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mercoledì 16 settembre 2015

Russia-Usa, torna la guerra fredda Le navi schierate: il territorio conteso

La conquista del Polo nord: Usa e Russia si contendono i ghiacci ricchi di petrolio




Grandi manovre nell'Artico. La regione ghiacciata è ricca di petrolio e gas naturale (si stima il 22% dei giacimenti non ancora sfruttati), oltre a nichel, rame e platino. Alcune delle nazioni che si affacciano sul Mar Glaciale Artico: Danimarca, Norvegia, Canada,  Russia e Stati Uniti, si sono divise nel 2008 parte della regione ghiacciata, ma rimane, più a nord, ancora un vasto territorio che è terra di nessuno. Qui si concentra l'attenzione di Russia e Stati Uniti, entrambi interessati alo sfruttamento dei giacimenti, ma non solo. Infatti sembra che il mare sia ricco di pesce e lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe permettere l'avvio di nuove rotte navali molto più rapide delle attuali. Un ghiotto boccone economico- commerciale nel complesso. Le manovre di accaparramento del polo sono iniziate da entrambe le parti.

La Russia - Putin ha presentato una rivendicazione di sovranità all'Onu, basata su una ricerca geologica, secondo cui  attraverso la dorsale Lomonosov, sotto il mare, la piattaforma artica è collegata senza interruzioni al continente siberiano, di cui ha la stessa struttura geologica: quindi questo territorio è russo a tutti gli effetti. Come la Crimea. Inoltre Gazprom è stata mandata trivellare in quella zona.

Gli Usa - La risposta statunitense non si è fatta attendere. Obama è stato in visita di recente in quella regione e ha deciso la costruzione di due nuove navi rompighiaccio. Inoltre anche compagnie petrolifere americane sono state inviate sulla piattaforma artica.  Preoccupate per il movimentismo russo, Canada e Danimarca hanno inviato  contingenti militari specializzati ai confini e gli americani hanno potenziato il proprio insediamento. Mentre basi di spionaggio e di intercettazione sono sorte negli ultimi tempi approntate da tutti gli stati coinvolti. 

Usano gli aerei di Stato come il taxi Record di voli blu in un solo mese

Nel mese di luglio 45 voli di Stato per i ministri di Renzi




Scandalo per il volo di Stato con cui il premier Matteo Renzi, sabato scorso, è volato allo Us Open di tennis per vedere la finale tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Ma è poco più di un mese prima che l'utilizzo dei voli blu da parte dei ministri del suo governo, ha toccato picchi davvero scandalosi. Il conto in tasca alla squadra di Renzi lo ha fatto il sito lanotiziagiornale.it, secondo cui nel mese di luglio i voli blu sono stati ben 45, ovvero una media di uno e mezzo al giorno. probabilmente un record in tutta la storia repubblicana.

Ad avere diritto a un volo di Stato, senza autorizzazione, sono solo 5 cariche istituzionali: presidente della repubblica, presidente del consiglio, presidenti di camera e senato e presidente della corte costituzionale. Tutti gli altri, ministri in primis, non possono usarli, dovendo optare per i più economici voli di linea (treni compresi). A meno che, dice la legge, non dimostrino a palazzo Chigi che in quel determinato giorno, e in quella determinata ora, non era possibile trovare un volo di linea

Ora, nell’elenco di 45 voli di Stato effettuati dai membri del Governo a luglio, sono molti quelli in teoria coperti da voli di linea. Il 3 luglio, per esempio, il ministro dell’interno Angelino Alfano è volato da Roma a Catania. Il 7 luglio il collega degli Esteri Paolo Gentiloni ha fatto un volo andata e ritorno Roma-Milano. L’11 luglio il titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan è volato da Roma a Bruxelles. Stessa tratta effettuata ancora da Gentiloni il 19 luglio. E così via.

Alla fine, nel mese di luglio, la classifica per ministro dei voli di stato è la seguente: Gentiloni 12, Pinotti 10, Alfano 9 e Padoan 5 (a seguire gli altri).

Le cinque novità sulle assicurazioni auto: come ottenere sconti ed evitare salassi

Assicurazioni auto, le cinque novità sulle polizze




Guidatori avvisati, guidatori mezzo salvati. A breve infatti cambieranno i controlli per l'Rc auto con l'entrata in vigore del nuovo ddl. In mancanza del tagliandino di assicurazione i vigili del fuoco potranno accertare l'infrazione anche dalle telecamere in maniera automatica. Ma se sul vostro veicolo avete montato la scatola nera, potrete godere di uno sconto: la riduzione sarà fissata alla soglia minima stabilita dall'Ivass (Istituto di vigilanza del settore assicurativo). Il nuovo decreto legge prevede che lo sconto però non possa essere inferiore a una percentuale sulla base del prezzo della polizza applicato. Tale percentuale sarà più alta per le regioni a tasso alto di sinistrosità ma ci saranno maggiori agevolazioni in caso di ispezione preventiva del veicolo (a spese dell'assicurazione), di installazione della scatola nera (come precedentemente specificato) e per l'installazione del meccanismo di blocco del motore in caso di tasso alcolemico superiore ai limiti della legge.

