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lunedì 19 settembre 2016

Russia, gli Exit Poll incoronano Putin Con queste cifre lo zar annienta tutti

Russia, gli Exit Poll incoronano Putin. Con queste cifre lo zar annienta tutti



Il partito Russia Unita del presidente Vladimir Putin è in testa con il 44,5% dei voti nelle elezioni per il rinnovo della Duma e nelle regioni. È quanto emerge dai primi exit poll, secondo cui al secondo posto si sarebbero piazzati i nazionalisti del Ldpr con il 15,3% dei consensi, mentre terzi sarebbero i comunisti con il 14,9%.

Secondo gli exit poll condotti dal Public Opinion Research Center, al quarto posto, con l’8% delle preferenze, si ferma il partito socialista Russia Giusta.

Le prime indicazioni confermano dunque le previsioni della vigilia di quelle che sono state definite le elezioni più noiose degli ultimi anni in Russia: nulla cambia nella composizione del Parlamento, dove restano rappresentati gli stessi quattro partiti della legislatura uscente. Si è trattato anche delle prime elezioni alle quali ha partecipato la Crimea dalla sua annessione alla Federazione nel marzo di due anni fa. Secondo la Commissione elettorale centrale, l’affluenza alle urne alle 18 ora di Mosca era del 39,37% degli oltre 111 milioni di aventi diritto al voto.

Diabete: scoperto l’enzima PRDX6 che mette a dieta il fegato 'grasso'

Diabete: scoperto l’enzima PRDX6 che mette a dieta il fegato



Obesità, diabete di tipo 2 e steatosi epatica (fegato grasso) sono condizioni caratterizzate da un’eccessiva produzione di radicali liberi dell’ossigeno; studi recenti suggeriscono un coinvolgimento della perossiredossina 6 (PRDX6), un enzima ad attività anti-ossidante, nella patogenesi dell’aterosclerosi e del diabete mellito di tipo 2. Uno studio dell’Università ‘Tor Vergata’ di Roma è andato a verificare il ruolo di questo enzima anche nell’obesità e nella steatosi epatica. L’obesità e il diabete mellito di Tipo 2 (DMT2) sono malattie cronico-degenerative, associate ad alti livelli di stress ossidativo, che nel tempo vanno a produrre danni a livello di DNA, lipidi e proteine, producendo a cascata malattie cardiovascolari o favorendo l’obesità. Fra gli enzimi antiossidanti, la perossiredossina 6 (PRDX6), ha un ruolo importante nell'aterosclerosi e nel DMT2; tuttavia non è ancora stato chiarito il ruolo di questo enzima nell’obesità e nella steatosi epatica non alcolica (NAFLD). “Per chiarire il ruolo di questa proteina nella modulazione della disfunzione metabolica – spiega il dottor Roberto Arriga  dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’ – abbiamo sottoposto a dieta ricca di grassi dei topi normali (wild type, WT) e dei topi privi della PRDX6 (knockout). Dopo 6 mesi di questa dieta, i topi privi della PRDX6 hanno mostrato un maggior aumento di peso ed un quoziente respiratorio superiore (indice di ossidazione lipidica che porta alla formazione di specie reattive dell’ossigeno), rispetto ai topi normali. I topi privi della PRDX6 presentavano inoltre un marcato aumento dei livelli di glicemia ed una forte riduzione della secrezione insulinica, che si accompagnavano ad una netta diminuzione del numero e delle dimensioni delle isole di Langerhans (le aree del pancreas contenenti le cellule beta produttrici di insulina)”.

Nei topi privi di PRDX6 si è osservato anche un aumento della captazione degli acidi grassi da parte del fegato, che portava alla comparsa della steatosi. I topini privi della PRDX6 presentavano inoltre anche un profilo lipidico alterato (alti livelli  di trigliceridi, VLDL e colesterolo). Infine, nel fegato e nel tessuto adiposo di topi PRDX6-/-, la produzione delle citochine leptina, TNF-α, IL-1β, IL-6, Mip1-α e Kc risultava più elevata rispetto ai normali, spia questa di uno stato pro-infiammatorio. “I risultati del nostro studio – afferma Arriga - dimostrano che la PRDX6, in virtù della sua attività antiossidante, rappresenta un nuovo interessante target molecolare, che potrebbe essere utilizzato per lo sviluppo di terapie preventive innovative nel diabete di tipo 2, attraverso lo sviluppo di molecole che mimino la funzione della PRDX6 o di altre in grado di stimolarne la produzione”. L’azione della PRDX6 potrebbe dunque essere sfruttata come terapia per diminuire lo stress ossidativo e la steatosi epatica, tipiche dei pazienti obesi con diabete di tipo 2. “Questi studi condotti su modelli animali aggiungono nuovi potenziali target terapeutici nello scenario della patogenesi del diabete tipo 2– commenta il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID). E’ molto significativo che studi di vedano protagonisti giovani ricercatori della SID”.

