Visualizzazioni totali

martedì 22 marzo 2016

Caivano (Na): Daniele, La Giunta? Ho qualche dubbio sulla tenuta

Caivano (Na): Daniele, La Giunta? Non credo sia solida


di Angela Bechis


Gaetano Daniele
Amministratore il Notiziario sul web

Una Settimana dall'insediamento della nuova Giunta di Alto profilo, che ne pensa?

Innanzitutto, vorrei chiarire subito un aspetto importantissimo, nessun professionista si può permettere il lusso di offendere un altro professionista. Alto profilo è un termine che è stato coniato da qualcuno che di politica non ha mai capito nulla, e solo a Caivano poteva trovare terreno fertile.

Si spieghi meglio.

Se la sostituzione dei professionisti fosse stata ad esempio rimpiazzata da altri professionisti con più esperienza, ad esempio nel caso dell'assessore Pippo Ponticelli, con l'avv. Giulia Bongiorno, bhe, forse, nulla a togliere all'Avv. Ponticelli, avrei anche potuto accettare l'esperienza dell'Avv. Bongiorno nel rilanciare e controllare un territorio martoriato. 

Quindi?

Quindi rimpiazzare l'assessore Pippo Ponticelli con un altro assessore, e di altri, e da indiscrezioni pare essere fino a smentita, la moglie del dott. Gennaro Ambrosio, e la figlia pare lavorare proprio negli uffici del primo cittadino, embè, questa sostituzione più di Alto profilo, nulla a togliere all'avvocato Cantone, pare essere un rimpiazzo a sfondo personale, che offende in toto l'intelligenza del professionista trombato. Ma questo sempre a mio avviso. 

Questo solo nel caso di Ponticelli?

Non credo proprio. A mio avviso ogni singolo assessore ha un'affinità con il primo cittadino. 

Secondo Lei chi consiglia Monopoli?

Uno che di politica non capisce nulla ma che gli viene riconosciuto il compito di aver fatto vincere le elezioni al primo cittadino. Inverosimile ma vero!. 

Chi è?

Non vorrei creare inimicizie, lascio a voi lettori l'arduo compito di individuare l'esponente che pur senza avere un solo voto, ha molta voce in capitolo.

Perchè?

Perchè non hanno ben chiaro il concetto di Politica. Altrimenti Monopoli era già stato sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, prima ancora il suo consigliere. Se ci fa caso, Monopoli da quando si è insediato ha deciso tutto lui: Il Capo di Staff; la Giunta. Insomma, è come se si fosse creata una sorta di cappa, per cui chi è fuori dal coro viene messo alla porta, infatti, se ci fa caso, aldilà che gli assessori trombati non hanno avuto il coraggio di proferire parola, nessuno, e sottolineo nessuno della maggioranza, ha mai avuto il coraggio di dire nulla.

Quindi secondo lei anche questa Giunta non durerà?

Assolutamente no. Come non credo durerà 5 anni l'amministrazione Monopoli. 

L'ULTIMA STRAGEL'UNDICI SETTEMBRE IN EUROPA Bruxelles, spaventosa caccia all'uomo L'islamico bombarolo in libertà

Bruxelles, spaventosa caccia all'uomo: l'islamico bombarolo in libertà / Foto



Dopo la cattura di Salah Abdeslam, Najim Laachraoui è l'uomo più ricercato d'Europa. Il ragazzo, 25 anni, è stato individuato dalle forze dell'ordine come uno dei complici di Salah: soltanto poche ore prima della mattanza di Bruxelles era stato spiccato un mandato d'arresto nei suoi confronti. L'atroce sospetto è che sia proprio Laachraoui la mente dietro gli attacchi coordinati alla capitale belga, colpita all'aeroporto di Zaventem e in tre stazioni della metropolitana. Una nuova strage islamica, almeno 23 le vittime, ma il bilancio potrebbe aggravarsi.

