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venerdì 5 giugno 2015

Il cantante smaschera Giulia Innocenzi: la menzogna (in diretta) ad "Announo"

Povia contro Giulia Innocenzi: "Il Luca che porti ad Announo non è quello della canzone. Informati"




Una giornalista, Giulia Innocenzi, e un cantante, Giuseppe Povia. Cosa hanno in comune? Il mondo gay. Fra i due è scoppiata in queste ore una controversia circa il protagonista della famosa e tanto criticata canzone Luca era gay. Tutto è nato con un video di Povia, in cui accusava la Innocenzi di aver invitato nella sua prossima puntata di Announo Luca di Tolve, spacciandolo per il Luca della sua canzone. “Ho visto che farai una puntata di Announo sui gay - ha detto il cantante - ma voi che fate informazione dovreste essere i primi a essere informati sulle storie che raccontate. Ho sentito la canzone Luca era gay che gira sul promo ma Luca di Tolve non è il Luca della canzone. Io questa cosa l’ho smentita da subito, da quando è uscito il brano. Quello della canzone si chiama Massimiliano, è di Roma e oggi ha oltre 60 anni”. Il video prosegue poi con una critica diretta alla Innocenzi e al suo modello di giornalismo: “Ci sono cose altrettanto importante dei gay di qui parlare. Come ad esempio la grandissima campagna che hanno fatto per più di vent’anni Travaglio e Santoro su un ladro di galline che è Berlusconi, quando il vero potere, cioè tutte le sinistre, ci ha svenduto e ci continua a svendere al nostro nuovo Governo che si chiama Bce”.

Botta e risposta – Nonostante tutto la santorina non è sembrata troppo preoccupata dalle critiche, e ha ripostato sul suo profilo face book il video di Povia commentandolo così: “Giuseppe Povia mi manda un videomessaggio in vista di Announo di stasera: "Fai una puntata perché vorresti che i gay fossero tutelati? Anch'io vorrei essere tutelato, visto che sono stato fatto fuori, alla faccia della libertà di espressione". E la puntata non è ancora cominciata.” Nessun riferimento quindi alla vicenda di Luca, cosa che non è sfuggita a Povia che ha subito commentato il post della Innocenzi: “Il video parla di tutt'altro, ma davvero di tutt’altro argomento, che tu e Announo avete promosso dappertutto soprattutto su La7 con la mia canzone "Luca era gay" che non ha niente a che vedere con Luca di Tolve. Se metti un post con queste parole, confermi ciò che ho scritto sull'informazione giornalistica deviata e sei parte anche tu di quell'"Antisistema" creato dal sistema stesso. Non te ne sei accorta. Come farsi un autogol stando in prima serata, davvero epico. Saluta i tuoi 2 papà Santy e Travy”.

L’uomo dello scandalo - Luca di Tolve è un ex attivista dell'Arcigay, illuminato dalla Madonna a Medjugorje, che oggi dichiara che “l'omosessualità non esiste, è solo un disturbo della personalità che può essere curato”. Da quando l’uomo si è “redento” ed è “tornato” etero, è diventato un fervente attivista del mondo eterosessuale. Ed offre dei corsi per tutti quei gay che volessero “guarire dalla loro patologia”. Come riporta La Repubblica, sui monti in provincia di Brescia offre dei seminari di ciqnue giorni. “Essere gay offende Dio e lo fa soffrire - ha dichiarato - ma si può cambiare. I gay sono solo persone che hanno disturbi della personalità, magari dovuti a situazioni vissute, anche inconsciamente, soprattutto in tenera età”. In questa sua divina missione Luca si fa aiutare da altri due ex gay, da un frate e da un padre passionista.


