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venerdì 18 settembre 2015

Rai e censura, scoppia il caso Ballarò: "Non dovevi intervistare quei due big"

Furia Rai contro Giannini e Ballarò per l'intervista a Di Maio e Di Battista




Dopo il caso Casamonica a Porta a porta, nel mirino della Vigilanza Rai finisce Ballarò. Il conduttore Massimo Giannini è "accusato" di dare troppo spazio al Movimento 5 stelle. Dopo Luigi Di Maio, infatti, nell'ultima puntata del talk show di Rai3 è andata in onda una intervista-monologo ad Alessandro Di Battista. Riporta il Messaggero che a essere chiamato in causa è stato il direttore di Rete Andrea Vianello.

Il nuovo direttore generale, Antonio Campo Dall'Orto, ha già chiesto alle arene politiche di rinnovarsi. E in parte qualcosa è già cambiato: per esempio sono spariti gli studi a forma di stadio. Ma nell'esordio Giannini aveva intervistato Di Maio, suscitando i malumori dei democrat. Poi il bis con Di Battista. E Maurizio Gasparri ha chiesto di intervenire per "faziosità". Ora Vianello dovrà spiegare alla Vigilanza sia le modalità con cui è stato montato il servizio di Presa Diretta, che la scelta di aprire due puntate consecutive di Ballarò con altrettanti big grillini. Giannini, da parte sua taglia corto: "Siamo solo alla seconda puntata, ce ne saranno altre 40, c' è tutto il tempo di invitare gli esponenti degli altri partiti e del governo".

"Rivoluzione, sconfitta l'infertilità" Spermatozoi, una scoperta storica

Infertilità, "creato sperma in vitro": una soluzione definitiva?




Una rivelazione in grado di cambiare il corso della scienza. Per la prima volta nella storia, in Francia, sono stati ottenuti degli spermatozoi umani completamente in vitro, partendo dal tessuto dei testicoli di un uomo sterile. Ciò significa che c'è un nuovo trattamento per i casi di infertilità. Se i risultati, ottenuti dalla startup francese Kallistem, saranno confermati, le speranze di tutti gli uomini con problemi di fertilità, almeno 120 mila secondo le stime più recenti, aumenterebbero, e di molto.

Lo studio - I francesi puntano in alto e hanno molta fiducia in questa ricerca. Isabelle Cuoc, presidente della compagnia che ha sviluppato lo studio dice: "Entro cinque anni speriamo di aprire i primi centri in grado di mettere a disposizione la tecnica". Gli studiosi però non vogliono aiutare solo gli uomini con problemi nel concepire figli, ma anche i bambini malati. I giovani che si sottoporranno a cure con molte controindicazioni, come la chemioterapia, ad esempio, potranno preservare così i loro spermatozoi e avere figli in futuro.

I dubbi - Nella comunità scientifica, però, la scoperta è stata accolta con molto scetticismo. Carlo Foresta, docente di Endocrinologia all'università di Padova, ha commentato così la novità: "E' la prima volta che accade. Ma bisogna considerare che lo spermatozoo modifica profondamente il suo dna durante i vari passaggi. I risultati ottenuti vanno quindi analizzati da questo punto di vista. Se confermati però potrebbero servire, ad esempio, in tutti quei casi in cui nei testicoli si trovano ancora poche cellule indifferenziate, che potrebbero essere prelevate e trasformate in spermatozoi". Manca inoltre la documentazione che dimostri cosa effettivamente cambia in campo genetico con la nuova tecnica e soprattutto, manca un risultato certo. Ed è proprio la mancanza di una dimostrazione su cui fare affidamento che fa sorgere i dubbi più consistenti.