Laachraoui, secondo le autorità, nei mesi precedenti agli attacchi di Parigi dello scorso 13 novembre aveva viaggiato con Salah fino a Budapest: i due avrebbero pianificato l'attentato alla città francese. Il sospetto degli inquirenti, dunque, è che Laachraoui abbia pianificato questo secondo attacco, magari anticipandolo di qualche giorno, temendo che Salah potesse rivelare le sue intenzioni (le autorità, infatti, hanno reso noto che la mente degli attacchi di Parigi starebbe collaborando alle indagini). Per inciso, il Dna di Laachraoui è stato ritrovato a più riprese nei covi in cui è vissuto Abdeslam.

ULTIM'ORA DUE ESPLOSIONI IN AEROPORTO Orrore a Bruxelles: nuovo attacco

Due esplosioni in aeroporto. Orrore a Bruxelles: nuovo attacco



L'incubo del terrorismo si abbatte ancora contro Bruxelles: due esplosioni, intorno alle 8 del mattino, all'aeroporto Zaventen. Le informazioni sono ancora confuse: si parla di "11-17 morti" e di "decine di feriti". Lo scalo è stato immediatamente chiuso ed evacuato; sospesi tutti i voli. Le esplosioni sono avvenute nella hall delle partenze, accanto al banco della American Airlines. Tutti i vetri della struttura sono saltati: le esplosioni sono state fortissime.

Un testimone interpellato da Bel Rtl ha spiegato: "Ero in coda per la registrazione e ho sentito un'esplosione. Ho visto il fumo, ho visto gente correre in preda al panico verso l'uscita. C'è stata una seconda esplosione molto più vicina a me". E ancora: "Tutti hanno lasciato l'aeroporto in preda al panico, la maggior parte delle persone hanno lasciato il loro bagaglio. Le auto sono state evacuate".

Per ora, nessuna rivendicazione all'attentato, ma è sin troppo semplice ricondurre la strage all'estremismo islamico. Potrebbe infatti non essere un caso il fatto che l'attacco sia avvenuto tre giorni dopo l'arresto di Salah Abdeslam, il principale ricercato per gli attentati di Parigi del 13 novembre. Impressionante, infine, il fatto che l'attacco sia avvenuto all'aeroporto di Bruxelles, città nel mirino del terrorismo di matrice islamista, e dove l'allerta è ai massimi livelli.

Bechis svela il piano (folle) della Boldrini: a chi vuol dare soldi (e tutti i privilegi)

L'ultima della Boldrini, Bechis svela il piano: soldi ai parenti dei politici condannate


di Franco Bechis


Sta diventando una farsa la decisione di Laura Boldrini e Piero Grasso di revocare dal luglio scorso il vitalizio ai condannati in via definitiva per reati gravi con pene superiori ai due anni di carcere. In tutto come si ricorderà furono revocati 18 vitalizi, 10 ad ex deputati e 8 ad ex senatori che rientravano in quella categoria. A tutti e 18 però sono stati restituiti i contributi con gli interessi di rivalutazione negli anni, per cui al momento la decisione ha comportato un extra costo per i bilanci delle due istituzioni, senza creare per altro problemi di bilancio personale a chi ha perso quell' assegno.

Per fare un esempio, a Silvio Berlusconi Camera e Senato hanno versato un assegno rivalutato vicino a 260 mila euro, e quella somma equivale a 5 anni e mezzo di vitalizio percepito, per cui ne sentirà la mancanza solo a partire dalla fine dell' estate 2021, al compimento del suo 85° anno di età. Situazione di poco diversa per gli altri 17, augurando a tutti di essere vivi e vegeti al momento in cui avranno esaurito l' assegno risarcitorio loro versato dalle Camere. 

Ora però arriva una nuova decisione che di fatto annullerà qualsiasi effetto di quella revoca dei vitalizi: le Camere stanno studiando il modo per fare tornare in vita i vitalizi revocati in caso di morte prematura del condannato. Rivivranno quindi gli assegni di reversibilità, di cui potranno beneficiare i familiari dell' uomo politico che ha subito quella condanna penale. Ad avere lanciato il tema alla fine del 2015 nell' ufficio di presidenza della Camera è stato il vicepresidente del Pd, Roberto Giachetti, che oggi mantiene ancora quell' incarico anche se è candidato del suo partito alle amministrative per l' elezione del nuovo sindaco di Roma. Giachetti ha chiesto un approfondimento alla Boldrini sulla «opportunità di affrontare il tema degli effetti delle decisioni in materia di cessazione dell' erogazione del vitalizio sui familiari degli ex parlamentari interessati.

