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martedì 18 aprile 2017

Dove e quando: Italia costretta a entrare in guerra Il retroscena: così Trump farà obbedire Gentiloni

Iraq, Trump potrebbe chiedere l'impegno militare all'Italia: terrore per Gentiloni



Donald Trump e Paolo Gentiloni

Prima il fronte siriano, dunque l'Afghanistan, poi ancora la Corea del Nord, dove l'intervento pare essere imminente. Dall'isolazionismo all'interventismo più spinto: signore e signori, lui è Donald Trump. E presto, il presidente degli Stati Uniti potrebbe aggiungere al bouquet un quarto scenario: l'Iraq, la roccaforte dell'Isis, la primissima linea di quei tagliagole che il presidente vuole spazzare via dal globo terracqueo. Per essere precisi, gli Usa sono già impegnati da tempo su quel fronte, ma l'impegno potrebbe crescere esponenzialmente. Questa, però, non è l'unica notizia. Anzi, la notizia è che Trump, secondo quanto sostiene La Stampa in un retroscena, potrebbe chiedere all'Italia un intervento diretto. Potrebbe chiederci di entrare in guerra.

Una possibile richiesta che preoccupa il premier, Paolo Gentiloni, il quale (faticosamente) cerca di stabilire un buon rapporto con la nuova amministrazione Usa. Ad oggi, le truppe italiane presenti in Iraq danno assistenza, ma non sparano, non fanno la guerra. Il punto, però, è che l'offensiva della coalizione a Mosul procede a rilento: gli iracheni hanno bisogno di uomini operativi in battaglia, e l'Italia ha soldati dispiegati a Ebril e sulla diga dove sono in corso lavori di riparazione. Uomini di cui Trump potrebbe chiedere l'impegno in azioni belliche.

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Le possibilità che la richiesta arrivi crescono esponenzialmente: per comprenderlo basta dare un'occhiata al calendario. Gentiloni, infatti, visiterà la Casa Bianca giovedì, mentre a Taormina, a fine maggio, l'Italia ospiterà il G7. All'ordine del giorno ci sarà il nostro ruolo nel Mediterraneo, ovviamente la Libia, il contributo alla lotta al terrorismo e, lo spauracchio, è che ci sia pure l'Iraq. La richiesta di partecipare alla battaglia creerebbe non pochi grattacapi a Palazzo Chigi, che difficilmente potrebbe rispondere a Trump con un no. Ma ogni intervento militare, è arcinoto, fa schizzare le possibilità di rappresaglia dello Stato islamico all'interno dei nostri confini.

Il killer braccato, le due piste: le tracce cancellate sul web. Scovati i complici: chi lo aiuta

Igor è ferito: setacciate le farmacie, i complici nelle foto cancellate da Facebook



La caccia a Igor Vaclavic, alias Norbert Feher, potrebbe arrivare alla stretta finale nelle prossime ore. Sono due finora le piste più accreditate seguite dai carabinieri, a cominciare dalle tracce lasciate dal killer vicino Molinella. Gli inquirenti sono certi che Igor sia ferito, come dimostrano diverse tracce di sangue fatte analizzare dai Ris. L'uomo avrebbe quindi bisogno di cure e per questo sono al setaccio tutte le farmacie della zona, dove potrebbe essersi procurato garze e disinfettante. Finora nessuno ha confermato di averlo visto, ma Igor può contare su una vasta rete di contatti in questa zona e quindi di diversi potenziali complici.

Proprio sulla rete di amicizie del serbo si stanno concentrando gli inquirenti. Subito dopo l'omicidio della guardia volontaria Valerio Verri e la fuga, Igor avrebbe usato diverse sim telefoniche, intestate a persone differenti, compresa una donna. L'ultimo accesso alla rete telefonica sarebbe avvenuto la scorsa domenica, 9 aprile. Era il giorno dopo lo scontro al posto di blocco e l'ultimo omicidio finora noto di Igor. Secondo chi indaga, il fuggitivo si sarebbe collegato a Facebook per cancellare alcune foto compromettenti, dove probabilmente compariva con amici e conoscenti che in queste ore potrebbero aiutarlo a fuggire, o semplicemente ha voluto evitare ai suoi contatti ulteriori guai.

