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mercoledì 18 maggio 2016

Ultimo editoriale di Maurizio Belpietro L'addio al quotidiano Libero

L'ultimo editoriale di Belpietro Il suo addio al quotidiano Libero



Come vostro estimatore e lettore dalle origini, visto il titolo della rubrica lettere nel merito degli articoli di Feltri e Giordano, mi chiedo: ma la posizione della direzione di Libero verso il referendum costituzionale è per il sì o per il no?

Mario Neri da Belluno


Caro Neri, non so cosa pensi la direzione di Libero, so che cosa pensa Maurizio Belpietro che fino a questa sera di Libero è il direttore. Io sono per il No e per un motivo molto semplice: perché la riforma costituzionale su cui gli italiani sono chiamati a pronunciarsi non è equilibrata ma pende tutta a favore di Renzi. Non sono mai stato tra coloro che difendevano a spada tratta la nostra Carta, né l' ho mai definita come alcuni «la più bella del mondo». Le mie opinioni al riguardo coincidono con quelle di Indro Montanelli, quando Montanelli era Montanelli e non era ancora stato roso dal tarlo dell' anti-berlusconismo. Credo che la Costituzione sia il frutto di un brutto compromesso e la si debba rendere più moderna e efficiente, togliendole alcuni orpelli ideologici di cui ridonda. Tuttavia penso anche che non si fa la riforma della Costituzione contro qualcuno, né la si fa per consolidare o conservare il potere di qualcuno. E invece la riforma voluta da Renzi punta proprio a questo. Anzi: punta solo a questo. Non a risparmiare, non a velocizzare i processi decisionali, ma a consentire che le sue decisioni non incontrino gli intralci del Parlamento. Renzi si è fatto una Costituzione su misura, dopo essersi fatto una legge elettorale su misura, con la quale deciderà lui, capo del governo e capo del Pd, chi far sedere a Montecitorio. L' uomo è pericoloso per come gestisce il potere, per come lo occupa e per come lo usa contro gli avversari. Con in mano una Costituzione che gli assegna pieni poteri lo sarà ancora di più.

Sono cresciuto in un' epoca in cui la sinistra viveva con l' ossessione del golpe, convinta che i fascisti e la Cia preparassero un colpo di Stato. L' ossessione del putsch non mi sfiorava allora e non mi sfiora ora. Quello che Renzi prepara non è un golpe. Il presidente del Consiglio sta solo apparecchiando una dittatura democratica, dove le forme della Repubblica sono rispettate, ma a Palazzo Chigi governa un monarca. La dissidenza non è contemplata e neppure la critica. Qualcuno dice però che Silvio Berlusconi si è reso colpevole di aver approvato la riforma, almeno all' inizio, prima di rendersi conto che il patto del Nazareno in realtà era un pacco. E dunque accusa il Cavaliere di giravolta. E allora? Chi non fa capriole in politica?

Per non dire sui giornali. Come girafrittate il premier è un campione e non bisogna fare sforzi per averne prova: è sufficiente rileggersi ciò che ha detto l'altro ieri quando ha accusato l'opposizione di personalizzare contro di lui il referendum e quanto lo stesso Renzi dichiarava un paio di settimane fa. È il capo del governo ad aver trasformato il plebiscito di ottobre in un plebiscito su di lui, ma ora preferisce sostenere che siano stati gli altri.  Del resto, non si fa politica se non si sa raccontare un certo numero di bugie. Nel caso del presidente del Consiglio per elencarle tutte serve un' Enciclopedia, ma tutti ricordano - anche perché lo scrisse in un libro - che non si sarebbe candidato alla segreteria, salvo poi farlo qualche mese dopo....

Antinori e il complotto contro di lui: l'inquietante sospetto sull'infermiera

Il Sospetto Antinori: "L'infermiera è dell'Isis. Io vittima di un complotto arabo"



“Era una dell’Isis. Lei l’ha buttata su quella cosa (la rapina di ovociti, ndr) perché l’ho scoperta”. Si è difeso così il ginecologo Severino Antinori martedì durante un’intervista telefonica al TgR della Lombardia. Accuse molto gravi rivolte all’infermiera spagnola di 24 anni che lo ha denunciato per furto di ovuli contro la sua volontà. Il medico, in merito ai segni di violenza sul corpo della dipendente, ha detto che la ragazza se li sarebbe procurati da sola facendosi male “davanti a testimoni”. “Nessun tipo di violenza – ha dichiarato Antinori davanti alle telecamere di una troupe di Pomeriggio 5 - Lei si è auto-lesionata. All’uscita si è fatta male con il bastone, abbiamo 30 prove”. L’uomo si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione a Roma da venerdì scorso e potrebbe sostenere l’interrogatorio di garanzia venerdì. “È chiaro che si tratta di un evidente complotto. Mi ha calunniato, organizzata dal mondo arabo – ha continuato il ginecologo - L’infermiera non è spagnola, viene da Marrakech. Ha ordito una specie di complotto, a dimostrare che queste tecniche sono vergognose, falsando la verità”.

