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martedì 1 settembre 2015

Valle D'Aosta: Allarme mercurio al supermercato Ritirate partite di tonno pinna gialla

Valle D'Aosta, torna l'allarme mercurio: ritirato un lotto di tonno




Torna l'allarme mercurio in Italia. Il ritiro dai supermercati di un lotto di tonno pinne gialle decongelato sta terrorizzando la Valle D'Aosta per il suo livello esagerato di istamina. Sempre per la presenza elevata di mercurio, è stata ritirata anche una confezione di carpaccio di pesce spada in distribuzione sul mercato UE. La segnalazione per i due alimenti giudicati pericolosi per la presenza eccessiva dei metalli pesanti giunge dal sistema di allerta rapida RAFF della Regione autonoma Valle d'Aosta. Il tonno non commestibile proviene dall'Oceano Pacifico Centrale- Orientale ed era stato importato dall'azienda New Sea con sede in via Santa Teresa a Rosolina, in provincia di Rovigo. Il Sistema di allerta rapido ha pubblicato online un elenco dei punti vendita interessati dal ritiro e al momento risulta coinvolto un supermercato Conad valdostano che ha ritirato dal mercato il lotto sospetto. L'elevata presenza di istamina rappresenta un rischio per la salute dei consumatori poiché provoca reazioni allergiche inaspettate e soprattutto non rispetta i limiti stabiliti dalla legge.

La Juve prende Hernanes per 11 milioni All'Inter Felipe Melo e Ljajic. Flop Milan

Calciomercato, l'Inter prende Felipe Melo, la Juve Hernanes




Si è chiuso il calciomercato estivo 2015.  Tra le grandi, l'Inter può festeggiare perché è riuscita a concludere l'affare Felipe Melo. Sarà accompagnato da un altro suo compagno di squadra brasiliano: il difensore Alex Telles. Ma il colpo grosso dell'ultima giornata di mercato nerazzurro è quello di Ljajic dalla Roma. 

Juventus -  Tutto fatto anche per Hernanes alla Juventus. Milano e Torino hanno trovato l'accordo per il centrocampista ex Lazio. Il brasiliano è stato ceduto definitivamente ai bianconeri per 11 milioni. E' stata una trattativa lampo  in meno di 24 ore. Sbloccat
a subito dopo l'ora di pranzo quando l'Inter ha ottenuto il sì definitivo per Felipe Melo.

Milan - Il Diavolo voleva Roberto Soriano della Sampdoria che però è finito al Napoli. Sembrava fatta per Witsel ma l'affare è svanito nel nulla e i rossoneri sono rimasti a bocca ascitta nel loro disperato tentativo di dare più sostanza al centrocampo. Il giovanissimo talento Hachim Mastour saluta e va al Malaga con un prestito biennale e diritto di riscatto a 5 milioni di euro.

LINEA DURA BERLUSCONI "Renzi è in crisi, non lo aiutiamo. Salvini? No al ticket, perché lui..."

Forza Italia, Silvio Berlusconi: "Renzi è in crisi, non lo aiutiamo. Salvini? No al ticket, vuole Milano"




Linea dura, contro Renzi e pure contro Salvini. Silvio Berlusconi ha intenzione di combattere due battaglie in un colpo solo, quella con il governo e quella con la Lega Nord, con l'obiettivo comune di riprendere in mano il centrodestra. Le voci dei fedelissimi che ritraggono il Cavaliere determinato e volitivo sono confermate anche dalle nuove indiscrezioni sulla linea politica di Forza Italia. 

Niente sconti a Renzi - "Tra il caos immigrazione e la campagna acquisti di gente improbabile in Senato, Renzi sta per entrare in difficoltà sul serio", spiega Berlusconi secondo quanto riferisce il Corriere della Sera. Anche perché, è il ragionamento, stanno per arrivare le elezioni amministrative e "l'opinione pubblica sta voltando le spalle al governo", quindi "non conviene per nulla dargli una mano". Niente soccorso azzurro a Renzi, nemmeno su una materia costituzionale come la riforma del Senato dove la maggioranza potrebbe non essere più tale. "Trattiamo solo se si riapre sulla legge elettorale", è il diktat di Berlusconi.

