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giovedì 12 maggio 2016

TERREMOTO FORZA ITALIA Prestigiacomo e la fronda "Ecco tutti i nomi": la lista

Forza Italia, Stefania Prestigiacomo guida la fronda sulle unioni civili


"Questa legge è importante, non crediamo che le leggi siano strumenti di potere, indipendentemente dalla sua arroganza, presidente Renzi, in nome dei valori con alcuni deputati di Forza Italia voteremo a favore di questa legge che pure ha alcune criticità ma fa compiere al Paese un passo avanti, allineandolo non solo e non tanto all’Europa ma soprattutto al comune sentire degli italiani". Così Stefania Prestigiacomo, in aula alla Camera, ha annunciato il sì alla legge sulle unioni civili in dissenso dal gruppo di FI.

"Ci sono valori più importanti di lei e della sua ossessione di personalizzare ogni passaggio" ha detto Prestigiacomo parlando del premier. Prestigiacomo ha citato Mara Carfagna, Elena Centemero, Nunzia De Girolamo, Elio Vito, Renata Polverini, Giorgio Lainati tra coloro che voteranno sì: «Sì alle unioni civili, no al governo Renzi». Anche Laura Ravetto, subito dopo, ha annunciato il suo sì.

mercoledì 11 maggio 2016

L'intervista - Unioni civili, trappolone per i conviventi L'avvertimento della Bernardini De Pace

Unioni civili, l'avvocato Bernardini De Pace avverte i conviventi: per loro ci sarà un trappolone


intervista a cura di Brunella Bolloli



«È incostituzionale privare chiunque della libertà di scelta. E, da liberale, sono contro l' ingerenza dello Stato nella sfera affettiva e sentimentale delle persone». L' avvocato Annamaria Bernardini De Pace, celebre matrimonialista, titolare dell' omonimo studio legale specializzato in diritto della persona e della famiglia, bacchetta il disegno di legge Cirinnà che sta per passare alla Camera. «Ma davvero l' approvano così com' è? Non sanno davvero più cosa fare».

Quali sono gli aspetti controversi di questa legge?
«Intanto è scritta male. La materia riguarda tutti e quindi la legge dovrebbe essere di immediata comprensione, ma così non è. Il risultato è una norma che apre il campo a un' infinità di ricorsi e darà molto lavoro in più agli avvocati. Sembra scritta apposta per accontentare certe lobby...».

Veniamo agli aspetti tecnici. Alla regolamentazione delle unioni civili.

«Innanzittutto la legge è divisa in due parti: una che regola le unioni civili tra omosessuali e l' altra che disciplina le convivenze tra eterosessuali. Dico subito che per me le unioni civili sono un compromesso partorito dalla politica, in realtà il matrimonio civile non si dovrebbe negare a nessuno perché non consentirlo significa discriminare. Perché impedire ai gay le tutele e le protezioni dello Stato quali il diritto alla pensione, le detrazioni, le riserve successorie, solo a causa dell' orientamento sessuale?».

L' articolo 1 della proposta di legge Cirinnà, al primo comma, definisce le unioni civili.

«Sì. Le chiama "specifica formazione sociale", che non si capisce bene cosa voglia dire, anche questo è un modo per non scontentare nessuno e per evitare polemiche. Ma come chiamiamo due gay o due lesbiche che hanno contratto un' unione civile? Unionisti? Nel testo si ricorre a frequenti perifrasi perché certo non si può dire "coniugi", visto che non è un matrimonio. Però la parte del disegno di legge che genererà maggiori complicazioni è la seconda, quella che riguarda le convivenze».

Cosa intende la legge Cirinnà per convivenze?

«È scritto nel comma 36, dove non si fa riferimento al sesso, e si specifica che conviventi di fatto sono "due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un' unione civile».

Ma quale elemento stabilisce la convivenza di fatto? Non soltanto la circostanza di coabitare...

«Il comma 37 sancisce che per stabile convivenza si fa riferimento alla dichiarazione anagrafica (prevista dal Dpr 223 del 1989). In sintesi, basta presentare agli uffici comunali questo semplice documento e si hanno quasi in automatico gli stessi diritti e doveri dei coniugi perché si ufficializza il nuovo nucleo familiare. Infatti scattano le stesse prerogative».

Anche a livello economico? Di affitto della casa, di rapporti patrimoniali?