Buffon rivela: "Ecco cosa farò dopo il ritiro"

Buffon rivela: "Ecco cosa farò dopo il ritiro"



Ospite della trasmissione Tiki Taka andata in onda nella serata di ieri, Gianluigi Buffon ha parlato di molti argomenti, dalla Champions League sfumata alla vittoria in campionato, dal rapporto con Max Allegri al futuro. Proprio su questo fronte però, il portierone della nazionale è stato piuttosto chiaro: “Mi auguro di avere ancora due anni ad alti livelli e li focalizzarmi sulla questione Champions, che però non è un’ossessione: è una bella esperienza, che mi piace vivere. Per il futuro invece, cercherò di fare la cosa che mi stimolerà di più, di formarmi nella maniera migliore, senza fretta. Ma se riuscirò a rimanere in questo mondo sarò contento: allenatore no, dirigente si vedrà". Idee chiare quindi per Buffon che per la nostra gioia di cultori del calcio, nonostante le 38 primavere e le 156 presenze in azzurro, non ha intenzione alcuna di smettere né tantomeno di passare rapidamente dal campo alla panchina. 

Grossi guai per Massimo Giletti: finisce in Tribunale, tutta colpa di....

Grossi guai per Massimo Giletti: finisce in Tribunale, tutta colpa di quelle parole....



Massimo Giletti finisce in Tribunale. Non è servito il chiarimento in diretta tv del conduttore de “L’Arena”. I familiari di Giuseppe Campanella, guardia forestale di Pioppo, frazione di Monreale (Palermo) hanno deciso di non ritirare la loro querela nei confronti di Giletti e dei vertici Rai per diffamazione aggravata. Nella puntata del 3 aprile scorso Giletti aveva indicato l’operatore forestale come esponente di una famiglia mafiosa del palermitano. Nella querela i Campanella hanno dimostrato che, certificati penali alla mano, di essere tutti incensurati e di non essere mai stati coinvolti in indagini per reati di mafia o altro.  

La reazione - "Ho ricevuto nuovamente mandato - ha detto Salvino Caputo, legale della famiglia Campanella - nonostante le scuse del Giletti di proseguire nelle attività processuali. Le scuse del conduttore, oltre che tardive e a non rappresentare alcun esimente dal punto di vista della responsabilità penale, dimostrano come Giletti e i vertici della rete televisiva nazionale hanno pubblicamente formulato accuse gravissime nei confronti di soggetti incensurati senza operare quella rigorosa attività di verifica e controllo che si impone quando si lanciano accuse gravissime attraverso gli organi di informazione".  "Il danno di immagine ha causato danni irreparabili alla nostra famiglia - dicono i familiari di Campanella - e soprattutto ai nostri figli che si sono sentiti mortificati e oltraggiati. Non c'è affermazione più grave e infamate che essere etichettati come mafiosi. E' la morte civile e sociale. I nostri figli e i nostri nipoti a scuola subiscono continue mortificazioni e umiliazioni".

Esenzione canone: centralini in tilt Rai, la richiesta dei cittadini beffati

Esenzione canone Rai, centralini in tilt



Lunedì 16 maggio era l’ultimo giorno per inviare la "Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato" e, sarà stato un caso o no, i centralini di Agenzia delle Entrate e Rai sono andati in tilt a causa dell’intenso traffico di chiamate dei cittadini. Migliaia i cittadini beffati, questa la denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori: “Chiamando ieri i numeri dedicati alle informazioni, ossia l’848 800 444 dell’Agenzia delle entrate e l’800 93 83 62 della Rai - spiega in una nota Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori - sono queste le risposte avute dopo innumerevoli tentativi di chiamate: all’848 800 444, dopo aver cliccato sull’opzione 4, informazioni generali: "Siamo spiacenti ma al momento tutti i consulenti sono impegnati. La preghiamo di richiamare, mentre all’800 93 83 62 ’Gentile cliente, la informiamo che a causa dell’intenso traffico telefonico, le linee sono momentaneamente occupate. La invitiamo a richiamare più tardi. Grazie”.

