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mercoledì 21 dicembre 2016

BERLINO SOTTO CHOC Caccia a un killer tunisino Dove lo stanno cercando

Berlino, l'attentatore è tra i feriti: caccia all'uomo



Continua in Germania la caccia all'attentatore colpevole della strage al mercatino di Natale a Berlino in cui sono rimaste uccise dodici persone e una cinquantina sono rimaste ferite. La polizia tedesca ha fermato un sospettato ma la persona è stata subito rilasciata. Secondo la Bild la polizia sta cercando il terrorista, un tunisino, tra i feriti ricoverati negli ospedali di Berlino e di Brandeburgo. I suoi documenti sono stati trovati a bordo del camion usato per l'attacco.

Subito dopo la strage era stato fermato e rilasciato per mancanza di prove, un pakistano di 23 anni richiedente asilo. Ora gli investigatori stanno conducendo l'analisi del dna raccolto nel camion utilizzato per l'attacco e stanno studiando i dati del gps del tir e dei telefoni cellulari. 

La rivendicazione del gruppo terrorista Stato islamico è arrivata ieri, attraverso l’agenzia di notizie Amaq affiliata ai jihadisti. Ha descritto l’autore dell’attentato come "un soldato" del gruppo estremista, affermando che avrebbe agito per rispondere "alle richieste di attaccare i cittadini dei Paesi che fanno parte della coalizione internazionale" che lotta contro lo Stato islamico in Siria e Iraq.

Cav e Napolitano, disastro sul Colle. Si incontrano, poi parte la coltellata: "No, a lui no"

Berlusconi al Quirinale, incrocia Napolitano ma non si fanno gli auguri



Momenti di tensione al Quirinale. Silvio Berlusconi era salito al Colle per gli auguri del presidente Sergio Mattarella, insieme alle più alte cariche dello Stato, quando nel giro di qualche metro si imbatte in Giorgio Napolitano. I due per un attimo si incrociano ma, riferiscono i maligni, appena Re Giorgio ha visto il Cavaliere se n'è andato. "E ci credo", sorride un Berlusconi di ottimo umore, che poi conferma: "No, non gli ho fatto gli auguri. È il regista di troppe cose che non mi piacciono". 

Terroristi in Europa, le carte segrete: la tragica verità che non si può dire

Terroristi infiltrati tra i migranti, le carte segrete: l'Europa sa tutto, quanti sono



Terrorismo e migranti, ufficialmente è vietato parlarne, o anche solo azzardare un collegamento. Ma la realtà è molto più drammatica: l'Unione europea sa tutto e ha in mano anche i numeri, da brivido: sarebbero un migliaio i possibili terroristi infiltrati in Europa sfruttando le rotte dei migranti, via Mediterraneo o attraverso i Balcani. Questo almeno riferiscono i report dei servizi di sicurezza dei singoli paesi, consegnati in un dossier unico a Bruxelles, di cui riferisce il Tempo.

A fine novembre il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve aveva parlato di "minaccia jihadista mai stata così elevata", e d'altronde sul tavolo delle autorità di mezza Europa era già scattato l'allarme per possibili attentati ai mercatini e alle manifestazioni di piazza natalizie. Una possibile strage, a Strasburgo, era stata appena sventata dall'intelligence francese. 

Il problema è che non basterà però "filtrare" i nuovi arrivi, perché siamo di fronte a un "terrorismo islamico a chilometro zero", che fa proseliti presso chi vive da anni e magari e nato in Europa, attirando i disperati o semplicemente i più influenzabili nella rete del jihadismo. Il camionista del tir di Berlino è stato sequestrato a 600 metri dal mercatino, al terrorista sono serviti poi pochi minuti per mettere in atto il suo piano omicida. Gli esperti parlano di "strategia palestinese", con una fitta rete di attentati affidati non più all'organizzazione centrale dello Stato islamico ma a cani sciolti, "volenterosi della morte" che non necessitano nemmeno più di un particolare addestramento militare. A loro, da Nizza a Berlino, non si chiede più di saper maneggiare kalashnikov o fabbricare esplosivo, ma semplicemente di saper guidare un camion e farlo schiantare sulla folla ignara. Un terrorismo low cost e forse per questo ancora più difficile da prevenire. 

