Visualizzazioni totali

sabato 9 aprile 2016

Anche Renzi e Padoan ora si arrendono Mostrano le cifre: il governo ha fallito

Anche Renzi e Padoan ora si arrendono. Mostrano le cifre: il governo ha fallito



Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Def, il Documento di economia e finanza che contiene le previsioni sull'andamento economico dell'Italia, gli obiettivi di finanza pubblica e le principale riforme in cantiere per i prossimi anni. E anche il governo, ora, si arrende all'evidenza delle cifre. Pier Carlo Padoan ha infatti annunciato in conferenza stampa che la previsione del Pil per il 2016 è stata portata all'1,2%, dal +1,6% stimato nell'aggiornamento del Def 2015 del settembre scorso. Insomma, l'Italia crescerà di meno. Poi si indica ora un +1,4% per il 2017 (dall'1,6%). L'Italia è reduce dal +0,8% del 2015 e alla luce di quel dato, Padoan ha provato a rivendicare i risultati del governo: "La crescita c'è, la trainano i consumi delle famiglie e gli investimenti - sia pubblici che privati - mostrano un'accelerazione", aggiungendo "l'effetto positivo delle misure del governo".

La banca demolita, bomba della Gabanelli attenzione a questo istituto di credito

La banca demolita, bomba della Gabanelli attenzione a questo istituto di credito



Report dedicherà la puntata di domenica 10 aprile al Banco Popolare di Vicenza. E lo farà nonostante l'istituto di credito interessato, si legge sul sito della trasmissione condotta da Milena Gabanelli (in onda su Rai tre alle 21,45), abbia scritto alla Rai "per chiedere lo spostamento della prossima puntata, al fine di evitare interferenze mentre si stanno svolgendo l'aumento di capitale e la quotazione in borsa". Insomma, l'inchiesta della Gabanelli andrà in onda nonostante la Pop di Vicenza abbia anche ipotizzato il reato di aggiotaggio.

Ma ecco la lettera firmata dal responsabile della Direzione Affari Legali della Banca Popolare di Vicenza, Marco Tagliaferri, alla redazione di Report.

Egregi Signori, abbiamo appreso della possibile intenzione della RAI-Radio Televisione Italiana di mandare in onda il prossimo 10 aprile 2016 e nell'ambito della trasmissione "Report" un servizio sulla Banca Popolare di Vicenza. Non intendiamo, naturalmente, entrare nel merito di scelte e contenuti editoriali che anzi auspichiamo possano contribuire a fare chiarezza su aspetti e criticità della passata gestione della Banca sui quali il nuovo management ha condotto, nel quadro delle ispezioni della BCE e in piena collaborazione e raccordo con le Autorità inquirenti, una ampia e articolata attività ricognitiva.

Dobbiamo tuttavia informarVi che la data del 10 aprile aprile p.v., nella quale comprendiamo che la RAI intende mandare in onda la trasmissione, si colloca nel pieno dell'aumento di capitale e dell'offerta pubblica di sottoscrizione che è necessario completare entro il 30 aprile e che secondo l'attuale tempistica è previsto prendano avvio nella prima decade di aprile, con la pubblicazione del "prospetto informativo".

Riteniamo quindi doveroso evidenziare come, anche per la complessità e la natura tecnica delle materie che presumibilmente la trasmissione andrà a toccare, riteniamo sussista il concreto rischio che i contenuti trattati e le informazioni veicolate attraverso la trasmissione possano facilmente prestarsi a essere interpretati in modo distorto o errato dal pubblico e interferire quindi con le scelte che i soci della Banca e gli altri investitori saranno chiamati a compiere nel mese di aprile in merito alla partecipazione all'aumento di capitale e, di riflesso, con lo svolgimento, l'esecuzione e l'esito di una operazione di rafforzamento patrimoniale che è essenziale per il futuro della Banca e che tocca interessi vitali non solo dei soci, dei risparmiatori e dei dipendenti della Banca ma anche delle economie e dei territori che dalla Banca dipendono e sui quali la Banca intende continuare a operare.