L'immigrazione all'italiana: dentisti gratis per i clandestini

Immigrazione, in Italia dentisti gratis per i clandestini



di Dino Bondavalli


Sarà anche vero, come ha sottolineato l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (Fra), che garantire a tutti gli immigrati, regolari o irregolari che siano, non solo l’assistenza di emergenza, ma anche tutte le altre prestazioni sanitarie, garantisce sul lungo periodo un risparmio economico al sistema. Ma quanto sta accadendo in Italia, dove profughi e richiedenti asilo «hanno diritto al medesimo trattamento riconosciuto al cittadino italiano in materia di assistenza sociale e sanitaria», fa sorgere più di una perplessità. L’universalità delle cure garantita dal Sistema sanitario nazionale, la cui sostenibilità è già messa in serio pericolo dai tagli del governo e dalla cattiva gestione delle risorse di molte Regioni, è infatti all’origine di situazioni a dir poco paradossali. Tra i casi più eclatanti quello delle cure odontoiatriche erogate dal Servizio sanitario nazionale.

Mentre gli italiani si avventurano in viaggi in Romania, Croazia o Ungheria per risparmiare sul dentista e garantirsi cure dentali low-cost, le liste di attesa per le prestazioni garantite dalla sanità italiana vengono occupate da nomi stranieri. «Almeno il 50% delle prestazioni che io erogo in Sistema sanitario nazionale sono a favore di stranieri», conferma un odontoiatra milanese che collabora con due dei principali ospedali del capoluogo lombardo. E anche se non è dato sapere quanti di questi vivano in Italia da anni e quanti siano invece profughi o presunti tali, visto che oltre il 50% delle domande di asilo presentate in Italia vengono poi bocciate, è chiaro che nel computo totale c’è di tutto. Non basta. Se per i cittadini italiani sfuggire al ticket sulle prestazioni è una missione al limite dell’impossibile, profughi e richiedenti asilo rientrano tutti nelle condizioni di svantaggio sociale ed economico che garantiscono cure a titolo gratuito. Mentre il pensionato o la famiglia a basso reddito pagano il ticket sull’otturazione di una carie, l’incisione di un ascesso o l’ablazione del tartaro, per loro la prestazione è a costo zero.

Una condizione che riguarda anche le altre prestazioni sanitarie. E che, per quanto concerne le prestazioni urgenti e quelle definite dai livelli essenziali di assistenza (Lea), garantite per legge anche agli immigrati irregolari, finisce per avere un impatto pesante sulle casse delle Regioni. Il meccanismo per gli stranieri senza permesso di soggiorno prevede infatti che questi sottoscrivano una semplice dichiarazione di indigenza per vedersi riconosciuta una tessera sanitaria ad hoc, contraddistinta dal codice "Stp"(Straniero temporaneamente presente). Con questa possono accedere alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti ed essenziali, i cui costi, in base al Testo unico sull’immigrazione, sono a spese del ministero dell’Interno. Questo in teoria. La pratica, denunciano infatti dalla Regione Lombardia, dice che il ministero rimborsa i costi a suo carico con tempi biblici. Basti pensare che l’Asl di Milano, che copre circa il 60% delle prestazioni effettuate in Lombardia, ha riscosso ad oggi solamente 28 dei 116 milioni di euro di spese per prestazioni erogate a clandestini tra il 2004 e il 2014. O che in Lombardia, dove sono presenti circa 100 mila stranieri senza permesso di soggiorno (37.500 solo a Milano, dati Orim-Ismu), mancano all’appello 110 milioni di euro sui 150 spesi nell’ultimo decennio.

«Dovremmo adottare il modello inglese, che da pochi mesi ha introdotto restrizioni e prestazioni a pagamento per gli immigrati», suggerisce il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. «Io intanto ho invitato Maroni a pignorare allo Stato 150 milioni di euro di beni, visto che questa è la cifra per le cure dei clandestini che abbiamo anticipato a nome di Roma negli ultimi anni».

