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lunedì 24 aprile 2017

Grande successo per la 18esima edizione della Flik Flok “DI CORSA...CON I BERSAGLIERI”

Grande successo per la 18esima edizione della Flik Flok 




CASERTA -  Straordinario successo per la manifestazione podistica “di corsa...con i bersaglieri” - 18^ Edizione della “Flik Flok” e Campionato Italiano Esercito 2017, organizzata dalla Brigata Bersaglieri “Garibaldi” e dall'Associazione Sportiva Dilettantistica “ESERCITO” Gruppo Sportivo Garibaldi con il patrocinio del CONI, della FIDAL e con la collaborazione del Comune di Caserta. Ai nastri di partenza della 10 km competitiva ben 1.240 iscritti che, uniti ai partecipanti alla 5 km non competitiva e alla 1 km di corsa con mamma papà...e fido portano il totale dei registrati a oltre 2000. Insomma davvero un grandissimo successo per l’ attesa kermesse sportiva. Più di 200 famiglie hanno aderito alla mille metri “con mamma, papà e il proprio cane” aperta a tutti i bambini fino al compimento del 13° anno, alla quale è stato possibile partecipare anche in compagnia dal proprio animale domestico. Il prologo , sabato 22 aprile, invece, con la cerimonia dell'alzabandiera, che ha inaugurato il “villaggio cremisi” in Piazza Carlo III ai piedi della maestosa Reggia di Caserta, alla presenza del Generale di Divisione Antonio Vittiglio, Comandante della Divisione Acqui, del Generale di Brigata Nicola Terzano, Comandante della Brigata Bersaglieri Garibaldi, del Sindaco della città di Caserta, Carlo Marino, del delegato provinciale del Coni Michele De Simone, del Presidente Regionale FIDAL, Sandro Del Naia e del Presidente dell'ASD Esercito Gruppo Sportivo Garibaldi, Colonnello Domenico Ciotti. Una manifestazione all'insegna delle 3S: Sport, Spettacolo e Solidarietà che ha visto una magistrale conduzione dell'attore Gabriele Blair, che ha curato anche la direzione artistica del villaggio, il cui palco è stato calcato da personaggi famosi, tra i quali: Edson D'Alessandro vincitore dell'ultima edizione di “Tu sì que vales” di Mediaset, Yuri D'Agostino, enfant prodige, protagonista assoluto di “Ti Lascio Una Canzone” il successo Canoro di RAI 1, condotto da Antonella Clerici. Di Yuri Gianni Morandi ha pubblicato già un suo video e lo definisce di assoluto talento. Ed ancora Mr. Hyde (Ludo Brusco), Spatial Vox, Federico Di Napoli (The Voice), Ciro Olisterno, Sarah Manzoeto, Luca Blindo, Alex Wallin, Michele Selillo, Antonio Colantuono, Niko Albano, Simone Della Rossa e Michele Vigorito, con la Partnership dell'agenzia Freestyle di Pietro Bellaiuto. A conclusione della giornata, prima della cerimonia dell'ammainabandiera anche un momento di moda curato dall'atelier Boccia di Pompei. Gli eventi della manifestazione, sono stati presentati dal giornalista sportivo Lucio Bernardo, dall'attore Gabriele BLAIR e dal presentatore sportivo Dott. Carlo Cantales. Nutrita è stata la partecipazione dei cittadini casertani, entusiasti di assistere alle numerose iniziative programmate, tra cui l'esibizione musicale della Fanfara dell'8° reggimento bersaglieri e della banda dell'U.S. Navy Forces Europe Band dell'Allied Joint Force Command Naples, unitamente a numerosi eventi culturali, artistici e sportivi con il contributo di varie associazioni sportive che hanno avuto l'opportunità di mostrare la valenza delle discipline praticate; il tutto accompagnato da intrattenimenti canori e sfilate di moda, senza dimenticare la particolare attenzione per il sociale della Brigata, che ha realizzato una raccolta fondi a favore dell'Associazione S.O.F.I.A. Onlus (Sostegno Operativo Famiglie Italiane Assistite), intervenuta con la Presidente Sofia Bianco, per l'acquisto di un respiratore pediatrico da destinare all'Azienda Ospedaliera San Sebastiano di Caserta. Di particolare rilievo anche il contributo dell'Associazione “Liberalibri” di Enzo De Rosa, che ha distribuito gratuitamente 500 libri, al fine di educare i giovani alla lettura.

