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lunedì 20 marzo 2017

La "bomba fiscale" su Beppe Grillo: "Questo come lo spieghi?" / Guarda

Bonifazi sul blog di Beppe Grillo: "Ci sono aspetti fiscali da chiarire. Vedremo..."




Al centro dell'attenzione politica c'è ancora il blog di Beppe Grillo. Tutto è iniziato da Matteo Renzi, che ha annunciato di voler querelare il leader del M5s per alcuni contenuti del sito. Da par suo, Grillo, in un maldestro tentativo di dissociarsi, ha spiegato di non considerarsi responsabile di ciò che compare sul suo blog se non è lui a firmare gli articoli. Caso chiuso? Non proprio. Già, perché ora arriva il "pizzino" di Francesco Bonifazi, il tesoriere del Pd e membro del Giglio Magico renziano, il quale su Facebook ha scritto: "Come funzioni il M5s è ogni giorno di più una incognita". Dunque, dopo un breve accenno al caso delle primarie di Genova, Bonifazi aggiunge: "Ma non vi scrivo per questo! È solo per dire che più studiano l'affaire della titolarità del blog (di Grillo, ndr) e più scopriamo cose interessanti. E per chi come noi sta particolarmente attento al profilo fiscale ci sono molte sorprese interessanti". Una "bombetta", insomma, quella sganciata dal tesoriere democratico: che cosa si nasconde dietro a quel "profilo fiscale"? E ancora: "Non arrivo a dire, come ha fatto Berlusconi, che Grillo ha evaso le tasse. Ma certo che su questa storia siamo ancora all'inizio. Sarà divertente. Noi come Pd siamo sotto attacco da mesi pur essendo totalmente in regola. Adesso - conclude Bonifazi - vediamo se anche il Beppe ha tutte le carte a posto. Vediamo, vediamo". Il messaggio è arrivato. E pare anche piuttosto minaccioso...

Di seguito, il post di Francesco Bonifazi:



Francesco Bonifazi
Sabato
Come funzioni il Movimento 5 stelle è ogni giorno di più una incognita. Tanto per cominciare per gli iscritti a questo movimento: avete visto cosa è accaduto a Genova? Povera candidata vittoriosa e umiliata dal diktat del capo.
Ma non vi scrivo per questo! È solo per dire che più studiamo l'affaire della titolarità del blog e più scopriamo cose interessanti. E per chi come noi sta particolarmente attento al profilo fiscale ci sono molte sorprese interessanti. Non arrivo a dire come ha fatto Berlusconi che Grillo ha evaso le tasse. Ma certo che su questa storia siamo ancora all'inizio. Sarà divertente. Noi come PD siamo sotto attacco da mesi pur essendo totalmente in regola. Adesso vediamo se anche il Beppe ha tutte le carte a posto. Vediamo, vediamo

NAPOLI UNA TRUFFA DEVASTANTE  Bancomat, l'ultima frontiera:  a cosa devi fare attenzione

Napoli, l'ultima truffa: il macchinario che ti ruba la tessera



L'ultima truffa al bancomat? Arriva da Napoli, dove nell'ultima settimana è stato segnalato un boom di denunce. Il copione è sempre lo stesso, ma il modo in cui vi rubano il denaro marca una novità rispetto al passato. La truffa si concretizza nei bancomat allestiti all'interno delle banche, nel momento in cui la vittima abbandona l'istituto. Ma procediamo con ordine. Per accedere alla banca e allo sportello, la vittima striscia il bancomat nell'apparecchio esterno che apre le porte. Dunque, allo sportello, preleva. Ma quando deve uscire dalla banca, la vittima non trova il solito bottone apri-porta, ma un'altro apparecchio dove introdurre la tessera. Ed è questo apparecchio l'epicentro della truffa: già, perché il macchinario restituisce una tessera scaduta, che spesso la vittima non riconosce. E per assicurarsi che la vittima non riconosca lo scambio di tessera, i truffatori si appostano davanti all'istituto, fingendo di dover prelevare e mettendo fretta alla vittima, in modo che infili subito la tessera nel portafogli. Per inciso, il macchinario "legge" il codice della tessera, con il quale poi i truffatori prelevano.