Nel frattempo, con gli oltre 121 mila sbarchi sulle coste italiane nei primi nove mesi dell’anno, la situazione in molti pronto soccorsi sta degenerando. L’allarme è partito dall’ospedale Carlo Poma di Mantova, dove il responsabile del dipartimento emergenza urgenza, Mario Luppi, ha denunciato il pesante impatto economico e organizzativo dei tanti profughi che si rivolgono alla struttura. Ma «il problema è generalizzato e non riguarda solo Mantova», puntualizza il direttore generale dell’azienda, Luca Stucchi. «La spesa sanitaria attribuita all’assistenza ai migranti è di circa 45 milioni di euro», stimano dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Presto sarà molto di più.

giovedì 17 settembre 2015

Caivano (Na): Aggressione Monopoli Solidarietà dal Gruppo Consiliare del Partito Democratico

Caivano (Na): Comunicato Stampa Gruppo Consiliare Pd 





Apprendiamo che il Sindaco di Caivano, dott. Simone Monopoli, è stato aggredito da un disoccupato nella sede comunale di via De Gasperi. 

Qualsiasi sia stato il motivo che ha spinto il disoccupato-aggressore a commettere un tale gesto, il Partito Democratico Sede Caivano (Na), condanna fermamente l’atto commesso nei confronti del Primo Cittadino, Monopoli, rappresentante delle Istituzioni. Siamo contro qualsiasi tipo di violenza e riteniamo che nei confronti di questi atteggiamenti, la guardia va tenuta sempre molto alta.

Non condividiamo però, l’analisi fatta e rilasciata tramite Comunicato, dal Sindaco Monopoli, in un momento delicato quale l'aggressione subita, in quanto non vediamo nessuna cosiddetta “STRATEGIA DELLA TENSIONE”

Piuttosto, quello che è successo, forse, potrebbe essere frutto di una Campagna Elettorale fatta con toni aspri, elevati, che non ci appartengono. Forse, potrebbe essere frutto di una grande aspettativa ingenerata, dalla coalizione del Sindaco Monopoli, nelle fasce sociali più disagiate del nostro Paese. Ci verrebbe da dire che "Chi semina vento raccoglie tempesta"

Partito Democratico
Gruppo Consiliare PD Caivano

Caivano (Na): E' ancora polemica sui rifiuti Emione replica al funzionario Coppola

Caivano (Na): E' ancora polemica sui rifiuti Emione replica al funzionario Coppola 


Architetto Francesco Emione
Consigliere Comunale Civica Liberi Cittadini

E' ancora polemica tra il Consigliere comunale più votato a Caivano, Francesco Emione e il funzionario del V° Settore Vito Coppola, in merito alla questione rifiuti, ma soprattutto perchè a scendere in campo questa volta a difesa dell'operato del Sindaco Monopoli è stato non un politico di maggioranza nè di opposizione ma bensì un funzionario comunale. Una cosa inusuale che ha scosso tutta la parte politica anche quella di maggioranza, visto che proprio ieri, l'Avv. Domenico Acerra, noto professionista e persona perbene, sostenitore del dott. Monopoli alle scorse elezioni comunali, ha protocollato un documento dove appunto, chiedeva delucidazioni al primo cittadino e principalmente che sanzioni intende adottare per tale atteggiamento. Di seguito la lettera inviata dal consigliere comunale Francesco Emione al direttore di Napoli Metropoli 

Egregio Direttore di Napolimetropoli

La invito a pubblicare nelle stesse modalità grafiche l’articolo di seguito secondo i precetti della legge n. 47 del 1948 (art. 8) e legge n. 69 del 1963 (art. 2), istitutiva dell'Ordine dei giornalisti.

In particolare ritenendo lesiva della mia dignità l’articolo “Fatti, atti, numeri e circostanze. Coppola mette Emione in un angolo”, La esorto a pubblicare la seguente: Replica alla lettera al quotidiano scritta dal funzionario comunale Vito Coppola, responsabile del settore ambiente del Comune di Caivano e pubblicata sul sito Napolimetropoli.

