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lunedì 9 dicembre 2013

Primarie Pd, il trionfo di Matteo Renzi: 67,9%, Cuperlo 18%, Civati 14,1%

Primarie Pd, il trionfo di Matteo Renzi: 67,9%, Cuperlo 18%, Civati 14,1%

di Gaetano Daniele


Il Pd ha un nuovo segretario. Matteo Renzi, a spoglio quasi ultimato, ottiene quasi il 70% dei consensi degli elettori del Partito Democratico. Seguono Cuperlo e Civati. Alta l'affluenza dei militanti del Pd, oltre 2,5 milioni. Lo spoglio di 7.197 sezioni su 8.476 ( pari a circa l'85% dello scrutinio) dà Matteo Renzi al 67,8% dei voti, Gianni Cuperlo al 18% e Pippo Civati al 14,1%. Renzi ha il risultato migliore in Toscana (78,5%) e il peggiore in Sardegna (56,4%). Supera la soglia del 70% anche in Emilia Romagna, Marche e Umbria, mentre è sotto il 60% anche in Puglia, Calabria e Basilicata. Civati al secondo posto in 6 regioni: Piemonte, Veneto, Trentino, Valle d'Aosta e Marche. Non poteva mancare il commento del Neo segretario Matteo Renzi, che nota: "L'avete presa bene eh!". L'affluenza: "Un risultato commovente. Qualche giorno fa il Vaffa day, oggi, vincendo il disgusto, gli italiani sono andati a votare, hanno avuto coraggio, contro le liste di prescrizione". "E' da folli affidarsi in questo momento alla politica", ma questo vuol dire che "adesso non ci sono più alibi per nessuno". "Ora bisogna saper vincere: tocca alla nuova generazione guidare la macchina. Coinvolgeremo gli anziani ma tocca a noi guidare la macchina e non ci tiriamo indietro". Insomma, il neo segretario del Pd, sostenuto dalla vecchia guardia, sostenuto da D'Alema, Bassolino, Gentiloni etc etc, fa il botto. Ora però, bisogna vedere quanto valore hanno le sue parole. Indiscrezioni alludono ad un vestititno ad hoc per una sinistra quasi allo sbaraglio. Renzi ci mette la faccia, i vecchi politici, coloro i quali hanno rovinato l'Italia continuano ad indicare "non l'inciucio" come appunto rimarca Renzi, ma il proseguo sottobanco di una politica fatta di intrecci ed interessi personali, oppure solo di belle parole. Auguri Segretario. 

Allarme Bomba sulla linea Roma-Nettuno

Allarme Bomba sulla linea Roma-Nettuno


Allarme bomba sulla ferrovia regionale Roma-Nettuno. Ferrovie dello Stato ha sospeso la circolazione sulla linea e ha predisposto un servizio sostitutivo con bus navetta tra Aprilia e Nettuno. Il presunto pacco bomba è stato segnalato nel sottopassaggio della stazione di Podiglione. Sul posto è già intervenuta la Polfer ed è atteso l'arrivo degli artificieri. Al momento non si conosce il motivo di questo gesto. Indagano i Carabinieri

domenica 8 dicembre 2013

Tir e "Forconi", al via la protesta: il movimento minaccia blocchi ovunque

Tir e "Forconi", al via la protesta: il movimento minaccia blocchi ovunque


Divieto di protesta per il Movimento dei Forconi in Sicilia. Un'ordinanza della prefettura vieta assembramenti di persone e mezzi nei punti nevralgici delle strade. L'annuncio dell'agitazione ha fatto già scattare la psicosi e ci sono code per fare la benzina. La lotta dei forconi, che si terrà in molte altre città e che vede la partecipazione anche del Movimento autonomo degli autotrasportatori, partirà stasera alle 22 e proseguirà fino alle 24 del 13. Al centro della protesta la crisi e le politiche di austerity, la difesa della Costituzione e della sovranità popolare, l'uscita dall'euro. Annunciati tre blocchi in Piemonte. Ma la polemica non si placa infatti, Ferro, leader dei Forconi, nota: "Lo sciopero non sarà revocato. Noi lo attueremo. Siamo disposti a farci arrestare". E aggiunge: "Sono rispettoso delle istituzioni ma ci chiedono di fare le manifestazioni come quelli della Cgil, Cisl e Uil. Purtroppo per noi è una manifestazione vera, non finta". E sulla modalità di protesta: "Datemi un altro sistema per svegliare questo popolo che dorme". Ma per il presidente Unatras, Uggè, "il fermo di lunedì non è uno sciopero dell'autotrasporto, le 10 federazioni più rappresentative non aderiscono". Insomma, si teme il peggio. Lo Stato da un lato che vieta manifestazioni pacifiche di protesta, e se le autorizza ne indica i luoghi, dall'altro lato un Popolo stremato che chiede di essere ascoltato. 