«Il disegno di legge comprende tutto questo e, in sintesi, accomuna le convivenze di fatto a un matrimonio. Quindi è come se i conviventi di fatto fossero sposati a loro insaputa. Però questo è incostituzionale: non si può obbligare una coppia che vuole solo convivere a sottoscrivere un contratto di convivenza con diritti e doveri che non ha chiesto. Lo Stato trasforma i sentimenti in doveri economici, e non è giusto».

Parliamo della casa. Cosa accade se uno dei due conviventi muore?

«Se muore il convivente proprietario della casa di comune residenza, il convivente di fatto superstite ha diritto a continuare ad abitare nella stessa dimora almeno per due anni o per il tempo in cui è durato il rapporto. Bisogna poi anche considerare se ci sono dei figli. Per questo insisto: ci sarà molta materia anche per gli avvocati perché prevedo ricorsi e congestionamento dei tribunali. Ma credo anche che faranno affari le agenzie immobiliari, visto che adesso magari in tanti rinunceranno alle convivenze fondamentalmente per timore di pagare dopo quattrini che si preferirebbe tenere per sé».

Se poi un uomo è già stato sposato e molla pure la nuova convivente, deve pagare gli alimenti sia all' ex coniuge che all' ex convivente?

«Come avviene nei matrimoni tradizionali. Qui, nell' ultima versione del ddl, comma 65, c' è scritto che "il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall' altro gli alimenti nella misura determinata ai sensi dell' articolo 438 del codice civile"».

Qualcuno ventila il rischio di badanti diventate conviventi di fatto, e dunque eredi, in ragione del legame di assistenza, o storie passeggere trasformate in convivenze forzate. Sarà così?

«I problemi maggiori si avranno dal punto di vista economico ed io temo che la legge Cirinnà possa aprire la strada a una serie di soprusi se non proprio di truffe. Il rischio è concreto. Sa come si dice: fatta la legge, trovato l' inganno».

Caivano (Na): Esclusiva / Intervista Video ai rappresentanti di Liberi Cittadini

Caivano (Na): Esclusiva / Intervista Video ai rappresentanti di Liberi Cittadini, Francesco Emione e Domenico Acerra

a cura di Gaetano Daniele
Riprese a cura di Pasquale Tartaglione


Intervistiamo i rappresentanti della Lista Civica Liberi Cittadini. Ad intervenire è l'arch. Francesco Emione, il più votato a Caivano con oltre 800 preferenze, e il coordinatore della Lista, l'avv. Domenico Acerra. Emione: "Monopoli ha offeso le professionalità locali. I partiti sono stati svuotati e resi nulla. La nuova Giunta non ha il consenso popolare". Acerra: "Monopoli non è in grado di tutelare i cittadini caivanesi, lasci al più presto per il bene del Paese e dei caivanesi"


L'ultimo scandalo di Banca Etruria: a chi prestava decine di milioni di euro

L'ultimo scandalo di Banca Etruria: a chi prestava decine di milioni di euro



Banca Etruria concedeva prestiti a grandi gruppi amici coi conti disastrati e senza criteri ragionevoli. Una modalità che evidenzia una "incapacità generalizzata a gestire il credito", dice il commissario Giuseppe Santoni nella relazione finale sull'insolvenza. Riporta Repubblica che Santoni, in oltre 150 pagine, elenca le ragioni del fallimento dell'istituto di credito e non risparmia i vertici: "Nonostante le pressanti indicazioni di Bankitalia, restavano singolarmente inerti". Aggiunge "difetti nei controlli di primo e secondo livello sui conti transitori, e anomalie nelle verifiche anti-riciclaggio".

Il documento servirà al pool di magistrati di Arezzo a definire le ipotesi della bancarotta fraudolenta. A cominciare dalla gestione disastrosa dei grandi creditori. Quattro in particolare che, insieme, hanno accumulato un'esposizione superiore a cento milioni, soldi che Etruria non ha più avuto indietro. Il primo è il gruppo Sacci spa (50 milioni), storica azienda del cemento di proprietà della famiglia Federici ritenuta vicina a Gianni Letta. Il secondo è Privilege Yard spa che ha avuto una ventina di milioni per il progetto dello yacht più grande del mondo fallito prima di essere completato. Altri 20 milioni sono andati a Villa San Carlo Borromeo, una srl che possiede l' omonimo hotel cinque stelle di Senago fallita l' 11 giugno scorso. Infine, l'immobiliarista Pierino Isoldi, diversi guai con la giustizia alla spalle, che ha ottenuto una quindicina di milioni di euro nel 2010 per la Isoldi Holding spa, poco prima di finire in amministrazione controllata.