Testimoni e sanzioni - Non ci saranno più sconti per le ipotesi di rinuncia della cessione del credito e risarcimento in forma specifica (riparazione). In caso l'obbligo di sconto non venisse applicato, il ddl prevede anche il pagamento di una sanzione amministrativa che va da 5 mila a 40 mila euro. Per quanto riguarda i testimoni in caso di sinistro ci sarà più tempo per indicarli. Ci sarà tempo fino all'inoltro della lettera di richiesta di risarcimento del danno o dall'invito alla negoziazione assistita o alla richiesta esplicita dell'assicurazione. Nel caso di richiesta della compagnia è previsto un termine di 60 giorni per l’invio dell’istanza e uno stesso termine per rispondere. Se non si rispettano queste formalità, il teste non potrà essere ammesso a testimoniare.

martedì 15 settembre 2015

Caivano (Na): L'Arch. Emione caccia l'artiglieria pesante e punta contro Gaetano Ponticelli di Forza Italia

Caivano (Na): Emione come Muhammad Alì: destro sinistro e il consigliere Ponticelli di Forza Italia è KO



Gaetano Ponticelli
Consigliere Forza Italia 



Architetto Francesco Emione
Civica Liberi Cittadini 

Il consigliere Francesco Emione, il più votato a Caivano con circa 800 preferenze, replica al consigliere di Forza Italia, Gaetano Ponticelli. Un contrassalto che non ha precedenti. Infatti, riprende punto per punto la denuncia lanciata qualche giorno prima tramite un manifesto poi smentita dal consigliere Ponticelli. 

Smentita - Non dello stesso avviso appunto, il consigliere di F.I Gaetano Ponticelli che, tramite un sito d'informazione online aveva subito smentito il Manifesto di Emione, accusando la minoranza di essere divisa su alcuni punti nonostante la perdita del consigliere anziano Alfonso Castelli, che sbatte la porta di Forza Italia e se ne va, accusando proprio il suo partito di incoerenza politica. Insomma, un botta e risposta senza precedenti. Emione batte il martello su punti fondamentali 

- E’ vero che per fare la gara europea si è dato incarico ad un avvocato per 20 mila euro? 

- E’ vero che in pianta organica abbiamo 2 avvocati e molti tecnici e si potevano risparmiare questi soldi? A me pare di si, forse il capogruppo di Forza Italia non ha letto le determine. Su questo non mi ha risposto.

- E’ vero che il dott. Coppola nuovo responsabile del settore ambiente non ha le competenze adatte visto che ha chiamato un consulente per 20 mila euro? A che serve un avvocato esterno?

- E’ vero che il servizio di espurgo caditoie è stato affidato alla Buttol e nonostante questo si sono fatte determine a ditte esterne? A me pare di si, come sempre il capogruppo di Forza Italia non ha letto le determinazioni. Infatti, su questo non mi ha risposto.

- E’ vero che il servizio “verde Pubblico” è stato affidato alla Buttol ed invece si pagano anche ditte esterne? A me pare di si, ancora il capogruppo di Forza Italia non ha letto nulla. Infatti, nemmeno su questo mi hanno risposto.

- E’ vero che non c’è una gara per il recupero dell’amianto? E’ colpa della vecchia amministrazione? E perché non l’hanno ancora fatta?

Credo che il capogruppo di Forza Italia - continua Emione - debba amministrare il paese invece di difendere l’indifendibile. Invece di polemizzare con la minoranza si occupi dei problemi. E stia attento a come la sua amministrazione spende i soldi dei cittadini.  Lo sa che è aumentato il costo dei blocchetti per la mensa?

- E’ sempre colpa della vecchia amministrazione?

- Se sono tutte bugie perché non mi denunciano?

- E’ falso che per fittare 100 sedie si siano spesi 1000 euro?… Se le compravano spendevano meno.

- E’ falso che si siano spesi 1400 euro di riparazione per un’auto che non vale 300 euro?

Insomma, Emione non le manda di certo a dire, ora riuscirà il consigliere Ponticelli a replicare punto su punto alle pesanti accuse lanciate giustamente dall'architetto Emione? 

"LA CAMORRA NEL DNA" La Bindi insulta i napoletani È bufera: lei ritratta, però...

Napoli, Rosi Bindi sui napoletani: "Camorra è elemento costitutivo della città" e scoppia la polemica




Una valanga di polemiche si sta scatenando contro la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi dopo il suo scivolone su Napoli e i Napoletani. "È già molto importante quello che è emerso oggi - ha detto la senatrice Dem dopo le prime due audizione dell'antimafia nel capoluogo campano - la camorra è un dato costitutivo di questa società, di questa città, di questa regione". Non le bastava l'odio smisurato e mai nascosto del presidente campano "impresentabile" Vincenzo De Luca, ora contro la Bindi ci sono milioni di campani a dir poco irritati. Secondo la Bindi: "Anche quando grazie ai risultati raggiunti dalla malgistratura, dalle forze di polizia si assicurano alla giustizia i grandi capi dei caln, non bisogna mai distrarre l'attenzione per la straordinaria capacità di riproduzione che hanno i clan e per il radicamento sociale ed economico che hanno in questa città, in questa regione".