Caivano (Na): Sirico stacca Monopoli e conquista la simpatia di altri esponenti politici di rispetto

Caivano (Na): Sirico stacca Monopoli e conquista la simpatia di altri esponenti politici di rispetto 



Al Ballottaggio l'alternativa c'è
SIRICO Luigi 

Come volevasi dimostrare è ballottaggio. Gli elettori di Caivano non hanno ancora ben chiare le idee ed infatti chi credeva di vincere al primo turno, resta fermo al palo, con l'ansia di rivedere lo stesso Film del 2010. Per Monopoli è il secondo ballottaggio in meno di 5 anni. Nel 2010 perse contro Tonino Falco Udc. Fu bocciato dall'elettorato caivanese nonostante le quote lo davano favorito, proprio come ora. Monopoli dopo aver cambiato 4 partiti, dal partito Liberale, all'Udc, all'Adc per poi finire da consigliere provinciale nelle braccia di Forza Italia, responsabili proprio nel 2011 di aver portato a Caivano 4.500 tonnellate di spazzatura nei capannoni di Ambiente e Energia ed in più di non aver pagato le bollette elettriche del Liceo Scientifico Braucci, facendo chiudere lo stesso plesso per più di 3 giorni, oggi, Monopoli, esponente di Forza Italia, è nuovamente in caduta libera. Il più favorito, colui che al primo turno ha raccolto più consensi si avvia nuovamente verso la sconfitta?. Sirico intanto, conquista anche l'elettorato di centro destra come quello di Ncd, ma anche l'elettorato moderato considerato che il Partito Democratico dal 2010 ad oggi sale nei numeri reali da 2.000 voti a 2.900 con Sirico Sindaco. Ma non solo, Monopoli pur essendo un esponente politico più conosciuto sul territorio (Per la professione di medico) rispetto a Sirico, continua a perdere consensi anche nei confronti di altri esponenti politici di rispetto, quindi nell'area socialista e in quella di centro destra, proprio come un aereo in avaria, tutti si lanciano ma al voltante resta solo il pilota. Per non parlare di chi ha dovuto ripulire Caivano dai Fac-Simili. Insomma, se guardiamo la storia degli ultimi 5 anni, Caivano ha già deciso, la coerenza dimostrata dal candidato del Partito Democratico, Sirico Luigi è stata già premiata al primo turno con circa 8.000 voti. Sirico e la sua squadra di professionisti sono già pronti per governare Caivano. Uno dei primi punti di Sirico e della sua squadra sono la tutela del Territorio, l'Ambiente e la rimozione immediata delle eco-balle portate da Forza Italia e dal centro destra negli ultimi 5 anni, disoccupazione giovanile, fare gioco di squadra Regione-Comune, giacchè il Partito Democratico ha già stravinto le elezioni regionali eleggendo il neogovernatore Vincenzo De Luca. Sirico Luigi l'alternativa ai fautori delle Eco-balle. Ai cittadini la responsabilità di scegliere. 

All'Alitalia resta solo il tricolore in coda E dentro i colori sono quelli di Etihad

Alitalia presenta i nuovi colori e le nuove cabine




Fuori, appena un ritocchino. Dentro, uno stravolgimento. Si può riassumere così la nuova immagine che stamattina a Fiumicino Alitalia ha presentato alla stampa. All'esterno, la livrea degli aerei è cambiata appena. il tricolore sulla coda resta, ma sparisce la riga orizzontale verde e il nome della compagnia da sopra i finestrini passa sotto. Un tributo forse eccessivo a un trend che nel trasporto aereo commerciale ha pure un nome: "Eurowhite" si chiama, a sottolineare la tendenza verso fusoliere quasi completamente bianche. Forse troppo. E prive di identità, come appare a dirla tutta quella di Alitalia. Gli interni, invece, sono cambiati molto, soprattutto dal punto di vista cromatico. Al grigio che ha sostituito il verde negli ultimi anni in classe economica si è aggiunto un poggiatesta color mattone con copripoggiatesta in stoffa gialla. E in "magnifica" i sedili sono diventati blu con tocchi di rosso e di giallo. Colori che richiamano più l'identità di Etihad che quella del vettore italiano.

Il nuovo virus che spaventa il mondo Cifra da panico: tasso di mortalità al 36%

Virus, la nuova Sars si chiama Mersa: 1400 persone in quarantena




L’Asia comincia a tremare per un virus che potrebbe rivelarsi la nuova Sars. Ha una mortalità del 36%, si chiama Sindrome respiratoria del Medio oriente (Mers) e per ora sta colpendo la Corea del Sud. Si contagia velocemente, è altamente letale e in pochi giorni le persone messe in quarantena sono già più di 1400. Ma il virus ha causato al momento anche tre vittime, che potrebbero aumentare nei prossimi giorni. Il paziente zero è un uomo di 68 anni, tornato da un viaggio fatto in Medio oriente ad aprile-maggio e confermato positivo ai test il 20 maggio scorso. Le prime due persone morte, una donna di 58 anni e un uomo di 71 anni, erano state ricoverate nello stesso reparto ospedaliero del "paziente zero", a dimostrazione di quanto sia facile il contagio.

