Visualizzazioni totali

mercoledì 7 settembre 2016

Dieta mediterranea ‘non plus ultra’ per il cuore vegetali, pesce e noci!

Dieta mediterranea Per il cuore vegetali, pesce e noci


di Eugenia Sermonti



Che la dieta mediterranea fosse uno dei pilastri della prevenzione, della salute e della longevità era noto, ma pochi studi epidemiologici ancora avevano indagato il ruolo del modello alimentare mediterraneo nel pazienti con patologie cardiovascolari conclamate. “Lo hanno fatto i ricercatori dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli – spiega Leonardo Bolognese, direttore della cardiologia dell’ospedale di Arezzo e ESC Local Press Coordinator – nell’ambito del mega trial Moli-sani in un troncone della ricerca su 1197 individui con una storia di malattia cardiaca arruolati nella popolazione generale (età media 67 anni, maschi nel 68% del campione). La storia clinica includeva patologie coronariche (n=814) ed eventi cerebrovascolari (n=387) e i dati sul regime alimentare è stato registrato con il ‘food frequency questionnaire’ di EPIC e l’aderenza alla dieta mediterranea è stata valutata con il Mediterranean Diet Score (MDS)”. Al termine del periodo di follow up durato 7,5 anni si sono verificati 208 decessi ma confrontando i dati con la dieta è saltato agli occhi che un incremento di 2 punti nel MDS era associato ad una diminuzione del rischio di morte del 21% in media (con un picco del 34%) e la maggiore aderenza alla dieta sana, abbassava il rischio del 37%. E isolando i singoli elementi è stato possibile calcolare il ‘peso’ degli elementi protettivi: l’elevato apporto di vegetali influisce per il 26%, il pesce fornisce un beneficio del 23%, l’assunzione di frutta e noci contribuiscono per il 13,4% e un elevato apporto di acidi grassi monoinsaturi e saturi per il 12,9%.

Il modello di controllo teneva conto di età, sesso, introito calorico, assunzione di uova e patate, livello di educazione, attività fisica, rapporto vita-spalle, abitudine al fumo, ipertensione, livello di colesterolo, diabete e cancro. L’evidenza è invece che gli anziani spesso si nutrono poco e male: secondo alcune stime sarebbero circa il 50% gli anziani over 65 che non si alimentano correttamente (dati SINUC rilevati in occasione di un ricovero ospedaliero). E la malnutrizione può essere pericolosa per la salute tanto quanto l’obesità: complicazioni e infezioni aumentano di tre volte. Si registra spesso uno scarso apporto di proteine per problemi di masticazione ed economici, gli stessi che fanno limitare l’apporto di frutta e verdura. Eppure un recente studio americano condotto alla Tuft University presentato al congresso dell’American Heart Association ha suggerito che politiche di contenimento dei prezzi di alcuni alimenti potrebbe avere effetti diretti sulla salute pubblica con milioni di vite salvate. Il modello matematico sviluppato ha calcolato che anche solo una diminuzione del 10% del prezzo dei vegetali freschi ridurrebbe le morti per malattie cardiovascolari dell’1,2% in 5 anni e del 2% nei successivi cinque, con una diminuzione del 2,6% del numero di infarti. E se in percentuale sembra poca cosa basta tradurre in numeri assoluti: si tratta di  evitare 515 mila morti per malattie cardiache. 

Bambini asmatici e attività fisica "Niente ansie, lo sport è benefico"

MEDICINA DELLO SPORT Bambini asmatici e attività fisica "Niente ansie, lo sport è benefico"


