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domenica 11 settembre 2016

Il Napoli si consola con Hamsik: doppietta e Palermo steso La Classifica

Il Napoli si consola con Hamsik: doppietta e Palermo steso



Il Napoli supera 3-0 in trasferta il Palermo nell’anticipo della terza giornata del campionato di Serie A. Succede tutto nella ripresa. Hamsik sblocca il risultato al 2’, Callejon con una doppietta al 6’ e al 20’ mette in cassaforte i tre punti. 

La classifica del campionato di Serie A dopo gli anticipi della terza giornata. Juventus 9 punti; Napoli 7; Genoa e Sampdoria 6; Roma e Pescara 4; Torino, Chievo, Lazio, Fiorentina, Milan, Udinese, Bologna e Sassuolo 3; Cagliari, Inter e Palermo 1; Atalanta, Crotone e Empoli 0.  Juventus, Napoli, Palermo e Sassuolo co
n una partita in più.

Motogp, a Misano la pole è di Lorenzo. Rossi marca stretto: parte secondo

Motogp, a Misano la pole è di Jorge Lorenzo. Rossi marca stretto: parte secondo



Jorge Lorenzo si assicura la prima casella sulla griglia di partenza del Gran Premio di San Marino, 13esima prova stagionale del Mondiale di MotoGp che si disputerà domani sul circuito di Misano Adriatico. Il maiorchino della Yamaha centra la 64esima pole position della carriera, la terza di questa stagione dopo Losail e Le Mans, fermando il cronometro a 1’31«868 e infliggendo quasi tre decimi e mezzo a Valentino Rossi, secondo con l’altra Yamaha. A completare la prima fila Maverick Vinales su Suzuki, a 513 millesimi da Lorenzo. Solo quarto Marc Marquez, staccato di 0»575 e domani in seconda fila assieme alle due Ducati di Michele Pirro (che prende il posto di Andrea Iannone) e Andrea Dovizioso. A seguire Cal Crutchlow, Dani Pedrosa e Aleix Espargarò

La cafonata di Mario Balotelli al Nizza Appena arrivato umilia così i compagni

Nizza, Balotelli e i regali ai nuovi compagni: spesi 15 mila euro



A Nizza è sempre più Balo-mania. Quest entusiasmo però non ha coinvolto solamente i tifosi ma anche i nuovi compagni di squadra. Mario Balotelli infatti, nonostante la pessima reputazione, si sta facendo molto apprezzare in Francia ricevendo ogni giorno apprezzamenti e attestati di stima e affetto. Per ringraziarli dell'affetto l'ex attaccante del Milan ha comprato ai suoi colleghi vestiti e accessori di marca, per un valore complessivo di 15 mila euro.

La prima settimana in Francia di Super Mario è quindi trascorsa fra sorrisi, autografi, selfie e lavoro duro sul campo. I tifosi sono già pazzi per lui tanto che per la sua prima uscita, domenica sera, l'Allianz Rivera sarà tutta esaurita. Il tecnico Favre però ha spiegato in conferenza stampa come Balo difficilmente partirà dall'inizio: " Mario è si in forma, ma non gioca da tanto tempo e deve ritrovare gli automatismi. Diamogli tempo, di sicuro ha tutto il potenziale".

Nel frattempo però è già l'idolo dello spogliatoio. Stando a un suo amico, infatti, Balotelli si sarebbe presentata agli allenamenti con circa 500 euro di regali per ogni compagno. Un bel modo di iniziare la nuova avventura francese.    

sabato 10 settembre 2016

Caivano (Na): Gaetano Ponticelli F.I: Solidarietà e vicinanza al giornalista Crispino

Aggressione al giornalista Antonio Crispino: la solidarietà del Capogruppo di Forza Italia, Gaetano Ponticelli


di Gaetano Daniele


Gaetano Ponticelli
Capogruppo F.I 

Dopo l’increscioso episodio che ha visto sfortunato protagonista il giornalista de il Corriere.it, Antonio Crispino, interviene sul nostro blog, il Notiziario sul web, il Capogruppo di Forza Italia, Gaetano Ponticelli. 

"Quanto accaduto al giornalista Antonio Crispino de Il Corriere.it è un atto grave e intollerabile, messo in atto da delinquenti che pensano di poter fare tutto ciò che vogliono, arrivando addirittura a compiere atti di violenza contro chi esercita il proprio lavoro per garantire la libertà di informazione a tutti i cittadini". Così il Capo Gruppo di Forza Italia, Gaetano Ponticelli ai nostri microfoni, e nota: "Ho voluto sentire telefonicamente l'amico e amministratore del blog il Notiziario sul web, Gaetano Daniele, visto che non conosco personalmente il giornalista vittima dell'aggressione, al quale tramite queste quattro righe ho espresso la mia vicinanza al giornalista e mi auguro che quanto sta avvenendo a Pascarola (questione puzze nauseabonde) abbia presto fine, poiché i cittadini caivanesi e tutti quelli dell'hinterland a nord di Napoli, non meritano di assistere a ciò che sta incredibilmente accadendo. Farò sentire, in quanto maggioranza, la mia voce anche in consiglio comunale". Conclude Ponticelli. 