Tutto mi sarei aspettato da quest’amministrazione tranne che venisse sovvertito il normale svolgimento del confronto democratico tra maggioranza e minoranza. Avevo capito che una coalizione di partiti e liste facenti capo all’attuale sindaco avesse vinto le elezioni. Non avevo mai creduto però che avessero avuto l’autorevolezza e la esatta concezione delle Istituzioni. 

Non credevo che tanto dilettantismo uscisse fuori così presto. Né che il sindaco, i consiglieri e gli assessori cedessero il ruolo politico ad un funzionario comunale, nella fattispecie a Vito Coppola. Questo funzionario, con una lettera aperta, si è assunto un ruolo politico che le Leggi non gli consentono di esercitare nello stesso Comune in cui è dipendente. Così facendo, ha messo a nudo l’insussistenza politica del sindaco e degli assessori, che se avessero compreso la gravità dell’atto, oggi  stesso dovrebbero dimettersi per manifesta inettitudine. Mai è capitato nella storia politica di Caivano che un funzionario replicasse ad iniziative politiche di un consigliere comunale. 

Mai era accaduto che un funzionario comunale scendesse in campo in prima persona per offendere rappresentanti istituzionali di una parte politica a lui avversa. Mai era accaduto che pubblicamente un funzionario comunale tirasse in ballo le scelte operate - nel pieno rispetto della legalità – dal Commissario Prefettizio. Anziché rispondermi in Consiglio Comunale, la politica ha pensato bene di farmi rispondere su un giornale da un funzionario comunale. Chiederò al Presidente del Consiglio Comunale, avv. Lello Del Gaudio, di garantire le funzioni dei consiglieri.

La reazione spropositata e farneticante di Vito Coppola è scaturita, chiaramente, dalle mie interrogazioni consiliari. Ho chiesto all’assessore all’Ambiente spiegazioni su alcune determine di spesa. Evidentemente ho trovato il nervo scoperto: la gestione del settore rifiuti. Il funzionario Vito Coppola ha speso, in soli due mesi, oltre cinquantamila euro per fare lavori già compresi nel capitolato di appalto per la raccolta dei rifiuti insieme ad un incarico di consulenza ad un avvocato (20.000 euro) per farsi scrivere il nuovo capitolato. 

 Quanto alla raccolta dell’amianto ho chiesto perché non si svolgesse una gara pubblica invece di fare tanti affidamenti. Evidentemente le mie iniziative hanno aperto uno squarcio su alcuni lavori affidati fuori appalto. E soprattutto ho messo il naso in un settore che dovrà provvedere alla gara per la raccolta di rifiuti per 30 milioni di euro. Ho chiesto all’assessore al ramo, avv. Claudio Castaldo, di sapere come venissero spesi i soldi dei cittadini, gli stessi che pagano la TARI più alta della provincia ed il suo stipendio. 

Per tutta risposta sono stato insultato da un funzionario che usurpa un ruolo che non gli compete, ma con le offese non si nasconde la verità. Vito Coppola, mi accusa di essere andato con un cittadino nel suo ufficio per chiedere la rimozione dei rifiuti all’esterno della sua abitazione. Non vedo il problema. I cittadini pagano per il servizio di raccolta dei rifiuti e possono lamentarsi civilmente quando e dove vogliono. Sono gli unici a poterlo fare. 

Lo stipendio di Vito Coppola è pagato anche dal cittadino che ho accompagnato nell’ufficio comunale. Se Coppola non vuole avere a che fare con i cittadini, cambi lavoro. L’amministrazione comunale deve stare al servizio dei cittadini. Coppola dice di non avere le risorse per ripulire l’area antistante l’abitazione del cittadino che munito di telecamera ha documentato gli sversamenti abusivi. E’ una clamorosa bugia. Pochi giorni prima, aveva speso più di 50 mila euro per interventi straordinari (sic!). Ho il sospetto che il netto rifiuto al cittadino sia dipeso dall’appartenza politica.