MILANO, SALA È INCANDIDABILE Scandalo e disastro, Renzi demolito

Milano, Giuseppe Sala è incandidabile. Scandalo e disastro: Renzi demolito



Giuseppe Sala, il candidato Pd (o meglio, il candidato di Matteo Renzi) a Milano non è candidabile. Ad oggi non può correre per Palazzo Marino. Un'ultima bomba su una già travagliata campagna elettorale, in cui ha visto il suo consenso ridursi di giorno in giorno, fino a subire il sorpasso, almeno secondo diversi sondaggisti. Ora, l'ultima bomba sganciata da Panorama in edicola domani, giovedì 12 maggio. Le dimissioni di Sala da commissario di Expo2015, secondo quanto riporta il settimanale, non sono mai state protocollate. Una circostanza che lo rende ineleggibile a Milano, oltre che incompatibile come consigliere di una società pubblica, come la Cassa Depositi e Prestiti, nella quale un posto in Cda dallo scorso ottobre.

La storia è un pelo intricata. Secondo quanto scrive Panorama, Sala il 28 ottobre 2015 ha firmato l'"autodichiarazione di compatibilità", necessaria appunto alla nomina in Cdp, affermando di non ricoprire incarichi politici nazionali. Falso: in quel momento, infatti, Sala era commissario straordinario di governo all'Expo, e questo lo rendeva incompatibile con il nuovo ruolo. Ma non è tutto: in seguito il candidato "preferito" da Matteo Renzi si è dimesso soltanto dal ruolo di ad della società Expo, atto annunciato il 18 dicembre 2016 e ratificato due mesi dopo, a campagna elettorale già in corso. Lo staff di Sala, interpellato da Panorama, si difende affermando che "le dimissioni inviate al cda di Expo lo hanno fatto automaticamente decadere anche da commissario".

Ma in base alla giurisprudenza le due cariche non cessano assieme. La volontà di terminare l'incarico da commissario, infatti, andrebbe comunicata al governo, e dovrebbe poi seguire un "atto di pari efficacia costituzionale" rispetto a quello d'incarico (poiché Sala è stato nominato da un decreto del presidente del Consiglio, un successivo decreto avrebbe dovuto notificare l'accettazione delle dimissioni, nominando contestualmente un nuovo commissario, oppure sopprimendo la carica). Panorama, infine, sottolinea di non aver trovato traccia del decreto necessario. Ma non è tutto, ecco l'ultima "bomba": per firmarlo, Renzi aveva tempo soltanto fino alla data di presentazione delle liste, l'8 maggio. Qualsiasi mossa successiva sancirebbe l'ineleggibilità dell'ex numero uno di Expo. Sala, dunque, non può correre a Milano.

La Boschi parla, poi succede di tutto Chi le fa il gestaccio (e cosa) / Guarda

Alla Camera succede di tutto: gestacci e insulti contro la Boschi e il governo



Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi annuncia la fiducia sulle unioni civili e alla Camera succede di tutto. Dopo l'intervento della Boschi, il capogruppo leghista Massimiliano Fedriga ha tuonato in aula: "Questo è il Parlamento dei servi della gleba, che applaudono all'annuncio della fiducia nella speranza di essere ricandidati". Va molto oltre Maurizio Bianconi (ex Pdl e Forza Italia, ora con i Conservatori e riformisti), che fa il gesto dell'ombrello alla Boschi già uscita. Per il grillino Alfonso Bonafede per il governo il Parlamento è semplicemente "uno zerbino su cui pulire i piedi".

Terrorismo, allarme anche a Cannes Evacuato il palazzo del Festival

Paura terrorismo a Cannes, evacuato il palazzo del Festival



È stato evacuato l'intero Palais du Festival a Cannes, alla vigilia dell'apertura dell'edizione 69. Una voce dall'altoparlante, in francese, inglese, tedesco, spagnolo e italiano, ha invitato tutti i presenti a uscire "senza fretta", adducendo "motivi tecnici". La questione sicurezza è uno dei temi forti di questa edizione e, naturalmente, subito si è pensato ad un allarme.