Visualizzazioni totali

giovedì 8 settembre 2016

Ecco l'iPhone 7 (e plus): mai così potente La data d'arrivo in Italia e quanto costerà

Ecco il nuovo iPhone 7 e 7 plus. Doppia fotocamera, batteria potenziata e addio al filo delle cuffie


di Giovanni Ruggiero



Chissà quanto serve dirlo ogni volta, ma a quelli della Apple piace e ce lo prendiamo così com'è: l'ultimo iPhone sfornato, il 7, è il più potente smartphone mai creato finora. Se aspettavate da mesi di cambiare il vostro telefonino con qualcosa di più performante, dovrete aspettare solo il 9 settembre per i preordini e il 16 per l'arrivo anche in Italia. Se avete già provveduto e vi sentite un po' stupidi a non aver aspettato, non siete i soli. Ma non dovreste buttarvi giù, perché l'iPhone 7 rispetto al suo predecessore è indubbiamente migliore, ma non avete ancora un catorcio tra le mani. L'iPhone 6 e il 6s restano in commercio, considerati ancora più che affidabili una volta che il 13 settembre arriverà l'aggiornamento a iOs 10. Anche qui il più grande aggiornamento mai fatto, come sempre a ogni cifra tonda.

E il prezzo? Negli Stati Uniti il prezzo dell'iPhone 7 è fissato da 659 dollari a salire, con tagli da 64 gb, 128 gb e 256 gb. Già in passato il cambio euro-dollaro non è stato rispettato, non lo sarà neanche stavolta. Basti pensare che l'iPhone 6s in Italia parte dal prezzo di 689. E infatti per i prezzi saranno a partire da 799 euro per il taglio da 32 gb, 909 euro per quello da 128 gb e 1019 per quello da 256 gb. Per l'iPhone 7 plus naturalmente si sale un altro po':  939 euro per quello da 32 gb, 1.049 euro per quello da 128 fb e 1.159 euro per quello da 256 gb. Dimenticate i colori sgargianti: c'è solo nero.

Oltre al fisiologico aggiornamento del processore, della batteria, dei materiali, ci sono almeno tre cambiamenti radicali che meriterebbero l'attenzione dei meno curiosi. Per prima cosa questo iPhone è finalmente impermeabile. Per seconda non ha più il jack per le cuffie, l'ingresso per far tutto sarà il solo ligthning. E naturalmente da Cupertino hanno già pensato a un adattatore apposito. Sempre se non volete dire addio per sempre ai fili aggrovigliati e rovinati: Apple ha lanciato in questa occasione anche gli Airpods, le cuffie senza fili che negli Stati Uniti costeranno 159 dollari. Fate voi. Terzo, ma non meno importante, la fotocamera posteriore è doppia nell'iPhone 7 plus (nel 7 e basta è stata tanto migliorata, anche nella stabilizzazione): il che permette di scattare con una fotocamera a zoom fisso e un'altra telescopica. Cosa vuol dire? Che la possibilità di ingrandire la foto una volta realizzata sono di almeno dieci volte senza perdita di qualità.

Ragazzo italiano accoltellato e ucciso Orrore a Parigi dopo giorni di agonia

Ragazzo italiano accoltellato e ucciso. Orrore a Parigi dopo giorni di agonia



Uno studente molisano, Ciro Ciocca, è morto a Parigi dopo essere stato accoltellato. Lo si apprende da fonti locali. L'aggressione risale allo scorso fine settimana. Lo studente era partito da Riccia (Campobasso), per l'Erasmus. Dopo l'accoltellamento - secondo le fonti - era stato ricoverato in ospedale. Le sue condizioni sono poi peggiorate fino al decesso avvenuto nelle ultime ore. Sull'episodio sono in corso le indagini della gendarmeria francese. La notizia ha gettato nello sconforto la comunità di Riccia. 

L'inquietante sospetto di Mentana: chi c'è dietro allo scandalo grillino

L'inquietante sospetto di Enrico Mentana: chi c'è dietro allo scandalo grillino



Avviso di garanzia alla grillina Muraro, Raggi nei guai, scandalo pentastellato. Enrico Mentana prende la parola e lancia il sasso. "Tre diversi documenti, pubblicati da tre diversi quotidiani, mostrano il caso Roma-m5s in una diversa prospettiva", scrive il direttore del TgLa7 su Facebook, "oltre gli aspetti di contenuto, che sono chiari a tutti, e di cui si discuterà a lungo, ne balza all'occhio un altro, che dovrebbe allarmare i vertici dei 5 stelle: il primo documento è una mail privata e scottante; il secondo una conversazione riservatissima; il terzo una serie di messaggi telefonici non intercettabili. Perché e come sono usciti?". Bella domanda.

mercoledì 7 settembre 2016

Un muraglia per bloccare gli immigrati: la lezione della Gran Bretagna alla Ue

Un muraglia per bloccare gli immigrati: la lezione della Gran Bretagna alla Ue



Un grande muro a Calais, in Francia, per impedire il passaggio degli immigrati dal nord della Francia. Lo farà la Gran Bretagna, come ha annunciato il ministro dell’Interno.  

