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sabato 23 aprile 2016

Fondi pensione e Tfr, cambia tutto: dove andranno a finire i nostri soldi

Fondi pensione e Tfr, cambia tutto: dove andranno a finire i nostri soldi



Adesione obbligatoria ai fondi pensione e destinazione obbligata di almeno una parte del Tfr alle forme di previdenza complementare. Sono le principali novità, riporta Studio Cataldi ripreso da Adnkronos, della mini-riforma della previdenza integrativa allo studio del governo che dovrebbe arrivare con la prossima legge di stabilità.

"Il pacchetto di misure si muove su due fronti - si spiega - da un lato introdurre l'obbligatorietà dell'adesione ai fondi pensione, che sarebbero resi più convenienti grazie all'alleggerimento della tassazione (di circa 3-4 punti) e l'aumento della deducibilità fiscale dei versamenti; dall'altro rendere obbligatoria la destinazione di almeno una parte del Tfr alle forme di previdenza complementare".

Tra le altre opzioni allo studio dell'esecutivo per rendere più flessibile la legge Fornero, "la più quotata rimane quella del prestito pensionistico erogato dalle banche. Il lavoratore in sostanza potrebbe chiedere un anticipo che sarebbe dato dalle banche attraverso l'Inps, da restituire poi al raggiungimento del requisito di vecchiaia (sempre tramite l'istituto di previdenza) in piccole rate spalmate sull'assegno finale".

Migranti, l'ultima follia del governo: accoglieremo anche chi scappa dal caldo

Migranti, l'ultima follia italiana: il governo vuole accogliere anche chi scappa dal caldo


di Marco Gorra


Buon ultimo, è arrivato anche Paolo Gentiloni. «Non sono soltanto le guerre in Siria e Iraq ad avere un impatto sui flussi migratori», ha detto il ministro degli Esteri del governo italiano intervenendo ad un convegno organizzato dalla Bocconi di Milano, «ma anche l’aumento demografico mondiale e i cambiamenti climatici che in Africa causano siccità e carestie, che stanno colpendo, ad esempio l’Etiopia e il Mozambico». Quale sia dunque la linea del governo è chiaro: come l’essere in fuga da una zona di guerra garantisce lo status di rifugiato, allo stesso modo si dovrà accordare lo statuto giuridico ad hoc anche a quanti si trovino a scappare dalla siccità e dal riscaldamento globale. Tradotto con sintesi appena più brutale: porte aperte a chi fugge dal caldo. Fosse solo una fola partorita dal capo della nostra diplomazia, ci sarebbe da stare preoccupati il giusto. Il problema, però, è che il titolare della Farnesina giunge al supremo momento del salto sul carrozzone dei climate migrants quando ormai stanno finendo anche i posti in piedi.

Ultima moda - È infatti da qualche tempo ormai che quello dei migranti climatici è un tema di centrale attualità per cancellerie, istituzioni internazionali, terzo settore ed opinioni pubbliche di riferimento. Per dire, sono già passati sei anni da quando il tema si è imposto all’attenzione mondiale mediante passaggio allo chicchissimo Sundance film festival dell’ormai celebre documentario Climate refugees dello statunitense Michael Nash. Si è imposto talmente tanto, il tema dei rifugiati da global warming, che ormai non c’è consesso più o meno istituzionale che non lo abbia fatto in qualche modo proprio.

In prima linea non può che esserci l’Onu, il cui organismo dedicato ai rifugiati (Unhcr) avvisava già nel 2009 che «nel prossimo futuro i cambiamenti climatici diventeranno il maggior fattore di mobilità per le persone sia all’interno dei confini nazionali sia attraverso di essi». Oggi l’impatto degli immigrati climatici viene stimato in 250 milioni di persone entro il 2050. Al Palazzo di Vetro hanno preso talmente sul serio la cosa da metterla al centro dell’ultimo megavertice sul clima, tenutosi in autunno a Parigi poco dopo i tragici attentati del 13 novembre e le cui conclusioni sono solennemente state sottoscritte dagli Stati membri ieri a New York. Qui si discusse lungamente (pur senza arrivare ad una conclusione univoca) su come aggiornare i regolamenti internazionali che disciplinano la concessione dello status di rifugiato alla situazione presente, includendo nel novero degli eleggibili non solo coloro i quali siano in fuga da stati di persecuzione ma anche quanti scappino da «effetti climatici antropogenici di macro-livello».