di Fabio Sermonti



Asma e sport? Si grazie. Quando questa patologia, che colpisce tra il 5 e 10% della popolazione pediatrica, è tenuta sotto controllo lo sport è benefico per la salute e può essere praticato persino a livello agonistico. Previa, ovviamente, valutazione funzionale e certificazione del medico dello sport. Basti pensare che una percentuale di atleti asmatici compresa tra il 4.2 e il 7.7 % ha partecipato alle diverse edizioni dei giochi olimpici tra il 2002 al 2010, e tra questi atleti, dal 5.4 al 15.6 %, hanno vinto una medaglia. L’attività fisica migliora l’efficienza cardiorespiratoria e previene l’insorgenza di sovrappeso o obesità, ansie e paure dei genitori non dovrebbero porre inutili limitazioni alla pratica sportiva perché il vero rischio per la salute è rappresentato dalla sedentarietà, avvertono gli specialistici della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP). Spiega la professoressa Marzia Duse, presidente SIAIP e direttore del Servizio di Immunologia e Allergologia Pediatrica dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma: “Sovrappeso e obesità registrano percentuali importanti tra i bambini asmatici. Questi fattori, da un lato, possono aggravare la sintomatologia dell’asma e, dall’altro lato, possono predisporre all’insorgenza di malattie dell’età adulta, quali diabete, osteoporosi, rischi cardiovascolari e asma stessa. Uno stile di vita corretto, che contempli una regolare attività fisica, è importante per tutti i bambini, ma lo è, per questi motivi, ancor di più per i bambini asmatici. La promozione dell’attività fisica e dei corretti stili di vita in età evolutiva per la prevenzione delle malattie respiratorie croniche è un obiettivo molto importante condiviso con la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI)”.

Decisivo è il ruolo dei genitori. Genitori iperprotettivi sono ostacolo alla pratica sportiva. Questo è uno degli aspetti presi in considerazione da una recentissima revisione sistematica della letteratura scientifica sulla relazione tra asma, sovrappeso ed effetti dell'attività fisica in età evolutiva (Annals of Epidemiology, 2016;7:504-510) che ha comparato 75 studi condotti tra il 2000 e il 2014. Sebbene non sia stata ancora del tutto chiarita la correlazione tra asma e obesità, l’attività fisica risulta essere un fattore in grado di incidere su questa correlazione e di avere un impatto positivo sulla salute nei bambini e negli adolescenti. Ciononostante, conclude la ricerca, le paure dei genitori su possibili effetti secondari dell’asma rimangono i principali ostacoli alla pratica dell’attività sportiva. A conclusioni simili giunge uno studio italiano effettuato su 195 bambini asmatici e 205 controlli, presso il Dipartimento di Pediatria dell’Università di Roma ‘La Sapienza’ in bambini che afferivano al Servizio Medicina dello Sport. I risultati della ricerca sono stati presentati al congresso dell’American Thoracic Society nel 2015 (Am J RespCrit Care Med 191,2015,A3364). “Anche da noi i genitori tendono a considerare allergia e asma come una barriera allo svolgimento di una regolare attività fisica – afferma Giancarlo Tancredi, tra gli autori dello studio e responsabile del Servizio di Medicina dello Sport del Dipartimento di Pediatria de ‘La Sapienza’ Università di Roma – Ad esempio solo il 21 % dei bambini asmatici esegue una visita specialistica allo scopo di conseguire il certificato di idoneità sportiva agonistica (necessario di solito dopo i 12 anni), nel resto dei casi la valutazione funzionale è finalizzata solo a monitorare lo stato di salute. Numeri ben diversi (79 %) si registrano tra i bambini che non hanno asma e allergie. Un altro dato da sottolineare è che la percentuale di soggetti sovrappeso e obesi è del 32.5 % nei bambini asmatici rispetto al 21.1 % dei controlli”.

Come scegliere lo sport più adatto. “I bambini asmatici possono praticare la maggior parte degli sport. La regola più importante è rispettare le attitudini e le inclinazioni dei bambini che devono naturalmente contemperarsi con le esigenze economiche e logistiche della famiglia. In generale sono sconsigliati solo gli sport  estremi in cui il bambino o l’adolescente può essere soccorso con difficoltà (parapendio, deltaplano), le immersioni subacquee in profondità e le attività svolte in ambienti fortemente inquinati” aggiunge Tancredi.  L’aspetto più importante da considerare è che l’asma deve essere tenuta sotto controllo. A questo proposito oltre ad assicurare l’aderenza alla terapia è bene far sì che il bambino sia seguito da un lavoro di squadra tra genitori, pediatra (o specialista curante) e istruttori i quali devono essere informati sulle condizioni di salute del bambino, sulle norme comportamentali e terapeutiche utili a evitare la crisi asmatica e, in caso di insorgenza, sulle azioni da adottare.