Caivano (Na): Aggredito giornalista Solidarietà al dott. Antonio Crispino

Caivano (Na): Aggredito giornalista de Il Corriere.it Piena solidarietà al dott. Antonio Crispino 



Daniele: "La reazione alla presenza del dott. Antonio Crispino e delle sue telecamere a Pascarola-Caivano, è la dimostrazione che accendere i riflettori sulle vicende scomode è di per se un atto di contrasto".

- L'appello del dott. Antonio Crispino: "Pensavo di recuperare la registrazione di quanto accaduto per la denuncia ma niente, la telecamera è irrimediabilmente fuori uso. Se tra i miei contatti c'è qualcuno che era presente e ha avuto modo di conservare il video dell'accaduto lo prego di mettersi in contatto con me".

Contatto Antonio Crispino Facebook: https://www.facebook.com/antonio.crispino.758

Va apprezzato il coraggio del dott. Antonio Crispino presente ieri sera nella Zona industriale di Caivano, con precisione all'interno della Mi.So, una società che si occupa di trattamento di rifiuti animali. "Ero lì perchè da alcune ore emanava un lezzo nauseabondo che ammorbava l'aria di mezza provincia". Così Antonio Crispino ai nostri microfoni, e nota:  "In verità, è una situazione che si ripete da anni. Ma ieri sera veramente si moriva. Fuori ai cancelli di questa azienda si erano riversate decine di persone, nonostante fossero le tre di notte. Quando sono arrivato - continua Crispino - c'erano già alcuni responsabili a cui ho semplicemente chiesto: "Cosa sta trattando questa azienda che puzza così tanto? Che problemi ci sono?". Una domanda, solo una domanda. "Ti devi fare i cazzi tuoi" mi ha detto uno di loro. Poi i giannizzeri mi hanno letteralmente afferrato e trascinato all'interno del cortile. Hanno spaccato tutto. Non lo hanno fatto in una campagna isolata o nel buio della notte. Lo hanno fatto platealmente davanti a decine di persone, davanti a due pattuglie dei Carabinieri, davanti a decine di telefonini che riprendevano. Insomma, un gesto vile che tutti noi condanniamo. 

Napolitano sculaccia D'Alema & Co: "Roba surreale". Il Pd? È cosa sua

Napolitano sculaccia D'Alema & Co: "Roba surreale". Il Partito Democratico? È cosa sua



Un presidente (della Repubblica) è per sempre. E quando si parla di Giorgio Napolitano non soltanto per il titolo di "emerito". Già, perché l'ex inquilino del Colle, in una lunga intervista concessa al direttore di Repubblica, Mario Calabresi, detta la linea al Pd. O meglio, al Pd dei dissidenti capeggiato da Massimo D'Alema. "Con quello che succede nel mondo e quello che ha sulle spalle l'Italia - esordisce -, è davvero surreale l'infuriare di una guerra sul referendum costituzionale".

Dunque, senza troppi giri di parole spiega che "è tempo di uscire da questo assurdo stato di belligeranza. Bocciare la revisione della Carta sarebbe un'occasione mancata, scarseggia il senso di responsabilità". Chiarissimo il doppio messaggio: agli elettori ordina di votare "sì" al referendum costituzionale; mentre al Pd ordina di smetterla di fare la guerra a Matteo Renzi.

Poi, certo, spiega che sull'Italicum, la nuova legge elettorale, "c'è da riflettere". Perché? Per non fare vincere il Movimento 5 Stelle, e lo dice con una chiarezza disarmante: "Perché rispetto a due anni fa lo scenario politico risulta mutato in Italia come in Europa. Ci sono nuovi partiti, alcuni dei quali in forte ascesa che hanno rotto il gioco di governo tra due schieramenti, con il rischio che vada al ballottaggio previsto dall'Italicum e vinca chi al primo turno ha ricevuto una base troppo scarsa di legittimazione col voto popolare". Insomma, la riforma elettorale è da cambiare non tanto per i suoi errori, quanto piuttosto per il rischio che non vinca il Pd...