RENZI VS MERKEL Ecco la verità sullo strappo C'è una spifferata da Berlino

Renzi, la verità sullo strappo con l'Ue. Macché immigrati, la spifferata da Berlino



Lo strappo di Matteo Renzi con la linea franco-tedesca sulle politiche per l'immigrazione europee ha scatenato il dibattito politico in Germania. Diversi quotidiani nazionali hanno preso sul serio le parole del premier italiano, interrogandosi sul futuro dell'Unione europea e su quanto Renzi sia riuscito a demolire l'ottimismo di Angela Merkel, oltre che quel finto clima unitario tanto ostentato al vertice in Slovacchia.

Ma il sospetto più maligno è arrivato dal Frankfurter Allgmeine Zeitung, secondo il quale la posizione di Renzi andrebbe letta, come riporta il Giorno, in una: "chiave politica interna", visto che a breve in Italia si voterà per il referendum costituzionale. È stato palese anche per i quotidiani tedeschi quanto poco abbia concluso il vertice di Bratislava e l'opinione pubblica tedesca ha colto subito quanti fossero ipocriti i sorrisi tra le Merkel e Hollande, nonostante le rotture concrete soprattutto per le polemiche sul surplus commerciale della Germania.

Ai tedeschi però starà meno simpatico anche il premier Renzi, però, visto che il suo strappo con l'asse franco-tedesco è arrivato dopo aver comunque approvato le linee guida del vertice: "La road map di Bratislava - avrebbe detto una fonte del governo tedesco - è stata condivisa e concordata da tutti e 27 i leader presenti". E la bordata è arrivata anche dal presidente della Commissione Affari europei del parlamento di Berlino, Gunther Krichbaum: "So che Renzi deve vincere un referendum sulla riforma costituzionale e capisco che ci sono Paesi che sono più impazienti".

LA PIOGGIA DI EURO I salari dei dirigenti pubblici Ecco chi è che intasca di più

Dipendenti pubblici, la classifica degli stipendi. Ecco chi è che intasca più di tutti



La classifica degli stipendi dei dipendenti statali aggiornata dall'agenzia Aran è destinata a scatenare non poche polemiche, anche all'interno dell'esercito dei lavoratori dello Stato. Come riporta il Messaggero, tra i 3,2 milioni di lavoratori esistono differenze che farebbero saltare i nervi anche al santo più pacifico. L'abisso che più salta agli occhi è quello, per esempio, tra la retribuzione di un bidello e un dirigente di prima fascia delle agenzie fiscali: i secondi intascano ogni mese dieci volte quello che porta a casa il povero collaboratore scolastico.

Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2014, infatti, a guidare la lista dei paperoni statali ci sono proprio i dirigenti di vertice dell'Agenzia delle Entrate, Dogane, Demanio e Monopoli che ogni anno posso contare su un'entrata di 220 mila euro. Sono i loro stipendi a sovrastare tutti, più alti dei colleghi di Inail e Inps a 217 mila, dei ministeri a 178 mila.

Non se la passano male neanche i semplici dipendenti, soprattutto quelli che lavorano in autorità indipendenti come Antitrust e Agcom che guadagnano 74 mila euro all'anno. Non male anche i lavoratori di Palazzo Chigi con 49 mila euro all'anno. Avranno di che lamentarsi i dipendenti di Regioni e Comuni che non vanno oltre i 28 mila euro.

Parla la escort (italiana) per sceicchi Le tariffe e i vizi porno degli islamici

L'intervista di Libero Parla la escort per i ricchi islamici. I viaggi, le tariffe, i vizi degli sceicchi


intervista di Noemi Azzurra Barbuto



Non orde di poveri balordi che, senza ordine, seminano terrore e minaccia, non barbari inferociti che devastano tutto ciò che toccano e neanche criminali sanguinari mossi dal delirio collettivo, bensì un vero e proprio ordinamento, quantunque bestiale e disumano, con un proprio esercito pagato e leale, con una propria organizzazione, proprie regole, e, soprattutto, potentissimo dal punto di vista economico, per questo, temibile.

«Lo Stato islamico è probabilmente il gruppo terroristico più ricco mai conosciuto - afferma Matthew Levitte, direttore del programma d'intelligence e antiterrorismo al Washington Institute for Near East Policy - non integrato nel sistema finanziario internazionale, e per questo non vulnerabile».

Una ricchezza stimata intorno ai 2 miliardi di dollari. Ma da dove arrivano queste ingenti risorse economiche? Rapine, sequestri, tratta di esseri umani, estorsioni, furti, contrabbando, ma soprattutto controllo di pozzi di petrolio e raffinerie, almeno secondo fonti israeliane. Ma anche donazioni volontarie da parte di importanti uomini d'affari dei Paesi del golfo persico. Arabia Saudita, Qatar e Kuwait sono alcuni dei maggiori finanziatori delle milizie dello Stato Islamico.

