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venerdì 10 aprile 2015

Addizionali, guai per 5 milioni di italiani: gli aumenti Irpef regione per regione

Addizionali Irpef, ecco gli aumenti regione per regione





La probabile stretta del governo sugli enti locali si trasformerà, come prevedibile, in una ulteriore stangata sui contribuenti. Secondo le prime indiscrezioni, crescerà l'addizionale Irpef regionale, già aumentata del 7,5% medio negli due anni (il picco si è registrato nel Lazio, dove l'addizionale dal 2013 è salita addirittura del 48%). Nello specifico, come sottolinea il Corriere della Sera, saranno sei le Regioni che hanno rimodulato l'aliquota: Piemonte, Liguria, ancora Lazio ed Abruzzo, oltre all'Emilia Romagna (che ha tagliato il prelievo per i risparmi fino a 40mila euro e aumentando le fasce superiori) e alla Lombardia (aliquota più salata sopra i 75mila euro). A rischio rincaro, però, sono tutte quelle regioni che stanno discutendo con il Ministero dell'Economia un piano di rientro dai forti debiti e dunque bisognose di fare cassa: oltre a Piemonte, Lazio ed Abruzzo, dunque, anche Molise, Campania, Umbria, Calabria e Sicilia. In questi casi, l'aliquota può salire di un ulteriore 0,30 rispetto al tetto massimo del 3,33. 

Chi pagherà di più - La media nazionale dell'addizionale passa dai 377 euro del 2014 ai 389 euro del 2015, mentre nel 2013 erano 362 euro, quindi il rincaro è stato del 7,5 per cento. L'aumento più sostanzioso sarà sulle spalle dei cittadini della Regione Lazio: 687 euro di media, 223 in più del 2013 salvo correttivi dell'ultima ora). In Piemonte si pagheranno 509 euro (120 euro in più rispetto al 2013), 442 euro in Campania, 421 in Molise, 419 in Liguria, 405 in Calabria, 404 in Emilia Romagna, 399 in Abruzzo e 383 in Lombardia.

L'addizionale comunale - C'è poi l'allarme sulle aliquote per l'addizionale comunale Irpef. Su 168 Comuni, secondo i calcoli Uil, 33 hanno aumentato l'aliquota (tra cui Bologna, Livorno e Forlì), salite rispettivamente allo 0,8% le prime due e allo 0,49% per i redditi fino a 15mila euro e poi 0,6 e 0,8 per cento. Lo scettro però va a Roma, con aliquota allo 0,9%: lo 0,5 va al bilancio ordinario e il restante nel "fondo" per ripianare i debiti pregressi. 

Caivano (Na): Riceviamo e Pubblichiamo la risposta dell'Ingegnere Iuri Bervicato alla domanda-proposta dell'Avv. Domenico Acerra

Caivano (Na): Riceviamo e Pubblichiamo la risposta dell'Ingegnere Iuri Bervicato alla domanda-proposta dell'Avv. Domenico Acerra 




Ingegnere Iuri Bervicato

Egregio Direttore, 
Nella sterile polemica che Lei giustamente ha riportato, ho purtroppo constatato quello che molti mi avevano già preannunciato sull'avvocato Acerra Domenico: non è persona degna di considerazione, in quanto, non ha né contenuti e né spessore politico. Come è infatti successo in questo pseudo confronto su facebook fra me e lui, nato per sua puerile quanto inutile provocazione (e come è successo in altri confronti politici fra lui ed altri interlocutori sempre sulle pagine di facebook), quando l’avvocato Acerra si vede alle strette di contenuti politici degenera il confronto in volgarità e sconcezze di ordine personale. Poiché questo non è il modo di fare politica che mi appartiene, poiché ritengo che i confronti politici, duri e aspri quanto si vuole, devono però essere sempre e solamente su temi di interesse pubblico da tenersi lungo i binari del rispetto reciproco e della buona educazione, e poiché ritengo che un confronto politico non deve tenersi solo per dare sfogo ad un personaggio che non trova pace politica con se stesso, visto che è passato dall’estrema sinistra dei DS (allora da vicesegretario dei Democratici di Sinistra gridava che lui e non altri rappresentava la vera sinistra nel partito), alla destra estrema di una coalizione dove il suo leader dott. Simone Monopoli non nasconde, come è noto, la sua fede fascista; mi vedo costretto a declinare il suo invito. 