In relazione a quanto precede, Vi invitiamo quindi a valutare, anche sul piano legale, l'opportunità di differire la puntata della trasmissione "Report" dedicata alla Banca Popolare di Vicenza a data successiva al 30 aprile 2016, una volta completata l'importante operazione di ricapitalizzazione in corso. Distinti saluti. 

LA FOTO DEL RICATTO Così vogliono far fuori Delrio

Delrio, la foto esclusiva del ricatto: così lo vogliono far fuori


di Giacomo Amadori e 
Fabio Amendolara


«Quello che ha fatto le indagini è il mio migliore amico e mi è arrivato il regalino». È il 29 gennaio del 2015 e Walter Pastena, consulente del ministero dello Sviluppo economico, sogghigna così al telefono con Gianluca Gemelli, l' imprenditore al centro dell' inchiesta sui subappalti Total a Tempa Rossa e compagno dell' ex ministro Federica Guidi. Il giorno prima la direzione distrettuale antimafia di Bologna e i carabinieri del Ros avevano dato il via all' operazione «Aemilia», con 117 persone coinvolte, soprattutto calabresi, e 50 arresti in carcere. L' indagine riguarda gli affari del clan calabrese dei Grande-Aracri in terra emiliana. Tra i testimoni dell' inchiesta anche Graziano Delrio, oggi ministro delle Infrastrutture e sino al 2013 sindaco di Reggio Emilia, protagonista nell' aprile 2009 di un criticato e sviscerato (dagli inquirenti) viaggio prelettorale in terra calabrese.

Il 29 gennaio, il giorno della telefonata di Pastena, Libero ha pubblicato per la seconda volta la foto di quel tour e il consulente, rivolgendosi a Gemelli, dice: «Hai visto il caso di Reggio Emilia? Finito questo casino usciranno le foto di Delrio a Cutro con i mafiosi... tu non ti ricordi quello che io dissi, che c' era un' indagine, quelli che hanno arrestato a Mantova, a Reggio Emilia, i cutresi, quelli della 'ndrangheta... te l' ho detto che quello che ha fatto l' indagine è il mio migliore amico... e adesso ci stanno le foto di Delrio con questi». Pastena al telefono rivela la sua presunta fonte: «I carabinieri sono venuti a portarmi il regalo in ufficio».

L' intercettazione, contenuta in un' informativa della Squadra mobile allegata agli atti dell' indagine su Gemelli, è un concentrato di millanterie o svela un vero complotto ai danni di Delrio? «Ho letto oggi da articoli di stampa - afferma in una nota il ministro - che sono al centro degli interessi di un comitato d' affari che non conosco, da cui non ho mai ricevuto pressioni o condizionamenti e tantomeno ricatti ai quali evidentemente non mi sarei mai sottoposto. Sono interessato piuttosto a sapere se esiste o è esistita un' attività di dossieraggio nei miei confronti, volta a screditarmi, basata su presupposti totalmente infondati. Per questo motivo presenterò un esposto alla Procura».

Per scoprire cosa ci sia dietro a quel dossier i magistrati della Procura di Potenza hanno aperto un fascicolo. Vogliono capire che cosa intendesse fare un consulente del ministro dello Sviluppo con le carte di una indagine sulla criminalità organizzata. Infatti quel «regalino» è un dossier che - sospettano gli investigatori - conterrebbe non tanto foto quanto alcune intercettazioni telefoniche e ambientali dell' inchiesta «Aemilia» sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nella regione «rossa» e in particolare a Reggio Emilia: in esse si farebbe riferimento al ministro Delrio e a presunti finanziamenti elettorali a lui destinati, ai tempi in cui era sindaco di Reggio Emilia. Ma in anni di indagini queste chiacchierate telefoniche non sarebbero state depositate agli atti perché non avrebbero portato a nessun risultato investigativo concreto. A meno che non siano ancora coperte da segreto d' indagine. 