            I consigli per praticare in sicurezza l’attività sportiva


1) Rispettare le terapia prescritta del medico per tenere sempre sotto controllo l’asma; 
2) È sempre opportuna una fase di riscaldamento precedente l’attività fisica ed è preferibile la respirazione attraverso il naso, perché riduce il contatto con gli allergeni; 
3) L’attività sportiva va praticata in ambienti poco inquinati e con bassi livelli di concentrazione allergenica (acari, pollini);
4) Evitare di praticare attività sportive nelle fasce orarie più calde anche per la presenza di ozono;
5) Evitare discipline sportive che si svolgono in situazioni ambientali sfavorevoli (come ad esempio l’esposizione ad aria fredda e secca) sport estremi e immersioni subacquee;  
Non praticare attività sportiva in presenza di sintomi (tosse, sibili, affanno) e durante la crisi d’asma.


I cinque falsi miti su asma e sport


1) I bambini asmatici possono praticare solo il nuoto

Falso. E’ una credenza che appartiene al passato. I bambini asmatici possono praticare la maggior parte degli sport anche a livello agonistico. Sono sconsigliati gli sport estremi.

2) I bambini asmatici non possono fare sport a livello agonistico

Falso. Un bambino asmatico può praticare attività fisica a livello agonistico previa valutazione funzionale e certificazione del medico dello sport. Basti pensare al nuotatore Mark Spitz (sette medaglie d’oro alle olimpiadi di Monaco di Baviera nel 1972), o all’atleta etiope Haile Gebrselassie, recordman mondiale per la maratona a Berlino nel 2007 e vincitore di sei medaglie d’oro.

3) Lo sport può far venire l’asma da sforzo

Falso. L’attività fisica può scatenare l’asma da sforzo (tosse, sibili, affanno, senso di costrizione al torace) e può far pensare ai genitori che il bambino asmatico non debba fare sport. In realtà, questa condizione è un indice di uno scarso controllo dell’asma. Per questi motivi lo sport si può svolgere dopo aver prescritto una corretta terapia per l’asma e l’asma sia sotto controllo.

4) Il cloro delle piscine aggrava i sintomi dell’asma

Falso. Benché alcuni studi condotti su nuotatori di élite e operatori delle piscine abbiano rilevato che il cloro contenuto nelle piscine può aumentare l’iperreattività bronchiale ed il rischio di asma, una revisione sistematica della letteratura indica che il nuoto è ben tollerato nei bambini e negli adolescenti con asma stabile, migliora la funzionalità respiratoria e la fitness cardiopolmonare (Cochrane Database Syst Rev. 2013).

5) I farmaci per la terapia dell’asma, salbutamolo e corticosteroidi per via inalatoria (CSI), sono doping.

Falso. Negli atleti asmatici il salbutamolo somministrato per via inalatoria fino ad un dosaggio giornaliero di 1600 mcg ed i CSI non costituiscono doping. È vietato l’uso degli stessi farmaci per via sistemica o dosaggio elevato (salbutamolo>1600 mcg/die).

L'intervista - Banche e terremoti, mazzata di Boldrin: "Nel declino l'Italia ci sguazza sempre"

Banche e terremoti, la mazzata di Boldrin: "Nel declino noi italiani ci sguazziamo"


intervista di Pietro Senaldi



«Dovevamo fermare il declino, alla fine il declino ha fermato noi. Niente da fare, ormai non vale neppure più la pena di tentare».

Storia di un insuccesso?

«Il successo è stato introdurre la parola declino nello storytelling italiano, per rubare un' espressione a Renzi».

A proposito, non avevate avuto un abboccamento?

«Ci speravo in Renzi. Noi di NoiseFromAmerika (prima di provare con altri creando Fermare il Declino) l' avevamo cercato quando diceva di voler rottamare tutto, ma lui era determinato a restare nel Pd».

Mica scemo...

«A lui interessa vincere, poco gli importa come e per fare che cosa. Se confronto le promesse ai risultati ottenuti, ha prodotto solo schie, come direbbero nel mio Veneto».

Schie? 

«Piccoli gamberetti della Laguna, che possono avere uno storytelling ottimo se fritti e abbinati alla polenta».