Boschi e selfie Tutto va a rotoli ma l'Unità continua a fare feste

Il mondo va a rotoli ma l'Unità continua a festeggiare


di Francesco Specchia



Il dato non è politico, ma antropologico: oramai ci sono più Feste dell' Unità che comunisti. Non che sia un male. Però, in questo scorcio di fine estate, in tutt' Italia, sfilano sempre i volti rubizzi alla Peppone tra gli stand e le livide facce della sconfitta dalemiana nei dibattiti; e sfrigolano i concerti, e l' odor di brace e di panini farciti di salamelle e di riforma costituzionale. Uno dice: c' è appena stato il terremoto, il Pil è inchiodato, la crescita è zero, le riforme zoppicano, l' Europa si spappola sotto il peso dei migranti, il Pd è balcanizzato: insomma, non c' è nulla da festeggiare eppure questi s' accendono nelle Feste dell' Unità.

Ed è il tripudio d' una straordinaria commedia umana recitata sul territorio. Nella Festa dell' Unità di Milano, allo Scalo Romana, si palesa, nella sua floridezza istituzionale, Maria Elena Boschi persa nei selfie, mentre alcuni dalemiani cercano d' avvolgerla in uno striscione anti-referendum. Al Porto Antico di Genova la Festa dell' Unità accoglie un dibattito -un tantino jettatorio- sui "possibili effetti del referendum sul sistema sanitario nazionale".

Alla Festa dell' Unità di Firenze Matteo Renzi fa sgombrare il ministro Gentiloni come un profugo all' hot spot delle Cascine. Alla Festa dell' Unità di Bologna Pier Luigi Bersani ( già accolto da cori da stadio e pupi siciliani anti-Pd alla Festa dell' Unità di Catania) sospira al ricordo di Nilde Iotti.

Alle Festa dell' Unità di Bologna, Modena e Reggio Emilia, contemporaneamente, Renzi e un paio di fedelissimi con la faccia di Renzi (probabilmente Deborah Serracchiani e Fabrizio Rondolino che indossano una maschera alla Diabolik) incontrano i rappresentanti dell' Anpi incazzatissimi per lo "sgarbo alla Costituzione".

La Festa dell' Unità in Campania è itinerante come il teatro di Moliere: Ercolano, Avellino, Napoli, venghino, siori, venghino. Alla Festa dell' Unità di Torino è comparso Gigi D' Alessio che non è di sinistra, ha dei guai con Equitalia, ma lo pagano lo stesso. Alla Festa dell' Unità sul lungomare di Reggio Calabria si vedono ammainare bandiere e sorrisi per colpa di un tempoporalaccio che ha la forza d' una metafora elettorale. Alla Festa dell' Unità di Ravenna si materializza la Serracchiani, al posto del commissario ai terremoti Vasco Errani il quale, giustamente, ha qualcosa di più serio da fare. Errani è il più realista di tutti. Forse non è il caso di festeggiare.

Non siamo più nel '45 quando la prima festa denominata "Grande scampagnata dell' Unità" rappresentava l' ansiogeno postbellico. E neanche nel 2009, al guado vivace della trasformazione in Pd (Veltroni impose la terribile dicitura «Festa Democratica»). Non c' è più la Festa, figuriamoci l' unità.

L' unità delle idee e l' unità del del partito. D' Alema, appena sfumato l' incarico europeo a vantaggio della Polverini, raggruma la minoranza interna attorno ad una feroce idea di vendetta; Cuperlo dissente ma con educazione; lo Speranza è l' ultimo a morire. E i veri comunisti li ha fatti fuori Renzi, altro che Scelba, Andreotti o Berlusconi.

Sicchè, oggi, la vecchia Festa dell' Unità che era il luogo delle condivisioni, dei legami affettivi, dei sogni, diventa il limbo dei legami spezzati. Si offre come palco di quella battaglia referendaria tra due fazioni che evocando birra e salsicce intendono, in realtà, scontrasi su Senato imperfetto, revisioni costituzionali, leggi elettorali. «Compagno, ti dò la parola...», si diceva ai tempi di Berlinguer. Compagno 'sta cippa.

Perfino il giornale, la gloriosa Unità di Gramsci, è un sospiro sepolcrale: contenuti loffi, dibattito ridotto alla velina. Nel 2000, quando chiuse, tonnellate di rese della testata vennero spedite in Africa, nelle missioni - mi pare del Burkina Faso - con lodevoli scopi igienico-sanitari: usata come carta igienica. Fu uno dei più grandi gesti umanitari mai compiuti dall' editoria si sinistra. Ora, con un rosso di due milioni, alla direzione del quotidiano arriva Sergio Staino, da sempre anima critica d' un popolo perduto (in bocca al lupo), l' uomo che dovrebbe riportare copie e cose alla loro naturale dignità. La rivoluzione in una salamella...