Già soprannominata la "grande muraglia di Calais", la barriera sarà alta 4 metri lambirà per un chilometro entrambi i lati della strada principale che porta alla città nel nord della Francia. I lavori inizieranno questo mese e si prevede che termineranno entro la fine dell’anno per un costo di circa 2,7 milioni di euro. A finanziarli il governo di Londra, come previsto da un accordo raggiunto con la Francia a marzo.  

La Bbc conferma la notizia e cita il sottosegretario per l’immigrazione Robert Goodwill che ha sottolineato come la sicurezza intorno al porto sia stata "intensificata ricorrendo ad attrezzature migliori". Il muro servirà a proteggere la strada da eventuali irruzioni da parte degli immigrati, migliaia dei quali vivono nel campo, la cosiddetta “Giungla”. Ma Richard Burnett, direttore esecutivo dell’Associazione autotrasportatori, ha parlato di "cattivo uso del denaro dei contribuenti", aggiungendo che sarebbe molto meglio spendere quei soldi per "aumentare la sicurezza lungo le strade di accesso".  

Il compagno Staino contro i comunisti: "Non sopporto neanche Renzi, però..."

Il compagno Staino contro i comunisti: "Non sopporto neanche Renzi, ma almeno lui..."


intervista di Francesco Specchia



Non ci sono più i comunisti di una volta. Li ha fatti fuori Renzi. Con tutta la sua arte del disincanto, ora l'architetto Sergio Staino, classe '40, Abramo della satira militante, se ne esce con Alla ricerca della pecora Fassina - Manuale per compagni stanchi, incazzati, smarriti, ma sempre compagni (Giunti pp 292, euro 16). Cioè con una «lettura consigliata ad un pubblico adulto accompagnato da figli o conoscenti giovani che possano tenerlo lontano dalla scene più crude» (scrive Ellekappa nella prefazione) in cui il suo Bobo massacra la vecchia guardia del Pci-Pds-Pd; ne allarga la faglia ideologica già dissestata; e viene, naturalmente, incolpato di renzismo, lapidato da una sinistra quasi più inesistente in natura.

Che triste destino, caro Staino: lei che viene trattato da reietto dalla sinistra di cui era il mentore, il personale Jonathan Swift. L' avrebbe mai detto?

«Veramente, mio caro, io sto presentando il mio libello in giro in tutte le feste dell'Unità d'Italia. Proprio ora ascoltavo a Radio Radicale un'intervista a Piero Folena, sostenitore del "No" al referendum per il Senato. Lei se lo ricorda Folena?».

Come no: elegantissimo, bello, il «braccio Armani di D'Alema», diceva il compianto Angese. È ancora vivo?

«Vivissimo. Sosteneva che "bisogna raccogliere tutte le forze del partito, non ne posso più di questo culto del Capo…", e detto questo, si mette con D'Alema l' uomo che del culto del Capo fu il massimo rappresentante».

Come vede, lei, quest'ennesimo attacco della sinistra d'opposizione al premier?

«Io la vedo bene, si può sperare. Perché una sinistra sia onesta, riformista, moderna bisogna farla senza D' Alema. Che è sempre riuscito a spacciarsi come il più intelligente di tutti pur non avendone azzeccata una. Io lo avvertivo "guarda, stiamo attenti a Berlusconi" e lui rispondeva "Ma figurati Berlusconi dura sei mesi". Oppure dicevo: occhio a Renzi ci fa un paiolo così; e lui: "tranquillo non dura". Infatti s' è visto. Io, come altri, non reagivo e intimorito pensavo: "Non è possibile che si sia sbagliato, D' Alema è troppo intelligente».

Ma, scusi, lei non era un estimatore di D'Alema?

«Stato dalemiano, bersaniano, preservatore della specie. La colpa, lo confesso, è anche mia. Ma oggi questi si lamentano di Renzi, che hanno inventato loro, tra l' altro. D' Alema sputa fuoco - badi bene- dal giorno stesso in cui ha scoperto che avevano nominato al Comitato economico sociale europeo la Polverini, al suo posto...».

Ribadisco: mi risulta che Renzi lei l'abbia sempre combattuto. E oggi, nel libro, lei invece disegna Sabino Cassese come un cartomante, Cofferati come un vecchio rincoglionito, Prodi come un trombone che parla nello stile cadenzato dell' I Ching cinese ma sfancula in bolognese. Non è un voltafaccia alla sua stessa storia?

«Nient' affatto. Non sono renziano. Anche se, tra gli insulti, sono in molti compagni a rinfacciarmelo. Come premier credo che Renzi qualcosa di buono Renzi l' abbia fatta, le riforme piaccia o non ci sono. Ma come segretario del Pd è un casino, oggi il suo è un non-partito; s' è perso il contatto umano, c' è il distacco con la base, s' è persa l' anima. E dire che la fortuna di Renzi è stata proprio il rapporto con la gente».