Berlusconi: Magistrati sono contropotere. Brunetta: Su impeachment Napolitano esamineremo gli atti

Berlusconi: Magistrati sono contropotere. Brunetta: Su impeachment Napolitano esamineremo gli atti


"Siamo un Paese a libertà condizionata". Lo ha dichiarato il Leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con una Convention del partito, a Perugia. "Il nostro Paese è una democrazia dimezzata, perchè un ordine dello Stato si è elevato a potere dello Stato", ha aggiunto riferendosi alla magistratura, che per Berlusconi è "un contropotere, che controlla e sottomette gli altri veri poteri dello Stato formati da persone elette dai cittadini. Una magistratura incontrollabile e impunibile. Ho il dovere di resistere fino in fondo, fino a quando non saremo riusciti a risolvere il problema della Giustizia in Italia", ha concluso. E sul problema-impeachment sollevato da Grillo, Brunetta (Fi) nota: "Quando il Movimento 5 Stelle presenterà l'atto d'accusa in Parlamento contro Giorgio Napolitano avremo il dovere di esaminarlo. Ricordo che i veri esperti di impeachment sono quelli della sinistra, il partito del presidente Napolitano". E conclude: "Vi invito a fare un bagno di realtà, se si andasse a votare domani vincerebbe Forza Italia con Leader Silvio Berlusconi"

Grillo: 150 abusivi in Parlamento

Grillo: 150 abusivi in Parlamento


"In Parlamento siedono 150 abusivi" di Pd, Sel, Cd e Svp. "Questi signori non devono più entrare" alla Camera: "non hanno alcuna legittimità. Devono essere fermati all'ingresso di Montecitorio". Così scrive Grillo, pubblicando nomi e alcune foto dei deputati eletti con il premio di maggioranza del "Porcellum", bocciato e ritenuto incostituzionale dalla "Consulta. "Senza di loro - aggiunge Grillo - il governo non esiste più", poichè "la loro elezione non è mai stata convalidata" e dopo la decisione dei giudici "non può più esserlo". "Bisogna andare al voto al più presto", conclude.

Lega: Salvini nuovo segretario con 82%

Lega: Salvini nuovo segretario con 82%
"Basta con questa Europa gulag"


Matteo Salvini
Segretario Lega Nord
Matteo Salvini è il nuovo segretario della Lega Nord. A lui, l'82% dei consensi. Bossi si è fermato al 18%. L'affluenza è stata di circa il 60%. "La prima telefonata sarà a Umberto Bossi: senza di lui non saremmo qua", ha detto, non appena eletto, il nuovo segretario del Carroccio, che ha subito ricevuto i complimenti di Maroni: "Bravo, con te inizia il nostro futuro". Il mandato di Salvini è legato a quello del segretario uscente, Maroni, che scadrà a luglio del 2015. Le preferenze degli iscritti alla Lega, chiamati per la prima volta a scegliere il proprio segretario, dovranno ora essere votate a maggioranza assoluta dal Congresso. Salvini intanto, ha tracciato i punti del suo programma. "Il primo obiettivo è riprendere la sovranità" della Ue: "Ci siamo rotti... che Bruxelles ci deve dire come dobbiamo vivere. Questo è un gulag", ha spiegato Salvini, che per le europee ha detto che si alleerà con gli euroscettici di altri Paesi. Poi, al Congresso di domenica 15 a Torino, proporrà alcuni referendum per abolire i Prefetti, "simbolo di occupazione di uno Stato ladro sull'orlo del fallimento". Infine: "Noi stiamo con i forconi". 

