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sabato 31 dicembre 2016

Arriva la stangata sui mutui-casa Perché pagherete di più (e quanto)

Arriva la stangata sui mutui-casa. Perché pagherete di più (e quanto)



Brutte notizie per chi ha deciso di comprare casa nel 2017 facendo ricorso a un mutuo. Il segnale che non sarà un anno felice per i futuri proprietari di casa era già arrivato con l'aumento dell'Eurirs, uno dei parametri su cui vengono calcolati i costi dei finanziamenti. E poi c'è stata la comunicazione del gruppo Intesa Sanpaolo, come riporta La Stampa, che ha deciso di ritoccare in rialzo i tassi dei propri finanziamenti per l'acquisto di una casa.

La novità riguarderà solo i clienti che attiveranno un nuovo mutuo e saranno costretti a confrontarsi con una rata media più alta di 30-40 euro. Come è accaduto in passato per nuovi prodotti lanciati dall'istituto torinese, gli altri istituti bancari italiani potrebbero presto imitare lo stesso comportamento, per far fronte ai costi relativi all'aumento dello spread. E non sono esclusi altri aumenti: "Decideremo in base a come cambieranno i tassi monetari" ha chiarito Andrea Lecce, responsabile direzione marketing di Intesa Sanpaolo.

venerdì 30 dicembre 2016

Almaviva chiude, 1.600 licenziati Dipendenti furiosi: "Sindacati falliti"

Almaviva, trattativa fallita: licenziati 1.600 dipendenti del call center a Roma



Dopo la speranza, la mazzata: Almaviva chiude la sua sede di Roma e lascia senza lavoro 1.666 dipendenti. Le lettere di licenziamento sono già partite  e per questo, spiega l'azienda, sarebbe stato impossibile revocare la procedura per tutta una serie di ostacoli tecnici e giuridici. Fallita la trattativa con i sindacati e la mediazione del Ministero dello Sviluppo, scatta la rabbia dei lavoratori del call center.

Cgil e Slc Cgil hanno parlato di "epilogo drammatico" per una vicenda che pochi giorni fa aveva visto una soluzione positiva, sia pur temporanea, per l'analogo problema della sede di Napoli.  Una decisione "grave per i pesanti risvolti sociali e perché anche frutto di una conclusione della vertenza la cui scadenza del 21 dicembre ci è stata posta come ultimativa e non modificabile elemento che non ha permesso una consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori prima della firma definitiva", spiegano i sindacati accusando Almaviva di "rifugiarsi dietro cavilli tecnico-giuridici" e precisando che la procedura di licenziamento "è frutto di una decisione dell'azienda e che nessuna responsabilità può essere messa in alcun modo in capo alle organizzazioni sindacali ed alle RSU e tanto meno ad una parte delle RSU". E mentre la politica, da destra a sinistra, si schiera con i lavoratori, gli ormai ex dipendenti riuniti davanti alla sede del Mise hanno pianto, urlato e protestato, sia contro il governo sia contro i sindacati "incapaci - sostengono - di difendere il nostro posto di lavoro". 

INDAGINI Cosa aveva Chiara Poggi nelle mani La scoperta agghiacciante sul corpo

Garlasco e Stasi: la prova che può incastrare il nuovo indagato


di Cristiana Lodi



Un altro indizio. O una coincidenza certamente sinistra, se si guarda alle conclusioni tracciate dalla difesa di Alberto Stasi. Difesa che denuncia e fa rotolare sul registro degli indagati un ipotetico colpevole, chiedendo al tempo stesso di rifare il processo al proprio assistito. Si ritorna al 2007. Sono passati tre giorni dall'omicidio di Chiara Poggi, colpita 17 volte alla testa da una persona che conosceva. E alla quale lei ha aperto la porta in pigiama, la mattina del 13 agosto. I genitori rientrano di corsa dalla montagna e prima dei funerali (celebrati il 18 agosto) papà Giuseppe accompagna il figlio Marco e gli amici comuni di Chiara a portarle un ultimo saluto all' obitorio. Fra quei quattro ragazzi c' è anche Andrea Sempio, il presunto colpevole, stando agli avvocati di Alberto. È ritratto in una foto pubblicata dal giornale locale di Pavia. Sempio aveva 19 anni e il 13 agosto era a Garlasco. A vederlo nelle foto di allora viene difficile riconoscerlo: aveva i capelli lunghi e castani come quelli di Chiara.