IL CAMIONISTA EROE Cosa ha fatto in cabina con il terrorista islamico

IL CAMIONISTA EROE Cosa ha fatto in cabina con il terrorista islamico



Ha lottato fino alla fine per cercare di riprendere il controllo del suo camion ed evitare la strage, ma non ce l'ha fatta. Lukasz Urban, 37 anni, è senza vita, il corpo tumefatto, pieno di tagli (forse causati da diverse coltellate), insanguinato. "Ha lottato per la sua vita", racconta Ariel Zurawski, suo cugino e socio al Corriere della Sera: "Ho visto le foto, mi sono sentito male. La polizia mi ha detto che ha sofferto. Aveva ferite da coltello e da pistola. Dev'essere stata un'agonia terribile".

Lukasz era partito venerdì mattina 16 dicembre dalla Decathlon di viale Fulvio Testi, a Milano. E' carico di acciaio per la Thyssenkrupp. Nel pomeriggio è sul Brennero: le telecamere lo riprendono. A Berlino arriva lunedì mattina 19 alle 7 e si innervosisce perché deve aspettare 24 ore, prima di scaricare i laminati e tornare in Polonia. Durante questa sosta qualcuno lo individua. Lukasz è un omone, è alto più di un metro e ottanta per 120 chili di peso. Ha appena postato una foto mentre sorridente mangia un kebab, ha appena chiamato la moglie e però non può rispondere. Ad un certo punto si sa solo dalle tracce satellitari che il tir comincia a fare manovre strane. Va avanti e indietro, s' accende e si spegne: "Come se qualcuno stesse imparando a guidarlo". Forse Lukazs è già morto. Il camion prende la Kantstrasse e si lancia sul mercatino di Natale.

Caivano (Na): Un grande successo di pubblico per il giovane attore comico, Antonio Aversano

Un grande successo, seguitissimo il giovane attore comico, Antonio Aversano


di Angela Bechis


Antonio Aversano
Attore Comico

Anche quest'anno come tutti gli anni, si è svolto in un'atmosfera di grandissimo entusiasmo "Le Stelle della Moda" al Teatro Lendi, ospite appunto il giovane attore comico, Antonio Aversano, che stupisce il pubblico con un monologo di Biagio Izzo. 

Cinema e teatro, passione, vocazione e voglia di fare: Antonio Aversano, classe 1991, figlio di Maurizio Aversano e Autilia Cammisa, attore comico, protagonista di diverse opere teatrali del grande Eduardo De Filippo, si racconta in questa nostra intervista. Originario di Caivano, ultimo Paese a nord di Napoli, sin da piccolo scopre la sua grande passione per l’arte teatrale che, con la sua personalità e soprattutto naturalezza della sua persona, fa di lui un’artista a 360 gradi. Vincitore di Talent Show, nella categoria Cabaret.

Antonio, come nasce la tua passione per il teatro e per la recitazione?

Sin da piccolissimo ero attratto dal Teatro e dal Cinema, mi piaceva andarci con i miei genitori, ma soprattutto l'ho scoperto e amato con le recite, a scuola. Ed è proprio da qui che nasce la mia carriera. 

Quindi sin da piccolissimo hai scoperto questa vocazione.

Mi sento di dire innanzitutto di farlo per passione e non per quello che si vuole diventare o apparire, come spesso accade sulla falsa riga di molti programmi incentrati su “miti” e personaggi della televisione. Il mestiere di attore è un’altra cosa, è innanzitutto studio costante, è curiosità ed arricchimento personale; è sacrificio, sia fisico che mentale. Penso che i giovani come me abbiano tanto da dire, ed è giusto che i ragazzi riprendano in mano la situazione portando novità e rinnovamento. Bisogna crederci e non demordere mai.