Ricordo come tale questione fosse stata già sollevata nelle precedenti riunioni in cui è stata trattata la materia, ma come poi il suo esame sia stato sospeso in attesa di affrontarlo unitamente al Senato».

Ma già dal primo dibattito si è capito quale sarà la scelta obbligata. È intervenuto il segretario di presidenza di Fratelli di Italia, Edmondo Cirielli, sostenendo che «la cessazione dell' erogazione del vitalizio potrebbe configurarsi come una sorta di sanzione accessoria conseguente a una condanna di tipo penale. Poiché la responsabilità penale è sempre personale, essa ricade unicamente sulla persona che ha tenuto una certa condotta e non sui familiari. Pertanto, dal punto di vista giuridico, si potrebbe ritenere che il diritto alla reversibilità non venga intaccato da una sanzione che è rivolta unicamente alla persona che ha ricevuto la condanna». D' accordo Ferdinando Adornato (Ap) che dopo avere premesso «di essere stato contrario all' adozione del criterio secondo il quale la cessazione dell' erogazione del vitalizio sarebbe stata una conseguenza pressoché automatica dell' accertamento della sussistenza dei presupposti previsti dalla normativa in materia», ha concordato «con la proposta del Vicepresidente Giachetti di rinviare la decisione sul caso in esame all' esito dei necessari approfondimenti, in attesa di pervenire a una soluzione più compiuta della questione sul piano giuridico». Perfino Gianni Melilla di Sel, il partito della Boldrini, si è schierato a favore dei familiari dei condannati, sostenendo «di aver sollevato il problema degli effetti che la decisione sulla cessazione dell' erogazione del vitalizio avrebbe potuto comportare sui familiari dell' ex parlamentare interessato, già in sede di discussione della deliberazione generale in materia. Condivido pertanto l' esigenza, che è stata manifestata, di affrontare tale questione, pervenendo in tempi brevi, insieme al Senato, a una eventuale modifica della decisione a suo tempo adottata dagli Uffici di Presidenza dei due rami del Parlamento».

Davanti a tanto unanimismo la Boldrini ha deciso di «conferire al Collegio dei deputati Questori l' incarico di approfondire, in tempi brevi, il tema in questione anche con il Senato, attesa la comune definizione della disciplina in materia». Certo, adesso se si toglie l' assegno mensile ai parlamentari condannati e la si concede invece ai loro familiari al momento della loro scomparsa, la decisione delle Camere potrebbe essere passibile di azione penale per istigazione al suicidio (il condannato la fa finita per lasciare quel vitalizio alla propria famiglia), o per istigazione all' uxoricidio (i familiari eliminano il condannato pur di avere quel vitalizio). Una fine davvero grottesca per Boldrini e Grasso...

Strage di studentesse sull'autobus, agghiacciante confessione dell'autista

L'agghiacciante confessione dell'autista: "Sì, mi sono addormentato"



Un colpo di sonno. Lo ammette lo stesso autista 63enne,  risultato negativo ai test per alcol e droga, che avrebbe dichiarato: "Mi dispiace, mi sono addormentato". "Lo siento, me he dormido", avrebbe detto l'uomo, secondo il quotidiano spagnolo La Razon, ai primi soccorritori. Una conferma di quanto sostenuto sin dalla prima ora da media e politici catalani: un errore umano, questo ci sarebbe dietro alla tragedia.

La vergogna del Pd sulle 7 italiane morte: "Sapete perché Renzi ha rinviato tutto?"

Renzi rinvia la direzione Pd per le studentesse morte, voce maliziosa: "Ha fatto due conti..."