E qui si apre un giallo nel giallo. Sulla scena del delitto e nelle mani di Chiara vengono trovati alcuni capelli. Trentasei per l' esattezza, com' è scritto nella perizia medico legale firmata da Carlo Previderè e Gabriella Peloso. Di questi 36 capelli, sette erano imprigionati fra le dita della vittima. Ma non fu possibile stabilire con certezza a chi appartenessero, perché solo uno aveva il bulbo. Si potè soltanto escludere fossero di Alberto Stasi, ribattezzato dalle cronache il "biondino" proprio per il colore chiaro dei capelli. Alla fine di quella indagine costellata da buchi e contraddizioni, si finì per attribuire quelle importanti tracce a Chiara stessa. I magistrati inquirenti infatti stabilirono che erano della vittima sulla base della lunghezza e del colore.

In effetti i capelli di lei erano lunghi e castani. Proprio come quelli di Andrea Sempio. Oggi indagato dalla Procura di Pavia. E piombato nel nuovo fascicolo del procuratore Marco Venditti, insieme con tutti i sospetti a suo carico indicati dagli avvocati Fabio Giarda e Giada Bucellari.

Sarebbe proprio di Andrea Sempio, stando ai difensori di Stasi, il Dna trovato sotto le unghie di Chiara. È sempre lui, cinque giorni prima del delitto, avrebbe chiamato la vittima (che sapeva essere a casa da sola) due volte in 24 ore. Un particolare sul quale il magistrato indaga, poiché Andrea Sempio in precedenza aveva chiamato quel numero di casa Poggi solo due volte in sei mesi. Sempre lui, 14 mesi dopo l' omicidio, senza che nessuno gli chiedesse niente, aveva portato ai carabinieri lo scontrino di un parcheggio di Vigevano (16 chilometri da Garlasco) della mattina del 13 agosto. Perché? E poi c' è la cella telefonica vicina a casa di Chiara che aggancia il suo cellulare la mattina dell' omicidio. E la sua bicicletta simile a quella vista dalla testimone, ancora quella mattina. E il numero di scarpe che corrisponde all' orma trovata sulla scena dell' omicidio. E infine sempre lui viene fotografato mentre va a trovare Chiara all' obitorio, con i capelli lunghi e castani. Proprio come quelli di lei. E rimasti senza nome sulla scena dell' omicidio.

Napoli, il consigliere regionale De Pascale interviene sulla situazione dell’EAV: “ora si può ripartire”

EAV, De Pascale: “ora si può ripartire”



di Antonio Parrella



Gen. Carmine De Pascale
Consigliere Regionale 

NAPOLI - Il consigliere regionale Carmine De Pascale, capogruppo di “De Luca Presidente”, interviene sulla situazione dell’Eav, l’azienda di trasporti campana, che serve quotidianamente centinaia di migliaia di utenti. “Finalmente - sottolinea l’onorevole De Pascale - la Regione Campania ha programmato di mettere a posto i conti della società di trasporti Eav. Ciò rappresenta davvero un importante atto politico e la volontà di risolverne la situazione debitoria, creando così i presupposti per il suo sviluppo”. Dunque il provvedimento approvato dalla Regione, e sostenuto con forza dallo stesso De Pascale, rappresenta un concreto atto di gestione amministrativa della macchina regionale. “E’ tempo di agire e di dare risposte alle esigenze dei cittadini ed alla salvaguardia dei posti di lavoro - chiosa De Pascale - e certamente con il risanamento del bilancio siamo in grado ora di chiedere credito alle banche, agli investitori istituzionali e di programmare investimenti in treni ed infrastrutture e soprattutto sul fronte della sicurezza per dipendenti ed utenti,  perché le infrastrutture sono la fotografia di una società civile che ancora non funziona. I cittadini campani - conclude De Pascale -  meritano un servizio di trasporti altamente competitivo e finalizzato ad una migliore qualità della vita sull’intero territorio”.

Fino a tre chilogrammi in più grazie alle abbuffate natalizie

Fino a 3 chilogrammi in più grazie alle abbuffate natalizie


di Matilde Scuderi



Che si mangi in casa o si scelgano i ristoranti, ciò che accomuna a Natale gli italiani sono gli eccessi a tavola. Tant'è che per gli esperti il rischio è che alla fine delle festività si possa pesare fino a 3 chili in più. Ad influire è soprattutto la cattiva abitudine di mangiucchiare durante l’intero arco della giornata (66%). Senza considerare che a Natale sembra che la maggior parte degli italiani trascuri ogni principio di sana alimentazione e corretta idratazione (42%). E dagli esperti arriva il decalogo per ‘limitare i danni’ e liberarsi dai chili accumulati durante le feste. È quanto emerge da uno studio di ‘In a Bottle’ (www.inabottle.it) condotto da attraverso metodologia Web Opinion Analysis (Woa) su circa 50 portali, forum e community di esperti nutrizionisti, dietologi e medici generici.