E se a tracciare il solco è l’Onu, a difenderlo non potrà che essere l’Unione europea. Che sul tema dei rifugiati climatici ha parlato chiaro per bocca del proprio massimo rappresentante: «Dobbiamo agire presto e non c’è tempo da perdere», ha infatti detto il presidente della Commissione Jean Claude Juncker nel dicembre scorso per propiziare il successo proprio della conferenza di Parigi, «perché se non troviamo l’accordo, nei prossimi vent’anni i rifugiati non si conteranno più a centinaia di migliaia, ma a milioni». E nessuno dica che a Bruxelles si sono svegliati tardi solo perché si sono messe di mezzo le Nazioni Unite: è infatti almeno un lustro che il Parlamento europeo è al lavoro per elaborare le linee guida legali e politiche per arrivare a cambiare l’approccio - così come recita un imponente studio prodotto qualche anno fa dall’istituzione - nei confronti dei fenomeni di «emigrazione ambientalmente indotta».

Anche il Papa - Né poteva mancare la Chiesa. Nella recente enciclica “Laudato sì”, papa Francesco traccia infatti un parallelo molto chiaro tra emergenza ambientale e flussi migratori. Antifona che sarebbe stata chiarita da Bergoglio in persona qualche mese dopo visitando il quartier generale delle Nazioni Unite in Kenya: «Coloro che fuggono dal degrado ambientale», ebbe allora a dire il Pontefice, «non vengono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa». Al capitolo Italia si segnala il ministro dell’Ambiente Gian luca Galletti, secondo cui quello migratorio «è anche un tema ambientale, perché con i cambiamenti climatici in atto i migranti di domani saranno esclusivamente climatici». Meno male che un posticino per Gentiloni era rimasto. 

"Sapete perché Renzi ora non parla?" Il sospetto-bomba: di cosa ha paura

Matteo Renzi non parla su Davigo. Il sospetto: "Ha paura, nuove imbarazzanti intercettazioni"



Non parla, Matteo Renzi. Indiscrezioni si limitano a riferire di una sua stupita reazione alle "parole incredibili" di Piercamillo Davigo, presidente Anm sui "politici ladri". Mezzo Pd e pure il Csm ha censurato l'ex toga di Mani Pulite, M5S e Lega Nord invece difendono il magistrato. Ma Renzi tace. Perché?

"Teme le intercettazioni" - La ricostruzione, dettaglio più dettaglio meno, è unanime. Come ricorda il direttore di Libero Maurizio Belpietro, quello di Davigo e dei magistrati è "un avviso" al governo. Di garanzia? Non ancora, anche se il rischio e la paura ci sono. Il Giornale sostiene che a consigliare cautela al premier sarebbe il timore che imbarazzanti intercettazioni sul suo conto possano venire pubblicate da qui a qualche giorno. L'ex ministro socialista Rino Formica, intervistato dal Fatto quotidiano, è sulla stessa lunghezza d'onda: "Renzi teme le inchieste, ci sarà un imbarbarimento della lotta politica a suon di dossier, informative e intercettazioni". 

"Crociata contro il governo" - Eccole di nuovo, le intercettazioni: quelle che Renzi vuole riformare, esortato anche dall'ex presidente Giorgio Napolitano, a costo di spaccare nuovamente il Pd. Ma il sospetto che agita i sonni del premier, suggerisce maliziosamente Francesco Verderami sul Corriere della Sera, è "crociata contro il governo". Chi siano i congiurati è facile intuirlo: indossano una toga. E Renzi non si sarebbe esposto finora sperando che siano gli stessi magistrati a spaccarsi dopo le parole di Davigo.

Gita per il 25 aprile? Lasciate perdere Ritorna il gelo siderale: dove nevicherà

Gita per il 25 aprile? Lasciate perdere. Torna il gelo siderale: dove nevicherà



Brutte notizie per chi ha programmato una gita fuoriporta durante il lungo weekend del prossimo 25 aprile. Secondo le previsioni meteo del sito 3bmeteo.it, il clima non sarà molto clemente in buona parte d'Italia: "Una massiccia irruzione fredda di diretta estrazione artica e intensa per il periodo in corso dilagherà su gran parte d'Europa dal weekend - ha spiegato il meteorologo Edoardo Ferrara - riversandosi soprattutto su Scandinavia, Isole Britanniche, poi anche Francia, Olanda, Germania, Danimarca dove praticamente tornerà l'Inverno con neve a tratti persino in pianura”. Questi movimenti di aria fredda non ci risparmieranno: “Parte di quest'aria fredda raggiungerà anche Mediterraneo centrale e Italia dove scaverà una bassa pressione e darà luogo ad un generale guasto del tempo con piogge, temporali e calo delle temperature”.