"No al ticket, Salvini vuole Milano" - Forza Italia nettamente all'opposizione, senza sconti al governo. Quello che chiedeva Matteo Salvini, disposto anche fare un passo indietro (e lasciare spazio a Berlusconi, quindi) e accantonare l'idea dell'ormai famoso ticket. "Con lui dialogo su tutto - avrebbe detto l'ex premier - tranne che su una cosa. Al blocco dell'Italia di tre giorni Forza Italia non aderirà mai e poi mai". C'è anche un'altra inquietudine. Secondo Repubblica, infatti, Berlusconi vedrebbe nelle proposte di alleanza politica con la Lega una manovra elettorale: "Niente ticket, lui vuole Milano ma Milano spetta a noi". 

Prendono i rimborsi senza verifiche Tutti i trucchi contabili dei partiti

Il condono dei bilanci dei partiti: ecco come i partiti intascheranno i rimborsi senza controlli




Al rientro dalla ferie agostane, la prima urgenza che impegnerà il Parlamento italiano non sarà la riforma del Senato, ma la soluzione a un problema ben più urgente, per i partiti: evitare che la rata di rimborso pubblico destinato alle forza politiche rimanga bloccato. La nuova norma, infatti, prevedeva che prima di elargire gli ultimi finanziamenti (nel 2017 saranno completamente azzerati), i bilanci dei partiti avrebbero dovuto superare la verifica di una specifica Commissione. Ma come riporta Il Tempo, la Commissione ha comunicato lo scorso 30 giugno di non aver mai potuto svolgere una seduta per mancanza di "mezzi strumentali e personale". Pronto il soccorso del Pd che ha preparato una proposta di legge, grazie alla quale i fondi potranno essere distribuiti ai partiti senza alcuna verifica dei bilanci. Un vero e proprio: "condono al bilancio dei partiti" ha denunciato il deputato M5S Riccardo Fraccaro, sicuro che la proposta di legge troverà i voti delle forza politiche in Parlamento: "I partiti così riceveranno la rata del 2014 senza il controllo dei relativi bilanci. Autocondonandosi qualsiasi irregolarità compiuta nel 2014 senza il controllo dei relativi bilanci".

L'incasso - Stando al calcolo fatto del Tempo, dal 1992 al 2002 i partiti hanno incassato circa 2 miliardi e 200 milioni di euro, pur avendo speso soltanto 579 milioni di euro, secondo la documentazione presentata negli anni dai tesorieri. Eppure dal 1993 i partiti non avrebbero dovuto beccare una sola lira dai bilanci statali, se non ci fossero state poi delle modifiche alla legge passata da finanziamento a rimborso elettorale. Contributo riconosciuto a tutti i partiti che avessero superato l'1% delle preferenze alle Politiche o che avessero eletto almeno un rappresentante alle elezioni regionali o europee. Il rimborso prevedeva 5 euro per ogni voto, cifra aumentata nel tempo visto che prima del 2002 il rimborso ammontava a 4 mila lire. Entro il 2017 la legge prevede l'azzeramento di fatto di ogni tipo di contributo pubblico. Ma in fondo c'è tutto il tempo per modificare anche le scadenze previste per legge.

Classifica supermarket, tutte le catene: dalla più conveniente a quella più cara

La classifica dei supermercati: catena per catena dal più conveniente al più caro




Alcuni sono nomi conosciuti. Altri meno, o pochissimo conosciuti. A metterli insieme tutti è stata l'associazione di consumatori "Altroconsumo", che per un anno ha monitorato oltre un milione di prezzi per 105 categorie di prodotti in 885 punti vendita di 68 città, disegnando così la mappa della convenienza dei supermercati italiani.