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La Super big che passa con Salvini L'ultimo colpaccio del leghista: chi va con il Carroccio

Legittima difesa, in piazza a Verona con Matteo Salvini ci sarà Giulia Bongiorno


di Matteo Pandini



Tema: manifestazione leghista sulla legittima difesa. Appuntamento a Verona. Il 25 aprile. Non ci saranno il giudice trevigiano Angelo Mascolo (quello che vuole difendersi con una pistola) né il ristoratore lodigiano Mario Cattaneo (che ha stecchito un ladro). In compenso, ha confermato la sua presenza l'avvocato Giulia Bongiorno. Risponderanno «presente!» altri commercianti come il benzinaio Graziano Stacchio e il gioielliere Roberto Zancan (trevigiani) o il tabaccaio Franco Birolo da Padova. Sono tutti finiti, loro malgrado, in dolorose vicende di rapine e sparatorie. Ecco, Matteo Salvini intende rilanciare con forza il tema della legittima difesa, che negli ultimi mesi è argomento di feroce scontro col centrosinistra.

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Ricorderete. La norma attualmente in vigore è stata voluta dall'allora Guardasigilli lumbard Roberto Castelli. Sembrava la soluzione di tutti i mali per chi, aggredito in casa o in negozio, reagisce e magari fa secco il balordo. Dopo anni di rodaggio, il centrodestra ha cambiato opinione. L'applicazione della norma fa acqua. Motivo: c' è troppa discrezionalità del giudice. Risultato: alcuni cittadini che hanno fatto fuoco, con armi regolarmente denunciate, sono finiti nei guai. Come minimo, hanno affrontato un' Odissea processuale.

Alla peggio, sono stati condannati per eccesso di legittima difesa. E sono stati costretti a risarcire i ladri, come accaduto al povero Ermes Mattielli. Veneto. Commerciante. Dopo una lunga serie di furti, becca un paio di malviventi rom nella sua proprietà. Spara. Li ferisce. Condannato a cinque anni e quattro mesi per tentato omicidio, avrebbe dovuto versare anche un maxi-indennizzo da 135mila euro. Avrebbe. Perché è morto di crepacuore, dopo settimane di polemica infuocata. A 62 anni.

L'ultimo caso è quello del ristoratore di Lodi, Cattaneo, che ha freddato un tizio che gli era entrato nel ristorante e l'aveva aggredito. Indagini in corso. E soprattutto per questo, Cattaneo non sarà alla manifestazione della Lega. «Ci sarà moralmente» dicono gli esponenti del Carroccio, che peraltro hanno organizzato un bel po' di cene nel locale dell'uomo per esprimergli solidarietà. Con Salvini in prima fila.

Ecco, in questo clima incandescente è di poche settimane fa l' uscita del giudice Mascolo. In una lettera ai quotidiani locali, il magistrato ha raccontato di essersela vista brutta per una lite automobilistica. «Se fossi stato armato, come è mio diritto e come sarò d' ora in poi, che sarebbe successo se quei due mi avessero fermato e aggredito?». Ne è nata una polemica furibonda, addirittura con intervento del Csm, ma Mascolo è andato in tv e radio per ribadire il suo pensiero. Anche per questo, Salvini l'ha invitato a Verona. Dove intende celebrare il suo 25 aprile «alternativo». Però, dopo aver confermato la presenza del giudice dai microfoni di RadioPadania solo l'altro giorno, ieri è arrivata la smentita dell' interessato. Come riporta il Corriere del Veneto, per Mascolo «si tratta di una manifestazione di partito, politica, io sono un magistrato e quello non è il mio posto. Fosse stato un convegno con avvocati o giuristi sulla legittima difesa sarei andato ma questo patrocinio politico di parte non fa per me». Mascolo ha poi concluso: «Io non sono un politico e non sposo schieramenti, ringrazio d' aver destato simpatie nell'onorevole Salvini ma, appunto, quello non è il mio posto». Peraltro, lo stesso giudice aveva raccontato di aver incassato, durante la sua carriera, qualche bordata da parte dei leghisti.