domenica 19 marzo 2017

Si spacca il M5S? Disastro a un passo Incubo scissione, c'è il simbolo / Foto

Si spacca il M5S? Disastro a un passo. Incubo scissione, c'è pure il simbolo




Nel simbolo, il nodo di una rete, a simboleggiare i cittadini che si vogliono attivare col nuovo progetto politico. I colori, giallo e blu, richiamano quelli dello scudo simbolo della città di Parma. "Chi si vuole impegnare in una politica libera, inclusiva, moderna e attiva - spiegano i fondatori - ha un punto di riferimento in cui riconoscersi". Dopo la costituzione nei mesi scorsi del Gruppo di maggioranza in Consiglio comunale, oggi al Modulo Eco di Piazzale della Pace, sono stati presentati il simbolo e la Carta dei valori di Effetto Parma, "atto di nascita" del nuovo soggetto politico che concorrerà alle elezioni amministrative della città sostenendo la candidatura a sindaco di Federico Pizzarotti. All’incontro erano presenti Federico Pizzarotti, Marco Bosi, Cristiano Casa, Andrea Medioli, Paola Ranieri e Leonardo Spadi. "Oggi a Parma - spiegano i fondatori - nasce una forza politica che è punto di riferimento cittadino e al tempo stesso concreto esempio di una politica rigenerata, costruita con le persone e non sugli interessi. Una politica che è un servizio, non un mezzo".

Lontano dall’antipolitica, Effetto Parma punta ad un’ aggregazione sugli stessi valori, peraltro già cari anche al Movimento - dalla sostenibilità ambientale alla politica come servizio civile- ma sostenendo d’europeismo e spirito di inclusione. A Genova, ha spiegato il sindaco di Parma Pizzarotti - che nei mesi scorsi disse polemicamente addio al M5s a suo avviso molto cambiato dalle origini- è già attivo un gruppo che si riconosce in questa carta dei valori. "Il Movimento 5 Stelle aveva aggregato tutto e il contrario di tutto, c’è gente che è tornata sia al Pd che a Fratelli Italia- ha spiegato Pizzarotti interpellato sul tema - Aveva obiettivi troppo vaghi come la lotta alla casta, obiettivi non riconducibili a nessun ideale e sentimento. In questi mesi invece noi abbiamo lavorato per creare un ideale, un sentimento". "Effetto Parma - ha concluso Pizzarotti - non è incentrato su di me: poi inevitabile che la mia figura ci sia, ma non credo - ha concluso - in uomo solo al comando".


Ecoincentivi Ford


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TERREMOTO IN VATICANO Orge, truffe... e casse vuote Le cifre horror per il Papa

Terremoto in Vaticano: casse vuote. Orge, truffe... le cifre horror per il Papa




Con l'avvicinarsi delle scadenze per le dichiarazioni dei redditi degli italiani, aumentano come mai prima d'ora le preoccupazioni dei vescovi italiani. Eh sì perché quest'anno i contribuenti potrebbero non essere generosi come in passato nei confronti della Chiesa Cattolica, alle prese con una delle più gravi crisi di fiducia con i fedeli. Secondo quanto riporta il Giorno, i sondaggi fatti finora per sondare l'umore dell'opinione pubblica non raccontano nulla di buono per la Cei.



Il crollo previsto delle firme nella casella per l'8 per mille è legato alla "cattiva gestione del denaro" secondo il portavoce della Cei, don Ivan Maffeis. Con tutti i casi di cronaca che hanno visto preti e vescovi protagonisti di truffe e uso dissennato del denaro per piacere personale, gli italiani hanno deciso di voltare le spalle al Vaticano e non firmare più per cedere un pezzo delle proprie tasse alla casse dei vescovi: "Il punto più baqsso da dieci anni a questa parte" ha detto don Ivan.