Le denunce - Insomma, centralini impazziti sia per l’Agenzia delle entrate che per la Rai. “Questo dimostra -prosegue Dona- che molti italiani non hanno ancora capito come va compilata la dichiarazione. Il rischio ora è che onesti contribuenti che hanno sempre pagato il canone in vita loro, si ritrovino due canoni addebitati in bolletta solo perché non hanno inviato la dichiarazione in tempo o a pagare 50 euro per averla inviata in ritardo. Una cosa assurda ed inaccettabile. Insistiamo a chiedere una proroga”. “Perché i telegiornali in questi giorni - chiede il Segretario dell’Unc - non hanno ricordato che stavano per scadere i termini per l’invio della dichiarazione, spiegando almeno i 2 o 3 casi più frequenti che necessitano dell’invio dell’autocertificazione, come le utenze elettriche residenziali domestiche diversamente intestate tra componenti della famiglia? Lo spot è assolutamente insufficiente, oltre che poco trasmesso” ha concluso Dona. Il Codacons invece, chiede una proroga dei termini per la richiesta di esenzione che son scaduti ieri: “Abbiamo ricevuto al nostro sportello telefonico dedicato al canone Rai migliaia di richieste di aiuto da parte degli utenti - spiega il presidente Carlo Rienzi, candidato a sindaco di Roma - I cittadini sono allarmati e molti ancora non hanno capito come far valere il diritto all’esenzione, né in quali casi si può evitare il pagamento del canone stesso. L’incertezza regna sovrana e troppi sono ancora gli aspetti critici del provvedimento che inserisce l’imposta in bolletta. Per tale motivo chiediamo al Governo di disporre una proroga dei termini per l’esenzione e di avviare una campagna informativa capillare ed efficace perché, allo stato attuale, la carenza di informazioni ha creato pesanti disagi ai cittadini”.

Ilva, l'Europa processa il governo italiano: l'accusa pesantissima, c'entra la salute

Ilva, l'Europa processa il governo italiano: l'accusa pesantissima sulla nostra salute



La Corte per i diritti umani del Consiglio d’Europa avvia il procedimento contro il governo, accogliendo l’accusa di 182 cittadini di Taranto che ritengono l’esecutivo di non aver operato per garantire la salute pubblica consentendo all’Ilva di continuare a lavorare ed emettere sostanze ritenute inquinanti e nocive per la salute. La comunicazione, del 27 aprile e resa nota oggi, invita l’Italia a predisporre la difesa. L’organismo di Strasburgo ha accolto e accorpato le due diverse denunce presentate rispettivamente il 29 luglio 2013 e il 21 ottobre 2015, di cui sono primi firmatari Francesco Cordella e Lina Ambrogi Melle, quest’ultima attualmente consigliera comunale a Taranto per il gruppo Ecologisti per Bonelli. La prima denuncia contro il governo è firmata da 52 cittadini di Taranto, la seconda da altri 130 cittadini, per un totale di 182 persone contro l’Italia. 

VOCI TRAGICHE SU RENZI Rimpasto e vendette nel Pd c'è il nome di chi lo sostituirà

Rimpasto, vendette, chi prenderà il suo posto: Renzi, retroscena tragico Chi lo sostituirà



Il futuro del governo si deciderà entro l'estate: o Matteo Renzi procederà a un rimpasto sostanzioso oppure andrà incontro al suo destino, appeso all'esito del referendum costituzionale in autunno. Che, secondo i sondaggi, ogni giorno che passa decreterebbe sempre più l'uscita di scena del premier con la vittoria dei no alle riforme. Un retroscena di Dagospia dai palazzi romani riprende qualche voce già girata nelle ultime settimane. La prima, già sussurrata a suo tempo da Luigi Bisignani, rivela grandi manovre alla Autorità anti-corruzione. Sarebbe stato lo stesso commissario Raffaele Cantone a confidare ai suoi collaboratori che in caso di sconfitta di Renzi al referendum  ci sarebbe proprio lui tra i papabili per sostituirlo a Palazzo Chigi. Altro candidato è il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, "oggi più preoccupato - sottolinea perfidamente Dago - dalla cessione di Pjanic alla Juve che non dell'aumento dell'Iva nel 2017, come chiesto da Bruxelles". I collaboratori di Padoan, non a caso, starebbero già "cercando lavoro nel settore privato" perché non sicuri di seguire il trasloco del capo. Nell'ombra, a tramare, ci sarebbe sempre lui: Enrico Letta. Gli uomini del suo "cerchio magico" sono gli stessi componenti dello staff di Padoan e l'ex premier, che con Renzi ha un conto in sospeso dopo la pugnalata del gennaio 2014, farebbe leva sulle sue alte conoscenze internazionali per minare il terreno intorno al toscano, a cominciare dalla Libia.