Per tutto quanto sopra, come già da me comunicato anche direttamente all’interessato, con la presente Le chiedo inoltre di non coinvolgermi più in questa ed altre eventuali vicende future che potrebbero derivare o provenire dall’avvocato Acerra Domenico poiché non di mio interesse. Ciò nonostante caro Direttore, spero per lui, che il tempo gli possa fare acquisire una maggiore maturità tale da cancellare l'immagine deprimente che lui oggi sta, purtroppo dando, di se stesso. Nel ringraziarLa per l’attenzione concessami, l’occasione mi è gradita per porgeLe i miei più cordiali saluti. Iuri Bervicato

Questa la proposta dell'Avv. Domenico Acerra a Iuri Bervicato: Ti sfido a un pubblico dibattito per spiegare le ragioni del nostro stare in politica. Davanti ai cittadini spiegheremo le nostre ragioni. Se ti sottrai, politicamente sei un vigliacco.

Caivano (Na), Sfida all'O.K Corral: l'Avv. Acerra (centro destra) sfida il candidato del Pd, Iuri Bervicato

Caivano (Na), Sfida all'O.K Corral: l'Avv. Domenico Acerra (centro destra) sfida il candidato del Pd, Iuri Bervicato 



di Gaetano Daniele 



Caivano - Dal primo scambio di battute si preannuncia una campagna elettorale infuocata per le elezioni amministrative di maggio 2015. Stamattina, dopo un'accesa discussione su Facebook, tra l'ingegnere Iuri Bervicato e l'avvocato Domenico Acerra, quest'ultimo lancia la sfida al candidato del Pd: Ti sfido a un pubblico dibattito per spiegare le ragioni del nostro stare in politica. Davanti ai cittadini spiegheremo le nostre ragioni. Se ti sottrai, politicamente sei un vigliacco. A questo punto non ci resta che attendere la risposta del candidato del Partito Democratico, Iuri Bervicato. 

Barilla lancia la pasta che cuoce senza acqua / Video

Barilla lancia la pasta che cuoce senza acqua



di Gaetano Daniele 





Avete voglia di un piatto di pasta ma a metter su l'acqua ci si mette troppo? Barilla ha la soluzione. Ha inventato la linea Barilla Pronto, la pasta che cuoce senza dover far bollire l'acqua. Il prodotto sarà venduto solo in America al momento, è stato infatti ideato personalmente per gli americani, amanti della pasta ma che giudicano i tempi di cottura troppo lunghi. Il funzionamento è semplice: si mettono gli spaghetti in una padella, si aggiunge un po' di acqua fredda e si mette a cuocere a fiamma alta per 10 minuti e poi condire a piacere. Non serve nemmeno scolare, perché la pasta riesce ad assorbire tutta l'acqua. 



Come combattere il cancro a tavola: ecco quali sono i dieci cibi da evitare

Cancro, ecco i dieci cibi da evitare





Cibo e salute vanno di pari passo, un'alimentazione corretta e sana ci può mantenere al sicuro da malattie e farci vivere più a lungo. Ma negli ultimi anni si è scoperta anche una relazione tra cibo e cancro. Quali sono i cibi che possono favorirne la comparsa? Ecco la lista dei dieci alimenti cancerogeni da evitare:

1) Alcol: è quasi scontato dirlo, ma l'abuso di questo alimento favorisce l'innesco di una reazione mutagena cancerogena

2) Bevande Zuccherate: da astenersi il più possibile, soprattutto da quelle che contengono sostanze chimiche all'interno

3) Carne in scatola: attenzione ai conservanti, da eliminare dalla dieta

4) Carni rosse: non sono da eliminare, ma da consumare saltuariamente, il suo consumo eccessivo è responsabile della comparsa di tumori al colon. Evitare la cottura alla brace che libera sostanze cancerogene

5) Insaccati: per le stesse ragioni della carne rossa

6) Glutammato: non sapete di assumerlo, è contenuto nei dadi pronti e nei prodotti che si usano per insaporire gli alimenti, non solo è dannoso, ma non apporta alcuna sostanza nutritiva

7) Grassi idrogenati: sono usati nei prodotti industriali già pronti perché allungano la conservazione del prodotto.

8) Frittura: golosa ma nociva, libera sostanze cancerogene per via della temperatura alta.

9) Sale: causa ritenzione idrica, affaticamento cardiaco e ipertensione. Non si aggiunge altro

10) Cibi in scatola: ricchi di conservanti nocivi e sale.

C'è il permesso per la tomba di Daniele Pino non riposerà nella sua Napoli, ma...

Pino Daniele lontano da Napoli per sempre: verrà sepolto in Toscana





Pino Daniele verrà sepolto nel comune di Magliano, in provincia di Grosseto. In Toscana sarà costruita la cappella per il cantante napoletano scomparso lo scorso 4 gennaio a 59 anni. Il Sindaco Diego Cinelli ha approvato nei giorni scorsi il progetto presentato dalla famiglia per la costruzione della tomba. Nel giro di due o tre mesi nel cimitero comunale di Magliano, in località Bacchino, verrà costruita una cappella: sarà in marmo chiaro e vetri, ed è stata progettata dall'architetto Andrea Spinelli. Lo scorso 22 gennaio il Comune di Magliano ha conferito la cittadinanza onoraria a Pino Daniele, in modo da poter consentire la tumulazione dei suoi resti mortali nel locale cimitero, in quanto il cantautore era residente ufficialmente nel vicino comune di Orbetello. Senza questo atto, la legge non avrebbe autorizzato la tumulazione a Magliano. 