Le contromisure - In altre città dell'Oriente come Pechino e Hong Kong sono state adottate intense misure di prevenzione e controllo, mentre Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha stimato in 1.172 i casi di Mers segnalati dalle autorità sanitarie di tutto il mondo, tra cui 479 decessi correlati, a partire dalla sua individuazione nel 2012. Intanto si teme una rapidissima diffusione del virus: il governo sudcoreano è finito nel mirino per la risposta troppo lenta nel contenimento del contagio dopo gli accertamenti risultati positivi, mentre l'intero Paese è in preda a una fortissima preoccupazione.

Non solo Inzaghi: Mihailovic fa fuori altro totem milanista

Mihailovic fa fuori Tassotti: non sarà lui il suo vice




L'interista Mihajlovic fa fuori milanisti come piovesse. no, non parliamo di Inzaghi, che quello è già andato. Ma, se vogliamo, di un pezzo molto più grosso di lui, un vero e prorpio mostro sacro rossonerso. Uno che a Milanello, tra campo e panca, c'è dalla bellezza di venticinque anni. Si tratta di Mauro Tassotti, romano di nascita milanese, anzi milanista d'adozione. In maglia rossonera è arrivato nell'80, prima di appendere gli scarpini al chiodo e occuparsi di panchina: la primavera e poi, dal 2000 la prima squadra. Al posto di Alberto Zaccheroni nel marzo 2001 e quindi, dalla stagione successiva, vice. Vice di Ancelotti, vice di Allegri, vice di Seedorf, vice di Inzaghi. Sempre al fianco dei condottieri con la sua esperienza, la sua determinazione e la sua pacatezza. Ma, pare ormai per certo, che l'anno prossimo non sarà più così. Sinisa Mihajlovic, infatti, avrà al suo fianco qualcun altro. Di certo non Mauro Tassotti, che di occasioni per prenersi in mano la squadra, di vere, non ne ha forse mai avute. Un altro pezzo di quel Milan di invincibili che se ne va. Nella speranza, dei tifosi, che quello nuovo ci si avvicini anche solo.

Marò, terribile accusa di Capuozzo: quelle "carriere-lampo" in Marina...

Marò, l'accusa di Toni Capuozzo: "Qualcuno nella Marina ha fatto una carriera-lampo sulla loro pelle"




Una vicenda infinita, e intricata, e dolorosa, quella dei nostri marò prigionieri in India. E sull'odissea di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone prigionieri in India, Toni Capuozzo, ha scritto un libro: Il segreto dei marò, edito da Mursia, in uscita nei prossimi giorni. Il giornalista, intervistato da Il Tempo, si dice sicuro della loro innocenza e premette: "Non nascondo nel libro di avere un pregiudizio favorevole, in base alla conoscenza personale con Latorre, che mi ha fatto da scorta, in Afghanistan nel 2006, e in generale per la mia esperienza. Non ho mai visto né sentito di un militare italiano con il grilletto facile. Mi è capitato più volte di trovarmi in situazioni di tensione e, al contrario mi sono chiesto: ma quando sparano? I militari italiani - sottolinea Capuozzo - sono prudenti, attenti e rispondono al fuoco se attaccati".

Le accuse agli indiani - Secondo il giornalista, "non è un caso che gli indiano non siano arrivati a istruire un processo" sul loro conto. "Perché - prosegue - non c'è alcuna prova della loro colpevolezza, ci sono al contrario molte prove della loro innocenza". Sulle indagini, spiega, sono state effettuate con "molta faciloneria, una grande approssimazione e con un teorema: sono stati gli italiani, sono colpevoli. Tutto ha avuto subito un forte connotato politico: erano giorni in in cui il Partito del Congresso si giocava la maggioranza, in Kerala c'era l'elezione supplettiva per un deputato che era deceduto. L'incidente ai due pescatori rappresentava un'occasione formidabile". Per Capuozzo, dietro alla vicenda, c'è un peccato originale: "Era già decisa la colpevolezza, bisognava solo acconciare un teorema. E' stato fatto in modo facilone e maldestro".