A proposito di grandi attori, cosa si prova a stare vicino ad attori comici come la Grande Marisa Laurito, Biagio Izzo e tanti altri....

E' un'esperienza unica. Riescono a trasmetterti esperienza, professionalità ma soprattutto tantissima emozione e tanta voglia di fare. 

Diocesi di Aversa: Dal 28 al 30 dicembre, Presepe Vivente alla Parrocchia Santa Maria la Nova

Dal 28 al 30 dicembre, Presepe Vivente alla Parrocchia Santa Maria la Nova  



di Don Carlo Villano 
per il Notiziario sul web





La Parrocchia Santa Maria la Nova per aiutare sempre più a vivere e riscoprire il significato più intimo della celebrazione del Natale, organizza nei giorni 28 - 29 - 30 Dicembre 2016 dalle 18:30 alle 21:30 la 1° edizione del Presepe Vivente. Il presepe costituisce da sempre la rappresentazione principale delle ricorrenze natalizie per il messaggio d'amore e di pace che scaturisce dalla capanna di Betlemme.

Questa rappresentazione offrirà a tutti la possibilità di viaggiare nel tempo e nella memoria, rivivendo il grande evento della Natività attraverso quadri scenici e dare l'interessante opportunità di riscoprire il quartiere "Borgo di Aversa", non solo agli stessi abitanti ma anche a chi dai paesi vicini verrà a visitare la nostra opera. 

Ormai a lavoro da alcuni mesi, volenterosi collaboratori della Parrocchia hanno ricostruito nel grande spazio dei campi parrocchiali scene di vita ordinaria dell'epoca di Gesù che si snodano lungo un percorso che dalla quotidianità del tempo conduce fino alla Grotta di Betlemme. Lungo il percorso ci saranno alcune scene recitate che si susseguiranno durante le tre serate, esse rappresenteranno San Francesco che inventa il Presepe, l'Annunciazione a Maria, la Visitazione di Maria a Elisabetta e la Corte di Erode, oltre ovviamente alla scena della Natività. Questo tipo di rappresentazione favorisce l'intento di poter vivere il Presepe Vivente come una forma di catechesi sul vero senso del Natale. Sarà questa un occasione di crescita comunitaria che vedrà insieme bambini, ragazzi, giovani e adulti mettersi in gioco per portare in scena l'evento di Natale.

L'ingresso sara' gratuito. A fianco all'area scenica saranno allestiti degli stands gastronomici il cui ricavato servirà a coprire le spese di realizzazione. 

Un pilota italiano guiderà la Ferrari: Marchionne, l'ora del ribaltone... Ecco chi è

Ferrari, la svolta italiana: chi è Antonio Giovinazzi, terzo pilota della Rossa



È partito da Martina Franca, bambino di 3 anni su un mini-kart, ed è arrivato a Maranello, per guidare a 23 anni una Ferrari in Formula 1. Antonio Giovinazzi, vice-campione del mondo della Gp2 con il team veneto Prema, è ufficialmente il terzo pilota della Rossa, dopo Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen: inizierà allenandosi al "ragno", il simulatore della Ferrari, ma il sogno è di conquistare una delle prime due guide in tempi non troppo lunghi. Nel frattempo, si gode la gioia di essere il primo italiano a indossare la tuta del Cavallino dal 2009, quando al suo posto c'erano Giancarlo Fisichella e Luca Badoer, di bel altra età ed esperienza.  Il presidente Sergio Marchionne lo ha accolto con parole lusinghiere: È un gran pilota, la scuderia deve avere giovani pronti a mettersi in gioco". L'idea della Ferrari non è solo quella di puntare sui giovani per i suoi test, ma anche quella di lanciarli in Formula 1 attraverso team satelliti. Uno è la Sauber, con cui Giovinazzi potrebbe correre nelle prove libere del venerdì. L'altro, è il progetto di Marchionne, potrebbe essere l'Alfa Romeo, ma qui i tempi sono lunghi: "Finché non produce cassa con i nuovi modelli, bisognerà aspettare".