Una lunga e massiccia catena di piombo, ma sarebbe più appropriato dire «d'oro», di cui il terrorista che si fa esplodere per uccidere altre vite in mezzo alla strada non è che un minuscolo anellino, una pedina, un soldatino di plastica, o di carta igienica, alienato e imbottito di esplosivo.

Tutto questo risulta molto curioso alla luce di una realtà esistente ma sconosciuta. Sono lussureggianti viaggi in mete esotiche, in alberghi di lusso estremo o in ville da «mille e una notte», dj di fama internazionale, feste protratte tutto il giorno per intere settimane o per mesi in piscina, party a bordo di yacht immensi extra-lusso, giochi, cene, serate in esclusive discoteche, ma soprattutto ragazze, tante, tantissime, decine, a volte centinaia, tutte bellissime e sotto i 25 anni, tutte europee o americane, preferibilmente more, con visi da bambine e corpi perfetti.

Quanto costa una vacanza così? Se sei una bella ragazza, non necessariamente modella, non solo viaggi gratis, ma vieni anche pagata: minimo 500 euro al giorno. Un business sommerso e in grado di procurare centinaia di migliaia di euro a chi lo gestisce in assoluta segretezza. Ma chi recluta le ragazze? Come? Dove vanno? E chi le paga soprattutto? Queste domande le abbiamo poste ad una ragazza che questi viaggi li ha fatti fino a qualche settimana fa. Per ragioni di privacy, non sveleremo il suo vero nome, chiamandola con uno pseudonimo: Simona. Simona è italiana, ha 24 anni, vive a Milano, un viso da bambolina, un corpo magro ma con le giuste forme, capelli lunghi castani. Ci racconta di questi viaggi, definendoli «fantastiche esperienze, quasi surreali, in cui veniamo trattate tutte come principesse». Parrucchieri, truccatori, massaggiatrici, centri benessere, hanno a disposizione ogni genere di servizio.

Simona, chi organizza questi viaggi?

«Io ho un contatto, una signora che lavora in questo ambito da diversi anni, non è italiana. Cambia spesso numero per ragioni di sicurezza. Lei organizza, seleziona le ragazze, su richiesta dei clienti».

Chi sono i clienti?

«Principi arabi, miliardari».

Quali sono le mete?

«Dubai, Kuwait, Paesi arabi, ma raramente anche Londra, o Parigi».

Quanto vieni pagata al giorno?

«Veniamo pagate tutte dai 500 ai 2000 euro al giorno, ma spesso capita di tornare da questi viaggi con guadagni extra, fino a 10.000 dollari, che è l'importo massimo consentito da poter portare in Italia. Se in aeroporto ti trovano addosso soldi contanti superiori a questa cifra, allora devi lasciarli lì».

A te è mai capitato di portare in Italia questa cifra massima di contanti?

«Sì, più di una volta. Ho messo i contanti ovunque, in valigia, addosso, dentro il reggiseno, negli slip».

Di questi soldi quanto sei tenuta a dare all'agente che ti seleziona?

«All'agente non devo nulla. Viene già pagata dal cliente per ogni ragazza che viene mandata lì. Se io prendo 500 euro al giorno, l'agente prenderà per me almeno 1.500/2.000 euro, ma non so esattamente».

Vengono organizzati spesso questi viaggi?

«Di solito, ci sono partenze di ragazze da Milano ogni settimana. A volte durano qualche giorno, a volte mesi. Io ho amiche che stanno lì a lungo. Io ne ho fatti diversi, ma cercano sempre ragazze nuove».

Hai dovuto fare delle selezioni?

«Ho dovuto mandare all'agente europea qualche foto mia in costume ed un video in cui mi presento, sempre in costume, perché gli arabi non si fidano delle foto, che possono essere ritoccate, preferiscono vedere la ragazza in video. Inoltre, arrivate sul posto, prima di qualsiasi altra cosa ci sequestrano i telefonini per evitare che facciamo foto e ci vengono fatti numerosi esami per verificare il nostro stato di salute e l'eventuale presenza di virus. Qualche volta è successo che qualche ragazza non abbia passato i controlli e sia stata rispedita a casa senza un dollaro».

Quale tipologia di ragazza cercano? È vero che gli arabi amano le donne in carne?

«Il requisito indispensabile è che abbiamo un viso ingenuo e pulito, da bambina. Non cercano modelle, magrissime, ma neanche donne in carne. A loro piace che siano magre ma con un po' di forme».

Gli extra di cui parli da cosa derivano?