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Dopo 14 giorni Del Grande è già in Italia "Grazie al...", Alfano gode ma mezza italia lo insulta è polemica

Del Grande libero, è tornato in Italia. Alfano: "Grazie al ministro turco"




"Missione compiuta", Gabriele Del Grande è tornato in Italia. Un raggiante Angelino Alfano ha accolto all'aeroporto di Bologna il giornalista toscano rilasciato nella notte dalle autorità della Turchia dopo essere stato trattenuto per due settimane. "Sono felice per il buon esito della vicenda - ha aggiunto il ministro degli Esteri - abbiamo constatato che sta bene ed è la migliore vigilia della nostra festa della liberazione". Questa mattina, annunciando su Twitter la liberazione di Del Grande, Alfano aveva ringraziato il collega turco Mehmet Cauvosglu ."Con lui ho whatsappato, ci sono state telefonate, ovviamente nel silenzio della mia comunicazione pubblica, perché non potevo dire tutto quello che si stava facendo - ha spiegato Alfano -. Ringrazio il collega turco ed il governo, perché anche nei momenti di massima tensione non abbiamo mai perso il contatto". Proprio questi ringraziamenti hanno suscitato sui social le polemiche di chi ricorda come l'operato del governo turco sia stato sostanzialmente illegale.
E proprio di atto illegale parla Del Grande, appena atterrato. "La più grande difficoltà è stata la privazione libertà. Nessuno mi ha fatto violenza o mancato di rispetto - sottolinea -, semmai è stata una violenza istituzionale, illegale. Hanno privato della libertà per 14 giorni un giornalista che stava facendo il suo lavoro". E quando gli chiedono cosa stesse facendo in Turchia, il documentarista taglia corto: "Sto lavorando a un libro, saprete tutto". Prima dei saluti c'è spazio per "un pensiero a tutti i giornalisti in carcere, in condizioni peggiori della mia in Turchia e nel resto del mondo" e un momento di ironia. "Cosa farò adesso? Dopo 7 giorni di sciopero della fame adesso andiamo a mangiare".

L'AVVOCATO RISPONDE: La doppia infedeltà, a chi va addebitata la separazione?

La doppia infedeltà, a chi va addebitata la separazione?


Rubrica "il Notiziario sul web"


Avv. Mario Setola

Egregio avvocato, mi chiamo Antonia e scrivo da Napoli. Innanzitutto voglio complimentarmi per la sua professionalità e per questa enorme opportunità che ci concede attraverso il blog "il Notiziario sul web". Sono sposata da 8 anni ed il mio matrimonio è andato a gonfie vele fino a 2 anni fa, quando ho scoperto che mio marito mi tradiva regolarmente con una prostituta. All’inizio ho fatto finta di nulla dopo averlo scoperto, poi ho cominciato a raccogliere prove quali fatture di alberghi ad ore, conversazioni amorevoli ed appuntamenti con la specifica altresì della tariffa a prestazione. Da allora ho cominciato a perdere stima e sentimento per lui il cui comportamento freddo e distaccato, ricadeva inevitabilmente su di me e su nostra figlia. Oggi, ho anche io un amante, e lui lo ha scoperto minacciandomi di rovinarmi. Cosa posso temere in sede di separazione?