Di pubblico agli atti dell' inchiesta Aemilia c' è solo il verbale che lo stesso ministro delle Infrastrutture rese davanti ai magistrati il 17 ottobre 2012. In quell' audizione (Delrio venne sentito come persona informata dei fatti) i magistrati criticano la sua decisione di portare una delegazione di politici cutresi a protestare in prefettura contro le interdittive antimafia e poi gli chiedono del viaggio in Calabria: «Sono andato a Cutro in occasione della festa del Santo crocifisso (…) noi abbiamo un gemellaggio con Cutro» è la sintetica risposta del ministro; quando gli viene chiesto se sappia dell' esistenza del boss al centro delle indagini è ancora più evasivo: «So che esiste Grande Aracri, Nicola non lo avevo realizzato. Perché abita lì nel centro di Cutro? Non lo sapevo». Quindi ammette che i politici calabresi parlano malvolentieri della 'ndrangheta e che difendono la legalità con «metodi e stile» diversi dai suoi. Ma di quel viaggio è rimasta una traccia indelebile.

Quando si lascia l' autostrada del Sole in direzione Reggio Emilia, il primo viale che si incontra è quello intitolato alla Città di Cutro. A inaugurarla fu proprio Delrio il mese successivo al trionfo elettorale del 2009.

venerdì 8 aprile 2016

Diocesi di Aversa 12 - 17 Aprile 2016: Settimana Vocazionale in Seminario

Diocesi di Aversa 12 - 17 Aprile 2016: Settimana Vocazionale in Seminario

Tanti eventi in preparazione alla 53a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

a cura di Gaetano Daniele



Domenica 17 aprile 2016, IV domenica dopo Pasqua, come ogni anno si celebrerà la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, per l’intera comunità diocesana un’ occasione di riflessione e di preghiera sulla vocazione in tutte le sue dimensioni.

Nella settimana che precede questa Giornata, la diocesi di Aversa organizza un programma di iniziative di carattere spirituale e  culturale intitolato “Ricco di Misericordia… Ricchi di Grazia”.

Si comincia martedì 12, alle ore 19:00, alla Pinacoteca del Seminario Vescovile di Aversa, che ospiterà la presentazione del libro di Emanuele Lombardini  “Stravolti da Cristo - Storie di Vocazioni”. Realizzato con la consulenza di Mons. Nico Dal Molin, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle Vocazioni, il testo racconta 18 storie di religiosi e religiose la cui vocazione è arrivata dopo un percorso di vita tortuoso. Alla presenza di Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, il Rettore del Seminario Vescovile, Mons. Stefano Rega, dialogherà sia con l’autore sia con don Gianni Castorani, un tempo giovane promessa dello sport italiano che offrirà la propria testimonianza.

Dal 12 al 14 Aprile, sempre in Seminario, saranno celebrate le Giornate Eucaristiche: mercoledì 13, alle ore 19:00, Adorazione Eucaristica con i giovani della Parrocchia di S. Maria la Nova di Aversa e di S. Croce di S. Cipriano d’Aversa; giovedì 14, alle ore 18:00, Santa Messa e Processione Eucaristica presieduta da Mons. Spinillo, con le famiglie dei seminaristi, con gli operatori della pastorale vocazionale e gli amici della Serra Club. Per finire, sabato 16 aprile alle ore 20:00, Veglia Vocazionale in Cattedrale presieduta dal Vescovo Angelo Spinillo.

“Invitiamo tutti a partecipare a questi eventi, in particolare i giovani”, auspica Mons. Rega, anche Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Vocazionale. “Nel suo Messaggio per la 53ª GMPV, Papa Francesco ci ha ricordato come la maternità della Chiesa si esprima ‘mediante la preghiera perseverante per le vocazioni e con l’azione educativa e di accompagnamento per quanti percepiscono la chiamata di Dio’. La Chiesa è ‘madre delle vocazioni’ nel sostenere costantemente chi ha consacrato la propria vita al servizio degli altri”.

Caivano (Na): Intervista all'Avvocato Domenico Acerra (Liberi Cittadini)

Caivano (Na): Intervista all'Avvocato Domenico Acerra (Liberi Cittadini) 



di Gaetano Daniele


Avv. Domenico Acerra
Segretario Liberi Cittadini

Avv. Acerra, perchè ogni volta che posta su Facebook un opinione, un pensiero sull'attuale amministrazione Monopoli, viene subito risposto dal blog d'informazione Napolimetropoli?