«In questi viaggi le ragazze fanno immagine, non sesso. Sono pagate per divertirsi, andare nei locali, alle feste, ma se un principe sceglie una ragazza per portarla a letto, offre una cifra dai 5.000 dollari in su. Se la ragazza non accetta, viene rispedita a casa il giorno dopo. Ma non succede quasi mai, ognuna di noi spera di essere scelta. A volte i principi ci regalano soldi senza motivi particolari, solo perché sono in vena di essere generosi. Una volta hanno proposto a tutte noi un gioco di resistenza con una gamba in aria, in equilibrio, chi avesse resistito di più, avrebbe vinto 5.000 dollari. Alla fine, li hanno dati a ciascuna ragazza».

Quando avvengono, i rapporti sessuali sono protetti?

«Ci costringono a fare le analisi del sangue proprio per potere avere rapporti non protetti».

Non hai paura di possibili malattie o gravidanze indesiderate?

«È un rischio che mi assumo, a volte con qualche preoccupazione, ma mi rende tranquilla il fatto che loro ci tengano tanto al loro e al nostro stato di salute».

Con le altre ragazze come ti trovi?

«Di solito, si crea un fantastico clima tra noi ragazze. Non ci sono gelosie, invidie, competizioni, perché tutte veniamo pagate e siano soddisfatte di ciò che riceviamo, gli extra sono qualcosa in più che può anche non esserci, cambia poco».

Come sono questi uomini arabi?

«Di solito molto giovani, intorno ai 25/30 anni, ma anche uomini maturi. Alcuni molto belli. Ne ricordo uno con occhi verdi e pelle scura. Sono gentili».

Fanno regali?

«Non sopportano le richieste di regali. Se una ragazza entra nelle grazie di uno di loro, deve essere abile a farsi fare regali ma senza chiedere».

Insomma, li prendete un po' in giro?

«Come tutti gli uomini di cui non ci frega nulla. Io non mi aspetto di trovare lì l'uomo della mia vita. Non mi riconosco in quella cultura, in quel mondo di lussi sfrenati. Vado cercando di raccogliere più che posso e poi torno in Italia, dal mio fidanzato».

Lui conosce la natura di questi viaggi?

«Ovviamente sa che vado per ragioni di lavoro, immagine. Ma non sa ovviamente tutto ciò che lì può succedere».

Come sono gli arabi a letto?

«Concentrati su loro stessi. Brutali. Sicuramente non attenti, caldi e passionali come gli italiani. Il rapporto non dura che pochissimi minuti».

Viaggerai ancora?

«Non vado fiera per tutto questo e non sono certamente una santa. Ma così sono riuscita a mettere molti soldi da parte per il mio futuro e spero di continuare a farlo».

Non hai paura di recarti in questi Paesi in un periodo così particolare?

«In quegli ambienti non si percepisce quel terrore che vedo nel telegiornale. È tutto molto tranquillo, quasi un mondo da sogno, scintillante, isolato da tutto il resto. Non ho mai avuto forti timori».

Un universo pieno di contraddizioni quello islamico.

Da un lato, vogliono le loro donne coperte da cima a fondo, dall'altro vogliono le nostre ragazze scoperte, in bikini, o nude. Da un lato, denigrano i nostri costumi e la nostra civiltà; dall'altro, li ricalcano. Da un lato, studiano nelle nostre Università europee; dall'altro, finanziano movimenti che minacciano l'Europa e tutto l'Occidente. E non sarebbe assolutamente azzardato ritenere che questi stessi principi milionari, che si trastullano con le nostre donne, donando loro migliaia di euro per restare in equilibrio su una gamba per qualche minuto, siano gli stessi che presumibilmente pagano centinaia di migliaia di dollari i miliziani jihadisti per decapitare gli ostaggi europei e distruggere tutto ciò che per noi è sacro.

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Trema la Regina Elisabetta. In casa Windosor c'è stato il primo ufficiale "coming out". Si tratta di lord Ivar Mountbatten che confessa di essere gay in una intervista al Mail on Sunday. Mountbatten, 53 anni, è cugino della Regina ed è stato testimone di nozze di Filippo ed Elisabetta. Discendente diretto della regina Vittoria, è stato sposato fino al 2011 con Penelope Thompson da cui ha avuto tre figli. 

Esplode San Siro: è una SuperInter Stracciato il tabù contro la Juve: 2-1

Esplode San Siro: è una SuperInter che si aggiudica la gara d'andata. Stracciato il tabù contro la Juventus: 2-1



L’Inter si aggiudica la gara d’andata del derby d’Italia con la Juventus per due a uno. Chiuso il primo tempo 0-0, ad andare in vantaggio al 19’ della ripresa è la squadra di Allegri con Lichtsteiner. L’Inter pareggia quattro minuti dopo, al 23, con un gol di Icardi. Il 2-1 arriva al 33’ con una rete di Perisic.