Gentile Antonia, proprio una recente pronuncia della corte di cassazione ha “fotografato” il tuo caso. In effetti, il tradimento per “ripicca” non è motivo di addebito. Sarà il tradimento di tuo marito, regolare ed anteriore, che sarà punito dal giudice. È stata la sua infedeltà ad aver minato il normale mènage coniugale. Lo ha stabilito, come accennato, la Corte di Cassazione, prima sezione civile, nella sentenza n. 3318/2017, ripresa dallo studio Castaldi. I giudici di merito, nel disporre la separazione di una coppia, avevano addebitato al marito la separazione in quanto, sulla scorta dell'esame di due relazioni investigative e della deposizione di numerosi testi, era rimasta accertata l'esistenza di una relazione adulterina dell'uomo, che aveva determinato la rottura del rapporto coniugale. Inutile per l'uomo chiedere a sua volta l'addebito alla moglie: gli incontri della donna con un altro uomo erano stati successivi alla scoperta della relazione del marito, al definitivo abbandono della casa coniugale da parte di lui e al deposito del ricorso per separazione, sicché era indimostrata l'incidenza causale di tale relazione nella frattura del matrimonio. Ancora, la Corte territoriale nega al marito sia l'assegno di mantenimento che quello alimentare, stante le sue attitudini imprenditoriali. Rimane senza esito anche il ricorso del marito fedifrago in Cassazione: gli Ermellini ribadiscono che "l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà coniugale è di regola sufficiente, da sola, a giustificare l'addebito della separazione al coniuge responsabile, sempreché non si constati la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, tale che risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto". Per quanto riguarda il richiesto diritto agli alimenti, previsto dall'art. 433 c.c., la Cassazione rammenta che questo è "legato alla prova dello stato di bisogno e dell'impossibilità da parte dell'alimentando di provvedere in tutto o in parte al proprio sostentamento mediante l'esplicazione di attività lavorativa". Se la parte non è in grado di trovare un'occupazione confacente alle proprie attitudini e alle proprie condizioni sociali, nulla può pretendere dal coniuge. Sono fatti salvi, ovviamente, i diritti dei minori.

Avv. Mario Setola – Civilista- Esperto in Diritto di Famiglia Studio: Cardito (Na) Corso Cesare Battisti n. 145 Cell. 3382011387 Email: avvocato.mariosetola@libero

Diocesi di Aversa Commento alla II Domenica di Pasqua di Mons. Angelo Spinillo

Commento alla II Domenica di Pasqua di Mons. Angelo Spinillo


di don Francesco Riccio
a cura di Gaetano Daniele



Gli otto giorni trascorsi dalla celebrazione della Santa Pasqua segnano l’apertura di un tempo nuovo: l’inizio della resurrezione per l’umanità intera. Un tempo, sostiene Mons. Angelo Spinillo nel commentare il vangelo di domenica 23 aprile 2017, “che tutti noi siamo chiamati a vivere. La parola di Dio di questa seconda domenica di Pasqua ci dona due immagini da portare nel cuore”. La prima ci viene dalla lettura degli Atti degli Apostoli, laddove si parla di una comunità che “vive la grazia di essere insieme e nella quale vige la comunione dei beni”. L’altra immagine è quella di San Tommaso, invitato a credere toccando le piaghe del Cristo: è un credere, ci dice il Vescovo di Aversa, che implica “un coinvolgimento nella risurrezione del Signore, riconoscendo nei segni delle piaghe di Gesù la passione di amore di Dio per tutta l’umanità”.


PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA “Ma la fertilità è un bene prezioso prenditene cura dall’adolescenza”

“Ma la fertilità è un bene prezioso prenditene cura dall’adolescenza”


di Laura Fusillo



In occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna del 22 aprile l’Instituto Valenciano de Infertilidad (Ivi) ribadisce l’importanza della prevenzione dell’infertilità, problematica che interessa circa il 15 per cento delle coppie in età fertile e che può essere determinata sia da cause che dipendono esclusivamente dalla donna, sia da questioni che riguardano solo l’uomo. “Sono numerosi i fattori che possono compromettere la capacità riproduttiva di un individuo - dichiara il professor Antonio Pellicer, presidente ‘Ivi’ e condirettore di ‘Fertility and Sterility’ - Alcuni di questi possono essere rimossi se si interviene tempestivamente e in maniera adeguata, mentre per altri è necessario ricorrere alla  procreazione medicalmente assistita. Molto, però, si può e si deve fare in termini di prevenzione: la fertilità è un bene prezioso di cui ciascuno deve prendersi cura fin dall’adolescenza: negli ultimi anni  una serie di evidenze scientifiche ha dimostrato il ruolo sostanziale che alcuni fattori ambientali, abitudini di vita e malattie possono esercitare nello sviluppo dell’infertilità femminile e maschile”.

