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venerdì 18 novembre 2016

BOOM: NUOVO INDAGATO Bossetti si fa l'ergastolo... Occhio alla sorpresa

Processo Bossetti: il detective Denti sotto accusa per falsa testimonianza



Un nuovo, e inatteso, risvolto nella vicenda di Massimo Bossetti: è indagato Ezio Denti, consulente delle difesa del carpentiere condannato all'ergastolo in primo grado per l'omicidio di Yara Gambirasio. È indagato perché si sarebbe inventato la sua laurea, il titolo accademico con il quale si è arrogato il diritto di difendere Bossetti in tribunale. Il (presunto?) detective, ingegnere e ragioniere, come rivela Repubblica, avrebbe infatti infranto due articoli del codice penale: il 372, ovvero falsa testimonianza (avrebbe mentito sulla laurea in ingegneria mentre parlava come testimone) e l'articolo 495, per aver rilasciato false attestazioni accademiche a un pubblico ufficiale.

Esattamente un anno fa, Denti dichiarava in aula: "Ho seguito migliaia di casi nell'ambito di quelle che sono le investigazioni private, e diverse nell'ambito delle indagini difensive. Nell'ultimo anno mi sono occupato di una decina di omicidi, casi abbastanza di rilevanza nazionale". L'avvocato difensore, Claudio Selvagni, si era rivolto al suo collaboratore chiamandolo più volte "dottore", così quando il pubblico ministero ha messo alle strette Denti incalzandolo a proposito dei suoi titoli di studio il detective ha dichiarato di essere laureato in "Ingegneria sezione industriale con specializzazione in balistica applicata alla criminologia all'istituto tecnico superiore di Friburgo in Svizzera". Peccato che secondo l'ufficio statale italiano i titoli di Denti si limitino a un 36/60esimi agli esami da ragioniere e perito commerciale.

Piero Colaprico, per Repubblica, ha cercato informazioni rivolgendosi all'ateneo citato da Denti e chiedendo direttamente all'ufficio universitario. La risposta? "Per ragioni di privacy non possiamo fornire dati sugli studenti, ma per rispondere alla vostra domanda, la nostra università non ha la facoltà di ingegneria". Poche parole per inchiodare il super-consulente di Bossetti. Tanto che già lo scorso gennaio, in aula, la pm Letizia Ruggeri lo apostrofò così: "Il dottor Denti non è dottore, è il ragionier Denti". Un'affermazione che scatenò un aspro botta e risposta tra gli avvocati. Il legale Selvagni, infatti, replicò con la frecciata: "La Procura non è in grado di smontare le nostre tesi? Risponda con gli aspetti tecnici, la difesa non ha i soldi della procura".

Il confronto tra le due parti spinse il giudice a rimandare il processo alla seduta successiva, dove la corte dichiarò l'inammissibilità delle "domande sulle qualifiche professionali o sulle qualità morali del testimone". Selvagni e Denti, dunque, in quell'occasione ne uscirono senza macchia né guai. Ma la Procura di Bergamo non si è dimenticata dall'episodio, come ha dimostrato il recente ricorso della Ruggeri che ha portato all'indagine sul consulente di Bossetti. 

Denti, per inciso, da anni frequenta aule di tribunale e soprattutto salottini televisivi, in veste di esperto criminologo pronto a discutere alla pari con avvocati e giornalisti. Ora, la sua vicenda, potrebbe anche entrare nei libri di giurisprudenza. Il caso Bossetti ha infatti portato alla luce diversi interrogativi: nei processi è consentito al consulente di vantarsi di titoli che non possiede? Ma soprattutto, l'avvocato può presentare come esperto quello che, nei fatti, è un dilettante?

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