Saranno a Verona Graziano Stacchio e Roberto Zanzan. 2015. Una banda assalta la gioielleria di Zancan, il benzinaio Stacchio interviene e fa fuoco. Muore un rapinatore. La famiglia del morto chiede un risarcimento, indagini, Salvini che s' arrabbia. Un copione simile a quello del tabaccaio Franco Birolo, che nel 2012 fredda un moldavo che lo stava rapinando. Per i giudici, eccesso di legittima difesa. Potrebbe essere a Verona anche Adriano Balestra, di Cividate, Bergamo: nel 2014 l' azienda di famiglia è «visitata» da una banda di quattro stranieri. Lui viene picchiato selvaggiamente, idem il padre ultrasettantenne. Il quale riporta danni permanenti. I malviventi - tutti stranieri - sono stati condannati a 28 anni di carcere complessivi, e uno di loro è già in galera in Romania.

Al fianco di Salvini, sul palco veronese, ci sarà Giulia Bongiorno. In passato vicina a Gianfranco Fini, recentemente ha detto: «Se un ladro entra in casa mia, apro il fuoco!». In Parlamento, la Lega spinge per aggiornare la norma: se sparo a un malintenzionato nella mia proprietà, ho sempre ragione. Ma il Pd non è d'accordo: «Sarebbe il Far West».

ECCO I "DEMOCRATICI" Bombe molotov sul deputato Orrore dei teppisti francesi: attacco al comizio della Le Pen

Ecco i Democratici Francia, attacco con bombe molotov contro il deputato di Marine Le Pen: terrore per Gilbert Collard


Risultato immagine per Gilbert Collard

Insulti, lancio di oggetti e anche qualche molotov. Orrore contro il Front National di Marine Le Pen: l'arrivo del deputato Gilbert Collard, deputato del Gard, al comizio della leader a Parigi è stato funestato dagli attacchi di no-global e violenti. Scendendo dall'auto, l'alto dirigente del FN è stato oggetto di una violentissima accoglienza da parte dei militanti. "Gilbert Collard è stato aggredito vigliaccamente insieme alla moglie all'ingresso dello Zenith", ha detto all'interno del teatro David Rachline, portavoce della campagna presidenziale di Marine Le Pen, puntando il dito contro "teppisti di estrema sinistra".

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"Stavo per prendermi una bottiglia di birra in testa ma grazie al cielo un poliziotto è riuscito a scansarla, come anche una specie di bomba infiammabile", ha affermato Collard una volta dentro. Subito dopo l'aggressione gli agenti in tenuta antisommossa lo hanno immediatamente portato via e accompagnato all'interno del teatro. Fuori dallo Zenith la tensione resta alta con scontri e incidenti inscenati da militanti anti-Fn. L'ingente dispositivo di sicurezza rimane in piedi.

L'episodio, comunque, non ha fermato il comizio della Le Pen, che proprio qualche giorno fa aveva attaccato il Papa e la Chiesa sui migranti. Gli ultimi giorni di campagna elettorale francese (il prossimo weekend il primo turno, poi il ballottaggio) si annunciano infuocati.

"Guerra nucleare improvvisa" La Corea ora punta i missili: dove colpirà. Ira degli Usa

La Corea del Nord risponde agli Stati Uniti: "Conflitto nucleare improvviso, sarà guerra totale. E i test missilistici continuano"



Gli Stati Uniti minacciano, la Corea del Nord risponde. Prima le parole di Mike Pence, vice di Donald Trump in visita in Corea del Sud, il quale ha affermato che "è finita l'ora della pazienza strategica" e che gli Usa garantiranno la sicurezza di Seul "con mezzi pacifici, ma tutte le opzioni sono sul tavolo". Parole pronunciate dopo una visita, a sorpresa, al confine tra le due Coree: una provocazione, un messaggio chiarissimo al regime di Kim Jong-un.