Per il 74% degli esperti quell’ago della bilancia che spessissimo dopo i festeggiamenti del Natale e del Capodanno si impenna indica un reale aumento di peso. In ogni caso, basandosi sulla loro esperienza, gli esperti stimano che durante le festività si ingrassi in media di 2 kg (24%), per arrivare ai 3-4 kg (32%). Ma non è difficile che dopo il periodo che va da inizio dicembre e metà gennaio si arrivi a pesare anche 5 kg in più (18%). Solo una minoranza, secondo il 22%, riesce a limitare i danni, arrivando a pesare 1 kg in più rispetto all’ultimo controllo peso pre-festivo. I colpevoli di questo levitare della bilancia? Una serie di errori e cattivi comportamenti a cui sembra che gli italiani proprio non sappiano rinunciare. La maggior parte (78%), ritiene che il vero danno sia dato proprio dalla continuità nell’assunzione di calorie in eccesso, ovvero dall’abitudine di ‘anticipare’ le abbuffate natalizie e di continuarle anche nei giorni che non rappresentano nessuna ricorrenza. E in cima alla lunga lista di errori c’è la cattiva abitudine di mangiare cibi molto calorici durante l’intero arco della giornata (66%), spiluccando in continuazione.

Moltissimi, poi, trascurano ogni regola di sana alimentazione e idratazione (42%). A questo si aggiunge un abuso nel consumo di bevande alcoliche (35%), che oltre a non essere ‘sano’, è ipercalorico. Allo stesso modo alla mancanza di ogni forma di abbinamento corretto tra i diversi cibi (23%), secondo gli esperti sono molto minori le occasioni per ‘bruciare’ le calorie che vengono immagazzinate, rispetto a quanto avviene di solito (45%). Quali sono i motivi per cui si eccede? Esistono un mix di cause, a partire dal fatto che il mangiare viene utilizzato per combattere la noia (55%), legata a una over dose di tempo libero a cui non si è più abituati. Ad aiutare, in senso negativo, anche le lunghe ore passate davanti al piccolo schermo (53%), si tratta di un mangiare distratto, che senza accorgersene sommerge l’organismo di calorie. Fattori a cui si aggiunge la voglia di lasciarsi andare dopo lo stress accumulato durante l’anno (38%), per molti, infatti, il mangiare diventa una valvola di sfogo. Non aiutano, poi, soprattutto per il controllo dell’assunzione dell’alcool e di stuzzichini, le visite ad amici e parenti (34%). Per il 59% sarebbe stato però sbagliato non lasciarsi un po’ andare. Solo il 12%, più radicale, è infatti convinto che con il moderno stile di vita non sarebbe necessario eccedere con le calorie e che anche a Natale bisognerebbe rinunciare a strappi eno-gastronomici.

Quali allora i trucchi per ritrovare il benessere psicofisico? Il 65% si dice assolutamente contrario a lanciarsi in una rigida dieta o rinunciare del tutto a festeggiare la ricorrenza. Importante, poi, per il post-festività evitare una ‘dieta da fame’, nella speranza di perdere in pochi giorni i chili di troppo accumulati. Si darebbe uno shock inutile all’organismo e si rischierebbe di perdere gli effetti positivi sul benessere psicologico associati alla trasgressione. Molto meglio tornare per gradi ad una corretta alimentazione e idratazione (38%) e reintrodurre nel proprio organismo tutti quegli elementi, come frutta, verdura e acqua che durante le abbuffate natalizie vengono un pò trascurati. Addirittura secondo il 26% dovrebbero essere applicate alcune ‘abitudini’ assunte durante le festività, ovvero fare almeno tre pasti al giorno, cosa di cui durante il periodo lavorativo spesso ci si dimentica.

Il decalogo ‘smalti-panettone’

1. Osserva una dieta varia e equilibrata: variare l’alimentazione è importante per non far mancare all’organismo i principali nutrienti

2. Non sottovalutare i rischi di un’alimentazione iper-calorica: un apporto di calorie superiore all’effettivo fabbisogno contribuisce all’aumento di peso, affaticando l’organismo.