Epatite C Il morbo colpisce 1,2 mln di italiani? Il governo se ne frega e ci fa i soldi

Epatite C, così il governo fa i milioni sui malati


di Franco Bechis



È probabilmente la più grande speculazione che si conosca fatta sulla pelle dei malati. E in Italia, grazie a una gestione più che discutibile, anche sulle casse della sanità pubblica. Il suo nome è Sovaldi, ed è il farmaco a base di Sofosbuvir in grado di debellare una volta per sempre il virus della epatite C (HCV). È prodotto da un colosso farmaceutico americano, la Gilead sciences inc., quotata al Nasdaq, con un fatturato 2016 superiore ai 30 miliardi di dollari e un utile netto di 13,5 miliardi di dollari.

È un farmaco salva-vita che viene regolato e calmierato sul mercato americano, che può essere prodotto su licenza - ma non esportato - con la versione del generico in alcune aree del mondo (India ed Egitto, ad esempio), e che viene venduto in Europa e nel resto del mondo a prezzo proibitivo, tanto è che quasi tutti gli utili della Gilead provengono dall' Europa. Il prezzo di vendita al pubblico non è alla portata delle tasche dei malati, ma con il governo di Matteo Renzi il farmaco è stato portato all' interno del servizio sanitario nazionale. Il costo è sostenuto dalla sanità pubblica, che però al momento ancora lo centellina ai pazienti. Anche perché ha condotto una trattativa piena di misteri con l'azienda americana che non ha abbassato i costi come sarebbe stato immaginabile. Ora su quella trattativa e sul dramma di centinaia di migliaia di malati è stata aperta una indagine molto complessa dalla procura della Repubblica di Pavia. Grazie a cui è cominciata a venire fuori una verità inimmaginabile.

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I numeri, innanzitutto. In Italia esistono fra 1 milione e 1,2 milioni - a seconda delle statistiche ufficiali - di persone infette dal virus della epatite C (HCV), anche se probabilmente le cifre sono per difetto, perché molti altri possono avere contratto il virus senza saperlo ancora. Quello italiano è il record europeo di malati, e l'epatite C è la principale causa della cirrosi epatica (72%) e del tumore al fegato (76%) nonché la quinta causa di mortalità in Italia con circa 13 mila decessi l'anno. Il Sovaldi, il nuovo farmaco dell'azienda Usa, è in grado di sconfiggere il virus anche in pazienti con patologia epatica in fase molto avanzata. Ma il prezzo come abbiamo detto dipende dalla legge della domanda e dell' offerta: ne ordini milioni di confezioni, e si spuntano cifre ragionevoli. Ne ordini poche, e il costo sale come sale il margine dell'azienda farmaceutica.

Per questo motivo sulle prime si era pensato di fare una trattativa a livello europeo. Ma la Germania ha 7 mila malati e non vuole pagare anche per quel milione e più di italiani. Quindi la trattativa è stata demandata alle varie agenzie nazionali, e ognuno ha trattato per conto proprio.

In Italia ad incontrare l'azienda per spuntare il prezzo è stato l'ex direttore generale dell' Aifa, Luca Pani, dopo il via libera del governo a inserire il farmaco nel prontuario: le cure sono care, ma con le giuste prescrizioni possono essere a carico del sistema sanitario nazionale. Quella trattativa però è stata segretata, e nessuno a parte Pani ne conosceva i dettagli. Il Tar del Lazio aveva imposto la de-secretazione degli atti, ma Pani si è opposto e non li ha consegnati. Ha dovuto farlo davanti all' ordine di sequestro della documentazione con cui si è presentata all' Aifa la procura della Repubblica di Pavia.

Quel farmaco avrebbe potuto salvare tutti i malati italiani in un massimo di tre anni. E invece quella trattativa ha indicato un tetto di 50 mila malati in cura in 18 mesi, che significa circa 33 mila all'anno. Per guarire tutti ci vorrebbero 30 anni e più. Ma non servirà, perché tanto moriranno prima di averlo. Dalle carte sequestrate si è scoperto che per una cura completa al paziente servono 3 flaconi da 28 pastiglie da prendere tutti i giorni per 12 settimane.