Fitto ignora la mano tesa di Berlusconi vuole far fuori Forza Italia dalla Puglia

Berlusconi-Fitto, lo strappo sempre più vicino





Silvio Berlusconi fa un passo (piccolo) verso Raffaele Fitto. E acconsente a che in Puglia siano ricandidati tutti gli uscenti. Il che vuol dire, tradotto in numeri, via libera a circa 5-6 fittiani da reinserire in lista. Ma quella che in un primo momento sembra essere una resa al capofila dei frondisti, o quanto meno la ricerca di un compromesso, in realtà nel corso della giornata si rivela un nuovo guanto di sfida. Che riporta ai livelli di guardia il clima dentro Forza Italia. A ufficializzare la proposta, previo consenso del Cavaliere, è il commissario pugliese, Luigi Vitali, che in una nota all’ora di pranzo annuncia: tutti i consiglieri uscenti di Forza Italia saranno ricandidati. E aggiunge: una decisione presa "al fine di sgomberare il campo da tutte le polemiche divampate in queste settimane". Apriti cielo. Per i fittiani è un bluff. Una mossa per riconsegnare il cerino in mano all’europarlamentare e costringerlo, è la riflessione dei Ricostruttorì, ad essere lui il responsabile di una rottura che ormai, dentro al partito, praticamente tutti danno per scontata. Fitto non nasconde la sua irritazione per l’ennesima provocazione dei vertici azzurri: è una presa in giro, è la reazione a caldo dei suoi fedelissimi. La replica, al vetriolo, è affidata al consigliere regionale Davide Bellomo. Dichiarazione, viene specificato, condivisa dal coordinatore regionale del Movimento Politico Schittullì, Vito Mascolo. E, quindi, concordata non solo con Fitto ma con lo stesso candidato governatore. "Ora davvero basta - dice Bellomo - In questo momento è evidente che Forza Italia si è volontariamente esclusa dalla coalizione che sostiene Schittulli". Stando al consigliere regionale, l’accordo raggiunto nella serata di ieri prevedeva che nelle liste fossero candidati oltre agli uscenti anche amministratori e dirigenti locali del partito. Ovvero, molti degli uomini vicini a Fitto. E se l’ex governatore adesso attende la nuova mossa dell’ex premier e della sua cerchia ristretta, Berlusconi - sempre per voce di Vitali - fa sapere che è lui ad aspettare una risposta da Fitto e da Schittulli.

Lo strappo -  Certo, il leader azzurro è consapevole del fatto che, se si arrivasse davvero a una spaccatura non più ricucibile, Forza Italia rischierebbe di trovarsi in Puglia senza candidato e senza coalizione (Ncd e Fratelli d’Italia potrebbero infatti sostenere comunque l’oncologo pugliese, che a quel punto correrebbe senza il simbolo di FI). Ma stando ai ragionamenti di alcuni big vicini al Cavaliere, non è escluso che in fondo Berlusconi abbia messo sul piatto dell bilancia anche il rischio di una debacle nel feudo fittiano, pur di liberarsì finalmente del leader dei dissidenti interni. Una strategia definita suicida e  perdente non solo dalla vecchia guardia (tra cui i verdiniani), che hanno tentato nelle ultime ore di portare il Cavaliere su posizioni più miti. Ma anche dalla pancia del partito, sempre più disorientata e in fibrillazione per l’annunciato svecchiamento di Forza Italia. In forma anonima, molti esponenti azzurri della prima ora sostengono che il vero obiettivo di Berlusconi sia quello di fare piazza pulita nel partito, approfittando della sconfitta alle Regionali, per poi avviare quel rinnovamento da tempo annunciato ma mai portato fino in fondo. Non è un caso, viene fatto notare, che negli ultimi giorni a dichiarare e rilasciare interviste siano principalmente le nuove leve, come Silvia Sardone, che oggi ammette di non disdegnare l’ipotesi di candidarsi sindaco a Milano. Tutti segnali che aumentano il malessere e i timori della vecchia guardia, ormai allontanata dalle stanze dei bottoni e pressochè impossibilitata ad avere contatti con Berlusconi, senza il preventivo assenso della cerchia ristretta. Dal canto suo, Berlusconi continua a tenersi lontano dalla Capitale, sempre più infastidito da quelle che considera ’pretese senza sensò di Fitto, che a suo dire mirerebbe solo a prendere il suo posto,e da guerriglie di potere messe in campo da chi, è la riflessione amara, non sarebbe nemmeno lì se non grazie a me.