Terribile sospetto (sull'Italia) - Ma il giornalista, poi, accusa anche l'Italia: "Siamo disastrosi. Convinti, all'inizio, che la cosa possa finire a tarallucci e vino, ci sfugge completamente la strumentalizzazione politica". Nell'intervista, si ricorda poi a Capuzzo che nel suo libro spiega che chi ha avuto a che fare questo caso, tra le sfere militari italiane, ha fatto una rapida carriera. Ed è qui che Toni mette nero su bianco la sua accusa più grave: "E' vero che alcuni posti nella Marina militare sono dei trampolini di lancio - premette -. Chi guida la Squadra Navale è chiaro che poi avrà un incarico più importante, tutte persone che avevano carriere brillanti annunciate. Il sospetto - punta il dito - è che queste carriere siano un omaggio ad un atteggiamento che ha accettato la supremazia della politica e dell'economia".

giovedì 4 giugno 2015

Il neogovernatore De Luca incontra i sindaci della Terra dei fuochi: “Ora via le ecoballe”

Il neogovernatore De Luca incontra i sindaci della Terra dei fuochi: “Ora via le ecoballe”


di Angela Marino 


Presente anche l'ex. Assessore all'Ambiente Francesco Casaburo 

Anche Caivano coinvolta. Dopo le ultime 4.500 tonnellate di spazzatura portate da Forza Italia a guida Cesaro nei capannoni di Ambiente e Energia, ora arriva lo STOP di De Luca: "Ora via le ecoballe"



Eliminazione delle ecoballe e bonifiche sono i due punti cardine del programma del presidente eletto della regione Campania Vincenzo De Luca. Lo ha annunciato oggi durante un incontro con i sindaci del territorio. L'ex sindaco di Salerno ha anche ribadito il suo no, a nuovi inceneritori.

Come annunciato in conferenza stampa subito dopo la notizia della sua elezione a governatore della Campania, Vincenzo De Luca comincia il suo programma di governo dalla Terra dei Fuochi, tema centrale nella campagna elettorale. "No ad altri termovalorizzatori. Va costituito da subito un nucleo di controllo sanitario sui territori per dare serenità - ha detto De Luca nel corso di un incontro informale con i sindaci del territorio. Bisogna intervenire immediatamente sui roghi e sulla prima messa in sicurezza delle discariche esistenti". Queste le prime linee programmatiche delineate dal neoeletto presidente della Campania Vincenzo De Luca, al termine di un incontro che ha avuto oggi con alcuni sindaci della zona al confine tra le province di Napoli e Caserta."L'eliminazione delle ecoballe e la bonifica della Terra dei Fuochi è il mio primo impegno a tutela della salute dei cittadini, per la salvaguardia dell'ambiente, per la ripresa dell'agricoltura e del turismo".

Alla riunione informale con De Luca erano presenti i sindaci Nicola Tamburrino di Villa Literno; Raffaele Lettieri di Acerra, Dimistri Russo di Castel Volturno, Raffaele Vitale di Parete, Giuseppe Salatiello di Calvizzano e Giusepe Cirillo, neo eletto a Cardito. Tra i presenti anche il vice sindaco di Qualiano e due assessori di Villaricca, oltre ai consiglieri regionali Tommaso Casillo e Lello Topo. "Abbiamo fatto una valutazione approfondita – ha spiegato De Luca – della situazione e definiremo a breve la metodologia più moderna d'intervento oltre che a tempi certi e serrati. Entro un mese si dovrà decidere tutto. Non si dovrà perdere un minuto di tempo. Le soluzioni saranno illustrate ai cittadini entro il mese di giugno. Sempre d'intesa con gli amministratori e le comunità locali".Il nuovo presidente della Campania (non ancora insediatosi) ha messo quindi al primo posto una vicenda, quella del disastro ambientale in Campania, sulla quale sono concentrate le aspettative di comitati, associazioni ambientaliste, ma soprattuto di migliaia di cittadini, gli stessi scesi più volte in piazza per il diritto alla salute e il risanamento del territorio e sulla quale sono accesi anche i riflettori della politica e dei media.