Non lo so perché ogni volta che scrivo vengo risposto dal periodico on line che lei cita. La prendo come un segno di attenzione nei miei confronti da parte di quel periodico che mi inorgoglisce, evidentemente scrivo cose interessanti. Certo sarebbe opportuno che mi rispondessero le persone a cui in modo chiaro e inequivoco mi riferisco; ma evidentemente queste persone o sono a corto di argomenti o mostrano una indifferenza verso i loro interlocutori. Ricordo a questi, pero', che i rappresentanti istituzionali hanno il dovere morale, legale e politico di rispondere ai loro rappresentati. Ma tant'è. Spero solo che la prossima volta sarò risposto in prima persona dagli interessati che, ripeto, devono imparare ad avere atteggiamenti più rispettosi verso gli altri e verso il ruolo istituzionale che rivestono.

Avv. Acerra, secondo lei in politica chi cambia opinione è incoerente?

La politica, essendo una attività svolta in modo comunitario, esige coerenza e rispetto delle idee e degli impegni presi da parte di tutti gli appartenenti a una determinata comunità politica. Se, dunque, una persona si allontana da una comunità politica bisogna prima accertare se ad avere abbandonato le idee originarie è stato il singolo o la comunità a cui apparteneva. Non voglio dilungarmi in dissertazioni. Il principio base resta che l'incoerenza è un disvalore in sé; chi è incoerente è sempre condannabile, soprattutto quando pratica l'incoerenza per avere vantaggi di tipo personale. L'unica incoerenza che approvo e giustifico è quella frutto di ripensamenti profondi,  documentati e pensati rispetto a idee o posizioni sostenute in precedenza e in seguito ritenute sbagliate.

Avv. Acerra, secondo lei l'informazione che circola intorno al primo cittadino Monopoli è plurale?

Il sindaco ha creato un regimetto nella sua testa e parte importante del regimetto è  una stampa asservita e dipendente da lui. Questa stampa gli crea una informazione a sua immagine, così che la pubblicistica, oltre ad avere il marchio del regimetto, diventa anche lo specchietto per le allodole del sindaco. Una disinformazione praticata e perseguita scientemente come mai si era vista a Caivano, il cui scopo è quello di creare una realtà artificiale e inesistente. Il ruolo delle forze di opposizione è di sbugiardare in modo puntuale e con dati di fatto questo tipo di informazione e di tenere aggiornati i cittadini sulla realtà che li circonda, rischiarando davanti a loro l'orizzonte che gli viene offuscato dalla cortina fumogena creata da questo modo orrendo di fare informazione.

Avv. Acerra, una giunta azzerata, ed un'altra tutta esterna. Su 5 assessori, solo uno di Caivano, perchè?

L'azzeramento della giunta dopo appena otto mesi dalla sua nomina rappresenta il sigillo che lo stesso sindaco ha apposto sul suo fallimento politico. La nuova giunta deve essere provata sul campo per darne un giudizio. Per ora si può solo dire che, in generale, quando i tecnici occupano in modo totale i posti di governo, oltre ad essere questa una pratica antidemocratica perché questi tecnici gestiscono gli interessi della gente senza che questa gli ha dato alcuna delega, è anche un modo maldestro di amministrate considerato gli sfaceli che in genere combinano i soli tecnici quando si trovano al governo. Il governo Monti era composto da soli tecnici sulla carta di prestigio eppure è generalmente considerato uno dei peggiori governi della Repubblica. Insomma i precedenti non sono un buon viatico per questa giunta.

Avv. Acerra, lei è segretario di Liberi Cittadini, che consiglio si sente di dare all'attuale amministrazione Monopoli?

Il sindaco non ha bisogno di consigli. Per l'autorefernzialita' che ha finora dimostrato, non ha bisogno di niente e nessuno.

Bersani massacra Renzi e sulla Boschi: "Perché Maria Elena deve dimettersi"

Bersani massacra Renzi e sulla Boschi: "Perché deve dimettersi"



Pier Luigi Bersani parla di Matteo Renzi, del suo governo, della sua politica, dei suoi uomini. E' devastante, le sue sono parole e commenti che non lasciano spazio alcuno alla replica. Tranchant. Al Corriere della Sera l'ex leader del Pd spiega il grande limite di Renzi che è stato, a suo avviso, quello di aver disertificato il Pd con il suo arrivo creando solo tanti "yes man e yes woman". Alla domanda diretta sulle dimissioni della Boschi, Bersani risponde senza esitare: "Le colpe dei padri non ricadono sui figli, però io non reggerei a un disagio di questo genere. C' è da dire che io sono di un' altra generazione e adesso ce n' è ben altra...".  Per quanto riguarda il referendum sulle trivelle, Bersani precisa che lui andrà a votare "no".  