In Veneto, il padovano Michele Boldrin in realtà non ci vive da 33 anni, quando volò negli Usa per prendersi un Ph.D. in Economia e da lì iniziò a peregrinare per gli States e a insegnare. Quattro anni fa, la tentazione di provarci con la politica insieme a un gruppo di economisti amerikani come lui e altri tre italiani d'orientamento liberale. Ottime premesse, poi all'improvviso tutto si sgonfiò, il movimento fu affossato dal suo stesso front-man, Oscar Giannino, che malgrado quanto dicesse in giro da anni, la laurea non ce l'ha mai avuta, e tantomeno il Ph.D... «A pochi mesi dalla nascita eravamo già al 4%, sarebbe stato un grande successo elettorale, ma non voglio far polemiche, ho chiuso».

Giannino mi ha confessato di essere vittima di difetti congeniti incontrollabili, uno psicanalista mi ha detto che è posseduto da una patologia specifica, pseudologia fantastica sarebbe la diagnosi… «Credo che stavolta dica la verità e che questa si applichi anche ad alcune persone di cui si era circondato».

Ma per la destra italiana non c'è speranza oggi?

«È un dramma politico ed è un dramma antico che ora si sta aggravando, perché in Italia una destra vera e civile non esiste. Esistono Salvini e Meloni, che reputo al limite della follia. Il loro merito è aver riportato alla luce del sole quella destra fascio-razzista, che stimo intorno al 20% della popolazione, che è sempre esistita, ma che la retorica della Liberazione ha tenuto sommersa fino agli anni '90».

Quando parlavo di liberali italiani mi riferivo più all'area forzista...

«Un' Armata Brancaleone di orfani che sono stati assieme perché il collante Berlusconi permetteva loro accesso a posizioni di potere. Ora non più».

Perché l'Italia non ha mai avuto un leader liberale?
«Culturalmente siamo fermi al periodo delle Signorie, mentre economicamente e socialmente la struttura portante è ancora quella fascista, con corporazioni protette dalla concorrenza, micro-imprese scarsamente produttive, dirigismo e tanto Stato assistenziale. Non abbiamo mai avuto un leader liberale perché manca la base elettorale. Chi non è di sinistra, in Italia, solitamente non è liberale ma anarco-individualista, pensa a sé e guai a chi si intromette. Il concetto che la libertà altrui è un limite alla nostra non ci appartiene. Il mantra di ognuno è: meno tasse pago meglio è».

Parla da comunista, non da ultraliberista. D'altronde gli amori giovanili non si scordano mai, giusto?

«Lo dice lei che parlare così è da comunista. Nella subcultura della destra italiana ricordare i principi base dello Stato liberal-democratico è parlare da comunista. In ogni caso, per farla felice, ecco l' aneddoto: in terza media mi cacciarono da scuola perché la professoressa diede un tema sulla strage di Piazza Fontana e io attaccai con "Valpreda è innocente, la strage è di Stato...". Fu il putiferio, d' altronde che colpa ne ho se ho avuto una maturità precoce e Valpreda era effettivamente innocente? Ma ho lasciato il Pci a 22 anni, comunista in fondo non lo sono mai stato, non mi piacevano Mao e Stalin. E nemmeno Cuba. Al massimo comunistoide, se vuole affibbiarmi l' epiteto».

E libertario lo è davvero, o lo è almeno stato?

«Mai detto di esserlo. I libertari sono la versione individualista dei comunisti, stesse utopie pericolose. Predicano che, se educato, l' uomo diventa buono e costruisce il Paradiso in terra. Assurdità contraddette da storia e scienza».

Ma la ricchezza di uno poi non casca a pioggia su tutti?

«Il mercato privo di regole è violento, è la giungla. Quello regolato in modo concorrenziale premia i migliori e conduce all' efficienza e l' efficienza serve a tutti. Ma non è "giusto" a priori, semplicemente è il miglior mezzo a disposizione per organizzare la nostra vita economica. Schumpeter, il migliore, sostiene che il mercato è solo un' organizzazione umana nella quale lottiamo (producendo, innovando e commerciando) per il potere e la ricchezza. La qual cosa è molto preferibile al farlo fuori dal mercato, rubando, distruggendo e uccidendo».

Gli italiani oggi sembrano diventati tutti grillini...

«Noi non abbiamo mai avuto una visione dello Stato sociale. Viviamo in una cultura che mischia il signore che fa l' elemosina al popolino e il popolino che insorge contro il signore. La nostra sinistra è un insieme di lobby che pastura e distribuisce prebende. Oggi che c' è poco da distribuire è emerso M5S, che mischia l' eterna fascinazione per la rivoluzione alla decrescita felice, al mare bello, all' ambientalismo primitivista e a tutti quegli altri concetti che ci siamo inventati per impoverire senza sensi di colpa, anziché rimboccarci le maniche e progredire».