Credo fermamente che i soldi dei cittadini debbano essere spesi con parsimonia, soprattutto in un momento in cui le famiglie non sono in grado di pagare la tassa sui rifiuti. Il funzionario e l’amministrazione forse non hanno la concezione del numero di famiglie che rateizzano la Tari o che non possono pagare.  Eppure s’ infierisce con pignoramenti sui conti correnti..

Non entro nel merito della missiva farneticante di Coppola perché i consiglieri comunali non devo spiegare nulla ai funzionari. Però alcuni chiarimenti devo farli. Non al funzionario, ma al novello politico Vito Coppola.

Capisco che, a causa dei suoi trascorsi, Vito Coppola abbia avuto una qualche difficoltà ad abituarsi al rispetto della democrazia e dei diritti sanciti dalla Costituzione Italiana, però sappia che i consiglieri comunali sono eletti dal popolo ed hanno legittimazione ad indirizzare e controllare l’azione amministrativa. Sono i consiglieri comunali a dover controllare la gestione amministrativa, non viceversa.

Tra l’altro, io sono stato per ben due volte il primo eletto in Consiglio Comunale, dunque sono rappresentativo di un’ampia fascia di elettorato e di istanze sane che provengono dalla società.  Se un giorno dovessi proporre la mia candidatura per cariche elettive più alte, chiederò il consenso dei caivanesi, non cercherò di impormi con le armi o sovvertendo l’ordine democratico come avrebbero voluto fare i terroristi. Fortunatamente, in Italia, il clima degli anni di piombo, è trascorso da un pezzo. L’Italia ha saputo mettere al bando la feccia terrorista ed hanno trionfato la libertà e la democrazia. Dunque nessuno toglierà a me oppure a qualsiasi cittadino il diritto di parola. Men che meno Vito Coppola.

Le esternazioni di Vito Coppola possono essere ribaltate una per una. Innanzitutto, Coppola dice che sul costo del servizio pesa il personale che andrebbe diminuito almeno di 20 unità. Lui è il responsabile del procedimento e dell’appalto. Spetta a lui scrivere un capitolato mettendo in esubero 20 unità. Anzi, se effettivamente non servono può metterli in esubero anche domani, eppure mi risulta che la ditta abbia assunto per via interinale altri 12 operai.

Il funzionario dice che anche le precedenti amministrazioni hanno dato una consulenza per scrivere il capitolato di appalto, tirando in ballo la gestione commissariale. Se queste consulenze non sono servite a nulla, non vedo perché continuare. L’attuale sindaco dai palchi parlava di discontinuità o mi sbaglio?

Caivano (Na): MAGGIORANZA: Intervista al consigliere Gaetano Ponticelli (F.I)

Caivano (Na): Gaetano Ponticelli interviene sul nostro blog il Notiziario sul web


di Gaetano Daniele



Gaetano Ponticelli
Capogruppo Forza Italia

Consigliere Ponticelli, cosa ne pensa della disoccupazione a Caivano e del reddito di cittadinanza promesso dal Sindaco Monopoli?

Il dramma della disoccupazione riguarda un’emergenza nazionale ed è evidente che servirebbero dei piani straordinari e di emergenza soprattutto per le aree più a rischio come il Sud. Il Comune, come tutti sanno, può fare poco o nulla di fronte ad un fenomeno di così ampie dimensioni ma allo stesso tempo è compito dell’amministrazione cercare di attirare nuovi investimenti, pure privati, capaci di produrre ricchezza e di conseguenza creare le condizioni affinché si creino posti di lavoro.  Ma penso che senza un intervento straordinario ed opportunità varate dal Governo Nazionale e dalla Regione, da soli possiamo fare poco. Poi, gli amministratori locali, in primis il sindaco, rappresentano il primo “front office” con la cittadinanza e spesso siamo bersaglio di critiche e di sfoghi per inadempienze che riguardano altri livelli istituzionali. Sul reddito di cittadinanza aspettiamo novità dalla Regione per lo sblocco di alcuni progetti ed il finanziamento. Certe iniziative nell’ambito delle politiche sociali non dipendono dalla nostra volontà. Infatti, anche per altre prestazioni, il Comune di Caivano fa parte dell’Ambito 19, con i Comuni di Afragola, Cardito e Crispano. E nel coordinamento istituzionale si assumono decisioni rispetto ai fondi che arrivano a livello locale. L’attenzione su questi progetti,  e non solo il reddito di cittadinanza, resta sempre alto. In un momento di crisi e di esasperazione, insomma, le Politiche  sociali rappresentano un nodo cruciale per il buon andamento dell’amministrazione comunale. 