L'indagine, riportata oggi dal quotidiano "La Repubblica", evidenzia anche come i risparmi maggiori si abbiano al Centro Italia mentre il Sud sia maglia nera. Ma, al di là delle differenze regionali, l'aspetto più interessante della ricerca è quello che riguarda la convenienza delle diverse catene di supermercati. Altroconsumo ha fissato a 100 la soglia della massima convenienza, che ha riscontrato nei supermercati Emisfero (non proprio tra i più conosciuti e diffusi d'Italia). A quota 101 ci sono i Famila Superstore e a 102 un marchio conosciuto e diffuso quale è Esselunga. A 104 troviamo Bennet e Auchan; a 105 Ipercoop; a 106 Iper, Panorama, Coop, Conad Ipermercato e A&O; a 107Il Gigante e Pam; a 108Dok, Carrefour, Crai, Simply e Sigma; a 109 Eurospar; a 110 Conad, Pim, Sidis, Isa; a 112 Sisa e Carrefour Market; a 113 (cioè il più caro) Tigre.

Truffa, l'allarme della Polizia di Stato: non aprite quella e-mail del Fisco

L'allarme della Polizia di Stato: non aprite email con oggetto "Verifica tributaria"




Uno dei bersagli preferiti dei truffatori digitali sono gli account di posta elettronica, dove ogni giorno possono arrivare email molto pericolose, ben camuffate tra i messaggi davvero utili per gli utenti. L'ultimo caso è stato denunciato dalla Polizia di Stato e riguarda un'ondata di email che riportano come oggetto "Verifica tributaria". In un periodo di particolare allerta per i contribuenti italiani, che siano privati o aziende, le caselle email si sono riempite di messaggi apparentemente inviati dall'Agenzia delle Entrate. L'indirizzo da cui provengono le email che provano a fare phishing, cioè a pescare con un messaggio esca informazioni importanti, appare come inviato dall'indirizzo di Posta elettronica certificata agenzia.entrate@pec.it.

Come funziona - Aprendola, risulta presente un allegato che in realtà nasconde un malware. Il file ha l'apparenza di un innocuo file Word o altre volte Excel, ma in realtà se aperto può insinuarsi nel sistema operativo del computer e, quando questo è connesso a internet, può rubare i dati sensibili contenuti nell'hard disk o digitati nei siti di home banking. Il risultato è che il truffatore entra in possesso delle informazioni utili per accedere, ad esempio, al conto corrente online e alla propria carta di credito.

Come difendersi - Il consiglio della Polizia di Stato è di elinare subito l'email sospetta, non aprendo per nessun motivo gli allegati.

LA MANINA AL SENATO Il nemico è dentro il governo Sorpresa: non è nel Pd...

Riforma del Senato, il giallo sul testo modificato: "C'è l'ha imposto il Servizio Studi"




Il voto sull'articolo 2 della riforma del Senato non è ancora sicuro: il presidente Pietro Grasso ha infatti comunicato di non aver ancora deciso se accettare sulla emendabilità del punto-cardine della riforma, quello che prevede l'ineleggibilità dei senatori, come invece filtrava ieri da alcune fonti. Matteo Renzi respira, per ora, sperando che l'articolo resti blindato in modo da evitare imboscate e spaccature dentro al Pd. Tuttavia, resta l'inquietante sensazione di essere accerchiato in Parlamento e, soprattutto, di non potersi fidare di tutti dentro governo e ministeri. Sì, perché il pasticcio sul testo di quell'articolo 2 resta ed è gravissimo: chi ha modificato il passaggio rischiando ora di doverlo fare rivotare a Palazzo Madama? 

La manina dei tecnici - Il testo originale, approvato in prima lettura al Senato, recitava così: "La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti". In quello approvato alla Camera, invece, il "nei quali" diventa "dai quali". Svista, leggerezza o, come spesso accusa Renzi quando ha a che fare con la burocrazia dei ministeri, c'è una "manina" che sta provando a sabotare la riforma? Secondo Luciano Pizzetti, sottosegretario alle Riforme, la strada giusta è quest'ultima: "È una modifica fatta intenzionalmente - spiega al Corriere della Sera -. È stato usato come un cavallo di Troia per cambiare le riforme". Un dettaglio in più lo ha fornito il dem Emanuele Fiano, relatore: "Fu una richiesta dell Servizio Studi. Una correzione che risolveva un margine di ambiguità. Non potevamo dire di no". Cavilli tecnici che, secondo molti dentro il Pd, nascondono un problema politico: l'opposizione a Renzi si sta facendo strada in tutti i settori dello Stato.