La sua narrazione non spiega gli anni del Boom: siamo arrivati a essere la settima potenza economica al mondo, è stata una casualità?

«Eravamo settimi perché non ce n' erano otto grandi abbastanza nel mondo libero. Quanto si sta bene non si vede dal prodotto interno lordo, ma dal reddito pro capite, e lì non siamo mai stati tra i primi. Gli anni '50 e '60 sono stati l' eccezione, il Paese si è industrializzato favorito da pressioni esterne e da una manodopera a basso costo. Eravamo i cinesi d' Europa e una classe imprenditoriale si stava formando, ma le generazioni successive non sono state all' altezza. E poi…».

E poi cosa? 

«E poi l' Italia non è tutta uguale. Nelle città del Nord e di parte del Centro esiste una borghesia di livello europeo che si dà da fare. Discende da quella dei Comuni e in parte dall' influenza dell' Impero austroungarico con qualche spruzzo francese. Ma qui al Sud, dove sono da tre mesi, siamo fermi quasi al Medioevo o alle Signorie, con il potente locale che attraverso lo Stato distribuisce briciole alla plebe. Sono qui in Sicilia: è tutto bellissimo, il mare, le montagne, i templi, il barocco, la cucina, ma quasi nulla di tutto questo è stato fatto dai siciliani di oggi; è stato ereditato e, francamente, non mi pare gestito al meglio».

Restiamo un popolo ricco...

«Sempre meno. Siamo ricchi di case, ma a parte posti come Venezia, Portofino, il centro di Firenze, Milano, Roma, quanto valgono? Hanno perso in pochi anni il 30% del valore. Siamo ricchi di immobili, ma non di azioni, le nostre imprese sono sotto capitalizzate e per lo più non investono».

Negli Stati Uniti, dove vive otto mesi l' anno, come ci vedono?

«Con grande simpatia, per l' arte, il turismo, il cinema, perché le persone sono amichevoli e accoglienti e si mangia bene. Ma dalla Silicon Valley ci valutano solo una variante sofisticata e divertente della Grecia, un museo popolato da persone ferme al Medioevo, dove ogni tanto nasce qualcosa o qualcuno di nuovo e intelligente».

Non c' è proprio nulla da cui ripartire per venirne fuori?

«Quattro anni fa le avrei detto i 10 punti di Fermare il declino, ma ormai abbiamo sprecato troppo tempo. Se proprio devo dire una cosa, rispondo che si deve ripartire dalla scuola».

Se siamo messi così male non ne abbiamo il tempo, non crede?

«Il problema culturale è profondo. Le nuove generazioni sono del tutto impreparate a vivere in un mondo globale, non italo o euro-centrico, dove ci sono persone brave e preparate ovunque e l' orizzonte non si ferma alla pasta, alla pizza e al Rinascimento».

Non è un giudizio troppo severo?

«Precisione, conoscenza, concorrenza e rispetto di regole e accordi sono le armi con cui si combatte nel mondo oggi. E se perdi, non ci sono sussidi. Le sembrano principi compatibili con l' Italia? Ancora ci crediamo un faro di civiltà».

Professore, mi ha montato addosso una malinconia...

«Pensi agli scandali delle banche e al terremoto. Il modo in cui stiamo affrontando queste due calamità dice molto del Paese».

Partiamo dalle banche: non se la prenderà mica con i truffati?

«Insomma. I titoli di Stato a cinque anni rendono lo 0,19% e i risparmiatori credono a chi promette loro guadagni senza rischi. Nessuno si responsabilizza, nemmeno rispetto al proprio denaro, crediamo ai miracoli».

Mi scusi, ma io tendo a dare più colpe alle banche...

«La Popolare di Vicenza ha lasciato sul lastrico 130mila famiglie, in pratica una provincia. Ma Zonin era riverito come un doge a Vicenza, nei 25 anni in cui è stato presidente dell' istituto tutti facevano a gara per compiacerlo. Ancora oggi, chi lo tocca? Negli Usa il miliardario Bernie Madoff è stato condannato a 150 anni di carcere per aver truffato i suoi investitori. Conosco persone a cui ha fatto perdere soldi, ma tutti quando ne parlano per prima cosa dicono "sono stato uno stupido", non "lui è un criminale", malgrado perfino Wikipedia lo definisca così».