sabato 7 dicembre 2013

Terra dei Fuochi: Il Presidente Caldoro accetta l'invito di Don Patriciello e incontra i Comitati (Guarda il Video)

Terra dei Fuochi: Il Presidente Caldoro accetta l'invito di Don Patriciello e incontra i Comitati. Guarda il Video

da Dubito



NAPOLI – Il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha incontrato stamani, nella chiesa del Parco Verde di Caivano (Napoli), i rappresentanti dei comitati dei comuni della Terra dei Fuochi.
L’incontro, voluto dal parroco “anti-roghi” don Maurizio Patriciello, è servito ad analizzare il recente decreto varato dal Governo. Benchè iniziato alle 7 e 30 e andato avanti per circa due ore e mezza, l’incontro è stato molto affollato e partecipato. Presenti anche numerosi contadini che con fermezza hanno difeso la bontà e la salubrità dei prodotti ortofrutticoli della Campania, sollecitando, a tal proposito, un’accelerazione dei tempi dei controlli che – ha sottolineato Caldoro – sono più rigorosi e numerosi rispetto altrove proprio per garantire certezze ai consumatori.
L’incontro ha riguardato anche possibili strategie per bloccare la combustione dei rifiuti, in gran parte industriali e alimentata da imprenditori disonesti che preferiscono così sbrigativamente disfarsi di scarti anzichè conferirli nelle piattaforme, sostenendo i relativi e dovuti costi. Altro tema affrontato è stato quello delle bonifiche dei siti inquinati; bonifiche che – ha detto Caldoro – sono già state avviate con fondi regionali.
Caldoro. «È evidente che chi, negli anni scorsi, non ha saputo leggere e affrontare il problema e gli organismi preposti al controllo, compresa la politica, hanno fallito». Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha commentato così le affermazioni di Matteo Renzi che ieri da Napoli ha detto che, sul tema della Terra dei Fuochi, la politica ha «perso la faccia». Ora – ha aggiunto – bisogna «recuperare la credibilità», cosa che deve fare «anche chi è arrivato dopo e ha trovato un’eredità negativa», anzi, ha tenuto a precisare, «deve lavorare anche di più». Caldoro ha fatto un paragone «sportivo: se ti lasciano un testimone nella corsa podistica con tre giri di ritardo, non devi fermarti, ma correre di più». E con il lavoro avviato nel 2010, «abbiamo già recuperato un giro. Dobbiamo continuare a farlo – ha sottolineato – correre cioè più degli altri per recuperare su questo terreno». Su questo ha ricordato «la svolta che la Regione ha avviato dal 2010, quando c’era anche disattenzione da parte degli organi nazionali di informazione». Il decreto varato dal governo «ci aiuta in questo percorso», anche se «resta ancora molto da fare». «I problemi vanno affrontati senza panico, con severità nella chiusura delle aree agricole a rischio», ma senza «generalizzare e danneggiare così il nostro prodotto agricolo, che è certificato, sano e controllato», ha concluso.
«Non serve urlare, noi continueremo a dialogare con le istituzioni»: lo ha detto don Maurizio Patriciello, il prete «anti-roghi» della Terra dei Fuochi che stamani ha allontanato dal sagrato della chiesa del Parco Verde di Caivano un esiguo gruppo di persone che intendeva contestare il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. L’episodio è avvenuto al termine di un affollato e tranquillo incontro fra lo stesso Caldoro e i rappresentanti dei Comitati della zona contro i roghi dei rifiuti. Durante l’incontro sono stati analizzati i contenuti del recente decreto legge del Governo sulla Terra dei Fuochi, fortemente voluto proprio da Caldoro. L’incontro di stamani è stato promosso e organizzato da don Patriciello per un contatto diretto fra cittadini e Presidente della Regione. «È la stagione del dialogo», ha detto don Patriciello anticipando che «a gennaio promuoverà un nuovo incontro con Caldoro per mantenere vivo il dialogo diretto con il territorio e i cittadini».
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il Mattino