3. Limita i dolci: se durante le feste si è esagerato, l’importante è limitarne il consumo nei giorni seguenti

4. Evita il consumo di bevande alcoliche: è consigliabile limitare o evitare di assumere alcolici, dal momento che l’apporto calorico ad essi associato non è affatto trascurabile

5. Pratica attività fisica: una corretta alimentazione accompagnata da una sana attività fisica è il metodo migliore per tornare in forma all’indomani delle feste natalizie

6. Mangia frutta e verdura: ricordare di assumere i giusti quantitativi di frutta e verdura, fondamentali per un corretto apporto di fibre, vitamine e sali minerali, è fondamentale specialmente quando si è osservata una dieta poco bilanciata

7. Scegli l’acqua: assumerla può aiutare a eliminare i liquidi in eccesso trattenuti dal nostro organismo e ad opporsi alla voglia di mangiare ancora grazie alla capacità di dilatare lo stomaco e favorire il senso di sazietà

8. Evita di assaggiare i cibi lontano dai pasti: limitarsi a mangiare durante i pasti principali, aiuta a tenere sotto controllo le quantità di cibo ingerite

9. Riduci i grassi: moderare la quantità di grassi e oli utilizzati per condire e preferire metodi di cottura leggeri e salutari, sono buone norme che è consigliabile osservare non solo per tornare in forma dopo le feste, ma anche durante tutto l’anno

10. Non saltare i pasti, il benessere psicofisico parte da un’alimentazione e da pasti regolari.

Istituto Clinico Città Studi primo per la cura dell’ictus in Lombardia

Istituto Clinico Città Studi primo per la cura dell’ictus in Lombardia


di Matilde Scuderi



L’istituto Clinico Città Studi (Iccs) conferma il suo primato per quanto concerne la cura dell’ictus ischemico secondo i dati forniti dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). Anche a livello nazionale l’Iccs è ai primi posti per questo tipo d’intervento. L’analisi condotta da Agenas valuta l’incidenza della mortalità a 30 giorni dalla comparsa di un ictus ischemico. All’Istituto Clinico città Studi il numero dei pazienti che rimane in vita è il più alto tra gli ospedali della nostra Regione. Le ragioni di questo successo si fondano, secondo il responsabile della Stroke Unit Carlo Sebastiano Tadeo “sul fatto che il 98% dei pazienti che giungono al pronto soccorso per ictus ischemico vengono presi in carico immediatamente da un neurologo sempre presente in pronto soccorso per questi casi e ricoverati immediatamente in Stroke Unit, un centro specializzato con un team multi-professionale per la cura dell’ictus. Inoltre, il 33% dei nostri pazienti viene sottoposto alla terapia di trombolisi sistemica. La media italiana per questo tipo d’intervento è del 5% e nella nostra Regione raggiungiamo il 10%”. La Stroke Unit diretta da Tadeo ha, inoltre, progressivamente velocizzato la procedura dedicata alla ricanalizzazione delle arterie (trombolisi) intervenendo, per la maggioranza dei pazienti, entro i 60 minuti dal loro accesso in pronto soccorso.

L’istituto Clinico Città Studi di Milano è una Struttura di Ricovero e Cura privata accreditata che offre 268 posti letto a pochi isolati dal centro di Milano. L’ospedale ha le caratteristiche del City Hospital non solo per motivi logistici ma soprattutto per l’offerta di servizi sanitari ai circa mille nostri concittadini che si rivolgono quotidianamente alla struttura. L’ospedale è accreditato dal 1999 dalla Regione Lombardia e svolge attività di diagnosi e cura per conto del Servizio Sanitario Nazionale. Il pronto soccorso è uno dei punti di forza dell’Iccs che lo hanno reso noto per l’efficienza del servizio e la disponibilità del personale medico e paramedico. Il Dipartimento d’Emergenza e Accettazione di primo livello dell’Istituto Clinico Città Studi presenta volumi di accoglienza molto vicini se non superiori a quelli di altre grandi strutture ospedaliere della città e dell’hinterland. Le tecnologie e le procedure quotidianamente adottate per le cure dei pazienti sono all'avanguardia e proiettate anche ad ottenere risultati nel campo della ricerca scientifica. 

Gira un porno tra casa e scuola materna: 46enne bresciana, finisce in tragedia

Brescia, gira un video porno in casa: per la 46enne finisce malissimo



Non riusciva a pagare bollette e cartelle di Equitalia, per questo ha girato un video porno amatoriale in casa. Per una 46enne di Brescia le conseguenze sono state drammatiche: il tribunale dei Minori le ha tolto i figli. A scatenare lo scandalo in Paese sarebbe stata anche la scena iniziale del video, in cui si vede una donna che esce da una scuola materna pubblica del posto, come sottolinea il Giornale di Brescia. "L'uso della casa coniugale per girare filmati pornografici - ha decretato la sentenza dei giudici - rappresenta un pregiudizio gravissimo alla dignità morale dei ragazzi". La difesa della donna è disperata: "Ho sbagliato, ma l'ho fatto perché avevo bisogno di soldi. Troppe spese da sostenere e il mio ex marito non contribuiva. Ho preso i soldi e pagato bollette e cartelle di Equitalia, è tutto documentato". Il legale della donna ha già annunciato la richiesta di revoca del provvedimento di allontanamento dei figli.