Piove - "Secondo gli ultimi aggiornamenti tra sabato e domenica le aree più a rischio piogge e temporali saranno quelle del Centro-nord, dove si scaverà una bassa pressione, ma in particolare Nordest, Marche, Lazio, Umbria, Toscana - prosegue l’esperto - Domenica più coinvolto anche il medio versante adriatico, mentre maggiori schiarite si faranno strada sul Nordovest, pur con qualche nuovo rovescio o temporale dal pomeriggio; ai margini il Sud con rischio pioggia soprattutto tra Campania e Calabria tirrenica, fenomeni solo occasionali altrove. Lunedì 25 Aprile rovesci e temporali marceranno verso il Centro-sud, mentre al Nord e Toscana il tempo andrà migliorando. I forti contrasti termici attesi tra l’aria fredda in arrivo e quella mite di questi giorni potrà dar luogo a temporali localmente violenti, con anche grandinate”

Sprazzi di sole - "Il peggioramento in arrivo non comporterà pioggia 24 ore su 24 per tutti i giorni, anzi non mancheranno delle belle schiarite. Nel weekend le aree più favorite in tal senso saranno quelle dell’estremo Sud e le Isole, in particolare area ionica e sud Sicilia, ma domenica belle aperture si potranno avere anche al Nordovest. Il 25 Aprile avremo sole prevalente al Nord, salvo residue nubi e fenomeni al mattino, poi anche Toscana e Sardegna”.

Nevica - "Con l'arrivo dei venti da Nord, insolitamente freddi per il periodo in corso, si avrà un netto calo delle temperature, soprattutto tra domenica notte e il 25 Aprile quando si potrebbero perdere fino ad oltre 6-8°C al Centro-nord, anche oltre 10°C su Alpi e nord Appennino, tanto che proprio lunedì sulla dorsale potrà tornare la neve sin verso i 900-1200m. Si scenderà così su valori anche ben al di sotto delle medie del periodo. Calo termico più contenuto ma comunque avvertibile anche al Sud” aggiungono gli esperti 3bmeteo.

Venti - "Attenzione infine al vento, che tornerà a soffiare sostenuto da Ponente su Tirreno ed Isole, bora sull’Alto Adriatico. Lunedì venti di Maestrale su gran parte della Penisola, anche forti su Tirreno, Sardegna e Sicilia dove si potranno superare raffiche di 80km/h con mari agitati".

Mara Carfagna, un clamoroso ribaltone: la penna rossa la manda in orbita

Mara Carfagna, che sorpresa: per l'Espresso è la nuova Oriana Fallaci



Il giornalismo italiano ha trovato una nuova Oriana Fallaci: è Mara Carfagna, ma la sorpresa vera è che a dirlo sia (senza nemmeno troppa malizia), l'editorialista dell'Espresso Denise Pardo nella sua rubrica Pantheon.

Interviste con la storia - In tempi in cui i politici della seconda repubblica si reinventano, scrive la Pardo, spicca il nuovo ruolo dell'ex ministra delle Pari opportunità: "Bellezza di spicco di quel che fu Forza Italia, ora più sobriamente membro della Commissione esteri della Camera". Ma soprattutto, da febbraio sul Tempo è diventata "intervistatrice non pasticciona ma, viste le domande fiume e le paginate, a dir poco secchiona. Altro che Paolo Guzzanti". "Occhi da bambi e grinta da dobermann", la lusinga la penna rossa: "In pochi mesi la Carfagna ha raccolto le impressioni di donne influenti sul piano internazionale, dall'ex braccio destro di Sarkozy Rachida Dati alla viceministra britannica Joyce Anelay, dall'ex ministra israeliana Tzipi Livni all'austriaca Benita Ferrero-Waldner. Un gruppetto da tè con Federica Mogherini, come minimo".

venerdì 22 aprile 2016

Caivano (Na): Caso Via Puccini Enzo Castricato, il figlio dell'eroe Pasquale, rompe il silenzio stampa: nessun aiuto da parte del Comune

Caivano (Na): Caso Via Puccini Enzo Castrigato,  figlio dell'eroe Pasquale, rompe il silenzio stampa: "nessun aiuto da parte del Sindaco Monopoli"


di Gaetano Daniele


Enzo Castricato

A rompere il silenzio stampa è Enzo Castricato, il figlio di Pasquale, l'eroe di Via Puccini, che nel tentativo di salvare un'inquilina del primo piano rimase coinvolto in una fortissima esplosione (cause ancora da accertare, si teme una fuga di gas). La brutta notizia è di qualche giorno fa, la signora Rita Grimaldi ricoverata in pessime condizioni non ce l'ha fatta, è deceduta appunto qualche giorno fa in Ospedale. 

Signor Castricato, perchè ha deciso di rompere il silenzio stampa?

Sono diverse settimane che ascoltiamo un sacco di sciocchezze sul caso di Via Puccini, sugli sfollati e sulla mia famiglia. 