La sanità italiana senza fornire spiegazioni ha deciso che possa essere prescritto (e quindi gratuito) solo dai centri iper-specializzati in malattie infettive. Sono pochi e non possono prendere in carico più di quei 33 mila pazienti l'anno. Così nel contratto provvisorio siglato da Pani con la Gilead è stato inizialmente fissato un prezzo a carico del SSN di 15 mila euro a flacone, 45 mila euro per la cura completa. Il contratto aveva durata 8 mesi con prezzo che man mano scalava fino a 4 mila euro a falcone, 12 mila per l'intera cura. Alla fine degli 8 mesi, vista la sperimentazione si sarebbe fatto un nuovo contratto e se i tempi fossero stati più lunghi la fornitura sarebbe continuata al prezzo medio di quegli otto mesi. Siccome il contratto è scaduto alla fine dell'estate scorsa, da allora il SSN compra quel medicinale al prezzo medio di 13.800 euro a flacone, 41.400 euro per la cura completa. Per un milione di malati la cura costerebbe così alla sanità italiana la bellezza di 41 miliardi di euro. Ma sarebbe riservata ogni anno solo a circa il 3% dei malati.

E gli altri? A sorpresa nelle carte sequestrate spunta l'indicazione che privatamente il farmaco possa essere prescritto anche da medici internisti, infettivologi e gastroenterologi (che invece non possono prescrivere per conto del SSN). La platea dei beneficiari si amplia ulteriormente. Ma ben pochi possono permettersi quelle cure, perché il Sovaldi viene messo in vendita a 24.756 euro a flacone, 74.260 euro per l' intera cura, e quindi può salvare la vita solo ai nababbi.

Il fatto è che lo stesso farmaco prodotto dalla stessa azienda viene venduto come generico autorizzato dalla Gilead anche in Egitto e in India al prezzo di 300 dollari al flacone, 900 dollari (700 euro) per l'intera cura. Quindi mentre la sanità pubblica dorme e qualcuno specula su tasche e vite dei pazienti, stanno facendo affaroni agenzie specializzate che organizzano viaggi turistici-farmaceutici in Egitto e in India con pacchetti che variano fra 1.500 e 2.000 euro comprensivi delle tre confezioni necessarie per debellare l'epatite C.

"Così i bulli hanno ridotto mio figlio" Napoli, il padre mostra le foto / Guarda

Napoli, il padre pubblica su Facebook le foto del figlio bullizzato



Fabio ha 13 anni ed è tornato a casa da scuola con gli occhi lividi, picchiato da cinque suoi coetanei che lo avevano incontrato per strada. Bullizzato e massacrato. Una volta tornato a casa, a Mugnano, in provincia di Napoli, ha raccontato tutto ai genitori che, dopo aver sporto denuncia, lo hanno portato in ospedale: la prognosi è di 7 giorni per traumi contusivi facciali. Due dei cinque bulli sono già stati individuati dai carabinieri.

Nel frattempo il papà ha voluto denunciare l'accaduto sul web, sconcertato per quanto accaduto. "Buonasera a tutto il popolo di Facebook, oggi vi mostro cosa sta diventando il mondo e ve lo mostrerò nel modo più vero e crudo. Vi mostrerò la faccia vera di quella merda che si chiama bullismo e vi prego di condividere e commentare perché quello che oggi è successo a mio figlio non deve e non dovrà accadere a nessuno. E mi raccomando, denunciate perché gli autori di tali soprusi non devono passarla liscia. Spero che siate tutti d'accordo con me. Mi raccomando, condividete!".

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Due rom vogliono rubargli la fede nuziale L'orrore sull'80enne: come l'hanno ridotto

Ostia, anziano derubato: per portargli via la fede gli fratturano un dito



Un 81enne di Ostia è stato aggredito da due uomini che volevano sottrargli del denaro. Non trovandone (l'uomo aveva in tasca soltanto 5 euro) hanno cercato di portargli via la fede nuziale, che l'anziano ha gelosamente nascosto nel pugno della mano. I due allora, hanno deciso di rompergli un dito e fuggire con la scarsa refurtiva. Al momento dell'aggressione l'uomo si trovava in una pineta a due passi dal mare, dove andava spesso a passeggiare. Secondo la sua testimonianza i due aggressori erano sporchi, scuri di pelle. Gli inquirenti non escludono che potessero venire da un vicino campo rom. L'anziano si è fatto subito accompagnare al pronto soccorso ed ha racconto l'accaduto ai medici e alla polizia; i responsabili non sono ancora stati rintracciati.

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