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E la reazione del regime non si è fatta attendere. È arrivata tramite le parole di Kim In Ryong, ambasciatore nordcoreano all'Onu, il quale ha affermato che "una guerra nucleare potrebbe scoppiare da un momento all'altro nella penisola coreana". L'obiettivo di Pyongyang, dunque, sono i "nemici" del Sud, a portata di missili, già puntati. E ancora, ha aggiunto l'ambasciatore: "Gli Stati Uniti stanno disturbando la pace e la stabilità globale, insistendo in una logica da gangster". Ma non è tutto. A stretto giro di posta sono arrivate anche le parole del viceministro nordcoreano degli Esteri, Han Song-Ryol, che alla Bbc ha annunciato che i test missilistici continueranno regolarmente, nonostante la condanna internazionale e la minaccia di attacco da parte degli Stati Uniti. "Condurremo altri test missilistici su base settimanale, mensile e annuale - ha affermato -. Sarà una guerra a tutto campo se gli Stati Uniti saranno così spericolati da utilizzare mezzi militari".

Tensione alle stelle, dunque, nonostante le parole di Donald Trump, il quale ha affermato di voler privilegiare soluzioni pacifiche. E nonostante anche gli appelli alla moderazione arrivati dalla Russia e dalla Cina, che hanno chiesto a tutti gli attori coinvolti, Washington e Pyongyang, di abbandonare l'opzione bellica. Nel frattempo, Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno deciso di anticipare il dispiego dello scudo antimissile Thaad (Terminal High Altitude Area Defense), altro indicatore del fatto che il conflitto potrebbe essere imminente. La decisione è stata resa nota dal presidente facente funzioni della Corea del Sud dopo l'incontro con il vicepresidente americano Pence. "Abbiamo concordato di rafforzare ulteriormente la posizione di pronta risposta dell'alleanza Usa-Corea del Sud, che corrisponde alle minacce poste dalla Corea del Nord", ha affermato il premier Hwang Kyo-Ahn, nel corso della conferenza stamp congiunta con il numero due dell'amministrazione americana.

"Così ha taroccato il voto" Turchia, "golpe" di Erdogan: le prove che lo incastrano

Referendum Turchia, Osce: "Violati gli standard internazionali". Il caso delle schede senza timbro


Risultato immagine per erdogan

Durante la campagna per il voto in Turchia al referendum costituzionale si sono registrate "violazioni che contravvengono agli standard Osce, a quelli europei e agli obblighi internazionali sulla libertà e l’equità del voto". È quanto si legge nella nota diffusa dagli osservatori Osce dopo il voto di domenica in Turchia, il referendum vinto da Erdogan al quale, ora, vengono consegnati poteri molti più estesi. Un referendum vinto di un soffio e sul quale pendono pesantissimi sospetti di brogli.

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In particolare, rilevano gli osservatori dell’Osce, "l’intero quadro della campagna è stato restrittivo e la campagna stessa è stata squilibrata a causa del coinvolgimento attivo del presidente, dei principali esponenti nazionali di primo piano così come di funzionari locali a favore della campagna per il Sì". Per gli osservatori c’è stata un vero e proprio "ostruzionismo" nei confronti dei partiti e delle organizzazioni che sostenevano il No.

"La campagna per il No è stata offuscata dalla posizione di alti funzionari pubblici che hanno equiparato i sostenitori del No a fiancheggiatori del terrorismo - continua l’Osce -. In numerosi casi i sostenitori del No sono stati costretti a subire interventi di polizia e si sono verificati violenti, tafferugli durante i loro eventi". Per queste ragioni, aggiunge la nota degli osservatori Osce, "si sono verificate violazioni in contrasto con gli impegni Osce, con gli standard europei del Consiglio d’Europa e con gli altri obblighi internazionali in materia di libertà e di uguaglianza nella campagna elettorale".