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Oggi è noto come l’età, sebbene molto rilevante, non sia l’unico fattore a compromettere la fertilità delle coppie, e la stessa ‘Ivi’ sottolinea proprio come vi siano alcune semplici regole comportamentali da seguire per le coppie che desiderano realizzare un progetto di genitorialità. Prima tra tutte, monitorare costantemente la salute dell’apparato riproduttivo attraverso una visita medica periodica dallo specialista di riferimento, ginecologo per la donna e andrologo per l’uomo. L’importanza di una visita medica è essenziale per escludere patologie o, laddove presenti, prenderne coscienza per agire tempestivamente. Inoltre, alcune malattie come quelle sessualmente trasmissibili possono essere evitate se si prendono le dovute precauzioni. Un’alimentazione sana ed equilibrata, per quantità e qualità dei cibi, è un requisito necessario per mantenere la salute riproduttiva. È preferibile seguire una dieta mediterranea ricca di frutta e verdura, legumi, pesce e che impiega olio d'oliva come fonte principale di grassi; molti chili di troppo o un’eccessiva magrezza possono infatti compromettere il concepimento: ecco perché è quindi opportuno mantenere un corretto peso corporeo. A questo proposito è essenziale anche adottare uno stile di vita sano con una moderata attività fisica ed evitare il consumo di sigarette e l’uso di droghe. Inoltre, l’abuso di alcol ha un ruolo rilevante ed incide negativamente sulla fertilità interferendo con il funzionamento delle ghiandole che regolano la produzione degli ormoni sessuali.

Novità degli ultimi anni è l’inquinamento ambientale: per contrastarlo è necessario adottare tutte le misure preventive necessarie in caso di esposizione a radiazioni, pesticidi e contaminanti chimici. Infine, ridurre lo stress al giorno d’oggi è un comportamento difficile da attuare a causa dei ritmi frenetici che caratterizzano la quotidianità, ma è ormai assodato che la mente è in grado di influenzare molti meccanismi del corpo, tra cui quello della riproduzione: recenti studi hanno dimostrato che livelli elevati di stress provocano alterazioni nell’ovulazione. “La prevenzione dell’infertilità inizia da una corretta informazione - afferma Daniela Galliano, direttrice del Centro ‘Ivi’ di Roma - che deve riguardare sia l’uomo, sia la donna. Infatti, al contrario di quel che si è creduto per lungo tempo in passato, il mancato concepimento di un figlio può dipendere da entrambi i partner;  anzi, in questi ultimi anni stiamo assistendo a un aumento dell’infertilità maschile a causa dei fattori ambientali che riducono la qualità degli spermatozoi”.

EQUO COMPENSO Manifesterà il 13 maggio a Roma L’Associazione italiana odontoiatri

Manifesterà il 13 maggio a Roma L’Associazione italiana odontoiatri


di (M.M)



L’Associazione Italiana Odontoiatri (Aio) manifesterà il 13 maggio a Roma con le altre libere professioni per inserire al più presto in una norma di legge l’Equo compenso per tutti i professionisti. Nel mirino c’è è la legge 248 del 2006 che ha cancellato le tariffe minime ordinistiche e ha aperto alla liberalizzazione della pubblicità. Fausto Fiorile, presidente Aio, spiega perché di fronte alla sentenza 532/15 della Corte di Giustizia della Comunità Europea, che ha dichiarato legittimi i minimi tariffari, è lecito scrollarsi di dosso le aperture troppo affrettate della ‘legge Bersani’. “L’abolizione delle tariffe minime a undici anni di distanza impedisce di avere dei parametri di valore, in ‘euro’, su cui ragionare per stabilire prestazioni di qualità - afferma Fiorile - Senza riferimenti, e soggetti a spot pubblicitari martellanti, i pazienti sono a rischio inganno. Non è possibile che una prestazione a poche centinaia di euro o a poche decine di euro sia qualitativamente adeguata ed eseguita secondo i protocolli scientifici”.