Sarebbe il caso che il Comune organizzi dei corsi di preparazione al lavoro?

Tutte le iniziative sono positive ma penso che, come detto, il problema della disoccupazione non si risolve con i corsi comunali. Ripeto, serve un piano emergenziale perché la disoccupazione sta raggiungendo soglie record e senza investimenti straordinari non si va da nessuna parte.

È veramente in essere l'idea di costruire un gruppo di lavoro dedicato alla formazione di operatori cimiteriali? Ci sarebbero poi degli sbocchi lavorativi per questi operatori?

Ho presentato una proposta perché sono convinto che nel cimitero servano figure specializzate al fine di garantire un servizio sempre di qualità ed efficiente. Oggi non è così. Ci confronteremo in maggioranza e di sicuro uscirà la migliore soluzione possibile per la comunità. E’ evidente che se definiamo un percorso, l’obiettivo è quello di creare posti di lavoro.

 Che tempi si prevedono per realizzare questo lungimirante progetto occupazionale?

Siamo agli inizi dell’iter. La proposta l’ho presentata. Siamo in carica da poche settimane e ci siamo trovati addosso una serie di emergenze legate alle inadempienze delle passate gestioni. Di sicuro in due mesi non possiamo fare miracoli e recuperare i ritardi accumulati nei decenni. Ma certamente, la tematica del cimitero rappresenta una priorità da sviscerare in maggioranza e dopo il confronto ci metteremo all’opera per concretizzare l’idea partorita.

Come mai lei si stava occupando di assistenza in maniera attiva ed ora tale ruolo sarebbe conferito attualmente al consigliere socialista Alibrico? 

Non so a cosa si riferisce. Il consigliere Alibrico ha gli stessi poteri miei e di tutti i consiglieri comunali. Poteri riconosciuti dalla legge. Non mi risultano deleghe particolari in questo settore. Comunque sia, personalmente mi sono occupato e mi occuperò di tutti i settori della macchina amministrativa, esercitando il mio ruolo di controllo sugli atti e sulle procedure ma a me piace pure fare proposte e partecipare alla risoluzione dei problemi. In merito alla riorganizzazione del personale e della macchina amministrativa avanzerò delle proposte al sindaco in linea col programma elettorale e la discontinuità promessa. Soprattutto in alcuni settori strategici, e parlo in generale,  dove ci sono troppe ombre e sospetti. Anche su questo, il confronto in maggioranza è aperto e negli accorpamenti di sicuro bisognerà partire dalle linee guida fornite dall’Autorità Antricorruzione in merito alla decisione di evitare che in determinati settori sensibili ci possano essere sempre le stesse persone soprattutto quando la gestione non è proprio trasparente e, almeno sul piano politico, si evincono scelte e valori non in linea con i nuovi e sani metodi del nuovo corso. E poi a me piacerebbe la creazione dell’Ufficio gare e contratti. Una sorta di “stazione appaltante” affidata al segretario comunale. Un settore delicato da affidare ad una persona competente e lontana da ogni dubbio. Ecco perché parlo del segretario comunale. Garanzia di legalità e di massima competenza. E poi la creazione dell’ufficio Gare e contratti eviterebbe il continuo ed illegittimo ricorso alle proroghe che purtroppo negli anni è diventato una costante per il Comune di Caivano. Bandire le proroghe e creare una struttura ad hoc che si preoccupa solo di gare d’appalto. In linea con le leggi in materia e gli indirizzi dell’Anticorruzione in merito all’uso spregiudicato dell’istituto della proroga. Da utilizzare solo in casi eccezionali. Questa significa discontinuità e nuovo corso. E il primo garante di questi interventi nuovi, radicali ed efficienti è proprio il nostro sindaco Simone Monopoli. In tre mesi di amministrazione il sindaco ha dimostrato di essere un vero leader e garante del progetto elettorale votato dalla città. Sempre più orgoglioso e convinto di aver sostenuto la persona giusta per governare Caivano all’interno di una logica positiva, sana, di legalità e di buon governo”. 