Un altro punto contestatissimo e finito sotto accusa, quello delle schede prive di timbro ufficiale utilizzate, secondo l'opposizione, nel 37% dei seggi. Il capo della commissione elettorale turca ha ribadito invece che queste schede sono valide, e che già in passato erano state ammesse dal governo di Ankara. I sospetti di brogli, dunque, si fanno sempre più concreti.

lunedì 17 aprile 2017

"Promuovi la tua musica", il contest che porta la musica emergente nei teatri

"Promuovi la tua musica", il contest che porta la musica emergente nei teatri 




Partirà il 22 Aprile dal teatro Cassia di Roma alle ore 21:00 la prima data di Promuovi la tua musica, saliranno sul palcoscenico 30 artisti selezionati fra oltre 200 richieste pervenute in redazione via e-mail, al sito ufficiale dell’evento www.promuovilatuamusica.it 

Tra i principali ideatori di questo importante Contest, che per i suoi principi fondanti parte da idee e scopi ben saldi e già prelude a importanti esperienze nel campo, troviamo la giovane cantautrice Fanya Di Croce che si esibirà Live con la sua Band. L'etichetta Smilax Publishing (che distribuirà la compilation con all'interno tutte le canzoni vincitrici delle varie tappe) e l'ufficio stampa Germanelli che curerà la promozione radio stampa. Partnership ufficiale la AMG International. 

Fanya Di Croce afferma che “non è importante la luce del riflettore ma quella debole della fiammella, ponendo così l’accento sull’importanza di non bruciare le tappe, rischiando così di bruciare anche i propri sogni ma crescere artisticamente attraverso i live perché ogni singolo passo è importante e c’insegna qualcosa. Innanzitutto è fondamentale il contatto col pubblico, creare quel ponte invisibile,e non per ultimo restare sempre se stessi. 

Promuovi la tua musica nasce con un solo obiettivo: investire nella Cultura nei Teatri e nei giovani artisti offrendo loro la possibilità di esibirsi davanti ad una platea sempre gremita, di confrontarsi con altri giovani artisti e con esperti nel campo musicale. La giuria chiamata alla valutazione è infatti doppia: composta dal pubblico presente in sala che parteciperà attivamente alla votazione e dal giudizio insindacabile della giuria composta ogni volta da 5 membri : giornalisti accreditati, autori, produttori, editori ecc.. Alla prima data del Contest vedremo in giuria diverse personalità dal mondo dello spettacolo: Gianni Testa (Produttore e vocalist per diversi programmi Rai); Antonio Caggiano (Responsabile della Comunicazione di Rai Uno); Monica Atzei (Critica musicale e Blogger per la rivista “Tutto Rock”); l’autore Simone Cremonini, (tra i maggiori successi aventi la sua firma, quelli di Max Gazzè e di Benji&Fede) e Mario Orfei (Stilista di fama internazionale d’Alta Moda). L’evento sarà presentato dall’attore Andrea Standardi e da Maddalena Maglione. La seconda data è prevista per il prossimo 24 Giugno a Milano al teatro Martinitt e sarà guidata dall'imitatore, comico Roberto Valentino ( tra le imitazioni più famose ricordiamo quella di Prodi al festival di Sanremo 2007 ). La giuria per la tappa di Milano sarà presieduta dal produttore Giulio Nenna, Antonio Caggiano, dal giornalista Luca Varani, Stefano Anelli vocal coach CMT Estill Voice Training e direttore SA Canto&Musica e  dalla discografica Paule Fortunato. Le future tappe saranno rese note sul sito ufficiale dell'evento. I biglietti sono acquistabili sul circuito vivaticket

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