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Per Fiorile occorre un tavolo dove le rappresentanze della professione approfondiscano con il Ministero della Salute e le associazioni dei cittadini il tema relativo ai costi delle prestazioni odontoiatriche. “Nella libera professione, e soprattutto quando c’è di mezzo la salute, le tariffe minime non vanno viste come un fattore che tiene alti i prezzi, ma come condizioni di garanzia per prestazioni di qualità. Purtroppo in questi dieci anni abbiamo assistito a un crescente svilimento di una professione molto particolare rispetto a tutte le altre perché si occupa della salute delle persone: sempre meno studi odontoiatrici sono stati aperti, sempre più società di capitali sono nate e si sono sviluppate, spesso sottopagando il lavoro degli odontoiatri e ponendolo sotto il controllo di dinamiche di crescita del fatturato anziché di tutela della salute; ma il nostro lavoro è salute, non può essere svenduto né può essere strumento di inganno”. 

Info e contatti: Associazione Italiana Odontoiatri
Ufficio Stampa Mauro Miserendino cell: 329.2223136

EPATOLOGIA Metà dei ‘fastidi’ e più tollerata la radioterapia selettiva interna

Metà dei ‘fastidi’ e più tollerata la radioterapia selettiva interna


di Martina Bossi



Gli effetti benefici sulla qualità di vita del paziente affetto da carcinoma epatocellulare (Hcc) avanzato e non-resecabile (inoperabile) ottenuti grazie alla radioterapia selettiva interna (Sirt) a base di microsfere in resina Y-90 prodotte da Sirtex ricevono un riconoscimento ufficiale ad Amsterdam nell’ambito dell’International Liver Congress (Ilc) organizzato dall’Associazione Europea per gli Studi sul Fegato (Easl). In occasione del simposio l’azienda, specializzata nel trattamento dei tumori attraverso una tecnologia innovativa a microparticelle, ha presentato i risultati dello studio europeo SARAH, primo studio randomizzato ‘testa-a-testa’ che compara sicurezza ed efficacia  della radioterapia selettiva a base di Y-90 con la terapia sistemica a base di sorafenib, finora standard nel trattamento del carcinoma epatocellulare avanzato non operabile. Attraverso la Sirt i tumori epatici vengono bersagliati selettivamente da elevate dosi di radiazioni nella forma di milioni di microscopiche sfere di resina che misurano un terzo del diametro di un capello umano e hanno il peso specifico di un globulo rosso. Per questo scorrono nel torrente sanguigno facilmente andando ad agire nei piccoli vasi che circondano il tumore per distruggerlo. Il carcinoma epatocellulare è la forma più diffusa al mondo di cancro primario del fegato, che origina cioè da questo organo e non è conseguenza di metastatizzazione da altri distretti. E’ la causa di 670 mila decessi all’anno a livello globale. L’incidenza aumenta con l’età e raggiunge un picco intorno ai 70 anni.

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Sebbene in termini assoluti la diffusione del cancro al fegato primario sia inferiore di quello secondario, in quanto tutti i tumori hanno la potenzialità di diffondersi al fegato, in particolare da intestino, mammella e polmone, la prognosi per i pazienti con carcinoma epatocellulare avanzato non resecabile è più infausta di quella di un paziente con metastasi epatiche e l’aspettativa di vita nella maggior parte dei casi non supera gli 11 mesi. A causa della morfologia e fisiologia del fegato i tumori epatici sono spesso diagnosticati in fase avanzata perché restano a lungo asintomatici o provocano sintomi molto generici come spossatezza, malessere, calo ponderale e vomito. La malattia ha spesso decorso subdolo per la naturale capacità autoriparativa del fegato, che può funzionare anche con una piccola parte sana. Questo fa si che la ricerca di terapie in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da carcinoma epatocellulare sia cruciale tanto quanto il controllo degli effetti collaterali. Lo studio SARAH ha coinvolto dal 2011 al 2015 459 pazienti (237 trattati con Sirt e 222 con sorafenib) con carcinoma epatocellulare avanzato provenienti da 25 centri di tutta la Francia. Anche se non si sono registrati progressi in termini di aspettativa di vita rispetto al farmaco sorafenib, la radioterapia selettiva a base di sfere Y-90 ha dimostrato una migliore tollerabilità da parte dei pazienti che hanno riportato un numero di effetti avversi dimezzato rispetto a quelli trattati con terapia standard. L’equipe multidisciplinare cui si deve lo studio, guidata dalla professoressa Valerie Vilgrain, auspica che i risultati portino una ridefinizione del ruolo di SIRT nella terapia del carcinoma epatocellulare avanzato