Visualizzazioni totali

giovedì 22 dicembre 2016

Moda in lutto, addio a Franca Sozzani Era l'italiana più famosa nel mondo

Addio a Franca Sozzani. La giornalista italiana più famosa al mondo



È morta a 66 la giornalista Franca Sozzani, direttrice della rivista Vogue Italia e direttrice editoriale di Condé Nast. Da un anno la decana della moda italiana lottava contro un tumore. La Sozzani aveva cominciato la sua carriera con Vogue Bambini per poi diventare nel 1980 direttore responsabile di Lei. Ha diretto la prestigiosa rivista di moda sin dal 1988.

Mps, tempo scaduto: trema chi ha i conti Le tre opzioni per evitare il disastro finale

Terremoto Mps, la minaccia per i correntisti. Le tre opzioni per salvare i conti



Manca solo l'ultimo pezzo del decreto salva-banche del governo per evitare un massacro ai 40 mila obbligazionisti subordinati di Monte dei Paschi di Siena. Il Consiglio dei ministri si riunirà entro domani sera, comunque a mercati chiusi, per "minimizzare o annullare" l'impatto che l'intervento dello Stato a favore dell'istituto senese, sostanzialmente inevitabile dopo la rinuncia degli investitori privati.

Con il fallimento dell'aumento di capitale, la cui scadenza era fissata alle 14 di oggi, il governo potrà già intervenire grazie all'approvazione in tempi record del piano di salvataggio da 20 miliardi di euro. Il lungo weekend natalizio che terrà fermi i mercati darà l'opportunità al governo di applicare il burden sharing, la direttiva europea che permetterà una strada meno traumatica per la soluzione della crisi bancaria, partendo con una ricapitalizzazione precauzionale da 5 miliardi, così da proteggere in primis i correntisti e gli obbligazionisti senior.

Mentre la strada è segnata per gli azionisti Mps, c'è ancora speranza per gli obbligazionisti e i loro 2 miliardi che i risparmiatori al dettaglio hanno investito nel 2008, come ricorda Repubblica, per finanziare l'acquisizione di Antonveneta. Con questa situazione, il ministro Pier Carlo Padoan avrebbe tre strade possibili davanti a sè.

La prima opzione di Padoan prevederebbe la conversione forzosa dele obbligazioni subordinate in azioni, con inevitabile riduzione del valore delle azioni, con una successiva integrazione da parte del governo. La seconda opzione rispecchierebbe lo schema usato lo scorso anno per liquidare le note quattro banche. Sarebbero quindi azzerate le subordinate e dato il via libera al ristoro dei risparmiatori, solo se viene dimostrato il raggiro o applicando dei parametri "sociali". L'ultima scelta del governo potrà favorire di più i sottoscrittori del prestito, con il riacquisto statale di tutte le obbligazioni subordinate.

Diocesi di Aversa: Messaggio di Mons. Angelo Spinillo Domenica 25 dicembre 2016: “Coltiviamo il dialogo e riconosciamo il Signore nella sua dimensione più semplice e intensa”

Natale 2016 Messaggio di Mons. Angelo Spinillo 


a cura di Gaetano Daniele




Eccoci giunti al Natale del Signore, il giorno santo che, ci dice Mons. Angelo Spinillo nel suo video messaggio, “spunta davanti a noi con quel sole che sorge al illuminare le tenebre dell’umanità: il Cristo donato da Dio Padre perché sia luce per tutti”. Il tempo del Natale è caratterizzato “da un lato dalla semplicità dell’accoglienza dei pastori che, guidati dalla luce della gloria di Dio, vanno alla grotta di Betlemme; dall’altro lato, dalla riflessione di tutta la Chiesa che, quasi stupita di questo dono, cerca anch’essa di accoglierlo con una consapevolezza sempre maggiore”. Mons. Spinillo parla poi della tristezza generata dalle stragi che continuano ad essere perpetrate nei confronti del mondo cristiano: “La realtà vera del cristianesimo non è nel consumismo, ma è nell’essere partecipi della luce di Dio, quella luce che è carità, così come è nella capacità di continuare a proporre il dialogo e l’accoglienza, così come fu accolto il figlio di Dio”. L’augurio che il vescovo di Aversa rivolge a tutti è di accogliere la presenza del Signore nella nostra vita, “riconoscendolo nella dimensione più semplice ma più intensa del bene: in questo modo, possiamo diventare apostoli dell’annuncio che gli angeli cantavano: Gloria a Dio, pace agli uomini di buona volontà”


Non tutte son sigarette elettroniche “Queste le differenze e similitudini”