I veleni dentro il Pd non si fermano nemmeno davanti alla morte di 7 giovani italiane in Spagna. Il premier e segretario Matteo Renzi, dopo aver twittato il proprio cordoglio quasi in tempo reale domenica sera, lunedì mattina ha deciso di annullare la direzione Pd prevista per il pomeriggio, rinviandola al 4 aprile. "Il Partito Democratico è vicino alle famiglie delle nostre connazionali morte tragicamente in Catalogna - si legge in una nota ufficiale - e, in segno di lutto, il presidente dell'Assemblea nazionale, Matteo Orfini, sentito e in accordo con il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha deciso di sconvocare la Direzione nazionale prevista per oggi alle ore 18 riconvocandola per il prossimo 4 aprile".

La Geloni velenosa - Composto lutto? No, almeno per qualcuno. Chiara Geloni, bersaniana Doc, ex direttrice del canale video YouDem e oggi in fiera minoranza specialmente sui social network, su Twitter si abbandona a un commento a dir poco velenoso:  

chiara geloni ‎@lageloni

Mi sa che qualcuno ha fatto due conti. #direzionerinviata #facciamoiconti
11:35 - 21 Mar 2016

28 28 Retweet   29 29 Mi piace

Quel #facciamoiconti è un riferimento ironico alla frase usata domenica pomeriggio dal premier, che aveva promesso di risolvere a modo suo in direzione le frizioni con la fronda interna. Secondo la Geloni, in sintesi, con il lutto per la sciagura spagnola Renzi avrebbe preso la palla al balzo per rinviare il confronto con i suoi. Accusa pesanteMolti follower però non la prendono bene, e inondano la Geloni di critiche se non insulti. Così la biondissima dem è costretta a rettificare, in evidente difficoltà: 

chiara geloni ‎@lageloni

1)passare tutto il giorno a insultare la gente su twitter non è una grande dimostrazione di condivisione del lutto e rispetto per le vittime
14:13 - 21 Mar 2016

17 17 Retweet   31 31 Mi piace

chiara geloni ‎@lageloni

2) le ragazze purtroppo erano già morte anche ieri quando siete andati a dormire cianciando di asfaltamenti e rese dei conti

14:13 - 21 Mar 2016

chiara geloni ‎@lageloni

3) non sono così stupida da aver scritto che renzi temeva di non avere i numeri in direzione. ma ne riparleremo in un altro momento

14:15 - 21 Mar 2016

chiara geloni ‎@lageloni

4) queste campagne di aggressione personale sui social rendono il pd sempre più indistinguibile dai grillini

14:15 - 21 Mar 2016

E, buon ultima, la frase che forse la Geloni avrebbe dovuto scrivere per prima, giusto per dare il giusto peso alle cose:

chiara geloni ‎@lageloni

5) naturalmente mi dispiace tantissimo per le ragazze morte, italiane e non. serviva dirlo? ok, l'ho detto.

14:16 - 21 Mar 2016

SCONTRINO KILLER "Mi fa un decaffeinato?" È la fine: demolito dal Fisco

"Scusi mi fa un decaffeinato?", sbaglia lo scontrino e inizia l'incubo del barista: il Fisco lo demolisce




Sbaglia a battere lo scontrino per 10 centesimi, rischia una multa da 516 euro e la chiusura del locale. È la surreale vicenda di Stefano Karis, titolare del Bar Gianni a Trieste, che ha aperto un contenzioso con il Fisco per un errore banale ma, evidentemente, gravissimo. Al barista è arrivata una contestazione per aver battuto uno scontrino da 1 euro anziché 1,10 perché, sostiene Karis, per sbadataggine ha battuto un caffè normale al posto di un decaffeinato. I finanzieri però hanno comunque redatto il verbale e ora sarà l'Agenzia delle Entrate a decidere se andare fino in fondo: il barista triestino rischia una sanzione amministrativa di 516 euro e obbligo di chiusura del negozio con sospensione della licenza. Su Facebook ha pubblicato la foto del verbale, commentando amaro: "Verbale della finanza perché go battudo un scontrin de 1€ inveze che 1,10 € perché el caffè iera deca. Ma con quel che succedi in sto Paese, vendo bar per due euro e vado via da questo Paese di merda". Evidentemente si è imbattuto nel lato oscuro del Fisco evocato in modo inquietante dal direttore dell'Agenzia Rossella Orlandi.