Le reazioni - A poco è servita la pezza cucita in fretta e furia sullo strappo della Bindi dal Procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo: "Non ritengo che la camorra sia un dato costitutivo di Napoli - ha chiarito - Credo invece che sia una patologia. I napoletani non hanno nel loro dna il crimine. Se dovessimo quantificare il numero di soggetti che delinquono a Napoli - ha detto ancora Colangelo - ci accorgeremmo che è una minima parte rispetto a chi vuiole vivere in pace". Meno accomodante il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: "La cultura, la storia, il teatro, l'umanità sono gli elementi costitutivi della città - ha detto l'ex magistrato - Non condivido per nulla la nota della Bindi, quando l'ho letta sono saltato dalla sedia. Non so cosa volesse dire, ma dovrebbe spiegare questa affermazione". Le bordate sono arrivate anche dalle fila degli alleati di governo del Nuovo centra destra con il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano: "È un pugno in faccia ai tanti cittadini onesti, napoletani e campani, che fanno della lotta alla criminalità organizzata il loro pane quotidiano".

La retromarcia - La Bindi ha provato a fare marcia indietro, per quanto non sia riuscita a ritirare proprio le parole che hanno scatenato le polemiche: "Mai parlato della camorra nel Dna dei napoletani - ha detto la senatrice - Ho parlato della camorra come elemento costitutivo di una società e della storia della città. Ripeto queste parole con convinzione. Non si può fare fare una storia di Napoli senza fare una storia della camorra, così come una storia dell'Italia senza le mafie. Ignorare questo dato - ha aggiunto - impedisce che camorra e mafie continuino a essere elemento costitutivo. Se qualcuno si è offeso - ha concluso - non posso chiedere scusa perché ne sono convinta. Non ho mai parlato di Dna. Non negare la camorra è il primo atto per combatterla".

LA MINORANZA DEL PD SE NE VA Rottura totale: Renzi (quasi) a casa

Riforma del Senato, strappo nel Pd: la minoranza abbandona il tavolo, "siamo a un binario morto"




Il governo di Matteo Renzi è a un passo, davvero a un passo, dal punto di non ritorno. Lo strappo sul ddl Boschi, ora, nel Pd si fa drammatico. La senatrice della minoranza dem, Doris Lo Moro (bersaniana doc) ha infatti abbandonato il tavolo del partito sulle riforme costituzionali. Si è alzata e se ne è andata dalla riunione con il ministro Maria Elena Boschi e con i capigruppo di Camera e Senato, Ettore Rosato e Luigi Zanda. È andata via per prendere parte a una riunione della minoranza dem, nel corso della quale ha affermato: "Siamo a un binario morto, a quel tavolo non si discute né di articolo 2 né delle funzioni del Senato". Lo strappo, dunque, appare insanabile, con ovvie conseguenze per la maggioranza: se andasse sotto sul ddl Boschi, il governo potrebbe crollare come un castello di carte.

La replica della Boschi - Da par suo, la minoranza democrat è intenzionata a mantenere gli emendamenti, ribadendo che deve essere garantita l'elezione diretta dei senatori con un intervento sull'articolo 2 del testo; la minoranza, inoltre, chiede garanzie sulle funzioni delle regioni nel Titolo V. Subito dopo lo strappo, è arrivato un commento della Boschi: "Io sono ottimista. Secondo me l'accordo lo troviamo. Anche e soprattutto - ha spiegato - con la minoranza Pd. La Lo Moro dice che siamo su un binario morto? No, assolutamente, passi avanti importanti sono stati fatti su diversi punti. L'importante, politicamente, è parlare con tutti. Stiamo lavorando per cercare di arrivare a un accordo ancora più ampio di maggioranza e con il coinvolgimento anche da parte delle opposizioni. Pur non essendo preoccupati per i numeri, l'impegno politico è quello di cercare di parlare con tutti e cercare di avere un consenso più ampio sulle riforme costituzionali".

GLI IMMIGRATI A CASA DEL PAPA In quali stanze li ospiterà Bergoglio

Papa Francesco: "Due famiglie di immigrati ospitate in Vaticano"




Incalzato da chi chiedeva che gli immigrati fossero ospitati anche tra le sacre stanze del Vaticano, Papa Francesco risponde coi fatti. Il Pontefice, che predica l'accoglienza, la stessa accoglienza, di fatto, la applica. "Il cardinale Comastri, mio vicario generale nel Vaticano, e l'elemosiniere, monsignor Konrad Krajewski, che lavora con gli homeless, hanno già trovato le due famiglie di migranti da ospitare in Vaticano". L'annuncio di Bergoglio arriva in un'intervista alla radio portoghese Renascena. Il Papa ha poi aggiunto: "Quando dico che una parrocchia deve accogliere una famiglia non intendo che per forza debbano vivere in canonica, ma che gli si trovi un angoletto".