Azzardo che l' uomo voglia mantenere il doppio ruolo istituzionale per avere potere di vita e di morte sulle liste elettorali. Concorda?

«Ma certo. Ma a che serve se poi i tuoi non ti votano più?».

Lei disegna il premier come un Superman narcisista che vuole candidare a sindaco di Roma Bono degli U2, però lo dipinge come il male minore.

«Guardi, Matteo Renzi lo conosco molto bene, sin da quando, sindaco di Firenze, ci promise dei finanziamenti per manifestazioni culturali. Passò il tempo. Al mio sospetto di promessa mancata mi telefonò dicendo: "'A Sergio ma ti sei bevuto il cervello? Ma ti pare che non ti dò i soldi?"».

E i soldi arrivarono?

«Mai».

Ecco, appunto.

«Renzi era un florilegio di annunci non mantenuti già da allora. Ma almeno lui si muove, c' ha spirito, è fantasioso, lontanissimo dalla figura isterica e farisaica dei nostri dirigenti del Pd. Poi puoi anche non esser d' accordo con lui; a me, per esempio, non piace l' Italicum né la riforma costituzionale, ma capisco che se voto "No" le cose non cambieranno mai».

E Renzi ha vinto un congresso.

«E una volta che uno vince democraticamente il congresso, be', è giusto che comandi e che noi gli ci si metta a disposizione».

Non è che lei mi racconta la rava e la fava renziana perché è in predicato per la direzione dell' Unità?

«Come direttore dell' Unità mi sono proposto io; penso al mio Bobo come punto di raccordo del vecchio partito col nuovo, il simbolo dell' unione di tutta la sinistra che va dalla Boschi a Fassina, l' anima di una forza politica di libertà, non schienata sul capopartito (come invece è ora l' Unità, lontana anche dal progetto iniziale di Renzi). Non basta affidarsi a Facebook, che è, per i rapporti sociali, la cosa che più annichilisce».

Ma scusi, allora non andava bene anche Gianni Cuperlo?

«Esatto. E io, infatti, pregai Cuperlo: prendi tu la direzione del giornale, puoi trasformarlo in qualcosa di bello. Ma lui mollò sotto pressione della minoranza interna che voleva boicottare Renzi a tutti i costi. Anche a me diedero del "servo di Renzi". Il che è davvero ridicolo».

Lei ha vissuto una stagione formidabile di satira. Eravate dei fenomeni: lei, Altan, Vauro, Angese, Andrea Pazienza. Perché ora quella satira è sparita?

«Perché non c' è la passione politica che c' era allora. Oggi è stata sostituita dal rancore che non solo è improduttivo, ma porta alla morte della satira stessa. Oggi la carta stampata è mangiata poi, più che dalla tv, da Internet. Le vignette di Zerocalcare on line ti divorano tutta la satira Rai messa insieme».

Quindi noi tutti dobbiamo rassegnarci a spegnere i sorrisi della satira?

«Ma no. Credo che ci possa essere spazio per un progetto satirico multimediale, l' unico che potrebbe farlo forse è Cairo. L' importante è non fare come nel caso di Charlie Hebdo, le cui vignette, parliamoci chiaro, sono volgarità senza senso. L' ultima vera vignetta divertente loro fu quando Papa Ratzinger diede le dimissioni; tutti ad arrovellarsi sul perché l' avesse fatto, e Charlie Hebdo disegnò il Pontefice abbracciato a una guardia svizzera che sospirava: "Finalmente liberi!". Ecco in Italia nessuno avrebbe pubblicato una cosa del genere. Forse voi di Libero che siete di una bella rozzezza creativa. Lo dico come complimento...».

Chiude un partito del centrodestra Dopo anni, la resa di un leader

Chiude per sempre un partito nel centrodestra. Si arrende: "Non ci siamo riusciti"



Italia Unica, il movimento politico fondato due anni fa da Corrado Passera, chiude i battenti: «Non siamo riusciti - ha detto l' ex ministro ed ex banchiere - a convincere abbastanza italiani che serve un cambiamento fortissimo per riportare fiducia e speranza nel Paese». Sul suo futuro, Passera ha dichiarato di voler «continuare ad essere utile al Paese come so di esserlo stato da manager, da imprenditore, da servitore dello Stato e anche da presidente di Italia Unica. Con indipendenza di giudizio e libertà di pensiero».

Madre Teresa, il titolo-choc di Avvenire: "Perché deve fare del male" / Guarda

Madre Teresa, clamoroso titolo di Avvenire: "Deve far male..."



L'amore per essere vero deve "far male". E' il titolo quantomeno ambiguo che Avvenire dedica a Santa Madre Teresa di Calcutta. Certamente nell'apertura di pagina 6, il quotidiano dei vescovi non si riferiva a una pratica sessuale o una sorta di amore sadico ma ad una ben più profonda frase di Madre Teresa.

Che presa nella sua interezza, però, è tutt'altra cosa: "Ha fatto male a Gesù amarci, gli ha fatto male. Non voglio che mi diate del vostro superfluo, voglio che mi diate finché vi fa male".