Lei ha avuto uno straordinario consenso elettorale con fiducia degli ambiti sociali più varii, non sarebbe più giusto conferire a lei mansioni che attengano alle politiche sociali e la solidarietà?

Non penso perché sarebbe riduttivo. L’ho già spiegato. Il mio compito di consigliere comunale riguarda il controllo sugli atti e la possibilità di avanzare proposte su tutti i problemi che bloccano lo sviluppo di Caivano. Sono un consigliere presente; leggo gli atti e cerco di sviscerare soluzioni da avanzare in aula e nelle riunioni di maggioranza. Siamo una squadra compatta. Una grande famiglia. E come tutte le grandi famiglie, discutiamo, ci confrontiamo, ma quello che non sarà mai messo in discussione è la fedeltà al mandato elettorale, al progetto amministrativo, ai valori che esprimiamo e soprattutto non sarà mai in discussione il sostegno al sindaco Monopoli. Persona capace, onesta e disinteressata. Caivano non può perdere questa opportunità. Le persone oneste, serie e senza interessi spesso non se la sentono di mettersi in gioco in un contesto litigioso, avvelenato come quello di Caivano. Monopoli ci ha messo la faccia su nostra richiesta e sarà sempre tutelato da chi invece vuole tornare indietro ripristinando vecchi valori e metodi che non hanno fatto bene alla nostra città. Anzi, l’hanno condannata a morte. Adesso, almeno, c’è la speranza che qualcosa può cambiare. Qualcosa sta cambiando. Ma serve tempo. Alla fine dei cinque anni tireremo le somme. 

"Basta coi soliti nomi della politica" Ecco chi è il nuovo asso del Cav

Sindaco di Milano, Silvio Berlusconi lancia Adriano Alessandrini




Certo, la prima opzione resta sempre Paolo Del Debbio, il popolarissimo conduttore televisivo che nell'era Albertini fu assessore a Palazzo Marino e che nel '93-'94 fu tra i fondatori di Forza Italia. Alla festa per i 40 anni di Licia Ronzulli, Silvio Berlusconi si è lasciato andare a qualche confidenza sui suoi desiderata per il candidato sindaco del centrodestra a Milano, dove si voterà nella primavera 2016. "Ho in mente un paio di nomi" ha confessato a Palazzo delle Stelline. Uno, appunto, è quello di Del Debbio, uomo lontano dalla politica e fuori dai giochi di partito, e che per questo potrebbe avere grande appeal sull'elettorato moderato in una fase in cui, ha spiegato lo stesso Berlusconi, "i politici sono in crisi di popolarità e di consensi".

Il secondo nome accanto a quello di Del Debbio è invece un inedito assoluto nella ridda di potenziali candiati (come Daniela Santanchè o Paolo Romani) di cui s'è parlato nelle ultime settimane. Trattasi di Adriano Alessandrini, ex sindaco di Segrate, nota per essere la città in cui nacque Mediaset e in cui il Cavaliere ha costruito Milano 2. Lì Alessandrini è stato sindaco per due mandati . Dopo il suo addio al municipio, il centrodetra ha incassato una storica sconfitta consegnando il Comune al candidato della sinistra Paolo Micheli. Il nome di Alessandrini, come riporta il Corriere della Sera, sarebbe stato fatto più volte nel corso della serata nei tanti conciliaboli che il leader di Forza Italia ha avuto con esponenti del partito nel corso della serata.