Non tutte son sigarette elettroniche “Queste le differenze e similitudini”


di Pierluigi Montebelli



Quali sono, oggi, i prodotti ‘alternativi’ al fumo di sigarette? La risposta viene dal Comitato Scientifico Internazionale per la ricerca sulla sigaretta elettronica della Lega Italiana Anti Fumo, che sottolinea come “al momento, siano presenti sul mercato due prodotti oggettivamente differenti fra loro che offrono un’alternativa al fumo di tabacco: le sigarette elettroniche e i dispositivi che riscaldano tabacco. Questi ultimi permettono di riscaldare una sigaretta appositamente modificata (c.d. heatsticks) composta di tabacco miscelato principalmente con glicerolo. La sigaretta elettronica, invece, è composta da una batteria e un atomizzatore che riscalda una soluzione a base di glicole propilenico, glicerolo, acqua, aromi ed, eventualmente, nicotina. Dal punto di vista dell'impatto sulla salute dei due prodotti, se per le sigarette elettroniche è oramai acclarata la validità di questi strumenti nella lotta al tabagismo e nella riduzione dei danni causati dal fumo di sigaretta convenzionale con diverse centinaia di studi scientifici indipendenti al loro attivo, per il tabacco riscaldato sono pubblicati solamente studi sponsorizzati dai produttori stessi.

Nell’agosto 2015, un rapporto condotto nel Regno Unito per conto di Public Health England (Autorità dipendente dal Ministero della Salute inglese), ha dimostrato che le e-cig sono per il 95% meno dannose rispetto alle sigarette convenzionali e possono contribuire a salvare migliaia di vite ogni anno. Un altro studio pubblicato sulla rivista scientifica European Addiction Research ha dimostrato che, considerato 100 il rischio relativo all'utilizzo di sigarette convenzionali, quello delle elettroniche si attesterebbe a 4. E ancora, recenti studi hanno più volte dimostrato che le e-cig possono essere utilizzate come terapia per far smettere di fumare anche pazienti affetti da asma o da patologie cardiovascolari. In conclusione, se per le e-cig, le prove scientifiche a supporto della riduzione del rischio sono numerose, per il tabacco riscaldato bisognerà attendere ricerche indipendenti che confermino la loro minore dannosità rispetto al tabacco tradizionale. Dato che sigarette elettroniche non contengono tabacco, è ovvio che i due prodotti debbano essere considerati in modo distinto e separato sia per quanto attiene alle loro caratteristiche oggettive (le e-cig vaporizzano liquidi e mentre gli altri prodotti riscaldano tabacco) che per l'impatto sulla salute. Tale concetto deve essere chiaro per orientare correttamente le scelte dei consumatori e le politiche dei legislatori. Tuttavia, resta inteso che qualsiasi tecnologia, strumento o azione volta alla riduzione del danno e del rischio tabagico - purché scientificamente provata - deve essere presa in seria considerazione”. 

Il Comitato Scientifico Internazionale è composto da: Riccardo Polosa dell'Università degli Studi di Catania, Umberto Tirelli dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano, Fabio Beatrice della Società Italiana di Tabaccologia, Carlo Cipolla dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia di Milano), David Nutt dell’Imperial College di Londra, Mike Siegel della Boston University School of Public Health, Sally Satel dell’American Enterprise Institute, Kostantinos Farsalinos dell’Università di Patras, Jacques Le Houezec Consulente di Sanità Pubblica a Rennes, Marcus Munafo dell’Università di Bristol e Pasquale Caponnetto della Lega Italiana Anti Fumo

Omalizumab ha aperto la strada alla terapia biologica per l’asma

Omalizumab ha aperto la strada alla terapia biologica per l’asma


di Eugenia Sermonti



Omalizumab, farmaco appartenente alla classe degli anticorpi monoclonali anti-IgE (cioè, anti-immunoglobuline E), compie dieci anni, un anniversario da festeggiare poiché ha aperto la strada alla terapia biologica nell’asma allergico grave, come ribadito anche nei recenti congressi ‘Pneumo Magna Graecia’ e ‘Highlights in Allergy and Respiratory diseases’. Il suo profilo di tollerabilità e la sua efficacia, dimostrate da anni di utilizzo, lo rendono ancora oggi la scelta principale per la cura ed il trattamento dell’asma allergico grave, anche in ambito pediatrico. L’asma allergico grave è una patologia complessa che colpisce adulti e bambini, caratterizzata dalla iperproduzione di immunoglobuline E (IgE) in risposta agli allergeni ambientali (quali acari della polvere, pollini e muffe). Le linee guida GINA (Global INitiative for Asthma) stabiliscono il raggiungimento del controllo ottimale della patologia quale obiettivo primario nella gestione del paziente. Non controllare questa malattia comporta il persistere dei sintomi e l’insorgere di frequenti riacutizzazioni, che spesso possono causare l’ospedalizzazione e addirittura mettere a rischio la vita stessa del paziente.