IL GIORNO DEL RITIRO Bertolaso, la corsa è finita? Berlusconi ora cambia tutto

Bertolaso verso il ritiro, Berlusconi indeciso tra Meloni e Marchini


di Paolo Emilio Russo


Qualcosa si muove. Controvoglia, cambiando spesso idea, ma il Cavaliere si è convinto che sarebbe sbagliato «regalare una vittoria a chi non se lo merita» e sembra disposto a riaprire i tavoli con gli alleati - o ex - di centrodestra. Ciò non significa arrendersi, però, o, peggio, mettere Forza Italia in condizioni di dover rinunciare alla sua golden share, specie ora che le elezioni Politiche sembrano meno lontane di un tempo. Si tratta di capire se il “piano b” sia quello di far convergere i voti azzurri sul “civico” Alfio Marchini e ricucire col centro o agganciare i “lepenisti” di Lega e Fdi e riagguantare il Pd nei sondaggi.

Così a a Matteo Salvini che si offre pubblicamente di «mediare» e «vedere Silvio Berlusconi quando vuole», per ribadirgli che «l’unica candidatura vincente è quella di Giorgia Meloni», risponde seccamente la portavoce azzurra, Deborah Bergamini: «Facciamo fatica a capire cosa ci sia da mediare; noi abbiamo rispettato la parola data e gli accordi presi, mentre lui e Meloni no...». Proprio in quello stesso momento Guido Bertolaso, il candidato ufficiale degli azzurri, che da ieri ha avviato la campagna di affissioni, confermava di voler «restare in campo», anche se, lontano dai riflettori, avrebbe dato la sua disponibilità a ritirarsi in caso di richiesta del Cavaliere.

Ma la novità è che pure Alfio Marchini, candidato civico, che da giorni sta lavorando ad aggregare il centrodestra, si è scagliato contro il leader del Carroccio: «Berlusconi non mi sembra abbia bisogno di badanti, anche perché, a differenza di Salvini, nella sua vita ha dimostrato di saper vincere...», ha dichiarato l’ingegnere-imprenditore, candidato “civico”, ma sostenuto da Udc e Ncd. Da giorni Marchini lavora per “spostare” Forza Italia sul proprio progetto, nel quale vorrebbe coinvolgere anche La Destra di Francesco Storace. Insieme i tre potrebbero superare il 20%.

Ignazio La Russa, dirigente di Fdi, però va in pressing: «Ritirare Bertolaso e convergere tutti su Meloni? Sarebbe un colpo di buon senso». L’ex ministro della Gioventù dovrebbe arrivare agevolmente al ballottaggio. Frena, confermando però che qualcosa si muove, l’ex an, vicepresidente del Senato di Fi, Maurizio Gasparri: «Il quadro non cambia, c’è pressione per dire di non sprecare le forze, ma Bertolaso è in campo e Berlusconi ritiene che sia la soluzione migliore». «L’unità è auspicabile, ma potrebbe pure essere su Bertolaso», aggiunge. Quest’ultimo, però, anche a causa del ritardo nelle affissioni - mentre Meloni e Marchini hanno tappezzato da giorni la città - nei sondaggi resta indietro, circa all’8%. Con queste previsioni, gli azzurri nella Capitale avrebbero addirittura avuto difficoltà ad individuare candidati per il consiglio comunale. Una cosa è certa: l’ex premier prima di riaprire la partita-Roma vuole chiudere quella sulle altre città, specie Napoli, dove Gianni Lettieri ancora aspetta. In bilico - con meno speranze di successo - anche Torino, Bologna e Novara. «Io e Berlusconi ci vedremo dopo lunedì», annuncia Salvini. Che avrebbe già dalla sua una fetta importante di Fi.