Con i terremotati perché ce l' ha?

«Non ce l' ho con i terremotati, ma con il modo in cui stiamo gestendo il sisma, una reazione solo emotiva condita da tanta retorica e propaganda».

Non è vero, il Paese si sta interrogando sulla mancata prevenzione, stiamo aprendo inchieste...

«È impopolare dirlo, ma vale la pena ricostruire paesini quasi abbandonati su terreni altamente sismici? Come l' esempio di Norcia prova, i morti si sarebbero potuti evitare se le amministrazioni locali avessero fatto il loro dovere! E anche se lo Stato avesse detassato le ristrutturazioni antisismiche o avesse attuato seri piani nazionali come hanno fatto Cile e Giappone, dove scosse del 6° scala Richter producono danni limitati e uccidono solo pochi sfortunati. Finiamola con le sinfonie patriottiche consolatorie».

Mi lasci con un messaggio positivo, la prego… 

«Il mio messaggio è positivo. Per cambiare occorre conoscere gli errori e riconoscerli! Qualsiasi società cresce se a quel 5-10% di cittadini in grado di far le cose meglio degli altri e vogliono farle è consentito lavorare. Il restante 90-95% va a rimorchio, meglio riconoscerlo. Quel 5-10% c' è anche in Italia: facciamolo lavorare in pace».

Basta questo?

«È già qualcosa. Ma il vero problema è che in Italia ci sono milioni di confusi e sottomessi, convinti di essere dei privilegiati perché ricevono 80 euro in più o una pensione anticipata o lo sgravio fiscale. Un' immensa illusione sociale in cui i servi non si rendono conto della propria condizione perché il padrone ogni tanto getta loro una bistecca. L' Italia fermerà il declino se i servi romperanno l' omertà con le signorie. Ma lo possono fare solo le prossime generazioni, e qui si torna all' importanza della scuola».

Dopo lo scudetto revocato, altro schiaffo alla Juve: addio a 433 milioni

Dopo lo scudetto revocato, altro schiaffo: addio a 433 milioni



Il Tar del Lazio ha detto no al ricorso della Juventus che chiedeva un maxi risarcimento (433 milioni di euro) per il danno subito a seguito della revoca dello scudetto del 2006 con conseguente retrocessione. Secondo quanto scritto nella sentenza, pubblicata oggi, "il Tar non può pronunciarsi se lo ha già fatto il collegio arbitrale". 

La questione risale alle note vicende di Calciopoli che portò all'applicazione da parte del Coni di sanzioni nei confronti della Juventus e all'attribuzione dello scudetto all'Inter. In particolare il Tar ha respinto la domanda di risarcimento "ritenendo che l'intera vicenda fosse stata già trattata in un precedente ricorso, presentato sempre dalla Juventus nel 2006, e poi abbandonato dalla società, che preferì ricorrere al lodo arbitrale da cui tuttavia uscì sconfitta." 

In Federcalcio questa notizia è stata accolta con piacere: "È chiaro che siamo soddisfatti", fanno sapere da via Allegri. "Tra l'altro se la motivazione è questa il giudice ha accolto in pieno la tesi della nostra memoria".  

Renzi, una ferocia mai vista. Da Vespa, umilia e sfotte la Raggi: "Io sono pronto a...". Da brividi

Renzi, una ferocia mai vista. Da Vespa, umilia e sfotte la Raggi: "Io sono pronto a...". Da brividi



Gongola, Matteo Renzi da Bruno Vespa. Il premier a Porta a Porta annuncia le novità sulle pensioni, parla di referendum e - ovviamente - affonda la lama nella ferita del Movimento 5 Stelle, il caos romano che sta travolgendo la sindaca Virginia Raggi. Già, perché i grillini contro Renzi hanno sempre cannoneggiato, e parecchio. Troppo ghiotta per Renzi, insomma, l'occasione. Il commento arriva, e durissimo: "Mai viste tante bugie tutte insieme e da politico ne ho viste tante", ha affermato. E ancora: "A me dispiace perché l'immagine di Roma è l'immagine dell'Italia. Mi dispiace umanamente e politicamente". Insomma, Renzi afferma da Vespa di conoscere molto bene il tema "bugie", evidentemente gioca in casa. 

