell'ex: "Per me sei solo un buco"



L'ultimo segreto custodito dal cellulare della povera Tiziana Cantone è un'offesa infamante, la peggiore che si possa rivolgere a una donna. I carabinieri che stanno indagando sul suicidio della giovane napoletana distrutta dalla diffusione di alcuni suoi video amatoriali a luci rosse hanno "scavato" nel suo iPhone5 trovando i messaggi vocali e le chat fino al giorno in cui ha deciso di farla finita.

Una frase pronunciata dal suo ex Sergio Di Palo, spiega Il Mattino, ha messo sul chi-va-là gli inquirenti: "Non hai capito che per me sei solo un buco?", avrebbe detto il ragazzo alla 31enne. Un passaggio ancora da verificare ma che, se confermato, potrebbe rappresentare un colpo morale forse fatale per la ragazza, già prostrata dall'umiliazione quotidiana di quei filmini finiti prima su Whatsapp e poi in rete e che le hanno rovinato la vita. Secondo la mamma di Tiziana la figlia avrebbe girato i video porno proprio su istigazione del suo ex, per compiacerlo, e il gioco sarebbe poi finito in dramma. Se si sia trattato di una sadica vendetta, questo è ancora da dimostrare.