L’asma è un problema mondiale e un consistente onere sociale ed economico per i sistemi sanitari; la maggior parte dei pazienti con asma grave soffre di asma allergico. Secondo l’OMS oltre 300 milioni di persone soffrono di questa condizione nel mondo; la Global INitiative for Asthma stima che in Europa ci siano oltre 30 milioni di asmatici. “Le immunoglobuline E (IgE) hanno un ruolo molto importante nell’asma allergico grave in quanto sono capaci di influenzare la funzione e, di conseguenza, l’attività di molte cellule comunque coinvolte nella patogenesi della malattia asmatica - afferma Andrea Matucci, dirigente medico del Reparto di Immunologia AOU Careggi di Firenze - Il futuro del trattamento delle forme gravi di asma è affidato alle terapie biologiche che permettono di ottenere una migliore gestione della malattia e una medicina, per così dire, personalizzata. Omalizumab è l’esempio di farmaco biologico diretto su un ‘bersaglio’ preciso, in questo caso le IgE”. Come rileva Girolamo Pelaia, ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio e Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro "10 anni di impiego dell'anticorpo monoclonale anti-IgE omalizumab nel trattamento dell'asma allergico grave hanno dimostrato che questo farmaco è caratterizzato da un ottimo pattern di tollerabilità e, soprattutto, da un solido profilo di efficacia, confermato negli anni, che ha consentito di rivoluzionare la terapia dell'asma di natura allergica in oltre 100 mila pazienti nel mondo. Il trattamento è in grado di ridurre la frequenza e la gravità delle riacutizzazioni dell'asma, migliorando anche i sintomi respiratori dei pazienti e la loro qualità di vita. Questi effetti dipendono dalla capacità di omalizumab di legarsi specificamente alle IgE umane, formando così degli immuno-complessi che impediscono alle IgE di attivare i loro recettori ad alta e bassa affinità, espressi dalle cellule immuno-flogistiche quali mastociti, basofili, eosinofili, cellule dendritiche e linfociti B. Poichè a livello delle vie aeree i recettori per le IgE sono presenti anche sulle cellule strutturali come le cellule epiteliali bronchiali e le fibrocellule muscolari lisce, omalizumab può modulare gli eventi strutturali relativi al rimodellamento della parete bronchiale, con possibili riflessi positivi sulla storia naturale dell'Asma".

Il disastro: Mps bidonata dal Qatar Che cosa succede adesso alla banca

Mps, si sfila il fondo del Qatar: sempre più vicino il salvataggio pubblico



Si fa sempre più probabile il salvataggio di Stato di Mps: secondo fonti citate da Corriere.it, infatti, non sta andando a buon fine l'operazione di aumento di capitale dell'istituto senese. Né il fondo del Qatar né gli investitori retail o istituzionali, infatti, avrebbero aderito alla ricapitalizzazione da 5 miliardi (la circostanza, comunque, non è ancora stata confermata dalla banca). Sembra a questo punto inevitabile l'intervento pubblico: il governo ha già predisposto uno scudo da 20 miliardi di euro (con risorse che derivano da un aumento del debito pubblico), e così lo Stato diventerebbe il primo azionista di Mps (ad oggi la quota pubblica è pari al 4%).

In particolare il fondo sovrano del Qatar, l'elemento centrale per la soluzione di salvataggio privato grazie a un investimento che veniva quantificato in 1 miliardo di euro, non avrebbe ad ora manifestato disponibilità a partecipare al salvataggio. Gli investitori istituzionali avevano tra l’altro indicato come condizioni una massiccia adesione delle conversioni nel liability management (la gestione delle passività bancarie) e la presenza di un anchor investor di peso, ma entrambe queste condizioni non si sono ad ora realizzate. L’offerta agli investitori istituzionali si chiude domani alle 14. Poi pagheremo noi.

Poletti, trappolone in Parlamento: Lega e 5 Stelle mettono il Pd al muro

Giuliano Poletti, l'assalto in Parlamento: sfiducia da Lega, M5s e Sinistra



È stata depositata questa mattina al Senato una mozione di sfiducia nel confronti del ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, firmata dai senatori di Sinistra italiana, del Movimento 5 Stelle, della Lega Nord e di alcuni senatori del Gruppo Misto. Lo rende noto un comunicato dell'ufficio stampa di Sinistra italiana al Senato. 

"Il ministro - è scritto nella mozione di sfiducia - ha nelle ultime settimane dato riprova di un comportamento totalmente inadeguato al suo ruolo, esprimendosi in più di un'occasione con un linguaggio discutibile e opinioni del tutto inaccettabili". In particolare la mozione di sfiducia ricorda la dichiarazione "inaccettabile e che compromette la libertà di voto dei cittadini" del ministro Poletti sulla possibilità di evitare il referendum sul Jobs Act grazie allo scioglimento delle Camere e alla convocazione delle elezioni politiche, e le "affermazioni gravissime" dello stesso ministro sui giovani italiani costretti a cercare lavoro all'estero.