Dunque, il premier aggiunge: "Cinque stelle e due morali. Se indagano uno del Pd deve andare in galera. Se indagano uno dei Cinque Stelle è colpa dei poteri forti. Spero che l'atteggiamento di doppia morale dei grillini dopo questa vicenda finisca". Infine, Renzi, sibillino ha aggiunto: "Io comunque non festeggio. In bocca al lupo a Virginia Raggi, noi siamo perché Roma risolva i suoi problemi e, da governo, siamo pronti a dare una mano". Una frase, quest'ultima, che ai maliziosi suona più come un corrosivo sfottò piuttosto che una mano tesa...

"La mia vita rovinata. Per vent'anni..." L'ex addetta stampa spara su Fede

La drammatica lettera dell'ex addetta stampa: "Così Emilio Fede mi ha rovinato la vita"



"Demansionata, isolata, abbandonata da Mediaset", "in balia di un direttore che riversava su di me i suoi rancori". E' la lettera-denuncia a Dagospia di Fernanda Elena Gozzini, per vent'anni addetta stampa di Emilio Fede. "Venti anni difficili, impegnativi", spiega, "ma da me portati avanti con serietà e passione".

Quando Fede per le note vicende giudiziarie viene rimosso dal Tg4 la Gozzini viene trasferita a Cologno. Qui cominciano "due mesi di nulla, ignorata e isolata da tutti coloro che fino al giorno prima mi elogiavano per aver resistito tanti anni con un direttore esigente e difficile". Quando a Fede viene dato un altro incarico in azienda, per la Gozzini cominciano "altri due anni di solitudine, demansionata a fare un lavoro di pseudo segreteria che non mi competeva", "abbandonata dall'Azienda in balia di un ex direttore che riversava su di me i suoi rancori". Poi, il 30 ottobre 2014 parla con il capo del Personale: "È finita con Fede, finisce anche con te". "Fatto fuori lui, fatta fuori io. Senza motivo, senza un perché, lasciata in strada dalla sera alla mattina". "Io non ero assunta, da sempre collaboratrice… Mi sono ammalata di una seria patologia causa stress e dispiacere".

Ma la più grande delusione, dice, "l'ho avuta da Piersilvio Berlusconi, al quale scrissi per informarlo di ciò che mi era accaduto senza alcun motivo", "sono stata totalmente ignorata" e Silvio Berlusconi, "grande uomo che stimo da sempre e che sempre ha affermato che le sue aziende non cacciano nessuno, mi ha riservato lo stesso trattamento". Fede, insomma, le ha rovinato la vita: "Quello che per venti anni come sua addetta stampa e del Tg4 sembrava essere un fiore all'occhiello e un privilegio tra le mie esperienze professionali si è rivelato essere invece un vero danno per me, la mia famiglia e la mia salute".

martedì 6 settembre 2016

Il volo fantozziano sulla barca Renzi-gaffe coi potenti del mondo

Renzi cade in barca al G20 davanti a tutti i potenti del mondo



La notizia l'ha data il quotidiano inglese The Independent nella sua versione online. Parla non della neo Prime minister britannica Theresa May, ma del nostro prime minister, Matteo Renzi. E' successo che al G20 che si è concluso poche ore fa in Cina, il nostro si sia reso protagonista di un episodio a dir poco imbarazzante. Beffando schiere di guardie del corpo, è infatti accaduto in quel di Hangzhou che un pesce sia finito dentro la barca che stava trasportando i leader mondiale per un rilassante giro sul lago seguito da drink, cena e concerto.

L'arrivo del pesce ha creato un certo scompiglio, coi potenti del mondo che non volevano certo inzaccherarsi scarpe o vestito. L'unico che ha avuto, va detto, il coraggio di intervenire nei confronti dell'indesiderato ospite che stava prendendo di mira proprio la May, pare sia stato Renzi. Che ha tentato di respingere in acqua il pesce con un calcio, ma nel tentativo è finito lungo disteso sul pavimento della barca. Lo Independent ironizza pure sul ruolo di Rottamatore dell'ex sindaco di Firenze: "the scrapper" lo chiama. Compito che pare non aver saputo portare a termine, oltre che in Italia, pure su quella barca in Cina.