Si spieghi meglio. 

Dopo lo scoppio e dopo la tragedia che ha visto coinvolte diverse famiglie, siamo stati completamente abbandonati dalle Istituzioni locali. Solo qualche formalità. 

Quindi lei sta dicendo che da quando è successo l'accaduto, la sua famiglia, la famiglia Castricato, non ha mai ricevuto nulla dal Comune di Caivano?

No. Nessun aiuto economico e soprattutto nessun aiuto morale. 

Signor Castricato, come stanno i suoi genitori? 

Mio padre per grazia di Dio è fuori pericolo, ma è ancora in una fase delicata. Mia mamma purtroppo aspetta ancora degli esami. Addirittura si parla di un secondo intervento alla gamba. 

Sig. Castricato, una delle signore coinvolte nello scoppio purtroppo non ce l'ha fatta, la signora Rita Grimaldi, proprio la signora che tentò di salvare suo padre, ormai definito l'eroe di Via Puccini. Come hanno reagito i suoi genitori alla notizia?

Il dolore per la perdita della signora Rita è fortissimo. Mio padre è molto triste, perchè saperla viva, di averla salvata, alleviava i suoi dolori. 

Sigor Castricato, si sente di aggiungere altro?

Un grazie di cuore a tutte le persone che in questi ultimi giorni ci hanno dimostrato affetto e solidarietà. 

Doppio schiaffo a Salvini e Meloni Silvio, no a Giorgia (con sorpresa)

Forza Italia conferma Bertolaso, ma Berlusconi ha anche un altro nome: doppio schiaffo a Meloni e Salvini



Con buona pace delle previsioni e dei rumors degli ultimi giorni, che davano per certo entro oggi un ripensamento di Silvio Berlusconi in favore di Giorgia Meloni come candidata sindaco del centrodestra unito a Roma, Forza Italia conferma (per ora) la decisione presa a febbraio: il candidato al Campidoglio è Guido Bertolaso. Non si esclude però un cambio di rotta verso Alfio Marchini, ipotesi sulla quale sin dall'inizio Berlusconi aveva mostrato interesse. 

Il leader del partito nella tarda mattinata ha convocato a palazzo Grazioli molti esponenti azzurri, da Renato Brunetta a Maurizio Gasparri allo stesso ex capo della Protezione civile. Si va avanti come stabilito, con il via libera a Bertolaso e la preparazione delle liste che saranno presentate il 29 aprile, ma non si esclude una convergenza dell'ultima ora su Marchini, come riferisce all'agenzia Agi Davide Bordoni, coordinatore romano del partito. "L'orientamento - spiega - è quello di rimanere su Bertolaso" ma "molti sondaggi dicono che ad un un eventuale ballottaggio Marchini avrebbe la meglio sulla Raggi, può essere dunque una ipotesi».

Meloni: "Beghe di partito interne" - "Meloni e Salvini sono nostri alleati - ha detto Brunetta al termine del summit -, ma avevano deciso insieme a Berlusconi di candidare Bertolaso lo scorso 12 febbraio, ed io rimango alla parola data". Se loro, ha aggiunto, "hanno cambiato idea, mi dispiace. Berlusconi ha ricevuto il mandato di sentirli per confermare, ovviamente, la decisione del 12 febbraio. Noi non abbiamo cambiato idea". Per ora, però, nessuna riunione è in programma. La Meloni ha escluso un faccia a faccia: "Io non ne ho notizia - ha detto la presidente di Fratelli d'Italia -. La questione è tutta interna a Forza Italia, non legata alla linea politica. Credo sia un problema interno tra varie anime del partito, una questione di piccolo cabotaggio. Sarebbe un peccato che Berlusconi si facesse trascinare dalle beghe di partito". Sulla stessa linea il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, deciso ad appoggiare la candidatura di Meloni: "Penso che Berlusconi abbia più che un barlume di lucidità, ma penso che sia circondato da gente che pensa solo alle poltrone e che se si presentasse alle elezioni non prenderebbe neanche un voto. Le beghe politiche ci hanno stufato e le lasciamo ad altri", ha aggiunto annunciando che la lista per le candidature alle amministrative di Roma "è sostanzialmente già pronta".

Bertolaso: "Non rinuncio, rilancio" - Bertolaso, ripete come un mantra la sua linea: "Se avessi solo la percezione che Berlusconi volesse staccare la spina, sarei il primo a ritirarmi. Ma non è così" e quindi "io non rinuncio, io rilancio" e "ho chiesto a Berlusconi di sparigliare la situazione, cambiare le carte", ha scritto su Twitter. "Quando i cittadini si rendono conto di chi sono e della mia esperienza mi dicono di non mollare".